l’estro cognitivo degli Italiani Europeisti…

crisi

Se l’Italia dovesse liberarsi da quella gogna monetaria chiamata “Euro”, i reperti archeologici di un comunismo estinto e i nuovi “sinistri” tarocco, infettati dall’americanismo, dall’europeismo e dal capitalismo, si ritroverebbero a dover litigare per stabilire in quale bidone della differenziata nascondersi. In una recente intervista, il “donatore” che ha ingravidato la nostra Patria con l’ Eurosperma (Romano Prodi) ha dichiarato: “sapevamo che l’Euro avrebbe prodotto un periodo di crisi e pure che a guadagnarci sarebbe stata la Germania, il progetto bisognava comunque portarlo a termine”; domanda ovvia: “perché???”. A questo NESSUNO ha mai risposto né risponderà MAI in modo convincente e argomentato, l’assurda favoletta propinata è un “dogma”: “perché fuori dall’Euro saremmo diventati poveri”, altra domanda ovvia perennemente elusa: “chi l’ha detto???”. In Svizzera, in Inghilterra, in Svezia e in Danimarca non c’è l’Euro, non mi risulta stiano peggio, tutt’altro, i pronipoti di Hans Christian Andersen sono il popolo più felice del pianeta.

Il “progetto Europa” è stato partorito dai “mammasantissima” dell’economia mondiale per soddisfare tre pressanti esigenze: 1) egemonizzare oltre 320milioni di cittadini sotto le grinfie di Fraulein Germania, una tutrice affidabile, autoritaria e inflessibile, 2) creare una moneta Europea forte per agevolare l’export in dollari e penalizzare quello in euro, 3) costruire una “area vitale e ricca” da spremere, mungere, dissanguare e poi globalizzare. Una strategia elaborata sul lungo termine per arginare l’urto economico/espansionista del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), i cosiddetti “Paesi emergenti”. Per realizzare questo infame e diabolico piano è stato elucubrato un planning operativo agghiacciante, ridurre la disponibilità economica di centinaia di milioni di individui per renderli SUDDITI di un potentato economico. All’insegna del detto “il fine giustifica i mezzi”, si è provveduto anche alla obliterazione psicologica della masse.

Prodi prima e Monti dopo, hanno percorso lo stesso cammino, seppur il secondo sia stato più devastante del primo. Entrambi economisti, entrambi professori, entrambi lacchè dei poteri forti internazionali, entrambi totalmente estranei alle realtà territoriali, entrambi coadiuvati da “tecnici” nei ministeri economici. Lo schioppato Padoa Schioppa ha dato la stura alla campagna di denigrazione nei confronti dei giovani Italiani definendoli “bamboccioni”, gli accoliti di Monti hanno proseguito nella infame opera etichettandoli come “mammoni”, “sfigati”, “mantenuti” e “choosy”. Non è certo mia intenzione negare l’esistenza di una considerevole percentuale di giovani poco inclini a sbattersi, tuttavia ritengo che la classe dirigente dovrebbe fare certe considerazioni dopo lauti investimenti, non dopo macro tagli. I tarli della demoralizzazione non passano solo attraverso l’umiliazione di alcune fasce, niente affatto, battono il tappeto in ogni lembo di tessuto, si è arrivati addirittura alla “anestetizzazione” civile ed economica degli esodati, alla cancellazione delle priorità sociali e ad un rimpasto dei valori. La strada più rapida per passare da una democrazia a una dittatura mascherata è proprio quella di mortificare l’istruzione, la sanità, la sicurezza e la garanzia dei diritti. Le dittature militari hanno versanti vulnerabili, quelle economiche nel disagio collettivo si rafforzano.

Il Re della Bocconi che vanta avi in quel della Transilvania, per risollevare le sorti di un Paese “rovinato” da Berlusconi, ha ideato una “formula” talmente GENIALE e INNOVATIVA che pure gli alieni ci invidiano: 1) aumentare le tasse senza ritegno, 2) creare uno Stato di polizia fiscale, 3) tagliare servizi essenziali, 4) bloccare i pagamenti alle imprese fornitrici accumulando oltre 100miliardi di arretrati, 5) andare in giro per il mondo a piazzare titoli di Stato a interessi da “strozzo”, quando scadranno ci ritroveremo nella merda più di prima, 6) non toccare caste e privilegi. ITALIANIIIIIII… anzi, SUDDITI D’EUROPAAAAA… prostratevi al cospetto di cotanto ACUME. Dopo le prime iniziative di Monti, Bonanni disse: “una manovra simile avrebbe potuto farla anche mio zio”, senza nulla togliere allo zio del sindacalista… penso che il mio cane sarebbe stato in grado di fare cose più egregie.

