Il promettitore seriale e la bella addormentata nei Boschi…

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Descrivere Matteo Renzi (anagramma “mento a terzi”) con una metafora calzante è cimento di lieve portata: “un belloccio mini dotato affetto da eiaculatio precox uso spacciarsi per instancabile e superdotato Italian Stallion”. Altrettanto semplice è farlo con la ministra Maria Elena (l’onomastica è una scienza che non perdona, il nome più sacro al mondo accoppiato a quello Omericamente più diabolico e devastante): “un ibrido tra la bella addormentata nei Boschi e la strega cattiva”. Il Bel Paese da quasi un lustro è diventato latrina da stazione presidiata da cazzari in overdose di boria e spocchia che pretendono l’obolo senza pulire le mattonelle né rimuovere la merda.

ESISTONO DUE “ITALIE”:

QUELLA PARADISIACA, bellissima, descritta da un Premier autocratico abusivo e illegittimo, una sorta di Eden… ripresa economica, tasse abbassate, riforme epocali, occupazione in crescita, una sanità che tutti ci invidiano, sicurezza da sonni tranquilli, istruzione all’avanguardia. Montagne di maccheroni, carne e fiumi di Barolo, pensionati che gongolano, esodati che ballano il samba e operai con le diottrie in calo, finalmente hanno ottenuto 80euro in più, validissimo motivo per masturbarsi ad libitum.

QUELLA REALE dei freddi e implacabili numeri quotidianamente divulgati… il debito pubblico è aumentato, la disoccupazione non cala, il prodotto industriale a marzo è sceso del 3,6%, le tasse sono aumentate fino a sfondare ogni record, i servizi sono diminuiti, esistono ancora 25.000 esodati alla fame, la povertà è diventata endemica. L’evasione fiscale viaggia sulla corsia preferenziale, i consumi calano sbattendoci periodicamente in deflazione, si continua a tagliare in modo lineare su sanità, istruzione e sicurezza, perpetuo è il flagellare pensionati e ceto medio/basso senza intaccare minimamente le caste privilegiate. I suicidi per motivi economici hanno raggiunto l’allucinante cifra di 628 unità ai quali vanno aggiunti circa 350 tentativi, per fortuna non riusciti. Ogni giorno chiudono o falliscono centinaia di attività commerciali e aziende. La pressione fiscale continua a incentivare la delocalizzazione, Agenzia delle Entrate ed Equitalia perseverano nel far cassa con metodologie poco ortodosse al limite della estorsione (Striscia docet), le problematiche del territorio vengono sistematicamente ignorate. Sul problema immigrazione l’Europa continua a uccellarci, abbiamo pagato la nostra quota alla Turchia per favorire la Germania e fare harakiri, chiudendo la rotta balcanica tocca a noi assorbire in toto il flusso. Nella sostanza, in quasi cinque anni di lacrime e sangue e un succedersi di regimi antidemocratici (Monti/Letta/Renzi) imposti dai poteri internazionali con la complicità di Napolitano, non è migliorato niente, anzi, è peggiorato tanto, tutto, si è arrivati addirittura a rapinare i risparmiatori con il decreto “salva banche”… già… ce lo ha imposto l’Europa.

PACCO, DOPPIO PACCO E CONTROPACCOTTO…

LE UNIONI CIVILI… in questa nuova, storica, improcrastinabile conquista sociale (?), qualcuno ha pensato bene di infilare tra le righe un subdolo emendamento che sconcerta: “la fedeltà non è obbligatoria”, ciò significa che nelle coppie non sposate (etero e/o omo che siano) non sono applicabili né rivendicabili tutti i diritti derivanti da un eventuale tradimento. Si è zompata a piè pari quella che statisticamente è la causa primaria della rottura delle relazioni, complimenti per la Mandrakata.

LA SCUOLA… il governo si vanta di aver assunto un esercito di nuovi insegnanti, ennesima “Renzianata” clamorosa, trattasi semplicemente di precari stabilizzati, stabilizzati ma costretti ad accettare due condizioni capestro, trasferimenti ad minchiam e l’annullamento degli anni preruolo ai fini carrieristici. A conti fatti il governo, anziché investire sulla scuola, con questa riforma ci ha speculato. Le faine urlano l’invidia!!!

L’OMICIDIO STRADALE… nei giorni scorsi un automobilista ubriaco e drogato ha investito e ucciso un pedone, le forze dell’ordine lo hanno arrestato ma è stato scarcerato immediatamente perché incensurato. Che succederà se questo balordo reitererà il reato? Il magistrato ha dichiarato di aver applicato la legge, certo subirà un processo ma tutto lascia presupporre una lieve condanna con la condizionale, in pratica nessuna galera, esattamente come prima, è stata emanata l’ennesima legge farlocca.

