“Ciao mamma, io esco”, “va bene cara, hai messo la maglietta della salute?”…

giulia-salemi

Non sono un cultore del gossip, non per snobismo, semplicemente non ho mai sentito il bisogno di occuparmi delle altrui beghe e nemmeno di certe discutibili performance estranee alla mia vita, tuttavia, quando un episodio diventa evento mediatico intinto nella ipocrisia intellettualoide, ci butto l’occhio. Ho letto in giro che i soliti deficienti avvezzi a vivere l’esistenza come un perenne, interminabile funerale, hanno sparato ad altezza uomo sulle esibizioni messe in scena in quel teatrino open chiamato “red carpet Veneziano”. Affermazioni tipo: “in un periodo di profondo disagio sociale e con i terremotati nelle tende, sarebbe giusto mantenere un basso profilo”, non solo: “in certi frangenti i programmi nazionalpopolari dovrebbero occuparsi di cose più serie”… Qui si evince una profonda stupidità concettuale e una altrettanto profonda ignoranza sociale. Se fossi il capo della Protezione Civile, la prima cosa che farei affrontando un disastro naturale, ovviamente dopo il cercare di salvare più vite possibili, sarebbe quella di allestire un parco giochi per bambini e un mega tendone adibito a circolo ricreativo per adulti. Magari con tanto di maxi schermo sul quale proiettare film comici, tavoli dove fare una partitella a carte e annesso bar ove bere un bicchiere, le attività ludiche ancorano alla vita come niente altro ma questo è discorso diverso. Ormai anche gli sciocchi hanno imparato a difendersi dalla insussistenza dei comunicatori tristi, seriosi e attapirati da una vita senza né arte né parte.

Torniamo a noi… La giovanotta in foto, credo si chiami Giulia Salemi, sedicente modella (?), è accompagnata da un ragazzotto sconosciuto, anche lui sedicente stilista (quello che ha creato lo straccio semicoprente oggetto del contendere), ovviamente nessuno dei due ha niente da spartire col mondo del cinema ma tant’è. A esser sinceri non è che sia proprio questa gran fica (anche se a molti è capitato di scopar di peggio), qualsiasi sciacquetta messa in mano a un bravo visagista e “sparata” nella pubblica arena, seminuda con tanto di taccazzo che alza il culo, farebbe la sua porca figura. Non per fare il pistino ma quel segno del costume è veramente tamarro, esteticamente inguardabile, ammesso non sia cosa voluta e furbescamente pianificata per evidenziare.

Il bailamme suscitato dall’insignificante evento mi fa specie, ormai da decenni le donnine allegre con l’utero “estroverso” viaggiano pressoché ignude, spesso senza mutande, forse chi critica vive isolato in un eremo, è sufficiente andare nei locali di notte per vederne di ogni. Ennesima conferma che questo Paese ancora non riesce a uscire dalla nebbiosa palude moralista e bacchettona.

Mi corre l’obbligo spezzare una lancia a favore, l’universo femminile è da poco emerso da una millenaria gabbia sociale, pochi decenni non sono niente rispetto a periodi epici, che vi siano spurghi fatti di eccessi è più che comprensibile. La domanda non è il perché bensì il per cosa??? Visibilità? Esibizionismo? Vana gloria? Illusione di destare l’interesse di qualche potente? Zoccolamento innato? Di sicuro trattasi di un tentativo di privilegiare il corpo a discapito dell’intelletto, ma questo, con buona pace delle femministe, è qualcosa di immortale, inalienabile.

Partendo dal presupposto scontato che ognuno abbia il diritto di fare quel che crede fin quando non crea danni agli altri, mi vien da chiedermi quale sarà la tappa successiva, il trasgredire che stupisce ha un limite oppure no? Vi è un punto di arrivo? Un giro di boa? Quale prezzo si dovrà pagare per onorare l’aforisma di Andy Warhol: “ogni essere umano ha il diritto di avere 15minuti di notorietà”???

Quando sono le stesse donne a trasformare il proprio corpo in oggetto, in vetrina, in punto di attrazione… c’è poco da discutere o criticare, in fondo, da sempre, dall’alba del mondo, l’uomo se la gioca sul potere e la donna se la gioca sull’estetica. Inutile arzigogolarsi in interpretazioni cervellotiche. Prendiamo atto.

Tullio Antimo da Scruovolo

Il diritto di zinna…

Mentre la Apple lancia l’iPhone 5, icona di una umanità evoluta, le zinne della Middleton fanno il giro del mondo,  rovesciano la medaglia e contrappongono alle conquiste tecnologiche il provincialismo highlander di un pianeta che, comincio a crederlo veramente, non è ancora stato invaso dagli extraterrestri solo perché popolato da troppi idioti.

