Vivere ai tempi del Coronavirus…

Dagli Appennini alle Ande un solo grido si espande: “anche il più dotto pare ignorante!”

Biblico flagello che ha marcato e continua a marcare l’incapacità di distinguere la competenza dal pressappochismo, la lungimiranza dal tacconare maldestramente l’immediato e l’abilità gestionale/organizzativa dal tirare a indovinare. Nei talk, in rete e sui media, scienziati, luminari, sapientoni, virologi, infettivologi, fantini del nulla ed esperti in riti apotropaici, cantano a cappella “verità”, “soluzioni” e “profezie” di opposto registro rasentando risse di biscardiana memoria. Quando un argomento monopolizza totalmente la comunicazione, per mantenere lo share a livelli commercialmente appetibili, occorre ingaggiare giocolieri capaci di annodare la linea che divide la scienza dalla fantascienza. All’appello mancano le quartine di Nostradamus, le congiunzioni astrali, il mago Otelma, i sette Chakra per raggiungere il Nirvana, l’unguento magico della nonna, gli Alieni e il cambiamento climatico. Nel mentre si continua a crepare urlando un inascoltato e straziante: “perché?”, domanda alla quale nessuno risponderà mai in modo credibile ed esaustivo. C’è qualcosa di tetro, inquietante, ambiguamente macabro negli occhi e nella voce degli speaker che con magno gaudio annunciano: “la situazione migliora, oggi ne sono morti solo trecento!”

Il celeberrimo testo di Totò: “La Livella” (la morte rende tutti uguali), è condivisibile solo parzialmente. Trapassare causa attentato, calamità naturale, disastro aereo e/o in guerra, significa scolpire il proprio nome su una lapide che in futuro qualcuno (forse) commemorerà periodicamente, magari con tanto di banda musicale, autorità in ghingheri, fumanti paioli di polenta e fiaschi di sangiovese. Andarsene all’altro mondo uccisi da un virus “made in China” vuol dire assuefare gli scampati a lutti concettualmente distanti, subdole morti che si integrano nel quotidiano fino a “normalizzarsi”. Niente colpi di katana inferti alla sensibilità collettiva, non un evento circostanziato capace di pizzicare milioni di coscienze contemporaneamente, nessuna escursione nei labirinti emotivi, non un luogo simbolo da trasformare in meta di pellegrinaggio né una data “fosforo”, niente totem, niente di niente. A tantissimi di questi sventurati è stato negato anche il funerale, per quanto formale pur sempre un rito che consente di accomiatarsi dal mondo con una pennellata di dignità.

Plauso doveroso agli Italiani che hanno rispettato le consegne, intendo il “lockdown”, arresti domiciliari alleggeriti da qualche deroga per garantire la sopravvivenza, immancabili le fisiologiche sacche di disubbidienza. I cervelli umani sono come i pezzi prodotti da uno stampo in trafila, ogni tot ne viene uno di scarto. L’ammirevole e stoica resilienza non è certo dovuta, se non in minima parte, alla improvvisa esplosione di un inaspettato senso civico da Guinness, nooooooooo…! Tutta questa serena rassegnazione, accettazione e pazienza la si deve soprattutto a internet e derivati come webcam, videoconferenze, chat, wapp, social, piattaforme varie e tutta una serie di servizi e app che la quarantena ha capillarmente diffuso. “Toglieteci tutto, pure la libertà ma non il web”. Fossimo costretti a stare in casa senza pc né tablet né smart, insomma, senza la rete, isteria di massa, tafferugli e gesti inconsulti sarebbero all’ordine del giorno. La dipendenza dalla tecnologia drogante è diventata socialmente strutturale, anche gli ultimi baluardi sono stati abbattuti.

Le grandi tragedie collettive sono solite, nel loro nefasto passaggio, disseminare una lunga scia di piccoli e grandi drammi personali. Choderlos De Laclos: “com’è tipico del tuo cuore perverso desiderare solo quello che non può avere”, estendendolo alle linee comportamentali imposte dal “lockdown”, l’aforisma è calzante. Tendiamo a valorizzare le cose quando le perdiamo o ce le tolgono/proibiscono, tutto sommato, un periodo di privazioni e rinunce per molti potrebbe essere una educativa iniezione di priorità e realismo. Tra quelli rimasti in salute vi è una categoria particolarmente penalizzata, gli “amanti clandestini”, unici a non avere sbocchi a basso rischio e non mi riferisco di certo al virus. Per arzigogolare tracciati e percorsi “massonici” che portino a un rendez-vous segreto vincente, ci vorrebbero teste da giallisti oppure campioni di sudoku ma è pur vero che quando la carne arde di desiderio l’ingegno si aguzza e l’incoscienza si inturgidisce.

Coronavirus “fase 2”… Un crogiolo di norme squinternate che potremmo definire: “nebbia & folclore”, una su tutte, il ripristino dei funerali ma con un massimo di quindici partecipanti, non è dato sapere a quale “congiunto” tocchi l’infame incombenza di stilare l’elenco. Stato, Regioni e Comuni viaggiano su treni diversi diretti verso mete diverse, domanda, una tra le tante: “trattare Calabria (infettati prossimi allo zero) e Lombardia (record di infettati e decessi) con gli stessi criteri è democrazia applicata oppure ignoranza politica?” Una delle frasi più ricorrenti nelle ultime settimane: “niente sarà più come prima”, suona quasi come un anatema. Presto o tardi un vaccino salterà fuori e torneremo all’apparente normalità, in quel momento ci renderemo veramente conto del disastro reale provocato dal virus, non solo in termini di vite umane.

Tullio Antimo da Scruovolo

218 pensieri su “Vivere ai tempi del Coronavirus…

  1. Mi chiedevo proprio ieri che fine avessi fatto… .come accade spesso concordo su tutto tranne forse sull’uso del web, io sto lavorando in smart working dal 12 marzo, tranne questo sul web ci sono quasi meno di prima, ma io sono un po’ anomala….la cosa non mi sorprende.
    Penso anch’io che ancora non ci si sia reso conto della realtà della situazione, lo scopriremo vivendo..come dice una canzone… almeno si spera 😏
    Ciao a presto!

  2. Tutto il discorso non può essere che condivisibile 👍
    Giustamente, prima del virus ognuno stava per i fatti suoi e non c’era tutto questo dialogo in famiglia, ma solo ora sembra che tutti sentano la mancanza di abbracci e carezze… ma davvero erano così presenti prima?
    Una cosa che però mi domando, riguardo il vaccino, è: se il virus si dice sia mutabile, come si troverà mai un vaccino?

  3. Ciao Tullio e bentornato, spero tu stia bene.
    La situazione è caotica, ma non solo in Italia, per cui non me la sento di dare colpe specifiche ai nostri governanti, che ovviamente si sono trovati davanti ad una situazione mai vissuta precedentemente.
    Belli i funerali da 15 persone, bisognerebbe fare sempre così anche in futuro.
    Ognuno sceglie 15 nomi, e sotto di essi una decina come “sostituti”, nel caso di morte prematura di uni dei 15, o impossibilità comprovata.

    • bentornato a te carissimo,
      in effetti questo virus ha destabilizzato un po’ tutti i governi coinvolti ma credo che alcune peculiarità siano tipicamente italiane, a cominciare dalle minchiate sparate in tv da alcuni famosi virologi per finire alle cangianti e fumose normative. Truffe e speculazioni, promesse a vanvera e congetture campate all’aria… insomma, niente di nuovo.

