Pippi Calzelunghe is back…

Il bailamme, le contrapposizioni ideologiche, le risse verbali su social, tv e testate di parte, l’esibizionismo interpretativo, deprecabili interessi di bottega e l’immancabile bisogno di visibilità da web, si sono trasformati in assordanti e irritanti petardi. Miccia galeotta l’intervento all’ONU della idolatrata Greta Tintin Eleonora Emman Thunberg (si chiama così), effetto prodotto: una angosciante ilarità, stato d’animo ossimoro.

Negli ultimi due anni la ragazzina Svedese è riuscita a raggiungere solo due tangibili, concreti obiettivi: 1) rimpinguare con qualche milione di Euro/Dollari la cassa di famiglia e quella della “Agenzia” che la gestisce, 2) far saltare qualche ora di lezione a centinaia di milioni di studenti, sempre pronti a far caciara in piazza, spesso senza nemmeno sapere il perché. Sul piano pratico non ha mai spostato niente né sposterà mai niente nemmeno di un millesimo di millimetro. Proverbio Siculo: “il cervello non serve per dividere le orecchie”, saggezza popolare, impariamo a leggere “dentro” gli eventi, se i potenti della Terra le hanno dato spazio addirittura all’ONU, significa che non la temono minimamente. Le grandi platee istituzionali non sono piazze, sono luoghi di “sostanza formale” in cui si rischia tantissimo, se non tutto, infatti…

Gli atroci rimorsi che attanagliarono Caino e Giuda sono leggenda, preistoria, il mondo contemporaneo è immerso nella avidità peggiore, quella lievitata con l’ipocrisia salottiera e l’obbligo di allineamento al pensiero politicamente corretto. I messaggi lanciati da Greta sono assimilabili agli spot pubblicitari che questuano soldi per salvare bambini Africani da fame e malattie, mirano subdolamente a diffondere sensi di colpa collettivi (troppo nobile il concetto “sensibilizzazione delle coscienze”). Qualcuno dica alla baby predicatrice che i sensi di colpa assalgono solo chi colpe non ha, in termini percentuali una minoranza irrilevante.

Non esistono coscienze condivise ma, qualora esistessero, il mondo dovrebbe zittire Greta, magari riconducendola a una vita normale e consona per la sua età, contemporaneamente abbracciare la causa dei Paesi emergenti, quelli maggiormente inquinanti, è una “provocazione” dotata di logica “etica” (notare le virgolette). L’occidente, per oltre due secoli, si è arricchito inquinando e sfruttando indefesso, fino a ieri senza controllo, tutte le risorse del pianeta. Oggi si pretende di limitare (per non dire proibire) il progresso e il raggiungimento del benessere agli Stati in crescita con ferree regole castranti. Insomma, come dire: “io ho mangiato caviale, filetto e aragoste ingrassando come un porco, adesso che tocca a te mangiare accontentati delle ali di pollo, possibilmente crude per non inquinare, perché se fai quello che ho fatto io il mondo va a ramengo”. Apperò che bella retorica progressista, democratica e illuminata, chapeau!

La riflessione che maggiormente sconvolge è figlia di una domanda elementare: “Se quello che dice Greta lo dicesse un pinco pallino qualunque desterebbe la stessa eco?”, risposta: “Certo che no, sono milioni le persone che dicono le stesse cose da decenni, nessuno le caca perché non sono ragazzini, non hanno le trecce, non hanno la sindrome di Asperger e non hanno alle spalle ingordi marpioni della comunicazione senza scrupoli”. Ergo, nel momento in cui non conta il pensiero bensì l’immagine, tutto diventa squallido ed effimero teatrino, tanto per essere generosi. Sono ben conscio del valore aggiunto della Autorevolezza ma associare Greta a un così nobile termine è sintomo di analfabetismo funzionale, il peggior male del nuovo millennio.

Che il mondo sia malato non vi è dubbio, così come non vi è dubbio alcuno sulla necessità di intervenire, il problema è come e dove evitando penalizzazioni e discriminazioni. In primis sarebbe opportuno organizzare un meeting planetario, intendo una cosa seria che non duri un week end, raggruppando tutti gli scienziati di settore, favorevoli e contrari. Pare siano oltre 500 quelli che hanno sottoscritto una relazione al fine di smentire previsioni catastrofiche e apocalittici scenari. Faccia chiarezza chi ha competenze per farla, magari attraverso una costruttiva dialettica depurata da sterili competizioni, si giunga a un efficace programma comune. Il futuro è cosa troppo seria per essere rappresentato da una ragazzina che dovrebbe fare tutt’altro, anche se lei, nella sostanza, non rappresenta in modo credibile la causa ecologista e ambientalista. Il suo successo è dovuto alla pochezza umana, sempre bisognosa di un campanaccio da seguire, strumentalizzare e magari tesserare, esca per pescetti boccaloni che hanno perso l’orientamento.

Come al solito in Italia, becera consuetudine, l’intervento all’ONU della pischella ha scatenato l’immancabile guerra tra “intellettuali”, politici, giornalisti e pseudo opinionisti, tutti emuli di Bastian Contrario divisi solo dal colore del livore. Mi domando cosa sia peggio: la popolarità di Pippi Calzelunghe oppure le liti da cortile periferico dei cazzari nostrani, incravattati o agghindati da attempati fricchettoni che siano?

Tullio Antimo da Scruovolo

224 pensieri su “Pippi Calzelunghe is back…

  1. Concordo, a me sembra solo una sceneggiata guidata, tanto clamore ai fini dei media e della visibilità, ma quando si va a stringere non rimane nulla.
    La domanda è: da cosa vogliono distrarre l’attenzione? questo secondo me è preoccupante….

  2. Che poi mi dico. Hanno manifestato. Ok. Hanno usato striscioni di carta e plastica, uno spreco se così si vuole dire. Hanno usato bombolette per scrivere gli slogan, altro inquinamento. Hanno indossato le magliette che sfruttano quella manodopera e quella fabbricazione che genera inquinamento, ossia made in China. Stessi ragazzi che nel quotidiano non hanno neanche idea delle regole giornaliere per ridurre lo spreco, dall’utilizzo dell’acqua all’evitare i centri commerciali perché usano l’aria condizionata. Magari vanno al McDonald e Dio solo sa quanto spreco, inquinamento e sfruttamento ci sta dietro questa azienda. Un po’ una contraddizione e ok. Sono giovanissimi con degli ideali. Ma siamo seri. Alla loro età i miei compagni se ne inventavano una più del diavolo pur di fare sega a scuola. Come accadde quando manifestammo contro la guerra in Iraq.
    Non sono a favore o contro Greta. E’ semplicemente l’influencer del momento, un capo gregge che fa comodo a molti. Prendiamo quei giovani laureati che creano start up all’interno del quale studiano nuove tecnologie eco-green, nuovi prodotti a ridotto impatto ambientale, plastiche create dagli scarti alimentari e riciclo di prodotti che oggi sono considerati indifferenziati.

    • ciao Aida, come va, tutto ok?
      è consuetudine manifestare contro se stessi, concetto di filosofia applicata, i “no-global” sono nati e operano prevalentemente in rete, salvo devastanti manifestazioni, quella rete che è la massima espressione della globalizzazione.
      Quindi non ti stupire se si usa la plastica per combattere contro la plastica, funziona così, è tutta una contraddizione.
      Personalmente Greta nemmeno la considero, cioè, non le riconosco nessun potere pratico se non quello di fare soldi e scalpori ma, pare, l’effetto positivo iniziale sia in calando, i dissensi stanno superando i consensi, succede sempre quando non c’è costrutto.

      • Sicuramente Greta ha smosso alcune coscienze, non si può negare questo. Però mi sembra un po’ esagerato addirittura candidarla al premio nobel per la pace. Sinceramente ognuno di noi, nel suo piccolo, sta già facendo qualcosa per salvaguardare il sistema, eppure non siamo considerati eroi per questo. Dal parlare all’agire c’è un abisso. Considera che parte del surriscaldamento pare sia dovuto anche all’elevata tecnologia. I server riscaldano l’atmosfera e in un certo senso contribuiscono al risultato che oggi ci ritroviamo. Quindi bisognerebbe azzerare tutto, ripartire dalla preistoria per poter salvare il pianeta. Anche il fatto stesso di andare a parlare in una sala, costruita con materiali artificiali, è un controsenso. Come ho detto conviene a tutti appigliarsi alla Greta di turno, però dire che lei è l’artefice di un qualcosa che avrà ripercussioni nei prossimi anni lo trovo un tantino esagerato. Come lo trovo per tutti quelli che si appigliano alla teoria del veganesimo per salvaguardare il pianeta. Tu stesso hai affermato che se fossimo tutti vegani non avremmo più un bosco sulla terra.

        • Non so se e quante coscienze abbia smosso Greta, dico realmente, cioè gente che ha cambiato modus vivendi dopo la sua apparizione sulla scena, secondo me ben poche ma fossero anche tante sarebbe comunque una vittoria di Pirro, totalmente inutile.

