Fratelli d’Italia l’Europa s’è desta, della corona di spine s’è cinta la testa…

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Cinica ouverture: “quando l’acqua tocca il culo si impara a nuotare”, nel momento in cui oltremare ha preso a riecheggiare la voce che i centri di accoglienza Italiani sono una sorta di: “pensione da Gina e Michele famo quel che poteme (licenza poetica)”… Decriptando, il catering non comprende filetto di vitello fassone né brunello di Montalcino, non c’è wi-fi, non distribuiscono Marlboro a pioggia e nemmeno tute e scarpe della Nike. Insomma, questi Italiani cattivissimi sono proprio insensibili, anche all’indispensabile attività ludica, taccagni che negano l’abbonamento “premium”, necessità vitale per i clandestini bisognosi di rilassare membra e mente, dopo non aver fatto niente tutto il giorno, guardando film in lingua originale. Sulle brande non ci sono i materassi in lattice di Mastrota e, udite udite, addirittura una parte politica lucra su di loro dando vita allo schiavismo bianco (quello che finge di aiutarli sfruttandoli). I migranti hanno cambiato rotta.

La nuova meta, il nuovo eden, il nuovo west da colonizzare è quella mittel/nord Europa che da sempre considera lo “Stivale” una cloaca ove scaricare, arginare, contenere il percolato del mondo, aggrappandosi all’atavico concetto che gli Italiani siano emeriti fessi, totalmente incapaci di regolamentare e gestire contesti di siffatta portata (qui diventa dura dar loro torto). E’ comunque grottesco constatare che i Paesi Europei, quelli che fino a ieri si arrogavano il diritto di salire in cattedra per tenere lezioni di civiltà e accoglienza, siano gli stessi che oggi vorrebbero rivedere/sospendere il trattato di Schengen. Il vero intento è quello di creare una linea di matrice ideologica che divida i Paesi del sud da quelli del nord, accettare e condividere questa discriminante soluzione in cambio di “mance” significherebbe trasformarsi in perpetuo cesso.

E’ un gravissimo errore sottovalutare gli effetti collaterali sul territorio come l’islamizzazione del Continente e la conseguente deriva democratico/economica, stolto è chi non riesce a guardare oltre la siepe, ci stiamo svendendo identità storica e culturale in nome di valori ipocriti paracadutati da aerei pilotati da beceri interessi. La cupola finanziaria mondiale ha deciso di cambiare assetti ed equilibri per accentrare, globalizzare il potere economico sotto un’unica gestione.

Il “Re Sola (Renzi)” ha piazzato alla Presidenza della Camera una extraterrestre chiamata Laura Boldrini, personalità “complessa” che nel pieno degli sbarchi estivi ebbe a dichiarare: “non esiste una emergenza migratoria”, mentre Lampedusa esplodeva lei si preoccupava di chiarire il concetto di “Presidentessa”, abluzione espressiva fondamentale per la sopravvivenza dello Stato. La Boldrini è un cartone animato, un ologramma, non può essere reale, mi rifiuto di crederlo.

La cara, vecchia, deturpata Europa agli ordini della Merkel, dopo aver manifestato indifferenza per dieci anni sull’Italico disagio, dopo aver glissato sulle problematiche migratorie che ci riguardano, ha deciso di destinare 3.000.000.000 (TREMILIARDI) di Euro alla Turchia per fronteggiare l’invasione. Nella sostanza, noi siamo stati ignorati d’ufficio e la Turchia (Paese non comunitario che acquista in nero il petrolio dall’Isis) si succhia i soldi, pure nostri, per gestire il suddetto “cambio di rotta” dei migranti (sul fronte dei diritti umani è come affidare ad Hannibal Lecter la gestione di un asilo). Incalza e pressa il sentore che si stia creando una nuova mangiatoia internazionale. Il “Re Sola (sempre Renzi)” è stato per un semestre in vetta all’Europa ma non ha portato a casa nemmeno un centesimo, che leader, che mente illuminata, che patriota, che statista stoico!!!

La strada più breve per accedere in Europa è lo stretto di Gibilterra, perché scegliere itinerari rischiosi, insidiosi e parabolici??? La risposta è semplice, il facile passaggio è militarmente presidiato da un contingente militare Spagnolo che ha l’ordine di sparare a vista, l’uovo di Colombo, l’Europa tace.