      Dopo centinaia di migliaia di infettati e quasi 30.000 morti… sono arrivate le mascherine, chapeau per la tempistica

      l’idea del toto-funerale non è male, si potrebbe ipotizzare anche una vendita a pacchetto per gli amanti del genere, ogni dieci uno gratis 😀

  4. Caro Tads bello e’,come sempre, vederti .Si perché immaginare e sognare e sperare attraverso i fiumi ,oceani di parole che sono state scritti e postati e mandati in onda sull invisibile nemico della nostra spensieratezza nazionale e’ciò che ci rimane . Non so se per fortuna o meno l uomo ( o la donna) ha mediamente la memoria di un pesce rosso . Un giorno diremo ti ricordi? Sperando di avere ancora affetti un lavoro è una rinnovata leggerezza innocua fino al successivo dramma.Il mio sentiment e’esser pronta a comprendere ,giustificare più la debolezza la paura o l insofferenza di alcuni che non il vociare arrogante malsano equivoco e dannoso di chi per ruolo dovuto o voluto , dovrebbe dirigere sostenere e aiutare tutti noi a comprendere al meglio ciò che accade . Questi li murerei con il covid 19 in una stanza senza uscite . 😜

    • Ciao Ariel, grazie per il complimento,

      hai scritto:
      “.Il mio sentiment e’ esser pronta a comprendere ,giustificare più la debolezza la paura o l insofferenza di alcuni che non il vociare arrogante malsano equivoco e dannoso di chi per ruolo dovuto o voluto , dovrebbe dirigere sostenere e aiutare tutti noi a comprendere al meglio ciò che accade

      niente da aggiungere a questa profonda e condivisa riflessione

      dici bene, le persone dimenticano, lo fanno sempre in contemporanea con l’apparizione dell’arcobaleno dopo un disastro, in fondo è facile rimuovere una cosa che non tocca direttamente. Molti passeranno il tempo a raccontare ai posteri l’aneddotica della quarantena, posteri che fingeranno interesse guardando l’orologio. Cara mia, è il copione della vita 😉

    • Non ne sarei tanto sicura, temo che il covid19 troverebbe il modo di uscire e fuggire lontano, spaventato da tanta cialtroneria. Anche per i virus c’è un limite alla sopportazione!

  5. “Stato, Regioni e Comuni viaggiano su treni diversi diretti verso mete diverse”

    è la cosa che mi è parsa più chiara di tutta questa vicenda… non che non lo fosse
    abbastanza anche prima ma di certo ora è impossibile non rendersene conto…
    forse oggi preoccupa più di ieri perchè la condivisione del vagone di questi treni
    è probabilmente più ampia di quanto lo sia stata in passato, il punto è
    secondo me, quanto questo possa rappresentare un problema e quanto invece un potenziale
    modello per il futuro di una cività che non è quella di un tempo, non poggia sugli stessi
    pilastri e nella quale questo virus ha semplicemente funzione di acceleratore globale.

    Sulla domanda Calbria Lombardia la risposta mi riesce abbastanza semplice, ignoranza politica
    senza ombra di dubbio, per altro si associa con la tesi espressa qualche riga sopra.

    Molto interessante il pensiero su una possibile quarantena senza web… verissimo quando da un
    lato questo web ci distrugga e quanto dall’altro ci salvi la vita… a seconda della giornata
    in cui intendiamo rifletterci su…

    Un grande piacere tornare a leggerti Tullio!

    • Buongiorno ragazzo, grazie per l’apprezzamento,

      la domanda “Lombardia/Calabria” se la stanno ponendo tutti gli Italiani intelligenti ma purtroppo a decidere saranno quelli che comandano, cioè gli ignoranti, per non parlare di malafede.

      L’Italia è un insieme di situazioni molto diverse tra loro su una infinità di fronti, questo lo sappiamo dal 480 dC, cioè dalla caduta dell’impero Romano. Invero lo sanno pure i politici ma allargare le maglie economiche Calabresi stringendo quelle Lombarde, Piemontesi e Venete, potrebbe creare un pericoloso precedente e soprattutto destabilizzare degli equilibri consolidati. Ormai sono decenni che si vive e si agisce al grido di “tutti uguali” ma è solo facciata.

      quarantena senza web? un film pulp, alla Quentin Tarantino 😀

  6. Caro Tads, bentornato 🙂
    Vivere ai tempi del Coronavirus significa vivere male. E’ una nuova esperienza che ci ha spiazzati. Il web, per quanto potente e consolatorio, non basta. Al di sopra di tutto sta l’inquietudine che non ci fa godere nemmeno di quel qualcosa di larvatamente positivo che questa situazione ha portato. Il disastro in termini di vite umane è palese, leggevo poco fa che in Italia c’è stato, a marzo 2020, un incremento di decessi del 49,4% rispetto a marzo 2019. Sono numeri chiari, indiscutibili. E non è ancora finita. Poi c’è già e ci sarà tutto il resto. L’ignoranza politica mi preoccupa, non mi sento al momento di addossare colpe al Presidente del Consiglio ma per tanti di maggioranza e di opposizione e a certi governatori regionali voterei per l’immediato espatrio a Burkina Faso.Idem per certi giornalisti…
    Penso che tra le categorie più penalizzate ci siano i bambini e i ragazzi che stanno dovendo rinunciare alla scuola che è l’eccellenza della socialità e gli anziani rimasti drammaticamente soli nel loro isolamento.
    Sai, da una quindicina di giorni ho ripreso a leggere; non riesco però con gli e-book, troppo PC con la DAD e tendo a fuggire da ogni altro schermo dopo il lavoro, quindi ho ripreso con i libri veri, con la carta. Chissà, magari presto riprenderò a scrivere con la penna…
    Voglio concludere con un pensiero strambo: fase 2, fase 3, fase 4…ci sarà ancora da soffrire ma se accadesse poi come nei vari dopoguerra, una crescita economica, sociale e culturale quasi miracolosa? C’è così tanta voglia di riprendere che appena possibile potremmo anche lanciarci a vivere pienamente ogni momento di vita.
    Un sorriso,
    Marirò

    • ciao Marirò, felice di rileggerti,

      la situazione politica è claudicante dalle ultime elezioni, governi attaccati con la sputazza impegnati solo a difendere le sedie e i privilegi, oddio, in questa triste circostanza non è che i nostri cervelli NON in fuga abbiano fatto sfoggio di conoscenze e competenze, tutt’altro.

      L’ipotesi di una rinascita dalle ceneri la condivido, ho volontariamente escluso il capoverso in merito per parlarne proprio nell’area commenti, certo dopo due mesi di “niente”, cibo a parte, potrebbe esserci una esplosione tipo anni ’60. Le iniezioni economiche dovrebbero essere strutturali ma potrebbe anche andare in porto il ventilato nuovo piano Marshall, questo problema non è solo nostro, il crollo del PIL riguarda quasi tutto l’occidente e non solo. Un quadro triste che però fa ben sperare.

