L’uomo è un animale curioso…

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Nemmeno un premiato geometra della golden age sarebbe in grado di tracciare una linea credibile che divida la “sete di sapere” dall’irresistibile ”bisogno di farsi i cazzi degli altri”, in fondo, l’interpretazione del termine “cultura” è soggettiva, altra accezione blasonata è la “esigenza di informarsi”, molto in voga anche il tecnologico “data base” personale. La Salerno-Reggio Calabria che unisce, con tante interruzioni, il cervello alla zona pelvica ha saette umorali assimilabili al meteo, repentinamente variabili, può capitare che leggendo la biografia di Kierkegaard l’attenzione venga catturata dal rumoroso “stallonare” dell’inquilino del piano di sopra, oddio… a ben cercare, volendo… una certa attinenza la si troverebbe pure. Molti sostengono che impicciarsi dei fatti altrui sia semplicemente una costruttiva, appagante interazione con il mondo, seeeeeeeeee…!!! Passiamo alle cose “serie”.

Quesito Marzullinano: “la curiosità è femmina oppure sono le femmine ad incuriosire?”

E’ quasi impossibile rispondere a questa domanda senza immergersi nelle nebbie dei luoghi comuni, “quasi” impossibile, impossibile è sottrarsi allo stimolo di avventurarsi in tale cimento. Per principiare è opportuno fare una macro divisione: 1) i maschi tendono a “curiosare” per un tornaconto personale, 2) le femmine prevalentemente per “condividere” i segreti carpiti.

Gli UOMINI ottimizzano, capitalizzano la scoperta di gusti e tendenze per aumentare la potenza di fuoco al fine di meglio centrare il bersaglio. Un corteggiatore pagherebbe cifre stratosferiche per conoscere e impugnare “palanchini” come fiori preferiti, profumi amati, gusti enogastronomici, preferenze artistiche, musicali, letterarie, sessuali e tutto quell’ambaradan capace di produrre accondiscendenza buttata lì con nonchalance a materializzare l’agognata mezza mela mancante, magari assumendo cogitabonde espressioni, ricordate il film “What Women Want”???

Le DONNE deambulano in meandri meno subdoli ma più ambigui, vivendo esse nella errata convinzione di avere tra le gambe l’unico, vero, primario, irrinunciabile obiettivo di ogni uomo etero, non si pongono il problema di sfruttare informazioni per agevolarne il raggiungimento, preferiscono dare vita ad analisi collettive con amiche e/o la fidata “consigliora” (ogni donna ne ha una fissa, anni fa su questa “figura” scrissi un articolo che fece un certo scalpore). Da illuminate strateghe pongono in essere sondaggi valutativi prima di stabilire se cedere o meno all’assedio dell’ariete. Per fortuna la sentenza finale è sempre data dai feromoni, se un uomo aumenta significativamente il tasso di umidità i giudizi delle confidenti diventano aria masticata, comunque… se esprimono consenso gratificano, se esprimono dissenso è solo invidia… “onde per cui la quale…”!!!

Altro comportamento sostanzialmente differenziato è quello che si adotta di fronte alla violazione di un segreto pruriginoso, quando un uomo scopre che una donna sposata piacente ha un amante, sulla sua fronte spunta il bubbone della aggregazione: “Tizia ha marito eppure la dà anche a Caio… ma se la dà anche a Caio e chissà a quanti altri per quale ragione non dovrebbe darla anche a me???”, riflessione disarmante nella sua ovvietà. Se invece è una donna a scoprire velleità fedifraghe di un conoscente appetibile la cosa si avvelena e la reazione (eccezion fatta per gli uteri estroversi avvezzi al volontariato da materasso) è diametralmente opposta, OPZIONE A: “questo è un figaccione ma fa l’uomo farfalla, salterà di vulva in vulva come un canguro, non intendo mettermi nel mucchio, ci rinuncio”, OPZIONE B: “a questo gallo cedrone ci penso io, prima lo mando ai pazzi e poi affanculo, alla faccia di tutte ste sgallettate impunite che sbavano”. Da ciò si evince una verità di fondo, gli ometti hanno un approccio più socialista, pluralista, le donnine più totalitario, assolutista, competere e VINCERE.

Questioni di lana caprina…, il territorio in cui la curiosità diventa prepotente e bipartisan è quello degli/delle “ex”, qui uomini e donne hanno concezioni univoche. Copione prestampato “ante” prima copula: “il tuo passato non mi interessa, ciò che conta è come ti comporterai con me da questo momento in avanti”, copione prestampato “post” prima copula: “parlami di te, voglio sapere tutto della tua vita (soprattutto quella sessuale)”. Questo è l’attimo in cui il rischio di incasinarsi l’esistenza tende feroci agguati, per entrambi. Tutte le persone non giovanissime hanno un passato, un passato condiviso con un/una inevitabile “ex” pesante, “ex” che hanno lasciato tracce indelebili. Non voglio appesantire il post scendendo nelle ombre della gelosia postuma, veramente devastante se vissuta come un perenne confronto, mi limito a consigliare una gestione soft dei flashback, ambito in cui la curiosità è meglio sfamarla a spizzichi e stuzzichini, in particolar modo se non si ha in se stessi una sicurezza over size.

Quando non si hanno i presupposti per metabolizzare risposte è meglio non porre domande.

Tullio Antimo da Scruovolo