Orgasmi a secco della Merkel a parte, la “cura” Monti ha prodotto recessione, disoccupazione, una moria di piccole e medie realtà imprenditoriali senza precedenti, accelerazione delle delocalizzazioni, un calo perpendicolare dei servizi, una pressione fiscale di stampo medievale, ha ceduto pezzi di sovranità, ha inferto una coltellata all’orgoglio italiano, non ha risolto un solo problema, ha favorito le banche (il colpo di coda di girare al Monte Paschi i quattro miliardi di IMU estorti agli Italiani è da ricordare in eterno), agevolato le industrie amiche “precarizzando” ulteriormente il mondo del lavoro. HA BRUCIATO IL FUTURO DI UNA INTERA GENERAZIONE, per “guarire” dal suo “virus” ci vorranno 20/30 anni, in ogni caso moltissime fonti di reddito sono da considerarsi irrimediabilmente defunte. Dopo aver passato un anno a dichiarare ai media di tutto il mondo la sua intenzione di NON entrare in politica, con una faccia da lato “B” stucchevole, ha fondato un partito e si è candidato come premier per proseguire la “demolizione”, lascia sgomenti il numero di consensi ottenuti (poi sono quelli che votano per Berlusconi ad essere beoti)

Per meglio mettere a fuoco la prospettiva è fondamentale bloccare alla tacca giusta la rotella delle considerazioni, i politici nostrani si nutrono di improvvisazione, pressappochismo, approssimazione e, in modo particolare, di quel “carpe diem” che è la strumentalizzazione degli eventi. La “cupola” che ci ha imposto Monti è composta da menti pensanti che in assenza di un riscontro programmato non muovono unghia. Partendo da questo presupposto è più facile dare risposte tangibili a quesiti apparentemente nebulosi. Recessione e tassazione insostenibile hanno portato alla chiusura di migliaia di negozi, a trarne vantaggio saranno grande distribuzione, catene internazionali di brand e vendite on-line, tutte cose in mano alle holding. Il crollo del mercato immobiliare arricchirà i grandi speculatori del mattone, “operatori” pronti a “strangolare” i nuovi impoveriti. La riduzione graduale del tetto “acquisti in contanti” incrementerà notevolmente gli introiti delle banche che, una volta tecnologizzata ogni operazione, elimineranno migliaia di agenzie e dipendenti. Il precariato abbatte i vincoli garantisti, questo agevola i grandi industriali sul fronte degli investimenti, sul costo del lavoro e sul rischio d’impresa. Come ho già scritto anni addietro, l’Italia è uno Stato cavia, per caratteristiche e peculiarità siamo il popolo che meglio si presta a “test” di vario tipo e livello.

Non bevetevi la BALLA del millennio, vogliono farci credere che la crisi mondiale sia dovuta ai derivati/pacco messi in circolazione da alcune banche, NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO, l’economia planetaria non può essere minata da un rotolo di carta igienica. E’ solo un puerile alibi, la crisi è stata voluta, pianificata, concepita per destabilizzare pezzi di mondo e ridistribuire poteri e assetti.

Non ho niente di personale contro Mario Monti, lui ha eseguito bene gli ordini assegnatigli dai PADRONI, Bilderberg in testa, in fondo non è neanche mai stato “Italiano”, nella accezione più patriottica del termine. Ho un forte risentimento, come cittadino, nei confronti di quella parte politica capeggiata da Napolitano che l’ha voluto a tutti i costi… e che costi. L’Euro a noi non darà MAI niente di buono, cominciano a capirlo che gli Europeisti della prima ora, il trend involutivo può ancora essere stoppato. Economisti di caratura internazionale, parlo di quelli seri e indipendenti, hanno stabilito che se la Grecia uscisse dalla moneta unica impiegherebbe sette anni per tornare alla “normalità”, noi, qualora lo volessimo veramente, impiegheremmo molto meno, perché seguitare in questo calvario infinito???