      Concordo con te sui più penalizzati, i ragazzi perdono un anno e gli anziani costretti a star soli non stanno certo bene ma queste sono perdite definitive, non recuperabili

      un abbraccio

      • La Lombardia mi pare abbia già approvato il SUO piano Marshall, beati loro che hanno i soldi, che un Marshall parta dall’Europa per tutta la UE e quindi tutta l’Italia mi pare poco probabile. 70 anni fa furono gli Stati Uniti ma adesso? La Cina? Potrebbe accadere, già sussurrato, ma, ma, ma….immagina cosa avverrebbe a livello politico mondiale…l’espansione cinese sarebbe sempre più marcata.
        Stai pensando anche tu a quell’ “ipotetico incidente” di laboratorio? Chiuderebbe un cerchio… Da brividi, da brividi!

        • la situazione è anomala, il problema è collettivo, non siamo nel 2011 (pochi stati poveri e tanti ricchi), se crolla la produzione industriale del 50% e relativamente il PIL in mezza Europa… nel baratro ci andiamo tutti, anche i ricchi tedeschi e gli stronzi olandesi.
          è una strada forzata, il problema è che si allarga il buco, per evitarlo ci vorrebbe un Marshall internos 😀

          questo virus da qualche parte è uscito, forse la verità vera non la sapremo mai ma anche sì, tutti gli errori commessi dall’inizio non possono essere solo sviste in buonafede. Quando si inizia a nascondere, mentire, occultare, disinformare… il marcio c’è, è una certezza.

            • ciao Ars,
              ogni tanto Becchi lo leggo anche io, non sempre condivido ma a volte ci prende, ho la sensazione, sempre più forte, si sia ancora molto lontani dal mettere la parola fine a questa faccenda. Sulla salute, sulla pandemia… passeremo ancora qualche guaio, soprattutto causa deficienza collettiva, sul disastro economico, ci vorranno 30anni come minimo per venirne fuori.

  7. Tads caro che bello leggerti, come stai? Condivido il tuo pensiero sul web, spero che troveranno una cura o un vaccino nel frattempo lavoro nel mio orticello, un abbraccio grande, 🙂

  8. “…i cervelli umani sono come i pezzi prodotti da uno stampo in trafila, ogni tot ne viene uno di scarto…”

    Zio TADS, quanto tempo!! Spero tu stia bene. Come al solito riappari sganciando una delle tue grandiose bombe all’idrogeno, che condivido parola per parola, a parte il pezzo sopra (ma sono cattivo io). Non è che lo stampino ultimamente è danneggiato, ed ogni tot di cervelli bacati, ne esce qualcuno buono?? 😂
    Un abbraccio e spero la quarantena sia andata bene!! 🙃

    • Ciao ragazzo, sei diventato padre? 😉

      hai ragione, ogni tot ne viene uno buono, è realismo, non cattiveria 😀

      quarantena noiosa ma sono sopravvissuto, tu che hai fatto?

      • Sono padre da parecchio tempo (9 anni). A volte temo anche, venga a bussarmi qualcuno/a a casa, come nei più consumati cliché del cinema!! 😂😂😂 (dai scherzo!!)

        Non ho sofferto questa quarantena, poiché continuando a lavorare, per me è cambiato ben poco. Mi ritengo un fortunato. Ma lo diciamo a voce bassa che la sfiga è sempre in agguato. 🤷🏻‍♂️
        Sono contento di rileggerti e soprattutto che tu stia bene.

        Ad maiora amico mio!! 😊

  9. questa emergenza e’ servita a consolidare la nostra grande immaginificita’ agli occhi del mondo intero. In percentuale sui residenti abbiamo il maggior numero di morti, appaiati ora dagli ottimisti inglesi. Credo che avessero ragione la culona e il francesino a fare il sorrisetto e c’e’ ancora gente che e’ sicura che la grana arrivera’ prima o poi.
    Grazie alle chiachiere nei grandi match televisivi alcuni partiti son saliti, altri scesi, ed il mio partito degli under 70.000 come sempre ignorato

  10. A volte ritornano 😀 Devo ammettere che lo scenario di una quarantena senza internet delinea un fenomeno sociologico veramente interessante come trovo interessante i risultati del terrorismo mediatico alimentato dai media (mi rifiuto ormai di parlare di testate giornalistiche) che ormai ha ampiamente sconfinato nel cieco ed irragionevole terrore. A fianco a questo metterei un’altra casistica degna di studio e cioè quella dei catastrofisti che a loro volta potrei distinguere tra i “catastrofisti verso gli altri” (quelli per capirci che aspettano il disastro in altre nazioni per poter plaudere le nostre prigioni) e i catastrofisti generici tra cui quelli che stanno attendendo con ansia il disastro di questo inizio di fase due. Preferisco invece non pronunciarmi sull’operato della classe dirigente non solo per quanto riguarda la situazione “inaspettata” ma soprattutto per la mancanza di serietà dimostrata, e meno ancora per quanto riguarda le dimostrazioni di egocentrismo dimostrate da tanti esperti o presunti tali.

    • il catastrofista è una macchietta da avanspettacolo che, tutto sommato, non provoca danni oltre a qualche sgrat sgrat scaramantico. Ci sono poi quelli patologici, esistevano già ai tempi del Colosseo, individui che auspicano tragedie ovunque, anche questi sono innocui. Fanno paura gli ottimisti, quelli che sminuiscono i rischi o addirittura li negano, come ha fatto Burioni a febbraio dicendo in tv che il Coronavirus non era un rischio per l’Italia. Sui “personaggi” mediatici ho già esternato nel primo capoverso, comunque la colpa è di chi li ospita e dà loro spazio, magari pure il gettone.
      Questo Paese viaggia a problematiche dinamiche e mai strutturali, in certi periodi siamo tutti esperti climatici, in altri tutti cuochi, in altri ancora tutti virologi, nutrizionisti, geologi, ecc. ecc. due cliccate su google e si diventa scienziati, i più audaci vanno pure in tv.

  11. Sei sicuro che ce ne renderemo conto? 🙂 L’umanità è nota per dimenticare in fretta, per – attraverso assuefazione e abitudine – rendere cio’ che un tempo appariva assurdità, normalità. Una sindrome di Stoccolma che ha l’ironia che Stoccolma è l’unica a non averla fatta (folli).
    Io sono ormai così abituato alla mascherina che continuo a indossarla perfino in larghi spazi all’aperto dove non c’è nessuno. Pensa te.
    Personalmente c’è un’immagino simbolo che non potro’ dimenticare: la colonna di camion militari pieni di bare. Forse faro’ fatica anche per l’incredibile impreparazione e sottovalutazione dei tanto avanzati popoli occidentali… 😐 Sì… anche questa faro’ fatica a dimenticare.
    http://www.wolfghost.com

    • se ti riferisci alla frase finale del post sì, ne sono sicurissimo, anche perché i disastri di cui parlo sono di natura economica, fidati che questo Stato riuscirà a non farceli dimenticare, tutt’altro 😀

  12. Ciao Tads, le tue riflessioni sono sempre esaustive. Direi che informano, divertono e denunciano, allo stesso tempo.
    “Toglieteci tutto, pure la libertà ma non il web”. Fossimo costretti a stare in casa senza pc né tablet né smart, insomma, senza la rete, isteria di massa, tafferugli e gesti inconsulti sarebbero all’ordine del giorno. La dipendenza dalla tecnologia drogante è diventata socialmente strutturale, anche gli ultimi baluardi sono stati abbattuti ” Come potrei non essere d’accordo con te!! Ho l’impressione che l’uso di questi mezzi tecnologici, di cui oramai siamo succubi, ci stia sfuggendo di mano: crediamo di poterli controllare, ma sono loro che controllano noi; non li possediamo, ma ne siamo posseduti. Il coronavirus passerà…ma sara molto difficile debellare questi nuovi virus tecnologici. Molto più pericolosi del covid-19. Ciao carissimo e buona giornata

