The winner is…

schedano

A soli quasi 90 minuti dalla chiusura dei seggi, l’aggressivo e arrogante aquilotto Matteo Renzi è apparso in tv nei panni di un piccolo passerotto impaurito, indifeso, infreddolito e bagnato da una tempesta di voti ostili che, nella sostanza, lo hanno “sfrattato” da un nido che occupava abusivamente da mille giorni. Un bagno di umiltà durato una decina di minuti che di certo non lo monda né lo monderà mai dalla sua prosopopea, dal suo essere saccente, menzognero e provocatorio oltre misura. Quasi venti milioni di Italiani hanno stampato sulle sue terga l’impronta delle proprie scarpe fregandosene, con grande intelligenza, delle minacce, degli anatemi, degli strali, dei sotterfugi e degli scenari apocalittici paventati a fronte di una vittoria del “NO”.

Si prova quasi un cinico piacere nel leggere l’attapiramento che marca i volti di politologi, pseudointellettuali, opinionisti e giornalisti rappresentanti della sinistra progressista dell’occidente, in pochi mesi hanno preso sul muso tre clamorosi e potenti colpi di mazza da baseball: “la Brexit, Donald Trump e la cacciata di Renzi”. Il vento sta cambiando, il popolo non scende più in piazza con i forconi ma castiga i poteri forti e schiavizzanti usando le urne, innocue “crocette” apposte sul giusto riquadro hanno il potere di cambiare il mondo e mandare in dissenteria i loschi pupari.

GLI INGLESI hanno approvato la Brexit perché hanno capito che il destino di un popolo non può e non deve essere gestito dai fighetti della City Londinese, ometti benvestiti che manipolano l’economia a uso e consumo dei potentati abbandonando le ragioni dei cittadini, quelli che pagano il conto finale.

GLI AMERICANI hanno eletto Trump perché stufi di essere ignorati da un Partito Democratico totalmente asservito ai lobbisti e alle multinazionali, un Partito Democratico che predilige le ingerenze estere ai fabbisogni reali interni seguendo le disposizioni dei fighetti di Wall Street.

GLI ITALIANI hanno rimandato a casa Renzi perché stufi di essere denigrati e vessati da una politica Europeista lontana dal territorio ma vicinissima, anche in questo caso, alle esigenze dei grandi manovratori della finanza planetaria. Insomma, anche noi abbiamo capito che non possiamo continuare a essere gestiti dai fighetti della Leopolda, lacchè e servi della JP Morgan & C.. E pensare che c’è ancora qualche idiota che tutto questo lo chiama “populismo”.

Renzi ha perso per tantissimi motivi, sarebbe lunga elencarli tutti, credo soprattutto per la sua irritante spacconeria da taverna spesso emersa in questi mille giorni (anche a livello internazionale), fino alla fine, fino a presentarsi al seggio senza documenti, l’ultima “bischerata” da delirio di onnipotenza, l’ultima battuta scema: “spero che qualcuno mi riconosca”. Fossi stato Presidente del seggio non gli avrei consentito di recarsi in cabina, tra l’altro credo che far votare un cittadino senza i requisiti richiesti sia pure illegale.

Per meglio capire come ragionano i “sinistri progressisti” Italiani è sufficiente riportare due reazioni che riguardano il neo eletto Presidente Trump… molti si sono scandalizzati nell’udire alcune sue battute elettorali, certamente discutibili, tuttavia hanno fatto orecchie da mercante di fronte alla gravissima affermazione di Juncker (Presidente della commissione Europea): “me ne fotto dei terremotati Italiani e dei problemi che hanno con l’immigrazione, a me interessa solo che rispettino i parametri”. Il tycoon Newyorkese ha promesso un muro sul confine Messicano, tutti a urlare “al lupo al lupo” fingendo, ipocritamente, di non sapere che in Europa il muro anti immigrati è già stato eretto da tempo, sì, ma non sul confine Africano bensì su quello Italiano. Francia e Austria hanno chiuso le frontiere, della Svizzera neanche a parlarne, la rotta balcanica è stata bloccata riempiendo di soldi, anche nostri, il Turco Erdogan che non è certo paladino dei diritti umani. Più muro di così…!!! Peccato che oltre questo “muro” ci sia l’Italia, un Paese membro che la UE ha trasformato in cloaca del Continente. Qualcuno mi dica se Trump sia da considerarsi peggio dell’accoppiata Juncker/Merkel.

