Gli stupri elettorali…

Surfare sui marosi della blogsfera intercettando nuove nicchie di pensiero è un po’ come partecipare a un seminario di sociologia, indispensabile per chi ama osservare il mondo (anche virtuale), interessantissimo sul piano antropologico. Compiere voli pindarici sulla caleidoscopica umanità (cito me stesso) vuol dire imbattersi, a tutto tondo, in quei nobili valori e ignobili intenti che da sempre caratterizzano e contraddistinguono la nostra società, egregiamente ritratta dal compianto Sciascia.

Esistono momenti storici in cui si intrecciano più elementi generando un caos difficilmente gestibile ma redditizio se ottimizzato, quello che stiamo attraversando è uno dei peggiori degli ultimi decenni. Recentemente vi è stata una impennata di stupri, una quasi legge “wurstel” impropriamente chiamata “ius soli” sta bruciando sulla graticola del Parlamento e, dulcis in fundo, fra qualche mese ci saranno le elezioni politiche. Domanda spontanea: “che c’entrano gli stupri?”, gli stupri c’entrano perché la politica li ha trasformati in ragnatele acchiappa voti, come dicono le illuminate menti dispensatrici di scienza e sapienza (si fa per dire): “la campagna elettorale si gioca tutta sulla questione immigrati”.

Senza fronzoli né parkour dialettici… gli ANTI immigrati esaltati e integralisti, si alzano ogni mattino con la inconfessabile e inconfessata speranza che nella notte qualche straniero abbia commesso infamanti reati per poter urlare: “cacciamoli via”. Sull’altra sponda, i PRO immigrati esaltati e integralisti, si alzano ogni mattino con la inconfessabile e inconfessata speranza che nella notte qualche Italiano abbia commesso infamanti reati per poter urlare: “gli stranieri stuprano??? Guarda qui, stuprano anche gli Italiani”. Il fanatismo rende miopi, orbi, a volte ciechi e pure sordi, ipocrisia e disonestà intellettuale si tagliano col machete. Angosciante constatare che nell’era della informazione e della condivisione, risulti ancora così facile assoggettare e manipolare menti.

La violenza sulle donne, in qualsivoglia forma espressa, è argomento troppo serio per essere affrontato con superficialità, frasi fatte, luoghi comuni, reazioni di pancia, vecchi slogan rivisitati, pacche sulle spalle e concetti da osteria o circolo dell’uncinetto, peggio ancora se, alla stregua dei politici, ci si avventura nelle fogne della strumentalizzazione. Non si leniscono le pene di chi ha subito uno stupro marcando a caratteri cubitali la nazionalità dei violentatori, questa è operazione che serve solo a portare acqua putrida allo sgarrupato mulino di famiglia.

Quando il numero degli stupri supera la soglia, glacialmente definita “fisiologica”, dovrebbe scattare l’allarme sociale, cosa che purtroppo non avviene, i reati contro la persona sono termometri che indicano l’abbassamento dei valori base sui quali si fonda/regge una società civile. Piaghe sanguinanti che non si rimarginano, non guariscono e nemmeno si riducono se curate con scadute aspirine ideologiche.

Appunti: 1) in questo Paese l’apparato giudiziario non brilla certo per il suo rendere giustizia alle donne vittime di molestie, stupri, stalking e femminicidi. E’ giunto il momento di togliere ai giudici una assurda e mal gestita discrezionalità nonché porre fine alla tragicomica clemenza creativa. 2) Da anni i nuovi sistemi educativo/formativi, lassisti oltre ogni ragionevole misura, non fanno altro che produrre un calo perpendicolare dei valori e una esponenziale crescita della delinquenza minorile (stupri inclusi). Abituare gli adolescenti alla totale impunità NON è una semina sociale lungimirante. 3) Dati del Viminale, ripeto… DATI DEL VIMINALE: “gli stranieri compongono il 10% della popolazione”, “il 40% degli stupri è imputabile agli stranieri”, “quasi il 50% della popolazione carceraria è composta da stranieri”. Se una minima parte della popolazione (10%) riesce a produrre “scorie” tali da costituire quasi la metà del totale dei galeotti e quasi la metà del totale degli stupratori, siamo di fronte a un enorme problema non più gestibile con filosofeggianti cazzate.

Colgo l’occasione… devono aver barattato il cervello in cambio di una manciata di crusca quelli/e che si aggrappano ai reati commessi dagli Italiani per tentare di alleggerire/sminuire le malefatte degli stranieri. In Italia vi sono mafie autoctone, delinquenti comuni autoctoni, stupratori autoctoni, questo non può essere considerato un lasciapassare, un nulla osta, una Carta Bianca per tutti i pendagli da forca del mondo che anelano venire qui a scorazzare indisturbati, impuniti e magari pure difesi. Obiettivo intelligente sarebbe intensificare ulteriormente la lotta ai balordi nostrani, non allargare il raggio d’azione delinquenziale agli stranieri ponendo in essere una farlocca e prezzolata indulgenza.

La tossina politically correct scirocca indefessa senza soluzione di continuità. Non mi sono mai imbattuto in un post che dopo simili eventi ponesse la domanda chiave: “come contrastare, arginare gli stupri???”. Non sta a me prescrivere terapie ma intanto riporterei in auge i principi base: A) “prevenire è meglio che curare”, B) “imparare a distinguere l’opportuno dall’inopportuno”. Prudenza, percezione del pericolo, scelte ponderate, giusta dose di diffidenza… Impostazioni mentali che non limitano assolutamente la libertà né condizionano in negativo la vita. Lo stupratore spesso segue la logica del “carpe diem”, colpisce all’improvviso in ogni luogo/contesto, questo è vero ma esistono anche altre situazioni. Una donna scaltra e attenta riduce il rischio, intendo quello calcolabile, accettare un passaggio alle tre di notte da uno sconosciuto bevuto o impasticcato NON significa “provocare” né “cercarsela”, significa compiere una scelta inopportuna.

Da anni il governo investe fior di quattrini pubblici in campagne di sensibilizzazione come l’uso del preservativo, la prevenzione sanitaria, il guidare sobri e via discorrendo, non si capisce per quale occulto tabù non si possa realizzarne una anti stupro. Probabilmente la messa in onda di alcuni “spot suggerimenti” in merito, provocherebbe l’alzata di scudi da parte delle solite teste bacate che accuserebbero il premier o il ministro di turno di essere un “talebano moralizzatore”. In tutta franchezza, come si fa a non capire la megamegamegagalattica differenza che corre tra un “concetto talebano” e un “saggio consiglio”??? Se tutto ciò servisse a evitare anche un solo stupro, sarebbe già un grande successo.

Tullio Antimo da Scruovolo

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204 thoughts on “Gli stupri elettorali…

  1. Tullio, nel mio pessimismo di fronte a un’Italia sempre più nel baratro, credo che solo un ribaltamento della classe dirigente potrebbe portare qualcosa di positivo. Per classe dirigente non intendo solo politica, ma proprio imprenditoriale.
    Ma vedi la nuova legge elettorale che stanno partorendo? Un’altra boiata, fatta su misura per bloccare il nuovo che avanza, in questo momento il Movimento 5 Stelle (non ne sto dando un giudizio di merito, solo una constatazione). E allora VIA il premio di maggioranza, così se vince il M5S (che non vuole alleanze) il Paese di troverebbe ingovernabile, se vincono LORO con alleanze e inciuci il 51% lo raggiungono di certo (con i voti di Piaspia, Bersani, verdiniani, Alfano e cazzate del genere).
    Siamo messi male, caro mio…

    • veramente non è che con questo post intendessi proprio parlare di politica a questi livelli, comunque sì, siamo messi male e saremo messi male a prescindere da chi e come vincerà le elezioni. Non è un problema di uomini e di partiti, cioè, non solo, è un problema di sistema, di strutture, di apparati, neanche San Domenico Savio riuscirebbe a cavare un ragno dal buco in questo assurdo crogiolo di interessi e di giochi di potere.

        • tranquillo, nessun problema, ho visto anche io il tg 😀
          comunque anche le situazioni riportate nel post sono dovute a una mala politica, quindi diciamo che sei in tema 😉

  2. In linea generale potrei concordare con te, concordo sicuramente sul prevenire meglio che curare e sul fatto che io donna davanti a uno stupro non vado a cercare la nazionalità dell’assassino. Ma cerco l’assassino (tale è per me uno stupratore) per farlo crepare in galera. La campagna elettorale pro-contro immigrati, 1° plot del tuo post, perdonami se la trascuro: troppo serio e doloroso il 2° plot.
    Prevenire, quindi, sì, assolutamente, anche con serie e forti campagne pubblicitarie. Ma prevenire cosa?
    Il principio BASE A, sacrosanto, ripeto, NON deve essere riferito solo alla donna (come si veste, cosa fa, con chi esce,a che ora, ecc…) Il PRINCIPIO BASE A è l EDUCAZIONE MASCHILE.
    LE DONNE NON SONO BUCHI DA RIEMPIRE.
    Perchè un uomo deve stuprare una donna, qualsiasi possa essere la circostanza??? La prevenzione parte da questo, parte dai genitori che devono spezzare le gambe ancor prima dei carabinieri o giudici ai figli maschietti che si permettono di sfiorare una donna contro la sua volontà. Poi si va a tutti i saggi consigli e più se ne danno e meglio è. Compreso quello di dire alle donne di tenere in tasca un coltello pronto all’uso!

    • mia cara Marirò,
      non posso scrivere post lunghi come la bibbia, ne parliamo da anni e sai bene che condividiamo al 100% l’esigenza di un cambio registro sulla educazione, maschi e femmine, il rispetto per la persona deve essere totale e a prescindere. Ecco, dici bene, spezzare le cosce ai figli maschi che bullizzano, molestano e magari stuprano le ragazze, d’accordissimo

      agli stupratori darei la pena di morte, in subordine l’ergastolo previa castrazione fisica, proprio l’evirazione con le forbici

      avrai notato che non parlo di look et similia, parlo di impostazioni mentali basate su principi un po’ più pratici e meno astrusi.

  3. Esaltati ed integralisti ?
    Entrambi ?
    Concordo.

    Che risulti ancora così facile assoggettare e manipolare menti è proprio perché siamo nell’era della informazione e della condivisione : è molto semplice manipolare l’informazione e lo possiamo notare, solo guardandosi in giro, senza compiere sforzi immani; basta possedere un po’ di pensiero critico ed onestà intellettuale.
    La facilità di condivisione fa il resto.

    Brutto argomento ma bel post …

    ciao 🙂

    PS – il ‘paniere’ elettorale è pieno zeppo di tanta altra frutta e verdura …
    quasi tutta rigorosamente andata a male, ammuffita o marcia …

    • grazie per gli apprezzamenti,

      so bene che l’era della informazione e della condivisione agevola la manipolazione delle menti, in teoria dovrebbe essere il contrario, il mio è uno stupore più formale che sostanziale. In ogni caso chi possiede pensiero critico e onestà intellettuale non cade nella rete 😉

      direi anche piena di vermi

  4. Questo post l’appenderei e lo incornicerei, posso assicurartelo. Sembra di stare in un paese di piazzisti dove chi urla di più ha la meglio. Così per far passare un legge, per la quale di base potri pure essere d’accordo (non ci fossero mille appunti da fare prima), si fa la conta di chi commette più o meno crimini. E la cosa più grave è che la gente abbocca che è un piacere. Io mi chiedo quando assisto a certi dibattiti se la cosa più grave sia chi commette il crimine o il crimine stesso per tanti. Perchè per me il problema deve essere il crimine e il come punirlo e il come arginarlo. Di conseguenza se lo commette un italiano in galera e buttiamo la chiave (per me nessun recupero è possibile per chi commette reati contro la persona), se è straniero schedatura per evitare rischi futuri e rimpatrio in zero secondi.
    Abbiamo un problema di giustizia (pochi giudici, tempi lunghi di attesa, troppe possibilità di rinvii ad infinito), la sicurezza percepita dai cittadini è scarsa (e talvolta devo dire a ragione), quindi la cosa più sensata sarebbe partire dal basso e ricostituire questo aspetto e poi passare al resto, magari affiancando il tutto a delle belle politiche di educazione (l’espressione sensibilizzazione mi urta, un individuo mediamente equilibrato dovrebbe capire che la violazione del corpo altrui è un atto da evitare). Abbandonare l’italico piacere a scusare e giustificare tutto e tutti, a minimizzare ecc (educhiamo) e poi procediamo a risanare il paese. Utopia eh?