          Vedi Aida, quando ero ragazzo tutte le bevande, dal latte alla birra, dalla coca cola ai succhi di frutta, dall’acqua al vino, ecc. ecc. venivano commercializzate in vetro con la formula “vuoto a rendere” (chiedi ai tuoi), annessa cauzione per evitare sprechi e dispersioni, non esistevano lattine, non esistevano bottiglie di plastica, non esistevano brick o brik che dir si voglia. Miliardi di tonnellate di materiale inquinante in meno rispetto a oggi, chi è perché ha deciso di modificare in negativo quell’assetto positivo? Le multinazionali? NO, loro sono l’effetto non la causa, è stata la politica ad autorizzare dannosi canali produttivi e commerciali creando blocchi di potentati economici e abitudini ormai irrinunciabili. Non siamo io e te a dover cambiare le cose (intendo noi cittadini), sono gli architetti della economia globale a dover cambiare rotta, se veramente si vuole intervenire. Greta non riuscirà mai a scalfire minimamente la corazza di questo sistema, è solo un momentaneo fenomeno mediatico senza strutto e senza costrutto, chi le va dietro insegue inesistenti chimere. Tra i prodotti maggiormente inquinanti ci sono i cellulari, prova a chiederti quanti sedicenti ecologisti sarebbero disposti a buttarlo via domattina… NESSUNO, però applaudono Greta. E’ questa confusione mentale e comportamentale che dà sicurezza a chi comanda il mondo, si allarga sempre più la forbice tra pensiero e azione.

          Da tempo il Premio Nobel è diventato un riconoscimento ad minchiam, basti pensare che Dario Fo, Nobel per la letteratura, non era nemmeno laureato.

          • Ah, si mia madre mi parla sempre del vuoto a rendere. O si riutilizzava il contenitore per lo stesso liquido (es il latte), oppure si restituiva previo rimborso di una piccola somma. Ma perché allora hanno inventato le bottiglie di plastica?

            • Per fare impresa cara Aida, semplicemente per fare impresa, business, sono le corde del consumismo “usa e getta”, adesso ti strappo un sorriso…

              dunque… in un anno mi bevo 800 lattine di Coca cola, per fare un esempio, siccome non è vuoto a rendere la lattina la pago, poi faccio la differenziata e pago anche quella, infine l’azienda preposta al riciclaggio crea, con le mie lattine pagate e smaltite, una bicicletta in lega che costa 400euro. Dovessi mai comprarmi quella bicicletta, il costo effettivo non sarebbe di 400euro bensì più del doppio, come dire, una lattina mi costa tre volte… questo è il business che ha ucciso il vuoto a rendere.

              • Ho capito. Si, in effetti alla fine pago di tutto e di più, altro che vantaggio dalla differenziata! (per dire che da me il Comune ha aumentato la tassa sulla spazzatura nonostante facciamo la differenziata oramai da parecchi anni).

                  • si può anche aggiungere la pubblicità di quella lattina, che paghiamo sempre noi; e la cosa ridicola di questo discorso è che, se noi c’impegnano a fare la differenziata, invece che diminuire la tassa stessa: perché di fatto contribuiamo a uno smaltimento corretto dei rifiuti, ce l’aumentano con mille scuse, quando, a dire il vero, se un Comune non divide i soldi con noi contribuenti perché siamo stati bravi, non li distribuisce nemmeno nei servizi della città, come profitto sociale, giusto per prenderci sempre in giro. Ma questo non lo dice nessuno? Non manifesta nessuno?

  3. Buonasera Tads,
    Posso aggiungere un’informazione. E’ nelle librerie un libro su Greta, in copertina lei, con le sue treccine e il giubbotto impermeabile giallo. Ci si aspettano contenuti e dati sul l’inquinamento o strategie per come uscirne…. no! Si parla di lei, il mondo DEVE sapere chi è e cosa fa. La sua mamma non si è fatta scappare questo momento d’oro.
    A sentire il famoso scienziato Rubbia non è l’aumento della temperatura il vero problema anzi, risulta che sia scesa dello 0,2. Sono le emissioni di C02 il vero nodo da districare sempre dalle parole dello scienziato.
    Sono d’accordo con Lei che solo tutti gli scienziati della Terra potrebbero studiare qualcosa di concreto, ma non in un week end. Bensì con un lavoro serio ed impegnato impiegando il tempo che serve. Prima che sia troppo tardi.

    • Ciao Giada,
      sono a conoscenza da tempo del libro in questione, credo sia stato pubblicato dopo il primo bombardino mediatico della ragazzina, tutto fa soldi, complimenti ai genitori che non hanno perso tempo a capitalizzare la popolarità della figlia, che schifo!
      Bisognerebbe creare un gruppo di lavoro e dotarlo di strumenti adeguati, poi, magari dopo mesi, trovare la quadra.

  4. Greta è una simpatica ragazzina che si sta divertendo un mondo sparando slogan per mare e per terra. Direi, come suggerisce un professore in Tv, che “gretini” sono tutti quelli che la seguono a occhi chiusi sbandierando cartelli per le strade. Il discorso sul clima e sui danni della globalizzazione è troppo serio per lasciarlo nelle loro mani inesperte: andrebbe affrontato, come dici tu, a livello mondiale da persone che hanno a cuore davvero il nostro pianeta e hanno la competenza per cercare delle soluzioni.
    Ciao.
    Nicola

    • ciao Nicola,
      sempre saggi e concreti i tuoi interventi, forse, come dice qualcuno, il mondo ha bisogno di falsi eroi e falsi miti, evidentemente dire: sto con Greta, è un modo comodo per lavarsi la coscienza e proclamarsi ecologisti.
      Bravo, la questione climatica è roba spessa e seria, missione per competenti che, si spera, al contrario della ragazzina, riescano a smuovere l’animo di chi conta, non del popolino.

  5. La questione climatica è talmente seria che non appena qualcuno si pone il problema di sostenerla altri di prodigano a minimizzarla. Ero in piazza con altri milioni di persone venerdì e ho sentito il profumo della speranza. Ogni tanto ci vuole, credetemi

    • può anche darsi tu abbia ragione ma il tuo dire non riguarda me, io non minimizzo niente, tutt’altro, proprio perché ritengo la questione estremamente seria mi dissocio dalla improduttiva retorica dell’ovvio di Greta e dalle sagre paesane in salsa “manifestazioni di massa”.

  6. Se l’ipocrisia avesse un peso, ogni venerdì la Terra si sposterebbe fuori asse. Siamo troppo assuefatti al nostro stile di vita e alle nostre tecnologie per azzerare tutto e curarci di Madre Terra. Perché, in termini pratici, non interessa davvero a nessuno. Nemmeno a Pippi.

    • giusto!
      mi hai fatto venire in mente Fabrizio De Andrè:

      “… Si sa che la gente dà buoni consigli
      Sentendosi come Gesù nel tempio
      Si sa che la gente dà buoni consigli
      se non può più dare cattivo esempio… “

  7. Ciao Tullio e bentornato!

    “Che il mondo sia malato non vi è dubbio, così come non vi è dubbio alcuno sulla necessità di intervenire, il problema è come e dove evitando penalizzazioni e discriminazioni. In primis sarebbe opportuno organizzare un meeting planetario”

    Ecco, appunto. Quindi che male fa Greta a ripetere ad alta voce quello che altri dicono, senza venire ascoltati?

    Io davvero, perdonami, non capisco le critiche a questa ragazza.
    Lei “crede” a ciò che dice e fa, cosa che non capita spesso a molti adulti che ci governano.
    Ben venga che abbia visibilità, se il fine è quello di prendere coscienza di un problema.

    • Ciao ragazzo, benvenuto a te
      evidentemente mi sono espresso male, sai, la demenza senile incombe impietosa, non ho niente contro Greta, anzi, mi sta pure simpatica, in linea teorica apprezzo la sua battaglia. In linea teorica perché nella sostanza è semplicemente una gallina dalle uova d’oro. Io punto il dito su altri fronti, se il mondo ha bisogno di Greta per destarsi dal torpore… siamo messi male, proprio male.
      Sono un uomo pratico, la ragazzina non approderà mai a niente di concreto oltre ai soldi, ai like e ai follower, sono contrario alle mitizzazioni, una società che tende, irrazionalmente, a creare figure iconiche e totemiche è una società allo sbando.
      Sono convinto tu abbia letto con attenzione il post, come sei uso fare, il plot va ben oltre Greta.

      ps: tutto ok? presto verrò a trovarti

  8. Caro Tads, viviamo in un mondo davvero strano. Per risolvere i nostri problemi, sociali o ambientali, abbiamo bisogno di personaggi mediatici, osannati e idolatrati dalle folle planetarie grazie anche alla esaltata attenzione che i mass media dedicano loro. L’ultimo esempio è rappresentato da Greta Thunberg, la 16enne svedese che “striglia i potenti del mondo” con il suo impegno ecologista. Mi domando: ma che fine hanno fatto le tante battaglie portate avanti, negli anni passati, dai Verdi, dagli ecologisti di tutti i paesi, dagli scienziati e da milioni di semplici cittadini che per difendere la terra dalla catastrofe e dall’inquinamento, si mobilitavano e scendevano in piazza? A leggere i giornali e a guardare la televisione, sembra quasi che il problema dell’inquinamento del pianeta e il riscaldamento globale siano cose di cui non sapevamo nulla fino all’altro ieri; e che doveva arrivare questa ragazzina con le treccine per aprirci gli occhi su un’emergenza che può avere effetti catastrofici su tutto il pianeta se non verranno presi provvedimenti adeguati.

