WHISTLEBLOWING, ciò che mancava agli Italiani già noti come impiccioni, pettegoli, maldicenti, spioni, pentiti e…

TENETEVI FORTE… Via libera definitivo alla Camera alla legge sul whistleblowing che punta a tutelare il dipendente che segnala attività illecite nell’amministrazione pubblica o in aziende private. Con questo provvedimento il dipendente che farà la “soffiata” (da qui il nome della legge) vedrà tutelata la propria identità. Inoltre, avrà la garanzia di non essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. “La legge sul whistleblowing è una norma di civiltà, perché chi segnala illeciti di cui è venuto a conoscenza sul luogo di lavoro non può essere lasciato solo”, ha dichiarato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.

Perdindirindina, stavamo scarsi a fetenti e fango, provvedimento legislativo che innalza l’ennesimo muro, non che ne sentissimo improcrastinabile necessità, tra la stoica Italia tenacemente aggrappata al filo dell’etica e quella “squallorizzata” da una classe dirigente che si “annaca” sull’amaca in deficienza di coscienza.

L’ufficializzazione dello “spione sindacale”, annoverato tre le specie sotto protezione, creerà nuove sub-figure per sub-curriculum da inviare alle sub-agenzie di sub-collocamento, prospero avvenire per laidi possessori di un “Dottorato in delazione”. Apparati pubblici e imprese private investiranno mezzi, energie e risorse per assicurarsi, nel decoro istituzionale, servigi di apprezzate maestranze come: “leccaculista mascherato”, “Jobs Act Iscariota ”, “trojan sorcio interceptor”, “coffee break Caino ”, “Lucrezia Borgia dell’archivio”, “Buscettaro sezione sinistri”, “Schettino della sala mense”, “Conte Ugolino dell’ufficio acquisti”, “la megera di concetto” e… vai così con il “gola profonda contest”.

Tutti i lavoratori dipendenti Italiani non aspettavano altro che questa agognata, anticipata strenna natalizia, ovvero la possibilità di rovinare la carriera, standosene al sicuro in un ventre di vacca (ossimoro sdoganamento della omertà), all’odiato collega sborone o di sputtanare la smorfiosa tutta culo e tette (rifatte) che fa la gatta morta col Boss. Efficace lupara per azzoppare la concorrenza sul filo della promozione nonché manna per tutte le tresche da ufficio andate in aceto che implorano ferina vendetta.

In questa società permeata dalla delazione in odore di endemia, il “whistleblowing” può solo cortocircuitare un già insicuro sistema accorciando i tempi del default morale e della dignità. L’Italia è un Paese spiaggiato sull’arenile del pentitismo figlio dell’abietto baratto: “dammi qualche colpevole e salverò te a prescindere”; stolto colui che snobba la zia di tutte le metafore: “il lupo sarà sempre cattivo se ascoltiamo solo cappuccetto rosso”. Garantire anonimato e copertura significa alienare il contraddittorio e quindi sentenziare, unilateralmente, eventuali provvedimenti ma, come dimenticarlo, non tutte le malefatte lasciano tracce indelebili o tangibili.

Rimaniamo sul pezzo, sul drone caricato a mille dalla cronaca: “le molestie”, pare sul posto di lavoro si perpetrino la maggior parte delle medesime, lo dice anche Alba Parietti, sopraffina intellettuale di sinistra che tutto il mondo ci invidia (ma anche no). Inutile e improduttivo sconfinare nella saggezza talmudica per distinguere chi soffre da chi si offre, poiché palpatine e proposte non lasciano firme né rivendicazioni del copyright, sarà improbo appurare la veridicità delle denunce. E’ alto il rischio che vanitosi soggetti respinti e quindi oltraggiati nel loro ego, optino per devastanti nemesi.

Le imprese private hanno un solo credo, obiettivi totemici da onorare con ogni sacrificio, fine che rende le alte sfere tolleranti nei confronti di sottoposti più produttivi che discoli, comunque sempre salvaguardando l’immagine aziendale. E’ nel pubblico impiego che il “whistleblowing” trova, troverà humus per svilupparsi, propagarsi, diffondersi in modo virale, la cosa potrebbe provocare impensabili giri di boa, tendenzialmente ogni nuova legge capace di stimolare gli istinti più beceri produce eclatanti effetti immediati.

Il Generale Dalla Chiesa trasformò la “delazione interessata” in arma per combattere il terrorismo, successivamente lo stesso modus operandi fu mutuato dall’antimafia, una 15ina di anni orsono la GDF istituì un numero verde spronando gli Italiani a denunciare ipotetici evasori, la denuncia è caldeggiata anche nelle scuole per contrastare il bullismo, adesso arriva lo spione aziendale e presto, forse, saranno infettati anche i bimbi negli asili. In questo modo si costruisce una società di infami.

Non credo di passare per Marziano se affermo che: “1) le mafie si dovrebbero combattere investendo in tecnologia, strutture e in formazione professionale, non proteggendo e stipendiando come manager la peggiore feccia, 2) le mele marce nelle aziende e negli apparati pubblici bisognerebbe individuarle ed eliminarle con severi controlli piramidali responsabilizzanti e rapidi, adeguati, provvedimenti cassati, non con denunce anonime, 3) il bullismo nelle scuole lo si combatte ripristinando equilibri, poteri e gerarchie tra scuola, studenti e genitori, la merda si espande nel caos, mai nell’ordine e nel pulito.”