Essere governati da mangioni è un problema ma essere governati da mangioni stupidi è un problemone, ancor più se al governo vi sono impostori esonerati dal dover rispondere all’elettorato, Monti, Letta e Renzi hanno fatto “la vecchia” all’Italia (fare “la vecchia”, in gergo calcistico, significa colpire il quadricipite a freddo da dietro, un colpo che blocca, immobilizza).

Vedere nei TG fiumane di persone, bambini compresi, che marciano verso un improbabile “Europe dream” è deprimente, l’ONU se ne frega, la UE non sa cosa fare e i novelli mercanti del tempio si arricchiscono giocando in borsa con un bastardissimo joystick che ha potere di vita e di morte. Ma cosa potremmo mai fare noi che abbiamo al governo un vanesio incompetente versione “isola dei famosi” e una “Presidentessa” della Camera che vive sulla Luna negando l’emergenza migratoria???

Tullio Antimo da Scruovolo  

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Avanti un altro…

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Nelle valli e nelle pianure della martoriata Italia, ancora riecheggia il raglio Renziano che ha tenuto a battesimo il terzo governo illegittimo consecutivo, una compagine ministeriale che pare esser stata presa in blocco dal “circoletto casellanti autostradali di Firenze Signa”. Il giovin Matteo canta a cappella, lo fa tenendo una mano nella tasca dei pantaloni, non per disinvoltura da palco, no, semplicemente per prodursi in scaramantiche grattatine scaccia malocchi, macumbe provenienti da “parenti” politici e finti “amici” di partito. L’acido livore di Letta, la battuta del redivivo Bersani e la tutt’altro che spontanea genuflessione di Civati, impongo urgente stoccaggio di trecce d’aglio, gobbetti, corni e ferri di cavallo da piazzare in ogni dove, io ci aggiungerei anche l’acqua santa di Trapattoni, il sale di Wanna Marchi e le candele del mago Otelma. Sulla sponda apotropaica è sempre consigliabile aggrapparsi alla celeberrima locuzione latina: “melius abundare quam deficere”.

L’ex inquilino di Palazzo Vecchio è riuscito ad allocare le terga sulla “cadrega” più ambita grazie a un colpo di katana che ha trasformato in eunuchi i vecchi leader del PD. Come diceva Al Pacino nel film “Donnie Brasco”: “quando decideranno di farti fuori sarà sempre un tuo amico a fotterti, che te lo dico a fare”, Enrico Letta deve esserselo perso. In uno stormir di fronda, il Fonzie della Leopolda, è riuscito a fare l’esatto contrario di quanto proclamato a gran voce dopo le primarie farsa. Potere e gloria sono due vecchie bagasce gemelle immuni dal logorio del tempo, ammiccano oscene, ammaliano lascive, offrono goduria laida, attraggono in un modo che definire irresistibile significa eccedere in parsimonia espressiva. Un’accoppiata talmente arrapante da provocare pedisseque “eiaculatio precox” in ogni governo. Ce la farà il virgulto “chianino” a non farsi spompare in breve tempo come gli altri???

La colonna sonora del “Renzi show” è, per sillogismo, un vecchio successo di Cocciante: “Cervo a primavera”, le accorate performances oratorie del neopremier hanno spalancato le finestre delle stanze del potere, la mefitica aria radical chic è stata sostituita con una ventata di novello, rivisitato romanticismo politico. La stucchevole rapidità con la quale ha scalato il potere spodestando l’occhialuto tricoleso, ha prodotto un impatto emotivo sociale tale da far passare in secondo piano promesse/programmi sparate ad minchiam, sì ma con la giusta enfasi, l’ardore del neofita ha ben impressionato e sciolto ghiacci.

I problemi di questo Paese sono più strutturali che politici, 60milioni di Italiani si trovano nella stessa situazione dei due marò. Girone e Latorre sono stati “venduti” agli Indiani da Monti e Passera per difendere interessi economici privati di “compari” e “amici degli amici”, noi, Italiani tutti, siamo stati sacrificati alle logiche di una congrega chiamata “Eurozona”. Quando Renzi si scontrerà con caste, poteri forti e lobbie, finirà, inevitabilmente e inesorabilmente, col continuare a massacrare operai, impiegati, pensionati, commercianti e piccole/medie imprese. Esattamente come hanno fatto i suoi predecessori, il cancro non si cura con le aspirine, non saranno certo “contentini” insulsi a risollevare le sorti e il morale di un popolo.