    Secondo me non si vuole risolvere il problema in maniera seria ed efficace. Si preferisce il solito spettacolo mediatico basato sull’emotività. E i primi a battere le mani a Greta Thunberg sono proprio i potenti della terra…tanto loro continueranno ad inquinare e a distruggere il mondo.

    • ” che fine hanno fatto le tante battaglie portate avanti, negli anni passati, dai Verdi, dagli ecologisti di tutti i paesi, dagli scienziati e da milioni di semplici cittadini che per difendere la terra dalla catastrofe e dall’inquinamento, si mobilitavano e scendevano in piazza?”

      “il solito spettacolo mediatico basato sull’emotività”.

      fatico a trovare parole per rispondere al tuo intervento, hai fatto centro pieno Pino, niente da aggiungere se non un caro saluto.

  9. Solo un secolo orsono le campagne erano popolatissime perche’ era piu’ facile sopravvivere come fanno oggi i popoli sottosvilupppati niente luce, acqua, gas, telefono, radio, tv, frigo, scaldabagno, lavatrice etc. In itaja c’erano 30 milioni ed erano troppi poi venne er duce, le bonifiche e per popolare le colonie mise l’esenzione dalle tasse dopo il 7° figlio cosi mio nonno riprese la ginnastica e da 5 arrivo’ a 7 e come lui tanti altri e nonostante i morti ed il boom postguerra arrivammo alla rivoluzione industriale con 60 milioni. Mia madre compro’ in sequenza scaldabagno, frigo, lavatrice, tv, lavastoviglie e poi mio padre la fiat 1100. Noi partimmo gia’ con tutto ed i nostri figli anche coi cellulari i motorini e internet.
    Abbiamo avuto 1 secolo da consumatori accontentiamoci che’ presto da 60 mijoni si tornera’ a 30 senza soldi per pensioni e debiti statali. Correte in campagna cercate di imparare dai vecchi contadini senza trattori perche’ quelli che verranno dalle juncle africane saranno molto piu’ resistenti di VOI in quanto A NOI, noi siamo al culmine del colle e vicini alla caduta.

  10. Ciao Tads, bentornato 🙂
    Non mi convince la Greta, non mi convince per tutto ciò che sta dietro di lei. Approvo quanto hai espresso nel post, meno in qualche commento. Precisamente mi riferisco a un pensiero che hai scritto a Aida -“Non siamo io e te a dover cambiare le cose (intendo noi cittadini), sono gli architetti della economia globale a dover cambiare rotta, se veramente si vuole intervenire”. Sono gli architetti del mondo a dover cambiare le cose, indubbio, io umilissima cittadina devo, però, fare la mia piccola parte. Questo lo ripeto all’infinito ai miei alunni e voglio dirlo anche ai milioni di ragazzi che partecipano ai cortei di Greta. E poi…ho educato 40 bambini a non portare bottigliette di plastica a scuola, pretendendo e ottenendo i thermos di vetro. E altro. Questo da molti anni, Greta non aveva ancora invaso gli schermi: merito un viaggio transatlantico nello yacht a pannelli solari di Casiraghi!!! Un viaggio di quel tipo me lo posso solo sognare, necessariamente dovrò usare l’aereo inquinante (e a prezzi last minute). I potenti, a braccetto con gli studiosi, mettano anche me, semplice insegnante, me e tutti gli altri, in condizione di viaggiare senza arrecare danni al pianeta.E tanto altro.Seriamente.
    Non mi si venga a dire di rinunciare al progresso tecnologico, non lo si dica a me o ai ventenni: bisogna VOLER trovare un progresso tecnologico più consono con l’ambiente, sostituendo il vecchio. E sono certa che si possa già fare, così come sono certa che non si voglia ancora fare per non disturbare le lobby di mercato esistenti.
    Di tutta questa storia apprezzo solo il coinvolgimento di molti ragazzi e se questo servisse a far prendere più coscienza sui comportamenti corretti per l’ambiente e per altro, che ben venga la beniamina con le trecce e la vacanzina del venerdì. Non sarà Greta a cambiare le cose, sarà la volontà dei potenti contro altri potenti. Tra loro si gioca il Futuro.
    Noi possiamo fare piccole cose e l’umile impegno non manca. Ma non basta.
    Un caro saluto 🙂

    • Cara Marirò, bentornata sul mio blog

      il mio commento in risposta ad Aida è forse un po’ sintetico, noi tutti, nel nostro piccolo, abbiamo il dovere di dare un contributo positivo alla causa in questione, io per primo. Ciò che intendevo dire è che la soluzione, ammesso ci si possa arrivare, deve essere posta in essere dai gestori reali, i pupari, come ho scritto sempre ad Aida, una sorta di ritorno al “vuoto a rendere”, metafora calzante.
      Tu fai bene a vietare le bottigliette di plastica, dovrebbero farlo tutti i tuoi colleghi a livello nazionale ma questa è sempre e comunque una reazione, non una azione.
      Le aziende che producono e commercializzano l’acqua nelle bottiglie di plastica seguono logiche di marketing, se l’Italia riduce i consumi, aggrediscono altri mercati. Se invece, in linea teorica, molti Stati, proibissero tale commercio in blocco, le multinazionali sarebbero costrette a tornare al vetro, magari a rendere, questo è un obiettivo improbabile, allo stato attuale delle cose.

      Ti dico una cosa pesante, tra 30/40anni le risorse naturali saranno esaurite, probabilmente saremo oltre 10miliardi di individui, non c’è storia, l’unica soluzione sarà il nucleare. Già oggi sarebbe possibile costruire centrali a rischio zero, non lo fanno perché la cosa danneggerebbe i boss del petrolio, del gas, ecc. ecc.
      Pensa che con il nucleare potremmo avere tutta l’energia che ci serve a costi bassissimi, inquinamento zero e pianeta a riposo. La questione è fintamente ideologica, in realtà questo lo sanno in molti ma è impossibile andare a toccare certi interessi. Per farla breve, il mondo lo inquiniamo solo per il tornaconto dei potentati economici. Di fronte a questa realtà le battaglie di Greta diventano una farsa mediatica.

      ricambio il saluto 😉

  11. In un’epoca malata di “troppa informazione disponibile”, da cui ogni tanto faremmo bene a sottrarci e prendere una boccata d’aria (magari in alta montagna), ho imparato a non andare dietro al “personaggio” bensì alla sostanza. Sono sicuro che la madre e molte altre persone si sono arricchite dietro a Greta, così come che a molte delle persone che hanno presenziato a scioperi e manifestazioni non interessi poi granché il perché l’hanno fatto (non la maggioranza… spero…). Tuttavia, il solo fatto che si sia alzato un polverone su un argomento fondamentale mi fa dire che non mi importa di chi l’abbia scatenato, basta che – chi ancora fa lo gnorri – prenda coscienza che il problema esiste. Casomai – e su questo concordo pienamente – trovo inquitante che molti abbiano dovuto aspettare una bambina per accorgersi di dove stiamo andando. Davvero era necessario arrivare a questo?
    Qualcuno tempo fa disse che il problema dell’uomo è che è davvero in grado di percepire emotivamente solo pericoli immediati, non quelli futuri. Anche se “sa”, non li percepisce davvero come seri. E dunque, pur sapendo “razionalmente”, non se ne cura minimamente.
    I paesi più inquinanti, se non erro, sono Cina, India e Stati Uniti. Il tuo discorso va bene per l’India, anche se personalmente non sono d’accordo, non per Cina e Stati Uniti che certamente non possono essere chiamati “paesi emergenti”.
    Dico che personalmente non sono d’accordo nemmeno sull’India, perché, se chi prima arriva si accorge che qualcosa nel percorso che ha fatto è stato sbagliato, ha il dovere di cercare di evitare che chi segue lo ripeta. Altrimenti giustificheremmo anche crimini e massacri perché avvengono in “paesi in via di sviluppo” e sono affari loro (e qualcuno lo fa). Dalla storia si deve imparare e cio’ che si impara deve servire a tutti, anche ai “nuovi”.
    In un futuro ormai prossimo, scompariranno un’enormità di specie animali, già oggi – un dato per me impressionante – il 90% degli animali (esclusi insetti e altri “nanetti”) presenti sulla terra sono animali allevati per scopi alimentari. Tutti gli altri via via stanno scomparendo. E perché? La risposta è facile, perché l’umanità si è arrogata il diritto di distruggere il pianeta per i propri interessi, che vanno molto ma molto al di là di quelli necessari alla sopravvivenza.
    Per me, se davvero l’uomo vuole dimostrare di essere un “animale superiore”, più evoluto, può farlo solo convivendo pacificamente con la natura che gli sta intorno.
    Altrimenti è solo uno sciocco che si aggira nudo per le strade strepitando di essere il re.
    P.S.: a me Greta sta pure antipatica a pelle 😀
    http://www.wolfghost.com

    • caro Wolf,
      mi sembra di essere stato chiaro nel passaggio che citi ma forse sbaglio, gli USA sono occidente e quindi inseriti nel primo pacchetto (anche loro grandi inquinatori, d’accordissimo). In realtà i Paesi cosiddetti emergenti sono racchiusi nell’acronimo/sigla “BRICS” (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), inutile dirti che non sono io l’autore della cosa. Non sono molto documentato in merito ma credo il Sudafrica non sia particolarmente pericoloso sul piano ambientale, non come gli altri quattro.

