Il grande bordello open space…

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Ho la sensazione che quello zuzzurellone di Marino prenda troppi caffè, pessima abitudine causa di notti insonni in cui ne pensa di ogni fatta e colore, l’ultima “Ignaziata” in ordine di tempo è quella di trasformare l’EUR in un bordello a cielo aperto, nel “pacchetto” anche gruppi di volontari dispensatori di condom, consigli, consulenze, tè caldo e assortita assistenza per affrontare ogni evenienza. A naso direi che la genialata di convogliare tutta la mignotteria capitolina in un solo quartiere non abbia provocato, nei residenti, isterico entusiasmo collettivo. E’ notorio, i cittadini non sono mai contenti, nemmeno se piazzi sotto casa loro quello che Battisti definiva: “un gaio cesto d’amore che amor non è mai”.

Più rapido di una saetta e più sintetico di un tessuto acrilico… la prostituzione è un fenomeno che si articola su due fronti ben distinti e distanti: 1) le schiave del racket costrette a vendersi con la violenza, 2) le operatrici che si vendono per libera scelta. Le prime alimentano, loro malgrado, la malavita e le seconde evadono, con finto rammarico, le tasse. L’unica soluzione intelligente sarebbe la legalizzazione a 360°, con tanto di regime fiscale, vincoli sanitari e regole in grado di garantire l’autonomia totale. Tutto il resto è solo dialettica circense senza senso.

Il Geometra Romoletto Cicerchia torna a casa tutte le sere per l’ora di cena, prima di salire ha l’abitudine di fermarsi a far due chiacchiere con la peripatetica che il Campidoglio ha dato in dotazione al suo condominio: “ciao Ines come va?”, “ciao Geometra, tempi duri”, “lavorato poco?”, “oggi solo due fellatio, c’è crisi”, “accidenti, e che possiamo fare?”, “senti Geometra, tu che abiti al primo piano, me lo metteresti uno striscione attaccato alla ringhiera del balcone?”, “uno striscione?”, “sì, tipo insegna con su scritto: qui Ines, prezzi modici, servizio accurato, sconto comitive”. Romoletto Cicerchia dopo aver riflettuto per qualche secondo: “io che ci guadagno?”, “non posso darti niente Geometra, se ti elargisco soldi o ti pago in natura ti becchi lo sfruttamento”, “mortacci loro…”.

Il 20 febbraio la legge Merlin compie 57 anni, 57 è il contrario di 75, 75 è il numero della citata legge che ha decretato la chiusura dei casini, alla Senatrice occorsero ben dieci anni per raggiungere l’agognato traguardo di “civiltà”, peccato abbia impiegato poco a trasformarsi nella più becera delle “inciviltà”. Impossibile fare i conti della serva ma il buco fiscale creato dalla prostituzione abusiva, perpetrata per quasi 60anni, corrisponde sicuramente a svariati punti di PIL. Importantissimo il fattore umano, in tutti questi decenni quante donne sono state ammazzate, sfruttate, schiavizzate dai crudeli gestori di un business ceduto dallo Stato??? In 57anni di assoluta cecità istituzionale quale grande encomiabile obiettivo sociale ha raggiunto la prostituzione selvaggia??? Agghiacciante il divario che questo mercato, totalmente fuori controllo, ha creato tra le vittime rese cassa continua e le escort d’alto bordo che introitano 20/25.000 euro al mese. Quanto potere economico è stato donato alla sponda delinquenziale??? Quanta discriminazione c’è in tutto questo??? Perché si mantengono sullo stesso piano due realtà agli antipodi???

Il sesso a pagamento esiste da sempre e per sempre esisterà, addirittura pare in forte ascesa e non certo per soddisfare esigenze primarie. Seguendo quale logica moralmente accettabile si multa un panettiere che dona un panino, senza scontrino, a un disabile e non si toccano le puttane che vanno in televisione a dichiarare di guadagnare come manager??? E’ più pappone uno Stato che tassa una top-fica da 250.000 euro l’anno oppure uno Stato che tassa alluvionati e terremotati piombati nella disperazione e nella nullatenenza???

Per poter stabilire responsabilità di genere sarebbe opportuno scoprire la genesi del meretricio, è stato un uomo ad offrire per primo soldi in cambio di sesso oppure è stata una donna ad offrire per prima il suo corpo in cambio di denaro??? A chi appartiene il copyright della mercificazione del piacere??? Il sesso è un bisogno fisiologico ed è giusto esista il sollazzo prezzolato, ciò che è ingiusto è fingere di ignorarlo o, peggio del peggio, lasciarlo nelle mani di aguzzini senza scrupoli. E’ l’unico appagamento fisico moralizzato, è lecito pagare per ogni altro piacere come bere, fumare, mangiare, giocare d’azzardo, è legale pagare per farsi cambiare i connotati ma non per accoppiarsi. Ho troppa autostima per andare a mignotte ma ho anche l’intelligenza per capire che dietro questo caos, volutamente rinchiuso nelle catacombe del peccato, vi siano interessi non dichiarati e paure inconfessate. Provocazione dovuta, se una prostituta legalizzata e tassata dovesse infettare un cliente, chi pagherebbe i danni??? Lo Stato???

Facciamo i malpensanti che la indovinano… spesso le zoccolone dei piani alti sono l’anello di congiunzione tra potere politico ed economico, meglio lasciarle stare, le povere disperate sbattute in strada foraggiano il racket ma anche tutta la pletora di associazioni umanitarie create ad hoc. Legalizzare la prostituzione??? Cui prodest???

Tullio Antimo da Scruovolo