Per cambiare veramente l’andazzo ci vorrebbe, ci vuole, una dose di coraggio tale da sconfinare nell’ardimento della incoscienza, sarà dura togliere ai magistrati quell’antidemocratico potere che li ha portati ad avere una totale deresponsabilizzazione, una totale impunità e un totale controllo sugli altri apparati istituzionali. Sarà dura “riumanizzare” banche, Equitalia e agenzie delle entrate, i suicidi a loro imputabili hanno raggiunto numeri da vergogna, sarà dura riportare la scuola a funzioni prettamente formative smettendola, una volta per tutte, di considerarla un ufficio di collocamento ove piazzare tesserati di partito. Sarà dura varare, con 40anni di ritardo, una legge adeguata e seria sulla immigrazione, sarà dura riappropriarsi di pezzi di territorio totalmente in mano alle mafie. Sarà dura smetterla di tagliare fondi a sanità, istruzione e sicurezza, sarà dura snellire la burocrazia ed eliminare “parcheggi” per trombati come le province e una miriade di enti “ciucciasoldi” affollati da amebe. Sarà dura porre fine a sperperi, sprechi e indegne mangiatoie, sarà dura mettere mano alla costituzione, ormai obsoleta, sarà dura emanare una legge elettorale in grado di dare a questa Nazione quella governabilità che non ha mai avuto. Sarà dura tranciare condizionanti e penalizzanti cordoni ombelicali ideologici.

Signor Matteo Renzi, mi permetto di darle due suggerimenti: 1) L’Italia è la patria dell’arte, della storia, un paradiso con circa 8.000 km di costa, monti, laghi e stupende risorse naturali, non solo, vanta eccellenze enogastronomiche di livello mondiale. Investendo grandi risorse sul turismo potremmo recuperare svariati punti di PIL e creare una infinità di posti di lavoro. 2) la legalizzazione della prostituzione produrrebbe un gettito fiscale di enorme portata, ingenti somme di denaro sottratte alla malavita che potrebbero essere reinvestite nel sociale. Si muova in queste direzioni, non faccia anche Lei il solito gioco della tre carte e dei vasi comunicanti, se non si creano nuove fonti, nuove risorse, nessuno, nemmeno Lei riuscirà mai a farci uscire dal pantano. Il benessere è un nostro diritto, non un vezzo/miraggio onirico, la Sua carica Le impone di darcelo, è un Suo dovere, un dovere primario, unico. Sia lungimirante e si ricordi che con un uovo oggi si risolve poco, con una gallina domani ci si sfama in tanti e per più giorni. Seppur attanagliato dallo scetticismo… mi impongo di sperare Lei faccia qualcosa di veramente innovativo. Mi stia bene.

Tullio Antimo da Scruovolo

Arrapati, perplessi e…

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Si mormora che i capitali investiti nella ricerca per ovviare all’impotenza senile siano superiori a quelli destinati alla lotta contro l’Alzheimer, fosse vero vorrebbe dire che in un futuro, neanche tanto lontano, le città saranno affollate da anzianotti che, perplessi e smemorati, passeranno le giornate domandandosi cosa farsene di quella fastidiosa protuberanza rigida che tenta di uscire dalla mutanda. Probabilmente alcuni, osservando le consorti nude, chiederanno loro quando sia avvenuta la “caduta” dell’ammennicolo.

