Il promettitore seriale e la bella addormentata nei Boschi…

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Descrivere Matteo Renzi (anagramma “mento a terzi”) con una metafora calzante è cimento di lieve portata: “un belloccio mini dotato affetto da eiaculatio precox uso spacciarsi per instancabile e superdotato Italian Stallion”. Altrettanto semplice è farlo con la ministra Maria Elena (l’onomastica è una scienza che non perdona, il nome più sacro al mondo accoppiato a quello Omericamente più diabolico e devastante): “un ibrido tra la bella addormentata nei Boschi e la strega cattiva”. Il Bel Paese da quasi un lustro è diventato latrina da stazione presidiata da cazzari in overdose di boria e spocchia che pretendono l’obolo senza pulire le mattonelle né rimuovere la merda.

ESISTONO DUE “ITALIE”:

QUELLA PARADISIACA, bellissima, descritta da un Premier autocratico abusivo e illegittimo, una sorta di Eden… ripresa economica, tasse abbassate, riforme epocali, occupazione in crescita, una sanità che tutti ci invidiano, sicurezza da sonni tranquilli, istruzione all’avanguardia. Montagne di maccheroni, carne e fiumi di Barolo, pensionati che gongolano, esodati che ballano il samba e operai con le diottrie in calo, finalmente hanno ottenuto 80euro in più, validissimo motivo per masturbarsi ad libitum.

QUELLA REALE dei freddi e implacabili numeri quotidianamente divulgati… il debito pubblico è aumentato, la disoccupazione non cala, il prodotto industriale a marzo è sceso del 3,6%, le tasse sono aumentate fino a sfondare ogni record, i servizi sono diminuiti, esistono ancora 25.000 esodati alla fame, la povertà è diventata endemica. L’evasione fiscale viaggia sulla corsia preferenziale, i consumi calano sbattendoci periodicamente in deflazione, si continua a tagliare in modo lineare su sanità, istruzione e sicurezza, perpetuo è il flagellare pensionati e ceto medio/basso senza intaccare minimamente le caste privilegiate. I suicidi per motivi economici hanno raggiunto l’allucinante cifra di 628 unità ai quali vanno aggiunti circa 350 tentativi, per fortuna non riusciti. Ogni giorno chiudono o falliscono centinaia di attività commerciali e aziende. La pressione fiscale continua a incentivare la delocalizzazione, Agenzia delle Entrate ed Equitalia perseverano nel far cassa con metodologie poco ortodosse al limite della estorsione (Striscia docet), le problematiche del territorio vengono sistematicamente ignorate. Sul problema immigrazione l’Europa continua a uccellarci, abbiamo pagato la nostra quota alla Turchia per favorire la Germania e fare harakiri, chiudendo la rotta balcanica tocca a noi assorbire in toto il flusso. Nella sostanza, in quasi cinque anni di lacrime e sangue e un succedersi di regimi antidemocratici (Monti/Letta/Renzi) imposti dai poteri internazionali con la complicità di Napolitano, non è migliorato niente, anzi, è peggiorato tanto, tutto, si è arrivati addirittura a rapinare i risparmiatori con il decreto “salva banche”… già… ce lo ha imposto l’Europa.

PACCO, DOPPIO PACCO E CONTROPACCOTTO…

LE UNIONI CIVILI… in questa nuova, storica, improcrastinabile conquista sociale (?), qualcuno ha pensato bene di infilare tra le righe un subdolo emendamento che sconcerta: “la fedeltà non è obbligatoria”, ciò significa che nelle coppie non sposate (etero e/o omo che siano) non sono applicabili né rivendicabili tutti i diritti derivanti da un eventuale tradimento. Si è zompata a piè pari quella che statisticamente è la causa primaria della rottura delle relazioni, complimenti per la Mandrakata.