    • Grazie per le tue belle parole,
      hai perfettamente ragione, la tecnologia è riuscita a schiavizzarci al punto da renderci irrazionali, modificare la scala dei valori e perdere il senso della realtà. Esattamente come quei poveracci sfigati che si innamorano perdutamente di una donna fatale (per fortuna non tutti, sia chiaro) 🙂

  13. Analisi impeccabile… con tutti i “se” e tutti i “ma” del caso. Non si tratta però di osservare i peli del naso in tutte le scelte fatte. Credo che questo governo di impreparati, alla stregua di tutti gli altri sbeffeggianti impreparati governi, sia stato il meno impreparato di tutti, comportandosi con il rigore la competenza e le serietà che serve contro un nemico che non si vede e quindi che non sai come combattere… un po’ come il terrorismo se ricordi… non sapevi mai da quale parte avrebbe colpito la seconda volta. Chiaro che in tutto questo l’opposizione solleva accuse, proteste, ipotesi di reato, denunce contro chi ha operato. Questo governo ha, quanto meno dimostrato al paese intero, di essere serio ed affidabile anche se non competente al massimo. Ma quale governo lo è stato? Gran Bretagna? Francia? Spagna?… Non bisogna farsi shampare dalle urla dei fruttaroli d’opposizione… bisogna guardare i fatti ed essere consapevoli che la perfezione non esiste ma che questa volta, in una situazione emergenziale mondiale, siamo stati ben garantiti… sotto tanti punti di vista… poi avojia a cavalcare l’onda che spacciatori, lavoratori a nero, ladri, zingari e furbi del terzo millennio non hanno ricevuto alcun sussidio… la morale e la coscienza non si comprano al mercato!!!

    • ho la sensazione tu abbia male interpretato il mio post, nella sostanza io non attacco il governo, non in modo da meritare una risposta come la tua. Metto in evidenza il baraccone televisivo, diciamo mediatico che ha dato spazio a personaggi spacciati per esperti avveduti che si sono rivelati essere pericolosi cazzari, vedi Burioni.

      Questo virus ha messo in ginocchio un po’ tutti i governi ma credo solo quello Italiano abbia impiegato una settimana per chiarire il concetto di “congiunto”, credo solo quello Italiano abbia messo in libertà un esercito di pericolosissimi mafiosi, credo solo quello Italiano si sia preoccupato delle mascherine dopo 30.000 morti e centinaia di migliaia di infettati, credo solo quello Italiano abbia dato vita a una dozzina, forse più, di costosi comitati anti virus… potrei proseguire per ore.

      tanto per capirci, non voto dal 1992, non ho mai avuto una tessera di partito in tasca e non ho mai consentito a nessuna ideologia di sciacquarmi il cervello, tanto meno ai vari “Antonio La Trippa” di qualsivoglia fronte che si sono succeduti negli ultimi decenni.

      hai scritto: “bisogna guardare i fatti ed essere consapevoli che la perfezione non esiste ma che questa volta, in una situazione emergenziale mondiale, siamo stati ben garantiti”…
      Ti ricordo che per numero di infettati e morti siamo il terzo Paese al mondo dopo USA e UK. quel “ben garantiti” lo rivedrei con più freddezza analitica.

      è sempre un piacere dialogare con te.

      • Giammai… volevo sostenere la validità operativa di intenti e di impegno del Governo in questa vicenda catastrofica… ben garantiti era in riferimento a quanto non avrebbero fatto altri che si tacciano di più navigate strade. Insomma a ragion di popolo questo doveva essere un mandato di impreparati e poltronari… a me non è sembrato assolutamente. Credo abbiano dato il massimo della serietà che si richiede al caso… meglio di altri paesi!

        • rispetto il tuo punto di vista, ci mancherebbe altro, ho una visione meno idilliaca ma non è un problema, questo governo ha fatto quello che ha potuto ma non mi pare il caso di idolatrare Conte & C. Io guardo i numeri e il caos che hanno caratterizzata la fase uno, vedremo la fase due.

  14. “Stato, Regioni e Comuni viaggiano su treni diversi diretti verso mete diverse”, questa è una cosa su cui mi è capitato di riflettere molto spesso nelle ultime settimane e, nella mia risicata conoscenza dei meccanismi politici, sono rimasta piuttosto basita. Basita perché stiamo perdendo un sacco di tempo utile dietro a queste schermaglie, piuttosto che a trovare soluzioni per i prossimi mesi di convivenza col coronavirus…

    • benvenuta nel mio blog,
      è sì un arzigogolo ma relativamente complicato, per non dire semplicissimo, da un punto di vista gestionale/politico il governo non può consentire alle regioni, nemmeno una, autonomie in merito alla questione Coronavirus.
      La cosa creerebbe un pericoloso precedente e scatenerebbe un ingestibile effetto domino, per quanto riguarda l’apertura differenziata delle maglie, è operazione fattibile solo in teoria per questioni di responsabilità.

  15. Non so se la frase: “non sarà più come prima”, alla fine risulterà calzante… La mia paura è che sarà peggio di prima, nel senso che tanti rimarranno così diffidenti degli altri da ampliare quelle regole del distanziamento sociale, in cui, saranno proprio le “classi” ha separarci.
    Se ne sono dette tante (troppe) su questa situazione, fino al punto che si sentiva parlare sempre del Covid19 e nient’altro. Una situazione insopportabile più del virus stesso, per fortuna che l’arrivo di Silvia Romano con il suo jibab, ha risollevato le coscienze verso i veri problemi della vita, riguardante mode, vestiario e religione, con un dibattito alla fine ripugnante, ma tant’è, qui da noi bisogna parlare anche del gatto della vicina e del colore della sua cacca, così almeno siamo contenti e via così… Ma se questo è un altro problema, anche complesso riguardante i rapimenti e chi li paga, rimane sempre incombente su di noi l’aura incombente del virus con tutte le sue conseguenze, economiche, politiche e sociali, e per i prossimi mesi, ne vedremo ancora delle belle. Poi ,si sa, pare che il problema principale è se far ripartire il campionato di Calcio, perché alla fine, di questo animaletto minuscolo, non frega niente a nessuno: quello che conta sono sempre i soldi e di come spillarli a noi poveri mortali. In fondo, come ha detto un poeta: “…ai posteri l’ardita sentenza…”
    Buona quarantena caro… (dai, é quasi finita)

    • bentornato barman,
      parlare h24 della stessa cosa, prima o poi, ci si rompe i coglioni, al punto da far diventare interessante anche una cacata di gatto. Purtroppo oltre 30.000 morti, centinaia di migliaia di infettati, un crollo del PIL da far accapponare la pelle, centinaia di migliaia di piccole e medie imprese destinate a chiudere. Un anno di scuola sostanzialmente perso e un futuro fatto di povertà e contrasti sociali da far rimpiangere il lockdown, il tutto intinto nella melma politica ravanata da incapaci e da “menti elette” da bar sport, non è una quisquilia. In una simile situazione la questione Silvia Romano diventa un diversivo, preparati… prima pubblicherà un libro e poi ci faranno un film, poi la fiction, appena ripristinata la presenza in studio degli ospiti ce la ritroveremo ovunque e strapperà applausi, guai a darle contro.