LA CONSULTA… la Corte Costituzionale, mica cotica, ha piazzato sulle spalle del governo Renzi due macigni molto pesanti, SONO ANTICOSTITUZIONALI il blocco degli stipendi degli Statali (sentenza anomala perché contempla l’azzeramento di sette anni di arretrati) e delle pensioni. Il governo ringrazia per il sostanzioso sconto ma per quanto concerne le pensioni si mette a blaterare di “bonus”, PAZZESCO. Come dire: ti devo 10mila euro? Ti faccio il favore di regalartene 500, vedi di ringraziarmi. Non si può parlare di Democrazia e Stato di Diritto quando un esecutivo si concede il lusso di usare come carta igienica le sentenze della massima Istituzione garantista.

IL JOBS ACT… gran cazzata… dati INPS UFFICIALI, nel 2015 i contratti a tempo indeterminato sono aumentati, rispetto al 2014, di sole 170.000 unità (bilanciamento), le millantate assunzioni (400.000) proclamate dal governo Renzi, si sono rivelate essere una bufala clamorosa. 100.000 contratti fasulli e circa 65.000 stipulati con non aventi diritto. In pratica questo provvedimento agevola l’evasione fiscale e non garantisce nulla, a fine percorso detassabile ogni imprenditore ha facoltà di licenziare.

LA COMUNICAZIONE… ho la sensazione che tutti i Renziani, dai ministri agli amministratori locali, passando per deputati e senatori, frequentino periodicamente seminari indottrinanti sulla “comunicazione aggressiva”, stessa arroganza, stessa prosopopea, stessa spocchia, stessa tecnica. Quando vengono colti in fallo sull’operato governativo, invece di argomentare ribattono: “Berlusconi ha fatto di peggio, questa legge è stata votata anche dal centrodestra, la Lega quando era al governo…” e via dicendo. La cosa più risibile e contemporaneamente più irritante è la questione immigrati, in vari talk ho sentito Renziani accusare Berlusca di aver sottoscritto il trattato di Dublino. E’ vero ma questa è una affermazione strumentale per due motivi: 1) quando si stipulò il suddetto accordo erano inimmaginabili eventi come la primavera araba, l’uccisione di Gheddafi, la destabilizzante guerra in Siria e l’Isis, situazioni che hanno prodotto e producono esodi biblici; 2) nel 2013, in piena emergenza profughi e sbarchi, il governo Letta non esitò a confermare il Dublino III senza rivendicare nessuna modifica. Siamo al bue che chiama cornuto l’asino.

LA RIFORMA MADRE… la riforma Renziana della Costituzione è un pastrocchio senza senso che ha una sola finalità, dare totali poteri al partito di maggioranza relativa (la belinata dell’annullamento del Senato fa ridere i polli, il Senato lo si annulla mandando tutti a casa e trasformandolo in museo della politica per turisti che anelano stare al fresco d’estate e al caldo d’inverno). Il partito che acchiappa più voti, a prescindere dalla percentuale, diventa il Padrone assoluto della situazione, acquisisce per diritto il 55% e fa e disfa a proprio piacimento trasformando l’opposizione, a colpi di fiducia, in mero elemento decorativo.

IL REFERENDUM… Renzi è un furbacchione, ha aperto una campagna referendaria lunghissima, un tempo tecnico che gli permette di spianarsi la strada verso il “SI’”, in RAI è già iniziata l’epurazione dei giornalisti non allineati (ai tempi di Mister “B” loro stessi parlavano di “editto Bulgaro”). Ha trasformato una consultazione popolare in un duello politico all’ultimo sangue paventando catastrofiche derive in caso di sconfitta. Parlando sempre di referendum, dobbiamo riconosce all’accoppiata “R & N” il merito di aver scritto una pagina storica. In 70anni di Repubblica… MAI e poi MAI siamo stati esortati da un Premier e da un Presidente emerito (Napolitano) a disertare le urna, il motto: “votare è un diritto ma anche un dovere” è stato buttato nel cesso, con quale faccia da culo ce lo riproporranno a gran voce???

