Famiglia obsoleta e famiglia 2.0

Sarò sintetico, probabilmente anche un po’ acrilico.

Dovuta premessa: 1) per quanto mi riguarda, fin quando non ci sono di mezzo minori e violenza imposta, ognuno ha il diritto di sollazzarsi come meglio crede ma non ha quello di definire “trogloditi” coloro che non provano le stesse pulsioni, 2) l’orientamento sessuale non deve, MAI, dare origini a discriminazioni di sorta, i diritti sono inalienabili e non hanno sesso.

Dopo aver detto, anzi, scritto questo…

Esprimere il proprio pensiero è anch’esso un diritto sacro ma non si capisce per quale ragione cessi di essere tale nel momento in cui verta su fronti non graditi ai “progressisti”. Esternare disappunto su certe forzature e ostentazioni come il gay pride, per fare un esempio, è un reato. Sbeffeggiare, ridicolizzare, insultare e denigrare una corrente di pensiero tradizionalista è cosa buona e giusta, perché? In occasione del congresso sulla famiglia tenutosi a Verona, molti, quasi tutti i media, inclusi giullari, saltimbanco e amebe salottiere, hanno dipinto i partecipanti come appestati emersi dai cunicoli della inciviltà retrograda medievale. La prima regola per essere rispettati è rispettare, da stronzi e ipocriti inviare insulti ai non allineati e poi pretendere che questi portino rispetto al mittente. Delirio da complesso di superiorità ma non è questo il climax del post.

La cosa che più lascia perplessi è la martellante istanza sulle adozioni e sul diritto alla genitorialità posta in essere con veemenza dalle coppie omo. Non mi interessa parlare di uteri a nolo, di sperma acquistato col 3 x 2, della compravendita di neonati, di casting per selezionare bull e tutto ciò che circonda e corrobora l’argomento.

Il mio intento è soffermarmi su una espressione/affermazione diventata virale in ogni dove: “I BAMBINI HANNO SOLO BISOGNO DI AMORE E DI AFFETTO”.

Sono i cani ad avere SOLO bisogno di amore e affetto, i BAMBINI necessitano ANCHE di TANTO ALTRO:

1) Il primo approccio sessuale che ogni essere umano ha, dovrebbe avere, è quello col genitore di sesso opposto, secondo Freud passaggio fondamentale per lo sviluppo e l’autodeterminazione
2) I bambini hanno bisogno di scoprire gradualmente e in modo naturale l’universo maschile e quello femminile, due mondi diversi sintetizzati nel loro essere venuti al mondo
3) I bambini hanno bisogno di riferimenti diversificati per crescere al meglio, la famiglia è una società in miniatura con funzioni formative essenziali, renderla monca significa penalizzarla
4) Un padre e una madre hanno, tra le altre, la funzione di fare da filtro col mondo esterno e quindi trasmettere il ruolo di genere, cosa che non significa padrone e serva, tutt’altro
5) Difficile credere che un bambino allevato da una coppia di gay integralisti non sia condizionato nel suo approccio col mondo femminile, lo stesso dicasi nei confronti di quello maschile per una bimba figlia di due lesbiche, un qualcosa definibile: “spontaneo indottrinamento ambientale”.
6) I bambini, inevitabilmente, percepiscono, quando non vedono direttamente con i loro occhi come spesso accade, effusioni amorose e rapporti sessuali dei genitori, non esistono studi affidabili e certificati in grado di rassicurare su eventuali contraccolpi psicologici nel caso fossero di natura omo
7) La vera grande ignoranza sta nell’imporre supposte evoluzioni in un Paese con retaggi culturali niente affatto sradicati, non vi è progresso nell’appagare egoismi a discapito di bambine e bambini messi su una strada sociale in salita e in contesti NON adeguatamente garantisti. Piaccia o meno, in Italia la famiglia tradizionale è ancora pilastro solido
8) Prevedibili e non trascurabili le minacce esterne alla sensibilità di chi vive con due padri o due madri, migliaia di ragazzini/e vengono bullizzati quotidianamente per futili motivi, il fenomeno è MOLTO serio, visti i suicidi e/o, quando va bene, la destabilizzazione degli equilibri.
9) La famiglia vecchio stampo non è demoniaca né obsoleta, è semplicemente un assetto/istituzione che si perpetua dall’alba dei tempi, questa è una certezza, il resto è solo una azzardata scommessa
10) Alcuni si aggrappano al disagio e alle problematiche di molti bambini nati in famiglie “normali”, bene, giusta osservazione, tuttavia è opportuno ricordare che i problemi si combattono in primis contenendoli, arginandoli, non estendendoli ad altre opzioni.

Ogni “evoluzione” sociale non è mai indolore ma qui stiamo parlando di bambini, piccoli esseri da formare, educare e preparare alla vita dando loro tutti gli strumenti necessari per rendersi, un giorno, totalmente autonomi e fortificati. Per quanto romantico possa sembrare, non si forgiano Donne e Uomini cucinando quotidianamente solo amore e affetto, tanto meno insegnando loro che gli altri, quelli che la pensano diversamente, siano semplicemente dei coglioni ignoranti da additare come nemici del bene.

“Progresso” non è un termine da usare ad minchiam, è una teoria che si materializza nel tempo in modo soft e naturale, forzarlo rincorrendo chimere e solidificando illusioni porta a una poco costruttiva involuzione.

Il fronte gay ha inflazionato un’altra espressione/bussolotto pescata nel sacchettino della tombola natalizia: “gli etero hanno paura del diverso”. Suggerirei ai ghostwriter di riferimento un cambio di slogan, da un punto di vista pratico, sostanziale, direi logico e analitico, la “paura del diverso” alberga nei gay, non negli etero. Una paura talmente forte da indurre a concretizzare nel genere di appartenenza anche l’appagamento sessuale.

Il concetto di “diritto” non è una “carta bianca” che autorizza a trasformare in realtà vezzi e lazzi, i bambini non sono elemento socialmente “normalizzante”, tanto meno uno strumento da usare per scardinare invisi conservatorismi. Una società non la si rende moderna e progressista facendo esperimenti al buio sulla pelle dei bimbi sperando di azzeccarla.

Tullio Antimo da Scruovolo

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