Io intellettualo, tu intellettuali, egli intellettuala…

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quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito”. In questo adagio si annida una eclatante manipolazione concettuale, in TEORIA vorrebbe significare la differenza tra i superficiali (quelli che vedono il dito) e i lungimiranti (quelli che guardano la luna). Ho scritto TEORIA in maiuscolo perché “approfondite” analisi mi hanno portato a conclusioni opposte. Superficiale è colui che guarda la luna ignorando il dito, “non ci sarebbe luna da indicare senza dito”, ha scritto qualcuno crogiolandosi in una gorgheggiante Jacuzzi poetico/filosofica.

L’aforisma galeotto è orfano di un indispensabile antefatto, la motivazione del perché si dovrebbe indicare la luna. Esclamazione: “bella la luna stasera”, domanda: “dov’è?”, risposta (col dito che indica): “là, da quella parte”. Coloro che indicano la luna senza che gli venga richiesto se ne assumono la responsabilità, cosa che non vincola altri alla condivisione, un razionale spirito di osservazione potrebbe rendere il dito più interessante della luna. In questo caso, stolto è colui che la indica non chi guarda il dito, lo è maggiormente se allungando il braccio per indicare la luna mette il Rolex sotto gli occhi di un creditore, vanificando così tutte le menzogne raccontate per ritardare il saldo del debito. Può capitare, ordunque, che nell’indicare la luna alcuni si sbugiardino clamorosamente. Ho testé descritto il comportamento dei “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana”, autoproclamatisi depositari della cultura e di quella “intellighenzia” lungimirante che ci ha cronicizzato l’orchite.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” sono larve, strane amebe prive della benché minima utilità biologica e sociale, altro non fanno che arrecare danno alla comunità per parassitare benefici personali. L’infame mansione consiste nell’indicare la luna al popolo, ritenuto gregge da pascere con il campanaccio dell’albagia. Habitat naturale… salotti impropriamente definiti “radical-chic” ma definibili, ad onor del vero, “radical-shit”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna della immigrazione descrivendola come una insperata opportunità di arricchimento grazie a un mix di fratellanza, tolleranza, culture, costumi, integrazione, solidarietà e umanità. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto caos, delinquenza, clandestinità, quartieri espropriati, abusivismo, prevaricazioni sociali, concorrenza sleale, Italiani discriminati, danni economici, solidarietà conto terzi e ipocrita esterofilia, un coacervo di negatività. Prende sempre più corpo la sensazione che si voglia scientemente provocare la xenofobia, insurrezioni xenofobe distribuite a macchia di leopardo creerebbero ulteriori “trincee umanitarie mangiasoldi”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna del sogno Europeo descrivendolo come un mega resort del benessere in cui raccattare ricchezza e progettare favoleggianti destini, un’aggregazione concepita per partorire una società evoluta, democratica, libera, a misura d’uomo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto fame, fallimenti, suicidi, disperazione, rivolte, disoccupazione, povertà, recessione, deflazione, una dittatura che ci ha privato della sovranità, un complotto che ci ha commissariato, un futuro tristemente ipotecato, un tunnel senza uscita. Onore ai Francesi (sempre i primi a ribellarsi) che hanno avuto il fegato di mandare a cacare la troica e la Merkel, Fraulein “fateicompitiacasa” ha trasformato il Mein Kampf di Hitler in manuale perfetto per “educare” e sottomettere i Paesi membri.

Sono sempre loro, i “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” che ci hanno indicato la luna dello snobismo saccente definendo la Lega Nord una accozzaglia di campanilisti, Berlusconi un Gabibbo di passaggio, Di Pietro uno zappaterra e Grillo un venditore di pomate per calli. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto La Lega prendersi il produttivo e ricco nord, Berlusconi diventare il premier più duraturo della Repubblica, Di Pietro rafforzare il potere dei magistrati e Grillo respingere altezzoso le avances di un Bersani genuflesso.

