Er Babbo Natale de noartri…

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Roma caput mundi… Roma città eterna… Roma città più bella del mondo… L’appagamento, l’inebriante piacere del mentire a se stessi è equiparabile a quello onanistico, un “cartoon zucchero filato” che si squaglia prima ancora d’essere addentato cedendo il posto a una immasticabile aria mefitica. Quella Italiana è l’unica Capitale occidentale che ha in catalogo tutte le problematiche terzomondiste, Guinness dei primati negativi, nessun fronte salvezza. Arazzo poco edificante incorniciato da un immarcescibile, imperituro provincialismo, atarassica paesaneria maldestramente impacchettata e infiocchettata con i nastrini del folclore e della irriverenza concettuale spacciata per tradizione. Passerella mondana per sindaci di varia matrice politica palesemente inetti, incompetenti, frivoli, festaioli, privi di spina dorsale, avvezzi a spartir trippa e cotica con ladri e faccendieri. Sindaci che, nel loro allucinante avvicendarsi, anziché traghettare Roma nella suite cosmopolita ed elitaria rivendicata da una gloriosa storia, l’hanno trascinata nelle fogne del becerume sociale, della miseria morale e del degrado pianificato.

Prima che l’anno muoia siamo usi onorare una millenaria ricorrenza, un “canto del cigno” che nella attuale Roma nemmeno Tchaikovsky ubriaco duro di vodka oserebbe chiamare “Natale”. Santa Claus si è portato avanti con il lavoro calando anzitempo nei nostri camini una “strenna” rivelatrice di segreti, segreti da serva che da tempo saltellavano sulle lingue di lacchè e cortigiane. La procura Capitolina ha confermato ciò che milioni di Italiani percepivano da tempo, galeotta l’intercettazione conato che ha rigurgitato la rancida Mandrakata: “immigrati, profughi e zingari rendono più della droga”. Affermazione inequivocabile, la poco eroica “compagnia dell’anello” che spadroneggiava sulla “terra di mezzo”, ha bruciato decenni di menzogne paracadutate a pioggia su valori come accoglienza, tolleranza, integrazione, civiltà, evoluzione sociale, “arricchimento” culturale.

In combutta con politici compiacenti a libro paga, le coop rosse hanno trasformato la vexata quaestio “immigrazione/etnia rom” in un colossale “magna-magna”. Dietro la “solidarietà” si celano laidi interessi di bottega e costosi vizi privati da soddisfare. I boss della cupola operante all’ombra del cupolone, ci svelano il reale perché la sinistra osteggi, da tempo immemore, ogni tentativo di legiferare in modo incisivo sul fenomeno immigrazione e sulla gestione dei campi rom (esistono solo in Italia). Tutti i cavalieri della tavola(ta) umanitaria che etichettavano come “razzisti” i cittadini esasperati, portavano acqua al mulino del malaffare romano marchiato con la ceralacca della filantropia. Impossibile ipotizzare una forma di razzismo più subdola di quella emersa dall’inchiesta, fingere di difendere i disperati per trasformarli in “cassa continua” dalla quale attingere cospicue somme di denaro pubblico, dovremmo chiamarlo “bottino”. Un fulmine che ha indotto addirittura Renzi a dire una cosa sensata: “è uno schifo”.

Superfluo sottolineare il tempestivo ripristino del doppiopesismo fazioso dei soliti mass media, stoicamente impegnati nel concentrare l’attenzione su Alemanno con il chiaro intento di sminuire, minimizzare l’agghiacciante sfruttamento della disperazione da parte delle coop rosse, genetiche emanazioni del PD.  Ancora una volta ci costringono a ingoiare una amara realtà, la logica del “non poteva non sapere” non è applicabile a sinistra. Anche in questa tracimazione fognaria le teste “amiche” verranno salvate in nome di quel credo che da sempre contraddistingue i “mancini”: “noi siamo migliori, noi siamo più intelligenti, noi siamo più colti, noi siamo più onesti, noi siamo i depositari della moralità e del progresso”. Il bubbone “mondo di mezzo” è esploso, strana “coincidenza”, DOPO le elezioni in Emilia e Calabria, sarò malpensante ma se le “magiatoie” sui rom e sugli immigrati fossero emerse prima del voto… Salvini avrebbe gozzovigliato a lungo.