La speranza è che il decaduto Renzi chiuda la trilogia dei governi defecati (non trovo termine più appropriato) dal cospiratore Napolitano, in questi CINQUE anni di lacrime e sangue NESSUN problema è stato risolto in modo strutturale. Ogni proclama tracimante ottimismo è stato, sistematicamente, smentito dai dati ufficiali. Di fatto abbiamo ceduto pezzi di sovranità, diritti e mortificato la dignità, siamo messi di gran lunga peggio del 2011. Ne abbiamo abbastanza, Mattarella ne prenda atto e ripristini quanto prima la Democrazia, non si renda complice di un infame obiettivo, trascinare la legislatura fino al suo termine naturale per garantire la pensione a questi Parlamentari. Non si dia vita al quarto esecutivo aggrappandosi ai codicilli della Costituzione, VENTIMILIONI di Italiani implorano giustizia, alias andare al voto.

Nota di colore, nei vari talk post chiusura seggi, abbiamo assistito a grottesche arrampicate sugli specchi da parte dei soliti “prezzemolini” ciarlatani e scribacchini che fino alla mezzanotte di venerdì osannavano Renzi garantendone la vittoria. Sono bastate due proiezioni per farli scendere dal carro e prendere le distanze, una vera indecenza. Appro… per la prima volta l’Onorevole (si fa per dire) Alessia Morani è apparsa in video priva di quel sorrisetto beota e strafottente che la caratterizzava.

Tullio Antimo da Scruovolo

Olimpiadi Romane 2024?, No grazie, abbiamo (hanno) già “mangiato” in abbondanza…

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 03-12-2014 Politica Campidoglio. Conferenza stampa del Movimento 5 Stelle sugli arresti al Comune di Roma Nella foto Virginia Raggi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 03-12-2014 Politic Press Conference of the Movement 5 Stars on the arrests to the City of Rome In the photo Virginia Raggi

Gli Italiani sono scafati, disincantati, ne hanno viste e vissute di cotte e di crude ma ancora non riescono a scrollarsi di dosso l’inquietudine, quasi esoterica, provocata dall’espressione: “POTERI FORTI”, due parole che evocano scenari talmente lugubri da essere immaginati in bianco e nero, paludi nebbiose in cui si muovono tetre, losche e minacciose figure. Stranamente, una volta tanto, la lunga mano dei “poteri forti” che sta tentando di mantenere in piedi, ad ogni costo, la candidatura Romana per le olimpiadi del 2024, ha nomi, cognomi e volti.

LUCA CORDERO di MONTEZEMOLO, intoccabile pupillo del defunto avvocato Agnelli, leggenda narra che quando nacque qualcuno mise nella culla un cartello profetico con su scritto: “tu da grande farai il Presidente canguro”, infatti nella sua vita “lavorativa” altro non ha fatto che “zompettare” da una Presidenza all’altra, roba da Guinness, troppo lunga citarle tutte. Attualmente, oltre a essere Presidente di Alitalia e altro, è (manco a dirlo) Presidente del “comitato promotore olimpiadi Roma 2024”, qualcuno dirà: “è un uomo di prestigio (?) conosciuto in tutto il mondo”, può darsi ma è anche l’uomo responsabile della voragine finanziaria prodotta dai mondiali di calcio “Italia 90” (pure allora era a capo dell’ambaradan). Un buco che è costato agli Italiani un “mutuo” durato 25anni (estinto solo nel recentissimo 2015). Con tutto il rispetto per Mister LCdM… non mi pare un trascorso eclatante e incoraggiante di cui andarne fiero e orgoglioso, una colf con tali referenze non troverebbe uno straccio di lavoro.

