Chi è contro la pena di morte???

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La pena di morte, una “extrema ratio” che crea schieramenti contrapposti non sempre forieri di convincenti argomentazioni. Ragioniamoci sopra.

Una stranezza che rilevo da sempre, non solo sul web… i nemici più agguerriti della pena capitale sono, quasi tutti, convinti e accaniti sostenitori dell’aborto. Presupposto base: il feto è vita. In Italia si pratica l’aborto selettivo, no, non quello di genere tanto in voga a Pechino e dintorni, mi riferisco all’aborto che seleziona la qualità del nascituro, quello che consente di eliminare feti che potrebbero trasformarsi in bambini handicappati. Chiamiamo le cose con il loro nome, un aborto di questa natura uccide, di fatto, un problema, un fastidio, un disagio, un pesante condizionamento futuro. Domanda: “come è possibile considerare questa pratica una conquista civile e, nel frattempo, definire incivile l’eliminazione di un individuo che ha seminato morte, disagi e sofferenze condizionando pesantemente la vita di intere famiglie, se non della società tutta???” E’ morale e civile negare la vita a un bimbo problematico ma è amorale e incivile interromperla a coloro che hanno distribuito morte a man bassa??? Se il diritto alla vita è inalienabile deve esserlo sempre, nel momento in cui si diversificano le interpretazioni ci si addentra in un ginepraio di contraddizioni. Mi lascia perplesso chi osteggia la pena capitale difendendo l’aborto selettivo ma non per una questione etica, attenzione, trattasi di una cartina al tornasole culturalmente preoccupante. Il doppiopesismo è la negazione dei diritti e della libertà, aborto, eutanasia e pena di morte sono sullo stesso piano, sempre non si voglia distinguere tra soluzione privata e collettiva, sarebbe un clamoroso harakiri.

La pena di morte evoca fantasmi come “vendetta”, “Stato killer”, “sopraffazione”, “violazione dei diritti umani”, “dittature” e via discorrendo. Non si ha paura di questa soluzione estrema in quanto tale, si ha paura di ciò che rappresenta, la legittimazione di un potere assoluto riconosciuto solo a Dio dai credenti, un timore spesso intinto nelle ideologie rese obsolete dallo sfrecciare della storia. Perché non provare a considerarla, anche solo per un istante e in totale serenità, come una “amara medicina sociale”, una “legittima difesa razionale”, la “eliminazione di cellule malate” pericolosissime per il bene comune. Le associazioni “contro” come “nessuno tocchi caino” hanno una visione unilaterale, faziosa, non di rado politicizzata, su quale logica accettabile e condivisibile si fonda l’impalcatura che mira a proteggere chi sbaglia a discapito di chi è nel giusto??? Ho citato più volte casi gravissimi ma diffusi invitando a riflettere su un punto cardine: i dispensatori di morte ce l’hanno il diritto di rimanere in vita??? Gli scafisti che hanno ucciso centinaia di profughi gettandoli a mare senza pietà, ce l’hanno il diritto di continuare a vivere??? L’ergastolo non garantisce niente, un detenuto può tornare a uccidere anche durante la detenzione (è già successo), può evadere e riprendere ad ammazzare (è già successo), può tornare in libertà per falle burocratiche o idiota clemenza e assassinare nuovamente (è già successo). Quale strato della coscienza si ribella alla eliminazione fisica di un terrore reale???

La giustizia Italiana è la vergogna del continente, la più costosa e la più inefficiente, questo è un Stato che ha ceduto pezzi di territorio alle mafie, è uno Stato in cui la certezza della pena è una utopia, è uno Stato che scarcera assassini, non è in grado di risolvere omicidi comuni, non garantisce alcuna sicurezza ai cittadini, non ha nessuna competenza investigativa, se la magistratura italiana non puntasse sulla delazione e sulle intercettazioni, le carceri sarebbe vuote ma questo lo si è detto più volte. La vera INCIVILTA’ consiste nel tenere liberi, protetti e stipendiati come manager soggetti che hanno compiuto mattanze, pendagli da forca che se la spassano a spese dei contribuenti. La vera INCIVILTA’ consiste nel pagare le tasse per far fare la bella vita chi ha ammazzato un figlio, un amico, un parente. La giustizia Italiana non necessita di inutili e blande riforme, servirebbe un ripensamento radicale dell’apparato, una struttura ex-novo elaborata ad hoc, finalizzata a porre fine a questa incivile indecenza, una giustizia in grado di garantire serenità ai cittadini onesti. Siamo poi così sicuri che in una ipotetica nuova macchina giudiziaria la pena di morte sarebbe un abominio???