Che le multinazionali farmaceutiche abbiano da tempo fiutato il business dei tempi moderni, cioè procrastinare il più possibile quell’atavico terrore maschile retoricamente definito: “congedo irreversibile dalla sessualità attiva”, è una panzana planetaria clamorosamente smentita da una “pastiglietta” chiamata “viagra”. Il “salvatore blu” ha appena compiuto 15anni, “epoca” in cui sono state vendute 3miliardi di pillole, prevalentemente nei paesi evoluti, in Europa gli Italiani sono secondi (medaglia d’oro UK), nel periodo “gennaio/ottobre 2013” i nostri connazionali si sono già ingozzati 6milioni di confettini, dati ufficiali facilmente reperibili in rete. I “numeri reali” sono diversi, c’è chi sostiene che il mercato clandestino incrementi di un buon 30% il consumo, non solo, a questo bisogna aggiungere i tarocchi e una variegata proposta alternativa di  prodotti acquistabili on-line. Rapporti medici più o meno riservati asseriscono che l’uso maggiore di “aiutini” sia attribuibile a uomini di età inferiore alla fascia considerata utenza/obiettivo (gli over60/65 “viagrati” sono una esigua minoranza), il 40% dei maschi Europei under35 ha problemi di erezione, seppur non cronici. Nell’analisi geografica emerge un’altra realtà inquietante, il consumo di viagra è maggiore nelle aree in cui sono maggiori i consumi di alcool e droga, in particolare la cocaina (Lombardia e Roma). La cocaina è un vasocostrittore, ai “pippatori” non si rizza e quindi per non smarronare si calano il “crick chimico”.

Gli Africani sono particolarmente attivi e comunque costretti, purtroppo per loro, a dover affrontare problematiche ben più serie dei “geppettini” accidiosi. gli Asiatici, da illo tempore, fanno uso di sostanze naturali di origine animale e vegetale per gratificare e gratificarsi. Gli Indiani sono certamente i più ganzi, hanno inventato l’orgasmo “tantrico” e viaggiano a “paranoie zero”. Duole dirlo ma noi Caucasici, ancora una volta ci vediamo costretti, nostro malgrado, a dover recitare la parte degli “sfigati”, direi sia più appropriato “decazzati”, ecco… sono questi i momenti in cui in me scatta la “fantasociologia”.

Eggià… la “fantasociologia” che poi magari non è nemmeno tanto “fanta”, mi chiedessero di sceneggiare un film in merito, sicuramente lo strutturerei su un plot deduttivo: “il viagra come strumento di gestione delle masse da sottomettere, la scopata vissuta come il nuovo pane dei nuovi poveri, il sostituto dell’amore nell’era del sesso facile”. Immagino i potenti della Terra, seriosi e impassibili, riuniti in uno studio futuristico ad ascoltare il relatore: “la manipolazione dei popoli avvezzi al benessere, non può non passare attraverso una rivisitazione dell’antico ma efficace concetto metaforicamente chiamato bastone e carota, per ridurre allo stato di debosciati milioni di sudditi è fondamentale renderli schiavi del vizio e delle dipendenze debilitanti, è tuttavia opportuno incentivare sfoghi primordiali sessuali fornendo loro sostanze in grado di consentire l’appagamento di tali pulsioni…”. Se buttiamo lo sguardo nel nostro recente passato, ci accorgiamo che il boom di alcolizzati e tossicodipendenti da eroina (lo stupefacente che più annienta la volontà) coincide proprio con il periodo di relativa calma delle piazze. Da una parte si è chiuso un occhio e dall’altra si sono messe da parte le Molotov.

Le coincidenze esistono, indubbiamente, trovo comunque quantomeno singolare che fenomeni negativi come ludopatia, alcolismo, droghe sintetiche a pioggia, assuefazione alla tecnologia (internet) e l’uso di viagra, siano esplosi nello stesso periodo storico dell’Euro, dell’impennarsi della disoccupazione e della politica inefficiente e vampira. Cosa succederebbe se togliessero al popolo, giovani in testa, oltre a lavoro e prospettive, anche quegli elementi capaci di stabilizzare la destabilizzazione come internet, gioco d’azzardo, stravolgimenti psicofisici e sesso??? Sarebbero tutti in strada con i forconi in mano e il sangue agli occhi, con buona pace degli ideatori del “Komasutra”.

Vogliono farci credere che il viagra sia stato prodotto per ringalluzzire i vecchietti, quelli che conosco io si incazzano più per una patita a briscola persa che per una copula mancata.