LA SCUOLA… il governo si vanta di aver assunto un esercito di nuovi insegnanti, ennesima “Renzianata” clamorosa, trattasi semplicemente di precari stabilizzati, stabilizzati ma costretti ad accettare due condizioni capestro, trasferimenti ad minchiam e l’annullamento degli anni preruolo ai fini carrieristici. A conti fatti il governo, anziché investire sulla scuola, con questa riforma ci ha speculato. Le faine urlano l’invidia!!!

L’OMICIDIO STRADALE… nei giorni scorsi un automobilista ubriaco e drogato ha investito e ucciso un pedone, le forze dell’ordine lo hanno arrestato ma è stato scarcerato immediatamente perché incensurato. Che succederà se questo balordo reitererà il reato? Il magistrato ha dichiarato di aver applicato la legge, certo subirà un processo ma tutto lascia presupporre una lieve condanna con la condizionale, in pratica nessuna galera, esattamente come prima, è stata emanata l’ennesima legge farlocca.

LA CONSULTA… la Corte Costituzionale, mica cotica, ha piazzato sulle spalle del governo Renzi due macigni molto pesanti, SONO ANTICOSTITUZIONALI il blocco degli stipendi degli Statali (sentenza anomala perché contempla l’azzeramento di sette anni di arretrati) e delle pensioni. Il governo ringrazia per il sostanzioso sconto ma per quanto concerne le pensioni si mette a blaterare di “bonus”, PAZZESCO. Come dire: ti devo 10mila euro? Ti faccio il favore di regalartene 500, vedi di ringraziarmi. Non si può parlare di Democrazia e Stato di Diritto quando un esecutivo si concede il lusso di usare come carta igienica le sentenze della massima Istituzione garantista.

IL JOBS ACT… gran cazzata… dati INPS UFFICIALI, nel 2015 i contratti a tempo indeterminato sono aumentati, rispetto al 2014, di sole 170.000 unità (bilanciamento), le millantate assunzioni (400.000) proclamate dal governo Renzi, si sono rivelate essere una bufala clamorosa. 100.000 contratti fasulli e circa 65.000 stipulati con non aventi diritto. In pratica questo provvedimento agevola l’evasione fiscale e non garantisce nulla, a fine percorso detassabile ogni imprenditore ha facoltà di licenziare.

LA COMUNICAZIONE… ho la sensazione che tutti i Renziani, dai ministri agli amministratori locali, passando per deputati e senatori, frequentino periodicamente seminari indottrinanti sulla “comunicazione aggressiva”, stessa arroganza, stessa prosopopea, stessa spocchia, stessa tecnica. Quando vengono colti in fallo sull’operato governativo, invece di argomentare ribattono: “Berlusconi ha fatto di peggio, questa legge è stata votata anche dal centrodestra, la Lega quando era al governo…” e via dicendo. La cosa più risibile e contemporaneamente più irritante è la questione immigrati, in vari talk ho sentito Renziani accusare Berlusca di aver sottoscritto il trattato di Dublino. E’ vero ma questa è una affermazione strumentale per due motivi: 1) quando si stipulò il suddetto accordo erano inimmaginabili eventi come la primavera araba, l’uccisione di Gheddafi, la destabilizzante guerra in Siria e l’Isis, situazioni che hanno prodotto e producono esodi biblici; 2) nel 2013, in piena emergenza profughi e sbarchi, il governo Letta non esitò a confermare il Dublino III senza rivendicare nessuna modifica. Siamo al bue che chiama cornuto l’asino.

LA RIFORMA MADRE… la riforma Renziana della Costituzione è un pastrocchio senza senso che ha una sola finalità, dare totali poteri al partito di maggioranza relativa (la belinata dell’annullamento del Senato fa ridere i polli, il Senato lo si annulla mandando tutti a casa e trasformandolo in museo della politica per turisti che anelano stare al fresco d’estate e al caldo d’inverno). Il partito che acchiappa più voti, a prescindere dalla percentuale, diventa il Padrone assoluto della situazione, acquisisce per diritto il 55% e fa e disfa a proprio piacimento trasformando l’opposizione, a colpi di fiducia, in mero elemento decorativo.