Roma, in quanto Capitale, è “testa di pesce”, vetrina, biglietto da visita dell’intera Nazione, locomotrice del buon esempio, area test, vincolata a un ruolo fondamentale, determinante, essere “ariete” del progresso civile di una “bandiera”. Non esiste più la Roma Rosselliniana e nemmeno quella Felliniana, esiste la Roma de “la grande bellezza”, squallido postribolo allestito in uno dei più grandi patrimoni storici e culturali del mondo. Amici Romani, aprite, spalancate gli occhi, reagite, non consentite ai nuovi barbari griffati di seguitare a depredarvi e degradarvi.

Tullio Antimo da Scruovolo

Io intellettualo, tu intellettuali, egli intellettuala…

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quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito”. In questo adagio si annida una eclatante manipolazione concettuale, in TEORIA vorrebbe significare la differenza tra i superficiali (quelli che vedono il dito) e i lungimiranti (quelli che guardano la luna). Ho scritto TEORIA in maiuscolo perché “approfondite” analisi mi hanno portato a conclusioni opposte. Superficiale è colui che guarda la luna ignorando il dito, “non ci sarebbe luna da indicare senza dito”, ha scritto qualcuno crogiolandosi in una gorgheggiante Jacuzzi poetico/filosofica.

L’aforisma galeotto è orfano di un indispensabile antefatto, la motivazione del perché si dovrebbe indicare la luna. Esclamazione: “bella la luna stasera”, domanda: “dov’è?”, risposta (col dito che indica): “là, da quella parte”. Coloro che indicano la luna senza che gli venga richiesto se ne assumono la responsabilità, cosa che non vincola altri alla condivisione, un razionale spirito di osservazione potrebbe rendere il dito più interessante della luna. In questo caso, stolto è colui che la indica non chi guarda il dito, lo è maggiormente se allungando il braccio per indicare la luna mette il Rolex sotto gli occhi di un creditore, vanificando così tutte le menzogne raccontate per ritardare il saldo del debito. Può capitare, ordunque, che nell’indicare la luna alcuni si sbugiardino clamorosamente. Ho testé descritto il comportamento dei “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana”, autoproclamatisi depositari della cultura e di quella “intellighenzia” lungimirante che ci ha cronicizzato l’orchite.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” sono larve, strane amebe prive della benché minima utilità biologica e sociale, altro non fanno che arrecare danno alla comunità per parassitare benefici personali. L’infame mansione consiste nell’indicare la luna al popolo, ritenuto gregge da pascere con il campanaccio dell’albagia. Habitat naturale… salotti impropriamente definiti “radical-chic” ma definibili, ad onor del vero, “radical-shit”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna della immigrazione descrivendola come una insperata opportunità di arricchimento grazie a un mix di fratellanza, tolleranza, culture, costumi, integrazione, solidarietà e umanità. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto caos, delinquenza, clandestinità, quartieri espropriati, abusivismo, prevaricazioni sociali, concorrenza sleale, Italiani discriminati, danni economici, solidarietà conto terzi e ipocrita esterofilia, un coacervo di negatività. Prende sempre più corpo la sensazione che si voglia scientemente provocare la xenofobia, insurrezioni xenofobe distribuite a macchia di leopardo creerebbero ulteriori “trincee umanitarie mangiasoldi”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna del sogno Europeo descrivendolo come un mega resort del benessere in cui raccattare ricchezza e progettare favoleggianti destini, un’aggregazione concepita per partorire una società evoluta, democratica, libera, a misura d’uomo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto fame, fallimenti, suicidi, disperazione, rivolte, disoccupazione, povertà, recessione, deflazione, una dittatura che ci ha privato della sovranità, un complotto che ci ha commissariato, un futuro tristemente ipotecato, un tunnel senza uscita. Onore ai Francesi (sempre i primi a ribellarsi) che hanno avuto il fegato di mandare a cacare la troica e la Merkel, Fraulein “fateicompitiacasa” ha trasformato il Mein Kampf di Hitler in manuale perfetto per “educare” e sottomettere i Paesi membri.