    • io uso termini un pochino più crudi ma in linea generale è come dici tu, la giustizia non è solo lenta e farraginosa, è anche e soprattutto amministrata in malo modo, nei giorni scorsi i magistrati si sono prodotti in tre performance incredibili… un femminicida è stato mandato a casa dopo solo un mese dallo strangolamento, un altro femminicida è stato mandato a casa dopo soli due mesi, un giudice (femmina) di Torino ha stabilito che 1.500 euro di risarcimento fossero sufficienti per risarcire una donna stalkata per un mese… siamo nell’assurdo.

      la campagna di sensibilizzazione dovrebbero farla indirizzata alle donne, consigli e suggerimenti sul come comportarsi in certe situazioni, con tutti i soldi che mangiano e sprecano… questi sarebbero i meglio spesi.

      i dibattiti televisivi non sono incentrati sul problema reale bensì solo sulla strumentalizzazione degli eventi, questo condiziona anche le masse, infatti, come ho scritto, di post sugli stupri ne ho letti a iosa ma nessuno ha mai posto la domanda chiave. Tutte/i impegnati a puntare il dito contro qualcosa ma comunque nessun faro sul problema reale.

      • Ecco, al solito tutti bravi a parlare pochi a fare. Sul fronte femminile come dici tu adottare strumenti di prevenzione (non vado nel quartiere x da sola) e sicurezza (linee guida sul come reagire…forse non serviranno ma sono uno strumento in più), che non vuol dire che se non lo fai te la sei andata a cercare ma è solo usare buon senso. Così come non vado in banca a prelevare ed esco con le mazzette di banconote che spuntano dalla borsa.
        Educare i più giovani al rispetto dell’individuo, cosa che a quanto pare in famiglia non si sa più fare visti i risultati. (io poi son jena e adotterei una simil legge del taglione: spintoni uno? verrai spintonato e vediamo se ti piace).
        Su alcune sentenze neanche mi pronuncio perchè pur avendo spesso difeso la categoria i giudici son persone e come tali son lo specchio di questa società (ed il riflesso è davvero brutto) solo che ci dovrebbero essere degli strumenti contenitivi.

        • ecco, stavolta sono io che sottoscrivo ogni parola del tuo commento. Sono favorevole alla responsabilità civile dei giudici, una casta intoccabile che gode di antidemocratici poteri, altro che “equilibrio”. Un intero governo non può toccare un magistrato, un magistratucolo qualsiasi ha il potere di far cadere il governo e di destabilizzare la politica, tanto per capirci, non si può rimettere in circolazione un assassino e non assumersene le responsabilità, vedi luca Delfino. Le leggi DEVONO essere applicate, NON interpretate, la “discrezionalità” è una immensa boiata che, di fatto, trasforma il codice penale in una sorta di inutile libercolo

          • Che poi di fatto le nostre leggi sono suscettibili di interpretazione perchè fatte male e frutto dei soliti compromessi. Paradossalmente ha più senso un sistema del tipo anglosassone in cui la legge può essere reinterpretata se cambiano i contesti sociopolitici (magari una legge degli anni 50 non è sempre adatta alla società attuale). Ma anche li il giudice che innova è soggetto a un giudizio finale che potrebbe cassare questa interpretazione.
            Ci dilunghiamo troppo, troppi ricorsi e troppi rimandi. C’è qualcosa in questo meccanismo che non va. La cosa che mi da rabbia è che per me rispecchia un modo nostrano di agire e la cosa è abbastanza sconfortante.

            • sai, da sempre cercano di giustificare la cosa aggrappandosi al garantismo ma è palesemente fuffa. nel casino si delinque meglio, un sistema giudiziario assimilabile a un porto delle nebbie può tornare utile solo a chi rabasta nel fango. da mani pulite a venire i giudici sono diventati personaggi mediatici, dici bene, sono esseri umani e quindi anche loro vanitosi, anche loro egocentrici, anche loro desiderosi di fama, purtroppo però se la giocano sulla pelle degli altri. John Woodcock si è inventato, di sana pianta, vallettopoli 2, una inchiesta assurda che si è vaporizzata come una bolla di sapone, però il suddetto si è tolto la soddisfazione di far sfilare nel suo ufficio tutte le top fiche dell’epoca, ovviamente inchiesta costosa pagata dai contribuenti. Leggi chiare e giudici inflessibili significano “ordine”, cui prodest???

              • Ecco un altro termine che fa furore! Il garantismo! Se è GIUSTO che tutti devono essere considerati innocenti sino a prova contraria oramai si assiste all’incancrenimento di questo concetto. “Poverino” viene da una situazione difficile o era sotto pressione/stressato ha perso la testa non è una giustificazione. Non sono meno morta solo perchè chi mi ha ucciso affrontava un periodo difficile. Smettiamola (la smettano) di trovare giustificazioni (anzi, più corretto scusanti) per ogni cosa: chi delinque è un delinquente. In base alla provenienza una volta accertata la colpevolezza (in termini decenti) se ne decide la pena o la destinazione. Tutto il resto son masturbazioni utili solo a perder tempo, far fumo e far inebetire ancora di più una popolazione che NON HA VOGLIA di ragionare con la propria testa perchè gli fa fatica.

                • cara Alex hai toccato un tasto sensibile, sensibilissimo, le cose stanno molto peggio, creare attenuanti e, parallelamente, scaricare colpe sulla società, è una furbata che giustifica quella immensa mangiatoia chiamata servizi sociali, un universo che include comunità, case famiglia, centri di assistenza, ecc. ecc. tutte strutture che campano sui reati. Probabilmente anche per questo non si investe in prevenzione. Il concetto è semplice, l’eliminazione definitiva di un problema comporta, automaticamente, lo smantellamento delle strutture create per combatterlo con conseguente chiusura dei rubinetti. E’ proprio per questo che in Italia i problemi non si risolvono bensì si gestiscono.

  5. Il solito teatrino all’italiana, la solita commedia farsesca: innocentisti e colpevolisti, giustizialisti e garantisti, gli anti e i pro, laziali e romanisti. I soliti schieramenti contrapposti che si fanno la guerra o fingono di farsi la guerra. Le solite diatribe politiche, i soliti giochetti di potere. Le solite porcate: l’ultima, la legge elettorale.

    • in questo Paese i fronti sono, da sempre, costituiti da quelli che mangiano e quelli che vorrebbero mangiare, spesso si alternano. Tuttavia il problema immigrati, più di ogni altro, ha evidenziato quanto gli ipocriti salottieri dei piani alti siano distanti dagli abitanti del vicolo, difficile credere che esista qualcosa di più deprecabile della strumentalizzazione degli stupri.

  6. Zio, lasciami aggiungere alcune cose. Si, sono d’accordo con le misure preventive, e sul fatto che una donna, oggi come ieri, non può prendersi il diritto di essere pienamente libera fino a quando esisterà una mentalità misognina che ci considera solo degli oggetti di attrazione sessuale. Vesto da suora e l’unico lusso che mi concedo sono le scarpe alte 7 cm e un filo di trucco. Oltre ai capelli lunghissimi. Eppure non mi sento sicura, neanche nel passeggiare sotto cada alle quattro del pomeriggio perché c’è sempre qualcuno con gli occhi sgranati e la lingua di fronte pronto a clacsonare per rompermi le palle. Come se io stessi al gioco di uno che mi passa almeno 60 anni.
    Quello che manca attualmente è la certezza della pena. Uno commette uno stupro? Ok, si infligga una pena proporzionale al danno provocato, quindi castrazione, gogna mediatica e così via. Purtroppo gli anni di carcere sono pochi, e manco si fanno giustificando l’atto, spesse volte, come malattia mentale.
    Direi inoltre che dovrebbe essere garantita la legittima difesa: ok, l’ambaradam che ci sta dietro lo conosco, ma avere la certezza di potermi difendere e di non fare galrea, per lo meno dovrebbe disincentivare l’aggressione.
    Purtroppo nessuna delle cose appena elencate sono oggetto di analisi legislativa, che rimane ancorata alla nazionalità dello stupratore ed alla necessità di trovare un risarcimento adeguato alla vittima. Sempre se la legge lo riconosce.

    • cara Aida,

      il fronte della giustizia, per quanto riguarda la violenza sulle donne, è veramente una nota dolente, un guazzabuglio indecente e indecoroso, le donne dovrebbero veramente dare vita a una lotta forte, sentita, anche e soprattutto di piazza, per ottenere leggi chiare non interpretabili e non soggette alla discrezionalità dei giudici.

      sul resto… purtroppo non viviamo in un paradiso terrestre, tutt’altro, viviamo in un mondo pieno di insidie popolato da brave persone (poche) e teste di cazzo (tante), tutti, uomini, donne, giovani e vecchi dovrebbero imparare ad andare in giro con le antenne dritte.

      quello della libertà è un concetto aleatorio indefinibile, una donna che alle due di notte va a farsi una passeggiata in un quartiere malfamato con i tacchi a spillo, culo e mammelle in bellavista non è una donna libera, è una donna incapace di razionalizzare il contesto, lo stesso dicasi per un uomo che va a farsi due passi nello stesso posto col Rolex in mostra.

      capisco che comunque per una donna non è certo cosa piacevole dover mortificare la propria femminilità per evitare clacson, commenti e apprezzamenti volgari, se non addirittura di peggio. Lo diciamo in tanti da sempre, è un problema culturale risolvibile solo impostando nuovi e adeguati percorsi educativi fin dalla prima infanzia

      sulla legittima difesa mi troverai SEMPRE d’accordo, senza se e senza ma 😉

      • Inoltre credo che sia inadeguata anche l’associazione dello stupro alla presenza di una malattia. In giurisprudenza la malattia (accertata con perizia) giustifica l’applicazione di una misura alternativa rispetto al carcere, ossia la frequentazione di ospedali psichiatrici, comunità di recupero e compagnia bella. Dire che lo stupratore è malato è come creare uno schermo che snatura la persona dalle sue azioni. Non è l’uomo a compiere il gesto, ma la sua malattia e per questo va curato. poco importa che a seguito dello stupro la donna viva un trauma vita natural durante. La concentrazione di tutte le energie sull’imputato (vedasi i principi costituzionali come la certezza della colpevolezza, il nullum crimen sine lege, la dichiarazione di colpevolezza solo con SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO – ossia in cassazione, alla corte europea o in assenza di appello) fa perdere di vista la necessità di tutelare la vittima dello stupro con misure adeguate che possano aiutare a reintegrarsi nella società. una donna stuprata è una donna lesa per sempre, peggio di un braccio amputato (e mi si scusi la metafora). Le giustificazioni sono tante: l’imputato va rieducato, l’imputato va reintegrato, all’imputato spetta una pena proporzionale al danno recato, l’imputato è una persona umana e come tale deve avere tutti gli agi all’interno del carcere.
        Inoltre la giustificazione sempre e comunque che depenalizza le azioni illecite. il bullo picchia il compagno perché in famiglia vive una situazione disagiata, lo stupratore stupra perché la donna provoca, il piromane brucia perché ha visto una sterpaglia in mezzo alla strada. Basta con le giustificazioni. Ci vuole senso dir esponsabilità. Tu picchi il tuo compagno? Bene, a prescindere dalla famiglia sei responsabile delle tue azioni e ne paghi le conseguenze, in prima persona e accompagnato dai genitori. non so se mi spiego, ma è così che una società si può reputare civile. Non quando riconosce ai carcerati anche il diritto ad avere un’ora di sesso ed una love room dentro un carcere.

