Decalogo SHOCK, cosa fare per diventare una “STRAFICA”…

Che le donne siano complesse, arzigogolate, difficili da capire e tirituppa e tiritera… è una leggenda di origini bucoliche successivamente adottata dai metropolitani “radical pirla”, in realtà sono solo perennemente immerse in amletici dubbi tipo: “essere o non essere in linea con i dettami estetici contemporanei???”

COLLARBONE

Per avere spalle sexy occorre che il “pozzetto” della clavicola contenga più monete possibili

BELLY BUTTOM

Una fisicità da silfide consente di toccarsi l’ombelico passando il braccio dietro la schiena

THIGH GAPQuesta è datata, stando a piedi uniti in posizione eretta deve esserci “luce” tra le cosce

FINGER TRAP

Le labbra devono toccare il dito indice teso tra mento e naso

BIKINI BRIDGE

In posizione supina deve crearsi un effetto “ponte” tra ventre e costume

A4 WAISTUn girovita veramente trendy non supera il lato corto di un foglio A4

HOLD A COKE WITH YOUR BOOBSLe mammelle devono essere grosse e sode al punto da reggere una lattina, ovviamente piena

KYLIE JENNER LIPSÈ possibile avere i “labbrotti a canotto” senza interventi chirurgici né iniezioni di botox, basta tenerli “sottovuoto”

UNDERBOOBReggere una penna posizionata sotto il seno è ottima performance

BELLY SLOTLa modella/attrice Emily Ratajkowski ha fatto scuola, è “figherrimo” esibire un solco verticale (tipo colpo di Katana) tra il seno e l’ombelico

Ordunque…

Il quesito dà la stura ad alcune considerazioni ovvie, quando l’ovvio diventa stucchevole vuol dire che si è già in “codice rosso”. Da decenni i canoni dell’estetica, in particolare della bellezza femminile, sono vergati da gay, creativi sicuramente dotati di gusto e sensibilità ma tutt’altro che infallibili, innegabile la loro responsabilità sulla diffusione di una piaga come l’anoressia. Si è da poco conclusa la settimana Milanese della moda, grande novità è stata l’eliminazione dalla passerella della taglia 36, tardivo ma apprezzato “mea culpa”. Per un omosessuale il concetto di “bellezza femminile” è una proiezione, un transfert, una idealizzazione Proustiana, un puzzle onirico, siderale la distanza dal modello agognato dai maschi etero. In questo corto circuito dell’estetica stranisce, non poco, l’irrazionale scelta delle Italiche femmine, non tutte ma tantissime, di abbracciare i discutibili dettami omologanti dei gay ripudiando la storica e gloriosa fisicità mediterranea … domanda: “perché???”. Risposta doppia: “1) le donne considerano gli uomini “primati” poco esigenti (di bocca buona) obnubilati da pulsioni sessuali che prescindono dalla raffinatezza estetica, 2) i parametri della bellezza sono armi utili solo per competere con le altre donne”. Sotto il fumo dei luoghi comuni continuano a bruciare vetuste convinzioni e ataviche verità.

L’apparenza vissuta come obiettivo primario da raggiungere senza lesinare sacrifici e privazioni, innesca un circolo vizioso controproducente, difficile cogliere intrigante fascino e irresistibile sensualità in una donna avvilita perennemente impegnata nel percorrere il Calvario dell’esser fica. Nelle feste casalinghe di un tempo le femminucce avevano dei mancamenti di fronte al figaccione di turno, oggi svengono alla vista di un fumante e abbondante piatto di linguine allo scoglio. Specchio dei tempi e panza vuota.

Rompicapo estetico/esistenziale: “perché le donne fanno l’esatto contrario di ciò che piace agli uomini???” Forse qualcuno ha detto loro che la “bellezza” urge imporla, non subirla. Forse il livellamento verso il basso degli standard meglio interpreta la logica del “siamo tutte Rosy Bindi”. Magari è poi solo una questione di limiti, autodifesa e dubbi, tanti dubbi, una miriade di dubbi. Quién sabe!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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158 thoughts on “Decalogo SHOCK, cosa fare per diventare una “STRAFICA”…

    • battutaccia, io analizzo le tendenze, le mie frequentazioni sono escluse, non parlo mai di me e della mia vita, questo non è un blog intimista. Se ritieni io abbia scritto cose opinabili, opina pure ma NON esprimere giudizi sulla mia vita.

