I nuovi idioti, sfidare la morte per un selfie, rischiare di essere stuprata per un “flashing”…

Sui devastanti effetti collaterali del web si è già scritto e detto di tutto e di più, fino alla nausea, ovviamente internet è solo un incolpevole strumento, non può certo essere messo alla sbarra per le sue infinite peculiarità, anche se queste, immancabilmente e inevitabilmente, stimolano malsane fantasie partorite da mentecatti e cervelli deneuronizzati.

Tra le pochissime cose che distinguono la nostra specie dagli altri mammiferi ve ne sono quattro particolarmente degne di menzione: 1) la competizione fine a se stessa, 2) la vanità, 3) l’esibizionismo, 4) l’innato bisogno (spesso fasullo) di condividere macerie esistenziali. Se sintetizziamo queste pulsioni nelle moderne lande tecnologiche, otteniamo un cocktail micidiale paragonabile solo agli allucinogeni degli anni 60/70.

GLI UOMINI… nel momento in cui la rete e gli Smart hanno dato la possibilità di postare in tempo reale video e selfie, i maschietti hanno rispolverato un machismo erroneamente considerato archiviato, dando così vita a un susseguirsi di performance sempre più pericolose, sempre più incredibili, sempre più stucchevoli, sempre più estreme. Anonimi ragazzotti che sfidano la morte per onorare il celeberrimo aforisma attribuito ad Andy Warhol (in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti), la corsa alla cazzata più pericolosa è diventata inarrestabile, un crescendo Rossiniano della angosciante stupidità. Schizzare via dai binari un secondo prima di essere travolti da un treno in corsa, farsi un selfie in bilico sul cornicione di un grattacielo… più che ardite gesta compiute da cuori impavidi paiono belinate per abbelinati.

LE DONNE… nel momento in cui la rete e gli Smart hanno dato la possibilità di postare in tempo reale video e selfie, le femminucce, manco a dirlo, hanno preso a spogliarsi ma in modo più “contemporaneo” dando vita al “FLASHING” e all’ormai famoso “ASKING FOR DIRECTIONS”. Il “flashing” consiste nell’ordinare del cibo con consegna a domicilio (vanno bene anche i corrieri), piazzare la web cam in modo da inquadrare bene la porta, chiamare a raccolta on line amiche e amici, poi, quando suona il campanello, andare ad aprire completamente nuda o in lingerie, ritirare il pacco con la massima indifferenza, salutare il ragazzo, chiudere la porta e correre al pc per raccattare consensi e commenti. “Asking for directions”, questo “giochino” richiede la collaborazione di un amico/a autista, si piazza lo Smart in auto in modo da riprendere il finestrino lato passeggero. Poscia ci si avventura nelle strade per chiedere indicazioni a ignari passanti maschi, quando costoro si avvicinano e si abbassano per meglio capire la richiesta, si ritrovano al cospetto di una donzella col seno scoperto, la gonna tirata su e tutto il cucuzzaro in bella mostra. Ad onor del vero la provocazione in automobile è cosa datata, tuttavia i video postati in rete creano una sorta di “sexy contest” che rende ancor più audaci e trasgressive le partecipanti. Cosa diversa è il “flashing”, provocare spudoratamente fattorini che conoscono nome e indirizzo, è un po’ come avventurarsi in un campo minato.

Il “coraggio” maschile e la “spregiudicatezza” femminile sono due frutti bacati della stessa pianta, quella della dabbenaggine da followers, rischiare di finire maciullati sulle rotaie o di ritrovarsi sotto casa un allupato ragazzo delle consegne, solo per avere un lampo di gloria in rete, tra l’altro gratis et amore Dei, è un preoccupante segnale. Questa società moderna sforna idioti in trafila ma la colpa non è della rete, è di chi non educa, non controlla, non sorveglia, non trasmette valori, direi anche di tutti gli utenti che seminano likes e followers alimentando e incentivando questa novella Arena di Nerone. Ogni tanto qualcuno crepa, ogni tanto qualcuna si ritrova nei pasticci ma guai parlare di “provocazione” oppure usare espressioni tipo: “se l’è cercata”, sarebbe politicamente scorretto.

Tullio Antimo da Scruovolo

What’s your name? My name is Attila

imagesKPNYUI4L

Immaginate una vecchia Signora un po’ bagascia (l’Italia) madre di due figlie, una bellissima, colta, intelligente e socievole, l’altra racchia, ignorante e stronza… un bel giorno viene indetto un concorso: “ miss turismo”. Il premio in palio è cospicuo ma c’è una regola ferrea da rispettare, può partecipare una sola rappresentante per famiglia. Indovina indovinello… cosa fa la vecchia Signora un po’ bagascia??? Alla competizione manda la figlia racchia, ignorante e stronza. Morale: ogni qualvolta siamo chiamati a dare il meglio sfoderiamo il peggio.

