“Tutti gli uomini hanno una valida ragione per odiare le donne così come le donne ne hanno una per odiare gli uomini…”

Minare i già precari equilibri di una società claudicante diffondendo perniciose convinzioni, è un azzardo ad alto rischio, strategie simili tendono a trasformarsi in micidiali boomerang. Se le donzelle persevereranno nel marchiare come maschilismo, misoginia, sessismo, molestie e stalking ogni ranza di ruminante (vedi battuta di Sarri data in risposta alla domanda “idioterrima” di una giornalista incapace di rendere onore alla mordacchia riflessiva), si moltiplicheranno i coccodrilli nel fossato. Questo crescendo rossiniano di faziose colpevolizzazioni, induce a profetizzare eserciti di donne in analisi causa isteria da utero vagolante. Sull’altra sponda, frotte di uomini “conlepalleshakerate” appalteranno alle escort, performance a paranoie zero e assenza di qualsivoglia vincolo, l’appagamento dei bisogni basici creati da madre natura. Proiezione a cavallo tra l’onirico e l’apocalittico, per le donne un catastrofico depotenziamento, niente più vanità energizzante e niente più sessualità maschile da gestire. Salto della quaglia (zoppa) passare dallo status egosintonico alla contemplazione da uncinetto.

In questo Paese… non vi è nessun contratto nazionale di lavoro (né pubblico né privato) che a parità di livello, mansioni e anzianità penalizzi economicamente le donne. Sfruttamento, furberie e lavoro nero sono virus che colpiscono indiscriminatamente uomini, donne, gay, lesbo, trans, asessuati, maggiorenni, minorenni, Italiani, stranieri, bianchi, neri, asiatici, meticci, pappagalli parlanti e alieni. Per poter sbandierare dati bufala versione “al lupo al lupo”, vengono conteggiate le pensioni (con il retributivo gli uomini lavoravano cinque anni in più), i manager (dato di comodo) e, probabilmente, le forze armate. Settore che ha aperto le porte alle donne in tempi relativamente recenti, pietra di paragone inaffidabile. Maaaaaaa… a chi giova disseminar siffatte pigne mendaci???

In questo Paese… esistono leggi tragicomiche sulla genitorialità. Se una donna scaltra e avida gabba il pollastro di turno carpendogli con l’inganno una gravidanza, solo per sfornare un “figlio vitalizio” e quindi sistemarsi, trova nello Stato un affidabile compare. I giudici hanno il potere di imporre a un uomo l’obbligo della genitorialità, anche nel caso dovesse emergere palesemente il raggiro, per contro, le donne possono partorire figli e rifiutarli seduta stante sottraendosi al menzionato obbligo. Con quale criterio e stata concepita una simile discriminante? Uno Stato non può e non deve agevolare e/o incentivare le donne cacciatrici di sperma-reddito. Le gravidanze “accidentali” provocate da spiantati e disoccupati vengono, statisticamente, interrotte con l’IVG. Quelle “accidentali” che coinvolgono uomini ricchi e/o benestanti, per cause tutt’ora sconosciute (diciamo così), accendono un irrefrenabile e irrinunciabile bisogno di maternità. Siamo allo “Sci-fi”.

In questo Paese… se un uomo probo, ligio, fedele e costumato tornando a casa trovasse la moglie a letto con un amante, nel caso vi fossero bambini in famiglia, farebbe bene a star zitto e far finta di niente, denunciasse l’accaduto la legge lo infilerebbe nel tunnel della disperazione. Oltre alle corna si ritroverebbe a dover lasciare la casa coniugale alla fedifraga, come non bastasse, pure mantenerla e pagare spese/rimborsi a piè di lista, il tutto per “tutelare i minori”. Ordunque… dove sta scritto che per meglio tutelare i figli occorra strapparli a padri seri per affidarli a madri zoccole? Una donna spregevole viene premiata a discapito di un uomo integerrimo, tra l’altro penalizzandolo anche sull’affetto filiale. Il concetto che una pessima moglie possa comunque essere una ottima madre è teorico, direi aulico, insomma… è una gran cazzata. Chi tradisce non è assolutamente affidabile, ancor meno se accoglie amanti nel letto coniugale, vezzo da cui si evince il totale disprezzo nei confronti dei valori base della famiglia. La realtà è che se i tribunali dovessero veramente punire mogli sgualdrine e madri indegne, l’universo femminile si ritroverebbe in una imbarazzante vulnerabilità e con un potere contrattuale prossimo allo zero. A quanto pare una deriva da evitare assolutamente, con ogni mezzo.

In questo Paese… il riscatto sociale femminile è un concetto aleatorio politicamente imbrigliato. Emblematico il caso “Fausto Brizzi”, una quindicina di ragazze aspiranti attrici lo hanno accusato di violenze sessuali, alcune di loro si sono rivolte alla magistratura (denunce sporte fuori tempo massimo, reato scaduto, come uno yogurt). Il ring “innocentisti vs colpevolisti” non mi affascina né mi appartiene, lascia perplessi la gestione mediatica dello “scoop”. Giornali e tv (Iene a parte) ne hanno parlato il minimo sindacale, non di rado prendendo addirittura le difese del regista (in particolare le donne) per poi piombare, con una fretta sospetta, nel più tombale dei silenzi. Fausto Brizzi è forse un simpatizzante della sinistra? Quella sinistra forcaiola coi nemici e garantista con gli amici? Quién sabe? Una certezza assoluta l’abbiamo, se il presunto “Weinstein pizza & fichi” fosse stato un intimo di Berlusconi, un assiduo di Arcore… giornali e talk ne parlerebbero ancora oggi h24. Le femministe anti bunga bunga, stranamente afasiche, avrebbero organizzato manifestazioni di piazza ad libitum. Procure di mezza Italia si sarebbero arbitrariamente occupate della questione e, c’è da scommetterci, i soliti guru televisivi “anti” avrebbero elaborato teoremi tipo: “è evidente che Fausto Brizzi svolgesse semplicemente il ruolo di reclutatore/addestratore al soldo del vecchietto ficaiolo tricoleso”. Dulcis in fundo… le quindici ragazze avrebbe goduto di un credito fin qui assurdamente negato. Tutto ciò ci insegna quanto la dignità delle donne non sia un valore assoluto bensì un allegato ideologico. L’eco, la risonanza di un reato a sfondo sessuale è vincolata (intendo mediaticamente) all’appartenenza politica di chi lo commette o si ritiene abbia commesso, indipendentemente dalle vittime e dalla presunzione d’innocenza.

Ricapitolando… femmine e maschi asserviti sbraitano su teorici dislivelli economici nel mondo del lavoro ma nessuno, NESSUNO, ha mai documentato la cosa, carta alla mano, in modo credibile, inconfutabile. Quando si rompe un preservativo, la legge impone all’uomo di assumersi le responsabilità ma lascia alla donna la facoltà di deresponsabilizzarsi totalmente. Uomo traditore o uomo cornuto, per i giudici la soluzione è sempre la stessa: lui fuori casa con tutte le spese sulle spalle e lei al sicuro con i figli. La credibilità di una donna che denuncia molestie o violenza, è data dalla sponda politica del denunciato. Che dire… quadretto poco edificante!

Tutto ciò dista galassie da un rapporto corretto tra generi. Quando scoppiò lo scandalo del porco Hollywoodiano, sulla lunga onda emotiva, molte donne ebbero l’ardire di affermare: “anche una semplice carezza non voluta è violenza”, d’accordo ma il resto come lo chiamiamo?  Qual è il vero punto d’arrivo? Qual è l’obiettivo finale programmato?

Tullio Antimo da Scruovolo

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217 pensieri su ““Tutti gli uomini hanno una valida ragione per odiare le donne così come le donne ne hanno una per odiare gli uomini…”

  1. Se è vero che ci sono tante donne che incastrano abilmente il pollo di turno per procurarsi una rendita vitalizia, bisogna dire che ci sono tanti allocchi che cadono nella rete, anche quando potrebbero evitarla facendosi qualche domanda. Vanità e narcisismo fanno credere a parecchi di essere stati prescelti per il loro fascino, piuttosto che per il portafoglio, anche quando la partner ha vent’anni o trent’anni di meno…
    La propensione ad affidare sempre i figli alla madre non è poi così granitica, sta cambiando, lentamente, ma sta cambiando, soprattutto quando si tratta di bambini che hanno superato la prima infazia. E quanto alle discriminazioni sul posto di lavoro esistono e non sono certo consacrate nei contratti collettivi, ma in comportamenti più o meno espliciti che finiscono per penalizzare il sesso femminile.
    Comunque buona giornata 🙂

    • Mi spiace ma sulle discriminazioni sul lavoro non bastano congetture né luoghi comuni, nel legale non ci sono dislivelli, nella illegalità c’è di tutto che penalizza tutti, perché vittimizzare solo le donne?

      allocchi e troie sono una bella accoppiata ma nei duelli vincono sempre le troie, per legge

      i casi in cui i figli vengano affidati ai padri sono, statisticamente, lo zero virgola, può anche darsi che ogni tanto qualche sentenza vada contro corrente ma sono eccezioni che non intaccano la tendenza.

      buona giornata anche a te

      • le discriminazioni sul lavoro riguardano tutti e, concordo che non sono certo sancite dalla legge, ma le troviamo nel sottobosco della illegalità; sta di fatto però che le donne subiscono, in ragione di peculiarità intrinseche, o a volte di pregiudizi, delle penalizzazioni da cui gli uomini non sono sfiorati, come i licenziamenti a causa di matrimonio o di gravidanza, che tutt’oggi, nonostante vietati, ci sono.

  2. Ho conosciuto padri (bravi padri)demoliti da donne mostruose.
    Ho conosciuto la violenza domestica genitoriale
    Ho visto due amiche
    Uccise da due mostri
    Gli stronzi bastardi non hanno sesso colore o religione.
    E se posso “allocco” non rende .
    Perche’ se le donne sono troie vorrei quanto meno un equivalente al maschile..
    😉

    • ciao Liza,
      non ho dubbi sul tuo dire, nella mia lunga vita ho avuto modo di conoscere anche io situazioni becere sui due fronti ma, lasciamelo dire, in questo post si affrontano situazioni mirate.

      “coglioni” va bene??? 😉 🙂

        • Che ne dite di “verro”? “Troia” indicava in origine la scrofa da riproduzione, il verro è il maiale maschio non castrato (ovvero, la controparte della troia).

          Mmm… credo però che non funzionerebbe: il termine “troia” ha assunto connotazioni negative in un contesto maschilista. Un po’ come “vacca” e “toro”: difficilmente una donna si sentirà lusingata a sentirsi dare della vacca, mentre gongolerà l’uomo di cui si dice che a letto sia un toro.

          “Verro” diventerebbe il termine per indicare un maschio sessualmente attivo e prestante ma non particolarmente pulito né profumato.

          Scusate se ho contribuito a deviare di brutto il discorso…

          • nessun problema per la deviazione.
            Penso tu abbia ragione, non sono pratico di porcilaie ma credo che il verro, nella golden age, fosse il maschio preposto alla monta e all’ingravidamento delle scrofe, dico goloden age perché ritengo molto probabile abbia fatto la stessa fine degli stalloni e dei tori da monti, cioè… nisba ciulate

            condivido anche la metafora “toro” e “vacca”, ancora oggi, nel 2018, una donna che tromba in giro passa per troia e un maschio che schiavazza ovunque passa per figo della situazione. Diciamo che la cosa dipende anche dalla simbologia e dal valore totemico del fallo, viene da domandarsi perché nell’antichità sia stato eletto a icona della fertilità il pene e non la vagina, forse proprio perché un pene può ingravidare più femmine, con le attuali tecniche anche contemporaneamente.