      • Non volevo esprimere giudizi sulla tua vita, ci mancherebbe e se così è sembrato me ne scuso, ma generalizzare come hai fatto è offensivo. I mass media propongono un modello di donna che non è reale e al quale non è vero tendano tutte. Io vivo come tutti in mezzo a donne normali, normolinee, curvilinee, senza ritocchi estetici chirurgici. Per questo provocatoriamente ti ho chiesto del tuo contesto.

  1. Beh, eliminare la taglia 36 dalle passerelle e lasciare la 38 non è che risolva molto Se conti che molti brand scambiano la 42 per una 40 e io che porto la 42 devo acquistare una 48 il gioco è fatto.
    Gli uomini preferiscono altro. Ti racconto una storiella che per me ha fatto scuola. Un mio amico, ai tempi dell’adolescenza, era osessionato alla perfezione fisica ed avendo un bel corpo (lo ammetto) voleva accanto a se una donna degna della sua bellezza. Tra le varie papabili nessuna era fatta per stare con lui. Io avevo il bel corpo ma il viso brutto, una mia amica aveva il viso bello ma il corpo a clessidra, un’altra era troopo bassa, un’altra con il naso adunco, un’altra non sapeva vestirsi e così via. Le sue angherie e gli insulti davvero andavano al limite della depressione (sentirsi dare della cessa in adolescenza non è una bella cosa). Oggi è felicemente sposato e mostra il suo trofeo alla mercè di tutta la popllazione su FB. Una tizia che ha le stesse sembianze di un prosciutto della San Daniele, un culo che fa invidia ai tir della IVECO, un viso che nulla dice se non che potrebbe fare di meglio e per giunta finta mesciata, che le stanno pure male perché è scura di pelle. Per stare insieme molto probabilmente deve esserne attratto, altrimenti come hanno fatto ad avere un bambino?

    • ciao Aida,
      alla tua domanda non so rispondere ma questo tuo commento conferma una tesi elaborata da tempo, agli uomini non importa niente di tutte le para che si fanno le femmine sulla estetica. Io non ho mai sentito un uomo dire di aver lasciato la moglie o la compagna per la cellulite, per le labbra sottili, per le doppie punte, ecc. ecc. Le donne spendono un mare di soldi mica per piacere di più agli uomini, lo fanno solo per far schiattare le altre donne. 😀 😀 😀

        • dimenticavo… hai ragione sul trucchetto delle taglie, capita anche agli uomini, da qualche anno, di imbattersi in taglie sballate, ciò che conta, sulla scelta degli stilisti a Milano, è l’aspetto morale, il messaggio lanciato. Niente più 36 in passerella è una scelta simbolica significativa. A me piacciono le modelle di Elena Mirò 😉 😀 🙂

          • Zio, mi spieghi che messaggio lancia un brand che veste con quattro stracci (venduti a peso d’oro) una donna che presumibilmente dovrebbe essere di carattere? Secondo te, una donna di carattere, si riconosce dal baby doll scambiato per mise da lavoro? O dalla capacità di essere indipendente, onesta e fuori dagli stereotipi che riguardano le donne in gnerale?

            • cara Aida questa è una gran bella domanda, cercherò di essere sintetico ma anche esaustivo.

              Gli stilisti, i brand, da anni e anni non immettono più sul mercato delle “proposte” bensì delle “risposte”, una volta inventavano, creavano e poi proponevano correndo il cosiddetto rischio d’impresa. Oggi, da un pezzo, i “creativi” non rischiano più niente perché attraverso maccanismi di ricerca/marketing individuano le esigenze del mercato, anche frivole, e quindi si adoperano per soddisfarle. Come dice una pubblicità, amano vincere facile. Prova provata è il famigerato colore della stagione, se vai per negozi ti accorgi che in tutti i marchi spadroneggiano senape e vinaccia, evidentemente sono colori emersi dai centri di ricerca, possono piacere o no ma rispondono ai grandi numeri.

              Fatta questa premessa, direi che sarebbe d’uopo spostare il problema dai brand al mercato, cioè all’utenza, al popolo consumatore di ogni fascia, sta alle donne, è il target più interessato, identificarsi nella giusta “risposta”. Non esistono “divise”, la Merkel e l’ex premier Danese (non ricordo il nome) erano omologhe, facevano lo stesso lavoro ma proponendo la propria immagine in modo opposto. La tedesca si veste come fosse la segretaria di una coop di agricoltori, l’ex primo ministro Danese amava look eleganti, raffinati, femminili, tipo hostess, per capirci. Certo intelligenza suggerisce di non perdere di vista la propria fisicità e di non forzare scelte inadeguate.