Ancora loro, indefessi ed esonerati da ogni vergogna, ci hanno indicato la luna della moralità, la luna di “mani pulite”, una grande, epocale svolta storica positiva. Noi abbiamo guardato il dito e… lo abbiamo visto sporcarsi di fango e sangue nel compiere rastrellamenti nelle lande nemiche. Abbiamo guardato il dito della “questione morale” e… abbiamo visto che a sinistra mangiano e rubano come e più dei democristi e dei socialisti della prima Repubblica.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” hanno attivato tutto il loro potenziale bellico indicandoci la luna come fosse la tana di “Belzebùsconi”, demonio capace di mutarsi in un “babau vampiro” da ammazzare conficcandogli un paletto nel cuore, per il nostro bene, per il bene del Paese, per il nostro futuro e quello dei nostri figli, per il prestigio internazionale di un intero popolo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto una ventennale “guerra civile”, un immobilismo politico da medio evo, una santa inquisizione con annessi, interminabili, ripetitivi, snervanti roghi mediatici. Solo la Storia potrà dare risposta a un inquietante quesito: “è stato più distruttivo il batterio berlusconiano oppure l’antibiotico antiberlusconiano???”.

“Sedicenti intellettuali…” i veri responsabili della disfatta e dello scolorimento della sinistra, ideatori e promotori di quelle linee guida che hanno anteposto la caccia all’uomo alla democratica competizione politica. Risultati ottenuti (altro dito): eutanasia del comunismo, un grottesco susseguirsi di segretari clonati, cittadini attempati che si sono messi a giocare al “girotondo”, movimenti femministi pro tempore, una armata Brancaleone chiamata governo Prodi, costosissimi processi farsa, un golpe e l’annichilimento della democrazia. A livello internazionale contiamo meno di una scartina a briscola, siamo il Paese più danneggiato dall’embargo alimentare Russo provocato dalle sanzioni imposte dalla Merkel, per non parlare di “mare nostrum” e della vicenda dei Marò, una VERGOGNA STORICA.

Saggezza imporrebbe repentina epurazione dei “sedicenti intellettuali della sinistra italiana” ma la saggezza nulla può contro i poteri forti, eggià, è proprio ai poteri forti che le amebe si sono appiccicate con potentissimi pseudopodi e incondizionato asservimento: “mamma comanda, sedicente intellettuale va e fa”. Quelli che un tempo si fregiavano essere “compagni incazzati duri e puri” con la maglietta del Che e l’eskimo verde, quelli che prendevano le manganellate dai celerini, tiravano le Molotov, difendevano gli operai e occupavano le scuole, hanno subito una metamorfosi. Oggi indossano abiti di Armani, “intellettualeggiano”, regatano a bordo di lussuosi velieri, giocano a golf, frequentano costosissimi circoli esclusivi e partecipano alle feste dell’alta borghesia fondendosi con “uommene schicche e femmene pittate”. Soprattutto fanno “lingua in bocca” con capitalisti e lupi mannari della finanza, gli odiatissimi nemici mortali di un tempo. La coerenza è un preservativo, le pellecchie mosce non ne fanno uso.

Avanti o popolo… alla ricossa…”, “sì ma… la riscossa rimandiamola a domani che stasera in un attico dei Parioli si cena a base di caviale Iraniano e Krug…”, “e il popolo?”, “il popolo guardi la luna, la luna, non il dito, mi raccomando”!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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La Mandrakata mancata…

non ci ho pensato

Le recenti primarie del PD, al pari di un circo che sbaracca, hanno lasciato sul terreno pozzanghere di lacrime clownesche restie a vaporizzarsi sotto flebili raggi di sole dicembrino. In pochi hanno compreso, colto, sfruttato una occasione più unica che rara, rivoltare come un calzino la politica Italiana, non mi riferisco certo al programma di Matteo Renzi, per certi versi anche apprezzabile nel suo dovuto populismo impiegatizio, quanto all’esser divenuto, probabilmente suo malgrado, un potenziale Armageddon capace di distruggere contemporaneamente il Berlusconismo e l’antiBerlusconismo.

Qualora fossero vere le teorie che archiviano il sindaco Fiorentino come un “nemico costruito” per consolidare la leadership di Bersani (cosa improbabile in quanto arzigogolo bisognoso di neuroni da Formula Uno), l’aver perso il suddetto treno sarebbe cosa ancor più biasimevole. La responsabilità non si annida nel loft della sinistra bensì nella incapacità strategica del centrodestra. Se gli elettori non tesserati del PDL si fossero recati nei gazebo del PD, diciamo in massa e fischiettando con indifferenza, consegnando a Renzi una vittoria “Bulgara” al primo turno, oggi ci troveremmo ad arieggiare locali umidi e ammuffiti chiusi da troppo tempo, all’apparire della luce gli scarafaggi sarebbero scappati in preda al panico.