  3. Ciao Tullio e bentrovato. Tutto bene?

    Devo essere sincero: venerdì scorso mi ha telefonato un amico che non sentivo da tempo, il quale (separato) mi ha confidato le sue enormi difficoltà di gestione dei figli (ne ha due) e del poterli mantenere. E le corna le ha subite lui…
    Cioè, per dire, logico che per i figli si farebbe di tutto, ma mettere in difficoltà affettiva e monetaria il padre (tradito dalla moglie) mi pare un controsenso.

    Discorso reddito. Ovvio che per legge a parità di livelli ci siano parità di trattamenti. Ma il problema, purtroppo, è che spesso le donne vengono penalizzate nei livelli, anche a parità di mansioni. Questo purtroppo è un dato di fatto.

    • ciao carissimo,
      è sempre un piacere averti qui

      il discorso sul reddito deve essere letto in modo diverso, le furberie e gli escamotage non fanno parte della rivendicazione. Un imprenditore serio non fa differenza, un imprenditore furbetto fotte chiunque, anche i maschi. A dirla tutta, soprattutto nel pubblico impiego e nei grandi apparati, le donne in carriera “orizzontale” (per detta delle stesse donne) non scarseggiano affatto.

  4. Cado nell’ovvio se dico che non ci si deve formalizzare e fare di tutte le erbe un fascio (non littorio ovviamente).
    E sono d’accordo con Liza, in questa società non ci si capisce più una cippa…
    sempre il solito cazzo… per farne cosa poi? Ormai è obsoleto. I coglioni invece vanno alla grande.

    • cosa intendi per fare di tutte le erbe un fascio?
      mi conosci da tempo e lo sai, qui non si generalizza, si analizzano tendenze, sono cose diverse.

      sì sì sì… vanno alla grande, anche in umido con le patate 😀 😉 🙂

      • Ti rispondo più tardi. Sono alla riunione di condominio e sono molto incazzata. Invece per risponderti devo essere calma e rilassata per spiegarmi bene

          • Ho riletto il tuo articolo e mi devo scusare, non avevo afferrato il senso giusto. Anche se non condivido alcuni punti devo dire che sostanzialmente hai ragione. Il problema è nelle leggi ma hai forse dimenticato che siamo in Italia, il bel Paese che tutti ci invidiano! I turisti arrivano a frotte per riempirsi gli occhi con le nostre bellezze, le orecchie con la nostra musica, la panza con le nostre specialità gastronomiche. E dunque che pretendi, che tutto funzioni perfettamente? Su, stai sereno.

            p.s. sono sopravvissuta ma è stata dura…

            • ahahahahah… GRANDE
              filosofia applicata, chapeau 😉

              non so su cosa tu non sia d’accordo, non ho espresso opinioni, ho solo riportato dati e fatti, poi, sai, nei post cerco di essere meno noioso possibile.

              • Tanto per cominciare non mi convince il titolo. Invece di “tutti gli uomini hanno una ragione valida per odiare le donne così come le donne ne hanno una per odiare gli uomini “. In verità le cose stanno diversamente, le donne di ragioni valide ne avrebbero un pochino di più di una.
                Quanto alla carezza che può essere violenza, forse “violenza” è un po ‘ eccessivo, tuttavia, a meno ché non provenga da un familiare o da qualche amico di lunga data e di provata fiducia, a me potrebbe dare fastidio. Infatti non vedo perché il mio datore di lavoro improvvisamente in uno slancio di affetto debba farmi una carezza. Ma si tratta di una semplice carezza, dirai tu. Ragioniamo, tra me e il mio datore di lavoro ci potrà essere un rapporto di fiducia e collaborazione acquisito nel corso degli anni nel quale però non sono contemplate le carezze. Dal canto suo chi riceve la carezza è perplessa, non capisce il perché del gesto e vorrebbe declinare l’offerta. Però non vorrebbe offendere il datore di lavoro e così tace sperando che si tratti di un episodio isolato. Ma l’esperienza personale e non mi ha insegnato che la carezza è solo il primo passo di un escalation verso traguardi più seri. E se la ragazza non ci sta si sente dire: “scusa, quando ti ho accarezzato non hai detto niente. Pensavo ti fosse piaciuto”.
                Questo sempre secondo me…

                • appunto, io sono d’accordo sul fatto che anche una carezza non desiderata possa essere una “violenza”, l’ho pure scritto, condivido in pieno questo tuo commento

                  la conta dei motivi per “odiare” non l’ho fatta ma non credo che le donne ne abbiano di più, una volta sul blog di Masticone, diversi anni fa, ti scrissi: “anche il più grande pezzo di merda esistente sulla Terra è stato comunque partorito da una donna”, ricordi??? tu mi rispondesti, giustamente, sul seme maschile, ecco, io penso che uomini e donne siano vincolati anche sull’odio, intendo stessi livelli e motivi.

                  sul titolo… recrudescenze giovanili, ho dei trascorsi come giornalista, mi è rimasto il vezzo dei titoli a effetto 😉 🙂

  5. Il problema è che, purtroppo, la legge in questa Italia fa buchi da tutte le parti, e quindi le ingiustizie palesi ci sono e in entrambi i casi. Per il lavoro, essendo nel pubblico, posso garantire che non ci sono alcun tipo di discriminazioni nei confronti delle donne o differenze ne di carriere ne di stipendi. Nel privato sicuramente esistono, come esistono per altre categorie di persone…

    • lo penso anche io, infatti non nego eventuali manfrine che possano danneggiare una o più categorie di persone, un conto è dire: “in questo Paese esistono ancora tanti furbetti che penalizzano l’universo femminile” altra roba è: “l’Italia è un Paese che discrimina economicamente le donne nel mondo del lavoro”. La differenza è abissale, nel primo caso la responsabilità è soggettiva, nel secondo è strutturale, io contesto il tentativo di spacciare per strutturale ciò che è individuale.

  6. Secondo me, qualsiasi accusa, vera o falsa che sia, nasconde sempre un motivo che molte volte non ha niente a che fare con il fatto di farsi giustizia… è un capriccio del proprio ego…

  7. Buongiorno Tullio, questo il mio pensiero.

    In Italia c’è la pessima abitudine di assumerti con il peggior contratto di lavoro possibile per il lavoratore e migliore per il datore di lavoro, penso che la penalizzazione parta senza discriminazioni da qui. E poi c’è una pessima tendenza a non “premiare” perché spesso, al di là di mere logiche di fatturato o di esempi virtuosi, in molti ambiti pare sia molto difficile valutare l’effettiva resa sul lavoro in termini di risultati (così mi han detto e non essendo del mestiere pare non possa che credere…obbedire… e combattere…). Sarebbe interessante conoscere qualche dato in merito alle promozioni, gli avanzamenti di carriera, gli aumenti di stipendio… fanno poca audience?

    A questa pratica del “figlio vitalizio” poi non ci avevo mai pensato. Si vede che sono un’ingenua.
    Mi vien da dire tristezza. Mi viene in mente la questione Balotelli e ex- fidanzata. Ci saranno sicuro altri casi di famosi e tanti altri casi meno famosi, che magari nascono da matrimoni di convenienza con qualche maschio beta in tanti aspetti ma molto alfa nel conto in banca. Si vede anche che la donna è diventata molto brava a mandare a puttane la propria dignità per ottenere qualcosa che va oltre la saggia sicurezza economica che sbandieravano le nostre nonne. Poi in tutte questo ‘sta gente dovrebbe ricordarsi che pur con tanti soldini dovrà far la madre (o forse no, non è dato sapere, perché qui il vitalizio si trasforma in tate, scuole per ricchi etc etc…) Se poi le leggi “tutelano” talune pratiche forse è perché in Italia nascono pochi bambini e allora perché non aiutare tante donne desiderose di maternità che non hanno bisogno di altri sostegni di reddito da parte dello stato? Pubblicità istituzionale è prevista? Ecco è ironico eh!

    Tutela del minore, crescita dei figli. No non sono previsti corsi in merito. In genere si va di buon senso e magari nella maggior parte dei casi va bene. Le scappatelle e le corna non sono pratiche educative per i figli, poi anche qui, facendo di tutta l’erba un fascio bisognerebbe indagare sui motivi delle corna, ma non andiamo a complicare la già complessa materia proposta. Alla fine se i due finiscono in tribunale e non trovano un accordo è il giudice che decide e probabilmente fa giurisprudenza il vecchio motto “la mamma è sempre la mamma”. I danni da pessime figure genitoriali, madri o padri che siano, sono purtroppo poi a carico dei figli. Ma ormai il danno è fatto e credo che non si possa ricorrere in appello.

    C’è da chiedersi come ma in certi momenti saltino fuori notizie più o meno eclatanti a sfondo sessuale. Vorranno distrarci da qualcosa di veramente importante che sta accadendo? Il bunga bunga ha fatto scuola, voglio dire, lì siamo al top, difficile raggiungere così alti livelli in tanti campi tutti insieme, dai protagonisti e tutto il contorno, la giustizia, le trasmissioni televisive, qualche libercolo pubblicato ad hoc. Il bunga bunga ha soddisfatto tutti e moralmente non si capisce più un cazzo. Probabilmente sui libri di storia (se ci saranno ancora) pubblicati nel 2078 ci sarà un capitoletto dedicato. Probabilmente i professori lo salteranno. Lo scandalo sessuale di ampia portata che coinvolge il mondo dei famosi o degli aspiranti tali puzza sempre un po’, perché poi al di là della veridicità o meno dei fatti avvenuti, c’è sempre qualcuno a cui giova la pubblicità che ne deriva. Se i fatti sono avvenuti ben vengano le denunce, le indagini e che il colpevole del misfatto sia punito. La donna non è il sesso debole, lo diventa quando fa proprie certe logiche di mercato per così dire tradizionali e dure a morire.

    L’Italia è il paese delle leggi, dei regolamenti, delle eccezioni previste, delle eccezioni possibili, delle revisioni auspicabili, dell’evento eccezionale, dei condoni programmati. La Cassazione sforna qualche sentenza che sembra la soluzione finale, poi arriva l’azzeccarbugli di turno che con i potenti mezzi messi a disposizione della giurisprudenza sim sala bim rimette il coniglio nel cilindro e fa piangere i bambini.

    Grazie per lo spazio, sono stata un po’ abbondante. 🙂
    Silvia

    • non ci sono problemi di spazio, tranquilla 😉

      tutte le problematiche connesse al mondo del lavoro hanno un fondo di verità, esistono carriere tarpate per antipatie e carriere agevolate per meriti extra ufficio, sui contratti inventati di recente ci sarebbe da scrivere una enciclopedia. A me interessa evidenziare una falsità, una bugia di comodo, quella che mira a vittimizzare le donne aggrappandosi a ganci inesistenti. Raccontare mille volte una balla non significa trasformarla in verità.

      Esimia Silvia, le “gravidanze sistemazione”, quelle che “incastrano” gli uomini, esistono dall’alba dei tempi, una volta si usavano per farsi sposare, adesso per farsi mantenere senza neanche concedersi, basta un coito per “piazzarsi”. Le donne hanno il diritto di usare mezzi anche poco nobili per campare “gratis et amore Dei”, il problema è che uno Stato serio non dovrebbe rendersi complice.