La “Eurofilia” ha staccato l’alimentazione alle sacre logiche sociali facendo piombare i politici in una sfera contemplativa, i servizi base sono allo sbando totale, non esistono luci in fondo al tunnel, NON CI SARA’ NESSUNA RIPRESA capace di risalire la china del benessere. Eppure… pare che in questo merdaio la cosa più importante sia rimanere nella Eurozona, nessuno sa il perché ma è così, questo è l’unico vero obiettivo, costi quel che costi… e che costi!!!

Viva l’Italia, abbasso l’Europa

Tullio Antimo da Scruovolo

La Mandrakata mancata…

non ci ho pensato

Le recenti primarie del PD, al pari di un circo che sbaracca, hanno lasciato sul terreno pozzanghere di lacrime clownesche restie a vaporizzarsi sotto flebili raggi di sole dicembrino. In pochi hanno compreso, colto, sfruttato una occasione più unica che rara, rivoltare come un calzino la politica Italiana, non mi riferisco certo al programma di Matteo Renzi, per certi versi anche apprezzabile nel suo dovuto populismo impiegatizio, quanto all’esser divenuto, probabilmente suo malgrado, un potenziale Armageddon capace di distruggere contemporaneamente il Berlusconismo e l’antiBerlusconismo.

Qualora fossero vere le teorie che archiviano il sindaco Fiorentino come un “nemico costruito” per consolidare la leadership di Bersani (cosa improbabile in quanto arzigogolo bisognoso di neuroni da Formula Uno), l’aver perso il suddetto treno sarebbe cosa ancor più biasimevole. La responsabilità non si annida nel loft della sinistra bensì nella incapacità strategica del centrodestra. Se gli elettori non tesserati del PDL si fossero recati nei gazebo del PD, diciamo in massa e fischiettando con indifferenza, consegnando a Renzi una vittoria “Bulgara” al primo turno, oggi ci troveremmo ad arieggiare locali umidi e ammuffiti chiusi da troppo tempo, all’apparire della luce gli scarafaggi sarebbero scappati in preda al panico.

Una nomina a premier della coalizione mancina, ottenuta dal giovane Matteo con un pesantissimo consenso plebiscitario, avrebbe prodotto una infinità di agrément positive nonché tracciato una nuova direttrice politica. La “rottamazione” dei boiardi e gli innovativi criteri gestionali, sarebbero stati un giusto corollario alla svolta più eclatante, per la prima volta dopo venti anni, l’Italia avrebbe avuto uno schieramento rosso-sbiadito NON attaccato alla flebo delle rancide logiche antiBerlusconiane, logiche che ci hanno imposto un medioevo politico, mediatico, giudiziario. La pregiudiziale anti-Arcore ha bloccato riforme, leggi e provvedimenti necessari, importanti, direi fondamentali per i cittadini ma negati perché ritenuti favorevoli al Cavaliere. Danneggiare tutti per colpirne uno.

La vittoria del Toscano si sarebbe tinta con i colori del cambiamento, se non altro a livello di concreta speranza, quel cambiamento promesso da tutti ma realizzato da nessuno. E’ assurdo, incredibile, stucchevole, constatare che il centrodestra non abbia avuto l’acume, la lungimiranza, l’ardire di trasformare Renzi in un cavallo di Troia per radere al suolo le torrette nemiche e porre fine ad un braccio di ferro ormai arrugginito, anchilosato. Si chiamano: “vittorie reali mascherate da finte sconfitte”.

Il trionfo di Bersani è un passo del gambero, l’Onorevole Sangiovese ha tenuto botta perché spalleggiato, inettitudine dei “doppiopettisti” in carpione della destra a parte, dai potentati politici incanutiti ben lontani dalla sazietà, i famigerati, tetri, inquietanti “apparati”. Pierluigi è una grottesca rivisitazione di Penelope, ammicca ma procrastina, tesse e sfilaccia, si trascina aspettando notizie dal fronte opposto, attende di sapere se Ulisse/Silvio torni oppure no, nel mentre i Proci Vendola, Di Pietro, Casini e new entry Montiane come Montezemolo (ma che abbiamo fatto di male per meritarci questo?), sculettano lascivamente e sgomitano per acchiappare l’ala di pollo rimasta sulla tavola. L’Italia del cambiamento può attendere, che fretta c’è??? D’Alema non ha ancora finito di pagare la barca e Rosy Bindi ha già ordinato il BMW nuovo, con che coscienza si vuole privare queste due personcine di cose così essenziali???