Tullio Antimo da Scruovolo

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Il gatto e le volpi…

La “ MARIO MONTI IDEE BRILLANTI E AFFINI INCORPORATION” ha partorito l’ultima “tecnicata”, le imprese che avanzano soldi dalla pubblica amministrazione possono accorciare i tempi biblici per incassare le fatture scadute pagando il pizzo alle banche. Proprio così, lo Stato invierà ai creditori una delibera monetizzabile solo dopo previa cagnotta (nobilmente chiamata “aggio”) versata all’istituto di credito “benefattore”. Come non fosse già tragica e alienante la lunga attesa, le imprese bisognose di liquidi dovranno accollarsi una sorta di “mora” che a rigor di logica spetterebbe al debitore. La bagnarola dei tecnici ha attraccato nel porto della fantascienza economica per scaricare dalla stiva enormi cappelli e dar vita all’accattonaggio creativo.

Nella “annunciazione” del nuovo evento (mi aspettavo apparissero in video aureola e stella cometa), il nostro primo ministro ha manifestato una chiarezza di idee ed una precisione chirurgica da Guinness  parlando di uno stanziamento che oscilla tra i 20 ed i 30 miliardi di Euro, avete letto giusto, una forbice di scarto, un più o meno, un circa meno quasi, un suppergiù… pari a VENTIMILAMILIARDI di vecchie lire. Ennesima ed inquietante conferma, questi “tecnici” fanno i conti a spanne, brancolano nel buio, annaspano nel pressappochismo, si nutrono di approssimativa approssimazione. Finalmente abbiamo capito perché le donne hanno problemi con i parcheggi, qualche “tecnico” ha fatto credere loro che gli accendini Bic siano lunghi 20cm.

Per rendere grottesco e pittoresco il tragico ci volevano proprio costoro, i luminari cabarettisti fighetti from Bocconi, tre bottoni fresco lana, scarpe di vitellina confezionate a mano, le unghiette ben curate e la postura clericale. Nell’era della tecnologia, dei dati reali in tempo reale, la ministra Fornero non ha la più pallida idea di quanti siano gli esodati, ogni tanto butta lì una cifra a muzzo sperando di acchiapparci… ma poi… che stress questi esodati, è più facile contare i piccioni in Piazza San Marco. Dopo sei lunghi mesi trascorsi a parlare di ICI/IMU impera un caos da torre di babele, i CAF spillano soldi ai contribuenti per conteggiarla, ovviamente in modo approssimativo (anche in questo caso) e con sulla testa la spada di Damocle delle aliquote comunali ancora in gestazione. Non è mica finita, da tempo tutti gli uomini e le donne del presidente sono impegnati h24 in una specie di caccia al tesoro nei palazzi del potere, vince chi trova la scatola delle vitamine utili per riprendere la crescita, irrobustire uno Stato emaciato, cagionevole, la cui sorte è affidata alla casualità delle furbate. L’albero della cuccagna è stato depredato, a loro il San Daniele e a noi l’amara cicoria che nasce spontanea tra le sterpaglie  di una geriatrica, incompetente, classe dirigente che non riesce a capire dove accidenti sia il bandolo della matassa, intanto, per sì e per no, tagliano il filo alla cieca

Più che una compagine di economisti eccelsi il governo Monti sembra essere una sgangherata compagnia di cleptomani (si vocifera che ad ogni consiglio dei ministri spariscano accendini d’oro, mont blanc e rolex incautamente appoggiati sul tavolo). Pronti ad arraffare tutto quello che passa davanti non lesinano iniziative a dir poco sconcertanti, molte “strategie” per far cassa non sono andate, fortunatamente, a buon fine ma c’è da rimanere attoniti semplicemente per il loro averle pensate, mi riferisco alla tassazione di cani e gatti, delle borse di studio, delle case dei vecchietti negli ospizi, al tentativo di obbligare ultracentenari ad usare il bancomat, agli esodati messi a pane e acqua… evvai… giù per la rupe delle belinate.

Ovviamente anche la gestione dell’immagine e della comunicazione sarebbe da rivedere, per non dire stravolgere, sono sei mesi che grandinano fesserie di ogni fatta ed esternazioni da venditori di pomate per calli, deve esserci un virus che attacca i “tecnici”, anche Padoa Schioppa (quello dei bamboccioni) era uno di loro. Con le prese per i fondelli ci danno giù della grossa, la Elsa piange, Passera invoca rigore, superMario parla mestamente di sacrifici ma nel contempo si è votato il mantenimento delle pensioni d’oro, si è rinnovato il contratto con la Telecom per la gestione dei braccialetti elettronici (CENTODIECIMILIONI di Euro versati per monitorarne DUE in dieci anni), si è deliberato l’incremento del parco auto blu per ben dieci milioni di Eurazzi, di toccare caste e privilegi neanche a parlarne. Il top, il massimo dei minimi, l’apoteosi del play back irriverente, l’hanno raggiunto invitando i cittadini a spedire mail contenenti suggerimenti per i tagli, quando si dice la democrazia applicata, appro… a chi e per cosa potrebbe tornare utile un simile data base niente affatto anonimo???

Tullio Antimo da Scruovolo