Arrivano i nostri… anzi, i loro…!!!

A cena con un ristretto numero di menti pensanti, razza in estinzione, misi in tavola il mio “uovo di Colombo” dicendo: “se non riesci ad ingrandire una cosa prova almeno a rimpicciolire ciò che gli sta intorno”. Ne sono scaturiti approfondimenti antropologici di considerevole livello. Manovrare lo “zoom” sociale della comunicazione, “stringendo” e/o “allargando” arbitrariamente la linfa dei propri interessi, conferisce un potere più devastante delle insidiose armi batteriologiche…

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Trame private e pubbliche virtù…

L’immortale ed inesorabile “Terminator”, assoldato dai vincitori che vergano a proprio uso e consumo incomplete pagine di storia, è tornato a colpire, il dittatore Libico è stato giustiziato con un colpo alla testa nonostante fosse già stato  ferito e catturato. Gheddafi è solo l’ultimo cadavere “eccellente” di una lunga serie, un corpo che va ad ingrossare l’area VIP di quel cimitero virtuale che ospita ex depositari di verità scomode. Mussolini, Ceausescu, Hussein, lo stesso Bin Laden, Milosevic, il colonnello e tanti altri, sono in molti a dubitare addirittura del suicidio di Hitler, hanno in comune una morte frettolosa e ambigua (l’ex dittatore Serbo è deceduto nel civilissimo carcere dell’Aia, fatalità, prima che iniziasse a parlare)…

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Famo a capisse…

Il Corsera, il prestigioso Corsera, l’autorevole (non di rado autoritario) Corsera, ignorando tutto l’avvenir circostante, sbatte in prima pagina un articolo che analizza e sviscera la più terribile iattura mai capitata ai mangiaspaghetti, lo spot promozionale della Regione Calabria. Gian Antonio Stella, colui che scrisse in batteria con Sergio Rizzo un libro sulle “caste” dimenticandosi di menzionare la più perigliosa, quella di sua appartenenza, si arma di carta, penna, calamaio e dopo due mumble mumble carezzandosi il mento inizia a cecchinare sul video pubblicitario che impazza in tv…

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Gli “illuminati”…

Gli schiavi di De Benedetti, pur di assecondare il volere del PADRONE, hanno preso a deambulare nelle buie catacombe della demenza autodistruttiva, da tempo siamo giunti al parossismo, prevedibile deriva tragicomica di una seriosità totalmente estranea agli stessi imbonitori. Natalia Aspesi, una 82enne che probabilmente ha passato la vita ad invidiare ed odiare la bellezza e la statura professionale di una sua coscritta, tale Oriana Fallaci (una giornalista/scrittrice di livello Mondiale), è arrivata a scrivere che: “il gruppo L’Espresso-La Repubblica usa la mercificazione del corpo femminile per poter incassare i soldi sufficienti in modo da pagare gli stipendi ai propri giornalisti che lottano contro la mercificazione del corpo femminile”… non è uno scioglilingua, è l’ennesimo ossimoro che ha come colonna sonora il grattar delle unghie sugli specchi. Continua a leggere