        • tutto questo, tranne alcuni casi palesemente bisognosi di diverso trattamento, lo chiamano Stato di diritto, io lo chiamo “MANGIATOIA”, se un bullo lo rimetti in riga con qualche mappino sul coppino e qualche calcio in culo, togli il pane a tutta la filiera… servizi sociali, tribunale dei minori, psicologi, educatori, case famiglia, ecc. ecc. ecc.

          sulle donne vittime di stupri e/o violenze l’iter non cambia, anche lì è tutto un magna magna. Per fortuna da un po’ di tempo le cose sono cambiate, fino a qualche decennio addietro, quando una donna denunciava uno stupro, si trovava di fronte un poliziotto o carabiniere che domandava: “le è piaciuto?”. Pensa te.

  7. Ciao Tads.
    quanto è accaduto e sta accadendo in termini di stupri e violenze mi ha provocato una profonda sofferenza cui è seguita la rabbia per ciò che ho letto e sentito. Ragion per cui ho evitato di scriverne. Mi ha disgustato il rimpallo delle percentuali (quanti immigrati e quanti italiani), manco si tratti di competizione con le donne/vittime considerate di striscio quasi siano un accessorio. E che dire di alcuni titoli sensazionalistici, offensivi e provocatori – secondo me creati ad arte per vendere più copie in un periodo in cui la stampa è in caduta libera – che fanno sentire la donna violentata due /tre/n… volte?
    Tu proponi la prevenzione e hai ragione. Ma in che modo? mi chiedo. Se penso all’articolo 162 del codice penale riformato, relativo alle condotte riparatorie in seguito a querela, che prevede l’estinzione dei reati in cambio del risarcimento del danno, ed è incluso lo stalking, sono sempre più convinta che la nostra classe dirigente non sappia ciò che fa. Per cui si arriiva al risarcimento di 1500 euro, caso recente di Torino, cifra rifiutata dalla donna vittima di stalking ma la norma non subordina l’efficacia della condotta riparatoria all’accettazione da parte della vittima. È sufficiente che il giudice reputi congrua l’offerta indipendentemente dall’opinione della persona vittima del reato. Ovviamente dopo la sentenza tutti hanno preso di mira il giudice (una donna) che in questo caso ha invece applicato la legge con scrupolo ed è quella che non va.
    Qui nessuna è stata assassinata o stuprata, ma lo stalking è indubbiamente l’anticamera del femminicidio e non va sottovalutato mai.
    La tendenza è a minimizzare sempre, vale anche per i primi segnali di un latente bullismo: «che vuoi che sia… una ragazzata…» quante volte si sente ripetere questa frase? A scuola, infinite volte, anhe da colleghi/ghe. E invece si deve assere intransigenti da subito. Ma in Italia siamo quelli che intervengono quando si è sull’orlo del baratro. Non si previene e si corre ai ripari dopo, in fretta e male. Ho appena letto che il ministro Orlando sta introducendo un emendamento correttivo al 162. E pensarci prima?
    Insomma sono scoraggiata. Anche gli sforzi che si fanno nei gruppi che aiutano donne stuprate finiscono nel marasma generale: prevalentemtente autofinanziati, i fondi che arrivano scemano di anno in anno fino a sparire.
    Qui serve proprio un ricambio di mente e anima. Un trapianto.

    • ciao Primula,

      hai scritto:
      “Ovviamente dopo la sentenza tutti hanno preso di mira il giudice (una donna) che in questo caso ha invece applicato la legge con scrupolo”…

      scusami se te lo dico ma l’affermazione è errata, non esistono tabelle che quantificano in 50 euro al giorno il risarcimento alle vittime di stalker, i 1.500 euro sono usciti da quel cilindro incivile, antidemocratico e assurdo chiamato “discrezionalità” del giudice. Una donna che scappa da uno stalker 1.500 euro in un mese li spende in taxi, chiamate, ecc. ecc. Senza contare eventuali danni psicologici e quindi costose terapie e non solo. Tra l’altro la legge NON consente al giudice di decidere la cifra unilateralmente, infatti il ministero ha aperto accertamenti sul caso, il giudice ha sì la facoltà di trasformare in risarcimento economico l’eventuale pena ma la cifra deve essere accettata, SEMPRE, dalla vittima

      la conta degli stupratori non serve a niente ma ogni tanto è bene ricordare che il termine “immigrati” non significa solo bambini sulla battigia, profughi di guerra e donne incinte salvate dai barconi. C’è anche altro, molto altro, lati poco piacevoli e quindi scomodi per chi abbraccia la causa del buonismo. Fermo restando che i dati del Viminale sono VERAMENTE preoccupanti.

      io non mi permetto di proporre soluzioni, dico che la strada della prevenzione non ha effetti collaterali, prevenzione nel senso di educazione alla prudenza, come ho spiegato nel post. la sintesi sta tutta nei due principi riportati. Il governo potrebbe finanziare spot in cui si sceneggiano situazioni da evitare, in cui si spiegano modi e “trucchi” per interpretare meglio alcune situazioni tipo… insomma, non mi pare cosa così difficile.

      giustissimo, serve un trapianto di mente, di forma mentis ma la vedo dura, molto dura.

      • Devo essermi spiegata male nella foga dello scritto. Non ho detto che i 1500 euro sono congrui, anzi sono una vergogna! E nemmeno che è il giudice a decidere, la cifra è proposta da chi ha commesso il reato, il giudice può considerarla congrua o no. Qui convengo con te che interviene la discrezionalità. Non è vero comunque che la somma debba essere sempre accettata.
        «Art. 162- ter
        (Estinzione del reato per condotte riparatorie). Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento
        di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il risarcimento del danno può essere riconosciuto
        anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.»
        Questa è la norma di legge che io trovo aberrante.
        Spero ora di essere stata più comprensibile.
        La mia lamentazione precedente non era affatto una giustificazione. Ma comunque secondo te con una norma simile, al limite dell’idiozia, un giudice che può fare?

        • ti ringrazio di cuore per avermi illuminato in merito, devo aver capito male io oppure si è sbagliato il giornalista che ha realizzato il servizio, quindi mi scuso senza esitazione alcuna. Comunque il giudice ha riconosciuto la congruità (discrezionalità), avrebbe potuto, forse, rifiutare l’offerta e andare a processo ma probabilmente la cosa avrebbe fatto storcere il naso alla procura.

          è un circolo vizioso, noi abbiamo bisogno di leggi più severe ma dobbiamo pure svuotare le carceri per non incorrere in sanzioni europee, un rompicapo mica da ridere, infatti due assassini accusati di femminicio sono stati mandati a casa dopo un mese, cosa ancor più allucinante della suddetta sentenza.

          • Ecco perché sono scoraggiata. Ho letto in questi giorni dei domiciliari dati all’assassino della fidanzata in Friuli, quello che ha girato tutta la notte con il cadavere della ragazza in macchina per intenderci. Ed è anche vero che servirebbe svuotare le carceri ma non a scapito di reati gravi come questi.
            Non sono affatto esperta qundi non saprei nemmeno ipotizzare una soluzione. È un grosso problema.
            Di default opto per lo sbaglio del giornalista 😉 leggo sempre più articoli copia incolla in cui si scrive dell’argomento XYZ senza avere consultato le fonti come in questo caso. Sono diventata molto diffidente nei confronti della stampa e se trovo una notizia vado poi ad appurarla e spesso a cercarmela da sola.
            Un lavoro… 😀
            Buona giornata Tads. 🙂

            • le notizie sulle quali intendo strutturare un post le verifico anche io, meticolosamente, sulle altre… confido nella illuminante interazione 😉 🙂

              buona giornata anche a te Primula 😉

  8. Lo ius soli é una pseudo legge ridicola e lo Stato ce la propina per deviare l’attenzione dai problemi veri. Concordo in tutto è per tutto su quello che dici e lo fai molto bene, ora “loro” sanno che l’italiano é stanco di quest’andazzo e perdono tempo con le imbecillità. Lo straniero é ben accetto se non delinque, se non calpesta le nostre regole, che poi sappiano di poterlo fare perché dopo qualche mese son fuori di prigione, questa é un’altra storia. Ci vorrebbe un colpo di spugna per lavare via tutto ciò che c’è di sbagliato e la lista sarebbe molto lunga.
    Buona serata, caro Tads.
    Affettuosamente
    Annamaria

    • carissima Annamaria,

      lo ius soli non è solo un diversivo, è qualcosa di molto peggio, di ben più preoccupante. La sinistra è in una fase storica calante, ha bisogno di voti freschi, quelli degli stranieri, una legge simile creerebbe un fortissimo vincolo tra immigrati e una parte politica Italiana, chiamiamolo grosso “debito” morale e pure materiale. Aumento delle corsie preferenziali come asili, case popolari, concorsi, licenze, leggi penali morbide, leggi sulla immigrazione create ad hoc e tutto il cucuzzaro fatto di favoritismi ecc. ecc. Ovviamente a discapito degli Italiani.

      Proprio così, la lista di cose da cancellare e rifare di sana pianta è molto lunga

      buona serata anche a te

      • Grazie per il chiarimento, la politica non la recepisco bene. Io non sono di sinistra e, pensandoci bene, non c’è nessuna corrente che mi rappresenti, come te del resto.
        Buon proseguimento di giornata

        • ben detto mia cara, io non vado a votare dallo scandalo “mani pulite”, mai più messo piede in una urna, proprio perché non mi sento rappresentato.
          buona serata

  9. Zio Tads!! Bellissimo argomento, come al solito trattato con molta intelligenza. Non sono convinto però che basti una campagna di sensibilizzazione come deterrente ai “cattivoni”. Ci vogliono leggi serie e pene certe. Noi non le abbiamo. Siamo uno stato barzelletta in Europa. Questo garantismo di merda + la Chiesa sono una combo devastante. Non voglio parlare nemmeno di estremismi, sebbene le mie idee volgano in quella direzione. Hammurabi aveva capito tutto con la sua lex talionis. Così come i Romani. Se la pena fosse commisurata all’offesa, oggi non saremmo arrivati a questo lassismo anarchico dove ognuno fa i cazzi suoi impunemente e dove vige la legge di chi ha più soldi o potere. Inizia a tagliare le mani al ladro, ed il cazzo agli stupratori. Dopo dimmi quanti rischierebbero queste ghigliottine. Ti rispondo io. Solo forse un 1% della popolazione.
    Scusa il linguaggio, ma sai che sono rozzo!! 😉

    • mio caro credo ci sia un malinteso, la campagna di sensibilizzazione dovrebbe insegnare alle donne, almeno provarci, come evitare situazioni a rischio, non ho mai scritto che potrebbe essere un deterrente per i cattivoni. Quelli dovrebbero castrarli con le forbici da giardiniere.

      nessun problema per il linguaggio 😉

        • sì, in quel senso, hanno fatto spot in cui consigliano a chi guida di non bere per evitare incidenti, altri in cui suggeriscono di usare il preservativo per evitare malattie e indesiderate gravidanza…! Dovrebbero farne alcuni consigliando alle donne di non accettare passaggi da sconosciuti, di non fornire dati sensibili ad anonimi contatti in rete, insomma, sempre sulla linea della prevenzione.

