Arrapati, perplessi e…

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Si mormora che i capitali investiti nella ricerca per ovviare all’impotenza senile siano superiori a quelli destinati alla lotta contro l’Alzheimer, fosse vero vorrebbe dire che in un futuro, neanche tanto lontano, le città saranno affollate da anzianotti che, perplessi e smemorati, passeranno le giornate domandandosi cosa farsene di quella fastidiosa protuberanza rigida che tenta di uscire dalla mutanda. Probabilmente alcuni, osservando le consorti nude, chiederanno loro quando sia avvenuta la “caduta” dell’ammennicolo.

Che le multinazionali farmaceutiche abbiano da tempo fiutato il business dei tempi moderni, cioè procrastinare il più possibile quell’atavico terrore maschile retoricamente definito: “congedo irreversibile dalla sessualità attiva”, è una panzana planetaria clamorosamente smentita da una “pastiglietta” chiamata “viagra”. Il “salvatore blu” ha appena compiuto 15anni, “epoca” in cui sono state vendute 3miliardi di pillole, prevalentemente nei paesi evoluti, in Europa gli Italiani sono secondi (medaglia d’oro UK), nel periodo “gennaio/ottobre 2013” i nostri connazionali si sono già ingozzati 6milioni di confettini, dati ufficiali facilmente reperibili in rete. I “numeri reali” sono diversi, c’è chi sostiene che il mercato clandestino incrementi di un buon 30% il consumo, non solo, a questo bisogna aggiungere i tarocchi e una variegata proposta alternativa di  prodotti acquistabili on-line. Rapporti medici più o meno riservati asseriscono che l’uso maggiore di “aiutini” sia attribuibile a uomini di età inferiore alla fascia considerata utenza/obiettivo (gli over60/65 “viagrati” sono una esigua minoranza), il 40% dei maschi Europei under35 ha problemi di erezione, seppur non cronici. Nell’analisi geografica emerge un’altra realtà inquietante, il consumo di viagra è maggiore nelle aree in cui sono maggiori i consumi di alcool e droga, in particolare la cocaina (Lombardia e Roma). La cocaina è un vasocostrittore, ai “pippatori” non si rizza e quindi per non smarronare si calano il “crick chimico”.

Gli Africani sono particolarmente attivi e comunque costretti, purtroppo per loro, a dover affrontare problematiche ben più serie dei “geppettini” accidiosi. gli Asiatici, da illo tempore, fanno uso di sostanze naturali di origine animale e vegetale per gratificare e gratificarsi. Gli Indiani sono certamente i più ganzi, hanno inventato l’orgasmo “tantrico” e viaggiano a “paranoie zero”. Duole dirlo ma noi Caucasici, ancora una volta ci vediamo costretti, nostro malgrado, a dover recitare la parte degli “sfigati”, direi sia più appropriato “decazzati”, ecco… sono questi i momenti in cui in me scatta la “fantasociologia”.

Eggià… la “fantasociologia” che poi magari non è nemmeno tanto “fanta”, mi chiedessero di sceneggiare un film in merito, sicuramente lo strutturerei su un plot deduttivo: “il viagra come strumento di gestione delle masse da sottomettere, la scopata vissuta come il nuovo pane dei nuovi poveri, il sostituto dell’amore nell’era del sesso facile”. Immagino i potenti della Terra, seriosi e impassibili, riuniti in uno studio futuristico ad ascoltare il relatore: “la manipolazione dei popoli avvezzi al benessere, non può non passare attraverso una rivisitazione dell’antico ma efficace concetto metaforicamente chiamato bastone e carota, per ridurre allo stato di debosciati milioni di sudditi è fondamentale renderli schiavi del vizio e delle dipendenze debilitanti, è tuttavia opportuno incentivare sfoghi primordiali sessuali fornendo loro sostanze in grado di consentire l’appagamento di tali pulsioni…”. Se buttiamo lo sguardo nel nostro recente passato, ci accorgiamo che il boom di alcolizzati e tossicodipendenti da eroina (lo stupefacente che più annienta la volontà) coincide proprio con il periodo di relativa calma delle piazze. Da una parte si è chiuso un occhio e dall’altra si sono messe da parte le Molotov.