LE STRATEGIE DELLA SIGNORA MERKEL… Fraulein Angela (AD continentale della cupola finanziaria mondiale) ha imposto all’Europa il quarto reich, il peggiore, quello economico spalmato su decenni di fame e povertà, invero il suo obiettivo era ed è quello di “colonizzare” l’Italia, uno dei Paesi potenzialmente più ricchi ma anche più poveri di patriottismo. Ormai è noto, è stata lei a ordire il complotto, complici Sarkò e Napolitano, per defenestrare Berlusconi (questo lo ha dichiarato e scritto un braccio destro di Barak Obama) nella primavera/estate del 2011, è altrettanto acclarato, documenti alla mano (vedi procura di Trani), che nello stesso periodo la Deutsche Bank abbia sparato sul mercato circa OTTOMILIARDI di titoli Italiani per impennare lo spread. Sempre in quel mentre, come ha documentato Alan Friedman, “personcine a modo” che rispondono al nome di Romano Prodi e Mario Monti, ronzavano in quel del Quirinale, che strane coincidenze. Cerchiamo di capirci… La Merkel tira fuori oltre 250MILIARDI di euro per riassettare le banche tedesche, subito dopo impone agli Stati membri di non dare fondi Statali alle banche in crisi, Etruria & C. sono la conseguenza di questa imposizione. Sempre la Merkel, si inventa e impone l’embargo contro Putin per la questione Ucraina (Paese NON comunitario), provate a indovinare quale è lo Stato che più ci ha rimesso e ci rimette… l’Italia, circa 4MILIARDI di euro persi ogni anno, anche per questo siamo il Paese Europeo con la minore, anzi, insignificante crescita (sia chiaro che la Germania continua allegramente, attraverso Stati ponte, a esportare in Russia il suo prodotto di punta, le automobili, i Russi benestanti e ricchi non hanno problemi ad acquistare Mercedes, BMW, Porsche e Audi). Altro indovinello… qual è lo Stato Europeo che spinge a tutta forza per realizzare il famigerato TTIP? La Germania, qual è lo Stato Europeo che sarà maggiormente danneggiato da questo scellerato trattato? L’Italia, meditate gente, meditate.

LA GRANDE IPOCRISIA… esiste un glossario forzato, imposto, tremendamente ipocrita. Rom e sinti tra loro si chiamano “zingari” ma guai a definirli tali, i neri tra loro si chiamano “negri” ma guai a definirli tali, i gay tra loro si chiamano “froci” ma guai a definirli tali, noi siamo obbligati a far nostro un grottesco linguaggio “politically correct”. E’ una vera anomalia quella prodotta da tale scuola di pensiero, ovviamente “sinistra” e fintamente progressista, il festival del doppiopesismo. dunque… una parlamentare di centrodestra con l’utero estroverso è una mignotta, una parlamentare di centrosinistra con l’utero estroverso è una donna che si “autodetermina”, se Berlusconi organizza cene con le olgettine scoppia uno scandalo immenso, si allestiscono processi mediatici e giudiziari, tre manifestazioni femministe all’insegna del “se non ora quando?”. Se Marrazzo, governatore della regione Lazio (scusate se è poco) si infila in un merdaio fatto di travestiti, cocaina, morti ammazzati e carabinieri corrotti… viene subito prosciolto e reintegrato in RAI. Ci sono voluti 110 indagati del PD per far pronunciare a Renzi le due paroline magiche: “questione morale”, fa veramente sbellicare dalle risate sentire i “sinistri” parlare di “garantismo”. Ma come??? Per venti anni sono stati forcaioli e giustizialisti e adesso che l’acqua tocca il loro culo sono diventati garantisti??? Quelli di destra che si avvicinano alle realtà territoriali sono “populisti”, i fancazzisti scrocconi, senza né arte né parte, che vivono nei salotti bene facendo i “bulicci” col culo degli altri ” sono definiti “intellettuali”. Se Gasparri spara una cazzata è un coglione, se la spara Cacciari è un filosofo illuminato (forse avrebbe fatto meglio a illuminarsi come sindaco, visti i disastri da lui prodotti a Venezia). Quelli di centrodestra hanno sempre torto, quelli di centrosinistra hanno sempre ragione, c’è poi la questione “cultura”… ma chi l’ha detto che la cultura sia monopolio della sinistra??? La sinistra si è appropriata della scuola da oltre mezzo secolo ma da qui a dire che sia depositaria della cultura (l’intellighenzia) ce ne passa, i risultati parlano chiaro…!!!

LA RIESUMAZIONE… come dicono a Napoli: “scavare i morti porta disgrazia“, è veramente squallido tirare in ballo Enrico Berlinguer, Pietro Ingrao e Nilde Jotti, pezzi da “90” della sinistra storica. Non ho mai amato questi esimi politici ma li ho sempre rispettati, più di quanto facciano gli attuali rappresentanti del PD. La caratura dei morti “importanti” non può e non deve essere meschinamente strumentalizzata, comunque, fossero in vita, voterebbero sicuramente “NO”, per principio.