          • Tu dici che uno spot con “l’ABC della vita” ridurrebbe i rischi?? Accettare passaggi da sconosciuti, non è molto “sano”. Ma dovrebbe essere una regola di quelle non scritte, presenti in ogni database femminile. 🤔

            • in linea di massima direi di sì perché conosco la potenza della comunicazione sui grandi numeri e l’influenzabilità delle masse. Forse il vero punto non sta tanto nella validità o meno degli “spot prevenzione”, un governo serio dovrebbe considerare le suddette campagne un dovere morale. Il NON accettare passaggi dagli sconosciuti dovrebbe essere la norma ma non lo è, ce lo dice la cronaca, ergo, lo Stato deve mettere in guardia dai potenziali pericoli.
              penso che i file presenti nei data base femminili siano altri 😉 😀

  10. Leggerti è sempre un piacere, trovo assurdo che nonostante l’aumento inspiegabile di stupri nessuno voglia mettere mani a difesa delle vittime…. in italia siamo solo capaci di puntare il dito…. ma mai di alzarlo! I razzisti contro gli stranieri e gli integralisti contro i concittadini. … fatto sta che sottolineare l’equità dei gesti meschini dovrebbe far scaturire l’esigenza di una protezione a riguardo e non un’accanimento raziale… che la politica si appelli e si culli su quest’ultimo tema x raccogliere voti credo che sia proprio arrivata ad un punto dove nemmeno i “negri d’america degli anni ’20”
    In realtà non mi auguro nulla… tanto la mia impotenza come individuo singolo non riesce in problematiche di gestione scuola/famiglia dove i concetti importanti tra mamme sono i 5euro x i regali di compleanno, figuriamoci se posso sperare di cambiare il mondo. .. buon pomeriggio

  11. Grande Tads. Il tuo discorso è da saggio e intelligente essere quale tu sei. Cosa che non sono nessuno di quelli che ahimè ci governano. Senza parlare dei giudici che quante ne dicono di sciocchezze, applicando magari anche leggi ridicole , come quella ultima di risarcire l’offesa con soldini per far poi decadere il reato. Mi pare che di pazzia ce n’è a sufficienza in giro. Il buon senso non esiste purtroppo. Sono così stanca di tutte queste pagliacciate ma ancora ne vedremo delle belle con la legge elettorale mio caro. Aspetto a riguardo un tuo nuovo post. Lo leggerò sempre con molto piacere caro Tads. Un bacione . Isabella

  12. Complimenti per il post! Hai saputo trattare un argomento così delicato, in modo profondo e arguto, senza schemi e false ideologie.
    Sono d’accordo con te che quando 2il numero degli stupri supera la soglia dovrebbe scattare l’allarme sociale”
    Mi chiedo in quale contesto familiare vivano questi violentatori seriali!
    Perché di mezzo c’è anche il denigrante contesto ambientale nel quale vivono e sono educati da padri-padroni
    Un saluto e un augurio di una felice settimana
    Adrianma Pitacco

    • benvenuta nel mio blog e grazie per i complimenti,

      lo stupro è l’unico reato a sfondo sessuale che non ha una origine sociale/familiare codificabile, come ad esempio la pedofilia, il masochismo, forme estreme di feticismo, ecc. ecc. Gli stupratori, anche quelli seriali, non hanno status comuni, appartengono a tutte le estrazioni, a tutti i livelli culturali ed economici, non hanno alle spalle (salvo rarissime eccezioni) percorsi familiari fatti di degrado, violenze domestiche, prevaricazioni et similia. Questo rende il tutto ancor più complicato.

      buona settimana anche a te

  13. Questo tuo post cade a fagiolo su una riflessione che facevo con un collega qualche giorno fa….mi chiedevo, appunto, quale messaggio subliminale si nascondesse dietro a queste notizia a raffica di stupri.
    Come sempre più spesso succede, ai tg nazionali si va a periodi…sembra che una tossina venefica si impossessi contemporaneamente di molte menti e le porti ad agire tutte nella stessa direzione malefica.
    Scartando che possa essere un incantesimo o un’invasione aliena, rimane, appunto, solo un sospetto di manipolazione strumentale della notizia che perde la sua identità per diventare veicolo di messaggi nascosti che sembrano sgorgare dal nostro essere ma sono il frutto ogiemmizzato del grande fratello (orwelliano e non televisivo).

    Ciò detto non sottovaluto affatto la gravità di questo reato, principalmente dal punto di vista umano, perchè perpetra una violenza fisica e psicologica a lungo raggio, riduce il sesso ad atto di puro sfogo di istinti non controllati, traumatizza irrimediabilmente una donna ed è un termometro sociale, come giustamente sottolinei, che inserisce la sopraffazione come modalità di relazione.

    Per l’ennesima volta assistiamo ad una becera speculazione del dolore e all’utilizzo dei drammi umani come vettori di messaggistiche occulte che creano una falsa opinione pubblica su cui appoggiarsi per giustificare scelte politiche ingiustificabili nella logica di Cicero pro domo sua.

    • ti dirò che mi sono posto anche io la stessa domanda, invero me la pongo anche sulle morti bianche, la media è di quasi due al giorno ma i tg ne parlano a intervalli regolari, ogni tot mesi, come le messe cumulative tributate ai defunti della parrocchia.

      Lo stupro è un “pizzo”, uno dei tanti, che la società paga da sempre e per sempre pagherà, quando ci si trova di fronte a un male incurabile bisognerebbe almeno tentare di contenerlo, ridurlo… invece lo si incentiva con una giustizia che lascia interdetti

      la “logica di Cicero pro domo sua” mi è piaciuta molto, azzeccatissima, proprio così, quando in un reato già urticante di suo ci si infila anche il becerume politico, tutto si trasforma in una tragica farsa recitata in una grottesca scenografia

      che ne pensi di una eventuale campagna di sensibilizzazione?

      • Le campagne di sensibilizzazione dovrebbero servire a modificare culturalmente il modo di pensare, punto di partenza di ogni rivoluzione culturale che rende definitiva l’applicazione di un valore alla vita sociale, in quest’ottica ti dico sì, certo!

        Però, purtroppo, ne ho viste pochissime di campagne pubblicitarie efficaci in tal senso. Perloppiù sono impiantate sulla paura e sul dolore, sentimenti che entrano in gioco ma che sono il sottoprodotto dell’azione.
        Si dovrebbe cercare di far passare un messaggio che penetri la membrana dell’individualismo negativo il quale induce ad autogiustificarsi e a darsi mille attenuanti fino a sentirsi vittima prima di essere carnefice e giustificare attraverso questo processo interiore la logica della sopraffazione.
        Forse sarebbe icastico uno spot ragionato al femminile..forse

        L’impulso allo stupro può essere il frutto di una devianza psicologica o di una parafilia oppure un’astinenza forzata che viene agita in un momento in cui la spinta degli ormoni prende il sopravvento. Mi pare evidente dal mio intervento precedente, che non giustifico né l’una né l’altra, dico questo perché probabilmente uno stesso spot avrebbe effetti diversi sulle due categorie.

        Mi sento di affermare, comunque, che ci vorrebbe una delicatezza estrema a rappresentare l’argomento dato il pubblico fruitore anagraficamente eterogeneo.

        Tu invece che ne pensi di dibattimenti a tema in programmi preposti al genere? Personale qualificato ed esperto potrebbe essere più incisivo.

        • questo tuo commento mi dà l’opportunità di significare meglio cosa io intenda per campagna di sensibilizzazione, spot, destinati solo ed esclusivamente all’universo femminile, in cui vengono ricostruite tipiche situazioni a rischio seguite da adeguati consigli sul come comportarsi. D’accordissimo con te che sarebbe inutile e dispendioso lanciare messaggi all’universo maschile. I suddetti spot potrebbero servire anche alle mamme di adolescenti prossime a raggiungere la dovuta libertà. La logica dei grandi numeri rende ottimisti ma poi, a dirla tutta, la domanda più ovvia è: “perché non farli???”. Come ho già scritto, ritengo che per uno Stato civile ed evoluto tali campagne siano “anche” un dovere morale. Dopo quella pro preservativi, dopo quella sulla prevenzione, dopo quella contro le stragi del sabato sera, dopo quella contro l’abbandono degli animali… una campagna anti stupro non sfigurerebbe proprio. Come riporto nel post, la paura è che i movimenti femministi si mettano ad inscenare assurde proteste in nome di una libertà che NESSUNO nega.

          I dibattiti televisivi potrebbero essere utili ed efficaci qualora si scrollassero di dosso la “scimmia” politically correct, non penso sia indice di evoluzione aver tolto dal vocabolario femminile termini come “provocazione”, “situazioni inopportune”, ecc. ecc. L’universo maschile è pieno di lacune e difetti così come lo è l’universo femminile, nascondere sotto il tappeto o fingere di ignorare gli aspetti negativi di un genere, non aiuta di certo, tutt’altro. Un buon punto di partenza potrebbe essere il finirla di raccontare balle che enfatizzano l’operato femminile criminalizzando quello maschile ad ogni batter di ciglia. Giusto per capirci, lo scandalo Hollywoodiano è una verità parziale, io non me la sento di criticare la tardiva denuncia di Asia Argento come ha fatto Vladimiro Guadagno (in arte Luxuria) per acchiappare coi denti qualche like maschilista. Mi limito a dire che dietro una Asia Argento condizionata a vita da quella esperienza, vi sono 1.000, 10.000, 100.000 donne che farebbero la qualunque per ritrovarsi in una suite con il Weinstein di turno. Ecco, nessun dibattito televisivo dirà mai una simile verità.

          • Articolato nel modo che esponi sarebbe persuasivamente valido nonché istruttivo ed adatto ad ogni fascia anagrafica, visto che ultimamente ci sono stati stupri su età estremamente diversificate.
            Farsi trovare impreparati ad un ipotetico evento o, peggio, sentirsi esonerati “perché a me non potrebbe mai capitare” forzando magari sul particolare della presunta provocazione di atteggiamenti ed abbigliamento, (che se anche ci fosse non sarebbe né un incitamento né una giustifica ad un atto di pura violenza) non può che peggiorare le cose con un effetto paralisi che impedisce reazioni fisiche e mentali.

            I movimenti femministi se non chiudono gli occhi sui cambiamenti in essere nella società e vengono fuori dai loro slogan datati e privi di contemporaneo costrutto, dovrebbero essere felici di questa attenzione giovevole all’intero universo femminile.

            Nella mia città, in date prestabilite si organizzano fiaccolate a memoria delle donne violentate, uccise, maltrattate… e c’è una casa delle donne che serve come ricovero in casi particolarmente drammatici.

            In verità le recenti affermazioni delle stars sulle loro violenze subite, a cui posso anche credere, in questo momento topico mi destano qualche perplessità…poi honi soit qui mal y pense e quindi taccio.

            Mi colpisce un tuo passaggio, che è pure mio pensiero:
            “L’universo maschile è pieno di lacune e difetti così come lo è l’universo femminile, nascondere sotto il tappeto o fingere di ignorare gli aspetti negativi di un genere, non aiuta di certo, tutt’altro. Un buon punto di partenza potrebbe essere il finirla di raccontare balle che enfatizzano l’operato femminile criminalizzando quello maschile ad ogni batter di ciglia”
            una guerra tra sessi che forse ha avuto un suo perché negli anni in cui è sorta, come rivendicazione dei diritti e della parità nella famiglia, nel lavoro, nella società, ma che ora dovrebbe essere rivisitata alla luce del nuovo status quo sia sociale che ontologico .

            • la “guerra dei sessi” non finirà mai ed è giusto che non finisca, mi riferisco alla “guerra pacifica” (evviva gli ossimori), quella utile a evidenziare le giuste diversità che sono poi anche i potenti magneti che attraggono e uniscono i due universi. La guerra cattiva, quella narrata con l’inchiostro della mendace perfidia, è quella che ancora tiene banco, non solo, è una vera e propria scuola di pensiero che condiziona tutto l’occidente.

              giusto per fare un esempio… da mane a sera ci dicono che le donne Italiane guadagnino meno degli uomini, cosa che induce a urlare “al lupo al lupo”, trattasi di balla clamorosa. In Italia non esiste NESSUN contratto nazionale che a parità di livello, mansioni e anzianità di servizio penalizzi le donne, né nel pubblico né nel privato. L’aspetto più subdolo sta nella acclarata malafede, i parametri vengono conteggiati mischiando redditi pensionistici, è notorio, fino alla legge Fornero le donne andavano in pensione mediamente cinque anni prima, credo che un lustro debba fare la differenza sul reddito, in particolare con i criteri contributivi. Questo è solo un piccolo ma significativo esempio che testimonia la volontà di vittimizzare a ogni costo una parte e colpevolizzare l’altra.

              ieri sera una giornalista su Rai2, non ricordo il nome, ha paragonato l’esperienza vissuta da Asia Argento a quella dei bambini violentati dai preti pedofili, in qualsiasi altro Stato civile per una simile demente scatterebbe la radiazione a vita. Non ho tirato in ballo lo scandalo hollywoodiano a caso, credo sia perfettamente in tema, ci stanno dicendo, anzi, vogliono farci credere che le donne che decidono di scendere a compromessi per appagare vanità e velleità, debbano essere messe sullo stesso piano di quelle stuprate di brutto da sconosciuti. Un messaggio che ammorba ogni forma di intelligenza, anche minima, un insulto alle donne VERAMENTE vittime di violenza carnale.