      Non amo Berlusconi, non voto dai tempi di mani pulite, non ho il cervello sciacquato da ideologie né tessere intinte nell’odio. Da osservatore ti dico che il “bunga bunga” è roba da educande rispetto a quello che hanno combinato Clinton e Sarkozy (anche tanti altri), idoli della sinistra moralista sempre pronta a condannare. Condannare sempre tutto ciò che accade da una parte per assolvere sempre ciò che accade dall’altra, è il modo più rapido ed efficace per indottrinare i fessi pecoroni e creare contrapposizioni sociali

      In Italia tutte le leggi che regolamentano separazioni, divorzi, alimenti e affidamenti sono scritte al femminile, leggi obsolete, anacronistiche, totalmente inique. Ecco… non puoi più dire: “la mamma è sempre la mamma”, nemmeno: “di mamma ce n’è una sola”, non più, con gli uteri in affitto e i matrimoni lesbo, di mamme ce ne sono tante. Fa specie vedere tanta voglia di progresso su alcuni fronti e tanto conservatorismo su altri.

      Personalmente credo che faccia tutto parte di una strategia, la stessa posta in essere dai gay, l’obiettivo è elevarsi a casta, ottenere ulteriori leggi di favore e corsie preferenziali, a 360°

      • Grazie per l’esimia 🙂

        E’ molto difficile approcciarsi alle informazioni che ci vengono propinate da qualsivoglia organo preposto a questa funzione con spirito critico, avendo cura di non credere a tutto, di non lasciarsi abbindolare dall’argomento del momento che sposa una tesi e la ripropone come Verità assoluta e incontrovertibile. E neppure è possibile, sempre e comunque, dubitare di tutto.
        Tu proponi una riflessione che, al di là del contenuto che hai preso come esempio, si può estendere anche a molti ambiti.

        Penso di avere capito dove vuoi arrivare con il tuo post anche se fatico un po’ a fare mio il tuo approccio generale basato su dati diffusi, perché mi sento più portata a vedere il particolare e a focalizzarmi su un aspetto che magari mi prende di più, o lo trovo più congeniale.
        Per questo lo stimolo alla riflessione mi piace molto di più, per lo meno imparo a pensare e a muovermi diversamente.

        Mi spiego meglio, faccio fatica ad affrontare il problema evitando di dire sono d’accordo/non sono d’accordo con quello che scrivi, perché se quello che scrivi è un dato diffuso, la riflessione deve partire dal perché si diffonde un certo tipo di informazione e perché c’è una deriva in una certa direzione.

        Scusa se mi dilungo nello spiegare il giro che fa il mio pensiero, ma succede che mi faccio prendere da un deriva e vado fuori tema!

        Hai ragione quando dici delle “gravidanze sistemazione” e dei matrimoni di convenienza. Perbacco lo so che ci son sempre stati, solo che ci sono realtà che sono talmente lontano dal mio vivere e dai miei principi che talvolta faccio veramente fatica a comprendere le logiche che accompagnano certe scelte. Non avevo capito (non ci avevo mai pensato) fino a che punto le leggi possano tutelare questo tipo di pratica.

        E’ interessante questa idea della strategia della casta. Perché dalla tendenza a fare un gruppo di genere si deve passare al riconoscimento “legale” del gruppo che si è creato? Per tutela? Per evitare discriminazioni? Però più si divide e si specificano le caratteristiche della diversità più si sottolinea la differenza. Forse bisognerebbe pensare bene quando differenziare è necessario e quando non lo è. Tullio, mi sta che mi sto incasinando e infilando in qualche cul de sac… (perché poi son la prima che sbandiera che non siamo tutti uguali e che eccome se bisogna differenziare!)

        • credo di capirti ma quando si affrontano tendenze, il che non significa affatto generalizzare, ci si muove sui grandi numeri e quindi si penalizza un po’ la casistica

          mi soffermo su un punto…

          il meccanismo è perverso ma elementare, passami l’ossimoro, tra l’altro neanche originale visto che è stato mutuato dalla regole base del marketing. Dividiamo la società in “blocchi”, tra i tanti vi sono il blocco dei gay, quello delle donne e via dicendo. All’interno di ogni blocco vi è una corrente integralista che programma il raggiungimento di obiettivi precisi: diventare casta, ottenere corsie preferenziali, leggi ad personam, trattamenti di favore, ecc. ecc.
          Per logica applicata una rivendicazione ha bisogno di due elementi indispensabili: 1) un acerrimo nemico, 2) una compilation di discriminazioni, se non esiste un nemico non può esserci vittimismo e quindi niente rivendicazioni. Ad esempio i gay, quando si verificano atti di omofobia vengono ingigantiti a dismisura, quando questi scarseggiano si provvede inventandoli (se un gay viene licenziato perché lavativo, i gay parlano di licenziamento omofobo, tanto per capirci). Il nemico, lo spauracchi del blocco femminile è il maschilismo, anche qui si tende a fare minestroni assurdi strumentalizzando tutto e tutti, le discriminazioni, come quelle economiche sul lavoro, si costruiscono di sana pianta e si diffondono a tutti i livelli. Un blocco con nemici pericolosi e fortemente discriminato, stimola la creazione di provvedimenti extra, ergo, si creano caste.
          Quando un “nemico” è essenziale, non lo si combatte per eliminarlo, assolutamente no, ci si adopera per gestirlo, soprattutto mantenerlo attivo, molto attivo.

          Spero di essermi spiegato in modo comprensibile.

          non ci sono problemi di spazio, possiamo approfondire qualsiasi punto, no problem, anzi, è lo spirito di questo blog

          • Grazie per la spiegazione 🙂
            Analizzare la tendenza è diverso da generalizzare. Devo fare mio questo punto di partenza per iniziare col piede giusto.
            Ho chiaro ora anche il meccanismo di creazione della casta, grazie per la pazienza. Ho una formazione più letteraria e per certe analisi mi mancano proprio le basi.
            Lasciami dire una cosa, visto che sono femmina (non femminista). Combattere il maschilismo con il femminismo è fare proprio il modus operandi del nemico. Il passaggio successivo vede la categoria (le donne) adeguarsi proprio alla logica che combatte. Va bene che si dice che dà una certa soddisfazione sconfiggere il nemico con le armi che gli appartengono, ma qui siamo al paradosso. Che non fa neanche tanto onore alla categoria. Lo dico da donna ed esagerando: se proprio voglio dimostrarti che sono meglio di te, impiego le mie di armi, non le tue che tanto detesto.
            La logica di sentirsi appartenenti ad una categoria, quando è priva di rivendicazioni che vogliono sottolineare e codificare le differenze, non è così deprecabile. Sono le derive estremiste che minano i buoni propositi a snaturare gli intenti iniziali.

            • qui il discorso si arzigogola, direi piacevolmente, le donne hanno vissuto millenni in un susseguirsi di società maschiliste, patriarcali, un lunghissimo periodo in cui hanno metabolizzato il modus operandi e pensandi maschile. Una volta raggiunte le dovute libertà, hanno guardato oltre e hanno capito che, per poter conquistare spazi maggiori, avrebbero dovuto porre in essere una lotta di genere. Le uniche armi a disposizione, diciamo socialmente già collaudate, erano quelle usate dai maschi, detto fatto.
              Come ti dicevo prima, quando il tuo vero interesse non è eliminare il nemico bensì mantenerlo attivo, la strada vincente sta nel vittimismo, quindi, roba da azzeccagarbugli, io femmina, per vincere contro i maschi (cioè ottenere privilegi), devo far finta di perdere.
              Pare un sudoku ma non lo è, è l’apoteosi del vittimismo trasformato in percorso vincente.

              • Il vittimismo è diventato congenito nella donna, in un sacco di situazioni. Ci sono tante mamme che lo insegnano (son le stesse che ti introducono il concetto di buon partito, per tornare indietro di qualche commento). Poi escono le storie della buona notte per bambine ribelli e siccome è di moda (il primo è stato un best seller) son capaci di regalarlo alle figlie…si sa che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni!

  8. Titolone!!! È giusto… quello che è giusto è giusto!

    Posto che la valida ragione viene dal non riuscire a comunicare in maniera autentica ed adeguata e che fisiologicamente cervello femminile e cervello maschile abbiano morfologie diverse, gli ultimi studi riguardano le sinapsi di collegamento il cervello del maschio ha più connessioni all’interno di ciascun emisfero, quello delle femmine ha più connessioni tra i due emisferi, e quindi spesso non decodificabili con feedback corretti, (prendi i movimenti della coda fra cane e gatto) forse un piccolo sforzo da parte di entrambi aiuterebbe quanto meno nella consapevolezza di questa incomprensione di fondo che genera la valida ragione .

    Lo scenario boschiano che prospetti nell’introduzione mi fa sorridere e mi porta alla mente quel film, Hysteria, dove le donne vengono curate per l’isteria da un ginecologo illuminato, con sollecitazioni atte a procurare orgasmi attraverso un attrezzo progenitore del moderno vibratore…passando così dalla contemplazione da uncinetto ad uno stato egosintonico appropriato 😉

    Scherzi a parte, il tuo post introduce un argomento spinoso e destabilizzante per certi versi, perché rovescia l’assunto, capovolge i ruoli, e apre una riflessione che anche per noi donne, pur volendo essere di parte, dovrebbe avere, obiettivamente, una visione alternativa.

    • il film che citi: Hysteria, l’ho visto, una genialata 😀 😀 😀
      tra l’altro neanche tanto distante dalla realtà

      Questo è uno di quei post strani, complessi, difficili da scrivere e, probabilmente, anche da commentare, come dicevo sopra, sono dati, non opinioni. In Italia si fa spesso l’errore di emanare leggi in contesti emotivi, grande errore perché in tali condizioni ci si allontana dalla imparzialità. Poi abbiamo la pessima abitudine di ufficializzare le menzogne e trasformarle in leve propagandistiche.

      La discriminazione economiche delle donne nel mondo del lavoro fa il paio con la cazzata dei 15enni disoccupati. In questo Stato esiste l’obbligo di frequenza scolastica fino ai 16anni compiuti, in alternativa è possibile abbandonare la scuola se vi è un contratto di apprendistato. Quindi, a 15anni, o sei a scuola o sei al lavoro, perché la disoccupazione giovanile viene conteggiata a partire dai 15anni??? per diffondere falsi problemi.

      • Devo dire che è vero che non esistono contratti di lavoro che visibilmente penalizzano le donne, io lavoro in un’azienda dove la maggior parte dei dipendenti è di sesso femminile, retribuzione uniforme e senza distinzione di sesso (neanche di merito ahimè) però credo che nelle piccole aziende un evento gravidico possa pesare notevolmente sull’assetto economico e produttivo dell’azienda stessa e quindi possa essere un momento di “discriminante” necessario…ammettendo la buona fede di entrambe le parti.