Tullio Antimo da Scruovolo

l’estro cognitivo degli Italiani Europeisti…

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Se l’Italia dovesse liberarsi da quella gogna monetaria chiamata “Euro”, i reperti archeologici di un comunismo estinto e i nuovi “sinistri” tarocco, infettati dall’americanismo, dall’europeismo e dal capitalismo, si ritroverebbero a dover litigare per stabilire in quale bidone della differenziata nascondersi. In una recente intervista, il “donatore” che ha ingravidato la nostra Patria con l’ Eurosperma (Romano Prodi) ha dichiarato: “sapevamo che l’Euro avrebbe prodotto un periodo di crisi e pure che a guadagnarci sarebbe stata la Germania, il progetto bisognava comunque portarlo a termine”; domanda ovvia: “perché???”. A questo NESSUNO ha mai risposto né risponderà MAI in modo convincente e argomentato, l’assurda favoletta propinata è un “dogma”: “perché fuori dall’Euro saremmo diventati poveri”, altra domanda ovvia perennemente elusa: “chi l’ha detto???”. In Svizzera, in Inghilterra, in Svezia e in Danimarca non c’è l’Euro, non mi risulta stiano peggio, tutt’altro, i pronipoti di Hans Christian Andersen sono il popolo più felice del pianeta.

Il “progetto Europa” è stato partorito dai “mammasantissima” dell’economia mondiale per soddisfare tre pressanti esigenze: 1) egemonizzare oltre 320milioni di cittadini sotto le grinfie di Fraulein Germania, una tutrice affidabile, autoritaria e inflessibile, 2) creare una moneta Europea forte per agevolare l’export in dollari e penalizzare quello in euro, 3) costruire una “area vitale e ricca” da spremere, mungere, dissanguare e poi globalizzare. Una strategia elaborata sul lungo termine per arginare l’urto economico/espansionista del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), i cosiddetti “Paesi emergenti”. Per realizzare questo infame e diabolico piano è stato elucubrato un planning operativo agghiacciante, ridurre la disponibilità economica di centinaia di milioni di individui per renderli SUDDITI di un potentato economico. All’insegna del detto “il fine giustifica i mezzi”, si è provveduto anche alla obliterazione psicologica della masse.

Prodi prima e Monti dopo, hanno percorso lo stesso cammino, seppur il secondo sia stato più devastante del primo. Entrambi economisti, entrambi professori, entrambi lacchè dei poteri forti internazionali, entrambi totalmente estranei alle realtà territoriali, entrambi coadiuvati da “tecnici” nei ministeri economici. Lo schioppato Padoa Schioppa ha dato la stura alla campagna di denigrazione nei confronti dei giovani Italiani definendoli “bamboccioni”, gli accoliti di Monti hanno proseguito nella infame opera etichettandoli come “mammoni”, “sfigati”, “mantenuti” e “choosy”. Non è certo mia intenzione negare l’esistenza di una considerevole percentuale di giovani poco inclini a sbattersi, tuttavia ritengo che la classe dirigente dovrebbe fare certe considerazioni dopo lauti investimenti, non dopo macro tagli. I tarli della demoralizzazione non passano solo attraverso l’umiliazione di alcune fasce, niente affatto, battono il tappeto in ogni lembo di tessuto, si è arrivati addirittura alla “anestetizzazione” civile ed economica degli esodati, alla cancellazione delle priorità sociali e ad un rimpasto dei valori. La strada più rapida per passare da una democrazia a una dittatura mascherata è proprio quella di mortificare l’istruzione, la sanità, la sicurezza e la garanzia dei diritti. Le dittature militari hanno versanti vulnerabili, quelle economiche nel disagio collettivo si rafforzano.

Il Re della Bocconi che vanta avi in quel della Transilvania, per risollevare le sorti di un Paese “rovinato” da Berlusconi, ha ideato una “formula” talmente GENIALE e INNOVATIVA che pure gli alieni ci invidiano: 1) aumentare le tasse senza ritegno, 2) creare uno Stato di polizia fiscale, 3) tagliare servizi essenziali, 4) bloccare i pagamenti alle imprese fornitrici accumulando oltre 100miliardi di arretrati, 5) andare in giro per il mondo a piazzare titoli di Stato a interessi da “strozzo”, quando scadranno ci ritroveremo nella merda più di prima, 6) non toccare caste e privilegi. ITALIANIIIIIII… anzi, SUDDITI D’EUROPAAAAA… prostratevi al cospetto di cotanto ACUME. Dopo le prime iniziative di Monti, Bonanni disse: “una manovra simile avrebbe potuto farla anche mio zio”, senza nulla togliere allo zio del sindacalista… penso che il mio cane sarebbe stato in grado di fare cose più egregie.