IL REFERENDUM… Renzi è un furbacchione, ha aperto una campagna referendaria lunghissima, un tempo tecnico che gli permette di spianarsi la strada verso il “SI’”, in RAI è già iniziata l’epurazione dei giornalisti non allineati (ai tempi di Mister “B” loro stessi parlavano di “editto Bulgaro”). Ha trasformato una consultazione popolare in un duello politico all’ultimo sangue paventando catastrofiche derive in caso di sconfitta. Parlando sempre di referendum, dobbiamo riconosce all’accoppiata “R & N” il merito di aver scritto una pagina storica. In 70anni di Repubblica… MAI e poi MAI siamo stati esortati da un Premier e da un Presidente emerito (Napolitano) a disertare le urna, il motto: “votare è un diritto ma anche un dovere” è stato buttato nel cesso, con quale faccia da culo ce lo riproporranno a gran voce???

LE STRATEGIE DELLA SIGNORA MERKEL… Fraulein Angela (AD continentale della cupola finanziaria mondiale) ha imposto all’Europa il quarto reich, il peggiore, quello economico spalmato su decenni di fame e povertà, invero il suo obiettivo era ed è quello di “colonizzare” l’Italia, uno dei Paesi potenzialmente più ricchi ma anche più poveri di patriottismo. Ormai è noto, è stata lei a ordire il complotto, complici Sarkò e Napolitano, per defenestrare Berlusconi (questo lo ha dichiarato e scritto un braccio destro di Barak Obama) nella primavera/estate del 2011, è altrettanto acclarato, documenti alla mano (vedi procura di Trani), che nello stesso periodo la Deutsche Bank abbia sparato sul mercato circa OTTOMILIARDI di titoli Italiani per impennare lo spread. Sempre in quel mentre, come ha documentato Alan Friedman, “personcine a modo” che rispondono al nome di Romano Prodi e Mario Monti, ronzavano in quel del Quirinale, che strane coincidenze. Cerchiamo di capirci… La Merkel tira fuori oltre 250MILIARDI di euro per riassettare le banche tedesche, subito dopo impone agli Stati membri di non dare fondi Statali alle banche in crisi, Etruria & C. sono la conseguenza di questa imposizione. Sempre la Merkel, si inventa e impone l’embargo contro Putin per la questione Ucraina (Paese NON comunitario), provate a indovinare quale è lo Stato che più ci ha rimesso e ci rimette… l’Italia, circa 4MILIARDI di euro persi ogni anno, anche per questo siamo il Paese Europeo con la minore, anzi, insignificante crescita (sia chiaro che la Germania continua allegramente, attraverso Stati ponte, a esportare in Russia il suo prodotto di punta, le automobili, i Russi benestanti e ricchi non hanno problemi ad acquistare Mercedes, BMW, Porsche e Audi). Altro indovinello… qual è lo Stato Europeo che spinge a tutta forza per realizzare il famigerato TTIP? La Germania, qual è lo Stato Europeo che sarà maggiormente danneggiato da questo scellerato trattato? L’Italia, meditate gente, meditate.