              Tempo fa ci fu una feroce polemica tra Armani e Versace, forse era ancora vivo Gianni Versace, in una intervista Armani disse testualmente: “io vesto le donne timorate, Versace veste le zoccole”, secondo me questa è una grandissima cazzata che la dice lunga sul livello culturale dell’ex vetrinista della Rinascente. La personalità, il carattere, il talento e il merito di una donna non dovrebbero essere valutati/apprezzati anche passando dal look, ovvio, superfluo dirlo, entro i limiti del buongusto, della decenza e del decoro.

              comunque cara nipotina, quella di stare fuori dagli stereotipi è diventata una scelta stereotipata 😉

              spero di aver risposto alla domanda

              • Si, sicuramente e te ne ringrazio vivamente, ma lasciami aggiungere una cosa: quando sento parlare di borse che lanciano un messaggio di indipendenza della donna (e hanno borchie o disegni di rossetti e labbra, o peggio i pupazzetti della Disney) mi viene a ridere, perché in realtà non lanciano nessun messaggio, ma semplicemente fanno i loro affari, ossia vendere per guadagnare. Insomma come dici tu le ricerche di mercato per evitare di fallire, ma dimenticando che il consumismo, oggi, è davvero all’estremo e non si sa più cosa proporre di nuovo.

                Proprio in questi giorni leggevo una rivista del settore. Sono arrivati a proporre il maglioncino sulle spalle ma al di sopra dello stesso trench. Cosa si inventeranno domani? Le mutande sulla gonna?

                • trattasi di slogan ad effetto, abbinare un prodotto alla personalità, ne abbiamo parlato anche nel post precedente, quello sui braccialetti umorali. Già anni addietro un dopobarba maschile, credo Denim, veniva spacciato per un prodotto ideale per “l’uomo che non deve chiedere mai”. Per la precisione quello degli accessori è un mondo staccato, cioè, tutti i grandi brand hanno, in genere, tre fronti, l’abbigliamento, gli accessori e i profumi, tre strutture autonome, il perché è chiaro, unificare i messaggi sarebbe rischioso e riduttivo. La chiamano diversificazione del mercato. Tu puoi odiare il look D&G però magari ami le loro scarpe, il loro profumo, è una strategia che amplia il bacino d’utenza.

  2. Bentornato Tullio.
    Purtroppo oltre alla moda sono i social media oggigiorno a dettare mode e consuetudini. Dipende poi dal cervello di ognuno saper scegliere in modo saggio.
    Io ho sempre preferito nelle donne le scelte “personali” che quelle legate a mode temporanee, se poi andiamo nella sfera dei canoni della bellezza il discorso si complica, innanzitutto perché molte donne già in partenza partono distanti dai canoni di bellezza imposti dalla sub-culture odierna.
    E l’elenco da te approntato elenca aspetti anche carini, ma spesso irraggiungibili.
    Il Belly Slot, per dire, io lo trovo orrendo, apprezzo il Bikini Bridge ben sapendo che per me resta solo un “guardare” ormai.
    😀

    • caro amico,
      sono d’accordissimo con quanto affermi, in fondo è sufficiente pensare ai sondaggi periodici, gli uomini, da sempre, preferiscono una fisicità femminile ben diversa da quella delle passerelle. Non frequento i social ma ogni tanto ci butto un occhio, sinceramente trovo assurdo tutto questo postare selfie in continuazione, neanche il mondo lo chiedesse. Come dicevo ad Aida, le donne vivono la cosa in modo strano, a loro interessa più far crepare d’invidia le altre donne che non incantare gli uomini, anche perché credono si incantino comunque. Poi si mettono a piangere sul blog e sui social se i maschietti scelgono altre donne.

      • Credo tu abbia ragione. Si sentono in competizione tra loro, e il cercare di mettersi in mostra serve più per affermare la propria presenza sul “cortile” che per attirare il gallo di turno.