        Ufficializzare le menzogne dici… anche qui mi viene in mente un video che ho visto di recente, “La scimmia rossa” brevemente: in una gabbia ci sono cinque scimmie, una banana è appesa in alto ad un angolo della gabbia, ogni volta che le scimmie si avvicinano per prenderla sono inondate da getti forti di acqua gelata cosicchè alla fine non ci provano nemmeno più.
        Dopo un po’ di tempo una scimmia viene sostituita con una nuova scimmia che per comodità definiamo rossa. La scimmia rossa una volta dentro prova ad andare a prendere la banana ma viene fermata dalle altre scimmie che le dicono che non si può perché è pericoloso e proibito.
        Poi subentra una seconda scimmia rossa, una terza, una quarta, una quinta… ad ognuna viene riferito lo stesso concetto, la banana non si può prendere anche se nessuna sa veramente perché non si possa farlo, semplicemente il ricordo delle prime scimmie è stato tramandato ed assimilato come un concetto reale, tanto da non avere possibilità di dubbio.
        Analogo è il passaggio di alcuni concetti che si vogliono far passare per verità assoluta nella nostra società: se chiedi perché si fa o perché non si fa o perché è così, nessuno ti sa dire il motivo, ma sa solo che si deve fare o non si deve fare o è così.

        • la storia delle scimmiette rosse mi pare di averla già sentita, comunque mi ricorda qualcosa di simile. Esistono balle che vengono tramandate per secoli, altre che durano poco ma fanno disastri.

          Come ho detto sopra, è subdolo e squallido il tentativo di spacciare per falla strutturale dello Stato l’operato illegale di alcuni imprenditori privati, è la stessa differenza che corre tra generalizzare e analizzare una tendenza

          • Certo, generalizzare è molto più semplice , si può decontestualizzare ogni argomento facendone un discorso da bar dello sport, aiuta a scaricare le tensioni sociali lasciando nella convinzione di aver capito tutto e detto la propria e sono giustappunto le fonti di informazioni ufficiali a spingere sui concetti generalizzati.
            L’analisi di una tendenza invece, implica una messa in moto neuronale che spesso porta a “ragionamenti autonomi” che sono pericolosi per l’establishment e quindi da mettere al bando.

            Fornire l’opinione precostituita a più persone possibili, ha una serie di vantaggi applicabili in ogni settore del sociale e limita fortemente lo spirito di iniziativa. Una specie di lobotomia virtuale insomma 😉

            Il fenomeno dei padri isolati e depredati è un fenomeno relativamente recente. Le donne hanno capovolto e sconvolto la realtà coniugale un tempo subita, ed è certo, senza voler “generalizzare” che molte hanno dimostrato una sensibilità prossima allo zero sia per il benessere dei figli che il mantenimento di un rapporto civile e responsabile con l’ex coniuge.

            Gli esempi sono all’ordine del giorno, tra più e meno famosi.

            Il problema qui sta nel poco discernimento dell’applicazione della legge a tutela prima di tutto dei minori poi di entrambe le parti coinvolte che possono essere la parte debole a seconda dei casi.
            Siamo passati agli uomini che costringevano ad abortire le donne a donne che impediscono l’esercizio della paternità con l’arroganza di essere madri.

            Tutto questo non può fare certo bene all’ evoluzione di una società che dovrebbe, in ogni caso, rimanere coerente ai dictat della Natura per garantirsi un adeguamento epigenetico della specie.

            Non pensi anche tu che sia la naturalità la vera salvezza? Tutti gli animali lo sanno

            🙂

            • quali siano i concetti base che abbiano indotto il legislatore a scrivere al femminile obblighi legali in materia di separazione, divorzio, alimenti e affidamento non sono in grado di dirlo con certezza. Sul fronte delle ipotesi ci sarebbe da scatenare la fantasia, sicuramente il tutto è stato fortemente influenzato da una radicale revisione unilaterale dei rapporti. L’onda rosa è entrata con prepotenza nelle ipocrisie del politicamente corretto, l’autonomia della donna è totale solo se supportata economicamente dall’uomo cacciato di casa.

              Esiste anche una contraddizione sconcertante, da una parte si forza l’adozione alle coppie gay sostenendo la tesi che un bambino possa tranquillamente crescere con due padri, dall’altra si afferma che un bimbo debba, ineludibilmente, crescere con la madre, anche nel caso fosse donna di facili costumi.

              non trascurabile l’aspetto etico/morale, privilegiare una donna fedifraga rovinando la vita a un uomo encomiabile è una gran porcata, anche sul fronte educativo, crescere una figlia inculcandole il concetto di “uomo/bancomat” non è cosa socialmente positiva.

              • Uomo-bancomat mi fa ridere…perché immagino un uomo vestito da bancomat!! 🙂

                Diciamo che le mamme hanno sempre sperato che le figlie femmine trovassero un marito ricco, motivandolo alle suddette con dovizia di ragionamento.
                Quando una donna si innamora penso che il bancomat passi in secondo piano, ma quando l’amore non è sufficiente, ognuna due conticini li fa…

                • di conticini se ne fanno anche più di uno, sai, fare un figlio con un riccazzo è un colpo gobbo che sistema vita natural durante. Insomma, un conto è alzarsi alle quattro del mattino per andare a lavare le scale, un altro è spremersi le meningi sul come programmarsi la giornata: prima la palestra o prima il coiffeure? prima l’amante o prima il tè con le amiche? prima lo shopping o prima la manicurista? Non è mica facile organizzarsi 😀 😀 😀

                  • beh certo.. tutte cose socialmente utili 😉 dilemmi oserei dire quasi esistenziali, mai un attimo di riposo!!
                    con tutto che non disdegno nessuna delle attività che hai elencato, ma penso che la vita debba articolarsi sia sul fronte piacere che sul fronte dovere, altrimenti ogni cosa diventa scontata e noiosa, anche la più bella… in fondo anche Epicuro sosteneva che la ricchezza non è un bisogno né naturale né necessario

                    • magari Epicuro è stato il primo uomo condannato a pagare alimenti 😀 😀 😀

                      hai perfettamente ragione quando parli di alternanza dovere/piacere, una vita fatta solo di frizzi e lazzi deve essere di noia mortale, le cose sono belle quando te le conquisti, quando le desideri fortemente, quando riesci a valorizzarle. Forse parrà un concetto banale ma io lo considero un valore.

  9. Ciao Tads,
    questo post è un urlo, un urlo di un uomo che rimanda ai milioni di urli delle donne, nel lontano e recente passato e nei giorni d’oggi. Sì, di urli noi donne ne abbiamo fatti tanti, troppi, per farci strada nella parità di genere, nel mondo (parte del mondo) e italiana. Perchè, vedi,
    in questo nostro Paese
    -le donne hanno avuto il diritto di voto appena 72 anni fa (72, non 172)
    -solo 20 anni fa lo stupro divenne violenza sessuale contro la PERSONA e non contro la morale pubblica (che è la morale pubblica???)
    -fino a 60 anni fa (60, non 260) era in vita lo jus corrigenti del padre di famiglia (indovina contro chi?)
    -il nuovo Codice di diritto di famiglia, che per la prima volta garantì la parità legale fra i coniugi e la possibilità della comunione dei beni, venne approvato appena 40 anni fa
    – nel 1963 alle donne furono aperte tutte le professioni lavorative, compresa magistratura, carriera diplomatica e prefettizia

    Ma in questo Paese tutto ancora resta permeato dal passato e dai pregiudizi sulle donne. Le statistiche ti dicono che gli stipendi statali sono uguali, ma le statistiche ti dicono anche che le donne nella stragrande maggioranza ripiegano su professioni più moderate e rinunciano a carriere luminose per lasciare spazio alla famiglia o per volere del marito che si “turba” se la moglie ha troppi impegni di lavoro.
    La maternità, il divorzio, l’aborto e le relative leggi…sì, in questo Paese la donna è favorita, vero. Alcuni aspetti discriminano l’uomo, mi pare che ultimamente si stia andando ai ripari, giusto, perchè esistono pessime madri così come esistono ottimi padri. E viceversa.
    La molestia sessuale un fatto politico? Forse per i mass media, ma non per chi la subisce. Lodo quelle donne che, seppur a fatti scaduti come lo yogurt, ma immagino ancora con cicatrici dolenti, lodo quelle donne e quegli uomini che denunciano i porci di turno, lodo le ragazze che hanno il coraggio di denunciare una violenza sessuale anche se sanno già che un deficiente di magistrato chiederà “ma lei, signorina, perchè non ha chiuso le gambe?”, lodo le mogli che denunciano i mariti violenti e chiedono il divorzio seduta stante!
    Se un uomo mi molestasse sessualmente o mi facesse una carezza non richiesta non esiterei a denunciarlo anche in nome di tutte quelle donne che ancora non riescono a farlo o non possono farlo, in Italia e nel mondo.
    Un urlo maschile, dicevo, il tuo, uguale agli urli, lontani, recenti e futuri delle donne italiane e del mondo. Un urlo di paura perchè il cambiamento fa paura e destabilizza così come il raggiungimento di grandi e piccole, ma sempre doverose e giuste, conquiste, maschili e femminili. Un urlo maschile, però, che inquieta perchè stiamo vivendo un passaggio molto delicato tra i generi e le reazioni di molti uomini sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Il boomerang cui accenni nella frase “eserciti di donne in analisi causa isteria da utero vagolante…”, sarà un altro, è già in embrione e non è roseo nè per le donne nè per gli uomini: le donne si allontaneranno sempre di più dagli uomini, si organizzeranno tra loro e rifuggiranno la violenza, la discriminazione e il sopruso finchè ci sarà, semplicemente perchè non sarà mai più tollerato. E su questo gli uomini, prima ne prenderanno piena coscienza e meglio sarà.Per gli uomini e per le donne.
    Perdona la lunghezza del commento, la mia anima vagamente femminista me lo ha richiesto.
    🙂

    • ciao Marirò,
      mi spiace deluderti ma questo post non è affatto un urlo, almeno, non nelle mie intenzioni, ho solo messo in evidenza quattro anomalie tutt’altro che trascurabili. Anomalie che forse sono anche le conseguenze di una forma mentis che si è formata nei decenni addietro. Ti ringrazio per il ripassino ma non penso sia il caso, ogni volta che si fa un appunto in merito, fare chilometriche dietrologie.

      Questo post, mia cara amica, pone alcune domande che vanno oltre tutte queste belle e giuste cose da te citate, da un punto di vista sociologico è molto preoccupante la strada intrapresa. Le donne, come ho già scritto a la Poetessa, stanno facendo lo stesso errore dei gay, non si accontentano della parità, no, voglio ben altro, vogliono corsie preferenziali. Ne hanno già tante, come si evince dai dati scritti nell’articolo.

      Vedi, nella vita occorre fare delle scelte, se una femminuccia vuole fare la madre, la moglie, magari anche l’amante, la donna in carriera, avere spazi all’interno del rapporto, andare in palestra, in piscina, fare corsi di ceramica, passare una sera a settimana con le amiche e tutte le tarantelle del caso… finisce con l’attaccarsi al manico dell’ombrello pure quando c’è il sole. Sai, anche quella che le donne possano fare cento cose contemporaneamente è una favoletta per tonti, quando ne fanno bene una c’è da stappar bottiglie.

      Mi rendo conto che l’argomento sia delicato e tocchi punti sensibili ma sarei veramente contento, proprio tanto, se almeno per una volta si riuscisse a parlare di qualche negatività femminile, diretta o indiretta, senza sfoderare la solita solfa.

      le donne sono esseri umani, in quanto tali compilation di difetti, lati oscuri, problematiche di ogni fatta e becerume comportamentale e concettuale, esattamente come gli uomini, niente di più niente di meno.

      Certo che parlavo di gestione mediatica, l’ho specificato chiaramente proprio per parlare della gestione mediatica e non di altro.