LA GRANDE IPOCRISIA… esiste un glossario forzato, imposto, tremendamente ipocrita. Rom e sinti tra loro si chiamano “zingari” ma guai a definirli tali, i neri tra loro si chiamano “negri” ma guai a definirli tali, i gay tra loro si chiamano “froci” ma guai a definirli tali, noi siamo obbligati a far nostro un grottesco linguaggio “politically correct”. E’ una vera anomalia quella prodotta da tale scuola di pensiero, ovviamente “sinistra” e fintamente progressista, il festival del doppiopesismo. dunque… una parlamentare di centrodestra con l’utero estroverso è una mignotta, una parlamentare di centrosinistra con l’utero estroverso è una donna che si “autodetermina”, se Berlusconi organizza cene con le olgettine scoppia uno scandalo immenso, si allestiscono processi mediatici e giudiziari, tre manifestazioni femministe all’insegna del “se non ora quando?”. Se Marrazzo, governatore della regione Lazio (scusate se è poco) si infila in un merdaio fatto di travestiti, cocaina, morti ammazzati e carabinieri corrotti… viene subito prosciolto e reintegrato in RAI. Ci sono voluti 110 indagati del PD per far pronunciare a Renzi le due paroline magiche: “questione morale”, fa veramente sbellicare dalle risate sentire i “sinistri” parlare di “garantismo”. Ma come??? Per venti anni sono stati forcaioli e giustizialisti e adesso che l’acqua tocca il loro culo sono diventati garantisti??? Quelli di destra che si avvicinano alle realtà territoriali sono “populisti”, i fancazzisti scrocconi, senza né arte né parte, che vivono nei salotti bene facendo i “bulicci” col culo degli altri ” sono definiti “intellettuali”. Se Gasparri spara una cazzata è un coglione, se la spara Cacciari è un filosofo illuminato (forse avrebbe fatto meglio a illuminarsi come sindaco, visti i disastri da lui prodotti a Venezia). Quelli di centrodestra hanno sempre torto, quelli di centrosinistra hanno sempre ragione, c’è poi la questione “cultura”… ma chi l’ha detto che la cultura sia monopolio della sinistra??? La sinistra si è appropriata della scuola da oltre mezzo secolo ma da qui a dire che sia depositaria della cultura (l’intellighenzia) ce ne passa, i risultati parlano chiaro…!!!

LA RIESUMAZIONE… come dicono a Napoli: “scavare i morti porta disgrazia“, è veramente squallido tirare in ballo Enrico Berlinguer, Pietro Ingrao e Nilde Jotti, pezzi da “90” della sinistra storica. Non ho mai amato questi esimi politici ma li ho sempre rispettati, più di quanto facciano gli attuali rappresentanti del PD. La caratura dei morti “importanti” non può e non deve essere meschinamente strumentalizzata, comunque, fossero in vita, voterebbero sicuramente “NO”, per principio.

DOMANDA STORICA… in un Paese con una disoccupazione angosciante, 230mila esodati, 10milioni di poveri, una marea di pensionati alla fame che raccolgono frutta e verdura nella immondizia dei mercati… che fa il governo Renzi? Regala 80euro al mese a chi ha già un lavoro sicuro remunerato fino a 1.500 euro mensili, siamo nell’assurdo cosmico. Renzi ha di fronte due persone, una che mangia regolarmente e un’altra che digiuna da una settimana, chi invita a cena? Quella che mangia regolarmente, roba da Tafazzi.

CONCLUSIONE BUCOLICA, CONTADINO… SCARPE GROSSE E CERVELLO FINO… non fidatevi di chi dice “stai sereno” e dopo una settimana vi fotte, non fidatevi di chi vi depreda per salvare le banche, non fidatevi di chi spara promesse a mitraglia senza mantenerle, se non siete gay non fidatevi di chi vi sodomizza dichiarando di averlo fatto per il vostro bene. Non fidatevi di una riforma che piace agli industriali e ai capitalisti, non fidatevi di campagne mediatiche studiate ad hoc per gabbare i cittadini, non fidatevi di questi cacciaballe che imbiancano le fogne per farle apparire come preziosi monumenti. Non fidatevi di tutto ciò che nega la democrazia, non fidatevi di chi svende la sovranità popolare. Non facciamoci mettere i piedi in testa, abbiamo un patrimonio enogastronomico unico al mondo, circa 8.000 km di costa, abbiamo montagne, appennini e campagne uniche, eccellenze tecnologiche, sul piano ingegneristico e architettonico siamo i primi al mondo, custodiamo il 40% del patrimonio artistico/storico mondiale, il made in Italy è un lusso planetario… potremmo fare, solo lo volessimo, il 30% del PIL col turismo e la valorizzazione dei nostri prodotti, potremmo essere lo Stato più ricco del mondo, domandatevi perché nonostante tutto ciò siamo tra i più poveri. Ce lo chiede l’Europa??? ma vaffanculo.