        • hai centrato il plot mio caro, è esattamente così, non solo sull’estetica… 😀 😀 😀
          una donna che decide di ferire una ex amica, scavalca ogni limite immaginabile pur di raggiungere l’obiettivo

  3. non sono mai stato attratto dalla “bellezza a tempo” o meglio, attratto anche si dai non posso negarlo, ma l’interesse quello vero, quello che va oltre ad una sessione di svago non è mai andato in quella direzione, anzi ho spesso applicato la modalità inversa…

    mi piace subire la bellezza nella maniera in cui la morte diventa lenta ma non troppo dolorosa, la bellezza da scoprire piano piano, quella raffinata quella che si mostra e si nasconde, nei gesti, nel modo di pensare e parlare, nelle tonalità della voce, nel portamento, nell’eleganza e sopratutto nella personalità.

    Ma questo decalogo o forse meglio, la sua applicazione, infondo è una cosa positiva per chi non ama la “bellezza a tempo” perchè ti facilita enormemente la selezione riducendo il campione da analizzare… 😛

    • non penso che questo decalogo, titolo giornalistico del post a parte, rappresenti la “bellezza”, direi piuttosto una tendenza, un senso estetico effimero, la bellezza, nella accezione nobile del termine, è quella delle passerelle ma è sempre e comunque una bellezza lontana dai desideri reali degli uomini e dalla realtà femminile.

      condivido il tuo modo di interpretare la cosa, in linea di massima la penso anche io così, deve esserci un giusto rapporto tra bellezza esteriore e ricchezza interiore

  4. Ehi Zio Tads!
    Come sempre non so’ se riderci su’,incazzarmi o cosa…
    Credo che optero’ per o cosa 😆
    Benturne'(che in francese fa’ fichissimo trendyssimo 😂)

  5. Articolo complicato caro il mio TADS!Nonostante gli osannati passi avanti dal femminismo per molte donne si è passati semplicemente da una “schiavitù” familiare a quella estetica. Son tantissime quelle che vivono l’estetica come un imperativo assoluto: se non sono perfetta io il naso fuori casa non lo metto. Senza magari arrivare al ridicolo di conformarsi alle foto che hai postato (l’unico modo che avrei di abbracciarmi la vita al contrario è di slogarmi la spalla visto che la mia articolazione è bloccata sigh) ma in modo più subdolo accompagna ogni momento del quotidiano: oddio non ho i capelli piastrati, oddio questi jeans mi fanno i rotolini, miodddiiiooooo il fondo tinta non mi fa una pelle perfettissima. Di fatto poi ti confronti con molti uomini e tutte queste fisime sono infondate (salvo il gusto estetico personale ma li credo valga per tutti). Ma il fatto è che anche la comunicazione oggi è falsata. Faccio un esempio banale: conosco uno, guardo il suo instangram o che altro e vedo che è pieno di like a modelle e minimo mi parte la depressione perchè ci somiglio più o meno pari a zero. Usciamo e invece apprezza (oddio in alcuni casi è solo fame). Bene, da un lato c’è la realtà e dall’altra i sogni “erotici”. A pensarci bene vale anche per le donne perchè apprezziamo i modelli ma usciamo con i “mortali” ma le donne vivono molto peggio questo pseudo confronto e finiscono con l’andare all’inseguimento di un’innaturale perfezione finendo per lo più col diventare pure pesanti e/o ridicole.

    • esimia Alex… chapeau!!!
      commento da incorniciare, eccellente testimonianza obiettiva su alcuni aspetti dell’universo femminile. Sai, io non sono più un ragazzino da tempo, mi sono sempre piaciute le donne curate, anche nei piccoli particolari ma qui credo si sia andati ben oltre. Siamo nelle lande della ossessione.

      Non appartengo al mondo dei social ma non credo mi piacerebbe riempirmi di like più o meno veri di modelle, donne bellissime, ecc. ecc. Tuttavia, c’è sempre un tuttavia, certe convinzioni serpeggiano da sempre, un uomo avvezzo a frequentare strafiche sicuramente crea stimoli o curiosità. Credo la cosa valga anche per i maschi, dovessi vedere una donna esteticamente mediocre far coppia con un George Clooney, qualche domandina me la porrei. C’è poi una verità neanche tanto occultata, credo sia capitato a tutti gli uomini accoppiati, intendo quelli un minimo gradevoli dal punto di vista estetico, di esser fissati in modo provocatorio da qualche donna in contesti impossibili. Qui si aprono universi.