              Giusto per… nella ultima puntata di Matrix Sveva Casati Modigliani, evidentemente in cerca di facili consensi per vendicchiare il suo ennesimo libro, ha detto che “pure una carezza fatta a una donna è una forma di violenza”… che si riaprano subito i manicomi.

  14. Post che mi fa male ma che non posso che sottoscrivere in ogni suo angolo accessibile o nascosto.
    Da padre di due bambini mi sento di evidenziare questa frase:

    ” Abituare gli adolescenti alla totale impunità NON è una semina sociale lungimirante ”
    che è quella su cui sento di avere maggior potere tra le mani in senso concreto, come genitore.

    A volte fa mare vedere il proprio figlio/figlia triste, piangere o arrabbiato perchè gli viene inflitta una punizione che magari ritieni anche forse troppo severa, ma bisogna ricordarsi che quella punizione
    non è solo relazionata al fatto compiuto ma è un principio educativo, è un insegnamento per il futuro mirato alla responsabilità e alla conseguenza delle azioni e scelte che si fanno. Quella punizione e quel pianto sono frutto del dolore che arriva, o che può arrivare, alla ragione e alla coscienza. Io onestamente diffido e mi spavento sempre sempre quando si parla di metodi educativi e quanto sento quei genitori che demonizzano lo sculaccione o la sberla. Tra la violenza e la fermezza c’è un confine che a mio avviso è piuttosto notevole. Ignorarlo è una scelta di comodo per deresponsabilizzare un ruolo e fino ad oggi nessuno è mai riuscito a farmela vedere in modo differente.

    Inoltre l’impunità oltre che a fornire alibi al furbetto di turno che sa come approfittare del sistema fornisce anche potenzialmente persone di una fragilità interiore elevata che sfocia poi in svariate forme di violenza parzialmente causate dalla loro incapacità di non ottenere subito ciò che vogliono.

    Cambiare l’intero sistema è dannatamente complicato, lavorare per far si che chi vivrà questo sistema in futuro sia in grado di indirizzare il cambiamento forse è in questo momento il massimo che possiamo fare.

    • ciao Erik,
      quando hai scritto ero on line ma sono dovuto scappar via…

      se non ricordo male sugli effetti collaterali devastanti dei nuovi metodi educativo/formativi ne abbiamo già parlato, sottoscrivo in toto questo tuo commento. Se vuoi veramente renderti conto del modus operandi dei “moderni” genitori, ti consiglio di farti amico/a qualche prof delle scuole medie, magari di quelle/i che insegnano materie importanti come matematica, lettere, ecc. ecc. E’ un mondo tutto da scoprire (quello dei genitori).

      la mia frase che riporti sintetizza la deriva della nostra società, i problemi veri arriveranno tra una decina di anni, mi ha pure molto colpito, negativamente, l’iniziativa presa da quella ignorantona che siede sulla sedia del ministro dell’istruzione… tutti promossi d’ufficio fino alla licenza media. Quindi le giovani leve non solo crescono nella consapevolezza di essere impuniti, crescono anche nella consapevolezza di non essere obbligati a studiare, azzeramento totale della meritocrazia. In fondo, se nella classifica mondiale della istruzione occupiamo posizioni da vergogna… qualche motivo ci dovrà pur essere.

      lasciami dire una cosa che avrebbe detto sicuramente mio nonno: “con qualche castigo e qualche sberla il mondo è progredito, con la tolleranza e il lassismo il mondo regredisce.

  15. Riprendo qui i commenti perché altrimenti dal cell non riesco a leggere niente che va tutto in verticale.

    Io guardo poco la tv e non ho sentito l’intervista, non ho trovato neanche il video su youtube, e i libri della Modignani mi fanno venire l’orticaria. Hanno tutti la stessa trama. Non riesco a credere che si possa dire una cosa del genere a meno che non si sia espressa male. Non si può paragonare una carezza ad un gesto violento e_o aggressivo, forse si riferiva alle molestie sugli autobus?

    Ecco vedi..mi confermi il mio cattivo pensiero per quanto riguarda le starlette 😉 e la giornalista, chiunque essa sia, si è fatta strumento della messaggistica di cui ai commenti precedenti.
    Ora, fermo restando che rimane una forma di costrizione riprovevole, non si può assolutamente paragonare con la violenza subita da una donna qualsiasi che sta camminando per strada e viene aggredita e stuprata!

    Parlo per quanto riguarda la mia esperienza diretta, non conosco nessuna donna che lavora in un’azienda e sia pagata meno di un uomo. Ed anche io mi sono fatta spesso la stessa domanda ogni volta che ho letto di questo argomentare. Però una cosa è vera, in molte aziende considerano la gravidanza come un inciampo da evitare. L’unica discriminante la trovo in questo, anche se col diritto alla paternità le cose stanno un po’ cambiando.
    Creare vittima e carnefice, però non vuole dire in questo caso, proteggere la parte più debole. In realtà tutto è fine a sé stesso e va nella sola direzione della sottolineatura di un qualcosa che serve, ancora una volta, a dividere il genere umano in categorie da usare al bisogno.

    E infatti con guerra tra i sessi intendevo riferirmi a quella “narrata con l’inchiostro della mendace perfidia” , l’amorevole tenzone.. è altra cosa 😉 il sale e il pepe dell’Amore 😉

    Scusa se ho risposto in modo così slegato, non è mio solito.

    • scrivere commenti in ordine sparso non è un reato 😉

      sulla questione gravidanza sono totalmente d’accordo, tuttavia vorrei ricordare al mondo che i maschietti nati prima del 1987, quelli ancora vincolati all’obbligo di leva, hanno subito palesi discriminazioni sul lavoro, si leggevano annunci tipo: “cercasi ragazzo SOLO milite esente o milite assolto”. Nessuno si è mai lamentato, prova a immaginare cosa succerebbe dovessero pubblicare un annuncio: “cercasi ragazza solo se sterile o prole assolta”, il doppiopesismo non è socialmente costruttivo.

      neanche io sono un consumatore seriale di televisione ma ogni volta che la guardo mi imbatto in qualcosa di strano, la Modigliani, parlando dello scandalo Americano, ha testualmente detto: “anche una carezza non richiesta fatta a una donna è una forma di violenza”, confermo anche le boiate esternate dall’altra.

      la realtà, cara Marta, è che stiamo attraversando una fase storico/sociale che riguarda tutto l’occidente, un qualcosa che non è più definibile “guerra dei sessi”, né perfida né pacifica. L’universo femminile, una parte, mira ad erigersi a casta, creando tabù, diffondendo false interpretazioni (vedi Hollywood), strumentalizzando tutto l’operato maschile e vittimizzandosi oltre modo. Una barriera da alzare e abbassare a proprio uso e consumo, la storia ce lo insegna, i veri grandi pericoli, le avvisaglie di imminenti e poco democratici cambi di rotta, nascono sempre dal diffondersi di nuovi termini trasformati in verbo.

      arriverà il giorno in cui gli uomini saranno costretti a chiedere alle donne di firmare una liberatoria che consenta loro di prendere iniziative: “se non mi firmi la liberatoria non ti accarezzo e non ti bacio, per fare sesso dobbiamo prima chiedere il nulla osta al ministero competente”. Poveri noi.

      • Ti do atto del momento di trasformazione storico sociale, che va molto più in profondità di quello che noi percepiamo razionalmente adesso, perché sta scardinando la struttura madre della collettività, non solo con modifiche di costume e di valori ma anche come grosse rivoluzioni tecnologiche che influiranno senza dubbio negli anni futuri anche nei rapporti fra persone e fra sessi, la rete è solo la punta dell’iceberg, ma non vedo l’orda di amazzoni che tu paventi.

        Le donne hanno una sensibilità diversa, con le dovute eccezioni, e nonostante sia evidente che si stiano “indurendo” e forse anche inaridendo non arriveranno mai a snaturarsi, conserveranno il loro amore per la specie e la procreazione e in questo gli uomini sono parte integrante.

        Le nostre generazioni non assisteranno a questo cambiamento ma a livello di prodromo percettivo, per quanto mi riguarda, sono certa che dopo un periodo di oscurantismo inevitabile per ogni trasformazione, che peraltro è già iniziato, in cui l’annichilimento dei vecchi valori e delle vecchie credenze cementate nel corpo sociale andrà sgretolandosi, ci sarà un neo-neo illuminismo, che io ho l’ardire di chiamare “olismo quantico” che non illustro per non annoiare.

        Ti dirò che sono un po’ invidiosa di quelli che ci saranno….

        Uscendo da questo futuro fantasy e tornando al presente, ahimè, è giusto il tuo sottolineare le “vessazioni sociali” subite dai maschietti e date per scontate. Avendo una figlia femmina e un figlio maschio, non posso che preoccuparmi per entrambi, come faccio… e chiudo, permettimi, con questa citazione di Tonino Carotone:
        “E’ un mondo difficile e vita intensa felicita’ a momenti e futuro incerto,
        il fuoco e l’acqua con certa calma serata di vento e nostra piccola vita e nostro grande cuore”
        che nella sua semplicità esprime una grande verità concettuale ed applicata.

        • sono convinto tu colga l’ironia che amo celare tra le righe, non c’è nessun esercito di amazzoni né temo per una prossima estinzione della specie umana, il concetto è complesso, intendo proprio a livello di interpretazione razionale, provo a cimentarmi in una spiega, spero di riuscirci…

          la nostra generazione (parlo per me, non conosco la tua età) sta vivendo una fase storica anche sul piano delle ridefinizioni dei generi, alias dei sessi, lo sdoganamento (sacrosanto) della omosessualità e le lotte femministe (anche queste sacrosante), hanno lasciato al palo i maschi etero. I novelli codici comportamentali ed espressivi hanno contribuito non poco a creare un profondo solco culturale, un gap non sempre dovuto e non sempre sincero, leale, accettabile e condivisibile.

          Nella ridefinizione dei generi, socialmente parlando, si è andati oltre il nobile intento della parità, molto oltre, sconfinando nei palesi tentativi di creare dislivelli, corsie preferenziali, caste e discriminazioni. Tanto per capirci… tutte le leggi che regolamentano separazioni, divorzi, alimenti e affidamenti, sono scritte al femminile (è solo un esempio). Se un maschio etero viene respinto all’ingresso di un locale gay, non succede nulla, se un gay viene respinto all’ingresso di un locale etero, scoppia il finimondo (anche questo è solo un esempio). Enfatizzare episodi di maschilismo o omofobia significa alimentare la propria causa, significa rivendicare diritti ad personam, significa auto erigersi a livelli superiori. Questo è un problema che riguarda tutto l’occidente ma in Italia, come al solito, si esagera. A livello europeo vi sono “settori” in cui, finalmente, primeggiamo, il numero pro capite di stupri e di atti omofobici è di gran lunga inferiore alla media continentale. Non sto incensando gli Italiani, sto solo cercando di evidenziare il potere della strumentalizzazione nonché il reale intento della rivisitazione dei generi. Per poter rivendicare trattamenti di favore occorre avere un nemico, se il nemico non c’è lo si inventa, se c’è ma non è così preoccupante lo si inferocisce mediaticamente.

          nei commenti precedenti ho riportato alcuni episodi, quelli tv, ecco, fanno parte di una forma mentis pianificata e finalizzata.

          Lo scorso anno una delle femministe più accreditate, Lella Costa, prima delle elezioni USA ebbe a dire, questo (2016) è l’anno in cui verrà sublimata l’ascesa al potere delle donne, ovviamente si riferiva alla vittoria della Clinton, erroneamente data per certa. Io non ho nessuna vena maschilista né omofobica ma se i maschi etero non si destano dal torpore… non la vedo bene, seppur condivida la speranza di giungere al neo illuminismo da te citato.

          • Le esasperazioni e il vittimismo a prescindere non attecchiscono nemmeno su di me, per certi versi hanno l’effetto contrario e il chiudersi in categorie meritorie di pietismi non conduce ad un risultato culturalmente soddisfacente nel senso di rivoluzione apportatrice di nuovi valori e nuove realtà.
            Poi se mi imbatto direttamente in situazioni che meritano di attivarsi e darsi non mi tiro mai indietro.
            Penso che se ognuno facesse la sua parte senza veleggiare nelle ideologie a lunga gittata i problemi troverebbero una graduale soluzione.