      E’ sempre un piacere dialogare con te 😉

      • Non mi stai deludendo, assolutamente no; riuscire a urlare, a esternare le emozioni o i timori è segno dell’anima e anche gli uomini ne hanno una. Sempre affermato.
        Poi, come succede, tu hai dato al post una tua impronta e io la mia ottica di lettura che assolutamente non diminuisce l’importanza delle anomalie da te evidenziate.
        Niente ripassini o dietrologie, solo quattro punti del recentissimo passato del nostro Paese e se è vero che noi siamo (ancora)anche il nostro passato….
        Le donne non vogliono corsie preferenziali e nemmeno sorpassi, questo è un timore tipicamente maschile, le donne chiedono di percorrere la stessa strada alla stessa velocità di un uomo perchè possono tenere la stessa andatura. Ma su questo non c’è adeguata convinzione.
        Ma chi ha detto mai che le donne non hanno difetti? Io per prima, sapessi quanti ne ho, quasi alla pari di quelli di mio marito 😉

        Buona notte

        • ahahahahah… sei troppo simpatica 😉

          mia cara ti sbagli, i movimenti pseudo femministi puntano proprio a elevare a casta l’universo femminile, guarda che sono loro le prime a dirlo, non è mica una fisima mia.

          buona notte cara Marirò 😉

  10. La questione legge è la più controversa. La separazione con addebito non sempre coincide con la questione degli alimenti. E gli alimenti, a loro volta, non coincidono con il mantenimento. Sono tre fronti differenti ampiamente sfruttati da avvocati e giudici. E le decisioni vanno al di là della pura etica che costringe una persona a mantenere vita natural durante il proprio coniuge. Per fortuna di recente la Suprema Corte si è pronunciata diversamente, e se la donna è in età tale da potersi rimboccare le maniche, gli alimenti sono dovuti il tempo necessario affinché ella trovi qualcosa per mantenersi. Detto ciò.
    Il caso Brizzi mi ha colpito molto, e sono giunta a tre conclusioni:

    – se fosse vero, emerge un qualcosa di cui si è sempre saputo ma molti hanno taciuto. Quali siano le questioni non è dato sapere, magari connivenza, opportunità, paura di non essere creduti. Ne esce fuori un marciume che fa inorridire, una prassi oramai consolidata che disincentiva chi ha le doti per fare l’attrice;

    – se fosse falso, si corre il rischio di generalizzare la situazione, come appunto la carezza = violenza se non è accettata. Tempo addietro una sentenza riguardava una ragazza che era stata “molestata” (il tipo le aveva solo strappato un bacio) da un amico. Dalle registrazioni del locale (si trattava di una pizzeria) apparve palese che i due stavano innocentemente giocando e che lui non aveva usato alcun tipo di violenza;

    – la via di mezzo (vero in parte, falso in parte) mi fa pensare che la nostra società ha consolidato una prassi becera per quanto riguarda alcuni settori del lavoro. Favori sessuali in cambio di un provino, oppure minaccia di querela per ottenere visibilità mediatica.

    Non sta a me decidere, e se devo schierarmi lo faccio contro la legge, quando riconosce solo sei mesi di tempo per la denuncia di una violenza.

    • ciao Aida,
      conosco le differenze che citi ma conosco anche la realtà applicata,999 casi su 1.000 finiscono come ho riportato nel post. In una famiglia con bambini e lei senza reddito, è sempre l’uomo a dover abbandonare la casa e pagare tutto.

      Sulla questione Fausto Brizzi non mi pongo, come ho scritto, un problema di innocenza o colpevolezza, ho messo in evidenza la gestione mediatica del caso, alquanto anomala per gli standard Italiani, sempre pronti a processare e condannare, anche senza prove.

      Se vuoi sapere il mio parere extra post… credo che Brizzi sia colpevole, le 15 ragazze non si conoscevano ma hanno descritto dettagliatamente situazioni simili, per non dire identiche. C’è poi l’immobilismo del regista, fosse innocente avrebbe sparato querele a manetta, cosa che non ha fatto. Che il mondo dello spettacolo sia fatto anche, forse soprattutto, di compromessi carnali, è una delle poche certezze assolute acquisite dalla umanità. L’ipocrisia si taglia col machete.

      • Per quanto riguarda il diritto della donna di non riconoscere il figlio, e l’obbligo dell’uomo agli alimenti, credo che la disparità di tratamento era nata in un periodo in cui la donna incinta, e senza padre, era ampiamente discriminata dalla società Questo diritto quindi cercava di equiparare la situazione, ma a lungo andare se ne è fatto un abuso. Come ogni tipo di diritto, a mio parere.

        Idem per l’aborto, anche quando il padre non è d’accordo. Si parla di diritto per la donna di gestire come meglio crede il proprio corpo, ma nel corso degli anni si è andato a perdere quello che è lo scopo principale dell’aborto, ossia una maggiore consapevolezza nell’uso dei contraccettivi. A riguardo dell’aborto, non sono favorevole o contraria (bisogna esserci dentro per esprimere un parere), ma credo che non ci siano più tabù nell’uso di preservativi o di anticoncezionali. Certo, l’atto nudo e crudo ha il suo perché, ma sempre meglio rinunciare alla magia (o calore?) del momento piuttosto che vivere il dramma dell’aborto.

        • personalmente credo l’aborto debba essere vissuto come extrema ratio, cioè quando la gravidanza è frutto di una violenza, di un incidente, di spirali difettosi o preservativi rotti. Magari anche di rapporti consumati in uno stato di alterazione mentale. Sono contrario all’aborto vissuto come anticoncezionale o arma di ricatto, peggio ancora quello selettivo

          concordo con te, sicuramente certe leggi sono ormai obsolete, anacronistiche, tu che sei documentata, sono leggi che risalgono al dopoguerra??? forse no, allora c’era la ruota degli esposti.

          • No, alcune leggi in tema di diritto di famiglia sono aggiornate al 2012, e gran parte di esse assumono come principio quello della tutela del minore. Tant’è che spesso si fa una netta distinzione tra obbligo agli alimenti (nei confronti di un figlio non riconosciuto, ma il cui riconoscimento viene imposto dal giudice) e obbligo all’affetto. Il primo è coercitivo e in caso di inadempimento si cade nel penale. Il secondo non può essere imposto in alcun modo.
            Certo, se mi dici che il rifiuto di un padre di sottoporsi al test del DNA viene utilizzato come prova a sfavore di quest’ultimo è ingiusto, ci può pure stare. Ma le decisioni vengono prese quasi sempre con la necessità di tutelare il minore. Anche a danno di un uomo.

            Forse se tutto ciò viene perpetrato in mala fede da parte di una donna, beh. Credo dovrebbe farsi due conti a livello morale. Magari non tutte hanno problemi con la propria coscienza, però ne va della reputazione di tante altre persone che agiscono comunque con sani principi.

            • grazie per le delucidazioni, non credo che una donna capace di programmare figli-vitalizi si ponga problemi morali, è la legge che NON dovrebbe agevolare e garantire donne di questa fatta

              • Poi mi è venuta in mente un’altra cosa che avalla il discorso da te intrapreso.
                Nel settore pubblico con esiste nessuna differenza di trattamento economico fra uomini e donne appartenenti alla stessa fascia retributiva. Inoltre, ogni qualvolta viene indetto un concorso, all’art. 1 si ribadisce sempre la parità di trattamento ai fini di assunzione sia di uomini che di donne. Se non erro solo nel comparto militare esiste una piccola differenza nei requisiti fisici, ma in tutti i casi sia stipendio che lavoro sono garantiti in maniera paritaria.
                Nel privato non saprei, dovrei scandagliare il mondo del lavoro, eventuali sentenze, ma credo che se ci sono delle disparità di trattamento queste non sono mai passate inosservate.
                A dire il vero noi donne godiamo di una tutela maggiore, soprattutto in fase di maternità. Ok, sono discorsi delicati, ma al di là se sia giusto o sbagliato tutto il discorso che gira attorno, il padre gode di meno tutele in questo periodo rispetto ad una madre. Pur riconoscendo i permessi ed i congedi. Ma sono sempre un gradino al di sotto di quelli riconosciuti alla madre. Eppure entrambi sono uguali di fronte all’obbligo di mantenimento, educazione ed istruzione (ex art. 147 c.c.).

                • nel privato è come nel pubblico, te lo garantisco io, non ci sono differenze di retribuzione. diciamo che nel privato esiste anche l’illegalità (lavoro nero, sfruttamento, ecc. ecc.) ma questa non è una discriminante al femminile, è delinquenza che colpisce tutti. Vero, i padri sono penalizzati, sempre e comunque, la balla della tutela dei minori non regge più.

  11. Sarà che lavoro in una multinazionale estera ma io tutte queste differenze di trattamento non le vedo. Però non ho il polso della situazione generale, quindi è chiaro che le mie impressioni restano assolutamente personali 🙂
    In generale però sono d’accordo sul fatto che, per parafrasare il motto di una famosa radio, il Very Normal People in Italia (ma probabilmente in molti altri paesi occidentali) si è proprio perso. Fare parte di una minoranza oppure di una “categoria” apparentemente disciminata sembra quasi portare più vantaggi che svantaggi.
    Ti faccio un esempio. Quando andavo allo stadio notavo che nessuno si azzardava a gridare qualcosa ad un calciatore di colore per paura di venire additato come razzista. Ma se il giocatore era di origine caucasica (diciamo così) potevi liberamente ululargli dietro, gridargli che doveva morire o qualunque epiteto ti venisse in mente.
    Potremmo scriverne per ore, ma preferisco lasciare perdere perché è una partita persa. Le leggi c’erano già e valevano per tutti, una violenza è una violenza. Il punto è che non venivano applicate e i malfattori di turno o venivano subito rilasciati o manco finivano dentro. Per questo ci si dovrebbe indignare. Se la giustizia non funziona, non importa che si facciano nuove leggi: continuerà a non funzionare.
    http://www.wolfghost.com

    • la penso anche io così, “Very Normal People”, quando ero giovane venivano definiti la “maggioranza silenziosa”, sono il gradino più basso della scala dei diritti, non appartengono a nessun “gruppo” e quindi non possono rivendicare niente.
      Nella legalità non esistono differenze, nella illegalità non è certo un problema di genere, la realtà è che si vuole, scientemente, alimentare la guerra dei sessi ma per salvare la faccia, si finge di biasimarla.
      Vero, lo stadio una volta era zona franca, adesso non più, anche quell’area è stata contaminata dalla corrente politically correct.

  12. Vecchio milfone provocatore…sapevi che avresti gladiatorescamente scatenato l’inferno con questo post e lo hai fatto. Non ho letto tutti i numerosi commenti, cosa che mi riservo di fare con calma, magari sorseggiando un buon calice di rosso. Affrontare e risolvere il problema, a mio modesto avviso e senza parteggiare per nessun genere, è come riuscire a comprendere il big bang, cioè mission impossible. L’unica cosa che so è che abbiamo vistose differenze biologiche a livello neuronale e nessuno ha mai capito perchè, necessità riproduttive a parte. Volendo fare un paragone, l’uomo è la vecchia fisica classica, newtoniana, determinista e prevedibile, dove se lanci in aria un sasso, quello, dopo un pò ricade. Dove è possibile stabilire velocità e posizione di ogni oggetto conoscendo le dovute misure. La donna, invece, è come la fisica quantistica che ha le sue leggi che nella fisica classica, a parte alcune eccezioni, non funzionano affatto. In quel mondo, se lanci in aria un sasso “quantistico” questo, non solo non rallenta e ricade, ma schizza via accelerando sempre più… credo che dovremo riuscire a trovare la famosa “teoria del tutto” per risolvere anche questo problema… 😉

    • amico caro, ogni tanto bisogna dare una scrollata alla piattaforma, WordPress sta diventando un mortorio 😀 😀 😀

      pregevole metafora scientifica, complimenti, non penso sia necessario dare risposte o risolvere problemi, magari basterebbe ripristinare certi equilibri, le contrapposizioni positive fanno solo bene, quelle negative allargano la forbice, aumentano il gap. Di sicuro balle, leggi di parte e ipocrisia politically correct non aiutano. Più che la “teoria del tutto” dovremmo parlare di “gomblotto socialo”.