Hanno costruito un muro tra il nostro tempo e la posterità, si sono venduti il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, vogliono staccarli da noi per meglio schiavizzarli.

Tullio Antimo da Scruovolo

La maleducazione è un “valore” che forgia carattere e personalità…

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Non si è ancora spenta la vasta eco destata dal cartello (vedi immagine sotto il titolo) esposto all’ingresso di un ristorante nei pressi di Roma , iniziativa che ha scatenato ira e sdegno nel solito popolo “tartufista”, politicamente corretto per mero asservimento ideologico. Il podio delle affermazioni: “i bambini sono il nostro futuro”, “perché privarsi del piacere di mangiare al ristorante con la propria prole?”, “è aberrante trattare i bambini come fossero cani e/o stressanti venditori di rose”, non per fare il solista ma io sottoscrivo, senza se e senza ma, il provvedimento adottato dal ristoratore.

Eventi particolari a parte che comunque si celebrano in sale riservate (compleanni, comunioni, matrimoni, battesimi, ecc. ecc.) ritengo sia da sadici costringere bimbetti di pochi anni, magari anche di pochi mesi, a subire il supplizio di star per ore in un ristorante imprigionati nel passeggino oppure inchiodati sull’apposito seggiolino. Una vera tortura, tortura che può essere lenita solo lasciandoli “scorribandare” nel locale, soluzione che rischia di infastidire avventori desiderosi di quella distensiva e serena tranquillità da pasto che niente e nessuno dovrebbe minare. Ovviamente, superfluo dirlo, il problema non sono i piccini vivaci o irrequieti bensì i genitori che adottano, spesso per comodità/ignoranza, i famigerati moderni criteri educativi, dettami vergati da una molto discutibile e discussa neo-psicopedagogia. Da non sottovalutare il lassismo genitoriale prodotto da sensi di colpa pesanti come macigni.

Le innovative direttrici educativo/formative si articolano su un concetto base elementare: “i bambini devono essere liberi di esprimere carattere e personalità in ogni contesto, frenarli significherebbe tarpare loro le ali espressive incubando frustrazioni, complessi e ansie”, IMMENSA CAZZATA. I bambini devono essere guidati per mano nel loro percorso di crescita e inserimento nella società, necessitano di figure autorevoli capaci, alla bisogna, di rendersi temporaneamente autoritarie, hanno bisogno di lenti che mettano nitidamente a fuoco i valori della socializzazione. Crescere figli come fossero cuccioli nella savana provoca, negli anni a venire, effetti collaterali devastanti, banale dirlo ma la strada giusta sta in quella terra di mezzo che divide vecchi e rigidissimi processi educativi dall’attuale perpetua indulgenza.

Molti adolescenti dei giorni nostri cresciuti nella “libertà espressiva no limit” si comportano come Mustang allo stato brado, danno del “tu” agli adulti, non hanno nessun rispetto nei confronti dei/delle compagne di scuola, mandano affanculo i Prof. Il bullismo è in crescita esponenziale fin dalle elementari, le birichinate di una volta sono diventate tragiche cazzate e non passa giorno senza che la cronaca nera si occupi di loro, se prendono una nota oppure un brutto voto, anziché espiare giuste punizioni trovano nei genitori agguerriti alleati pronti a colpevolizzare gli insegnanti.

Quelli della mia generazione e precedenti sono stati educati e formati da una solida alleanza “famiglia & scuola”, inamovibili riferimenti che si completavano in una eccellente diversificazione dei ruoli, certo le mele marce sono sempre esistite ma erano l’eccezione, oggi sono la regola. Gli insegnanti sono stati privati di ogni potere e autorità, nelle famiglie sono sempre più numerosi quei genitori di tendenza che si rifiutano, categoricamente, di accettare e riconoscere carenze e lacune comportamentali dei figli, giustificandoli e difendendoli ad libitum addossando colpe a terzi.

