“Tutti gli uomini hanno una valida ragione per odiare le donne così come le donne ne hanno una per odiare gli uomini…”

Minare i già precari equilibri di una società claudicante diffondendo perniciose convinzioni, è un azzardo ad alto rischio, strategie simili tendono a trasformarsi in micidiali boomerang. Se le donzelle persevereranno nel marchiare come maschilismo, misoginia, sessismo, molestie e stalking ogni ranza di ruminante (vedi battuta di Sarri data in risposta alla domanda “idioterrima” di una giornalista incapace di rendere onore alla mordacchia riflessiva), si moltiplicheranno i coccodrilli nel fossato. Questo crescendo rossiniano di faziose colpevolizzazioni, induce a profetizzare eserciti di donne in analisi causa isteria da utero vagolante. Sull’altra sponda, frotte di uomini “conlepalleshakerate” appalteranno alle escort, performance a paranoie zero e assenza di qualsivoglia vincolo, l’appagamento dei bisogni basici creati da madre natura. Proiezione a cavallo tra l’onirico e l’apocalittico, per le donne un catastrofico depotenziamento, niente più vanità energizzante e niente più sessualità maschile da gestire. Salto della quaglia (zoppa) passare dallo status egosintonico alla contemplazione da uncinetto.

In questo Paese… non vi è nessun contratto nazionale di lavoro (né pubblico né privato) che a parità di livello, mansioni e anzianità penalizzi economicamente le donne. Sfruttamento, furberie e lavoro nero sono virus che colpiscono indiscriminatamente uomini, donne, gay, lesbo, trans, asessuati, maggiorenni, minorenni, Italiani, stranieri, bianchi, neri, asiatici, meticci, pappagalli parlanti e alieni. Per poter sbandierare dati bufala versione “al lupo al lupo”, vengono conteggiate le pensioni (con il retributivo gli uomini lavoravano cinque anni in più), i manager (dato di comodo) e, probabilmente, le forze armate. Settore che ha aperto le porte alle donne in tempi relativamente recenti, pietra di paragone inaffidabile. Maaaaaaa… a chi giova disseminar siffatte pigne mendaci???

In questo Paese… esistono leggi tragicomiche sulla genitorialità. Se una donna scaltra e avida gabba il pollastro di turno carpendogli con l’inganno una gravidanza, solo per sfornare un “figlio vitalizio” e quindi sistemarsi, trova nello Stato un affidabile compare. I giudici hanno il potere di imporre a un uomo l’obbligo della genitorialità, anche nel caso dovesse emergere palesemente il raggiro, per contro, le donne possono partorire figli e rifiutarli seduta stante sottraendosi al menzionato obbligo. Con quale criterio e stata concepita una simile discriminante? Uno Stato non può e non deve agevolare e/o incentivare le donne cacciatrici di sperma-reddito. Le gravidanze “accidentali” provocate da spiantati e disoccupati vengono, statisticamente, interrotte con l’IVG. Quelle “accidentali” che coinvolgono uomini ricchi e/o benestanti, per cause tutt’ora sconosciute (diciamo così), accendono un irrefrenabile e irrinunciabile bisogno di maternità. Siamo allo “Sci-fi”.

In questo Paese… se un uomo probo, ligio, fedele e costumato tornando a casa trovasse la moglie a letto con un amante, nel caso vi fossero bambini in famiglia, farebbe bene a star zitto e far finta di niente, denunciasse l’accaduto la legge lo infilerebbe nel tunnel della disperazione. Oltre alle corna si ritroverebbe a dover lasciare la casa coniugale alla fedifraga, come non bastasse, pure mantenerla e pagare spese/rimborsi a piè di lista, il tutto per “tutelare i minori”. Ordunque… dove sta scritto che per meglio tutelare i figli occorra strapparli a padri seri per affidarli a madri zoccole? Una donna spregevole viene premiata a discapito di un uomo integerrimo, tra l’altro penalizzandolo anche sull’affetto filiale. Il concetto che una pessima moglie possa comunque essere una ottima madre è teorico, direi aulico, insomma… è una gran cazzata. Chi tradisce non è assolutamente affidabile, ancor meno se accoglie amanti nel letto coniugale, vezzo da cui si evince il totale disprezzo nei confronti dei valori base della famiglia. La realtà è che se i tribunali dovessero veramente punire mogli sgualdrine e madri indegne, l’universo femminile si ritroverebbe in una imbarazzante vulnerabilità e con un potere contrattuale prossimo allo zero. A quanto pare una deriva da evitare assolutamente, con ogni mezzo.