DOMANDA STORICA… in un Paese con una disoccupazione angosciante, 230mila esodati, 10milioni di poveri, una marea di pensionati alla fame che raccolgono frutta e verdura nella immondizia dei mercati… che fa il governo Renzi? Regala 80euro al mese a chi ha già un lavoro sicuro remunerato fino a 1.500 euro mensili, siamo nell’assurdo cosmico. Renzi ha di fronte due persone, una che mangia regolarmente e un’altra che digiuna da una settimana, chi invita a cena? Quella che mangia regolarmente, roba da Tafazzi.

CONCLUSIONE BUCOLICA, CONTADINO… SCARPE GROSSE E CERVELLO FINO… non fidatevi di chi dice “stai sereno” e dopo una settimana vi fotte, non fidatevi di chi vi depreda per salvare le banche, non fidatevi di chi spara promesse a mitraglia senza mantenerle, se non siete gay non fidatevi di chi vi sodomizza dichiarando di averlo fatto per il vostro bene. Non fidatevi di una riforma che piace agli industriali e ai capitalisti, non fidatevi di campagne mediatiche studiate ad hoc per gabbare i cittadini, non fidatevi di questi cacciaballe che imbiancano le fogne per farle apparire come preziosi monumenti. Non fidatevi di tutto ciò che nega la democrazia, non fidatevi di chi svende la sovranità popolare. Non facciamoci mettere i piedi in testa, abbiamo un patrimonio enogastronomico unico al mondo, circa 8.000 km di costa, abbiamo montagne, appennini e campagne uniche, eccellenze tecnologiche, sul piano ingegneristico e architettonico siamo i primi al mondo, custodiamo il 40% del patrimonio artistico/storico mondiale, il made in Italy è un lusso planetario… potremmo fare, solo lo volessimo, il 30% del PIL col turismo e la valorizzazione dei nostri prodotti, potremmo essere lo Stato più ricco del mondo, domandatevi perché nonostante tutto ciò siamo tra i più poveri. Ce lo chiede l’Europa??? ma vaffanculo.

Hanno costruito un muro tra il nostro tempo e la posterità, si sono venduti il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti, vogliono staccarli da noi per meglio schiavizzarli.

Tullio Antimo da Scruovolo

Il richiamo della foresta…

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Neanche Gerard Damiano, sceneggiatore e regista del cult movie “Gola Profonda” (film che ancora detiene il record mondiale forbice costo/incasso), avrebbe osato immaginare una fellatio nello studio “orale” della Casa Bianca, una giovincella periferica un po’ ciaciotta cresciuta a corn flakes, hamburger e patatine che, all’ombra della sacra bandiera a stelle e strisce, delizia l’augello “number one” con la sua boccuccia di rosa. Quando scoppiò il “blowjob-gate”, i detrattori di Clinton cavalcarono la tigre del tradimento coniugale ma una volta scoperto, grazie ai soliti immancabili sondaggi, che milioni di maschi Americani avrebbero cornificato volentieri la megera Hillary per testare la “bravura” di Monica Lewinsky, aggiustarono il tiro puntando sulla spudorata menzogna sparata da “The President” in diretta TV. Forse qualche consigliere di origini Italiane suggerì al capo di negare, negare sempre, negare anche l’evidenza. La stagista dichiarò di amare perdutamente l’incanutito Bill, un amore così forte da indurla a custodire il galeotto vestitino macchiato di voluttà presidenziale, un romantico ricordino, come fosse una rosa seccata nascosta tra le pagine di mille struggenti poesie vergate col sangue di un cuore in supplizio. Venti anni dopo essersi curata le abrasioni alle ginocchia, l’ormai attempata Monica è tornata alla ribalta in veste di paladina anti bullismo da web, negli USA è in crescita il numero dei suicidi provocati dalle aggressioni virtuali. La vendetta è un piatto che si serve freddo, la Signora Clinton riuscì a salvare il salvabile scaricando tutte le colpe sull’allora poco più che 20enne Lewinsky, quella stessa Lewinsky che oggi potrebbe intralciare la sua sfida più ambiziosa, diventare il primo Presidente in gonnella della storia Americana.

Scolliamoci da congetture ipocrite e puritane chiedendoci se il destino di una Nazione, di un popolo e magari del mondo, possa/debba essere condizionato dalle fregole di un leader. “The Italian stallion”… Re Vittorio Emanuele II si sollazzava con un’amante ufficiale, la “bela Rosin”, Benito Mussolini è stato giustiziato insieme a Claretta Petacci, Palmiro Togliatti aveva una relazione adultera con Nilde Jotti, Sandra Milo è stata per tantissimi anni concubina di Bettino Craxi. L’ex potentissimo ministro socialista De Michelis aveva una viscerale passione per le cubiste, frequentava assiduamente le discoteche e sulle sculettanti ragazze seminude tarantolate ha scritto addirittura un libro, l’attrice porno Rossana Doll ha denunciato, sempre in un libro, di averne fatte di ogni con due onorevoli Pugliesi per un posto da hostess in Alitalia, promessa di assunzione mai mantenuta. Recentemente abbiamo saputo che negli anfratti del parlamento si consuma sesso, come in una qualsiasi grande azienda, le “storie” tra colleghi deputati e senatori sono all’ordine del giorno. Di tutto questo gli Italiani se ne sono sempre infischiati, lo stesso dicasi per il “bunga-bunga”, i vizietti di Marrazzo e tutte le campagne mediatiche degli amorali moralizzatori, buoi che chiamano cornuti gli asini.