GIOVANNI MALAGO’, uomo ambizioso, egocentrico, vanitoso, “scalatore”, figlioccio di Agnelli e intimo di Montezemolo (guarda caso), da lustri Presidente del Circolo Aniene, il più prestigioso della capitale, dal 2013 Presidente del CONI con una fissazione inamovibile, portare le Olimpiadi a Roma. E’ talmente sicuro e convinto di riuscirci che pare abbia già speso e/o stanziato circa 20milioni di euro in attività promozionali e di rappresentanza, ovviamente parliamo di hotel penta stellati, cene a base di caviale e Krug, varie ed eventuali con gli immancabili contratti da 150/200.000 euro a “botta” già stipulati con il solito esercito di “consulenti”.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE, imprenditore ricchissimo e potentissimo che tiene saldamente in pugno l’edilizia Romana, i cosiddetti “palazzinari” gli lucidano le scarpe, lui è ben oltre. Ha da tempo in saccoccia tutte le concessioni edilizie che riguardano il terreno (circa 60 ettari) ove costruire il villaggio olimpico, 15.000 appartamenti destinati ad atleti e staff da convertire, successivamente, in area residenziale, un business da capogiro.

Riconosciamo alla Signora Virginia Raggi un coraggio da leone, anzi, da leonessa, avere tre nemici di siffatta portata toglierebbe il sonno a chiunque, si metta il cuore in pace, qualora dovessero veramente saltare le olimpiadi per “colpa” sua… saranno fulmini e saette, trappole e tranelli, colpi bassi e fendenti alle spalle.

Il budget previsto per le ipotetiche olimpiadi Romane supera i 5.000.000.000 di euro, poiché siamo in Italia… è quasi certo che se ne spendano il doppio, come è successo nell’avventura “Italia 90”, è altrettanto quasi certo che molti impianti facciano la fine dell’ex stadio delle Alpi, struttura faraonica inutile. Torino non ha mai potuto organizzare meeting di atletica leggera perché la pista è stata realizzata con una irregolarità di circa 40cm, “svista” che tradotta significa: “risultati e record non omologabili”. Infatti, come previsto e prevedibile, alla fine il Comune lo ha regalato alla Juventus che lo ha rifatto, “probabilmente” grazie anche alle ovvie e onnipresenti sovvenzioni a fondo perso di varia portata e provenienza.

Rapido rendiconto “olimpiadi invernali Torino 2006”,rosso” di oltre 800.000.000 di euro (siamo la città più indebitata d’Europa), la stragrande maggioranza degli impianti è in malora, il recente salto di qualità sul fronte turistico è dovuto a fattori estranei all’evento. Questa città è tornata ad essere patria della cultura grazie alla delocalizzazione della Fiat e agli investimenti fatti sui siti museali e sulla urbanistica, ma poi, diamo un taglio realistico, un turista Giapponese o Australiano che vuole venire a sciare in Italia va di fisso a Cortina, non certo a Sestriere o Bardonecchia, lo dico da Torinese.

C’è poi una realtà che molti fingono di ignorare, giornalisti in testa, i recenti giochi di Rio de Janeiro hanno comunicato al mondo una desolante deriva, diciamo una nuova tendenza, la scarsa affluenza di pubblico, eccezion fatta per le cerimonie di apertura/chiusura e per le performance di Usain Bolt… gli spalti, sia open che indoor, erano sempre e tristemente semivuoti.

Non me ne vogliano gli amici Romani ma, quando si vive nell’unica capitale Europea che “vanta” problematiche da terzo mondo, dare vita a una ennesima “puppatoia” produttrice di debiti e disagi, come non bastassero quelli già esistenti, è poco saggio. Per “rilanciare” Roma non servono le olimpiadi, quelle aggiungerebbero problemi a problemi, servono inversioni di rotta sul piano culturale. Serve una nuova forma mentis capace di staccare il cordone ombelicale dal provincialismo, dal folclore da saga della porchetta, dalle furberie, dal “magna magna” e da quella Italianità “Felliniana” ormai scomparsa quasi ovunque tranne che a Roma. Chi ha avuto la fortuna, la possibilità, di farsi un giro per le capitali Europee sa benissimo che certe nefandezze si trovano solo all’ombra del cupolone, non mi riferisco soltanto al dissesto stradale, ai trasporti carenti, ai pronto soccorso da girone Dantesco e all’annoso problema della “monnezza”. Evito di produrmi in deprimenti elenchi, mi limito a ricordare che nel week end della beatificazione del “Polacco”, molti bar vendevano la mezza minerale a 5/8 euro, gli alberghi a 4stelle hanno quadruplicato la tariffa da 250 a 1.000 euro per notte e molti ristoranti hanno triplicato i prezzi delle portate.