            Ed è proprio vero ciò che scrivi, ovvero che per potere rivendicare trattamenti di favore occorre un nemico che se non c’è lo si inventa e i media sono davvero bravi in questo.

            Tornando all’argomento in essere del post, è notizia di questi giorni, penso avrai sicuramento letto, che anche una nota avvocatessa ha fatto i dovuti distinguo fra le affermazioni tardive delle attrice molestate con la violenza carnale vera e propria. Ti riporto qui un passaggio:

            “Ciò che è mancato loro (a quelle che ritiene reali vittime di violenza sessuale, ndr) è la possibilità di scegliere. Se non c’è libertà reale di autodeterminazione allora c’è violenza”. Al tempo stesso se “una donna, mossa da ambizioni di carriera, sceglie di accettare quello che chiede l’uomo anche se non ne ha particolarmente voglia, siamo di fronte alla ricerca di scorciatoie, non a una violenza carnale”.

            • non avevo letto la notizia, ti ringrazio per la segnalazione, la cosa non mi sorprende affatto, sono moltissime le donne più o meno note e più o meno accreditate ad aver espresso giudizi tutt’altro che lusinghieri sul vittimismo a orologeria della Signora Asia Argento, forse le uniche due voci MASCHILI degne di nota sono quelle di Vittorio Feltri e Vladimiro Guadagno (Luxuria). Il primo ne ha parlato per “lavoro”, il secondo avrebbe fatto meglio a tacere.

              Non giudico le scelte dell’attrice, mi limito a una riflessione…

              Non si può pretendere che tutto il mondo capisca, tamburo battente, le ragioni che inducano una donna a denunciare molestie dopo 20/25anni, ancor meno nel caso le suddette si fossero perpetrate per lungo tempo in uno status di libertà. In tutta questa squallida storia vi è un ulteriore elemento che alimenta interrogativi, in quegli anni l’allora aspirante attrice non era certo una trovatella, niente affatto, era ed è tutt’ora la figlia del regista Italiano horror più conosciuto al mondo, insomma, uno dell’ambiente. Evidentemente il Signor Dario Argento non godeva certo un grande rispetto visto che tutti o quasi molestavano sua figlia senza remora alcuna. Non si sottovaluti la cosa, anche il mondo del cinema è fatto di regole non scritte, non conviene a nessuno tentare di violentare la figlia di un collega (qui mi riferisco alle presunte molestie subite a 16anni da un attore/regista Italiano).

              Mi pare evidente che Weinstein sia stato tritato da una trappola tesa dai potenti di Hollywood e non solo, grande sfiga è stata la vittoria di Trump, avesse vinto la Clinton, candidata da lui sostenuta/finanziata con milioni e milioni di dollari, avrebbe continuato a fare il maiale indisturbato, proprio così, il sogno di miliardi di donne, Hillary the President, in realtà avrebbe protetto/coperto lo stupratore seriale delle dive o aspiranti tali.

              Dopo lo scoppio del bubbone, frotte di attrici (?) hanno dichiarato di aver subito molestie cantando in play back: “non mi ero accorta delle reali intenzioni, lì per lì non avevo capito, pensavo fosse un provino, non me lo sarei mai aspettato, ecc. ecc.”. Maaaaaaa… che fine ha fatto il sesto senso femminile??? Che fine ha fatto la malizia femminile??? La perspicacia femminile??? L’intuito femminile??? La lungimiranza femminile??? E’ mai possibile che tutte queste smaliziate e scaltre femmine diventino delle educande ingenue di fronte a un bavoso produttore o un laido regista???

              unghie che grattano sui vetri esimia Marta, unghie che grattano sui vetri

              • Temo sempre che i miei interventi possano sembrare una difesa di un certo tipo di machismo o di abusi sessuali et similia, così non è. Come persona prima e come donna poi, non potrei mai farlo.
                Nemmeno voglio negare che esistono le molestie sessuali e i tentativi di sopraffazione su vari livelli, in ogni ambiente. Penso che nessuna donna possa affermare di non aver avuto tentativi di molestie o insistenti corteggiamenti o episodi di stolkeraggio, ma non escludo che possa essere successo anche agli uomini ribaltando le parti e che possa essere altrettanto drammatico.

                Ciò sottolineato, questo tale Weinstein, da come ho letto in giro, pare sia un vero porco pervertito. Quello che non si capisce è come mai solo adesso tutte_i abbiano deciso di “svuotare il sacco” sui comportamenti osceni reiterati di questo signore. Addirittura, ho letto, che anche donne che sono state pagate per mantenere il silenzio ora stanno raccontando la loro esperienza! Ma dico…se non è prostituzione questa!
                Va bene tutto, non mi ergo a Savonarola di turno, ognuno sceglie di agire la propria vita come meglio crede e può, ma come si fa, dopo anni di silenzio, pagato con una cospicua somma accettata, raccontare anche io ho subito violenza e ho accettato i soldi per stare zitta!!! Cosa rappresenta questa tardiva remissione di peccati se non una strumentalizzazione bella e buona probabilmente nuovamente remunerata.

                Asia Argento, in questa storia, la metto a livello delle altre, ma siccome ho una antipatia istintiva per lei preferisco non dire niente perché mi sento condizionata da questo mio sentire.

                • ciò che hai scritto può essere sintetizzato, definito, in due sole parole. “scandalo programmato”, parafrasando la rubrica della settimana enigmistica “forse non tutti sanno che”…

                  lo scandalo Hollywoodiano che ruota intorno alle irrefrenabili fregole di Weinstin, è stato scoperchiato da un giornalistucolo che risponde al nome di Ronan Farrow, figlio di Mia Farrow e di quel Woody Allen che è convolato a nozze con la figlia adottiva… al cuor non si comanda, situazione che riuscirebbe a dare verve anche a Freud. Il “fellatio gate” è rimasto parcheggiato in un cassetto per un bel po’ di tempo, impensabile farlo scoppiare sotto la presidenza Obama, anche lui, come la Clinton, finanziato dall’erotomane in questione. “Tutti sanno che” qualora avesse vinto la megera questo schifo non sarebbe mai emerso, imbarazzante scoprire che il primo Presidente USA donna della storia incassasse finanziamenti e sovvenzioni da uno stupratore seriale, non dimentichiamoci che la sua campagna elettorale ha calcato molto la mano sui “vizietti” di Trump. Con un repubblicano alla casa bianca è arrivato il via libera ma… “forse non tutti sanno che” da quelle parti lo scandalo è solo una questione tra giornali NewYorkesi, tutte le televisioni lo hanno rifiutato e non ne parlano, per gli ovvi motivi sopra elencati. Sia chiaro che le abitudini di Weinstein erano note a tutti, che fosse un maiale lo sapevano anche i cani, i gatti, i pescetti rossi e pure le piante, però era ricchissimo e molto generoso col partito democratico… Pecunia non olet.

                  Lo ripeto volentieri, che il mondo dello spettacolo fosse fatto anche (la tentazione di scrivere “soprattutto” è forte) di “compromessi orizzontali”, è una delle poche, rarissime certezze assolute acquisite negli ultimi cento anni dalla umanità, tutto questo stupore mi stupisce, tutto questo scandalizzarsi mi stupisce, tutte queste denunce tardive mi stupiscono.

                  • molto interessanti le notizie che hai fornito e che confermano, se ce ne fosse bisogno, il sentore dell’era già tutto previsto.
                    però lasciami sputare anche su tramp che non assolvo in nulla…mi premeva dirlo, senza intenzione di aprire ulteriore dibattito a tema.
                    è sempre molto istruttivo leggerti…alla prossima

  16. argomento delicatissimo quello dello stupro e mi aspettavo che prima o poi ne parlassi, perché bisogna parlarne.
    per quanto riguarda lo spot da te augurato, non sono d’accordo, io sarei dell’idea opposta e cioè: perché non investire in una forte e radicale campagna di sensibilizzazione al rispetto della donna in quanto Persona rivolta al sesso maschile, e che inizi già in età scolare? il problema sono certi uomini e l’immagine distorta che hanno della donna, impressa nella loro psiche.
    spero di non aver ripetuto un pensiero già esposto, solitamente prima commento e poi leggo gli interventi dei tuoi ospiti.
    sempre complimenti per la gestione del blog e per i temi trattati con il tuo stile che ti distingue sempre.
    ciao mister T
    😉

    Elle

    • mmmmmmmm…. commento interessante

      secondo me le società moderne a misura d’uomo si costruiscono nella culla, ancor prima dell’età scolare, soprattutto si costruiscono senza fare distinzione alcuna tra i generi, le donne meritano lo stesso rispetto che meritano gli uomini, Investire soldi per insegnare ai SOLI maschi a rispettare le femminucce significa porre in essere una discriminazione antidemocratica.

      Sei una donna intelligente e certamente non ingenua, non credo tu appartenga a quella scuola di pensiero, beceramente femminista, che pone tutte le donne sul piedistallo e tutti gli uomini nei tombini. Non conviene a nessuno, tanto meno alle donne, generalizzare, credimi, non farti condizionare dalla campagna anti maschio in corso da anni, un castello di tesi e teoremi smontabile in poche righe.

      ti ringrazio per gli apprezzamenti
      ciao miss Elle 😉

      • Mister T, sono assolutamente d’accordo con il tuo concetto di fondo sulla Persona e, penso che sotto questo aspetto, ormai, tu abbia capito la mia tendenza. la mia controproposta era in virtù di una chiara emergenza, di un’escalation della violenza sulle donne molto evidente. sicuramente bisognerebbe andare alle radici antropologiche e sociali di comportamenti violenti verso chi è più debole fisicamente e sondare la psicologia di certi uomini che, forse (e sottolineo forse) vogliono rimarcare la loro sudditanza sulla donna che, atttraverso la sua indipendenza ha sovvertito ordini radicati da tempi biblici. La Persona è tale per dignità e andrebbe concepita invariabilmente su uomini, donne e bambini ma, ritengo che non sia sbagliato non tralasciare una sfumatura importante rappresentata dalle differenze: un uomo è forte fisicamente e perciò dovrebbe sentire dentro di sé l’istinto di proteggere la donna da abusi e non, al contrario abusarne. questo bisognerebbe insegnare a certi uomini, ad essere Veri Uomini..

        • questo commento è una compilation di contraddizioni, lo dico sorridendo, evidentemente ti sei divertita a scriverlo…

          ” bisognerebbe insegnare a certi uomini, ad essere Veri Uomini..”
          anche alle donne bisognerebbe insegnare a essere Donne Vere???

        • I discorsi sull’ “Uomo Vero” cavalleresco e difensore del Gentil Sesso si fanno da tempo immemore e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: uomini profondamente insicuri a causa delle aspettative ridicole che la società nutre verso di loro – il famoso “uomo che non deve chiedere mai”, il macho, privo di sentimenti, mai debole, mai ferito – e donne profondamente vittimizzate, impossibili da prendere sul serio, donne che devono essere mogli sorridenti e brave madri e poco più (come ha detto T, “le Donne Vere”). No, decisamente non è rimarcando stereotipi vecchi di millenni che risolveremo la situazione. Tantomeno si può pensare di risolvere qualcosa nell’immediato con la sola educazione, perché l’educazione si fa nell’arco di generazioni intere ma l’emergenza è adesso e se nelle strade ci sono orde di maniaci non si può dire alle donne di oggi “eh pazientate fin quando i bambini non saranno diventati i nuovi adulti più responsabili”. Per questo io sono totalmente favorevole all’abbinare l’educazione al rispetto della persona con campagne che invitino le ragazze alla prudenza, all’attenzione e magari anche a intraprendere dei corsi di autodifesa. Sapersi difendere un minimo è una cosa che non fa male a nessuno e inoltre può contribuire ad abbattere gli stereotipi sul fatto che una donna debba necessariamente ricevere l’aiuto di un uomo per levarsi d’impiccio. Questo sarebbe un vero progresso a parer mio.