      Dici bene che l’esperienza deve essere sempre capitalizzata, anche quella altrui, tuttavia in questa circostanze non vi è moto benevolo bensì la volontà di rallentare certi processi per meri scopi economici. In ogni caso ho virgolettato i termini “provocazione” ed “etica” con il chiaro intento di lanciare un sasso nello stagno.

      Lo dico e lo scrivo da sempre, noi siamo semplicemente mammiferi che hanno sviluppato una blanda forma di intelligenza negativa. Negativa perché da quando abbiamo iniziato a elaborare concetti non abbiamo fatto altro che guerre, prepotenze, invasioni, stermini di massa, come non bastasse, da un paio di secoli, forse anche prima, abbiamo dato vita a una sistematica demolizione del pianeta. Sono convinto che saremo l’unica specie che si auto estinguerà per dabbenaggine collettiva.

      Non ho soluzioni in tasca ma credo la questione sia risolvibile solo attraverso un percorso culturale, bisognerebbe inserire la materia “ecologia” nella scuole, dalla prima elementare alla matura, una materia con i controcazzi penalizzante come italiano, matematica, ecc. ecc. Insomma, non qualche blanda lezioncina accompagnata da documentari. Dotare bambini e adolescenti di una solida coscienza ambientalista in modo che da grandi possano invertire la rotta con convinzione e determinazione.

      • Appunto, leggo che concordiamo, assurdo dover arrivare a prendere “lezioni” da una bambina, non per Greta eh, potrebbe essere chiunque. Siamo proprio messi male 😊
        In realtà esiste una teoria che sostiene che nessun alieno si sia ancora fatto vivo perché è destino di ogni civiltà quello di autodistruggersi. Che abbia ragione? 🤔😉

  12. Nooo…perché? Anche tu? Dopo anni che non rientro su wp mi ritrovo un post, l’ennesimo, su Greta, con la solita retorica. Ovvio, è come una Juve che si prende un Ronaldo, vecchio e stanco, non per vincere ma per farsi pubblicità e vendere magliette, una nuova bandiera per il popolo bianconero del dopo Del Piero. C’era proprio bisogno di spiegare che Greta serve solo come portavoce, una Ronaldo, per dare visibilità ad un serio problema che attanaglia il pianeta? Lei non è e non sarà mai una cura, le multinazionali e potenti se ne sbatteranno sempre dell’ambiente, non cambierà mai niente, allora perché tutta questa violenza su di lei? C’era bisogno ancora di questa gogna? Poi leggendo anche gli altri commenti mi viene solo da pensare: nessuno che abbia detto “Parlateci di Bibbiano!”. o “portateli a casa vostra….”. La cattiveria è il vero problema.
    Per il resto, come stai?

    • bentornato Pinza, sto bene grazie, tu come te la passi?

      NONONONONO… non fare similitudini né confronti, a me di Greta poco mi cale, in questo post metto in evidenza, primo e ultimo capoverso, proprio il contrario, cioè lo scontro tra pro e contro finalizzato a biasimevoli strumentalizzazioni.
      Appunto, intessi, cattiveria, ipocrisia e tutto il letame connesso e annesso.
      Diciamo che lo sfruttamento di una ragazzina problematica per fare cassa non fa onore ai genitori ma questo non è un problema mio, in veste di padre esprimo una opinione.

      Cambiando discorso…
      ti ricordi la squadra dei Cosmos, quella che raccattava tutti i grandi giocatori a fine carriera? Anche lì era solo una questione di marketing, di business però è stato utile. Se la Juve ha comprato Ronaldo per fare cassa ha fatto bene, nel mentre lui segna e spesso risolve partite. Che male c’è? lo dico da tifoso Granata, quello che è giusto è giusto, dall’avvento di Berlusca al Milan il calcio, in tutto il mondo, non è più uno semplice sport bensì una industria che macina miliardi, c’è qualcuno che ancora non l’ha capito?

  13. Innanzitutto una precisazione: il personaggio Greta mi desta infinite perplessità, al limite del (pre) giudizio negativo consolidato.
    Ciò nonostante, per quanto mi riguarda, non me la sentirei di equiparare/ far coincidere il personaggio con la causa o con tutti quelli che la condividono (questo detto senza operare alcun distinguo in termini di buona fede dei singoli, da minima a massima e anche del tutto assente). A mio modesto avviso, se le cause (intendo, ovviamente, quelle degne e/o dignitose) dovessero essere misurate sul singolo che se ne fa partecipe, credo che nessuna causa sopravviverebbe.
    Quanto poi alla coerenza dei comportamenti , non me la sentirei di avanzare critiche, perché, anche in questo caso, se il valore delle cause si misurasse sulla coerenza di chi le sposa saremmo davvero finiti…
    La coerenza è una virtù rara, in via d’estinzione, forse anche antipatica ai più: sa di morale moralista, di predicozzi e di confessionali. In realtà la coerenza dovrebbe essere il risultato di una miscela di consapevolezza e coraggio: virtù che possono essere innate (il coraggio soprattutto) o che si acquisiscono “crescendo” (in particolare la consapevolezza). Perciò, di seguito a queste ultime considerazioni, io non me la sento di giudicare con eccessiva durezza né i giovani, né i manifestanti. Neanche quando, come accade dalla notte dei tempi, rischiano d’essere, anzi sono già, da sempre, strumentalizzati.
    Insomma, per riassumere: mi astengo dal sovrapporre la causa alla sua eroina, perché qui la causa è drammaticamente reale, la sua eroina è poco più che un avatar…

    • “non me la sentirei di equiparare/ far coincidere il personaggio con la causa o con tutti quelli che la condividono”
      perfetto, questa è la sintesi della parte centrale del post.

      Bell’argomento la “coerenza”, meriterebbe un articolo a parte, sì è vero, virtù in via d’estinzione ma anche termometro per misurare la forbice “esigenze pratiche-nobili teoremi”.

      Illustre Sabina, io non giudico mai nessuno, analizzo, prendo atto ed espongo, in questo blog non si fanno processi, certo ho anche io le mie opinioni ma trovo più divertente creare un dialogo con i miei interlocutori, rispettando tutte le opinioni. Sono stato studente nella rovente Torino degli anni ’70, manifestazioni all’ordine del giorno e spesso con annesse guerriglie di piazza, come la cronaca racconta. Bene, già allora, attivisti impegnati a parte, il grosso degli studenti partecipava a cortei et similia più per baccagliare e socializzare che per urlare istanze.

      Come ho scritto in risposta a Wolf… Greta, Giuseppina, Filomena, ecc. ecc. non approderanno mai a niente, questo è un problema risolvibile solo culturalmente, ci aggiungo un pezzo. Diversi anni addietro le scuole Tedesche hanno calcato la mano sulle questioni ecologiche, materia di studio. Infatti, nelle ultime elezioni politiche, in Germania i verdi hanno fatto il botto, probabilmente grazie ai neo votanti. Questo è un risultato che indica la strada, le coscienze si sensibilizzano a livello strutturale, non mediatico.