Il dubbio nasce di fronte al bivio delle interpretazioni di base del ruolo, cioè capire se sia giusto o meno barattare le pulsioni in cambio del potere, soprattutto se sia possibile rendere il potere scevro da pulsioni e sentimenti. Una classe dirigente composta da donne e uomini costretti a reprimere stimoli naturali sarebbe una classe dirigente composta da frustrati e depresse. Uno degli effetti più tangibili e immediati del potere consiste proprio nell’allargamento degli orizzonti sessuali e quindi delle tentazioni, il ricco di turno stacca assegni e distribuisce regali ma raramente offre garanzie solide e durature. I politici, notoriamente spilorci, non pagano, “piazzano”, “sistemano”, “raccomandano”, cambiano radicalmente la vita, con le amanti condividono entrature ed entourage, non più vane promesse campate in aria come un tempo, impegni da mantenere assolutamente, pena lo sputtanamento boia che ghigliottina onorabilità e allettanti carriere. Una distrazione, una debolezza, si trasforma sempre in leva ricattatoria, diretta o indiretta, non riusciamo a mandare a casa i politici ladri, come potremmo farlo con i fedifraghi??? Che differenza corre tra il “bostik” di un inciucio pecuniario e quello di una condizionante tresca clandestina??? Non sarebbe meglio “liberalizzare” le relazioni evitando così dannosi vincoli occulti??? Quando un potente politico acquartiera il savoiardo in nicchie extraconiugali, è un problema nostro oppure della moglie??? Quando una Onorevole apre il nido per accogliere uccelli migratori, è un problema nostro oppure del marito???

Tullio Antimo da Scruovolo

Avanti un altro…

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Nelle valli e nelle pianure della martoriata Italia, ancora riecheggia il raglio Renziano che ha tenuto a battesimo il terzo governo illegittimo consecutivo, una compagine ministeriale che pare esser stata presa in blocco dal “circoletto casellanti autostradali di Firenze Signa”. Il giovin Matteo canta a cappella, lo fa tenendo una mano nella tasca dei pantaloni, non per disinvoltura da palco, no, semplicemente per prodursi in scaramantiche grattatine scaccia malocchi, macumbe provenienti da “parenti” politici e finti “amici” di partito. L’acido livore di Letta, la battuta del redivivo Bersani e la tutt’altro che spontanea genuflessione di Civati, impongo urgente stoccaggio di trecce d’aglio, gobbetti, corni e ferri di cavallo da piazzare in ogni dove, io ci aggiungerei anche l’acqua santa di Trapattoni, il sale di Wanna Marchi e le candele del mago Otelma. Sulla sponda apotropaica è sempre consigliabile aggrapparsi alla celeberrima locuzione latina: “melius abundare quam deficere”.

L’ex inquilino di Palazzo Vecchio è riuscito ad allocare le terga sulla “cadrega” più ambita grazie a un colpo di katana che ha trasformato in eunuchi i vecchi leader del PD. Come diceva Al Pacino nel film “Donnie Brasco”: “quando decideranno di farti fuori sarà sempre un tuo amico a fotterti, che te lo dico a fare”, Enrico Letta deve esserselo perso. In uno stormir di fronda, il Fonzie della Leopolda, è riuscito a fare l’esatto contrario di quanto proclamato a gran voce dopo le primarie farsa. Potere e gloria sono due vecchie bagasce gemelle immuni dal logorio del tempo, ammiccano oscene, ammaliano lascive, offrono goduria laida, attraggono in un modo che definire irresistibile significa eccedere in parsimonia espressiva. Un’accoppiata talmente arrapante da provocare pedisseque “eiaculatio precox” in ogni governo. Ce la farà il virgulto “chianino” a non farsi spompare in breve tempo come gli altri???

La colonna sonora del “Renzi show” è, per sillogismo, un vecchio successo di Cocciante: “Cervo a primavera”, le accorate performances oratorie del neopremier hanno spalancato le finestre delle stanze del potere, la mefitica aria radical chic è stata sostituita con una ventata di novello, rivisitato romanticismo politico. La stucchevole rapidità con la quale ha scalato il potere spodestando l’occhialuto tricoleso, ha prodotto un impatto emotivo sociale tale da far passare in secondo piano promesse/programmi sparate ad minchiam, sì ma con la giusta enfasi, l’ardore del neofita ha ben impressionato e sciolto ghiacci.