          • pienamente d’accordo, le evoluzioni sociali marcano i ricambi generazionali, questo è un punto di riferimento lungimirante e importante, nel frattempo, magari, sarebbe il caso di sensibilizzare con compagne di informazione/formazione e, come suggerisci, ricordare l’esistenza di palestre in cui si impara a difendersi, anche se non sono propriamente luoghi per fighetti e fighette in cerca di avventure.

          • sono parzialmente d’accordo con te Luke Mason.
            specifico che per Vero Uomo intendo l’Uomo che riconosce la Donna in dignità , rispetto e diversità. per conformazione fisica le donne sono più deboli dell’uomo e non possiamo certo pretendere che un male intenzionato di cento chili per un metro e ottanta di altezza e tutta la sua potenza muscolare possa non avere la meglio su una donna, pur palestrata che sia o che abbia acquisito qualsiasi tecnica di autodifesa.
            non per nulla certi lavori faticosi non sono adatti alle donne. quindi, non perdiamo di vista le differenze che ci sono, eccome.
            a livello intellettivo non faccio discriminazioni e sono convinta che ognuno abbia in dote un’intelligenza specifica.
            l’emergenza c’è, e come giustamente affermi “l’educazione si fa nell’arco di generazioni intere”. bene, è ora di cominciare cancellando il primo stereotipo, e cioè che sia sempre la donna la prima a doversi preoccupare di difendersi da un uomo che in virtù della sua prestanza fisica si sente in diritto di usare violenza su un essere più debole. che sia sempre la donna a porsi dei dubbi – limitando la propria libertà – se uscire di notte perché se rimane in panne con la macchina potrebbe fare brutti incontri, ecc… ecc… non dovrebbe esserci questa preoccupazione se alcuni uomini non si abbassassero a livello di bestie.
            sembra di vivere in una vera jungla.
            un’altra emergenza, è l’abuso su minori che viene perpetrato, nella maggioranza dei casi, sempre da uomini.
            insomma, sono del parere che ci sia qualcosa nel cervello del maschio predatore (perchè di predatori si tratta) che non funzioni in questa società, composta da uomini, donne e bambini, che si sforza per raggiungere qualcosa che assomigli alla civiltà ..

            • non so cosa ti risponderà e se ti risponderà Luke Mason ma visto che siamo in casa mia una cosa te la dico io, non si va da nessuna parte coi luoghi comuni, l’uomo predatore??? tu mi riporti negli anni ’70.

              L’uomo deve alla donna esattamente quello che la donna deve all’uomo, rispetto.

              evidentemente sei poco documentata, una donnina di 50kg, se ben addestrata, può tranquillamente abbattere un omone di un quintale

              che la violenza sui minori sia perpetrata prevalentemente dagli uomini è una convinzione tutta tua, i ragazzini circuiti da viziose donne mature sono tantissimi, forse addirittura più delle ragazzine circuite da uomini maturi. La differenza è solo culturale, giusto per farti un esempio… un incesto padre/figlia è sempre vissuto (giustamente) come un atto di violenza, l’incesto madre/figlio è sempre vissuto (erroneamente) come un eccesso di amore. In realtà i danni devastanti sono della stessa portata.

              ti copioincollo un commento che ho scritto proprio oggi in un blog:

              “il peggior uomo che esista sulla faccia della terra è comunque stato partorito da una donna, la peggiore delle donne potrebbe mettere al mondo il migliore degli uomini, partendo da questi due sacrosanti assunti, direi sia giunto il momento di abbandonare logiche vetuste.
              Pretendere di uscire da certi schemi perpetrati per millenni in un solo ricambio generazionale, significa avere le idee poco chiare sui processi evolutivi, tra l’altro ignorando che, lasciamelo dire, l’agognata “parità” (su tutti i fronti) non la si raggiunge certo indossando il paraocchi della “colpevolizzazione a prescindere”. Gli uomini che vivono ancorati al senso di proprietà sono una percentuale talmente esigua da non poter macchiare un intero genere. I massimi livelli di progresso, modernizzazione e ottimizzazione dei rapporti, lo si raggiunge solo se uomini e donne si inerpicano per tortuosi sentieri tenendosi per mano e aiutandosi l’un l’altra a superare gli ostacoli. Tutto il resto è solo ignoranza o malafede.”

              • sarà come tu dici ma nella pratica io, da sola, di notte, fare 30 chilometri in auto per affari personali, me li faccio con la speranza di non rimanere in panne per paura di fare brutti incontri. e tu, hai il mio stesso timore o sei andato in palestra?

                  • vedi Tads, solitamente scrivo per esperienza personale e a me è capitata una brutta faccenda di notte. inseguita in auto da un predatore. io in una piccola utilitaria, il tipaccio con macchina più potente. ho rischiato un incidente per sfuggirgli. non ti racconto la paura che ho provato. raccontato il caso al mio fidanzato e a mio fratello, il giorno dopo lo hanno sistemato, ma lo hanno fatto senza andare in palestra, erano già in possesso dei requisiti per affrontare un omone di cento chili.

                    • andare in palestra non significa diventare invincibile né invulnerabile, diciamo che i moderni corsi di autodifesa, soprattutto quelli femminili, servono per acquisire una sicurezza antipanico e imparare alcune tecniche anti aggressione. Vedi, alla fine è un problema di “fegato”, qualsiasi donna con una mano libera potrebbe salvarsi da uno stupro ficcando due dita negli occhi del malintenzionato rischiando di ucciderlo, ovviamente bisogna avere il coraggio di farlo.

              • Allora, io sono una persona pragmatica e avendo visto da vicino delle situazioni molto brutte nonché avendo preso qualche schiaffone mi sento in dovere di sfatare il mito del combattente piccolo ma esperto che può avere la meglio facilmente sull’omone di un quintale capace solo a dar papagne. È una stronzata bella e buona alimentata da decenni di film di arti marziali, la realtà è estremamente differente e questa è la prima cosa che ti dicono nei corsi di autodifesa SERI. Quando hai davanti uno che è più grosso di te la cosa migliore da fare è evitare lo scontro con ogni mezzo, sia esso la mediazione a voce (rischioso) o scappare a gambe levate (decisamente più indicato). È una realtà che non conosce differenze di genere, se sei piccino/a e quello davanti a te è un armadio, scappa. Se l’armadio inizia a passare ai fatti puoi schivarlo una, due, tre volte toh, ma come ti becca alla quarta ti disintegra e tu per contro anche se lo meni forte gli farai sempre poco a meno che tu non sia uno Spetsnaz russo addestrato in tutti i possibili modi per uccidere a mani nude. E non parliamo di quando ci si infilano di mezzo coltelli e quant’altro, che lì diventa veramente un bagno di sangue assicurato.

                La realtà, triste ma ahimé immutabile, è che al mondo ci saranno sempre i malintenzionati e gli energumeni pronti ad aspettarti in un vicolo buio e la miglior strategia per far fronte ai brutti incontri è prevenirli. Che tu sia uomo o che tu sia donna non conviene girar soli di notte, così come non conviene infilarsi in quartieri malfamati o trascinarsi fuori casa quando non si è completamente lucidi a causa di alcool o droghe. I corsi di autodifesa – ripeto, quelli seri – mirano innanzitutto a far capire queste semplici norme di buonsenso che sono valide per tutti e vi assicuro che se venissero applicate dalla maggior parte delle persone, specialmente i giovani, ci risparmierebbero un sacco di casi di cronaca nera. L’unico motivo per cui le donne sono più a rischio è perché purtroppo per loro possiedono qualcosa che l’uomo non ha e che esso brama ciecamente e ciò le espone allo stesso rischio che avrebbe un uomo se girasse coperto d’oro e diamanti, se non maggiore. Lo so che è brutto dover dire a una persona di limitare la propria libertà ma è una cosa che in una certa misura tutti dobbiamo fare. È il prezzo di vivere in una società libera dove non puoi essere messo dentro solo perché “potresti” far male a qualcuno, devi averlo fatto e ci devono essere le prove prima di poterti sbattere in una cella a marcire. La sola alternativa possibile a questo è lo Stato di polizia dove vige il coprifuoco e ti sparano a vista se metti il naso fuori casa dopo il crepuscolo. Non credo che nessuno lo voglia.

                Per il resto vale quanto già detto, bisogna educare alla civiltà e al rispetto il più possibile e più di ogni altra cosa bisogna combattere povertà e degrado che sono i veri artefici del 90% delle forme di criminalità. Ma non si potrà mai avere il mondo perfetto, c’è tanto margine di miglioramento certo, ma è impossibile eradicare la violenza del tutto perché fare del male al prossimo è parte indissolubile della natura umana. Questo va fatto capire alle persone, specialmente ai più giovani, invece di rincoglionirli di buonismi insensati che li lasciano del tutto impreparati ad affrontare le difficoltà della vita quando inevitabilmente si presentano. Il mondo è un posto migliore se ti comporti con rispetto, ma non aspettarti che tutti siano sempre rispettosi con te. Questo è l’insegnamento che dev’essere dato. Sono convinto che una maggiore consapevolezza in questo senso aiuterebbe tutti e nel lungo termine ridurrebbe di molto certi brutti episodi.

                • Non conosco le tue esperienze ma ti garantisco che mi bastano le mie, mi bastano eccome, sei ospite gradito ma per cortesia non metterti a pontificare. La regola di evitare lo scontro è alla base di ogni arte marziale, così come il darsi alla fuga se è possibile e se non si ha consapevolezza dei propri mezzi. Uno scontro tra un nano e Hulk è roba da film ma per il resto… esistono discipline come il Krav Maga che bypassano differenze di peso e possono veramente trasformare anche una donna “normale” in arma micidiale. La soluzione “palestra” l’ho volutamente ignorata nel post ma l’ho sostenuta sotto il tuo commento, non mi pare il caso di confondere le idee con altalene interpretative, ho pure già scritto che non si diventa né invincibili né invulnerabili… direi possa bastare.

                  Esistono due modi per affrontare un problema sociale: 1) intervenire con criteri straordinari d’urgenza, effetto cortisone, si taccona il problema senza risolverlo, 2) programmare cambi di rotta sul medio e lungo termine. Tu mi insegni che il punto “2” produce cambiamenti strutturali mentre il punto “1” è semplicemente una pezza, un cerotto.

                  L’ho scritto chiaramente che bisognerebbe insegnare fin dalla culla a distinguere l’opportuno dall’inopportuno, questo vale per maschi e femmine e non è certo una limitazione della libertà. Per quanto mi riguarda una donna che va a farsi una passeggiata alle tre di notte in un quartiere malfamato con tacchi a spillo, minigonna inguinale e scollatura ombelicale… non è una donna libera, è una COGLIONA, così come è COGLIONE l’uomo che alla stessa ora e nello stesso posto si mette a passeggiare con tanto di Rolex, catenazza d’oro e portafoglio gonfio in bella vista. Sai dove sta il reale gap??? se dici questo a un uomo ti dà ragione, se lo dici a una femminista ti risponde insultandoti e rivendicando la libertà… ergo… il problema non sono le tecniche di autodifesa, il problema è culturale.

                  • mi inserisco nuovamente nell’interessante dibattito per fare alcune specifiche, per non cadere nella generalizzazione di situazioni che andrebbero prese singolarmente. il mio spiacevole episodio mi accadde dopo che smisi di lavorare in un ristorante. il tipaccio, regolare avventore del locale, mi aveva presa di mira da un po’ e non risparmiava pesanti apprezzamenti che io stoppavo regolarmente e con determinazione; anche il gerente gli fece un richiamo dicendogli di non importunarmi, pensa un po’..
                    ma ci sono dei maiali (con tutto il rispetto per i suini) che, al contrario , si eccitano al rifiuto, è proprio così..
                    il tipaccio mi controllò e approfittò di quella sera in cui il mio fidanzato dovendo alzarsi presto per andare al suo lavoro non potè accompagnarmi a casa ed era assente anche mio fratello (che lavorava con me) perché in turno di riposo.
                    ci sono donne che lavorano onestamente di notte, Tads, e spingere sull’immagine della donna che di notte va a spasso con tacchi a spillo e minigonna, che se la va a cercare mi pare per quanto meno pochino ingannevole. distinguere le varie situazioni in cui può trovarsi una donna mi sembra più equo. e sì, bisogna iniziare dalla culla e insegnare ad alcuni uomini (non tutti, sia bene inteso) a gestire con il cervello le proprie pulsioni sessuali, perché in definitiva di questo si tratta..