      • D’accordissimo sulla necessità di sensibilizzare le coscienze a livello strutturale, ma, a volte, la spinta a cambiare può partire da dove non ci sarebbe da aspettarsi nulla o decisamente poco. E’ già accaduto.
        Così come è già accaduto, e non solo negli anni ’70, che movimenti apparentemente di massa fossero in realtà accozzaglie di esigenze “momentanee” più che vere spinte di coscienze vive e di partecipazione attiva, ben al di là della giustezza e/o condivisibilità delle istanze.
        Diciamo che, ad una prima lettura (la mia, eh!) ho colto più che altro una volontà di “smontaggio fenomenologico”, spirito che spesso caratterizza e determina le incomprensioni-distanze-diffidenze generazionali. Ma sicuramente questa è una mia limitatezza di lettura.
        Infine, mi sembra assolutamente giusto e condivisibile gestire le osservazioni e le opinioni accendendo un dibattito con gli interlocutori, ci mancherebbe: secondo me questo è uno delle tue migliori risorse,
        Sabina (non-illustre però: né per fama, né per volontà)
        🙂

        • ti ringrazio per gli apprezzamenti, da sempre ho considerato questo spazio un salotto dove scambiare opinioni, pensieri e riflessioni, MAI un pulpito personale. Evidentemente la cosa si percepisce 😉

      • Vero, ci vogliono sempre cambiamenti strutturali, ma, come è già accaduto, a volte i cambiamenti vengono spinti, “accesi” da movimenti dal basso, anche se si tratta di movimenti composti in gran parte da interpreti poco consapevoli o addirittura fancazzisti.
        Sai, non credo che qui si facciano processi, tant’è che il dibattito è sempre ampio e di questo ti va reso 9merito.
        Tuttavia, perdonami, ad una prima lettura del tuo post (la mia lettura, eh!) non ho colto molte aperture quanto, piuttosto, un’interpretazione generazionale un po’ di parte…parte generazionale.
        In ogni caso, è sempre un piacere scambiare opinioni qui.
        Un saluto,
        Sabina

    • Ma, secondo te, perché tutti girano intorno alla faccenda dello sfruttamento di una povera bimba di 16 anni mentre gli stessi che l’attaccano erano quelli che consideravano la diciassettenne Ruby come abbastanza adulta per prostituirsi? Non è che potrebbe essere solo tanta cattiveria da parte dei soliti noti?

      • Pinza, questa Greta è affetta da sindrome di Asperger, Ruby faceva la mignotta in totale autonomia.
        Il problema è che in Italia, come ho scritto nell’ultimo capoverso, ogni occasione è buona per creare fronti contrapposti e politicizzare, strumentalizzare nel modo più indegno possibile. Funziona così da 30anni, poi, la cattiveria c’è sempre, immancabile.

        • Molti ci campano con l’Asparger senza mai rendersene conto. Invece Ruby era autonoma, non era sfruttata secondo molti. Siamo alle solite, le notizie ci arrivano distorte, del tipo “baby prostitute a Genova” invece di scrivere “Clienti pedofili a Genova”. Perché?

  14. Greta ha smosso le coscienze e questo lo trovo positivo, mentre buona parte dei ragazzi che hanno manifestato a favore dell’ambiente, lo hanno fatto con lo stesso vecchio scopo di sempre: saltare un giorno di scuola. Nel corso degli anni per opportunismo, pressappochismo e lucro si sono commessi disastri in ogni campo e parlarne aiuta a trovare soluzioni più idonee per non precipitare sempre più in basso, vedi amianto, oceani e mari occupati da plastiche e via discorrendo. C’è tanto da recuperare per porre un freno alla mancanza di rispetto per la nostra terra, e se sarà una Greta qualunque ad accendere i riflettori, va bene lo stesso: il fine giustifica i mezzi!
    Bentornato! Affettuosità ,
    Annamaria

    • Ciao Annamaria, bentornata a te,
      in linea di massima sono d’accordo su tutto tranne la chiusa del tuo commento, è una fisima mia, il concetto “il fine giustifica i mezzi” non l’ho mai abbracciato. Su questo fronte sono un tantinello integralista, quando un intento nobile si trasforma in business, in sfruttamento, in strumentalizzazione, ecc. per me cessa di essere tale (intendo nobile).
      Felice giornata

        • Lo so Annamaria, sei una bella persona, i tuoi pensieri sono sempre lindi ma qui la storia è un po’ meno candida 😉
          è sempre un piacere ospitarti, tra l’altro tu e Ili6 siete le mie commentartici storiche, le prime da quando mi sono trasferito su WP, per me è un valore aggiunto.
          Questa è la stagione più bella per la Puglia… quanti ricordi!
          simpaticamente ti invidio.

      • Ma scusatemi, ditemi chi non è una marionetta in mano a qualcuno, pure Salvini è una marionetta in mano a Putin. Queste sono retoriche inutili, c’è poco d’incisivo. Aggiungiamo che non ci sono più le mezze stagioni e possiamo archiviare il discorso ambiente.

        • toglimi una curiosità Pinza, perché hai questa pessima abitudine di infilare nei discorsi cazzi che non c’entrano una niente?
          Mi stai simpa ma non fare il guastatore. Qui ognuno è libero di esprimere la propria opinione, tu hai espresso la tua, anche in modo esaustivo e piacevole, lascialo fare tranquillamente anche agli altri.
          Comunque sì, qui si parla di Greta e penso anche io sia una marionetta, quando parleremo di Salvini tirerai fuori Greta? 😀 😀 😀

          • Ero solo un esempio di retorica. Non ti avvilisce il fatto che in un tuo post ben articolato molti si soffermino sulle stesse cose trite e ritrite degli ultimi 12 mesi? Ovvero che dietro Greta ci siano le multinazionali e che abbia un’espressione inquietante. Purtroppo in questi ultimi anni sono diventato ancora più intollerante nei confronti di quelli che si confrontano a slogan, che ripetono a pappagallo quello che leggono suoi social, che si lamentano dell’operato degli altri comodamente seduti sulle proprie poltrone di casa. Se sei migliore provalo, con i fatti, se sai qualcosa che noi non sappiamo documentaci, altrimenti se ti attacchi al semplice fatto che ti sta antipatica a pelle, fai una migliore figura stando zitto. Però hai ragione, il blog è tuo e avrei dovuto scrivermi un post tutto mio per ribadire il concetto. Ma visto che non mi cagherebbe nessuno… vengo a rompere da te! 🙂
            Ti prometto che la prossima volta, se me lo permetterai naturalmente, conterò fino a 100.

            • Pinza, visto che sei un Milanese trapiantato e Roma e calcisticamente Juventino, quindi Uomo perfettamente contestualizzato, ti dico… famo a capisse!

              mi auguro il tuo riferimento ai “pappagalli” non riguardi me, ho scritto una riflessione la settimana dopo gli eventi proprio per non cantare nel coro, sei intelligente e sicuramente non ti mancano i mezzi per capire la sostanza di questo post, in termine tecnico si chiama “climax”.

              Io guardo le cose da un punto di vista controcorrente e politicamente scorretto per natura, è la linea editoriale del mio blog, scavo, penetro, osservo e deduco, poi rifletto. A tutto questo aggiungici che sono un uomo tremendamente pratico (questa è una cosa che forse abbiamo in comune). Semplicemente amo osservare i lati oscuri delle cose, come avrai certamente notato, in questo articolo non vi è assolutamente niente di ideologico, tutt’altro.

              L’ho scritto chiaramente, il popolo ha bisogno di campanacci da seguire, ha bisogno di idealizzare il “guru” di turno che dia direttrici, ovviamente senza approfondire, troppa fatica. A me non sta antipatico nessuno, tanto meno una ragazzina trasformata in gallina dalle uova d’oro suo malgrado. A me sta antipatica l’esigenza di creare totem e icone, mi sta antipatico l’analfabetismo funzionale, mi sta antipatica l’ipocrisia comportamentale e il farlocco bisogno di lavarsi la coscienza appecorandosi al pensiero trendy.

              Non mi sento migliore di nessuno e non ho niente da provare e/o dimostrare, chi capisce quello che scrivo sicuramente riflette, chi non lo capisce può tranquillamente macerare nell’ammorbante brodo della superficialità, soluzione più semplice che non stressa i neuroni.

              sempre con stima e simpatia.

              • Scusami ma mi riferivo ai commenti, non al tuo post, gli stessi commenti che trovi su tutti i social: è antipatica, multinazionali, inquietante… non se ne può più. Il tuo post, come già detto, è ben articolato, magari non lo condivido completamente, ma come sempre non ho problemi a esporti il mio parere. Alla fine quello che non mi è tanto piaciuto è l’argomento, secondo me non c’era bisogno di un’altra analisi su di lei, anche se fatta da altri punti di vista. Però magari scrivendo d’altro non ti avrei mai dato un mio contributo e non ci saremmo sentiti, non tutti i mali… 😛

                • ecco… caro amico, questo non è un post su Greta, niente affatto, non farti influenzare da titolo e immagine di taglio giornalistico, la sostanza vera è un’altra ed è racchiusa in questo capoverso:

                  Non esistono coscienze condivise ma, qualora esistessero, il mondo dovrebbe zittire Greta, magari riconducendola a una vita normale e consona per la sua età, contemporaneamente abbracciare la causa dei Paesi emergenti, quelli maggiormente inquinanti, è una “provocazione” dotata di logica “etica” (notare le virgolette). L’occidente, per oltre due secoli, si è arricchito inquinando e sfruttando indefesso, fino a ieri senza controllo, tutte le risorse del pianeta. Oggi si pretende di limitare (per non dire proibire) il progresso e il raggiungimento del benessere agli Stati in crescita con ferree regole castranti. Insomma, come dire: “io ho mangiato caviale, filetto e aragoste ingrassando come un porco, adesso che tocca a te mangiare accontentati delle ali di pollo, possibilmente crude per non inquinare, perché se fai quello che ho fatto io il mondo va a ramengo”. Apperò che bella retorica progressista, democratica e illuminata, chapeau!