Una nomina a premier della coalizione mancina, ottenuta dal giovane Matteo con un pesantissimo consenso plebiscitario, avrebbe prodotto una infinità di agrément positive nonché tracciato una nuova direttrice politica. La “rottamazione” dei boiardi e gli innovativi criteri gestionali, sarebbero stati un giusto corollario alla svolta più eclatante, per la prima volta dopo venti anni, l’Italia avrebbe avuto uno schieramento rosso-sbiadito NON attaccato alla flebo delle rancide logiche antiBerlusconiane, logiche che ci hanno imposto un medioevo politico, mediatico, giudiziario. La pregiudiziale anti-Arcore ha bloccato riforme, leggi e provvedimenti necessari, importanti, direi fondamentali per i cittadini ma negati perché ritenuti favorevoli al Cavaliere. Danneggiare tutti per colpirne uno.

La vittoria del Toscano si sarebbe tinta con i colori del cambiamento, se non altro a livello di concreta speranza, quel cambiamento promesso da tutti ma realizzato da nessuno. E’ assurdo, incredibile, stucchevole, constatare che il centrodestra non abbia avuto l’acume, la lungimiranza, l’ardire di trasformare Renzi in un cavallo di Troia per radere al suolo le torrette nemiche e porre fine ad un braccio di ferro ormai arrugginito, anchilosato. Si chiamano: “vittorie reali mascherate da finte sconfitte”.

Il trionfo di Bersani è un passo del gambero, l’Onorevole Sangiovese ha tenuto botta perché spalleggiato, inettitudine dei “doppiopettisti” in carpione della destra a parte, dai potentati politici incanutiti ben lontani dalla sazietà, i famigerati, tetri, inquietanti “apparati”. Pierluigi è una grottesca rivisitazione di Penelope, ammicca ma procrastina, tesse e sfilaccia, si trascina aspettando notizie dal fronte opposto, attende di sapere se Ulisse/Silvio torni oppure no, nel mentre i Proci Vendola, Di Pietro, Casini e new entry Montiane come Montezemolo (ma che abbiamo fatto di male per meritarci questo?), sculettano lascivamente e sgomitano per acchiappare l’ala di pollo rimasta sulla tavola. L’Italia del cambiamento può attendere, che fretta c’è??? D’Alema non ha ancora finito di pagare la barca e Rosy Bindi ha già ordinato il BMW nuovo, con che coscienza si vuole privare queste due personcine di cose così essenziali???

Matteo Renzi è un “Grillo” moderato, giovane, pulito, esposto in prima persona, il suo volto non è ancora stato scavato dai lineamenti porcini della cupidigia e dell’ingordigia, probabilmente un successo alle primarie lo avrebbe spedito direttamente a Palazzo Chigi e qualcosa si sarebbe smosso, anche in un centrodestra deBerlusconizzato che avrebbe avuto una onorevole chance per riorganizzarsi dagli scranni dell’opposizione. Lo scenario che si prospetta non è dei più allettanti, probabilmente (ma non è sicuro) Bersani vincerà le consultazioni primaverili ricompattando il fronte “anti”, Berlusconi raccencerà il suo, magari con la Lega, per continuare a difendersi e niente di niente cambierà, presumibilmente il movimento a cinque stelle piazzerà un nutrito drappello di esponenti alle Camere ma insufficiente per dare spallate definitive al “sistema”. Un governo di centrosinistra con questi soggetti non può, oggettivamente, portare a termine un mandato, tanto meno fare riforme storiche. Siamo ancora fermi sul ponte Tibetano, il vento non cessa, impossibile andare avanti, impossibile tornare indietro.

Presidente Silvio Berlusconi, se lo lasci dire, lei è un ingenuo, il fato le ha dato la possibilità di agevolare un avversario politico che nei suoi confronti non nutre livore nè rancore nè odio, cosa quasi impossibile a credersi, eppure lei non ne ha approfittato. Con tutto quello che le hanno vomitato addosso in quasi venti anni…!!! Fossi stato al suo posto, la Mandrakata di far vincere Renzi con i taciti voti del centrodestra l’avrei organizzata senza esitazione alcuna. Fare il dandy in mezzo agli sciacalli non conviene, per sopravvivere in quel cazzaio chiamato “politica” è d’uopo esser furbi come volpi, scaltri come faine e veloci come falchi. Azz… mi complimento con me stesso per la vena animalista che mi ha colto, è che quando parlo di certi argomenti non riesco a non pensare alle bestie, senza nessun intento di offendere la dignità di quelle vere, sia chiaro.

Tullio Antimo da Scruovolo