I nostri vecchi amavano dire: “le piante bisogna addrizzarle da piccole”, non è assolutamente complicato né improbo insegnare ai bambini come ci si comporta fuori casa, ristoranti inclusi, è sufficiente comunicare con loro nel modo giusto, senza sberle né isteriche urla. Fare il genitore è un “mestiere” difficile, ancor più difficile è commutarlo in “passione”, un istinto primordiale che, nel caso latiti, non può essere sostituito da manuali, mode e “sentito dire”, ancor meno facendo propri consigli e percorsi cervellotici partoriti per una utopistica società ideale che non esisterà MAI.

Tutto ciò che costituisce una comunità si fonda su un principio base essenziale, il rispetto nei confronti degli altri, lasciare che i propri figli disturbino e facciano caciara in un ristorante è una palese mancanza di rispetto. La condivisione di uno spazio non può essere interpretata unilateralmente, il ristorante non è un parco giochi né un luna park. Chi si accomoda per mangiare, magari pure pagando salati conti, non deve essere costretto a tollerare l’incessante pianto di un pargolo nella carrozzella, nemmeno gli schiamazzi di marmocchi che si rincorrono tra sedie e tavoli. I bambini ineducati sono sempre figli di genitori maleducati.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

 

Drugs & alcohol, rassegnazione o inarrendevolezza?…

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L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e bevande alcoliche è la sintesi di una gonorrea sociale scientemente ignorata (probabilmente gestita), pandemia causata da un inarrestabile virus concettuale, foreste che ardono senza incenerirsi e senza diffondere calore, fuoco buio e freddo occultato da un paravento ossimoro. Lo stravolgimento giovanile, adolescenziale, quello che più impensierisce e sgomenta, NON è dovuto al disagio imperante, NON è una risposta alla miopia istituzionale, NON è un grido di ribellione né un urlo che implora aiuto, è semplicemente un angosciante trend omologante. Difficile stringare in un post quella “spiega” che io ritengo essere verità acclarata ma volendo…

La gioventù contemporanea attribuisce ad alcol e droga una valenza aggregante, un potente brand identificativo finalizzato alla socializzazione e alla condivisione del cazzeggio anomalo fatto bibbia. Una barriera, un test, un rito iniziatico da superare per essere accettati, affiliati a quella “carboneria” inzoccolita capace di garantire una “second life” nel target di appartenenza, rigogliosa mammella pronta a dissetare e sfamare sete e fame di essere ciò che non si è. Tossici e alcolisti sono individui che hanno ceduto al nemico la trincea della razionalità, “prigionieri” che hanno abbandonato armi, bandiera e territorio in cambio di…

Eminenti sociologi e osservatori parlano di “inevitabili derive evolutive”,  scorie di un progresso fagocitante bastardissimo e selettivo, in parte è vero, per sillogismo, personalmente preferisco parlare di incompetenza genitoriale, il nebbioso porto delle giustificazioni che punta l’indice contro l’annichilimento massivo e massificante l’ho cancellato dalle mie mappe. Troppo comodo infilarsi il preservativo alibi deresponsabilizzante. Mettere al mondo un figlio NON significa conservare una stirpe, NON significa creare emanazioni, NON significa rendere tangibile la propria virilità, NON significa adeguarsi al sistema. Mettere al mondo un figlio significa firmare una cambiale in bianco che scade ogni giorno, un costoso investimento a perdere che, nella migliore delle ipotesi, produce esclusivamente gratificazioni morali e affettive.