                  Commentare questo passaggio FONDAMENTALE è difficile, lo capisco bene ma è la sostanza del post, dimmi dove hai letto una riflessione simile!

                  quando passi da queste parti, una birra te la offro volentieri 😉

                  • Il problema è che vorremmo limitare l’inquinamento dei paesi emergenti che abbiamo sfruttato per secoli e contemporaneamente non li accettiamo quando scappano dal loro degrado. Alla fine se noi ci siamo drogati per una vita, ritrovandoci mal messi e sul lastrico, cercheremo di non far fare lo stesso errore ai nostri figli, anche perché ci siamo già fumato tutto noi… 😀

                    • MINCHIA…
                      SEI UN MITO
                      sei il “gobbo” più simpatico che conosca, guarda che è un complimento pesante 😀 😀 😀
                      la prossima volta, prima di rispondere di pancia, entra tra le righe 😉 🙂

  15. Se restano zitti gli diciamo che sono dei “bamboccioni”.
    Se scendono in piazza e urlano rabbia, gli diamo dei “gretini”.
    Se si ribellano contro noi adulti, ci offendiamo e li offendiamo.
    Se non lo fanno, gli diciamo che non si sono abbastanza impegnati.
    Gli rimproveriamo che sono solo slogan e zero proposte, ma appena ne propongono una, li trattiamo come ragazzi viziati.
    Pretendiamo di essere noi la soluzione, ma, prima di loro, neanche conoscevamo il problema.
    Qualunque cosa facciano, sbagliano.

    E la verità è che non abbiamo abbastanza fantasia neanche per immaginare come dobbiamo sembrargli da vecchi, incattiviti, patetici mentre ce la prendiamo con una ragazza che ha avuto il coraggio e la lungimiranza di smuovere le coscienze di tanti suoi coetanei che sfilano uniti e pacifici come forse mai prima d’ora per difendere il Pianeta, per l’ambiente, per loro, per tutti noi.

    • wow… che bella visione romantica, apprezzabile riflessione ma non mi riguarda, non me la prendo con nessuno, mentre Greta spopolava sui social all’ONU è stato stipulato un trattato che definire risibile significa essere generosi. Non so tu come la vedi ma io credo che certe problematiche debbano essere risolte in modo diverso, diciamo meno social e più concrete. Come cantava Renato Zero… “quanto amaro disincanto”. E’ tutta solo una farsa.

      • Lo so che non ti riguarda, lo so che non condividi – se no non scriveresti quel che ho letto – e di certo non replico per convincerti! Tuttavia so che prendere posizione, esporsi, metterci la faccia costi quel che costi, usare la testa invece del c****, rifiutare testardamente la parte che questa società ha assegnato ai ragazzi… è segnale di cambiamento, una presa di coscienza e conoscenza.
        Per questo non riesci ad uscire dal tuo schema mentale – non ti sto condannando/giudicando, e non ti biasimo – …

        Noi, noi tutti, dovremmo essere eternamente grati a questi ragazzi, perché senza volerlo o senza saperlo, ogni giorno ci insegnano a smettere di essere per una volta soltanto maschi e femmine e a cominciare ad essere semplicemente Uomini e Donne.

        • Nadine… con me batti male, sono padre di tre figli e nonno di ben cinque nipotini, cinque nipotini che spero, auspico, crescano con valori più solidi rispetto a quelli espressi dalla Greta di turno. Tu, come altri, hai letto il post in superficie, de te non me l’aspettavo ma non è un problema. Tengo corsi di scrittura, i ragazzi li conosco bene e so quanto valgano, tu da quale pulpito ti esprimi?

          • Non l’ho mai considerato un pulpito, ma occupo una cattedra accademica. Non mi sento per questo autorizzata ad argomentare su tutto come fai tu, ma mi limito a osservare con soddisfazione nuove generazioni che, dopo decenni di tragico silenzio, si mobilitano per idee di futuro che non contemplano esclusivamente visibilità, denaro e successo.
            Greta non s’impone come fonte di soluzione dei problemi planetari, ma con il suo impegno è riuscita ad ottenere una divulgazione trasversale del problema che va ben oltre i tuoi tre figli e i tuoi cinque nipoti.

            • ecco… ci mancava tu mi redarguissi sulla linea editoriale del mio blog, cattedra accademica, siamo messi bene, Greta ha solo macinato soldi e sciacquato il cervello ai fessi, non è andata oltre. Non hai capito il post, strano, col mestiere che fai dovresti essere in grado di leggere tra le righe, dovresti!

              • Caro TADS, se non sono ammessi commenti dissonanti sul tuo blog, non lo puoi chiamare blog e non lo devi aprire ai lettori. Francamente, più che di “linea” editoriale, la cattedra accademica, parlerebbe di un arabesco disarmonico.

                Ho comunque molta più stima dei gretini che si espirano a un modello di gioventù evoluta di quanta ne abbia per numerosi cerini che si bevono notizie palesemente false come l’arricchimento di Greta o come la stupida presunzione che abbia dietro di sé uno staff di comunicazione da Presidente USA.
                Fino a pochissimi mesi fa, era una bambina intelligente e responsabile che si sedeva ogni venerdì con un pezzo di cartone e un messaggio davanti alla propria scuola. Tutto il resto è avvenuto – indovina indovinello – a seguito della forza e della semplicità del suo messaggio.

                Ora, ammesso e non concesso che io, come dici tu, non sia riuscita a leggere tra le righe, mi domando e ti domando: ma tu, poi, sei riuscito a leggere tra righe quello che questa ragazza ha cercato e cerca di trasmettere?!

                • ti rispondo in totale serenità

                  in questo blog ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, io banno solo insulti e aggressioni verbali, detto questo…

                  delle tue considerazioni sulla mia linea editoriale poco mi cale, sono qui da oltre 17anni e scrivo quello che mi pare, senza dover rendere conto a nessuno, se non ti sta bene, puoi tranquillamente andare a cantare in un altro cortile, non sono certo venuto a chiamarti. Questo è un salotto aperto a tutti ma è pur sempre casa mia.

                  Il business Greta è noto a tutti, dietro ha una agenzia di comunicazione che la gestisce, fin dagli inizi, appena diventata “famosa” i suoi genitori hanno pubblicato un libro sulla sua infanzia, innumerevoli copie vendute.

                  Se tu pensi che i problemi climatici, di inquinamento e devastazione del pianeta possano essere risolti da Greta, sei messa maluccio, lei è una effimera figura totemica destinata a svanire nel nulla, quel nulla che l’ha generata. Sulla sensibilizzazione delle coscienze si potrebbe scrivere un trattato.

                  Non so cosa tu insegni ma di sicuro hai lacune sul piano sociologico, ti riporto una frase del post: “nel momento in cui non conta il pensiero bensì l’immagine, tutto diventa squallido ed effimero teatrino…”

                  Repetita juvant , io, prima di commentare un post, lo leggo con attenzione, soprattutto per non correre il rischio di scrivere cazzate, evidentemente apparteniamo a scuole di pensiero diverse

                  • Serenità per serenità:

                    Non è mia abitudine, né fa parte del mio stile, invadere gli spazi/case altrui… tanto meno mi appartiene il linguaggio aggressivo o/e volgare.

                    Pensavo che, vista l’interazione che c’è stata nel passato, fosse possibile uno scambio. Evidentemente mi sono sbagliata. Pace.

                    Il tuo – e bada bene non sto giudicando – essere così ancorato alle tue convinzioni è di per sé un motivo di perdita dell’interesse a comunicare. E quindi, dato che continui a ribadire opinioni infondate, rinuncio a qualsivoglia ulteriore contestualizzazione e ti saluto.