In ogni caso le olimpiadi vengono “appaltate” dal CIO, lì vince chi è meglio “introdotto” e chi è più “generoso”, il CONI e il comitato presieduto da Montezemolo hanno annunciato di procedere comunque, a prescindere dalla decisione di Virginia Raggi, stiamo a vedere.

Tullio Antimo da Scruovolo

Arrapati, perplessi e…

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Si mormora che i capitali investiti nella ricerca per ovviare all’impotenza senile siano superiori a quelli destinati alla lotta contro l’Alzheimer, fosse vero vorrebbe dire che in un futuro, neanche tanto lontano, le città saranno affollate da anzianotti che, perplessi e smemorati, passeranno le giornate domandandosi cosa farsene di quella fastidiosa protuberanza rigida che tenta di uscire dalla mutanda. Probabilmente alcuni, osservando le consorti nude, chiederanno loro quando sia avvenuta la “caduta” dell’ammennicolo.

Che le multinazionali farmaceutiche abbiano da tempo fiutato il business dei tempi moderni, cioè procrastinare il più possibile quell’atavico terrore maschile retoricamente definito: “congedo irreversibile dalla sessualità attiva”, è una panzana planetaria clamorosamente smentita da una “pastiglietta” chiamata “viagra”. Il “salvatore blu” ha appena compiuto 15anni, “epoca” in cui sono state vendute 3miliardi di pillole, prevalentemente nei paesi evoluti, in Europa gli Italiani sono secondi (medaglia d’oro UK), nel periodo “gennaio/ottobre 2013” i nostri connazionali si sono già ingozzati 6milioni di confettini, dati ufficiali facilmente reperibili in rete. I “numeri reali” sono diversi, c’è chi sostiene che il mercato clandestino incrementi di un buon 30% il consumo, non solo, a questo bisogna aggiungere i tarocchi e una variegata proposta alternativa di  prodotti acquistabili on-line. Rapporti medici più o meno riservati asseriscono che l’uso maggiore di “aiutini” sia attribuibile a uomini di età inferiore alla fascia considerata utenza/obiettivo (gli over60/65 “viagrati” sono una esigua minoranza), il 40% dei maschi Europei under35 ha problemi di erezione, seppur non cronici. Nell’analisi geografica emerge un’altra realtà inquietante, il consumo di viagra è maggiore nelle aree in cui sono maggiori i consumi di alcool e droga, in particolare la cocaina (Lombardia e Roma). La cocaina è un vasocostrittore, ai “pippatori” non si rizza e quindi per non smarronare si calano il “crick chimico”.

Gli Africani sono particolarmente attivi e comunque costretti, purtroppo per loro, a dover affrontare problematiche ben più serie dei “geppettini” accidiosi. gli Asiatici, da illo tempore, fanno uso di sostanze naturali di origine animale e vegetale per gratificare e gratificarsi. Gli Indiani sono certamente i più ganzi, hanno inventato l’orgasmo “tantrico” e viaggiano a “paranoie zero”. Duole dirlo ma noi Caucasici, ancora una volta ci vediamo costretti, nostro malgrado, a dover recitare la parte degli “sfigati”, direi sia più appropriato “decazzati”, ecco… sono questi i momenti in cui in me scatta la “fantasociologia”.