Sono sempre loro, i “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” che ci hanno indicato la luna dello snobismo saccente definendo la Lega Nord una accozzaglia di campanilisti, Berlusconi un Gabibbo di passaggio, Di Pietro uno zappaterra e Grillo un venditore di pomate per calli. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto La Lega prendersi il produttivo e ricco nord, Berlusconi diventare il premier più duraturo della Repubblica, Di Pietro rafforzare il potere dei magistrati e Grillo respingere altezzoso le avances di un Bersani genuflesso.

Ancora loro, indefessi ed esonerati da ogni vergogna, ci hanno indicato la luna della moralità, la luna di “mani pulite”, una grande, epocale svolta storica positiva. Noi abbiamo guardato il dito e… lo abbiamo visto sporcarsi di fango e sangue nel compiere rastrellamenti nelle lande nemiche. Abbiamo guardato il dito della “questione morale” e… abbiamo visto che a sinistra mangiano e rubano come e più dei democristi e dei socialisti della prima Repubblica.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” hanno attivato tutto il loro potenziale bellico indicandoci la luna come fosse la tana di “Belzebùsconi”, demonio capace di mutarsi in un “babau vampiro” da ammazzare conficcandogli un paletto nel cuore, per il nostro bene, per il bene del Paese, per il nostro futuro e quello dei nostri figli, per il prestigio internazionale di un intero popolo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto una ventennale “guerra civile”, un immobilismo politico da medio evo, una santa inquisizione con annessi, interminabili, ripetitivi, snervanti roghi mediatici. Solo la Storia potrà dare risposta a un inquietante quesito: “è stato più distruttivo il batterio berlusconiano oppure l’antibiotico antiberlusconiano???”.

“Sedicenti intellettuali…” i veri responsabili della disfatta e dello scolorimento della sinistra, ideatori e promotori di quelle linee guida che hanno anteposto la caccia all’uomo alla democratica competizione politica. Risultati ottenuti (altro dito): eutanasia del comunismo, un grottesco susseguirsi di segretari clonati, cittadini attempati che si sono messi a giocare al “girotondo”, movimenti femministi pro tempore, una armata Brancaleone chiamata governo Prodi, costosissimi processi farsa, un golpe e l’annichilimento della democrazia. A livello internazionale contiamo meno di una scartina a briscola, siamo il Paese più danneggiato dall’embargo alimentare Russo provocato dalle sanzioni imposte dalla Merkel, per non parlare di “mare nostrum” e della vicenda dei Marò, una VERGOGNA STORICA.

Saggezza imporrebbe repentina epurazione dei “sedicenti intellettuali della sinistra italiana” ma la saggezza nulla può contro i poteri forti, eggià, è proprio ai poteri forti che le amebe si sono appiccicate con potentissimi pseudopodi e incondizionato asservimento: “mamma comanda, sedicente intellettuale va e fa”. Quelli che un tempo si fregiavano essere “compagni incazzati duri e puri” con la maglietta del Che e l’eskimo verde, quelli che prendevano le manganellate dai celerini, tiravano le Molotov, difendevano gli operai e occupavano le scuole, hanno subito una metamorfosi. Oggi indossano abiti di Armani, “intellettualeggiano”, regatano a bordo di lussuosi velieri, giocano a golf, frequentano costosissimi circoli esclusivi e partecipano alle feste dell’alta borghesia fondendosi con “uommene schicche e femmene pittate”. Soprattutto fanno “lingua in bocca” con capitalisti e lupi mannari della finanza, gli odiatissimi nemici mortali di un tempo. La coerenza è un preservativo, le pellecchie mosce non ne fanno uso.

Avanti o popolo… alla ricossa…”, “sì ma… la riscossa rimandiamola a domani che stasera in un attico dei Parioli si cena a base di caviale Iraniano e Krug…”, “e il popolo?”, “il popolo guardi la luna, la luna, non il dito, mi raccomando”!!!

Tullio Antimo da Scruovolo