Orgasmi a secco della Merkel a parte, la “cura” Monti ha prodotto recessione, disoccupazione, una moria di piccole e medie realtà imprenditoriali senza precedenti, accelerazione delle delocalizzazioni, un calo perpendicolare dei servizi, una pressione fiscale di stampo medievale, ha ceduto pezzi di sovranità, ha inferto una coltellata all’orgoglio italiano, non ha risolto un solo problema, ha favorito le banche (il colpo di coda di girare al Monte Paschi i quattro miliardi di IMU estorti agli Italiani è da ricordare in eterno), agevolato le industrie amiche “precarizzando” ulteriormente il mondo del lavoro. HA BRUCIATO IL FUTURO DI UNA INTERA GENERAZIONE, per “guarire” dal suo “virus” ci vorranno 20/30 anni, in ogni caso moltissime fonti di reddito sono da considerarsi irrimediabilmente defunte. Dopo aver passato un anno a dichiarare ai media di tutto il mondo la sua intenzione di NON entrare in politica, con una faccia da lato “B” stucchevole, ha fondato un partito e si è candidato come premier per proseguire la “demolizione”, lascia sgomenti il numero di consensi ottenuti (poi sono quelli che votano per Berlusconi ad essere beoti)

Per meglio mettere a fuoco la prospettiva è fondamentale bloccare alla tacca giusta la rotella delle considerazioni, i politici nostrani si nutrono di improvvisazione, pressappochismo, approssimazione e, in modo particolare, di quel “carpe diem” che è la strumentalizzazione degli eventi. La “cupola” che ci ha imposto Monti è composta da menti pensanti che in assenza di un riscontro programmato non muovono unghia. Partendo da questo presupposto è più facile dare risposte tangibili a quesiti apparentemente nebulosi. Recessione e tassazione insostenibile hanno portato alla chiusura di migliaia di negozi, a trarne vantaggio saranno grande distribuzione, catene internazionali di brand e vendite on-line, tutte cose in mano alle holding. Il crollo del mercato immobiliare arricchirà i grandi speculatori del mattone, “operatori” pronti a “strangolare” i nuovi impoveriti. La riduzione graduale del tetto “acquisti in contanti” incrementerà notevolmente gli introiti delle banche che, una volta tecnologizzata ogni operazione, elimineranno migliaia di agenzie e dipendenti. Il precariato abbatte i vincoli garantisti, questo agevola i grandi industriali sul fronte degli investimenti, sul costo del lavoro e sul rischio d’impresa. Come ho già scritto anni addietro, l’Italia è uno Stato cavia, per caratteristiche e peculiarità siamo il popolo che meglio si presta a “test” di vario tipo e livello.

Non bevetevi la BALLA del millennio, vogliono farci credere che la crisi mondiale sia dovuta ai derivati/pacco messi in circolazione da alcune banche, NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO, l’economia planetaria non può essere minata da un rotolo di carta igienica. E’ solo un puerile alibi, la crisi è stata voluta, pianificata, concepita per destabilizzare pezzi di mondo e ridistribuire poteri e assetti.

Non ho niente di personale contro Mario Monti, lui ha eseguito bene gli ordini assegnatigli dai PADRONI, Bilderberg in testa, in fondo non è neanche mai stato “Italiano”, nella accezione più patriottica del termine. Ho un forte risentimento, come cittadino, nei confronti di quella parte politica capeggiata da Napolitano che l’ha voluto a tutti i costi… e che costi. L’Euro a noi non darà MAI niente di buono, cominciano a capirlo che gli Europeisti della prima ora, il trend involutivo può ancora essere stoppato. Economisti di caratura internazionale, parlo di quelli seri e indipendenti, hanno stabilito che se la Grecia uscisse dalla moneta unica impiegherebbe sette anni per tornare alla “normalità”, noi, qualora lo volessimo veramente, impiegheremmo molto meno, perché seguitare in questo calvario infinito???

La “Eurofilia” ha staccato l’alimentazione alle sacre logiche sociali facendo piombare i politici in una sfera contemplativa, i servizi base sono allo sbando totale, non esistono luci in fondo al tunnel, NON CI SARA’ NESSUNA RIPRESA capace di risalire la china del benessere. Eppure… pare che in questo merdaio la cosa più importante sia rimanere nella Eurozona, nessuno sa il perché ma è così, questo è l’unico vero obiettivo, costi quel che costi… e che costi!!!