Annunciando la pubblicazione delle foto in topless di Kate Middleton, lo speaker del tg ha parlato di: “sottile filo che divide la privacy dal diritto di cronaca”. Sono disponibile ad elargire lauta mancia a coloro che riusciranno a spiegarmi, in modo convincente, cosa c’entrino le mammelle della bella Kate con il “diritto di cronaca”. Potrebbe essere comprensibile qualora si fosse denudata in pieno giorno sulla King road, siccome si è limitata a prendere il sole semi nuda all’interno di una struttura privata lontana, così pensava, da occhi indiscreti, credo si debba parlare di “maniacale voyeurismo”, “furto di intimità” e “spaccio abusivo di materiale per onanisti incalliti e femminastre invidiose”.

Tra le innumerevoli cose che dividono la plebe dagli abitanti del “Palazzo”, c’è sicuramente il bisogno, da parte del popolino, di individuare “uguaglianze”, la “livella” di Totò ha centrato in pieno il bersaglio. Grazie a questo scoop mondiale, i malati di curiosità anatomica, hanno scoperto che anche la Duchessa di Cambridge possiede due tette come le altre donne… maddai… pure lei due… chi l’avrebbe mai detto. Si sono sprecati fiumi di inchiostro e montagne di parole per giustificare, spiegare, interpretare il successo delle “portinerie/rotocalco/tabloid”, argomentazioni astruse appese all’aria. E’ solo uno scellerato accordo tra fabbricanti di meschinità e consumatori di meschinità.

Farsi impalmare da un Principe ereditario significa sposare anche “una situazione”, “un ruolo ufficiale”, “un protocollo”, “ferree regole comportamentali”, diciamo una “ragion di Regno”. Accettare di diventare la moglie del futuro Re, con tutti gli annessi e connessi del caso, ha sicuramente un costo, c’è una contropartita vincolante, un fio da pagare, a mio avviso più che giusto considerata l’unicità della chance. Tuttavia ritengo alienante dover plasmare la propria esistenza, oltre alle regole di Corte, alla spudorata e ossessionante invadenza dei paparazzi che si trasformano in aguzzi canini vampireschi atti a dissetare la morbosità dei poveracci dentro.

Una donna dovrebbe privarsi del piacere di esporsi al sole in compagnia del marito solo perché oltre il muro di cinta, appollaiato come un avvoltoio, ci potrebbe essere un pezzo di merda armato di potenti teleobiettivi pronto a commettere un redditizio reato. I “furti”, gli “scippi” compiuti dai mariuoli di intimità rimangono sempre impuniti, una lobbie foraggia e tutela questo business delinquenziale. Il mercato dei “cazzi altrui” gode di una assurda copertura, è al di sopra delle leggi. Gli agenti della security dovrebbero beccare un paparazzo in azione, spogliarlo nudo come un verme e appendergli all’uccello, con una grossa spilla da balia, un cartello con su scritto: “razziatore virtuale di zone erogene” (si chiama piercing intellettuale), fotografarlo e diffondere le immagini in rete con tanto di nome e cognome.

Il direttore di “Chi” Alfonsina Signorini, con l’espressione di una venditrice di olive cunzate, ha dichiarato: “è giusto pubblicare le foto in topless della Duchessa Kate perché è un personaggio pubblico”, ascoltandolo ho avuto un sussulto pensando che anche Elsa Fornero e Susanna Camusso lo siano…!!! Già considero la categoria dei giornalisti “lucidasedie” la casta della differenziata, figuriamoci quanto mi possano stare simpatici quelli che prezzolano i “Corona” in nome della libertà di stampa e del diritto di cronaca, perplime constatare che altissimi valori siano associati a tette e culi. A dirige/gestire le latrine tanto care ai feticisti del buco della serratura ci sono sempre donne o “facenti funzione”, sarà un caso ma tant’è…!!!

Sono convinto, fortemente convinto che Marina Berlusconi in questa circostanza, attraverso la Mondadori France e la Mondadori Italia, abbia voluto ripagare gli inglesi con la stessa moneta, per anni i media british hanno sparso letame sul nostro ex Premier violando continuamente la sua privacy. Concettualmente condivido la “vendetta” ma non cambio di una virgola le mie opinioni sui giornali scandalistici, nostrani o esteri che siano.

Tullio Antimo da Scruovolo

I sorci…

Il buon Dio lavorò senza soluzione di continuità per ben sei giorni e sei notti, al mattino del settimo giorno, lasciandosi cullare dal rollio della sedia a dondolo e stringendo tra le labbra un sigaro aromatizzato, si mise ad ammirare il frutto del suo impegno. La Terra era perfetta, lo erano anche i Terrestri, ad un tratto si accigliò, un mondo popolato da uomini e donne immersi nelle cristalline acque dei valori avrebbe di fatto vanificato quel regolamento da lui stesso stilato, necessitava assolutamente rendere più complicato ed impegnativo il percorso, il paradiso era stato concepito come un traguardo meritocratico raggiungibile solo con scalzi piedi puliti. Continua a leggere