                    • questa volta non ne hai acchiappata una, comunque va bene così, vedrò di sopravvivere alla tua assenza. Buona vita

  16. Ti confido una cosa caro Tads. Sono già passata di qui senza però poter lasciare un commento. Ora metto riparo alla cosa. Che dire del tuo post? Che come sempre navighiamo la stessa onda. Sai non mi sono nemmeno commossa quando Greta , con odio infinito si è rivolta aspramente con toni astiosi e rabbiosi ai potenti che l’ ascoltavano miti, con gli occhi bassi, all’ Onu. Dare retta ad una bambina che nulla ancora può sapere di scienza è una cosa che non mi va giù. Debbo dire che purtroppo non l’ ho in simpatia , ma ancor più mi fanno senso i suoi genitori che l ‘ hanno mandata allo sbaraglio senza alcuno scrupolo solo per fini non certo nobili.. Per quanto riguarda il fenomeno in sé, non ho nulla in contrario a parlare di ambiente. Ma non sopporto le stupide esagerazioni. Abbiamo raggiunto un livello tecnologico tale che mi pare impossibile poter tornare al medioevo. Vogliamo rinunciare ai nostri beni perché inquinano ? Mi dispiace, io me li tengo. Un tempo dicevano che il diesel non inquinava, ora si scopre il contrario. Vogliono le macchine elettriche ? Ieri ne ho incontrata una che andava a due km all’ora con un rumore assordante. Si potrà andare tutti in bicicletta ? Che dire delle distanze tra una città ed un’altra ? Tutti si scoprono ambientalisti di colpo solo perché una ” bambina ” si è eretta a paladina dell’ ambiente. Chi manovra il tutto? Quanti e quali interessi ci sono sotto ? E quanti ragazzi sono davvero scesi in piazza consapevoli di quello per cui manifestavano? Ora anche la grande Carola cavalca il tema ambientale a Berlino aderendo alla protesta per il clima di Extinction Rebellion, il movimento ambientalista radicale vicino ai centri sociali, nato in Inghilterra quasi un anno fa. Ognuno diventa protettore di madre terra solo per convenienza, per interessi nascosti e pochi sono quelli che se ne interessano per davvero. Come quei 500 scienziati che insieme hanno detto che ciò che dice Greta proprio tutto vero non è. Caro Tads è un mondo, quello di oggi che mi fa schifo e anche paura. Se la terra si lascia in mano a chi di scienza non sa nulla, a chi crede che solo le parole, le denunce ci salveranno , se gli adulti s’ illudono che dare retta ad una ragazzina si salverà il mondo, allora io dico ahimè, siamo messi proprio male. Ho scritto troppo mio caro, ti chiedo scusa , me ne rendo conto. E scusa se ho detto qualche fesseria. Ma è solo uno sfogo . Ti abbraccio forte . Buonanotte. Isabella

        • Ciao Isabella,

          non preoccuparti per lo spazio, i pensieri è giusto esprimerli in modo completo ed esaustivo, come giustamente dici, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, quindi colgo l’occasione per…

          Greta è stata “scoperta”da un esperto di marketing e comunicazione (quando manifestava ogni venerdì davanti al parlamento Svedese) che, una volta intuito il potenziale mediatico, con il consenso/collaborazione dei genitori ha creato una agenzia/associazione (quella che la gestisce). Col crescere della popolarità è iniziata la raccolta fondi attraverso meccanismi che sono una rielaborazione del vecchio croudfunding, milioni di Euro. Neanche a dirlo l’immancabile libro che comunque è una compilation di aneddoti sulla sua infanzia, non un manuale ambientalista. Il padre è un attore di fiction semisconosciuto, così come la madre cantante d’opera, una famiglia normale non dotata di mezzi, entrature ed esperienze tali da far esplodere un simile fenomeno. Queste non sono fake news né opinioni mie, sono notizie riportate da autorevolissimi giornali di mezzo mondo che hanno indagato in merito. Comunque non penso ci voglia un QI 300 per capire che una simile fama non potrebbe mai essere raggiunta in autonomia da una ragazzina 16enne problematica. Botto iniziale a parte, ogni sua nuova performance produce un sensibile calo dei consensi e un significativo aumento dei dissensi, come ho scritto nel post, il mondo degli “intellettuali, dei giornalisti, dei social e degli opinionisti, nonché della scienza, non esprime pareri univoci, parlerei di netta spaccatura.

          Più interessante cercare di capire l’humus del fenomeno, la causa dell’effetto, una chiave di lettura sta sicuramente nel NON essere… Greta NON è la tipica liceale Svedese da copertina, NON è una adolescente esteticamente stereotipata dei film americani ambientati nei college, NON è quella che tutti vorrebbero portare al ballo di fine anno. NON è fashion, NON è glamour, NON passa le giornate sui social a parlare di Nail art e make-up, scarpe e creme per rassodare il seno, NON è un genio precoce della matematica o della fisica, NON è una piaciona e NON è simpatica, NON è neppure una nerd che passa i compiti. Tutti questi “NON” le conferiscono una dote più unica che rara: NON PROVOCA INVIDIA, non solo, la sindrome di Asperger la rende apparentemente vulnerabile, cosa che sviluppa moti benevoli, per non parlare di istinti protettivi al limite del pietismo. Nei suoi interventi ciò che colpisce non sono i contenuti elementari bensì il suo livore, è una Fantozzina incazzata che urla: “la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”.

          felice giornata 😉

          • Quanto mi piaci caro Tads. Sei veramente un grande. Sai analizzare le cose in maniera precisa , senza mai sbagliare una virgola ( ovviamente dal mio punto di vista ). Hai delineato la figura di Greta in maniera impeccabile. Bravo. Dei suoi genitori sapevo chi erano come so del libro. Io spero solo una cosa. Che tutti i discorsi sull’ambiente non portino a conclusioni affrettate solo ripeto per emergere e pavoneggiarsi come coloro che sanno come vivere occupandosi di sostenibilità, e quant’altro. In tv ormai è un ‘ ossessione parlare di ambiente e di migranti. Non esiste altro. Hanno addirittura fatto vedere come una coppia abbia scelto di vivere rispettando l’ambiente, comprando tutto bio e ancor più usando recipienti riciclabili, perfino la casa arredata rigorosamente con materiali green a basso impatto ambientale. Per carità, sono scelte, ma il troppo storpia. Quando tutto è ossessione secondo me si rasenta il ridicolo. Comunque doverosamente c’è spazio per tutti, anche ovviamente per chi non rinuncia alle comodità. Grazie cara Tads. Con te è sempre un piacere intrattenersi. Ti abbraccio forte augurandoti una splendida giornata. Isabella PS Mi piace l’ idea della Fantozzina…

  17. Ho letto con molto interesse questo approfondito post. Credo che il movimento creato attorno a Greta, alla fine si rivelerà utile a tutti. Dura ormai da alcuni anni ed è in crescendo. Forse è la meraviglia del constatare che l’imperfezione non significa carenza di intelligenza o di capacità critiche (Greta sembra abbia la sindrome di Asperger). E’ comunque innegabile che il clima ha subito importanti cambiamenti riconosciuti dalla comunità scientifica come antropici, dovuti quindi all’uomo. L’uomo deforesta, usa carburanti inquinanti, inventa tecnologie inquinanti, compie esperimenti super inquinanti. Pensiamo solo ai viaggi interspaziali o all’assurda sperimentazione sottoterra di Kim Jong un che sicuramente provoca terremoti artificiali che si sommano a quelli naturali.
    La convenzione sui cambiamenti climatici ratificata da 195 paesi, e il protocollo di Kyoto (1997) per ridurre l’inquinamento, strada facendo si sono ridimensionati e la riduzione delle emissioni inquinanti risulta vincolante solo per i paesi sviluppati e non per quelli in via di sviluppo.
    Sono 70 i paesi sviluppati e non che non accettano vincoli e sono solo 55 i paesi che hanno aderito all’ultimo accordo di Parigi (2016).
    Gli Stati uniti non hanno mai aderito, Canada, Russia, Giappone e Nuova Zelanda non adempiono alla seconda parte del protocollo (dal 2013 al 2020).
    Quindi, a mio parere, ben venga Greta con il suo incitamento a tenere alta l’attenzione sul problema, visto che sarà proprio la sua generazione a subirne le conseguenze più pesanti.
    Un caro saluto Tads!

    • Rispetto la tua opinione ma come disse qualcuno, sono totalmente d’accordo a metà, i trattati sottoscritti hanno una valenza relativa, diciamo teorica, l’Italia, se non erro, li ha firmati tutti o quasi ma a Casale Monferrato si continua a morire di cancro per l’eternit. In un quartiere di Trieste si continua a raccogliere polveri nocive sul balcone con la pala, il problema di Taranto è ancora lì, così come quello di Vado Ligure. Hanno imposto a milioni di Italiani di indebitarsi per comprare automobili meno inquinanti ma presto accenderanno i riscaldamenti e torneranno i giorni del pedone. Siamo, ho letto da qualche parte, il Paese con il maggior consumo procapite di acqua minerale, centinaia di milioni di bottiglie di plastica ogni anno, tolto qualche virtuoso paesino, nessun Comune fa la differenziata al 100%. Per non parlare dei fiumi e dei ruscelli che sono, di fatto, spurghi nocivi, ecc. ecc. Lascio perdere il dissesto idrogeologico e il penoso stato di salute dei nostri mari, poche bandiere positive su quasi 8.000km di coste.
      Ribadisco, il problema è culturale, strutturale, non è un fattore di trattati o di fenomeni come Greta, profeta dell’ovvio che non dice niente di nuovo, attivisti ambientalisti esistono da decenni. Se poi alla massa serve una guida… ben venga ma evidentemente io mi chiamo fuori, non ho bisogno di una ragazzina per essere erudito e sensibilizzato sulle problematiche del pianeta.
      Grazie per il tuo intervento,
      un caro saluto anche a te.

      • Sono d’accordo con te: il problema, è sia politico che gestionale. Le istituzioni dovrebbero controllare l’attività di chi pagato profumatamente amministra la cosa pubblica. Forse allora amianto, immondizia e inquinamento, da grossi problemi passerebbero ad essere piccoli fastidi…buona giornata!

