La seduzione… arte, “sclero” o raggiro???

corso sex22

Le doglie che hanno preceduto il parto di questo post sono state indolori e rapide ma… L’argomento in questione mi ha creato una sorta di conflitto interiore, un bellicoso scontro tra il mio innato sarcasmo e la tentazione di produrmi in una ghigliottinante performance tecnica. Meglio risolverla salomonicamente dando una botta al serio e una al faceto.

Internet, svolta storica che più di ogni altra ha cambiato e continuerà a cambiare il mondo, più delle focaccine di Banderas, della Nail Art, dell’happy hour, del tacco 12, della salama da sugo, del mocio vileda e del reggipetto push-up.  Una conquista tecnologica che nemmeno la fervida fantasia di cineasti e scrittori ebbe mai l’ardire di immaginare, dopo oltre venti anni di progressiva e incessante diffusione, il “web-richiamo” che spadroneggia e detiene il record delle cliccate è lo stesso da sempre, il SESSO, leader incontrastato della grande madre rete. Il mouse è socialista ma al sesso bisogna comunque arrivarci, nonostante le varie rivoluzioni culturali abbiano semplificato, facilitato l’iter, risultano essere ancora tantissimi (uomini e donne) i soggetti incapaci di effettuare le giuste manovre per entrare in porto e ormeggiare al molo del gaudio carnale. Come ovviare a questa angosciante lacuna??? Niente di meglio che iscriversi a un efficace “Master” di seduzione, ovviamente on line, neanche a dirlo.

Leggendo la videata che ho riportato sotto il titolo mi sono, tra una risata e l’altra, domandato se siano più balenghi gli uomini che per acquartierarsi nell’ambita, calda e umida nicchia arroventano la carta di credito (gioielli, abiti costosi, viaggi esotici, raccomandazioni, cene  a tre stelle, ecc. ecc.), oppure quelli che sborsano € 9,90 convinti di apprendere le tecniche per accoppiarsi, “agratisse”, con qualche apprezzabile “sorriso verticale”. Meta non di rado ubicata tra le disboscate cosce di una femmina altezzosa, pretenziosa e reticente, come se portarsi a letto una stronza avvenente equivalesse a un oro olimpico.

Seppur con i dovuti distinguo, da tempo le donne manifestano analogie comportamentali, probabilmente perché è in fase di sgretolamento l’atavica convinzione che in ogni maschio, proprio tutti, si annidi quel tasso di idiozia sufficiente per sbarellare anche davanti a un roito inguardabile. Può essere che la crisi economica abbia inibito a molte cougar in fregola la possibilità di noleggiare aitanti gigolò XXL. Anche qui verrebbe da chiedersi quanto possa essere appagante coitare con un bellimbusto vanesio che se la tira e, cosa facilmente intuibile, si concede solo per poter fare un’altra tacca sulla cintura mentre ritira le Hogan last collection pagate dalla “signora”. Sì, decisamente, anche le donzelle hanno preso ad acculturarsi sulla seduzione low cost.

Lapalissiano, i corsi di seduzione, a prezzo delle zucchine o costosi che siano, sono annoverabili in quella area “imprenditoriale” che capitalizza la speculazione psicologica, un po’ come affondare la katana nel burro, non vi è niente di più vulnerabile e manipolabile di una persona in carenza da rapporti immersa nella palude della frustrazione.

Non ho avuto né voglia né tempo per cercare conferme ma vivo nella granitica convinzione che alla base di ogni corso di seduzione vi sia un punto fermo, un fil rouge, un leitmotive mutuato dal modus operandi più antico, duraturo ed efficace, “farsi desiderare”. Una pratica elementare che consiste nel dosare il corteggiamento alternando momenti di grande trasporto ad assenze, anche prolungate. Cosa ben diversa dalla meno conosciuta “seduzione isterica”, strategia che mira a convogliare le varie mancanze in un unico “vuoto” per poi gestirlo a livello di psiche. E’ sbagliato pensare alla seduzione solo come elemento propedeutico alla fisicità, la vera seduzione inizia dopo il primo mix di fluidi.  Se l’humus del “farsi desiderare” consiste nel concedersi a singhiozzo per ingigantire la voglia di rivivere un godimento già provato, la “seduzione isterica” è l’apoteosi di una enfatizzazione teorica, al limite della idealizzazione, ancor più vincolante. C’è dell’altro, il/la seduttore/trice isterico/a vive la deriva carnale rinnegando il proprio piacere, l’obiettivo unico è elargirne in grande quantità, riducendo all’osso i “rate”, per incrementare il potere schiavizzante.

Proviamo a tirare le somme… le spinte motivazionali che inducono a sedurre, almeno a provarci, possono essere suddivise su tre fronti: 1) sfamare egoisticamente le proprie voglie, 2) condividere totalmente il piacere (do ut des) con il/la partner, 3) donare piacere con premeditata parsimonia per consolidare il dominio. Il punto “1” riguarda prevalentemente (prevalentemente, non totalmente) gli uomini, il punto “2” è, dovrebbe essere, la norma, il punto “3” è d’uopo leggerlo prevalentemente (prevalentemente, non totalmente) al femminile. Nonostante sia notevole e difficilmente arginabile il rischio di mandare in corto circuito i sensi nel tentativo di filtrare pulsioni ed emozioni.

Considero la seduzione semplicemente un duello, una partita a scacchi, un braccio di ferro, un tirar di scherma tra fiorettisti… non esistono regole d’ingaggio. Quando si entra nei meandri della conquista, la vera sfida da vincere è quella con le proprie debolezze.

Molto interessante, per certi versi pittoresca, la incessante evoluzione dei rapporti, uomini e donne si accoppiano da sempre, ogni epoca ha avuto regole, dettami, certezze solide, purtroppo tra i contemporanei serpeggia una grande insicurezza. Doveroso omaggiare il sempreverde Seneca: “nessun vento ti sarà mai favorevole se non sai dove andare”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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