      • In effetti l’ambiente andrebbe un tantino elettrizzato…mi impegno a farlo anche io…
        Ormai l’argomento è così incasinato e l’entropia così avanzata che ritrovare gli equilibri è davvero difficile…ma ci crediamo ancora 😉

          • A prescindere dall’argomento (dagli argomenti?) di discussione, fantastica questa digressione fisica 😀
            Uomini -> meccanica classica, Donne -> meccanica quantistica?
            Raffinata metafora per rappresentare un noto luogo comune.

            Personalmente, sono affascinato dalla fisica quantistica, anche a livello metaforico 😀

            In realtà, anche le situazioni macroscopiche hanno una descrizione quantistica funzionante. Solo, in genere è estremamente difficile fare calcoli.

            E l’entropia dilagante scorrendo i commenti, una deterministica (?) conseguenza della complessità del post.
            Coraggio, la meccanica statistica ci dice che se continuiamo a fornire energia al sistema, prima o poi ce lo troveremo in uno stato ordinato 😀

            • forse il termine entropia lo assocerei più a soggetti come Vladimiro Luxuria 😀 😀 😀

              affascinante parkour lessicale, alcuni sostengono che l’orgasmo maschile sia analogico e quello femminile digitale ma forse sarebbe più giusto dire ottico e tattile (questo non è un luogo comune, è materia di studi da anni, sessuologi e psicologi ancora non ci hanno capito niente).

              più che complesso il post è politicamente scorretto ma questa è prerogativa del mio blog.

  13. Personalmente ,ogni volta che vedo una coppia con un bambino nel passeggino oppure con lei con pancione, inevitabilmente il mio pensiero va a quel pover uomo:”povero cristo, ma non lo capisce che si è fregato con le sue mani?”.

    Aggiungo un ‘altra cosa, riguardo alla differenza di stipendi: ammesso e non concesso che siano davvero differenti, perchè mai la mia collega dovrebbe avere un aumento di stipendio per adeguarlo a quello della media degli uomini nel mio ufficio, mentre il mio stipendio resterebbe sotto alla media?

    Voglio dire: in un’azienda PRIVATA lo stipendio è regolato dalla seplice e basilare legge della domanda e dell’offerta (teoricamente i fattori sono tantissimi, ma alla fine sono tutti riconducibili a quella legge).
    Io stesso quando ho cambiato azienda ho dovuto trattare sull’argomento soldi: tirando io di qui e l’azienda di là, alla fine l’azienda m’ha fatto un’offerta perfettamente e ASTUTAMENTE BILANCIATA E CALIBRATA su parametri di cui era ben conscia (importanza sua, bisogno mio, tenore di vita al quale ero abituato, ecc)…. e io avrei potuto dire “no grazie, vado da un’altra parte perchè m’hanno offerto di più” (la vecchia azienda ha tentato di tutto per tenermi, oppure avrei anche potuto bluffare) ma io ho preferito non rischiare e…ed eccomi qui con uno stipendio che a me sta bene, ma probabilmente più basso di quello del mio vicino di scrivania che a suo tempo è stato semplicemente più ardito di me.
    A questo punto ,se fossi donna, potrei protestare e denunciare un trattamento maschilista. Ma da uomo no: se da uomo prendo meno dei miei colleghi è perchè sono pirla.
    PS: il responsabile del personale col quale ho pattuito lo stipendio era una donna.

    • bentornato carissimo,
      credo di aver afferrato le dinamiche di cui parli, evidentemente tu sei un “quadro”, una figura che tratta con l’azienda prestazioni ed emolumenti, in questo caso i fattori sono diversi e non possono passare per discriminanti.
      Il concetto base è che non esistono differenze di trattamento economico a livello di contratti nazionali, sia pubblici che privati, mi riferisco a parità di mansioni, anzianità e grado.
      A dirla tutta, questa omologazione non discrimina i sessi ma penalizza la meritocrazia, cosa molto discutibile, come giustamente evidenzi nel commento.

      • No. Tads, questa volta c’è qualcosa che conosci.
        In realtà esistono sì i minimi sindacali per ogni categoria e livello, ma sono talmente bassi (per il costo della vita al nord, almeno) che quasi tutti quelli che hanno un po’ di esperienza (e un mestiere dove l’esperieza è importante) prendono anche la voce “superminimo”, cioè quello che noi desideriamo avere in più rispetto al minimo del nostro livello.
        Il minimo sindacale lo prendono i ragazzi al primo impiego, oppure chi fa un lavoro dove l’esperienza è ininfluente, o tutti quei casi che hanno dovuto “ringraziare il cielo” di aver trovato un’azienda che li assumesse.

        Io non sono affatto un quadro: sono un impiegato al 5° livello del contratto metalmeccanico.
        Però cambiando azienda, si sa che nel cambio si desidera anche guadagnare di più. Quindi dopo le chiacchiere sulle competenze & C. si arriva anche a parlare di soldi. E’ normale.
        Nelle aziende private, almeno.
        Nelle pubbliche probabilmente si è tutti allineati a seconda del livello di appartenenza.

        • sono d’accordissimo, non ho mai fatto il lavoratore dipendente ma so come funzionano le cose, pubblico o privato che sia. La sostanza è che la discriminante economica tra generi è una balla colossale, intendo nella legalità.
          Quinto livello è l’ultimo prima dei quadri, sbaglio???

          • Nel metalmeccanico non ho mai sentito il termine “quadri”. Ho sentito “dirigenti”, e credo che sia l’8° livello.
            Il 5° non è affatto il più alto 🙂 E’ da impiegati specializzati.
            Conta che un laureato non può essere assunto sotto il 5° lvl anche se è al primo impiego (mi pare strano, ma me lo disse un addetto alle paghe&contributi).
            Personalmente (non laureato) nel ’94 fui assunto (primo impiego) al 3°. Sotto al terzo possono essere assunti solo gli operai.

            • non metto in dubbio le tue parole ma alla Fiat, azienda metalmeccanica per eccellenza, i “quadri” esistono eccome, sono i laureati (ingegneri, ecc. ecc.) non dirigenti ma neanche impiegati, stanno a metà strada. Conosco diplomati successivamente diventati quadri, forse oggi esistono leggi meno elastiche.

  14. Buongiorno, Tads, è un piacere tornare a leggere un tuo post! In ogni comportamento della vita l’equilibrio è la giusta soluzione, purtroppo quando si acquistano voce in capitolo si protende verso il lato sbagliato. Le donne, purtroppo, si approfittano dei bravi mariti e dopo qualche difficoltà o più di una, sbattono l’uomo fuori di casa, uomo costretto spesso a vivere in macchina perchè con gli alimenti da pagare e mutuo di casa a carico, la disponibilità economica non gli permette di cercarsi un altro appartamento; conosco situazioni di uomini vittime delle loro mogli, uomini minacciati ingiustamente ai quali sono stati negati persino i figli cresciuti senza la figura paterna. Ora che le donne subiscano violenze dall’uomo e non riescono a essere tutelate e difese finendo poi ammazzate, è crudelmente ingiusto,è raccapricciante, ma è anche ingiusto che altrettanto donne si approfittino dei loro ex mariti mettendoli alla berlina e facendoli soffrire le pene dell’inferno. Equilibrio comportamentale, questo manca al genere umano!
    Buona giornata, a presto.
    annamaria

    • proprio così Annamaria,
      quando si rompono gli equilibri e si esce dal buon senso, si provocano solo danni irreparabili. L’assurdo è che lo Stato aiuta le donne disoneste ma non protegge quelle oneste vittime di violenze e soprusi. Come tu dici, uomini probi costretti a vivere all’addiaccio e senza un centesimo, fanno il paio con le povere ex mogli o ex compagne costrette a vivere nell’inferno, non di rado finendo ammazzate.

      buona giornata anche a te

  15. Un post denso di spunti di riflessione dove mi trovi concorde su quasi tutto, mi limiterò a commentare ciò che mi tocca più da vicino a partire dall’annoso tema della violenza perché quando si parla di «violenza di genere» si pensa sempre a quella nei confronti della donna. Troppo poco invece si dice del fenomeno opposto, quello nei confronti dell’uomo. Violenza tutt’altro che rara, subdola e lesiva al pari di una violenza fisica tanto da condurre al suicidio.

    Il discorso stipendi è pruriginoso, nell’Istituto dove lavoro è oggetto di discussione proprio in questi giorni. I contratti di lavoro non penalizzano in base al sesso, ma le statistiche affermano che le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. Il fenomeno, conosciuto come il gender pay gap è attenzionato dai media da sempre. Il problema esiste e non è una novità ma va letto alla luce di una disparità nel numero di donne e uomini nel settore privato e pubblico e di un blocco degli stipendi nella pubblica amministrazione (ove lavorano in maggioranza donne) in vigore da anni (non mi ricordo se l’hanno sistemato o meno), peccato non si aggiunga che nel paniere utilizzato per fare il calcolo abbiano contemplato anche le casalinghe.

    Se sempre affilato come un rasoio, ecco perchè ci piaci tanto 🙂

    Un abbraccio
    Stefania

    • buongiorno Stafania,

      affilato come un rasoio?
      non dirlo forte che poi mi si accalcano tutte quelle piene di peli superflui 😀 😀 😀

      i conteggi per giungere a quel 23% sono a dir poco ridicoli, le donne non guadagnano meno, non come vogliono farci intendere. Come giustamente dici, i contratti pubblici sono bloccati da dieci anni, inoltre c’è il dato pensioni che è interpretato in modo scorretto e i manager, categoria ancora prevalentemente in giacca e cravatta ma con i tailleur in crescita.

      Sinceramente ti dirò che non apprezzo molto queste buffonate messe in scena ovunque, come l’altro giorno a Cannes, violenza e molestie sulle donne si stanno trasformando in un marchettone pubblicitario, magari a favore di chissà quale inconcludente associazione che munge soldi senza colpo ferire.

      ricambio l’abbraccio 🙂

  16. Concordo con il tuo punto di vista. Vi sono donne che amano il ruolo della vittima e fanno scalpore, mentre non avviene per il maschio. E vi sono molte leggi da cambiare a sfavore di entrambi i sessi. Speriamo avvenga! Buona settimana a te, sempre molto interessanti i tuoi post, e anche le risposte!

    • ciao Elisa, grazie per gli apprezzamenti, sei sempre ospite gradito, hai ragione, speriamo cambino le cose ma non credo possa avvenire nell’immediato futuro.

      buona settimana anche a te.