L’estate 2014 verrà tumulata con tutte le sue corone di negatività, alla crisi economica e al maltempo si è aggiunta una nuova fetenzia, il comportamento incivile dei turisti stranieri. Non possiamo certo affermare che fino allo scorso anno l’Italia sia stata un resort esclusivo per vacanzieri a modo ma, ahinoi, i notiziari parlano di una calata dei barbari senza precedenti. Dipendesse da me… a certi animali foresti farei fare un “coast to coast”, Trieste-Reggio Calabria a calci in culo con un paio di deviazioni per non discriminare Aosta e Lecce. Dulcis in fundo, prima di rimandarli nelle loro riserve li omaggerei con un “ricordino” indelebile, un bel tatuaggio sulla fronte: “ in Italia andai, male mi comportai, col deretano rotto mi ritrovai”. Purtroppo non posso farlo, nemmeno idealmente, il mio senso della giustizia me lo impedisce…

Le peripezie di un turista straniero che decide di fare un tour in Italia:

TRASPORTI: A) montare su uno di quei taxi smascherati da “striscia” significa pagare 50/60 euro una corsa da 25/30, B) il muoversi in autobus ha una forte componente di rischio, molti autisti hanno la pessima abitudine di chattare con lo smart mentre guidano. C) Alcuni treni nel loro pacchetto servizi offrono, oltre ai cronici ritardi, la compagnia di zecche e pulci, D) nei periodi di massimo flusso traghetti e aerei, causa scioperi, bidoni e sparizione bagagli, diventano una roulette russa, E) viaggiare con auto propria ha un costo aggiuntivo, i parcheggiatori abusivi che taglieggiano minacciosi.

RINFOCILLARE MEMBRA E STOMACO: numerosi esercenti, ristoratori e albergatori Italiani hanno una delinquenziale predisposizione: applicazione della doppia tariffa, quella per gli stanziali e quella per i turisti. Una mezza minerale passa da 2 a 8/10 euro, un pasto “normale” da 35/40 a 100 euro. Gli alberghi meritano un periodo a parte, quando ci fu la beatificazione del papa polacco, gli hotel a quattro stelle della capitale impennarono il pernottamento da 250 a 1.000 euro, un “operatore”, stupito dal clamore, dichiarò candidamente davanti alle telecamere: “è una forbice consentita dalla legge”. Il pesce puzza dalla testa.

L’ABUSIVISMO: concetto astruso, aleatorio, eversivo, sistematicamente ammantato in nome della solidarietà, dell’accoglienza e della tolleranza, politici e amministratori fingono di ignorare i punti PIL divorati da questa cancrena. Il furbacchione macchietta che vendeva abusivamente ciarpame di poco conto all’insegna del “tengo famiglia”, è stato sostituito da un esercito di venditori abusivi di ogni razza che rompono i maroni ai turisti proponendo, tra le altre cose, prodotti taroccati, giocattoli cancerogeni e “souvenir de Italy” rigorosamente made in China. E’ uno scempio, centri storici e spiagge si trasformano in mercati abusivi totalmente in mano ai “vu cumprà” clandestini. Altra categoria poco gratificante sono i Ciceroni abusivi nei siti archeologici, sorci che incarnano, più di ogni altra cosa, la dappocaggine delle istituzioni.

LE ORDINANZE: una “minchità” tutta italiana le cervellotiche ordinanze restrittive emesse dai comuni nelle zone turistiche, vera e propria annuale “idiotolimpiade” per sindaci che si servono dallo stesso pusher che fornisce i designer dell’ikea. Abbiamo aree, come la riviera Ligure, in cui molti paeselli sono attaccati l’uno all’altro, divisi solo dal cartello che marca il territorio e dalle deliranti ordinanze. Con una bella passeggiata è possibile visitarne diversi, cosa che induce i turisti, stranieri in testa, a incappare in salate sanzioni oppure prodursi in un “togli e metti” di maglie, scarpe, zoccoli, infradito, parei e canotte dando vita a trasformismi brachettiani ad ogni confine. Incombenze fisiologiche, quando un turista deve mingere o evacuare solidi può scegliere tra due alternative: 1) pagare una esosa consumazione non desiderata in un bar, 2) versare l’obolo al guardiano dei cessi pubblici. Eggià, noi lasciamo incustoditi i tesori ma piazziamo la “security” davanti ai gabinetti, chi ha i soldi contati si “libera” strada facendo.

Tra i comportamenti da bestie allo stato brado messi in pista dai turisti stranieri last generation, vi è una new entry al tabasco che certamente farà giurisprudenza: il sesso in pubblico. Una mezza dozzina di casi segnalati, il più eclatante a Venezia, la copula selvaggia è avvenuta su un ponte sotto lo sguardo attonito e lubrico dei presenti. Il messaggio non è affatto criptato, l’Italia è vissuta come un grande bordello. C’era da aspettarselo, stiamo pagando il conto per una demente politica sulla immigrazione, tutto il mondo ne è a conoscenza, questo è il Paese del lassismo no limits, del “cu futti futti dio perdona a tutti”, terra di nessuno, ingenuo pensare non lo sappiano anche i turisti “Unni”.

EDUCAZIONE e RISPETTO sono valori che trovano linfa in quel “do ut des” che abbiamo parcheggiato chissà dove, pretenderli unilateralmente è da arroganti ipocriti. Potremmo vivere di turismo, fare la “ola” nel benessere se solo imparassimo a considerarlo una risorsa indispensabile da coccolare e vezzeggiare. Purtroppo sguazziamo ancora nel becero provincialismo delle “Mandrakate”, una Italianità che non ci fa onore, perseveriamo nel considerare i turisti come allocchi, babbei da depredare e buggerare, nonostante ciò ci indigniamo di fronte alle loro intemperanze. Non dimentichiamolo, in questo Paese fregare il prossimo si chiama “folclore”. Non continuiamo a ringhiare “è vietato fumare” tenendo una sigaretta accesa stretta tra i denti. Ben vengano leggi severe e punizioni esemplari contro i “turisti barbari”, nel frattempo iniziamo a cambiare registro noi, giusto per non essere sullo stesso livello.

Nell’osservare il mondo si colgono strane contraddizioni, le aree in cui impera il degrado sono proprio quelle popolate da abitanti che vivono nella convinzione di essere più furbi degli altri.

Tullio Antimo da Scruovolo