Maaaaaaaaaaaaaaaa…. nei testicoli si tengono le primarie???

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Viviamo l’origine della vita distrattamente, corrosi dalla superficialità badiamo poco a ciò che accade nelle “stanze oscure”, nei “priveè”, nei “collegi elettorali” riproduttivi. Spermatozoi e ovuli sono totalmente estranei alle logiche dell’amore, della libidine, del vizio, del mercimonio e pure della violenza, essi appartengono esclusivamente a quelle della natura, direttrici anarchiche insensibili alle volontà di fondo. Non di rado questa indipendenza “dura e pura” si manifesta perfida, imponendosi beffarda oppure negandosi isterica. Ogni coito, per una miriade di microscopici “girini”, è una lotta senza quartiere e senza esclusione di colpi, nerbate e scorrettezze di ogni genere caratterizzano il palio della conservazione della specie. Fecondati dopo feroci duelli ed estenuanti fatiche… come potremmo mai ambire a una esistenza serena all’insegna del “love & peace”???

Però… Però è lecito immaginare che le cose vadano diversamente, se entrassimo in una fase ipnagogica collettiva, potremmo scoprire verità stupefacenti…!!!

La natura è troppo perfetta per fare le cose a “muzzo”, non è credibile che personaggi come Socrate, Messalina, Leonardo da Vinci, Lucrezia Borgia e Quentin Tarantino (tanto per citarne alcuni) , siano venuti al mondo solo perché gli spermatozoi che stavano davanti siano inciampati o abbiano sbagliato strada. Obiezione prevista: “sì ma allora tutti i minchioni che circolano?”, per far crescere buoni frutti è necessario spargere concime, i fiori più belli e profumati sbucano dal letame, non si emerge dalla massa se non c’è la massa.

Oniricamente… Razionalizziamo l’irrazionale. C’era una volta… All’interno dell’apparato riproduttivo maschile vige una forma di democrazia applicata, quando i cinque sensi (vedendo, annusando, sentendo, toccando e/o gustando) individuano, selezionano, scelgono, ottengono il nullaosta dalla femmina da ingravidare, nello scroto parte una agguerrita campagna elettorale. Il protocollo è regolamentato da ferree procedure. FASE 1: il cervello comunica, commissiona, le caratteristiche del/della nascituro/a (idiota totale, poco intelligente, mediamente intelligente, molto intelligente, geniale). FASE 2: testicolo destro e testicolo sinistro indicono primarie candidando gli spermatozoi aventi requisiti richiesti. FASE 3: gli spermatozoi vincenti delle due fazioni vanno al “ballottaggio”. FASE 4: lo spermatozoo eletto Premier forma la compagine dei nuovi ministr…. ehm…  il comitato di “spinta”. FASE 5: il “gabinetto” organizza il (punto) “G”20 per combinare il “movimento”.

Metonimia ever green, anche nelle suddette circostanze si materializzano “rematori contro” e “franchi (tira)tori”, spermatozoi borderline pronti a sabotare la linea programmatica. Infatti può accadere che, dopo tanto impegno e tanto “sbattimento”, si sfasci la paranza e il novello leader, una volta “sbriacati” i “festini”, si ritrovi a soffocare in un preservativo oppure ad esser lanciato nelle squallide latrine masturbatorie. Altra pessima consuetudine… un “pugno” di dissidenti incagniti  crea una fazione di “rottura” occupando abusivamente la “rampa di lancio”, in tal caso si genera un feto anomalo che per il suo incessante “frinire” chiameremo “grillino” (chiamarlo “grilletto” aumenterebbe il già esistente caos sessuale).

Proviamo a chiudere con una riflessione semiseria, siamo tutti figli di una vittoria, di uno spermatozoo che ha battuto gli altri, dobbiamo volergli anche bene visto che già gli dobbiamo la vita. Certo, guardando il mondo ci viene spontaneo pensare che anche da quelle parti, ahinoi, ci siano brogli, raccomandati e affabili illusionisti “spara cazzate”. Per fortuna ogni tanto vincono “anche” i migliori.

Tullio Antimo da Scruovolo

Famo a capisse…

Il Corsera, il prestigioso Corsera, l’autorevole (non di rado autoritario) Corsera, ignorando tutto l’avvenir circostante, sbatte in prima pagina un articolo che analizza e sviscera la più terribile iattura mai capitata ai mangiaspaghetti, lo spot promozionale della Regione Calabria. Gian Antonio Stella, colui che scrisse in batteria con Sergio Rizzo un libro sulle “caste” dimenticandosi di menzionare la più perigliosa, quella di sua appartenenza, si arma di carta, penna, calamaio e dopo due mumble mumble carezzandosi il mento inizia a cecchinare sul video pubblicitario che impazza in tv…

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