La caduta degli dei…

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Il crucco ha gettato la spugna abdicando (i papi, unitamente ai re, non si dimettono, abdicano), lo ha fatto in latino, scelta figherrima a metà tra lo snob e il gergo mafioso vaticano, non sapremo mai le reali motivazioni che lo hanno indotto a vergare una pagina storica così incisiva nella millenaria evoluzione della “chiesa romana spa”. Congetture e fantasiose interpretazioni ci assilleranno a lungo, l’equità della sorte ha emesso fattura, è toccato a Ratzinger pagare l’ambigua morte di papa Luciani e le nefandezze perpetrate da Wojtyla, un regnante immeritatamente beatificato in sospetta fretta. Sotto il cupolone è in atto una feroce lotta di potere, la storia si ripete, dalla morte di Paolo VI° si è tornati al medioevo, faide, inciuci, intrallazzi, fazioni opposte che si fronteggiano a cielo aperto e perfide manovre occulte hanno trasformato il Vaticano in humus, affamati lombrichi carnivori duellano per divorarsi a vicenda, alcuni di loro si rigenerano.

Non è certamente un mistero il fatto che la “chiesa romana spa” sia più interessata al capitale economico che non alle anime, per quanto queste siano fondamentali, più anime più soldi, più soldi più potere, più potere più credibilità, più credibilità più anime, circolo vizioso. Il calo perpendicolare dell’utenza inficia gli introiti, urge rimpiazzare testimonial e capo struttura del marketing, cariche ambite da un numero eccessivo di pretendenti impazienti e incagniti. Nel 2012 sono entrato in chiesa due volte, nella prima si celebrava un matrimonio, nella seconda un funerale, seppur a distanza di tempo, chilometri e contesti diversi, ho colto nei due predicozzi un filo conduttore, il fulcro dei due monologhi pareva stampato in ciclostile (quelli della mia età sanno di che parlo), copionizzati, una comunicazione strategica pianificata nei dettagli, adattabile, plasmabile, utilizzabile in ogni circostanza, l’opus dei ha incrementato il numero di seminari formativi.

L’epurazione, il defenestramento del tedesco, coglie di sorpresa solo gli sprovveduti, Ratzinger faceva il papa ombra, seppur non in totale autonomia, già negli anni della decadenza fisica e mentale del polacco, il suo papato ufficiale è stato palesemente transitorio, mandato cuscinetto a tempo determinato, in barba al potere temporale. In certi casi la bontà non paga, lo dico e lo scrivo da anni, il vero imperatore, il vero boss della baracca incensata è Bagnasco, gesuita nel DNA, i gesuiti sono da secoli il braccio armato e interventista del cristianesimo, Ratzinger avrebbe dovuto “promuoverlo” in lontane e ostili zone del pianeta, il suo predecessore lo avrebbe fatto senza remore.

Sedersi sulla cadrega di Pietro non vuol dire saper comandare, un papa dovrebbe avere le palle per tagliare teste e blindare centri di potere, un papa dovrebbe avere il coraggio di accentrare, decidere, castigare e crearsi una task force fedele, efficiente e riservata, esattamente come ha fatto Giovanni Paolo II°, un papa che contesterò sempre ma nello stesso mentre stimerò per essere stato un uomo col pelo sullo stomaco. La “chiesa romana spa” è po’ come una di quelle banche USA che hanno immesso nel circuito degli investimenti derivati infetti, il polacco ha responsabilità pesantissime a livello strategico e operativo, Ratzinger è un capro espiatorio, ha perso le redini, i deboli pagano per tutti.

A noi  Italiani un papa americano o nero ci farebbe comodo,  sarebbe più facile svincolarsi da certi concetti ed emanare leggi, vedi il matrimonio tra gay, tuttavia ho il sentore che si tornerà a un papa Italiano, il perchè è facile da capire.

Tullio Antimo da Scruovolo

Il Papa, i Maya, twitter, date palindrome e strani arzigogoli aritmetici…

il-papa-twitta-400x265Papa Benedetto XVI°, alias Joseph Ratzinger (quell’arzillo vecchietto Tedesco vestito come il mago Otelma che ogni domenica mattina si affaccia alla finestra per spettegolare con gli astanti), è approdato su twitter. Twitter è il social network degli snob, dei fighetti, dei vip, oggettivamente una “star” del suo calibro non avrebbe mai potuto immergersi nel puzzo proletario di facebook, almeno non subito, troppo brodo primordiale per dare la stura al cristianesimo on-line. Ufficialmente la fede “touch screen” nasce il 12-12-12, data palindroma dagli occulti e cupi significati, l’ultima del secolo ma anche l’ultima della prima serie del nuovo millennio, per poter celebrare con gli stessi numeri l’anomala ricorrenza, bisognerà attendere ben 100 anni.