  17. Effettivamente la nostra Legislatura è un colabrodo… e danneggia più che punire o rieducare. I disgraziati che vengono sbattuti nel ciclone della disperazione sono vittime non delle mogli che li raggirano ma più facilmente da una magistratura anziana e bigotta che ancora crede a cappuccetto rosso… c’è una generazione nuova da far spavento forse anche per la stessa causa, per il femminismo per l’esasperazione dei ruoli e della competitività che ha pian piano logorato le radici della società… la famiglia è oramai un concetto anacronistico anche se si vuol pensare che un nonno debba mantenere un nipote e se non lo fa quest’ultimo lo sgozza lo taglieggia lo denuncia… ma da dove sono uscite fuori queste bestie??? Cresciute con la spazzatura delle antenne private… gli han consegnato il concetto che la vita non ha alcun valore… Il tuo ragionamento fila ma è sin troppo arduo esprimere uno stato d’animo che sia tantino figurativo senza dar fastidio al prossimo… siamo il paese che investe meno sulla “educazione civica” e quello che ti chiama giorno per giorno a sostenere il problemi che non sa affrontare da solo. Giorni fa mi son fatto un promemoria dei versamenti in beneficenza fatti dal cellulare tra ottobre scorso e pasqua di quest’anno… per aiutare innumerevoli “emergenze”… tutte serie tutte importanti.. tutte lodevoli… ma perché debbo essere io cittadino ad espormi in prima persona per sopperire alle esigenze di tutto e tutti… allibisco e trasecolo, ma so che da te forse trovo un minimo di spalla. E magari riesci a capire anche perché è sempre più difficile trovare persone sincere e senza retro pensieri… forse anche scrivere per “passione” senza alcuna pretesa come faccio io ed innumerevoli altri, oggi ti pone sul gradino o del “dittatore” o del “giudicato”…. credo solamente che siamo nell’occhio vero della terza guerra mondiale e nessuno ha ancora capito che è l’annullamento sociale il vero obiettivo dei potenti… ma vedete chi sono oggi questi potenti che governano il pianeta??? Hai tutta la mia piena comprensione caro Tads e volentieri ti lascio tutto questo mio inutile l’inchiostro da imbianchino cognitivo!
    A presto.
    Anacleto Pennadasino 🙂

    • qui non trovi un minimo di spalla, qui trovi una condivisione totale, le ultime generazioni sono cresciute all’insegna del business, quello presente e quello futuro. Cervelli standardizzati piazzati nel plastico del caos programmato, un business concepito al contrario, ciò che conta non è come evitare un problema bensì come capitalizzarlo. Eserciti di avvocati divorzisti hanno bisogno di matrimoni in malora per campare, eserciti di assistenti sociali hanno bisogno di bulli e bullizzati per campare, eserciti di insegnanti di sostegno hanno bisogno di bambini problematici per campare, ecc. ecc. Grazie alla rete i genitori sono tutti (o quasi) ricattabili, lo Stato non punisce i minori e questo significa “licenza di uccidere”. Lo Stato non difende gli insegnati e questo significa violenza da followers, lo Stato non combatte la droga e questo significa “rincoglionimento giovanile”. La violenza sulle donne fa comodo perché distrae il popolo, le leggi a favore delle donne sono un controsenso, vengono tutelate sul fronte economico anche quando non lo meriterebbero ma, purtroppo, non protette dalle violenze. Per capire dove e come viviamo è sufficiente fare un parallelo, questo è uno Stato che tollera migliaia di clandestini che occupano abusivamente le case destinate ad altri ma, contemporaneamente, sfratta una vecchietta terremotata di 95anni da una casetta di legno costruita su un terreno di proprietà. Di fronte a questo c’è solo la resa mio caro, solo la resa.

  18. Voglio fare una premessa, espressa con assoluta e pacifica sincerità: ogni volta che ci si trova a discutere in termini di genere (maschile e femminile) e di “opposizione” dei generi si rischia qualche semplificazione di troppo. E’ inevitabile. E’ una premessa che vale per chiunque, prima di tutto per me e per quel che vado a scrivere.
    Sai, da tanto tempo, troppo, vado perorando una tesi sul “falso” potere delle donne, un falso potere cui le donne sembra non si sentano mai di rinunciare. Mi spiego meglio.
    Le donne, in generale ed in gran parte, reclamano per diritti sacrosanti, ma, nel contempo, mantengono in essere comportamenti e ruoli che le relegano nei soliti copioni: troiona, crocerossina, vittima totale, ecc…
    Ecco, vedi, io credo che alle donne occorrerebbe osare il coraggio di smetterla con certe pantomime, di chiedere e basta quanto è dovuto, senza ripiegare su scorciatoie teatrali, su pantomime della serie “civetterie, ricatti, pantomime sessuali e via discorrendo”.
    Bisognerebbe che ognuna di noi si ponesse di fronte alle difficoltà come Persona, prima ancora che come donna, Persona che si misura con altre persone. Certo, per fare questo, lo dico qui con gergo maschile deteriore: “devi essere e mostrarti cazzuta”, con tutto ciò che ne consegue nelle tue relazioni pubbliche e private.
    Immancabilmente, ogni volta che ho usato queste argomentazioni, sono stata investita da mute di femmine incazzate, che mi accusavano di non rispettare il mio genere e/o di essere un’integralista asessuata, confermandomi nella mia tesi.
    Intendiamoci, io non penso che si debba rinunciare alla femminilità e alle sue seduzioni, ma, piuttosto, che si debbano usare queste caratteristiche per il loro fine naturale, della serie: “se mi piaci, cercherò di sedurti, e se capirò che ti piaccio non ci girerò intorno; avrò il coraggio di fare la mia parte con sincerità e fino in fondo, senza nascondermi, sentendomi alla pari con l’altro, e nell’iniziativa, e nelle scelte ad essa conseguenti .
    Lo so, ho messo giù un po’ di pensieri sparsi, forse uscendo dal seminato, nel qual caso ti chiedo di scusarmi: sai, non è un argomento da poco il tuo.

    • non c’è nessun problema per i pensieri sparsi, anzi, ben vengano.

      Sottoscrivo la tua tesi, ne ho parlato spesso anche qui sul blog, molte donne non riescono a trovare un centro di gravità permanente, come diceva Battiato, perché si incasinano nei ruoli multipli. Non credo sia una pantomima, penso piuttosto sia una sub-furbizia, quella figlia della ignoranza vestita a festa. Non è umanamente possibile reggere figure contrastanti interpretate nella stessa giornata, il cervello va in pappa, moglie, amante, donna in carriera, femmina trasgressiva, agnellino e poi tigre, dominatrice e poi dominata. Insomma, non è credibile andare al mattino a una manifestazione femminista vestita da tupamaro e poi, nel pomeriggio, fare la coniglietta sexy che cammina carponi per far contento l’amante Master che agita il frustino.

      Sul concetto di donna cazzuta, diciamo “donna con le palle”, dovrei citare il piccolo monologo recitato da Toni Servillo ne “La grande bellezza” ma non lo ricordo a memoria. Le donne non devono avere le palle, qualora le avessero si chiamerebbero Vladimiro Guadagno in arte Luxuria. Le donne devono essere donne, magari sarebbe anche ora la smettessero di mutuare dagli uomini gli aspetti più beceri.

      Il mondo rosa gode di molti privilegi, soprattutto in termini di legge, non so fino a che punto convenga tirare la corda e andare oltre, quindi non la parità bensì la supremazia femminile. Una utopistica vendetta storica che comunque, sia chiaro, penalizzerebbe soprattutto loro.

      Condivido anche le tue riflessioni sul comportamento, le donne devono, dovrebbero comportarsi alla pari e basta ma non sempre la cosa conviene.

      • Aggiungo, in coda alla tua risposta e, in particolare, alle ultime due righe, che spesso è difficile comportarsi alla pari e costa davvero molto.
        Per esempio, ci sono tantissime regole non scritte che rendono obbligatoria la modalità di espressione del pensiero in pubblico: una donna viene facilmente tacciata di cinismo e/o di insensibilità e/o di “problematiche irrisolte” se esprime opinioni troppo dirette (ne so qualcosa).
        Certo, questo è un piano di riflessione diverso da quello delle tutele eccessive da te esaminate nel post.
        Però, credimi, se da donna parli troppo schietto troverai prima o poi un Savonarola che ti fulminerà ( e spesso, molto spesso, sarà Donna-D-maiuscola).

        • perfetto, la tua sintesi finale è pura verità, si parla tanto di guerra tra generi ma alla fine, nutro pochi dubbi in merito, becera violenza a parte, le donne dovrebbero guardarsi soprattutto dalle altre donne.

          il concetto di “problematiche irrisolte” incuriosisce, che si intende esattamente???

          • Il pensiero sulle “problematiche irrisolte” (Dio mio che bestemmia a chiamarlo pensiero!) viene espresso di solito più o meno in questi termini:
            “lo vedi, poverina, chissà quali problemi irrisolti cova dentro…è da lì che viene la sua rabbia…(dove rabbia sta per schiettezza del dire e dello scrivere, modi diretti, tutte cose disdicevoli per una femminuccia!).
            Un esempio: una volta, un po’ di tempo fa, scrissi un post su di un servizio giornalistico televisivo svolto in occasione di un festival del cinema. Nel servizio c’era un deficiente (teoricamente giornalista) che alle donne/attrici e solo a loro faceva un’unica domanda: “tacchi sì o tacchi no?”. Ma la cosa che mi fece più impressione fu che nessuna si ribellò alla domanda, neanche con una battuta di spirito, NESSUNA. Di quest’ultima cosa soprattutto parlavo nel post, dell’assoluta assenza di reazione ad essere trattate da deficienti (per di più da un deficiente!).
            Il post fu subito commentato da una signora agée e bel-mondista da sempre, che lesse nel mio testo rabbia (?), invidia(?), ribellismo compulsivo (?) e se ne uscì con la considerazione/commiserazione che ti ho sintetizzato.

            • Ho capito, un po’ come la “isteria da utero vagolante” che menziono nel post 😀

              Hai perfettamente ragione, una volta gli Italiani erano 60milioni di CT della Nazionale, 60milioni di esperti di moda, 60milioni di tuttologi, ecc. ecc. Da quando esiste il web, sono diventati 60milioni di psicologi capaci di tracciare profili della personalità dopo aver letto due righe. La cosa che ancora mi sconvolge (tanto per rafforzare il concetto) dopo 15anni di blog, è continuare a imbattermi in persone che vivono nella ferrea convinzione che ci sia qualcosa di autobiografico in tutto, anche nei post in cui si parla della riproduzione degli asini della Amiata. La “signora” che citi è una delle tante che si improvvisano “Freud de noartri” dopo aver letto qualche rubrica sui giornali per pettinatrici tipo: “la psicologa risponde…”.

              Credo siano proprio loro ad avere quantità industriali di problematiche irrisolte, sai, a chi è appagato (in tutti i sensi) poco gli cale degli altrui enigmi esistenziali… in fondo… chi sa fa e chi non sa insegna e pontifica.

  19. la rivalità si trasforma in vera e propria guerra, io di fronte a certi ricatti ne ho posto uno ancora maggiore (mi faccio licenziare, poi vedi…) è andata benissimo, ma di questa guerra non se ne può più; grazie per la tua gradita visita

  20. Quando dici che “il riscatto sociale femminile è un concetto politicamente imbrigliato” ti riferisci solo alle molestie o presunte tali oppure all’argomento allargato?