Eggià… la “fantasociologia” che poi magari non è nemmeno tanto “fanta”, mi chiedessero di sceneggiare un film in merito, sicuramente lo strutturerei su un plot deduttivo: “il viagra come strumento di gestione delle masse da sottomettere, la scopata vissuta come il nuovo pane dei nuovi poveri, il sostituto dell’amore nell’era del sesso facile”. Immagino i potenti della Terra, seriosi e impassibili, riuniti in uno studio futuristico ad ascoltare il relatore: “la manipolazione dei popoli avvezzi al benessere, non può non passare attraverso una rivisitazione dell’antico ma efficace concetto metaforicamente chiamato bastone e carota, per ridurre allo stato di debosciati milioni di sudditi è fondamentale renderli schiavi del vizio e delle dipendenze debilitanti, è tuttavia opportuno incentivare sfoghi primordiali sessuali fornendo loro sostanze in grado di consentire l’appagamento di tali pulsioni…”. Se buttiamo lo sguardo nel nostro recente passato, ci accorgiamo che il boom di alcolizzati e tossicodipendenti da eroina (lo stupefacente che più annienta la volontà) coincide proprio con il periodo di relativa calma delle piazze. Da una parte si è chiuso un occhio e dall’altra si sono messe da parte le Molotov.

Le coincidenze esistono, indubbiamente, trovo comunque quantomeno singolare che fenomeni negativi come ludopatia, alcolismo, droghe sintetiche a pioggia, assuefazione alla tecnologia (internet) e l’uso di viagra, siano esplosi nello stesso periodo storico dell’Euro, dell’impennarsi della disoccupazione e della politica inefficiente e vampira. Cosa succederebbe se togliessero al popolo, giovani in testa, oltre a lavoro e prospettive, anche quegli elementi capaci di stabilizzare la destabilizzazione come internet, gioco d’azzardo, stravolgimenti psicofisici e sesso??? Sarebbero tutti in strada con i forconi in mano e il sangue agli occhi, con buona pace degli ideatori del “Komasutra”.

Vogliono farci credere che il viagra sia stato prodotto per ringalluzzire i vecchietti, quelli che conosco io si incazzano più per una patita a briscola persa che per una copula mancata.

Tullio Antimo da Scruovolo

progetti ignobili e laidi misteri…

Il Livornese: “è meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio”, il Pisano: “che iddio t’accontenti”. Dovessimo fare un sondaggio, su tutto il territorio nazionale, scopriremmo che questa dichiarazione di “amore” tra corregionali Toscani è più conosciuta dell’articolo “1” della costituzione Italiana. Gli unici ad ignorare la atavica, celeberrima e goliardica (mica tanto) rivalità citata, sono i componenti della “Italian Bassotti gang”, una masnada di corsari di terra meglio nota col nome di “governo tecnico Mario Monti & C.”. Infatti l’ultimo colpo progettato dai “solito noti” consiste proprio nel razziare pure le identità territoriali, come non si fossero già appropriati oltre misura di beni materiali, libertà, diritti, futuro e serenità.

E’ notorio che le province, come istituzioni politico/amministrative, siano nate esclusivamente per piazzare altri lupi famelici in mangiatoie tecnicamente e oggettivamente inutili, cosa buona e giusta sarebbe la cancellazione totale di questa sorta di “terra di mezzo” che costa ai contribuenti fior di quattrini, ovvio che mi riferisco alle mangiatoie non certo alle province intese come territorio. Rispettando il canovaccio, Monti e accoliti hanno optato per la strategia “cerchiobottista”, tenendo buoni i partiti e fottendo il popolo in nome di una necessità collettiva vissuta solo sul fronte dello spremere. L’assurdo accorpamento di molte province non produrrà nessun effetto economico vantaggioso, non solo, creerà altri disagi, altre vessazioni, altra burocrazia, altri disservizi, altri sprechi, altre tangenti, altro malaffare.

Esiste un fronte analitico che dà alla infame, perfida, diabolica decisione di costringere alla convivenza i vari Montecchi e Capuleti sparsi sullo stivale (Livorno e Pisa, Modena e Reggio Emilia, Potenza e Matera, ecc. ecc.) un taglio tragico, nefasto, allucinante. Il governo tecnico, dopo aver ceduto pezzi di sovranità agli interessi internazionali di cupole come la Bilderberg e al potentato economico tedesco, punta all’annichilimento delle identità storico/culturali radendo al suolo i “campanili”. Irritante tentativo di impastare e imbastardire le radici di molti Italiani, punti fermi sino ad oggi inamovibili, rendendoli orfani di un “suolo famiglia”. L’obiettivo finale è la creazione di masse spersonalizzate trasformate in sudditi passivi e inermi, spogliati anche delle teoriche ma rassicuranti mura che fortificano e proteggono una collettività, sarchiaponica globalizzazione che appiattisce rendendo tutti concettualmente apolidi, manovrabili, gestibili, indeboliti e “spaesati”.