  18. proprio subito dopo queste manifestazioni, girava in rete una vignetta, in cui sopra la foto della ragazzina in questione, hanno messo un fumetto (magari l’avrai già visto) dove anche in maniera un po’ volgare, ma divertente, hanno scritto: “…tranquilli, appena conoscerò la minchia, non mi vedrete più…” D’accordo che le semplificazioni verbali, sono fatte apposta per creare della satira facile, mentre le problematiche globali sono ben più complesse, ma sta di fatto che il tuo post non fa una piega. Quello che mi dispiace è lo sfruttamento mediatico che hanno costruito intorno a Greta, il quale non so se le farà più male che bene. Anch’io a quell’età mi iscrissi al nascente wwf partecipando attivamente alle loro attività organizzative. Poi crescendo subentrano tante di quelle complicazioni personali che la vita bisogna gestirsela in svariati modi, per continuare a viverla degnamente. Ma qui si apre un altro discorso…
    Un saluto !

    • “…tranquilli, appena conoscerò la minchia, non mi vedrete più…”

      sei un GRANDE, il problema è che dubito possa arrivare il suddetto momento 😀

      Il tuo è un interrogativo che mi pongo da sempre, perché tutte le iniziative nobili finiscono per essere preda di zanzare ignobili?

            • per solidarietà umana e per carenza di spocchia tendo a mettermi sullo stesso livello di chi commenta 😀
              scrivi una riflessione sul post in cui palesi il tuo livello intellettuale, magari ci aiuti a uscire dalla nostra ignoranza.
              se vai in giro a seminare simili perle…

              • le battute come quelle che ho letto qui erano squallide già ai tempi del liceo. non c’è bisogno di scrivere nessuna riflessione arguta, si commentano da sole, e segnano automaticamente il livello di tutte le altre riflessioni. ma la vergogna, questa sconosciuta…

                • hai fatto il liceo? veramente?
                  Ragazzo, quando si entra in casa d’altri sarebbe d’uopo farlo con educazione, è legittimo non condividere alcuni pensieri ma il dissenso lo si esprime in modo garbato. Quando i commenti sono tanti si abbracciano tutte le interpretazioni, anche quelle goliardiche ma tu questo non puoi saperlo.
                  Ti sei presentato in veste di ineducato e ti arroghi il diritto di fare la morale? Dai, non esagerare, stai nel tuo, sempre ammesso tu sia in grado di esprimere una riflessione arguta. Statisticamente sono gli ignoranti che partono con gli insulti.
                  Stammi bene Ciccio.

                    • fammi capire, ti sei presentato qui a insultare me e miei commentato/trici, definendoci squallidi e ignorati, senza esprimere nessun concetto degno di nota, hai un blog che nessuno caca, gentilmente ti ho detto come ci si comporta in casa altrui… niente, non la capisci. Non è che sei venuto qui a rompere i coglioni in cerca di visibilità come fanno tanti? Sei maleducato e irrispettoso, la morale falla a te stesso.

                    • vi ho fatto notare che vi siete lasciati andare a battutine squallide e sessiste, che, visto che ti consideri intelligente e arguto (e seguìto), sarebbero da evitare. ma non mi devi ringraziare

                    • ecco, adesso dicci che siamo pure razzisti, omofobi e xenofobi 😀
                      tu non puoi far notare niente a nessuno, non qui, non è aria, hai solo sparato cazzate senza entrare nel tema. Non rispondere, non ti pubblico più.

  19. Rubbia, che non è certo un Pincopallino, faceva presente che Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti, animali abituati a climi caldi. Da ciò si potrebbe dedurre che all’epoca delle Guerre Puniche la temperatura fosse più alta di quella attuale. Dice altresì il premio Nobel che nel Medioevo ci fu una miniglaciazione, per cui l’aumento attuale delle temperature (peraltro di scarsa entità) sarebbe giustificato dai cicli climatici. Io non capisco niente di clima, ma fra Rubbia ed una gretina qualunque, ritengo che il primo sia più attendibile.

    • Grazie per aver portato un contributo di inconfutabile saggezza nel mio blog, sei sempre il benvenuto.
      Il problema reale è che si gioca tutto sull’immagine di questa ragazzina, cosa molto deprimente, creare eroi ed eroine è un diversivo. Cui prodest?

  20. …Aggiungo che, l’unica soluzione valida a tutto questo è aspettarsi una qualche catastrofe naturale che dimezzerà l’umanità. Forse solo allora qualche ‘umanoide’ si chiederà ‘..Forse dovevamo fare qualcosa…’ Come disse Piero Angela qualche giorno fa, i veri alieni siamo noi, non certo tutta l’altra parte di esseri viventi (comprese le piante) che in qualche modo andranno sempre avanti ! Noi, come alieni, se non la smettiamo di ‘pavoneggiarci’ faremo una brutta fine di fronte allo sguardo incredulo di qualche macaco !

  21. La domanda finale mi scatena una risposta d’istinto. Per quanto mi riguarda sono perfettamente sullo stesso piano… tanto che me ne sto alla larga da uno e dall’altra questione per quello che posso.
    In un argomento delicato come quello trattato dai fans o dagli haters (perché di questo si tratta) di Greta mi trovo in enorme difficoltà perché posso ascoltare il parere di tutti ma credo che la sola cosa che potrebbe permettermi di farmi un idea che si possa ritenere sensata in merito è lavorare sul tema al posto del mio lavoro, fare esperimenti, ricerche, leggere e rilevare dati ecc ecc
    In assenza di questa possibilità mi sento in terribile difetto a fidarmi di qualsiasi fonte di informazioni che non sia derivata da un mio intervento attivo. Si tratterà sempre di fidarsi o non fidarsi di qualcuno.
    Mi capita di fare ricerche ed analisi per lavoro e la gestione delle variabili associata alla condizione di stabilità delle stesse per rendere sensata una sessione di test di paragone o di analisi di tendenza è talmente impattante sull’esito della ricerca che mi riesce veramente molto complicato fidarmi o non fidarmi di qualcuno senza sapere come questo qualcuno ha trattato tutto questo numero di variabili all’interno della sua ricerca.
    E’ come se io dovessi controllare la planarità di una parete rispetto al suolo nel corso del tempo cambiando di anno in anno lo strumento di misura, il supporto dello stesso, la posizione e l’inclinazione dello stesso, per fare poi un confronto tra i vari rilievi e notare che ci sono delle differenze. A quel punto identifico una tendenza ed indirizzo il mio risultato dove mi piace di più, lo sottopongo a 1000 persone e probabilmente se sarò stato convincente 800 mi daranno ragione e 200 tenderanno a smentirmi, se lo sarò stato meno il risultato sarà opposto… altrettanto probabilmente nessuno o quasi di quelle 1000 persone si chiederà se nella mia analisi sono cambiate le variabili o il metodo di valutazione.

    Detto ciò un’altra cosa che mi fa veramente orrore in tutta questa storia è proprio il fatto che mi spaventa il ritratto di una bambina divenuta ragazza icona di un qualcosa di molto più grande di lei… e la cosa che mi angoscia è immaginarmi genitore di questa persona o ancora peggio la persona stessa… il solo pensiero mi spaventa di più di quanto da piccolo lo facesse il pagliaccio di IT. Terrificante.

    Anche chi decide di schierarsi come Fans o Haters mi spaventa, ma trattandosi di massa lo fa con meno intensità.
    Un saluto TADS

  22. Ciao Tads ,i tuoi post sono l unico motivo per cui entrò ancora in queste stanze .Mai una delusione ! Sempre impeccabile nelle tue analisi che sono totalmente condivise dalla sottoscritta.
    Puoi picchiare la moglie ma il biasimo condominiale ti colpirà , se non fai la raccolta differenziata , bigia l a scuola e bullizza i compagni ma vestiti come la ferragni e grida contro i cambiamenti climatici, mamma e papà saranno fieri ,guarda la Tua vita attraverso ogni scatto ogni post perché solo così sarai convinto di averla veramente vissuta mentre lei se ne va, continua a guardare i volti cari e ogni cosa intorno a te senza vedere, con i paraocchi del dogma tu si que vales! Morirai ancor prima di cessare il respiro.
    Potrei continuare ma io sono sicura che tu hai già capito cosa voglio sussurrare alle tue orecchie amico mio che anche se virtuale amico sei.
    Si ci estingueremo per stupidità conclamata e inarrestabile. Greta inclusa.

    • Bentornata Ariel, la tua presenza qui è sempre ben accolta, sante parole cara concittadina, lucida analisi di un mondo che ha perso ogni direttrice, ogni valore saldo e sicuramente anche i riferimenti culturali e storici, Greta ne è la prova provata.

  23. …Tuttavia almeno un bruciolo ha fatto pensare e, l’ondata di discredito che poi ha subito, originata da verità, è probabile, è comunque un segno tangibile che qualcosa smuove. Ora sta ai singoli inventarsi un domani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...