      Morti e disastri futuri a parte, mi spiace per le olimpiadi, tolto qualche “fenomeno” atleti non milionari che sputano sangue quattro anni per una performance di pochi minuti o secondi. Una vita intera concentrata su un evento, peccato. Del calcio poco mi cale.

  16. Ciao Zio… Il coronavirus… bel problema, mi ha fatto saltare il matrimonio, programmato da tempo e sognato da anni. Arrabbiata? Forse. Ma trattare la Calabria come la Lombardia è da ignoranti.

    • ma cosa mi dici… hai dovuto procrastinare le nozze per il virus? mi spiace tanto ma guarda l’aspetto positivo, hai più tempo per rifletterci 😉 🙂

      dici bene, paragonare la Calabria alla Lombardia è un grave errore, infatti se ne sono accorti e pare abbiano cambiato registro, la “libertà” sarà valutata regione per regione, meno male.

  17. ….”niente sarà più come prima”…fino a che come dici tutto sarà molto peggio di prima.

    …dalle mie parti abbiamo vissuto in una “bolla catastrofica” per un mese abbondante. Tra sirene e campane da morto c’era da impazzire… Ti abitui?? no… non è possibile. Una mia amica si è comprata i tappi per le orecchie…. io non li sopporto.

    Si sono sviluppati certi tipi di rapporti, per poi accorgermi che poi basta che giri la boa e ci si dimentica, come i dolori del parto…. dicono perchè io non ci sono passata, ne ho visti altri…

    L’uomo è un essere fragile e ambiguo, opportunista e lottatore, complesso e scontato, tribolato e ironico, sconclusionato e testardo…

    di tutto un po’ tutti… così è. Ieri ho interagito con una che a primo viso ho reputato una “gatta morta” poi ho compreso che l’ho fatto solo perchè non la volevo in quel contesto, sicuramente è una donna in gamba, ma io ho i miei tempi, come credo la maggior parte di noi.

    Mi accorgo di vedere film, trasmissioni dove si diceva già “andrà tutto bene”…. perchè in effetti tutto era già stato detto tanto tempo fa…

    … come sempre vado fuori tema…ma era da un po’ che non ci si leggeva, magari soprassiedi.

    un sorriso e un abbraccio, che amo la carne anche in tempi di vegani.

    m.

    • le persone non cambiano mai causa percorsi esperienziali negativi bensì grazie alle tendenze, meglio se effimere e sparate da qualche influencer incanta allocchi, tanto per capirci, sono abbastanza convinto che milioni di Italiani perderanno l’idiota abitudine di salutarsi baciandosi a ogni incontro.

      Anche io sono convinto che niente sarà più come prima ma sul fronte economico, crisi e macelleria sociale che abbiamo vissuto sotto Monti/Fornero sarà robetta al confronto con la povertà che erediteremo da questo virus.

      andrà tutto bene? certo, per i ricchi in salute sicuramente 😀

      L’uomo è un essere fragile e ambiguo, opportunista e lottatore, complesso e scontato, tribolato e ironico, sconclusionato e testardo…
      dici? secondo me l’uomo è solo un agnellino convinto di essere un lupo.

      no problem per i fuori tema 😉

  18. ….come darti torto….

    a me delle “favole” raccontavano spesso quella dell’uomo nero che sarebbe venuto a prendermi…. perché ne combinavo assai….

    Lo sto ancora aspettando che ne avrei un paio da dirgli….
    😂😂😂

  19. Non so dire quasi nulla con “sufficiente” convinzione su quanto sta accadendo, sotto nessun profilo.
    E’ un’esperienza che io giudico attualmente ferma al punto zero, perché non raffrontabile con alcunché e io mi sento come quest’esperienza, ferma allo stesso punto, al punto zero.
    Oggi, in questa particolare situazione, io (una che del web non è mai stata schiava, una che non è mai stata su alcun tipo di chat, che nel tempo ha maturato una distanza sempre più invasiva, emotivamente invasiva intendo, rispetto al blog- che pure ho tenuto in vita per oltre dieci anni- e via discorrendo) mi sento di dire che il web ha salvato molti di noi, di certo quelli che lo hanno saputo usare in modalità “sana” e che così sapevano fare già prima, ma non solo quelli.
    Ti faccio un esempio: in questo periodo non avevo voglia di scrivere sul blog, mi sentivo fuori posto rispetto a quanto va accadendo e, a maggior ragione, non me la sentivo di scrivere riflessioni di tipo interiore/introverso…”interioversioni”, perché mi sarei sentita fuori posto rispetto all’urgenza della realtà. Ma, lo voglio sottolineare a scanso di equivoci, questa è una mia riflessione, anche molto legata e strettamente dipendente dal mio modo di essere e di rapportarmi con la realtà: di fatto, io sono un po’ soldatina, nel senso che di fronte alla realtà mi metto subito in riga.
    Allora, senza pronunciarmi su cose che non so giudicare, non per ora, ti racconto un fatto.
    In questo periodo il mio attuale blog, Sabina K, e quello in cui ho scritto anni fa, Tereza, sono stati oggetto di attacchi e tentativi di violazione dell’account da parte di un soggetto ben conosciuto, ma non per questo meno osceno e criminale, che va facendo polemiche assolutamente gratuite da anni uno che si incazza quando la gente gli dice che s’è stufata alla grande e lo mette alla porta…una mente fortemente compromessa, per dirla lieve e forbita.
    I suoi dati, relativamente al tentativo di violazione dell’account, mi sono stati segnalati dalla sicurezza di Google, confermandomi così che lo strano affollarsi di accessi al blog avvenuti il giorno prima, susseguitisi dal pomeriggio a notte fonda, altro non era che una prova di scasso. Stavolta ci ho fatto subito caso e mi sono allertata, prendendo le dovute contromisure ma, secondo me, era già successo altre volte, perché altre volte avevo notato un traffico eccessivo che partiva dagli IP dell’eroe…
    Ora, al di là del vomito che suscitano fatti come questo, sai qual è stata la mia riflessione?
    La prima: quest’individuo dimostra di essere perso alla causa della ragione, soprattutto per aver messo in atto tale oscenità e in un momento come questo, detto in sintesi dialettale: uno che “nun cià ‘n cazzo da pensà”.
    Persone come questa di cui ti ho raccontato sono davvero senza speranza, perché dimostrano di non avere più alcun rapporto con la realtà, neanche con la più drammatica delle realtà come questa che stiamo vivendo: continuano a farsi le solite seghe cerebrali (intellettuali mi pare troppo, perché segnala una possibilità di funzione, mentre qui è solo roba da contenuto- vai a vedere di che livello- di scatola cranica).
    Persone così continuano, questo caso ne è un esempio esemplare, a parlare sempre delle solite cose, delle loro” interioversioni”, con le modalità più malate e ripetitive, fossero pure stese a parlare dal letto di un ospedale (lo ha fatto, lo ha fatto…)
    Persone così, al di là di tutte le loro recriminazioni, lunghe un’intera vita (il loro ergastolo) non possono certo ricavare nulla di buono dallo stare in isolamento e con più tempo da dedicare al web, no, certo che no.
    Ma tutti gli altri?
    Quelli che hanno potuto lavorare da casa?
    Quelli che hanno potuto mantenere aperto un dialogo non superficiale con persone che non potevano vedere?
    Quelli che hanno ripreso il gusto e la memoria delle lettere scritte, sia pure in forma di mail , così tanto più vere di certe telefonate/chat e via discorrendo?
    Non so come saremo dopo.
    Forse dimenticheremo, inclini come siamo a mangiare e digerire qualunque cosa.
    Forse, almeno alcuni, non è detto pochi, ricorderanno per sempre e sapranno/capiranno di più.
    Forse, almeno alcuni, ma io spero tanti, riconsidereranno l’inutilità del superfluo di cui tutti ci circondiamo per attenuare il senso di vuoto che tante volte avvertiamo.
    Beninteso, la mia non è una predica morale, solo una riflessione, la mia e dunque limitata, parziale, ma, sinceramente, voglio sperare che le tracce di questa calamità rimangano, almeno peralcuni, come riflessione per un futuro lungo una vita…ed io non sono davvero una persona astrattamente ottimista, credimi!