L’Italia è stata tramutata in una “area test”, un banco di prova, Monti ha fatto di noi 60milioni di cavie, siamo il Paese che, per caratteristiche, risorse, mentalità e spirito di sopportazione, meglio si presta ad esser allestito come palcoscenico ove tenere le prove generali di una Europa da tempo ipotecata in ogni suo anfratto. Siamo diventati ratti da laboratorio sui quali sperimentare nuovi corsi, nuovi standard di vita al ribasso e nuove politiche economiche antidemocratiche, il nostro livello di adeguamento, di accettazione, di rassegnazione, sarà quello di riferimento sul quale spalmare l’intero continente colonizzato dai messia del dio potere. Stanno cercando di infettarci per poi renderci schiavi di cure che inebetiscono. Il miraggio di una Europa Unita è di fatto un incubo travestito da bel sogno, più ci massificano più ci appecoriamo , vogliono uno “sterminato” esercito di soldatini da manovrare sul plastico, futuristica rielaborazione della “maggioranza silenziosa” mutata in “gregge silente”, sorvegliato e pascolato da feroci cani incravattati che non abbaiano ma mordono senza pietà.

Perché nessuno ci svela il vero, REALE, compito del governo Monti??? Perché nessuno ci svela la vera, REALE, esigenza di una EU a tutti i costi??? La chiattona crucca ha parlato di altri cinque anni per uscire dalla crisi, ciò significa che ce ne vorranno almeno venti, quale tremenda alternativa potrà mai essere peggiore di questa??? Economisti di livello planetario hanno dichiarato che se la Grecia dovesse uscire dall’euro impiegherebbe 6/7 anni per ristabilirsi economicamente, non sarebbe meglio rompere le catene che legano a Berlino e giocarsela??? Perché non lo facciamo noi??? Se l’Italia si trasformasse in una immensa oasi turistica diventeremmo uno dei Paesi più ricchi del mondo, perché continuiamo a lucidare le scarpe a coloro che vogliono affamarci e sottometterci???

E’ ora di svegliarsi, di brutto. L’ignobile insulto che castra e globalizza attraverso scellerati accorpamenti è un segnale da non sottovalutare. Il primo passo per infiacchire i cittadini è proprio quello di togliere loro l’identità territoriale e disancorarli dal “campanile”. Parliamoci chiaro, questo governo non ha risolto UNO che sia UNO dei tanti problemi, in un anno ha prodotto solo disastri su ogni fronte rovinando il futuro di una intera generazione. NON ESISTE alcuna certezza né concreta possibilità di raggiungere benefici, né imminenti né in un futuro lontano, il popolo non trarrà MAI nessun vantaggio tangibile dalla operazione UE. Gli spauracchi paventati sono aria fritta, siamo già falliti, economicamente, nella nostra integrità e nel nostro essere Stato Sovrano, l’operato di questo esecutivo lascerà un numero considerevole di sacche di indigenza senza alcuna speranza di recupero.  L’Italia non è Green Hill e noi non siamo bigol, non verrà nessuno a liberarci, dobbiamo riconquistare la libertà da soli, magari decidendo dalla base se rimanere o meno schiavi della EU. Forse non tutti hanno coscienza di cosa significhi vivere in uno Stato “commissariato” da potenze straniere, sinonimo di “commissariamento” è “colonizzazione”.

Tullio Antimo da Scruovolo

Le urla dei colpevoli…

Nella interminabile sequela di anomalie Italiche l’ultimo anello della assurda catena che si è andato ad aggiungere in questi giorni è certamente il più inquietante. Una sostanziosa parte dei cittadini festeggia la caduta della democrazia e accoglie a braccia aperte un dittatore arbitrariamente posto al comando in barba alla più elementare delle regole civili, la sovranità del popolo…

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