Dopo i moti del ’68 e il successivo spurgo armato del terrore rosso e nero, i nostri governanti hanno elaborato una subdola strategia per tenere lontano i giovani dalle piazze e dalle velleità rivoluzionarie, un planning condiviso da altri Paesi Europei, allargare le maglie della tolleranza cedendo spazio ad alcol, droga e decibel. Per dirla in termini da bar periferico… “lasciamo che rincoglioniscano”, infame piano che ha garantito tranquillità urbana fino al famigerato G8 di Genova, i ragazzi sono tornati nelle piazze ma con droga e alcol divenuti normalità, indispensabili elementi di supporto.

Grazie a inchieste giornalistiche abbiamo scoperto che molti deputati e senatori consumino abitualmente cocaina, così come relatori, conferenzieri, conduttori, giornalisti, manager e AD, tuttavia ciò che più accappona la pelle è la dipendenza da alcol di molti medici chirurghi, soggetti dai quali spesso dipende la nostra vita. Se gli “apprendisti” tendono a “fondersi” per colmare vuoti, gli “arrivati” ricorrono all’uso di additivi per reggere il peso del successo e della responsabilità. Abbiamo sempre pensato, creduto, che il bisogno di estraniarsi dalla realtà riguardasse solo gli artisti, visionari per indole, Caravaggio (non solo lui) era avvezzo a ubriacarsi, nella Parigi della belle époque l’assenzio scorreva a fiumi. Anche “letteraturaland” è contaminata, per non stilare lunghi elenchi mi limito a citare Cesare Pavese e Baudelaire.

Nel relativamente recente divismo Hollywoodiano e di Cinecittà droga e alcol spopolavano, l’elenco di musicisti/attori morti per overdose o micidiali cocktails viene funestamente aggiornato in continuazione, i tentacoli della dipendenza da tempo hanno aggredito i condomini della normalità. Il popolo tende ad adeguarsi all’autolesionismo seguendo modelli, emulazioni distruttive, molti anni fa chiesi a un ragazzo: “perché sniffi?”, risposta: “pippano Agnelli e Maradona… perché io no?”.

Duole dirlo ma non vi è salvezza, saranno sempre più numerose le persone che si aggrapperanno ad ancore devastanti come droga, alcol, psicofarmaci, viagra, doping, anabolizzanti, chirurgia estetica e tutto quel disonesto sottobosco del bluff. Inevitabili domande: 1) “dove ci porterà questo irrefrenabile desiderio di raggiungere il successo alterando/modificando le qualità di base?”, 2) perché i governanti del mondo evoluto nicchiano di fronte all’incessante prodursi di amebe?”

Tullio Antimo da Scruovolo

Genitori contro Insegnanti…

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Il protrarsi di un lunghissimo inverno negherà la “primavera” a molti ragazzi che si apprestano ad affrontare le prime importanti tappe della vita, l’esame di terza media e la maturità. Ho scritto “primavera negata” perché ho il sentore che per molti sarà più dura del previsto, spero per loro che il vociferare di un probabile record di bocciature sia la solita bufala messa in circolazione dai buontemponi, magari con qualche interesse nel settore “ansiolitici/aspirine/caffè”.

Sicuramente da qualche anno è in atto uno scontro, a volte crudele, tra genitori e insegnanti, due figure vittime, seppur su livelli differenti, della gestione di un apparato che fa acqua, troppa acqua, da troppo tempo. L’istruzione Italiana, la scuola Italiana, è una compilation di numeri negativi. Ho già scritto più volte in merito, in questa circostanza intendo evidenziare altro.