    • buongiorno Sabina, bentornata da queste parti!

      Uso questo blog per fare delle riflessioni fuori rotta, da sempre, a volte in modo più marcato altre mantengo un registro soft ma la linea guida è quella di illuminare zone d’ombra che sfuggono a molti. Almeno provarci.

      Non ho dubbio alcuno sugli effetti positivi del web in tempi dl lockdown, attività ludiche, lavorative, sentimentali o di basica socializzazione che siano ma ciò che intendo nello stringato passaggio del post è di altra natura.

      Il Coronavirus ha colpito ovunque, non è un problema Italiano, ciò che lascia interdetti è il constatare come un “giocattolino” tecnologico sia riuscito ad ammansire, anestetizzare, intere popolazioni costrette al coprifuoco h24. Centinaia di milioni di individui sottoposti alla limitazione della libertà, si sono immersi, nella sostanza senza batter ciglio, in un universo virtuale che non a caso ho definito “drogante”.

      Personalmente non penso a quanto sia bello farsi una videochattata con figli, amici, parenti o amanti, fare la spesa on line, videoconferenze e tutto il resto. Personalmente (sia chiaro filosofeggiando a paranoie zero e guardando il mondo da un oblò) vivo questa tragedia come una sorta di prova generale, anteprima di quel che sarà il futuro dei posteri. Sempre più chiusi in casa, sempre più connessi e sempre più sconnessi dalla realtà, una realtà che andrà lentamente a morire. Scenario apocalittico? non è che nelle ultime settimane si siano viste cose molto diverse.

      Sono in rete da tanti anni, tantissimi, più di venti, come puoi vedere vivo la cosa con una certa parsimonia e senza assillo, in questo lungo periodo ne ho viste e lette di ogni. Ho perso almeno una dozzina di commentatrici (veramente belle persone, mi è spiaciuto molto) che hanno deciso di chiudere il blog piuttosto che sopportare lo/la scassaminchia di turno.

      Questi individui interrotti, irrisolti, pezzi di scarto, sono sempre esistiti, una volta usavano lettere e telefonate anonime, il pettegolezzo, stressavano in modo diverso ma rischiando, oggi sul web hanno vita facile e si moltiplicano come ratti. Magari la cosa migliore è tracciare una linea teorica di sopportazione, quando la superano denunciare.

      Ti auguro buona giornata

      • E io avevo compreso perfettamente quale fosse il tuo “angolo di visuale”, infatti il mio intervento, che potrebbe essere tranquillamente definito un’andata fuori tema, almeno parziale, non voleva essere altro che l’esposizione di un atteggiamento di estremo dubbio/incertezza sul da farsi/dirsi da parte mia, solo mia ovviamente.
        Hai perfettamente ragione sulla necessità di non sopportare oltre un certo limite le molestie virtuali, ché di molestie si tratta, ma anche su questa parte della mia risposta vorrei aggiungere, ripetendomi, che la riflessione finale è: le difficoltà non aiutano a migliorare chi è già perso alla ragione e alla realtà, intendendo con ragione e realtà due categorie molto più ampie e strutturate e complesse di quanto , comunemente, si intenda.
        Un salutone!
        😉

        • Sicuramente una simile situazione è humus per i roditori da web ma alla fine… siamo qui per dialogare su vari argomenti non per curare i predatori della serenità altrui. Nessuno mi paga per produrmi in percorsi psicanalitici né per esorcizzare i posseduti della piattaforma, non per tirchieria ma gratis faccio ben poco, per non dire niente.
          Comunque, cara Sabina, hai tutta la mia solidarietà 😉

          ricambio il saluto

  20. È un piacere ritrovarti, la blogosfera è sempre più landa deserta e io come te sospendo e poi ritorno con la speranza che ritorni almeno un parziale interesse. Questa pandemia ci ha colti impreparati e ha dato un sonoro schiaffo a tutti gli irrispettosi e sporcaccioni del pianeta, gli stessi che già stanno tornando a compiere scempi, ma qualcuno ha compreso e magari su quel qualcuno nascerà un mondo migliore. In questo periodo hanno spopolato i video consolatori e le false notizie, di tutto e di più, auguriamoci che non ci propinino un vaccino tossico stando a quanto si dice in giro, stando ai soliti interessi farmaceutici. Siamo sopravvissuti e occorre impegnarci per far funzionare le cose: i danni sono ingenti! Buona vita , caro amico, felicissima di averti riletto!
    Annamaria

    • ciao Annamaria,
      hai proprio ragione, in questo caos nessuno ha le idee chiare sul da farsi, speriamo qualche mente savia veramente competente e non malata di protagonismo tiri fuori dal cilindro il coniglio vincente ,)

      Dici bene mia cara, WP sta veramente diventando una landa desolata

      un abbraccio

  21. Ciao TADS! Il tuo post è molto critico e assolutamente condivisibile.
    Durante gli arresti domiciliari, nei social, si sprecavano i post mistici, “da questa pandemia ne usciremo cambiati “ oppure “ne usciremo migliorati”. Ma migliorati in cosa? Tutti bla bla.
    Personalmente sono molto vicina a tutte quelle categorie di lavoratori che hanno visto le proprie attività sgretolarsi in mille pezzettini. Auspico loro mille auguri per risalire, non certo per gli aiuti ricevuti ma per la loro buona volontà.

  22. È sempre affascinante leggerti. Metti tutti i puntini sulle i e i trattini sulle t.
    Io non mi sono annoiata un secondo, sempre rincorsa dai miei su cosa aggiungere alla spesa online. Li ho sequestrati in casa almeno due settimane prima del lockdown. Da perfetta dittatrice 😉
    Per ora siamo sani e salvi, compresa la mia carta di credito.