Matteo Renzi è un “Grillo” moderato, giovane, pulito, esposto in prima persona, il suo volto non è ancora stato scavato dai lineamenti porcini della cupidigia e dell’ingordigia, probabilmente un successo alle primarie lo avrebbe spedito direttamente a Palazzo Chigi e qualcosa si sarebbe smosso, anche in un centrodestra deBerlusconizzato che avrebbe avuto una onorevole chance per riorganizzarsi dagli scranni dell’opposizione. Lo scenario che si prospetta non è dei più allettanti, probabilmente (ma non è sicuro) Bersani vincerà le consultazioni primaverili ricompattando il fronte “anti”, Berlusconi raccencerà il suo, magari con la Lega, per continuare a difendersi e niente di niente cambierà, presumibilmente il movimento a cinque stelle piazzerà un nutrito drappello di esponenti alle Camere ma insufficiente per dare spallate definitive al “sistema”. Un governo di centrosinistra con questi soggetti non può, oggettivamente, portare a termine un mandato, tanto meno fare riforme storiche. Siamo ancora fermi sul ponte Tibetano, il vento non cessa, impossibile andare avanti, impossibile tornare indietro.

Presidente Silvio Berlusconi, se lo lasci dire, lei è un ingenuo, il fato le ha dato la possibilità di agevolare un avversario politico che nei suoi confronti non nutre livore nè rancore nè odio, cosa quasi impossibile a credersi, eppure lei non ne ha approfittato. Con tutto quello che le hanno vomitato addosso in quasi venti anni…!!! Fossi stato al suo posto, la Mandrakata di far vincere Renzi con i taciti voti del centrodestra l’avrei organizzata senza esitazione alcuna. Fare il dandy in mezzo agli sciacalli non conviene, per sopravvivere in quel cazzaio chiamato “politica” è d’uopo esser furbi come volpi, scaltri come faine e veloci come falchi. Azz… mi complimento con me stesso per la vena animalista che mi ha colto, è che quando parlo di certi argomenti non riesco a non pensare alle bestie, senza nessun intento di offendere la dignità di quelle vere, sia chiaro.

Tullio Antimo da Scruovolo

progetti ignobili e laidi misteri…

Il Livornese: “è meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio”, il Pisano: “che iddio t’accontenti”. Dovessimo fare un sondaggio, su tutto il territorio nazionale, scopriremmo che questa dichiarazione di “amore” tra corregionali Toscani è più conosciuta dell’articolo “1” della costituzione Italiana. Gli unici ad ignorare la atavica, celeberrima e goliardica (mica tanto) rivalità citata, sono i componenti della “Italian Bassotti gang”, una masnada di corsari di terra meglio nota col nome di “governo tecnico Mario Monti & C.”. Infatti l’ultimo colpo progettato dai “solito noti” consiste proprio nel razziare pure le identità territoriali, come non si fossero già appropriati oltre misura di beni materiali, libertà, diritti, futuro e serenità.

E’ notorio che le province, come istituzioni politico/amministrative, siano nate esclusivamente per piazzare altri lupi famelici in mangiatoie tecnicamente e oggettivamente inutili, cosa buona e giusta sarebbe la cancellazione totale di questa sorta di “terra di mezzo” che costa ai contribuenti fior di quattrini, ovvio che mi riferisco alle mangiatoie non certo alle province intese come territorio. Rispettando il canovaccio, Monti e accoliti hanno optato per la strategia “cerchiobottista”, tenendo buoni i partiti e fottendo il popolo in nome di una necessità collettiva vissuta solo sul fronte dello spremere. L’assurdo accorpamento di molte province non produrrà nessun effetto economico vantaggioso, non solo, creerà altri disagi, altre vessazioni, altra burocrazia, altri disservizi, altri sprechi, altre tangenti, altro malaffare.

Esiste un fronte analitico che dà alla infame, perfida, diabolica decisione di costringere alla convivenza i vari Montecchi e Capuleti sparsi sullo stivale (Livorno e Pisa, Modena e Reggio Emilia, Potenza e Matera, ecc. ecc.) un taglio tragico, nefasto, allucinante. Il governo tecnico, dopo aver ceduto pezzi di sovranità agli interessi internazionali di cupole come la Bilderberg e al potentato economico tedesco, punta all’annichilimento delle identità storico/culturali radendo al suolo i “campanili”. Irritante tentativo di impastare e imbastardire le radici di molti Italiani, punti fermi sino ad oggi inamovibili, rendendoli orfani di un “suolo famiglia”. L’obiettivo finale è la creazione di masse spersonalizzate trasformate in sudditi passivi e inermi, spogliati anche delle teoriche ma rassicuranti mura che fortificano e proteggono una collettività, sarchiaponica globalizzazione che appiattisce rendendo tutti concettualmente apolidi, manovrabili, gestibili, indeboliti e “spaesati”.