La data scelta da Herr Joseph, 12-12-12, è composta dagli stessi numeri della nefastaprofezia-maya “scadenza” Maya (21-12-12), sommando le coppie di cifre viene fuori: 3-3-3, incolonniamo e sommiamo ancora i due risultati, otteniamo un 6-6-6, “666” è il numero Satanico per eccellenza, inquietante coincidenza. Se proseguiamo in questo giochino capovolgendo il 666 abbiamo un 999, qui mi sento in qualche modo coinvolto, essendo nato il 9 settembre, nel 2009 ho festeggiato il compleanno palindromo (09-09-09). Continuiamo… 9-9-9 + 6-6-6 = 15-15-15… (5+1) sempre 6-6-6 (666). Insomma… diavolo e acqua santa. 12 erano anche  gli apostoli, suddivisi da Leonardo da Vinci nel suo cenacolo in 4 gruppi da 3, la metà di sei ma anche 1/4 di 12, 4 gli evangelisti, 3 la trinità.  All’insegna del melius abundare quam deficere… Il doppio di 12 (cosa risaputa da tempo) è 24, esattamente il numero delle lettere che compongono il biglietto da visita di Ratzinger: “Papa Benedetto Decimo Sesto”.  666E’ stato divertente scrivere questo capoverso (non mi crocifiggano gli esperti di numerologia), faccio comunque fatica a credere sia tutta una casualità, personalmente potrei anche viverla come tale però penso che dalle parti del cupolone ci abbiano ragionato molto sulla data da scegliere.

L’arrivo di Ratzinger su twitter non è un passaggio da prendere sottogamba, una decisione epocale probabilmente scaturita da una terrena necessità di adeguamento. Certamente è un affidabile canale per testare e sondare, magari anche tentare di “umanizzare” una carica che porta in dote l’impegnativo appellativo di “santità”. I vecchi web-surfer come il sottoscritto si sono imbattuti spesso nel cattolicesimo internettiano, siti, blog, forum, salmi e rosari on-line impazzano da tempo nella “grande madre” rete, così come certi catechizzatori/trici, stakanovisti e coriacei fino a rasentare l’assillo. Difficile trovare solidi appigli per “apprezzare” una simile operazione di marketing, l’immagine del pontefice che invia il primo tweet appoggiando il polpastrello sul monitor di un tablet, seppur con una malcelata titubanza, ha fatto il giro del mondo. E’ possibile interiorizzare la fede nella agnostica e sconfinata agorà virtuale di un social network??? I “SN” non sono forse moderne torri di Babele??? I credenti integralisti parlano di “banalizzazione” della fede cristiana, in effetti…!!! Dalletwitter_logo rischiose e fatiscenti missioni di fortuna allestite nei bui orifizi del pianeta, si è passati ad un comodo e sedentario indottrinamento Wi-Fi. Sarà  compito improbo soffiar via le grigie nubi del contraddittorio allargato, un ateo documentato e di ottimo eloquio dotato… impiegherà poco ad allungare la coda degli scettici. Zio Joseph… porte, portoni e portali da aprire sono altri, spalanca quelle degli archivi Vaticani e svela al mondo 2.000 anni di “segreti cristiani”, allora sì che batterai, in men che non si dica, il record planetario di follower.

Tullio Antimo da Scruovolo

Il fascino del flash

Mentre aspetto in coda il mio turno per essere servito dalla farmacista, ho l’incombenza di acquistare un test di gravidanza per mia nonna che ha 98 anni e vive nel terrore di essere incinta per via di un considerevole ritardo del ciclo, una Signora attempata chiede l’ora ad un giovanotto che le sta davanti, con un certo imbarazzo questi risponde che il suo orologio è fermo, la “zia”, facendosi aria usando le ricette mediche a mo’ di ventaglio (le caldane se ne infischiano dell’aria condizionata), proclama: “bhe… almen due volte al giorno il suo orologio segna l’ora esatta”…

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L’eterofobia

L’ipocrisia Italiana è un tavolo verde dove si gioca a tressette con il morto, a contendersi la posta in palio, l’idiozia collettiva nata dalle ceneri del buon senso, ci sono la politica, la chiesa e l’ala integralista gay. Il 4 marzo scorso si sono tenuti i funerali di Lucio Dalla, una celebrazione funebre che si è trasformata in una “resa dei conti”, “il giorno dei lunghi coltelli”, ripicche, vendette e strumentalizzazioni hanno tenuto banco senza ritegno né rispetto per un cadavere ancora caldo…

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Cristo in serie “B”…

Negli ultimi giorni mi sono imbattuto, su questa e altre piattaforme, in post che cercavano di sviscerare e capire il perché la UE avesse discriminato la religione cattolica depennando il “natale” dalle feste Continentali, ovviamente, come sempre, cercherò di leggere tale iniziativa da un punto di vista non condizionato e freddamente analitico. Può essere che ciò incrementi il già nutrito popolo di dissidenti che considera questa finestra sul mondo un errato angolo di inquadratura ma… come diceva “coccia pelata”: “tanti nemici tanto onore”. Trovo deprimente affrontare questa “vessata questio” come fosse un tavolo da poker dove poter bluffare con artifici dialettici e riferimenti storici che sconfinano nella filosofia da discount, mettere a nudo il Re è per me una missione… Continua a leggere