  23. Non credo che tu abbia tralasciato qualcosa, caro TADS, e anche quando sembrasse, lo avresti comunque messo tra le righe 🙂
    Condivido pienamente la tua disamina che mi è giunta un po’ anche come sfogo … ma d’altronde … come si fa a digerire tutto quanto ci viene propinato

  24. oooooooops m’è partito il commento 🙂
    Dicevo … non è che sia proprio facile adattarci così alle condizioni di vita che ci vengono improvvisamente imposte; perché di condizioni di vita si sta parlando, ecchediamine! Facile lo è ancor meno quando queste condizioni cqambiano di momento in momento, di uogo in luogo; e qui credo che l’ignoranza o l’intelligenza possano ben poco …
    L’Uomo, a mio avviso, la specie con la maggior capacità di adattamento, si vede spogliare, in molti casi, anche di questa virtù, e no! Non dal virus …
    Buon pomeriggio!!!!

    • concedimi due simpatiche obiezioni…

      “e qui credo che l’ignoranza o l’intelligenza possano ben poco …”
      sta proprio qui la sostanziale differenza, l’ignorante subisce l’intelligente capisce.

      “L’Uomo, a mio avviso, la specie con la maggior capacità di adattamento”
      forse è più giusto chiamarlo opportunismo 😉

  25. Ciao TADS, sappi che non mi è arrivato l’avviso di questo tuo blog. Per caso mi sono accorto del tuo nuovo scritto e, visto che molti hanno già commentato, evito di farlo io per non ripetere concetti già espressi da altri e che anch’io condivido. Solo un accenno al fatto che in questo periodo sono stato parecchio male: anche se non ho beccato il virus, me la sono vista davvero brutta per una tosse che mi ha tormentato per mesi e che mi ha tolto completamente il respiro. Mi ha salvato la vita una corsa al Pronto soccorso di Niguarda (una vera eccellenza!) dove mi hanno restituito un filo di respiro, quel tanto da potere dire di essere ancora vivo anche se non so per quanto ancora.
    Complimenti per la tua “resistenza” su WP.
    Un cordiale saluto.
    Nicola

    • ciao Nicola,
      mi spiace tantissimo per le tue disavventure sul fronte della salute, ti auguro di cuore di rimetterti in piena forma il prima possibile, deve essere stata una cosa seria, anzi, come dicono i medici. “severa”. Quando manca il respiro si ha veramente la sensazione di morire. Dai che è passata 😉

      sulle notifiche… WP ogni tanto fa le bizze, grazie per i complimenti ma, come vedi, ho diradato tantissimo la mia presenza

  26. Ciao Tads, bentornato! Pungente e dritto come un siluro, come sempre.
    Indubbiamente è una situazione che ci ha trovati tutti impreparati, governanti e governati, virologi e epidemiologi, scienziati e filosofi.
    Prendo in considerazione questa attenuante per tutte le sciocchezze e le contraddizioni che ci hanno propinato e, indubbiamente, i giornalisti ci hanno sguazzato sposando l’una e l’altra tesi.

    La mia riflessione è molto semplice, quella che spero abbiano fatto tutti, ovvero di quanto siamo granello in un ingranaggio che non riusciamo neanche a vedere, mi riferisco sia alla presunta, e non tanto improbabile, tesi che il virus sia stato creato in laboratorio, sia alla Natura che si riprende il suo “potere universale”.
    Parlando di natura, non intendo avvicinarmi a tesi mistiche, spiritualiste o religiose, ma semplicemente a una rivendicazione naturale, appunto, di ritmi, spazi, fenomeni che sono stati fortemente alterati dalla “gestione” umana degli ultimi cento anni.

    • ciao Marte, bentornata a te,
      Per come abbiamo trattato il mondo negli ultimi due secoli… la risposta è definibile ancora blanda, anche se penso questo sia solo l’inizio, i tempi della natura sono biblici e poco consoni alla frenesia che la modernità ci impone.

      I progressi della medicina annichiliscono la selezione naturale, cosa che provoca un progressivo indebolimento della specie ad ogni ricambio generazionale, questo rende tutti più vulnerabili, più sensibili, soprattutto nei confronti di epidemie e pandemie dovute a virus nati in laboratorio.

      Giusto ieri ho seguito un documentario che mi ha fatto riflettere, la natura non ha nessuna vena romantica e degli umani non gliene frega niente, fa il suo corso pronta a mutamenti necessari di qualsiasi portata, non ha fretta né scadenze, forse è questo che dovremmo meglio capire.

      • mi è piaciuta molto la tua risposta che mi trova perfettamente allineata.

        la ubris umana è stata dai tempi dei tempi una costante distruttiva.

        la presunzione del potere, la ricerca della ricchezza ad ogni costo, il benessere oversize , a tratti inutile, di cui ci siamo circondati, ci ha catapultato in una dimensione di all is possible producendo frustrazione e senso di inadeguatezza qualora un obiettivo indotto dallo status quo , non venga individualmente raggiunto.

        non mi ritengo immune da tutto questo, pur avendone consapevolezza, a volte cado in questa rete e ne vengo fuori a fatica, però più dannoso è essere nella “rete” e non rendersene conto.

        tu hai sottolineato il ruolo invasivo della tecnologia informatica, del prodotto social comunication, della ibridazione del proprio essere un mutante, una parte di noi è diventato il nostro avatar, la nostra immagine statica che ci sorride da facebook, instagram, wapp… sicuramente questo è un aspetto che lascia interdetti, direi ai posteri l’ardua sentenza, ma certamente in situazioni di chiusura fisica ha un ruolo che consente di limitare il senso claustrofobico che ne perviene.

        • condivido ma non credo ci sia bisogno di lasciare ai posteri l’ardua sentenza, il lockdown di sentenze ne ha già emesse fin troppe, la più preoccupante ci dice che la rete potrebbe sostituirsi a tutto, appagare ogni esigenza, anche sessuale. Ieri sera le Iene hanno mandato in onda un servizio sul come le escort si siano organizzate per fare sesso virtuale con i loro clienti.

          il coronavirus ha messo in scena, forse involontariamente ma anche no, le prove generali della farsa esistenziale che ci attende. Uscire il meno possibile consumando il più possibile on line, demolizione della socializzazione reale e cambiamento radicale delle esigenze.

          Preoccupante il monitoraggio totale dei consumi, questo blocco ha creato una banca dati che coinvolge miliardi di persone, un business colossale.

          • Mah…mio caro, io penso sempre che ogni cambiamento sia difficoltoso da attuare, molto difficile da capire nell’immediato e visto con diffidenza all’inizio.
            Probabilmente non sarai d’accordo con quello che andrò a dire.

            Da un po’ di anni ci sono i prodromi di questa immersione nella realtà virtuale, permettimi l’ossimoro, che ai giovani e giovanissimi non produce senso di alienazione ma solo un de factu alternativo alla realtà fisica.

            Io sono cerebrale nella mia concezione della vita, la potenza di proiezione della mente negli eventi e nei sentimenti può raggiungere un grado di sensibilità elevata tale da diventare corporea.
            Non mi meraviglia il sesso virtuale delle escort che tu citi, ci sono relazioni nate dal web e vissute a distanze anche sessualmente, il piacere si crea attraverso tutti gli organi di senso aggiunti alla forza della immaginazione, talvolta, è anche più intenso.

            La cosa che maggiormente apprezzo della rete, sin dal suo avvento, è questa biblioteca alessandrina che si ha a disposizione per ampliare le proprie conoscenze ed avventurarsi in campi multipli, cosa che nella vita reale sarebbe stato difficile riuscire a fare.
            Il tempo si dilata, puoi seguire tante cose contemporaneamente e riprenderle quando ne hai voglia.