I problemi di questo Paese sono più strutturali che politici, 60milioni di Italiani si trovano nella stessa situazione dei due marò. Girone e Latorre sono stati “venduti” agli Indiani da Monti e Passera per difendere interessi economici privati di “compari” e “amici degli amici”, noi, Italiani tutti, siamo stati sacrificati alle logiche di una congrega chiamata “Eurozona”. Quando Renzi si scontrerà con caste, poteri forti e lobbie, finirà, inevitabilmente e inesorabilmente, col continuare a massacrare operai, impiegati, pensionati, commercianti e piccole/medie imprese. Esattamente come hanno fatto i suoi predecessori, il cancro non si cura con le aspirine, non saranno certo “contentini” insulsi a risollevare le sorti e il morale di un popolo.

Per cambiare veramente l’andazzo ci vorrebbe, ci vuole, una dose di coraggio tale da sconfinare nell’ardimento della incoscienza, sarà dura togliere ai magistrati quell’antidemocratico potere che li ha portati ad avere una totale deresponsabilizzazione, una totale impunità e un totale controllo sugli altri apparati istituzionali. Sarà dura “riumanizzare” banche, Equitalia e agenzie delle entrate, i suicidi a loro imputabili hanno raggiunto numeri da vergogna, sarà dura riportare la scuola a funzioni prettamente formative smettendola, una volta per tutte, di considerarla un ufficio di collocamento ove piazzare tesserati di partito. Sarà dura varare, con 40anni di ritardo, una legge adeguata e seria sulla immigrazione, sarà dura riappropriarsi di pezzi di territorio totalmente in mano alle mafie. Sarà dura smetterla di tagliare fondi a sanità, istruzione e sicurezza, sarà dura snellire la burocrazia ed eliminare “parcheggi” per trombati come le province e una miriade di enti “ciucciasoldi” affollati da amebe. Sarà dura porre fine a sperperi, sprechi e indegne mangiatoie, sarà dura mettere mano alla costituzione, ormai obsoleta, sarà dura emanare una legge elettorale in grado di dare a questa Nazione quella governabilità che non ha mai avuto. Sarà dura tranciare condizionanti e penalizzanti cordoni ombelicali ideologici.

Signor Matteo Renzi, mi permetto di darle due suggerimenti: 1) L’Italia è la patria dell’arte, della storia, un paradiso con circa 8.000 km di costa, monti, laghi e stupende risorse naturali, non solo, vanta eccellenze enogastronomiche di livello mondiale. Investendo grandi risorse sul turismo potremmo recuperare svariati punti di PIL e creare una infinità di posti di lavoro. 2) la legalizzazione della prostituzione produrrebbe un gettito fiscale di enorme portata, ingenti somme di denaro sottratte alla malavita che potrebbero essere reinvestite nel sociale. Si muova in queste direzioni, non faccia anche Lei il solito gioco della tre carte e dei vasi comunicanti, se non si creano nuove fonti, nuove risorse, nessuno, nemmeno Lei riuscirà mai a farci uscire dal pantano. Il benessere è un nostro diritto, non un vezzo/miraggio onirico, la Sua carica Le impone di darcelo, è un Suo dovere, un dovere primario, unico. Sia lungimirante e si ricordi che con un uovo oggi si risolve poco, con una gallina domani ci si sfama in tanti e per più giorni. Seppur attanagliato dallo scetticismo… mi impongo di sperare Lei faccia qualcosa di veramente innovativo. Mi stia bene.

Tullio Antimo da Scruovolo

La Mandrakata mancata…

non ci ho pensato

Le recenti primarie del PD, al pari di un circo che sbaracca, hanno lasciato sul terreno pozzanghere di lacrime clownesche restie a vaporizzarsi sotto flebili raggi di sole dicembrino. In pochi hanno compreso, colto, sfruttato una occasione più unica che rara, rivoltare come un calzino la politica Italiana, non mi riferisco certo al programma di Matteo Renzi, per certi versi anche apprezzabile nel suo dovuto populismo impiegatizio, quanto all’esser divenuto, probabilmente suo malgrado, un potenziale Armageddon capace di distruggere contemporaneamente il Berlusconismo e l’antiBerlusconismo.