                    • non fingere di non capire accidenti, è una metafora che la dice lunga sul come sia possibile interpretare in modi opposti la stessa situazione, la donna che lavora fino a tardi non c’entra niente cristo.

                    • Tads, ormai la notte non è più sicura, è questa la verità, e i “coglioni” (uomini e donne) che possono trovarsi in strada, magari per caso per una malaugurata situazione in zone non raccomandabili possono essere tanti. il mio intervento era un invito al distinguo dei vari episodi che accadono e che non sono tutti uguali. l’unica soluzione è evitare di uscire da soli di notte se non ci si sente abbastanza sicuri. le persone anziane, ad esempio, che debbono fare? il tuo spazio è un invito alle discussioni e a confrontarsi, e capitano anche dei malintesi, quindi spero vorrai comprendermi nell’intenzione di lasciare una mia testimonianza diretta che si è un po’ slegata dalla tua metafora.
                      ciao!
                      😉

                  • Nessuna intenzione di pontificare alcunché, volevo solo precisare perché mi pareva d’aver creato un’eccessiva confidenza nel discorso “difendersi” e ci tenevo a rettificare. Il discorso che ho fatto sulla limitazione della libertà si riferiva al precedente commento di Attimiespazi e verteva a sottolineare appunto che tutti dovrebbero evitare di ficcarsi in situazioni inutilmente a rischio a prescindere dal sesso. Tutto qua.

                    • credo sia un problema tecnico, quando lo scambio di commenti diventa fitto la cravatta grafica stringe e dopo un certo numero sparisce il “rispondi” mischiando i dialoghi, niente di grave, spero di riuscire a risolvere la cosa. Per il resto… tra persone intelligenti ci si capisce sempre 😉

  17. Come sempre intelligentissimo, non fa una piega il tuo discorso, ma resta il fatto che esco solo il mattino, perché – con le prime ombre della sera-, ho paura a tornarmene a casa.
    (come faccio a cambiare in wordpress la datata fotografia ?)
    un abbraccio. grazia

    • Ciao Grazia,
      grazie per i complimenti, ricambio l’abbraccio

      dunque, la procedura dovrebbe essere questa:
      apri in alto a sinistra “il mio sito”
      poi impostazioni
      poi generali
      in alto a destra cambi la foto

  18. Sono venuta a leggere il tuo post appena …postato.ho letto i commenti e tanto e’ stato detto e giustamente e tu sei stato esemplare come sempre ma ti confesso che mi rattrista dover constatare questo scempio…tanto Tads.

    • purtroppo, cara Ariel, questa è la società in cui viviamo, la politica dovrebbe essere arte del compromesso, in realtà è un gioco al massacro che calpesta e strumentalizza tutto, anche il dolore e la dignità.

  19. Concordo su tutta la linea. Tra l’altro questa politica cavalca sempre le onde emozionali del popolo, non solo per gli stupri, per qualunque cosa. Uno sciacallaggio indegno e ripugnante. Non che in passato fosse tanto diverso, eh, la propaganda c’è sempre stata, ma oggi, con i mass media, dovremmo fare tutti più attenzione. A partire, ovviamente, dalla classe politica.
    Io trovo addirittura normale che un più alto tasso d’immigrazione comporti un più alto tasso di criminalità: da noi non vengono – solitamente – scienziati americani, ma persone equiparabili a quelle del nostro secolo scorso, culturalmente più arretrate. Un po’ come eravamo noi, che esportavamo mafia e altra criminalità, oltre che brava gente. Mediamente quindi torni indietro, la trovo una ovvietà che solo il solito perbenismo forzato può negare. Questo poi non vuol dire “rimandiamo tutti indietro”, vuole dire però – e voglio vedere chi ha la faccia di dire che sbaglio – che i controlli su chi arriva sono scarsi o inesistenti.
    Le brave persone vanno aiutate, le altre vanno rispedite al mittente.
    http://www.wolfghost.com

    • esimio Wolf,
      consentimi solo un paio di cose… che nel fiume in piena arrivi di tutto è più che normale, non è normale che il 10% della popolazione (gli stranieri) produca il 50% del totale dei carcerati, qui siamo oltre ogni limite.

      Tra l’altro…. i nostri nonni e i nostri padri partivano sì con la valigia di cartone e le pezze al culo ma in tasca avevano il passaporto, il visto, il certificato medico e l’elenco dei vaccini, non mi pare una differenza da poco. Le nostre mamme e le nostre nonne non sono andate a battere i marciapiedi del mondo, ecc. ecc.

      Paragonare questi clandestini ai nostri emigranti significa insultare un pezzo di storia Italiana, non mi riferisco a te, dico in generale. Sulla mafia esportata ci sarebbe da scrivere un trattato, soprattutto bisognerebbe contestualizzare.

      sul resto siamo d’accordissimo 😉 😀 🙂

  20. Caro Tads passo per un saluto augurandoti buon onomastico in questa festa di ognissanti. E approfitto per lasciarti questo articolo che mi lascia, pensando a quelle due, esterrefatta. Dimmi che ne pensi. Un bacione. Isabella

    Così i buonisti lavano il cervello ai bimbi a scuola
    La crociata di Boldrini e Fedeli contro le fake news
    Francesco Maria Del Vigo – Mer, 01/11/2017 – 10:36

    Secondo loro. Ovviamente. Così è nato il decalogo che – secondo le due promotrici – dovrebbe aiutare i giovani virgulti a smascherare le notizie false.
    Che la Boldrini avesse delle velleità pedagogiche lo avevamo già visto a Montecitorio, con la sua ossessione per la correzione al femminile di tutte le parole maschili e con il perpetuo tentativo di correggere tutte le idee che non avessero i colori del suo arcobaleno politicamente corretto. La Fedeli probabilmente vuole recuperare il tempo perduto e – avendo frequentato poco le aule in gioventù – coglie l’occasione. Ma la questione, ahinoi, è seria.
    Combattere le fake news è giusto, ma farlo nel nome dell’ideologia è pericoloso. E farlo nelle scuole fa paura. Puzza di rieducazione e di regime. Anche perché, chi decide cosa è vero e cosa è falso, cosa si può dire e cosa non si può dire? La Boldrini? Quella degli immigrati risorse e dei profughi che sono i nuovi partigiani? Quella che vuole sbianchettare la scritta Dux dagli obelischi della Capitale? Ma per favore…
    Inculcare nella testa dei bambini quello che – dati alla mano – non vuole la maggior parte dei cittadini adulti italiani è la nuova ossessione della sinistra. L’ultimo esempio è quello dello ius soli: insegnanti che fanno lo sciopero della fame per l’approvazione della legge, maestre che fotografano i bambini vicino ai loro compagni stranieri e le postano sui social, giornali e siti radical chic che vanno a intervistare i bambini delle elementari con domande del tipo: «Ma lo sai che il tuo vicino di banco non è italiano e non ha i tuoi diritti?» con zoomata compiaciuta sul broncio che si inarca sul volto del piccolo.
    Siamo a un passo dall’inserimento del politicamente corretto tra le materie di studio. E abbiamo avuto modo di prendere le dimensioni di questa nouvelle vague pochi giorni fa, quando un sussidiario è finito alla gogna per queste parole: «Molti (migranti, ndr) vengono accolti in centri di assistenza per i profughi e sono clandestini». Cioè per aver detto la verità. Ma il problema è «clandestini». Parola che non si può dire ai bambini. In compenso l’Arcigay può spadroneggiare nelle scuole di Milano con le sue teorie pro gender e nello scorso fine settimana a Roma si è tenuta una tre giorni dal nome inquietante: «Festival della cultura critica dell’infanzia». Dove s’intende che la «cultura critica» i bambini non se la possono fare da soli, ma la devono subire, devono essere presi per mano e accompagnati verso il sol dell’avvenire del buonismo. E infatti i titoli dei seminari toccavano tutti i temi cari alla sinistra: «A che genere giochiamo? Esperienze di autocorrezione dei libri di testo», «Il mio nome è Amal una storia palestinese», «Un viaggio a fumetti tra storie migranti» e via dicendo.
    Il politicamente corretto è una dittatura stomachevole e lo sapevamo. Ma cercare di fare politica nelle aule di scuola, utilizzando i bambini per portare avanti le proprie battaglie ideologiche, fa schifo. Giù le mani dai bambini. Lasciateli pensare e scoprire il mondo e la politica con la propria testa. Senza i paraocchi delle ossessioni altrui.

    articolo ripreso da ”Il giornale”

    • ciao Isabella,
      incasso gli auguri ma oggi non è il mio onomastico, direi nemmeno nel senso metaforico visto che nessuno mi ha ancora beatificato 😀 😀 😀

      cosa penso della corrente “politically correct” è cosa nota, credo sia l’apoteosi della ipocrisia, un flagello per tutto l’occidente, ancor più dannoso del cancro e dell’aids, una lobotomizzazione di massa che annichilisce libertà e senso della logica. Una società fatta di individui “incanalati” è facilmente dominabile e manipolabile, la colpevolizzazione di tutte le interpretazioni non allineate è, di fatto, una schiavizzazione subliminale.

      Se vai dalla Boldrini e le dici: “Presidentessa, un negro ha ucciso venti bambini”, lei ti risponde indignata: “non si dice negro, si dice nero”.

      Saranno contenti gli insegnanti Italiani laureati che guadagnano 1.200 euro al mese di avere come capo supremo una millantatrice con la licenza media che incassa venti volte tanto??? Il mondo ci ride dietro, dovessero mai fare un meeting con tutti i ministri dell’istruzione d’Europa… la Fedeli che fa??? va a comprare le sigarette??? va a prendere i caffè??? rimane sotto a guardare le macchine??? Quando si imbatte in un suo omologo che magari è stato un prestigioso Rettore oppure un candidato al Nobel… gli dà una lucidatina alle scarpe??? una spazzolata alla forfora sulla giacca???

      Nelle elementari e nelle medie tutti promossi… bisogna far posto ai bambini stranieri, poi ci lamentiamo se a livello mondiale la nostra scuola è dietro svariati Paesi del terzo mondo.

  21. Quanto hai scritto è sacrosanto. Amaro. Quasi che la conclusione naturale delle tue riflessioni, in merito ad un argomento così attuale, purtroppo, siano quelle che stiamo conducendo un’esistenza ai confini di una vita degna di questo nome. Leggendoti mi è tornata alla mente una confidenza che mi è stata fatta da recente. Una storia brutale, tenuta nascosta per anni. Di un orco e una bambina. Mi vengono i brividi e mi si girano le budella anche adesso. Oggi quella bambina è diventata una Donna splendida. Con la D maiuscola! Per fortuna e per carattere.
    È la prima volta che ti leggo. I temi che tratti sono pesanti, stimolanti, per niente banali. Rispetto al panorama degli articoli che ci sono in giro sul web e oltre, sono illuminanti e originali. Ripasserò. A presto.

    • grazie per gli apprezzamenti, felice di averti come commentatore.

      in questo blog mi occupo, prevalentemente, di tendenze e tematiche sociali, lo faccio da un punto di visto scomodo, politicamente scorretto ma tremendamente realistico. Sono un blogger della prima ora (sono quasi 15), molto disincantato.

      Mi fa piacere apprendere che la tua conoscente sia riuscita a superare un così devastante trauma, per fortuna ogni tanto qualcuna ne viene fuori “bene”. Probabilmente viviamo una esistenza ai confini della dignità per una lunga serie di motivi che ci coinvolgono anche direttamente, i bambini nascono selvaggi e puri, se nessuno insegna loro i valori base crescono come bestie.

    • verissimo, però quelle nostrane paiono più molestie “cacio & pepe”, qui da noi prima di troncare la carriera di un regista… ne passa di acqua sotto i ponti, anche perché, diversamente dagli USA, in Italia non esistono giudici che sbattono in galera molestatori. Qui spediscono a casa autori di femminicidio dopo solo un mese.

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