In questo Paese… il riscatto sociale femminile è un concetto aleatorio politicamente imbrigliato. Emblematico il caso “Fausto Brizzi”, una quindicina di ragazze aspiranti attrici lo hanno accusato di violenze sessuali, alcune di loro si sono rivolte alla magistratura (denunce sporte fuori tempo massimo, reato scaduto, come uno yogurt). Il ring “innocentisti vs colpevolisti” non mi affascina né mi appartiene, lascia perplessi la gestione mediatica dello “scoop”. Giornali e tv (Iene a parte) ne hanno parlato il minimo sindacale, non di rado prendendo addirittura le difese del regista (in particolare le donne) per poi piombare, con una fretta sospetta, nel più tombale dei silenzi. Fausto Brizzi è forse un simpatizzante della sinistra? Quella sinistra forcaiola coi nemici e garantista con gli amici? Quién sabe? Una certezza assoluta l’abbiamo, se il presunto “Weinstein pizza & fichi” fosse stato un intimo di Berlusconi, un assiduo di Arcore… giornali e talk ne parlerebbero ancora oggi h24. Le femministe anti bunga bunga, stranamente afasiche, avrebbero organizzato manifestazioni di piazza ad libitum. Procure di mezza Italia si sarebbero arbitrariamente occupate della questione e, c’è da scommetterci, i soliti guru televisivi “anti” avrebbero elaborato teoremi tipo: “è evidente che Fausto Brizzi svolgesse semplicemente il ruolo di reclutatore/addestratore al soldo del vecchietto ficaiolo tricoleso”. Dulcis in fundo… le quindici ragazze avrebbe goduto di un credito fin qui assurdamente negato. Tutto ciò ci insegna quanto la dignità delle donne non sia un valore assoluto bensì un allegato ideologico. L’eco, la risonanza di un reato a sfondo sessuale è vincolata (intendo mediaticamente) all’appartenenza politica di chi lo commette o si ritiene abbia commesso, indipendentemente dalle vittime e dalla presunzione d’innocenza.

Ricapitolando… femmine e maschi asserviti sbraitano su teorici dislivelli economici nel mondo del lavoro ma nessuno, NESSUNO, ha mai documentato la cosa, carta alla mano, in modo credibile, inconfutabile. Quando si rompe un preservativo, la legge impone all’uomo di assumersi le responsabilità ma lascia alla donna la facoltà di deresponsabilizzarsi totalmente. Uomo traditore o uomo cornuto, per i giudici la soluzione è sempre la stessa: lui fuori casa con tutte le spese sulle spalle e lei al sicuro con i figli. La credibilità di una donna che denuncia molestie o violenza, è data dalla sponda politica del denunciato. Che dire… quadretto poco edificante!

Tutto ciò dista galassie da un rapporto corretto tra generi. Quando scoppiò lo scandalo del porco Hollywoodiano, sulla lunga onda emotiva, molte donne ebbero l’ardire di affermare: “anche una semplice carezza non voluta è violenza”, d’accordo ma il resto come lo chiamiamo?  Qual è il vero punto d’arrivo? Qual è l’obiettivo finale programmato?

Tullio Antimo da Scruovolo

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cazzotti e sangiovese…

La rissa da avvinazzati di periferia che rende insonni le notti del popolo sinistro e semi-sinistro (boiardi inchiodati ed elettori incazzati in testa), sta facendo arrossire di vergogna le disinvolte ragazze del bunga-bunga Berlusconiano. Ammuffiti  capi bastone avvinghiati alla cadrega, come fosse una mammella da latte, cercano di resistere agli attacchi dei rottamatori che anelano suggere lo stesso nettare, seppur a tempo determinato. Ad aizzare l’assalto alla suburra, ci pensano i giullari incattiviti dalla consapevolezza che l’unica alternativa alla arsura sia continuare a ciucciare ammennicoli irriconoscenti. Sardonico, mordace, beffardo, è il destino dei rissaioli che ancora una volta sarà mappato dall’uomo di Arcore, qualora Silvietto optasse per una teatrale rentrèe… tutta l’accozzaglia belligerante, alla stregua di zingari e puttane, porrebbe fine alle ostilità per dare vita ad abbracci e alleanze incollate a caldo con la sputazza antiBerlusconiana. Film tragicomico già visto col mortadella nel recente passato. Non capitalizzare la storia significa stuprare il futuro.