      • Ma si, è che forse le donne afferrano meno l’abisso che c’è tra fantasia e realtà. Tanti uomini immagino sognino di conquistare Scarlet Johanson (per dirne una) ma non credo disdegnino una donna normale, mediamente gradevole, mediamente curata. E pure le donne fanno questi sogni ma ovvio poi stanno coi piedi per terra. Ecco, non so perchè ma spesso questa parità non viene percepita. Poi vabbè sulle coppie apparentemente squilibrate come dici tu ci son mondi da aprire (ma anche no). Forse, molto forse, sintetizzando all’estremo quello che manca a molte donne è la concretezza, lo staccare ideale da reale.

        • bravissima, colto nel segno 😉 staccare ideale da reale.
          è un po’ la sintesi della ouverture del post, le donne non sono complicate, amano incasinarsi la vita, amano incasinare le cose semplici, il massimo lo danno quando incasinano il reale con le proiezioni. Vedi… un uomo brutticino si lenisce le ferite con un alibi credibile: “se fossi ricco come Berlusca tutte le strafiche farebbero la fila davanti casa mia”. Le donne non sono realiste nemmeno negli alibi: “se Brad Pitt mi conoscesse non rimarrebbe insensibile alla mia bellezza interiore”. Ecco, è qui che nascono i problemi 😀

          • Hahahahahha mi sa hai ragione. Però posso dire che anche i recenti esemplari maschili ci mettono un po’ del loro, più che altro peccano spesso in mancanza di chiarezza (o di palle per chiarire, scegli) e così danno il via a meccanismi mentali femminili che neanche l’apocalisse XD

            • non mettere il dito nella piaga, è triste osservare il processo di femminilizzazione intrapreso dai maschi moderni, gli scienziati incolpano gli ftalati… magari hanno ragione.

              • Sai che sarebbe bello? La soluzione sarebbe semplicemente quella di eliminarli. Invece credo sia un insieme di concause che sta mandando le interazioni sociali a gambe all’aria.

                • tempo fa scrissi un post in merito, molto impegnativo e frutto di una ricerca approfondita. Esiste una equipe incaricata dalla OMS di far luce sulla questione. Il processo di femminilizzazione non è solo estetico/ormonale, è un qualcosa a 360°. Gli ftalati non li elimineranno, non in tempi brevi, le multinazionali della alimentazione non lo consentono, le concause che provocano un aumento esponenziale dei soggetti gay non sono solo di matrice chimica, come giustamente dici.

                  • Il problema, se lo vogliamo chiamare così, non sono i gay ma gli etero che hanno comportamenti tali da non risultare mai chiari. Le persone, in generale, non sanno cosa vogliono e non danno peso alle parole e azioni (non parlo di valori, non arrivo a tanto). Dicono bianco e il giorno dopo si comportano da nero. Chiedi una spiegazione e glissano o negano cose che i fatti invece confermano. Si resta sul vago, sull’indefinito sempre e comunque. Ovviamente io in questo critico gli uomini perchè con loro mi interfaccio e subisco certi comportamenti ma non credo che il fronte femminile sia troppo messo meglio. Alle volte mi dicono che certi elementi li trovo solo perchè ripescati dal web (in mancanza di possibilità di contatti sociali purtroppo anche), ma sul web ci stanno le stesse persone che ci sono sul treno che prendo al mattino e vedo queste cose negli amici. Non so, ammetto oggi sto più demoralizzata del solito ma spesso non mi ci ritrovo in queste realtà.

                    • i gay non sono un problema, lo diventano quando si atteggiano a casta superiore. Il problema è diventare gay grazie a una non voluta reazione chimica imputabile alle multinazionali della alimentazione. Sottoscrivo ciò che dici ma, in tutta sincerità, quello Italiano è un “politically correct” ipocrita, teorico, qui sono tutti comprensivi e tolleranti fin quando il problema rimane fuori da casa loro. A dirla tutta ciò ha una spiegazione logica, non si cambia la mentalità di un popolo in un batter di ciglia coniando nuovi termini, nemmeno dando vita a discutibili interpretazioni, questo vale anche per il gentil sesso. La strisciante convinzione che le donne abbiano sempre ragione o che siano comunque sempre giustificabili, mentre gli uomini vivono sotto costante colpevolizzazione, non è una direttrice socialmente lungimirante e costruttiva.
                      Su col morale 😉 🙂

                    • Nono frena sul discorso gay mi sono espressa male io. Concordo col problema di una eventuale mutazione (termine non corretto lo so) indotta non voluta e sicuramente da appurare. Le donne non hanno sempre ragione XD ma in nessun universo parallelo. Le donne hanno sempre ragione quando in linea di max si confrontano con altre donne che ragionano allo stesso modo (e li si vince facile). Le donne alle volte analizzano troppo e si complicano troppo la vita rispetto ai maschi che molte volte son più spicci, diretti e pratici. E la mia critica e il mio purtroppo è che queste caratteristiche maschili nei rapporti interpersonali stanno un po scemando.
                      Quanto al politically correct italico (che è un filino troppo garantista e giustificativista…giusto un po’) meglio stendere un piumino peloso che se no si apre il baratro.