Ho letto in giro riflessioni sul cosa possa passare per la testa di un boia pronto ad azionare la leva o di un condannato in procinto di morire, mi sono posto spesso questa domanda, me la sono posta e me la pongo anche quando i tg mandano in onda filmati in cui si vede il mirino di un aereo centrare l’obiettivo e poi far fuoco, magari su una scuola, su un ospedale… cosa pensa quel pilota nel momento in cui pigia il pulsante rosso??? Cosa pensa un killer della mafia che si appresta a compiere il suo 80° omicidio??? Cosa pensa una donna che si ritrova di fronte il suo aguzzino armato, magari scarcerato da un giudice “comprensivo”, pronto ad ucciderla??? Cosa hanno pensato prima di morire le vittime di Kaboto??? Ho colto anche considerazioni sulla evoluzione della pena di morte, dalla ghigliottina e dalle forche pubbliche si è approdati alle più discrete iniezioni letali, anche questo è vero ma è altrettanto vero che pure le società si sono evolute solo tecnologicamente e non civilmente. La situazione è peggiorata raggiungendo livelli non più sopportabili, nei tempi andati non si uccideva con la naturalezza attuale, non si conviveva con la barbarie attuale, i notiziari di cronaca non erano veri e propri bollettini di guerra come quelli attuali.

Non sono certo sul potere deterrente della pena capitale ma penso che un cambio di prospettiva possa incidere, un conto è sparare sapendo di ritrovarsi libero dopo poco tempo e un conto è premere il grilletto immaginandosi sulla sedia elettrica. Un dato statistico la dice lunga, anche i delinquenti dediti a droghe, alcol o comunque fuori di testa, tendono a non toccare il culo dei mammasantissima, consci, pur nel loro delirio, di finire in pasto ai porci. Evidentemente quando si ha una paura fottuta di morire il cervello si attiva. In Italia la pena di morte non c’è e non ci sarà MAI fin quando reggerà un barlume di finta democrazia, cosa che non ci impedisce di parlarne né di formulare ipotesi, anche per capire meglio le motivazioni dei contrari sperando escano da concezioni prestampate. In rete ho trovato un sondaggio, il 58% degli Italiani si dichiara favorevole, una valida motivazione per approfondire.

Noi Italiani non eleggiamo i giudici, non firmiamo loro deleghe, nemmeno veniamo consultati dal legislatore ma tutte le sentenze vengono emesse IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, espressione ipocrita che evidenzia quanto i diritti dei cittadini si fondino sulla forma e non sulla sostanza, questo è uno slogan, se lo aggiungiamo all’altro… IN NOME DEL POPOLO ITALIANO NESSUNO TOCCHI CAINO, abbiamo gettato le basi per una società anarchica, non anarchia intesa come libertà bensì anarchia intesa come “logica del più forte”.

Vado a terminare riportando una domanda che ci accomuna: “che fare???”, pagherei profumatamente per avere in tasca una risposta illuminata in grado di fare scuola e risolvere il problema giustizia. Non basta portare una goccia a testa, non basta diffondere le nostre idee nei piccoli universi che gestiamo, purtroppo non basta. Qualche certezza credo comunque di averla: A) non possiamo immaginare una società futura migliore se non ci adoperiamo per rinvigorire alcuni valori nelle nuove generazioni, B) non approderemo mai a niente di buono se continuiamo a privilegiare i pochi danneggiando i tanti, C) chi sbaglia deve pagare un prezzo CONSONO ai disastri provocati, D) scrolliamoci di dosso l‘immenso carico di ipocrisia buonista e tollerante spingendo chi di dovere a rivedere la scala delle priorità sociali.

E’ irragionevole (eufemismo) pretendere una società fatta di soli diritti e indulgenza, è altresì irragionevole (sempre eufemismo) continuare a scaricare sulla società le responsabilità dei singoli, un alibi che non regge più.

Il primo male da combattere è questo: “ma alla fine… è appena uscito i-phone 6, i selfie vengono meglio… chissenefrega di tutto il resto…!!!”

Tullio Antimo da Scruovolo

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Chi ha incastrato Giacinto Canzona???

Il tizio con la faccia da fauno raffigurato nella foto sopra riportata è l’ennesimo “italian fox” smascherato da “striscia la notizia”, il suo sguardo “da punta” è dovuto ad una patologia molto diffusa comunemente chiamata insonnia, anziché riposare membra e mente per rigenerare la serotonina, preferisce utilizzare il silenzio delle tenebre come musa ispiratrice al fine di fecondare e partorire “bufale” da inoltrare alle agenzie di stampa col divenir dell’alba…

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