Qualora fossero vere le teorie che archiviano il sindaco Fiorentino come un “nemico costruito” per consolidare la leadership di Bersani (cosa improbabile in quanto arzigogolo bisognoso di neuroni da Formula Uno), l’aver perso il suddetto treno sarebbe cosa ancor più biasimevole. La responsabilità non si annida nel loft della sinistra bensì nella incapacità strategica del centrodestra. Se gli elettori non tesserati del PDL si fossero recati nei gazebo del PD, diciamo in massa e fischiettando con indifferenza, consegnando a Renzi una vittoria “Bulgara” al primo turno, oggi ci troveremmo ad arieggiare locali umidi e ammuffiti chiusi da troppo tempo, all’apparire della luce gli scarafaggi sarebbero scappati in preda al panico.

Una nomina a premier della coalizione mancina, ottenuta dal giovane Matteo con un pesantissimo consenso plebiscitario, avrebbe prodotto una infinità di agrément positive nonché tracciato una nuova direttrice politica. La “rottamazione” dei boiardi e gli innovativi criteri gestionali, sarebbero stati un giusto corollario alla svolta più eclatante, per la prima volta dopo venti anni, l’Italia avrebbe avuto uno schieramento rosso-sbiadito NON attaccato alla flebo delle rancide logiche antiBerlusconiane, logiche che ci hanno imposto un medioevo politico, mediatico, giudiziario. La pregiudiziale anti-Arcore ha bloccato riforme, leggi e provvedimenti necessari, importanti, direi fondamentali per i cittadini ma negati perché ritenuti favorevoli al Cavaliere. Danneggiare tutti per colpirne uno.

La vittoria del Toscano si sarebbe tinta con i colori del cambiamento, se non altro a livello di concreta speranza, quel cambiamento promesso da tutti ma realizzato da nessuno. E’ assurdo, incredibile, stucchevole, constatare che il centrodestra non abbia avuto l’acume, la lungimiranza, l’ardire di trasformare Renzi in un cavallo di Troia per radere al suolo le torrette nemiche e porre fine ad un braccio di ferro ormai arrugginito, anchilosato. Si chiamano: “vittorie reali mascherate da finte sconfitte”.

Il trionfo di Bersani è un passo del gambero, l’Onorevole Sangiovese ha tenuto botta perché spalleggiato, inettitudine dei “doppiopettisti” in carpione della destra a parte, dai potentati politici incanutiti ben lontani dalla sazietà, i famigerati, tetri, inquietanti “apparati”. Pierluigi è una grottesca rivisitazione di Penelope, ammicca ma procrastina, tesse e sfilaccia, si trascina aspettando notizie dal fronte opposto, attende di sapere se Ulisse/Silvio torni oppure no, nel mentre i Proci Vendola, Di Pietro, Casini e new entry Montiane come Montezemolo (ma che abbiamo fatto di male per meritarci questo?), sculettano lascivamente e sgomitano per acchiappare l’ala di pollo rimasta sulla tavola. L’Italia del cambiamento può attendere, che fretta c’è??? D’Alema non ha ancora finito di pagare la barca e Rosy Bindi ha già ordinato il BMW nuovo, con che coscienza si vuole privare queste due personcine di cose così essenziali???

Matteo Renzi è un “Grillo” moderato, giovane, pulito, esposto in prima persona, il suo volto non è ancora stato scavato dai lineamenti porcini della cupidigia e dell’ingordigia, probabilmente un successo alle primarie lo avrebbe spedito direttamente a Palazzo Chigi e qualcosa si sarebbe smosso, anche in un centrodestra deBerlusconizzato che avrebbe avuto una onorevole chance per riorganizzarsi dagli scranni dell’opposizione. Lo scenario che si prospetta non è dei più allettanti, probabilmente (ma non è sicuro) Bersani vincerà le consultazioni primaverili ricompattando il fronte “anti”, Berlusconi raccencerà il suo, magari con la Lega, per continuare a difendersi e niente di niente cambierà, presumibilmente il movimento a cinque stelle piazzerà un nutrito drappello di esponenti alle Camere ma insufficiente per dare spallate definitive al “sistema”. Un governo di centrosinistra con questi soggetti non può, oggettivamente, portare a termine un mandato, tanto meno fare riforme storiche. Siamo ancora fermi sul ponte Tibetano, il vento non cessa, impossibile andare avanti, impossibile tornare indietro.

Presidente Silvio Berlusconi, se lo lasci dire, lei è un ingenuo, il fato le ha dato la possibilità di agevolare un avversario politico che nei suoi confronti non nutre livore nè rancore nè odio, cosa quasi impossibile a credersi, eppure lei non ne ha approfittato. Con tutto quello che le hanno vomitato addosso in quasi venti anni…!!! Fossi stato al suo posto, la Mandrakata di far vincere Renzi con i taciti voti del centrodestra l’avrei organizzata senza esitazione alcuna. Fare il dandy in mezzo agli sciacalli non conviene, per sopravvivere in quel cazzaio chiamato “politica” è d’uopo esser furbi come volpi, scaltri come faine e veloci come falchi. Azz… mi complimento con me stesso per la vena animalista che mi ha colto, è che quando parlo di certi argomenti non riesco a non pensare alle bestie, senza nessun intento di offendere la dignità di quelle vere, sia chiaro.

