Jingle bells, jingle bells, jingle all the way…

Che bello!!! E’ natale!!!  Milioni di lampadine mignon illuminano le strade, gli addobbi natalizi colorano le vetrine dei negozi mentre quelle dei locali si concedono all’estro di pittori e pittrici on the road. Nei paesini sono già iniziate risse e duelli rusticani per accaparrarsi un ruolo primario nella rappresentazione del presepe vivente (quella che fa Maria quasi sempre ha una tresca col parroco). I centri commerciali brulicano di frettolosa umanità ansiosa di scrollarsi di dosso la tredicesima, manco puzzasse, tutti hanno sul volto l’espressione tipica di chi è sottoposto ad uno stress debilitante, non è mica vero, fa tanto snob fingere di subire le feste come una inevitabile, fastidiosa incombenza, in realtà nel loro intimo c’è un giullare che si scapicolla gioioso come un bimbetto sulla neve…

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Tra moglie e marito… l’influenza del partito

Sul marciapiede, davanti alla sede di zona del partito, Ignazio fumava “tirando” lunghe boccate in rapida successione, una diffusa consuetudine dall’entrata in vigore della legge anti-fumo, immerso nei suoi pensieri guardava il mondo senza vedere niente. L’avvicinarsi di un ticchettio lo riportò nella realtà, si girò e la vide, quasi non la riconobbe. Laura, segretaria della sezione, si avvicinava con quell’incedere tipico di chi è in ritardo ma lei era in anticipo, la sua finta fretta tentava di mascherare una istintiva reazione all’imbarazzo che provava nel farsi vedere dai compagni in abbigliamento femminile, quasi civettuolo, loro erano abituati ad un look mascolino, pratico, pantaloni, golfini o camicette accollate, scarpe basse e trucco zero.

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Famo a capisse…

Il Corsera, il prestigioso Corsera, l’autorevole (non di rado autoritario) Corsera, ignorando tutto l’avvenir circostante, sbatte in prima pagina un articolo che analizza e sviscera la più terribile iattura mai capitata ai mangiaspaghetti, lo spot promozionale della Regione Calabria. Gian Antonio Stella, colui che scrisse in batteria con Sergio Rizzo un libro sulle “caste” dimenticandosi di menzionare la più perigliosa, quella di sua appartenenza, si arma di carta, penna, calamaio e dopo due mumble mumble carezzandosi il mento inizia a cecchinare sul video pubblicitario che impazza in tv…

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