            Penso che ci dovrà essere una riorganizzazione sociale che ribalti l’attuale scena: il web dovrebbe svolgere funzioni di lavoro, di studio, di acquisti, di informazione e la vita fisica, la chiamerei carnale, dovrebbe essere la parte ludica, passeggiare in un parco, andare al mare, in montagna, a cena con i propri cari…. Il cibo no eh!!! quello deve restare reale 🙂

            Non credo che la naturalezza di una vita fisica possa essere abbandonata dal genere umano.
            Questa stessa pandemia ne è stata la dimostrazione. Il bisogno di contatto si è andato delineando sempre più prepotente.

            Diciamo che, nonostante non sia più giovane, sono una potenziale mutante in un futuro prossimo di cui intravedo rischi e benefici.

            • non vorrei deluderti ma in linea generale sono abbastanza d’accordo con te, solo non parlerei di novità o cambiamento visto con diffidenza all’inizio. La rete esiste da oltre 20anni, i nativi digitali sono già all’università e i 90enni viaggiano col cellulare in tasca.

              più che attenzionare le reazioni dubbiose e diffidenti sulla innovazione tecnologica, mi soffermerei sulla assuefazione prodotta in larga scala dalla medesima, con tutti gli annessi e connessi

              Il sesso telefonico ed epistolare si faceva già mooooolto prima dell’avvento di internet, certo in video è cosa diversa ma questo è un argomento che solletica gli umani dalla notte dei tempi

              “: il web dovrebbe svolgere funzioni di lavoro, di studio, di acquisti, di informazione e la vita fisica, la chiamerei carnale, dovrebbe essere la parte ludica, passeggiare in un parco, andare al mare, in montagna, a cena con i propri cari…. Il cibo no eh!!! quello deve restare reale 🙂”
              sintesi perfetta 😉

              • Ohhh bello che sei d’accordo con me!

                L’assuefazione è in agguato per molte cose, una delle debolezze umane. Assuefazione e dipendenza sono due aspetti distruttivi perché non permettono più di avere il controllo sulla propria vita.
                Senza arrivare ad alcol, droga e cibo spazzatura, ci si può limitare anche alla TV!
                Il risveglio della coscienza serve proprio a rendersi consapevoli di questa deriva. Certamente il web ha in sé questo rischio.
                Non so se la mia si può definire una reazione comune, ma di certo sono stata pochissimo connessa, meno del solito e più dedita ad attività creative semplici. Il ronzio freddo dello schermo acuiva il mio senso di isolamento e la comunicazione era più mirata e priva di fronzoli

                Tu tocchi un altro punto molto interessante:
                “Tendiamo a valorizzare le cose quando le perdiamo o ce le tolgono/proibiscono, tutto sommato, un periodo di privazioni e rinunce per molti potrebbe essere una educativa iniezione di priorità e realismo”

                Devo dire, tornando all’argomento in discussione, che in questo periodo, per quanto mi riguarda, mi sono resa conto di quanto superfluo mi fossi circondata e di quante meno cose avessi realmente bisogno.
                Non mi limito alle cose materiali, ma anche alle persone.
                Ci sono state conoscenze che sono lentamente scemate dalla mia vita e non ne ho sentito affatto la mancanza.

                • lucida analisi mia cara, sono troppe le cose e le persone che riteniamo importanti senza che lo siano.
                  Tra il serio e il faceto… un lockdown (intendo senza morti, malati né catastrofi economiche) ogni tre anni farebbe bene allo spirito e alla mente di tante persone 🙂

                  • Totalmente d’accordo. Sarebbe una parentesi di meditazione proficua e producente. È sempre un piacere leggere i tuoi post frizzanti e mesmerici. Spero di non dover attendere altri sei mesi. Un caro saluto

                    • grazie per gli apprezzamenti cara, spero anche io mi torni la voglia di essere più presente, ti auguro un felice week end.

    • ciao carissimo,
      ogni volta che scrivo un post dico a me stesso: questo è l’ultimo, poi ci ricado, non c’è più interazione come una volta e la piattaforma è diventata, da tempo, una landa desolata.

  27. Secondo me…. fino adesso “abbiamo scherzato”, ma se a settembre arriva una seconda ondata siamo davvero tutti fritti.
    Io i morti e i disoccupati li ho visti solo in tv, ho sempre preso lo stipendio pieno e in più lavorando da casa (con una calma da pensionato) oppure smaltendo forzatamente i giorni di ferie accumulati da anni precedenti (fortunatamente a lockdown finito, quindi ho potuto godermeli un pochino).
    Fino adesso a me è andata bene. Ma l’azienda dove lavoro è ferma: gli operai sono in cassa, molti impiegati in smartworking e nel capannone produttivo regna il silenzio.
    Per quanto ancora riuscirà a pagare gli stipendi?
    Se tengo la mia attenzione sul presente sto benone, ma il futuro mi preoccupa molto.
    Se in autunno non si riparte seriamente…non so come va a finire.

    • ciao Marco,
      credo siano in tantissimi nella tua situazione, a produttività ferma, una volta svuotate casse e fidi, si chiude baracca e burattini, sempre lo Stato non intervenga ma qui entriamo nel territorio a cavallo tra realtà e sogni.
      Ti auguro di riprendere tutto come prima senza problema, magari un pò più riposato 😉

      • Ne approfitto per salutare entrambi. Volevo mettere un mi piace al post ma non vedo il tasto… condivido quanto dite, aggiungo che in smart work mi trovo benissimo ed ho già firmato il contratto. A risentirci.

        • Ricambio il saluto,
          non opino le altrui scelte ma sono contrario allo smart working, per una miriade di motivi, non lo considero progresso bensì regresso ed è economicamente devastante. Il covid ha accelerato i tempi, esiste da tempo una volontà, tutt’altro che divina, di voler chiudere la gente in casa il più possibile. Da un punto di vista psicologico, lo smart working è illusoriamente liberatorio ma in realtà più schiavizzante del lavoro in ufficio, con tutte le regole da rispettare annesse.

  28. Ciao, passo per un saluto.Tutto ok?
    Come stai vivendo la fase 3? Qui c è parecchia scelleratezza, come se le fasi 1 e 2 non siano mai esistite. Eppure siamo stati così bravi col terrore addosso…

    • ciao Marirò,
      penso sia così un pò dappertutto, è storico, tipico dei popoli, fin quando hanno i piedi in testa stanno bravi, appena liberati… svaccano, non sono nè pessimista nè ottimista ma, visto l’andazzo comportamentale, una nuova ondata non mi stupirebbe.
      mi è morto il cane, sto metabolizzando la cosa, tu stai bene?

      • Oh, mi dispiace per il tuo Cane, Morgan se ricordo bene. Sono perdite dolorose, fanno parte degli affetti veri che vengono meno.

        Sto bene, grazie. Una nuova ondata mi spaventa, non vorrei ripetere certe esperienze e viverne le relative tensioni.

        Un abbraccio.

  29. Caro Tads passo per salutarti e scopro che Il valoroso Peloso e’ morto.Anche la mia adorata lulu ‘non c’è più da maggio e quindi posso dirti che sento ciò che provi.Ti mando un abbraccio stretto alla faccia del distanziamento 🤗

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