    • Mi riferisco all’ipocrisia di una parte politica che si è auto proclamata paladina delle donne ma in realtà ignora, finge di ignorare, tutto ciò che non ritiene politicamente conveniente. La cassazione ha tolto il carcere preventivo agli stupratori di gruppo. Alcuni giudici hanno rimandato a casa (col braccialetto elettronico), dopo solo un mese, assassini che avevano ucciso le loro ex. Spesso dietro un femminicidio ci sono 10/15/20 inutili denunce (lo Stato esorta a denunciare ma non protegge). Le condanne nei confronti di stupratori e assassini che massacrano mogli, compagne o ex sono quasi sempre all’acqua di rose, ecc. ecc. Questi sono solo alcuni esempi, validissimi motivi per organizzare svariate manifestazioni di protesta ma, purtroppo, niente che riguardi Berlusconi e quindi… chissenefrega, tutti in piazza SOLO contro il bunga bunga.

      • condivido in toto…mi sono azzardata ad esprimere un pensiero simile in una conferenza e mi si sono scagliate contro proprio delle donne!!!
        tra cui una che si è qualificata come avvocato, sarà stata una deformazione professionale: difendere l’indifendibile

        • cara Marta, non per essere caustico ma vivo nella ferrea convinzione che politicizzare l’universo femminile, intendo nel suo percorso di conquiste, sia stato un errore di portata storica. Aver scelto e perorato la contrapposizione a discapito di una produttiva alleanza, è servito solo ad allontanare i generi e ad alimentare integralismi come femminismo e maschilismo.

  21. Urca ragazzo che tema abbiamo affrontato! Da una parte intortatrici e dall’altra “Dii”
    Purtroppo lavoro in un’azienda che dolente o volente deve cercare di essere impari con tutti! Non nego di aver lavorato in pAssato in posti dove il nonnismo più che distinzione di sesso la faceva da padrone! Certo è che i colleghi non avevano una grande stima delle colleghe donne che scarseggiavano, io dall’alto della mia bruttezza mi sono sempre difesa bene, anche per il mio essere ibrido, forse, donna ma non troppo!
    Che dire tads qui vige la legge che “tira più un pelo di figa che un carro di buoi” e se un bue tira più peli allora è additato! Se la donna ne piene diversi sul pelo allora troneggia e non è un costume adeguato! Ma poi la storia dei costumi, chi l’ha inventata e soprattutto chi stabilisce se una è troia o se uno è stronzo? Tutto dipende da come vediamo le cose … è tutto un punto di vista! Al prossimo scervellamento!

  22. Come non essere d’accordo con tutto quanto hai scritto? Chi più, chi meno, abbiamo tutti (no dai, forse non tutti … io continuo a sperarlo) sfiorato o toccato certe situazioni. La tua lettrice Liza mi ha anticipata! Anche io ti avrei chiesto un equivalente per il maschile.
    Buona giornata!

    • in effetti, sono sempre più numerosi gli uomini travolti da infami e beffardi destini.
      come equivalente non credo si possa andare oltre, sai, difficile stabilire il confine che divide la donna scaltra dall’uomo pirla. Quando nell’aria riecheggiano le parole “ti amo”… molti/molte entrano in uno strano vortice fatto di interrogativi e indecisioni, potresti sbagliarti a crederci e potresti sbagliarti a non crederci, la differenza dovrebbe farla la percezione ma il mondo è pieno di bravi attori e bravissime attrici.

  23. Di ritorno da un viaggio in Irlanda-Scozia ho letto solo adesso questo tuo post cazzuto. Ho letto anche tutti i vari e interessanti commenti e così non trovo nulla da aggiungere a quanto è stato già detto e discusso. Hai suscitato un notevole vespaio e dunque il post andava fatto: spolverare ogni tanto le coscienze è un merito non trascurabile.
    Bravo Tads.
    Un cordiale saluto.
    Nicola

      • Certo che l’Irlanda è bellissima! Purtroppo i primi tre giorni ci ha accolto con la pioggia, ma nel seguito siamo riusciti a modificare le condizioni del tempo. Ha vinto la nostra voglia di sole e così è stato nel prosieguo del viaggio. Non ho mai visto un erba così verde come lì… e tante pecore lasciate libere a pascolare. 😀
        Nicola

        • Verissimo, l’Irlanda è proprio la terra del verde, non a caso il loro colore nazionale, bellissime anche le vallate piene di pecore. Purtroppo c’è il problema del tempo ma è comunque favolosa.

  24. In questa società tutto va a rotoli, ci sono regole e leggi strane… ciò che va bene per me non va bene per qualcun’altro. Diciamo che siamo messi bene, davvero molto bene.

  25. Come sempre ben scritto e ampiamente commentato .per quanto mi riguarda cerco di distinguere tra Persone e Ipocorticali minus….sapiens😜ed entrambi i sessi hanno veri campioni del secondo tipo ! Un caro saluto 😊

  26. Come al solito ti ritrovo più brillante che mai. Come al solito condividiamo le idee al 100%.
    Non puoi immaginare quanti uomini conosco, che son tornati a vivere a casa dei genitori.
    Cornuti e mazziati.
    Oltre al tradimento, hanno subito l’umiliazione di abbandonare il tetto coniugale di loro proprietà, dove pagano ancora il mutuo, mentre le rispettive mogli fottono con il nuovo che avanza.
    Più, ovviamente, devono contribuire con un assegno di mantenimento per moglie e figli. Quindi un divorziato che guadagna 1500€ in media (quando va bene), deve solo trovare un cappio, per terminare la sua esistenza dignitosamente!! Se togli mutuo e mantenimento converrai con me, che lavori esclusivamente per la gloria!!

    • convengo, convengo eccome, se togli mutuo e alimenti, non rimangono manco i soldi per un caffè.

      Occorrerebbe mettere mano a leggi faziose concepite nel collettivo orgasmo femminista del recente passato, porre in essere vendette storiche non è certo una conquista sociale. L’ipocrisia non è mai stata né mai sarà la soluzione dei problemi, ancor meno se strutturali.

      • Uomini che praticamente non potranno mai più ricostruirsi una vita.

        Spero le leggi cambino, altrimenti il matrimonio rimarrà un viatico proibitivo, peggio delle Forche Caudine!!

        • secondo me per sposarsi bisognerebbe superare un bastardissimo corso formativo, selettivo al massimo 😀 😀 😀
          poniamo fina al masochismo latente una volta per tutte 😉 😀 🙂

            • anche no, ognuno a casa sua for ever 😀 😀
              è il bello degli amanti, ci si incontra in gran segreto solo per scopare, tutto il resto è fuori dal rapporto

                • Più che un sogno è una realtà, due amanti clandestini, soprattutto se sposati entrambi, non possono fare vita sociale, cioè niente ristoranti, niente shopping in centro, niente cinema né teatro né dancing, ecc. ecc. il rischio di imbattersi in qualche parente/collega/conoscente è troppo grande. Quando si incontrano vanno a chiudersi in qualche alberghetto o in un pied a terre per fare sesso, è un sesso particolare, con un valore aggiunto perché sintetizza tutto l’insieme del rapporto, ogni pulsione e/o sentimento viene canalizzato sui “rate” carnali come fossero l’unico linguaggio per comunicare. Infatti spesso sono rapporti che durano anni e anni nonostante tutti i limiti e gli aspetti negativi, evidentemente il sesso, se vissuto in modo globale, diventa un catalizzatore.

  27. siamo lungi da quella civiltà emozionale che dovrebbe guidare ogni individuo.

    articolo denso di importanti messaggi con il tuo sguardo sempre attento alle sfumature.
    più tardi mi leggerò gli interventi dei tuoi ospiti.

    ciao T..
    😉

    Elle

  28. è sempre interessante venirti a leggere, MA
    Punto primo : non so se mi trovo concorde o in disaccordo
    Punto Secondo: ci devo sta a pensà un po’ su
    Punto terzo: la cosa mi sa, che ha Due facce della stessa medaglia

    • ti vedo immersa in amletici dubbi,
      non so se la cosa possa aiutarti ma in questo post a farla da padrone non sono opinioni bensì freddi dati, in simili casi l’essere d’accordo o in disaccordo non è un problema dell’autore 😉 🙂

  29. Guarda, è come nei partiti politici. La lotta all’interno del partito è sempre più aspra di quella con gli altri partiti.
    Similmente, ci saranno valide ragioni per gli uomini che odiano le donne o le donne che odiano gli uomini.
    Ma questo non è nulla in confronto all’odio TRA uomini o TRA donne per l’ottenimento della preda.
    Struggle.

    • appena riuscirò a decodificare questo commento ti risponderò in modo adeguato, la lotta intestina è qualcosa di biblico, mi auguro tu non abbia la pretesa di scoprire il fuoco, la ruota e nemmeno l’acqua calda.

      • Figurati, la mia attività di scopritore è iniziata molto dopo e ha cominciato a dare qualche esito solo attorno al 1492.
        Scherzi a parte, era per dire che la lotta all’interno dei sessi è sempre molto più arcigna e sleale di quella tra sessi diversi.

        • bentornato Cristoforo 😉 😀

          condivido solo parzialmente, gli uomini tendono a fare gruppo (cameratismo), le donne quasi mai resistono all’istinto della competizione. Raramente i maschietti si lasciano andare in confidenze negative coi propri amici, le femminucce invece, non vedono l’ora di condividere le proprie nefandezze con le amiche. Esiste poi il fronte sesso, anzi, l’approccio al fronte sesso, i maschi scopano o tentano di farlo per un unico motivo, le femmine possono andare a letto con un uomo per una miriade di motivi. Potrei allungare il brodo ma ho la sensazione tu sia persona sveglia e avveduta, il terreno di scontro per diventare un “maschio alfa” o una “femmina assertiva” è un campo di violette rispetto al ring sul quale, ogni giorno, si perpetua la lotta tra i generi.

          prossimamente verrò a trovarti

  30. I favolosi media e la scuola del nostro amato generoso immaginifico bobbolo dovrebbero almeno divulgare ed insegnare che separazioni e divorzi so’ robbe pe’ ricchi. Col NOSTRO partito degli under 70.000 verrebbe insegnato, anzi ultimamente, per andare incontro ai fautori dell’accoglienza abbiamo messo nel programma anche la famiglia allargata purché sotto la responsabilità di un unico capofamiglia

  31. Ciao Tads un saluto che ha il valore di uno scambio di opinioni or aleggere come piume di gabbiano ora pesanti come pilastri di cemento …un grattino al peloso e via verso il mare il grande consolatore.ciao 🌸

        • non credo esistano piattaforme migliori di WordPress, non fosse altro per il numero di iscritti, penso piuttosto a un ciclico calo, diciamo “fisiologico” e “tecnico”. Per dirla in breve, nuovi social impazzano e i blogger di ultima generazione non interagiscono. Quando sono approdato su WP, sette anni addietro traslocando da Tiscali, la “risposta” era in media del 40/50%, oggi si viaggia sul 3%. Il blog non è un profilo visibile a tutti, se non vai in giro a farti conoscere rimani nell’ombra. Il numero di commenti non è importante per la vana gloria, è importante per dare vita a uno scambio di opinioni sull’argomento trattato, questa è la sintesi di un post. Non è certo una situazione in cui “tirarsela” ma, evidentemente, gli ultimi arrivati non l’hanno ancora capito, ergo: meno commenti meno interazione, meno interazione meno stimoli a scrivere.

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