L’Italia è stata tramutata in una “area test”, un banco di prova, Monti ha fatto di noi 60milioni di cavie, siamo il Paese che, per caratteristiche, risorse, mentalità e spirito di sopportazione, meglio si presta ad esser allestito come palcoscenico ove tenere le prove generali di una Europa da tempo ipotecata in ogni suo anfratto. Siamo diventati ratti da laboratorio sui quali sperimentare nuovi corsi, nuovi standard di vita al ribasso e nuove politiche economiche antidemocratiche, il nostro livello di adeguamento, di accettazione, di rassegnazione, sarà quello di riferimento sul quale spalmare l’intero continente colonizzato dai messia del dio potere. Stanno cercando di infettarci per poi renderci schiavi di cure che inebetiscono. Il miraggio di una Europa Unita è di fatto un incubo travestito da bel sogno, più ci massificano più ci appecoriamo , vogliono uno “sterminato” esercito di soldatini da manovrare sul plastico, futuristica rielaborazione della “maggioranza silenziosa” mutata in “gregge silente”, sorvegliato e pascolato da feroci cani incravattati che non abbaiano ma mordono senza pietà.

Perché nessuno ci svela il vero, REALE, compito del governo Monti??? Perché nessuno ci svela la vera, REALE, esigenza di una EU a tutti i costi??? La chiattona crucca ha parlato di altri cinque anni per uscire dalla crisi, ciò significa che ce ne vorranno almeno venti, quale tremenda alternativa potrà mai essere peggiore di questa??? Economisti di livello planetario hanno dichiarato che se la Grecia dovesse uscire dall’euro impiegherebbe 6/7 anni per ristabilirsi economicamente, non sarebbe meglio rompere le catene che legano a Berlino e giocarsela??? Perché non lo facciamo noi??? Se l’Italia si trasformasse in una immensa oasi turistica diventeremmo uno dei Paesi più ricchi del mondo, perché continuiamo a lucidare le scarpe a coloro che vogliono affamarci e sottometterci???

E’ ora di svegliarsi, di brutto. L’ignobile insulto che castra e globalizza attraverso scellerati accorpamenti è un segnale da non sottovalutare. Il primo passo per infiacchire i cittadini è proprio quello di togliere loro l’identità territoriale e disancorarli dal “campanile”. Parliamoci chiaro, questo governo non ha risolto UNO che sia UNO dei tanti problemi, in un anno ha prodotto solo disastri su ogni fronte rovinando il futuro di una intera generazione. NON ESISTE alcuna certezza né concreta possibilità di raggiungere benefici, né imminenti né in un futuro lontano, il popolo non trarrà MAI nessun vantaggio tangibile dalla operazione UE. Gli spauracchi paventati sono aria fritta, siamo già falliti, economicamente, nella nostra integrità e nel nostro essere Stato Sovrano, l’operato di questo esecutivo lascerà un numero considerevole di sacche di indigenza senza alcuna speranza di recupero.  L’Italia non è Green Hill e noi non siamo bigol, non verrà nessuno a liberarci, dobbiamo riconquistare la libertà da soli, magari decidendo dalla base se rimanere o meno schiavi della EU. Forse non tutti hanno coscienza di cosa significhi vivere in uno Stato “commissariato” da potenze straniere, sinonimo di “commissariamento” è “colonizzazione”.

Tullio Antimo da Scruovolo

Monti in Fiore…

Fiorello ingozza di viagra l’auditel mandandolo in Priapismo da post-week end con un programma di intrattenimento strutturato secondo antichi criteri televisivi, una scaletta “vintage” che dovrebbe insegnare a molti l’utilità del “giocare piazzato”. I soliti intellettualoidi, criticoni, mass-mediologi, tele-sociologi e pseudo-artisti affogati nella pozza dell’ossimoro “rinnovamento stantio”, hanno preso ad accusare, più o meno velatamente, il guitto Siciliano di sguazzare nel nazionalpopolare, una mensa mediatica che sfama i poveri di spirito…

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