Le coincidenze esistono, indubbiamente, trovo comunque quantomeno singolare che fenomeni negativi come ludopatia, alcolismo, droghe sintetiche a pioggia, assuefazione alla tecnologia (internet) e l’uso di viagra, siano esplosi nello stesso periodo storico dell’Euro, dell’impennarsi della disoccupazione e della politica inefficiente e vampira. Cosa succederebbe se togliessero al popolo, giovani in testa, oltre a lavoro e prospettive, anche quegli elementi capaci di stabilizzare la destabilizzazione come internet, gioco d’azzardo, stravolgimenti psicofisici e sesso??? Sarebbero tutti in strada con i forconi in mano e il sangue agli occhi, con buona pace degli ideatori del “Komasutra”.

Vogliono farci credere che il viagra sia stato prodotto per ringalluzzire i vecchietti, quelli che conosco io si incazzano più per una patita a briscola persa che per una copula mancata.

Tullio Antimo da Scruovolo

I nuovi vecchi…

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L’altro giorno… mentre pulivo i fagiolini guardando “Uomini e Donne old”, il cellulare ha preso a squillare e danzare il “ballo di San Vito” sul tavolo, era il mio “agente”: “Tullio Antimo, domenica mattina si lavora, ti mando l’indirizzo via sms”. Da quando è sopraggiunta la crisi ho dato vita a una diversificazione del rischio d’impresa assumendomi nuovi oneri, tra i quali fare il “ragazzo immagine”, il “cubista”, il “bunga-bunghista” negli ospizi. La domenica mattina, durante la pausa che intercorre tra messa e pranzo, mi sbatto come una anguilla sui tavoli del refettorio indossando un perizoma in eco-mandrillo, divido equamente gli introiti con un assistente nano vestito da Lotar (quello di Mandrake) che, cappello in mano, passa tra le vecchiette schiumanti cupidigia per incassare l’obolo. Ad onor del vero questo mio impegno nel sociale è iniziato diversamente, andavo nelle case di riposo indossando un look da intellettuale con l’intento di erudire la quarta e quinta età leggendo “il Simposio di Platone”, quando hanno iniziato a tirarmi addosso stampelle e pantofole ho realizzato che consideravano la filosofia un fastidioso catetere psicologico, riconosco che anche io facevo una certa fatica a calarmi nel ruolo del “tomista”. Ciò di cui necessitavano era una “botta di vita”, sbeffeggiare la morte in agguato con un trasgressivo colpo di uncino. Durante l’ultima esibizione una nonnina allupata ha chiamato a raccolta tutte le energie per urlarmi: “mmmmmmm… ti spalmerei tutto con un passato di cicoria”!!!

Non tragga in inganno l’incipit ambasciatore di apparente fresconeria (anni addietro intitolai un articolo: “Quando io e Bill Gates vendevamo i lupini al Central Park di New York…”, furono in diversi a chiedermi se la cosa rispondesse a verità), la spiritosa fiumara sfocia nel lago della riflessione seriosa, direi nella laguna della miopia, della ignoranza gestionale e della regressione esistenziale. La raffigurazione grafica della vita non è più una parabola, è la stilizzazione di una catena montuosa ove stucchevoli impennate si alternano ad angoscianti cali perpendicolari. In un mondo popolato da mostri che producono mostruosità, i vecchietti sono gli unici a mantenere in vita, per adesso, quel decoro umano entrato da tempo in uno stato comatoso irreversibile. Prossimamente (credo bastino un paio di decenni) bocciofile, giardinetti, circoli anziani e associazioni “silver” saranno affollate da ottuagenari rasta, tamarri, tatuati e con piercing, accompagnati da irriducibili  vegliarde tappate come Lady Gaga. Nuovi mercati attireranno l’attenzione delle multinazionali, Nike, Nokia, Adidas e Samsung inizieranno a produrre e commercializzare protesi ortopediche con annessa connessione wi-fi su “farmabook”, dentiere anti-alitosi automasticanti, occhi di vetro dotati di webcam e apparecchi acustici di tendenza sintonizzati su “radio Maria techno”. McDonald farà gli hamburger col semolino e la Apple l’ I-Rincophone, di fisso spopoleranno i pannoloni push-up capaci di sagomare perdute virilità sotto i jeans a metà culo. Tisane Red Bull e minestrine Knorr in lattina allieteranno i “senil-party” (DJ Rombo di Polmone), i Giapponesi stanno investendo ingenti risorse per creare preservativi che non si piegano. Tanto per chiudere coerenti… una vecchietta trendy che si rispetti deve essere seppellita in un bella bara tutta colorata griffata “DESIGUAL”.

Tullio Antimo da Scruovolo