Terremoti palesi e terremoti occulti…

“…Anna B. e Gianni F. sono due 40enni, lui un uomo piacente e lei una bella donna, sono seduti davanti alle tende a loro assegnate immersi in un vortice di pensieri, non si conoscono ma ogni volta che i loro sguardi si incrociano stabiliscono indefinibili sinapsi. Come molti altri hanno perso la casa, i ricordi di una vita andati in frantumi, le loro famiglie sono salve, coniugi e figli fanno gruppo per meglio affrontare la tragedia ma nessuno potrà mai lenire un dolore segreto, inconfessabile, l’amante di Anna e l’amante di Gianni sono morti uccisi dalle macerie. I corpi recuperati sotto i loro occhi dai vigili del fuoco hanno creato uno strazio nello strazio. Una sofferenza interiore non esternabile che tarla impietosamente l’anima…”

Ciò che potrebbe essere lo spunto per un romanzo e/o un soggetto cinematografico d’autore è, purtroppo, una situazione tragicamente reale. In questa o altre calamità naturali portatrici di lutti, le relazioni clandestine interrotte vengono sepolte in un blindato, inaccessibile, cimitero personale. Uno sconforto senza sbocchi consolatori capace di radicarsi e appesantirsi progressivamente con lo scorrere del tempo, passioni carnali o amori custodi di progettualità che siano, se recisi brutalmente da forze incontrastabili, scavano solchi lasciando tracce indelebili nel respiro dei sopravvissuti.

Un amante non è certo immortale, tuttavia credo che la causa di una prematura dipartita incida profondamente sulla elaborazione, interiorizzazione, dell’evento da parte di chi subisce la perdita. Un rapporto rubato al mondo se “terminato” da un terremoto o un’alluvione segna, marchia, in modo anomalo rispetto ad un incidente, una malattia, un omicidio, una disgrazia magari dovuta ad imprudenze. Il potere devastante della natura non è identificabile come “nemico”, forse neanche come “destino”, molto più probabilmente in simili casi il lutto viene percepito come “punizione”, un pesantissimo macigno per i soggetti sensibili tendenzialmente portati ad auto colpevolizzarsi.

Niente affatto irrilevante è l’ovvia assenza di supporti mirati, è possibile ipotizzare un percorso psicanalitico personale ma non in tempi brevi, un individuo sfollato con tanto di famiglia è vincolato a priorità fin troppo semplici da capire. C’è da sperare che i danni subiti siano ancora riducibili, seppur da interventi tardivi. Esiste anche un’altra “categoria” di persone diversamente coinvolte, mi riferisco alle mogli e ai mariti al corrente delle tresche. Come si reagisce di fronte alla morte dell’amante del consorte provocata da una catastrofe collettiva??? E’ poi così assurdo immaginare un sollievo nel dolore??? Una sofferenza  imputabile e palpabile potrebbe essere motivo di ricongiungimento oppure di rottura definitiva se vissuta come prova provata??? Un terremoto personale nel terremoto di massa smuove la coscienza fino alla voglia di ricostruire un matrimonio traballante???

L’umanità è variegata, così come lo sono le interpretazioni delle calamità, alcuni considerano l’esser sopravvissuti un segnale divino, un monito, l’ultima chance, convinzione che li induce a “confessarsi”. Arzigogolo mistico (dio ha voluto salvare me e la mia famiglia) non sempre accolto a braccia aperte dai “traditi” che si vedono colpiti due volte, l’euforia da scampata morte rischia di far implodere anche ciò che sarebbe giusto rimanesse in piedi.

Questo post non è assolutamente una provocazione, nemmeno intendo pungolare coloro che mettono l’amore in testa alle priorità della vita, tento di accendere una flebile luce su realtà e dolori, volutamente ignorati da un biasimevole perbenismo Vittoriano cinto dal laticlavio che ancora spadroneggia indisturbato.

Tullio Antimo da Scruovolo

Il governo è contro l’amore…

La mannaia di questo “governo salva Italia” produrrà degli effetti devastanti anche in quel territorio chiamato “amore”, “passione”, “sesso”. Prima che questi licantropi tornino nelle loro dorate residenze, attici in cima ai grattacieli delle banche, il limite dei pagamenti in contanti sarà ridotto a soli 100 Euro, fidatevi dello zio Tads, sarà proprio cosi, sono partiti da mille ma l’obiettivo reale è cento. Andrò a sviscerare in un futuro prossimo il perché di questa “violenza” economica, in questo post intendo solidarizzare e spezzare una lancia in favore di quella vasta popolazione che da codesta scellerata imposizione si vedrà negato il diritto di “amare”…

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Tra moglie e marito… l’influenza del partito

Sul marciapiede, davanti alla sede di zona del partito, Ignazio fumava “tirando” lunghe boccate in rapida successione, una diffusa consuetudine dall’entrata in vigore della legge anti-fumo, immerso nei suoi pensieri guardava il mondo senza vedere niente. L’avvicinarsi di un ticchettio lo riportò nella realtà, si girò e la vide, quasi non la riconobbe. Laura, segretaria della sezione, si avvicinava con quell’incedere tipico di chi è in ritardo ma lei era in anticipo, la sua finta fretta tentava di mascherare una istintiva reazione all’imbarazzo che provava nel farsi vedere dai compagni in abbigliamento femminile, quasi civettuolo, loro erano abituati ad un look mascolino, pratico, pantaloni, golfini o camicette accollate, scarpe basse e trucco zero.

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Foglie che cadono e calze che salgono…

Anche se le stagioni non si susseguono più come nei tempi andati, il loro annuo ripresentarsi è sempre un dono della generosa e tollerante natura. L’autunno è prossimo a citofonare ricandidandosi come periodo più bello dell’anno, un festival di colori tenui, profumi e aromi, la vendemmia, l’aria fresca, l’accorciarsi delle giornate e, dulcis in fundo, il riapparire delle calze femminili, gioia e delizia degli uomini feticisti e delle donzelle esibizioniste. I cultori/trici di questo indumento affascinante, misterioso, fragile nel suo essere ma fortissimo nell’indurre in tentazione sono, per fortuna, ancora numerosissimi e coccolati da un mercato capace di ibridare fantasie vintage con fibre moderne…

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Donne, mare, corna e…

Mentre ancora rimbalzavano, come vaste eco nelle valli, le stridenti urla di bambini e ragazzini che manifestavano tutta la loro “rabbia” per la chiusura delle scuole, già le mammine apprensive ed ansiose stivavano nei trolley invereconde quantità di armamentari vacanzieri, prevalentemente for the beach. Nel frattempo… bagnini, operatori del bagnasciuga, baby sitter e Siffredame assortito affilavano ed oliavano le “armi”, giammai farsi cogliere impreparati dalla stagione del “carpe diem”…

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