I nostri insegnati sono i più penalizzati, a livello economico, di tutto il continente, non è solo questo, negli ultimi decenni hanno di fatto perso l’importante funzione educativa/formativa, passando dal ruolo di “guida” a quello di semplici dipendenti statali, ovviamente mi riferisco alle scuole secondarie di primo e secondo grado, l’università è uno schifo a parte. E’ fuor di dubbio che questo crei frustrazioni, a volte menefreghismo, a volte livore, livore che viene inevitabilmente riversato sugli studenti. Ciò che differenzia l’essere autorevole dall’essere autoritario lo si evince proprio in questa categoria di docenti, il tutto avviene in una nebbia interpretativa così sintetizzabile: “il valore, il livello di un istituto scolastico è dato dal numero dei promossi o dal numero dei bocciati???” Elargire “dieci” a manetta come fossero biscottini è certamente sbagliato, però credo lo sia anche deprimere, avvilire gli studenti con “cinque/sei” spacciati per oro in nome del prestigio dell’istituto.

I genitori lottano, tentano di lottare, contro questo modus operandi ma spesso lo fanno in modo sbagliato e spinti da motivazioni discutibili, qui il discorso diventa scomodo. Ai miei tempi tornare a casa con una nota sul diario significava incappare in punizioni, rimproveri e magari, per qualcuno, pure in qualche sberla, oggi prendere una nota significa presentarsi a scuola il giorno dopo con al fianco un agguerrito genitore pronto a difendere a spada tratta l’operato del figlio. L’origine di questa inversione di rotta è da ricercarsi in un mix di fattori, mi accingo ad esplicarli facendo un parallelo con gli anni 60/70.

In quel periodo il livello di istruzione medio dei genitori era nettamente inferiore a quello degli insegnanti, questo creava una sudditanza accettata, istruire i figli, portarli al diploma o alla laurea, equivaleva a un investimento finalizzato a migliorare la qualità della vita ad ogni ricambio generazionale. Come si diceva, gli insegnanti avevano un ruolo educativo integrativo riconosciuto. Il concetto di “famiglia” era ancorato a concezioni diverse da quelle attuali. Per dirla in chiaro, il progetto di vita lasciava pochi spazi a vezzi e lazzi, di conseguenza i sensi di colpa erano ridotti al minimo, se non proprio assenti del tutto. La vita moderna, il famigerato “progresso”, la nuova scuola, la moderna pedagogia, gli spazi personali dei genitori, spazi inalienabili. Il crescente numero di separazioni, divorzi, gli impegni lavorativi e, ovviamente, la mortificazione delle aspettative, hanno rafforzato oltre misura quel palanco chiamato “senso di colpa”, una leva potentissima che rende vulnerabili i genitori, a volte addirittura ricattabili e/o complici.

Lungi da me generalizzare, le tematiche sociali si affrontano anche guardando freddi e asettici dati, in questa epoca esiste un fronte che vede da una parte prof frustrati bisognosi di esercitare il potere e dall’altra genitori frustrati bisognosi di valorizzare i figli a prescindere, sulla linea di demarcazione ci sono loro, gli studenti. Ragazzi istintivamente capaci di creare compensazioni favorevoli alimentate da un vittimismo, tutto sommato, giustificabile e giustificato. Il problema è il futuro, questo è un trend negativo inarrestabile.

Con una certa amarezza cito nuovamente un episodio pazzesco accaduto, se non ricordo male, nel 2010, un Comune indisse un concorso per un posto di livello presso il Municipio, requisito richiesto: “un diploma di laurea”. Si presentarono circa 150 aspiranti, il concorso durò un solo giorno, NESSUNO dei partecipanti riuscì a superare la prova di Italiano scritto.

God save the Italian school

Tullio Antimo da Scruovolo

Il fascino del flash

Mentre aspetto in coda il mio turno per essere servito dalla farmacista, ho l’incombenza di acquistare un test di gravidanza per mia nonna che ha 98 anni e vive nel terrore di essere incinta per via di un considerevole ritardo del ciclo, una Signora attempata chiede l’ora ad un giovanotto che le sta davanti, con un certo imbarazzo questi risponde che il suo orologio è fermo, la “zia”, facendosi aria usando le ricette mediche a mo’ di ventaglio (le caldane se ne infischiano dell’aria condizionata), proclama: “bhe… almen due volte al giorno il suo orologio segna l’ora esatta”…

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