L’intonsa ma attempata presidentessa del PD ha dichiarato: “sono contenta di essere in parlamento da tanti anni e ci rimarrò fino a quando gli elettori mi voteranno…” , metafora sofista che evidenzia quanto facciano presa in Italia il gusto dell’orrido e il fascino della decadenza. Rosy Bindi e Beppe Grillo hanno in comune solo capelli e barba, sono entrambi ultra 60enni ma guardano lo scatolone dei giocattoli da angolazioni opposte, lei rappresenta il vecchio e lui il nuovo che “avanza” (da intendersi come materiale di risulta). In questo “centro-sinistra horror picture show” sono in tanti a contendersi il ruolo di capo comico, così tanti e agguerriti da dare alla recita un taglio pulp,  a partire da “cremina-man”  Nicoletto Vendola che, dopo aver cantato per 20anni la stessa canzone in play-back, accusa la concorrenza di prodursi in litanie qualunquiste. Di Pietro ha da tempo applicato alla politica redditizi concetti terricoli, Bersani è conscio di essere arrivato al canto del cigno. Pierferdinando Casini… un ex democristo che ha nel cognome l’esegesi del suo percorso politico, da quando ha deciso di autoalimentarsi staccando il cordone ombelicale da Berlusconi, non ne ha azzeccata una.

La zoppia politica di questo Paese è imputabile, solo ed esclusivamente, alla inettitudine degli ex compagni, passati, quando si dice il salto della quaglia, dalle ciminiere industriali agli oziosi salotti radical chic, dalle Tepa Sport alle Church’s, dalla Fiat 127 alle barche a vela. Non sono mai stato di sinistra ma credo sia fondamentale, per la democrazia, averne una forte e credibile che tuteli gli interessi dei ceti medio-bassi dagli scranni della opposizione, genesi del suo esistere. Sarebbe un grave errore sottovalutare, peggio ancora ridicolizzare, le regole d’ingaggio proposte da Matteo Renzi, l’unico ad aver detto qualcosa di sensato da quelle parti dal ’94 ad oggi. Non che io nutra nei suoi confronti immensa stima e fiducia, è il dover andare fuori dalle palle dopo due mandati, dimezzando uomini ed emolumenti, che mi sconfinfera alquanto.

Nel linguaggio politico corrente si abusa di espressioni idiote come: “staccare la spina” (mutuata dal gergo impiegatizio, indica la sospensione temporanea delle attività lavorative, manco facessero i collaudatori di sedie elettriche), “voto di protesta”, “antipolitica”. Prescindendo dalla contraddizione in termini che legittima il “vaffanculismo”, si evince il tentativo di ignorare, mentendo spudoratamente, il fisiologico, ciclico spurgo di piazza che si ripresenta ad intervalli regolari per dare, almeno negli intenti, la stura a nuovi percorsi. Purtroppo il risultato è sempre lo stesso, lotte fratricide e cannibalizzazioni ideologiche.

Robin Williams: “il politici sono come i pannolini, bisogna cambiarli spesso e sempre per lo stesso motivo”.

Tullio Antimo da Scruovolo

Donne, mare, corna e…

Mentre ancora rimbalzavano, come vaste eco nelle valli, le stridenti urla di bambini e ragazzini che manifestavano tutta la loro “rabbia” per la chiusura delle scuole, già le mammine apprensive ed ansiose stivavano nei trolley invereconde quantità di armamentari vacanzieri, prevalentemente for the beach. Nel frattempo… bagnini, operatori del bagnasciuga, baby sitter e Siffredame assortito affilavano ed oliavano le “armi”, giammai farsi cogliere impreparati dalla stagione del “carpe diem”…

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Le donne…

Domenica 13 febbraio le donne scenderanno in piazza per rivendicare diritti, ancora non si è capito quali,  infatti non protesteranno contro i giudici che scarcerano o lasciano liberi “ex” violenti e potenzialmente assassini, nemmeno protesteranno contro quella sinistra che delle problematiche femminili se n’è sempre disinteressata (per arrivare a fare uno straccio di legge contro lo stalking  ci è voluto un Governo Berlusconi e, soprattutto, l’impegno dell’onorevole Giulia Bongiorno e della soubrette Michelle Hunziker), noooo… protesteranno contro l’immagine della donna “bunga bunga” , contro il “velinismo” e addirittura contro “Drive in”, trasmissione colpevole di aver portato sul piccolo schermo procaci donzelle tutt’altro che freddolose… Continua a leggere