Viva l’Italia, abbasso l’Europa

Tullio Antimo da Scruovolo

Sarkozy est allé à “ramengò”…

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Il galletto cedrone transalpino è passato dal pollaio allo sforna tutto De Longhi, certo, ad ogni politico prima o poi tocca un tombino aperto ma quando a metterci il piede dentro è un “ganassa ematocoatto” come Nicolas Sarkozy, l’evento assume i contorni di una grottesca farsa all’Italiana, il che per lui equivale al curarsi la diarrea con un clistere. La saggezza contadina ci insegna che si raccoglie sempre quel che si semina, riconosciamo all’ex inquilino dell’Eliseo di essere stato il più alacre e Stakanovista disseminatore di escrementi che l’Europa moderna ricordi, una pizzicata di anni lanciati nella pignatta della storia sono un batter di ciglia ma possono avere il potere di mandare in malora il minestrone.

Nella durata di un solo mandato il guitto fighetto con la “erre” arrotata è riuscito a farsi odiare da tutti. Con i suoi atteggiamenti da imperatore despota, direi più da bullo, perennemente in levitazione da arroganza e altezzosità, si è conquistato un’antipatia transnazionale di epocale portata. Ha chiuso arbitrariamente le frontiere in piena emergenza Tunisina, si è rifiutato di stringere la mano a David Cameron davanti alle telecamere di tutto il mondo, si è presentato ubriaco duro alla conferenza stampa durante un G8, ha bombardato il suo finanziatore Gheddafi addirittura anticipando la risoluzione ONU, ha ordinato il licenziamento in tronco di ben 25 giornalisti che avevano osato indagare sul suo menage familiare (in Italia sarebbe fantascienza), la catena di cazzate più o meno eclatanti che è riuscito ad inanellare è penosamente lunga, ve la risparmio.

Poiché le disgrazie odiano la solitudine si presentano sempre sbarcando da un volo charter,  i problemi “après la défaite politique”, intendo quelli personali, laidi, lo sbruffone mangia baguette li avrà dalle donne, quelle donne che per lui sono state gloria e infamia, miele e cianuro. L’ex moglie ha dato un contributo fondamentale per la sua elezione ma lui, una volta preso possesso del Palazzo, l’ha scaricata senza remora alcuna, come non aspettasse altro, per tuffarsi tra le cosce di una ministra, anche lei sedotta, ingravidata, abbandonata e politicamente annichilita. La “dernière femme” è una certa Carlà Brunì, una Italianà piemontesè astutà come una volpè che ha subitò messò le manì avantì, “prima il prete (virtù rurale in estinzione)”, Monsieur le Président non ha resistito alla purezza e alla innocenza dell’ex passeggiatrice da passerella, l’ha prima romanticamente impalmata e poi, manco a dirlo, messa incinta (tirarlo fuori prima qualche volta… no vero???). Le femministe più incallite simpatizzano per la crucca chiattona considerandola una vendicatrice, l’unica donna a trattare il testosteronico Nicolas come un bambino scemo, pare che ogni mattina gli facesse trovare sul comodino il foglietto con i compiti del giorno.

Monsieur Sarkozy… che succederebbe se la sua ex consorte e la ministra epurata, caduto il vincolo temporaneo della “ragion di Stato”, dovessero cominciare a rilasciare interviste e dichiarazioni poco lusinghiere sul suo conto??? Dove andrebbe a nascondersi sotto mentite spoglie??? Le verrebbe ancora da ridere se qualcuno nominasse Berlusconi??? Madame Carlà Brunì è un cicinin viziatella, una frisina esigente, una caccolina snob… l’amore avrà la forza di farle digerire lo sfratto dall’Eliseo e il successivo trasferimento in un atticuccio da piccolo borghese che si affaccia sul Boulevard Saint Germain??? Io non ci scommetterei neanche un centesimo bucato. Comprenda il mio ardire, anziché seminare figli come fossero ceci cicerchia e fave di Zollino, non era meglio fare il Presidente single magari col vezzo del bunga-bunga e del burlesque da week-end??? L’estate è prossima ma per lei incombe un lunghissimo, buio e gelido inverno, chi di becco ferisce… becco perisce, le coq est dans le four…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo