Decalogo SHOCK, cosa fare per diventare una “STRAFICA”…

Che le donne siano complesse, arzigogolate, difficili da capire e tirituppa e tiritera… è una leggenda di origini bucoliche successivamente adottata dai metropolitani “radical pirla”, in realtà sono solo perennemente immerse in amletici dubbi tipo: “essere o non essere in linea con i dettami estetici contemporanei???”

COLLARBONE

Per avere spalle sexy occorre che il “pozzetto” della clavicola contenga più monete possibili

BELLY BUTTOM

Una fisicità da silfide consente di toccarsi l’ombelico passando il braccio dietro la schiena

THIGH GAPQuesta è datata, stando a piedi uniti in posizione eretta deve esserci “luce” tra le cosce

FINGER TRAP

Le labbra devono toccare il dito indice teso tra mento e naso

BIKINI BRIDGE

In posizione supina deve crearsi un effetto “ponte” tra ventre e costume

A4 WAISTUn girovita veramente trendy non supera il lato corto di un foglio A4

HOLD A COKE WITH YOUR BOOBSLe mammelle devono essere grosse e sode al punto da reggere una lattina, ovviamente piena

KYLIE JENNER LIPSÈ possibile avere i “labbrotti a canotto” senza interventi chirurgici né iniezioni di botox, basta tenerli “sottovuoto”

UNDERBOOBReggere una penna posizionata sotto il seno è ottima performance

BELLY SLOTLa modella/attrice Emily Ratajkowski ha fatto scuola, è “figherrimo” esibire un solco verticale (tipo colpo di Katana) tra il seno e l’ombelico

Ordunque…

Il quesito dà la stura ad alcune considerazioni ovvie, quando l’ovvio diventa stucchevole vuol dire che si è già in “codice rosso”. Da decenni i canoni dell’estetica, in particolare della bellezza femminile, sono vergati da gay, creativi sicuramente dotati di gusto e sensibilità ma tutt’altro che infallibili, innegabile la loro responsabilità sulla diffusione di una piaga come l’anoressia. Si è da poco conclusa la settimana Milanese della moda, grande novità è stata l’eliminazione dalla passerella della taglia 36, tardivo ma apprezzato “mea culpa”. Per un omosessuale il concetto di “bellezza femminile” è una proiezione, un transfert, una idealizzazione Proustiana, un puzzle onirico, siderale la distanza dal modello agognato dai maschi etero. In questo corto circuito dell’estetica stranisce, non poco, l’irrazionale scelta delle Italiche femmine, non tutte ma tantissime, di abbracciare i discutibili dettami omologanti dei gay ripudiando la storica e gloriosa fisicità mediterranea … domanda: “perché???”. Risposta doppia: “1) le donne considerano gli uomini “primati” poco esigenti (di bocca buona) obnubilati da pulsioni sessuali che prescindono dalla raffinatezza estetica, 2) i parametri della bellezza sono armi utili solo per competere con le altre donne”. Sotto il fumo dei luoghi comuni continuano a bruciare vetuste convinzioni e ataviche verità.

L’apparenza vissuta come obiettivo primario da raggiungere senza lesinare sacrifici e privazioni, innesca un circolo vizioso controproducente, difficile cogliere intrigante fascino e irresistibile sensualità in una donna avvilita perennemente impegnata nel percorrere il Calvario dell’esser fica. Nelle feste casalinghe di un tempo le femminucce avevano dei mancamenti di fronte al figaccione di turno, oggi svengono alla vista di un fumante e abbondante piatto di linguine allo scoglio. Specchio dei tempi e panza vuota.

Rompicapo estetico/esistenziale: “perché le donne fanno l’esatto contrario di ciò che piace agli uomini???” Forse qualcuno ha detto loro che la “bellezza” urge imporla, non subirla. Forse il livellamento verso il basso degli standard meglio interpreta la logica del “siamo tutte Rosy Bindi”. Magari è poi solo una questione di limiti, autodifesa e dubbi, tanti dubbi, una miriade di dubbi. Quién sabe!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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“ball ironing”, George Clooney si è fatto “stirare” i testicoli…!!!

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Max è un periodico che non vanta certo milioni di copie vendute, galeotta fu una puntata di “The Money Drop”, Gerry Scotti piazza il nome di quattro attori sui monitor e chiede: “chi di questi si è sottoposto ad un intervento di chirurgia estetica intima chiamato “ball ironing?” (letteralmente stiramento dei testicoli). Io non ho visto la puntata del quiz ma dal giorno dopo i network radiofonici che, solitamente, ci accompagnano da un semaforo all’altro, mi hanno informato che la risposta giusta fosse proprio George Clooney. Per giorni tutti i/le conduttori/trici di frequenze si sono superati in considerazioni e opinioni in merito, ovviamente in salsa sarcastica.

George Clooney su Max: ”Non mi sono mai fatto sistemare gli occhi, ma ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei testicoli. Lì sì che non mi piacciono le rughe!”. Clooney spiega: ”E’ una tecnica nuova, ball ironing, a Hollywood la fanno tutti”.

Io appartengo alla fascia d’età di Clooney, anche lui come me, come tanti operai, presidenti, professionisti, intellettuali, potenti industriali, uomini di cultura e professori… avrà praticato da adolescente il mitico: “chi non piscia in compagnia è un ladro o una spia”, tutti in fila fianco a fianco a dar vita a una minzione collettiva, i più grandi sfoderavano anche la sacca scrotale, ognuno sbirciava i vicini e misurava il proprio livello di sviluppo volumetrico. Un solo sogno, diventare “uomini con le palle”, una “laurea ad honoris causa” conferita da madre natura che faceva la differenza, per noi, virgulti Piemontesi, avere un apparato riproduttivo versione “toro da monta razza Fassone”, significava appropriarsi di un “passepartout” che apriva tante “porte”… e che “porte”. Tempi in cui la stupidità genuina aveva un valore sicuramente superiore a quello di una maturità anagrafica che induce a farsi stirare i “i coglioni”, eravamo pirla noi oppure è pirla lui adesso? Noi siamo cresciuti, maturati, siamo diventati concettualmente adulti, non pisciamo più in compagnia, lui, è rimasto lì??? Interrogativo inquietante!!!

Anni addietro, sulla vecchia piattaforma, scrissi un pezzo sul rifacimento chirurgico del “cameltoe”, una “aggiustatina” ancora in auge che rende più carnoso, grande, evidente, l’apparato genitale femminile, pantacollant, fuseaux o fuson che dir si voglia, legs e costumi brasiliani, dovevano, devono, evidenziare un “pacco over size” visibile da lontano. Virilità femminile, quella virilità che una volta le donne tendevano a nascondere. New age, le femmine si ingrandiscono la fica e gli uomini si fanno stirare le palle riducendole a due uova di quaglia lucide, depilate, sacrificate ma estetichamente trendy… concetto “ricchionico” che non condividerò MAI.

Esistono tre territori sui quali non è possibile mentire, l’intelligenza, il coraggio e la sessualità, chi bluffa su questi fronti è, inesorabilmente, destinato/a a sputtanarsi, nel migliore dei casi ad avere una brutta convivenza con se stesso/a. Ci sarebbe da fare un approfondito excursus in merito, ve lo evito per non tediarvi. La nostra sessualità, sia essa a livello cerebrale o fisica, è un qualcosa che ci contraddistingue, è un elemento personalizzante, caratterizzante, è l’espressione di ciò che siamo, ciò che vogliamo, ciò che possiamo dare. Nel momento in cui ne modifichiamo i connotati abbandoniamo la nostra vera natura per abbracciare emozioni che non ci riguardano naturalmente. Il doversi adeguare ad una esposizione estetica posticcia ci rende vulnerabili nell’intimo, non diamo quello che siamo, diamo quello che in quel momento fingiamo di essere, in cambio riceviamo attenzioni dirette a ciò che NON siamo.

L’orgasmo simulato delle donne alberga nelle stesse praterie di una eiaculazione cercata, forzata, estranea agli eventi, tutto finto, che senso ha? Il coito vissuto come “duello” ha un valore solo se NON contaminato da exploit frutto di suggerimenti, indicazioni, strategie, proiezioni, pianificazioni, interessi. Quando si giunge a sacrificare il proprio delirio naturale in nome dell’apparenza… si muore dentro, inevitabilmente!!!

Faccio veramente fatica ad immaginarmi nudo davanti all’asse da stiro… io che ci metto i “gioielli” sopra e di fronte a me una dottoressa alla Glenn Close emula di attrazione fatale che, sorridendomi perfida e laida, ancestralmente vendicativa, manda in pressione la Vaporella… Brrrrrrrrrrr….. manco morto!!!

Assolutamente NO al “ball ironing”, preferisco arrivare a 80anni e fare gli scongiuri all’altezza del ginocchio piuttosto che farmi “stirare”. In fondo la vita è fatta “anche” di punti inamovibili, o no???

Tullio Antimo da Scruovolo