Tullio Antimo da Scruovolo

cazzotti e sangiovese…

La rissa da avvinazzati di periferia che rende insonni le notti del popolo sinistro e semi-sinistro (boiardi inchiodati ed elettori incazzati in testa), sta facendo arrossire di vergogna le disinvolte ragazze del bunga-bunga Berlusconiano. Ammuffiti  capi bastone avvinghiati alla cadrega, come fosse una mammella da latte, cercano di resistere agli attacchi dei rottamatori che anelano suggere lo stesso nettare, seppur a tempo determinato. Ad aizzare l’assalto alla suburra, ci pensano i giullari incattiviti dalla consapevolezza che l’unica alternativa alla arsura sia continuare a ciucciare ammennicoli irriconoscenti. Sardonico, mordace, beffardo, è il destino dei rissaioli che ancora una volta sarà mappato dall’uomo di Arcore, qualora Silvietto optasse per una teatrale rentrèe… tutta l’accozzaglia belligerante, alla stregua di zingari e puttane, porrebbe fine alle ostilità per dare vita ad abbracci e alleanze incollate a caldo con la sputazza antiBerlusconiana. Film tragicomico già visto col mortadella nel recente passato. Non capitalizzare la storia significa stuprare il futuro.

L’intonsa ma attempata presidentessa del PD ha dichiarato: “sono contenta di essere in parlamento da tanti anni e ci rimarrò fino a quando gli elettori mi voteranno…” , metafora sofista che evidenzia quanto facciano presa in Italia il gusto dell’orrido e il fascino della decadenza. Rosy Bindi e Beppe Grillo hanno in comune solo capelli e barba, sono entrambi ultra 60enni ma guardano lo scatolone dei giocattoli da angolazioni opposte, lei rappresenta il vecchio e lui il nuovo che “avanza” (da intendersi come materiale di risulta). In questo “centro-sinistra horror picture show” sono in tanti a contendersi il ruolo di capo comico, così tanti e agguerriti da dare alla recita un taglio pulp,  a partire da “cremina-man”  Nicoletto Vendola che, dopo aver cantato per 20anni la stessa canzone in play-back, accusa la concorrenza di prodursi in litanie qualunquiste. Di Pietro ha da tempo applicato alla politica redditizi concetti terricoli, Bersani è conscio di essere arrivato al canto del cigno. Pierferdinando Casini… un ex democristo che ha nel cognome l’esegesi del suo percorso politico, da quando ha deciso di autoalimentarsi staccando il cordone ombelicale da Berlusconi, non ne ha azzeccata una.

La zoppia politica di questo Paese è imputabile, solo ed esclusivamente, alla inettitudine degli ex compagni, passati, quando si dice il salto della quaglia, dalle ciminiere industriali agli oziosi salotti radical chic, dalle Tepa Sport alle Church’s, dalla Fiat 127 alle barche a vela. Non sono mai stato di sinistra ma credo sia fondamentale, per la democrazia, averne una forte e credibile che tuteli gli interessi dei ceti medio-bassi dagli scranni della opposizione, genesi del suo esistere. Sarebbe un grave errore sottovalutare, peggio ancora ridicolizzare, le regole d’ingaggio proposte da Matteo Renzi, l’unico ad aver detto qualcosa di sensato da quelle parti dal ’94 ad oggi. Non che io nutra nei suoi confronti immensa stima e fiducia, è il dover andare fuori dalle palle dopo due mandati, dimezzando uomini ed emolumenti, che mi sconfinfera alquanto.

Nel linguaggio politico corrente si abusa di espressioni idiote come: “staccare la spina” (mutuata dal gergo impiegatizio, indica la sospensione temporanea delle attività lavorative, manco facessero i collaudatori di sedie elettriche), “voto di protesta”, “antipolitica”. Prescindendo dalla contraddizione in termini che legittima il “vaffanculismo”, si evince il tentativo di ignorare, mentendo spudoratamente, il fisiologico, ciclico spurgo di piazza che si ripresenta ad intervalli regolari per dare, almeno negli intenti, la stura a nuovi percorsi. Purtroppo il risultato è sempre lo stesso, lotte fratricide e cannibalizzazioni ideologiche.

Robin Williams: “il politici sono come i pannolini, bisogna cambiarli spesso e sempre per lo stesso motivo”.

Tullio Antimo da Scruovolo