  6. Non ho mai seguito la moda o meglio sono io che prendo spunti dalle varie correnti proposte e ne faccio il mio modo di essere alla moda. Il buco tra le cosce? Che orrore! Così come il solco nel mezzo che parte da sotto il seno, le labbra che sembrano gommoni della Guardia costiera. Che schifo! Non sono mai svenuta davanti ad un piatto di linguine allo scoglio, sono troppo impegnata a gustarle e senza preoccuparmi del fatto che la mia taglia 44 potrebbe diventare una 46.

    P.S. però tu ce l’hai un po’ con le donne… eheheh

  7. Sono una donna e non ho nessuna delle caratteristiche elencate. Ma ho anche tanti amici gay e nessuno di loro mi ha mai consigliato di avere una di quelle caratteristiche. Chi sbava davanti a quelle foto sono uomini etero. E non tutti, perché così come ogni specie animale l’essere umano è vario e ha tanti gusti. Io non sono una strafica se non per un limitato gruppo di esseri umani e questo vale per tutte le donne del mondo, Rosy Bindi compresa.

    • bene, mi fa piacere, solo alcune piccolissime precisazioni…

      1) non credo che gli uomini etero sani di mente sbavino davanti a quelle foto, credo piuttosto lo facciano, con spirito emulativo, 7/8 ragazzine su 10

      2) non ho mai scritto né detto che quel decalogo assurdo sia stato “partorito” da gay, sono andato oltre, ho detto, cosa inconfutabile, che hanno il monopolio della estetica e della bellezza. Ciò significa tracciare le linee guida e creare modelli da imitare, non sempre positivi, vedi anoressia.

      3) hai ragione, l’essere umano è vario, non tutti i gusti sono alla menta, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, chi disprezza compra e bla bla bla bla… (lo so, il passaggio in cui cito Rosy Bindi è difficile da capire)

      grazie per il passaggio e il commento

  8. Eccoti! Ma devo essermi persa il post precedente, non mi è arrivata la notifica. Pensavo tu fossi ancora in vacanza dal blog.
    My God che orrore queste immagini! È tutto cio che a mio avviso separa il trend – o ciò che è stabilito come tale – da eleganza e femminilità. Credo che il problema da te segnalato sia tutto nella testa, la dismorfofobia miete vittime in modo esponenziale tra adolescenti e non solo. E suppongo che l’invasione dei selfie parta da lì, il desiderio di proporre in continuazione la propria immagine per ottenere consenso, con foto ritoccate. 😉 Hai notato quante app sempre più aggiornate sono state create per migliorare i selfie? Nemmeno quelli sono più naturali. Fenomeno preoccupante e unisex, a dire il vero. I tuoi articoli permettono di andare oltre, almeno a me sollecitano riflessioni sulla mente umana.
    Che le donne vogliano piacere alle donne non è una novità. L’apprezzamento da parte di un’amica o conoscente vale il doppio, chi afferma il contrario mente non so che consciamente o meno. In ogni caso, e parlo di me, mi piace la donna curata, in tutto, il che non significa essere ossessionati dalla propria immagine. Trovo che prendersi cura del proprio aspetto sia una forma di rispetto sociale, oltre che di sé. E concludo con un sorriso: la tristezza di uscire a cena con amiche alle prese con un piatto di insalata, per dire! Vuoi mettere una bella porzione di lasagne? E un buon bicchiere di rosso? 😀
    p.s. La mano dietro la schiena mi arriva giusto un po’ più in là del fianco, per il formato A4 devo usare il lato lungo. 😀 Ma vado molto d’accordo con la mia taglia 44. 😉

    • carissima Primula,
      le tue parole mi fanno molto piacere, indurre chi legge a elaborare una qualche riflessione è, dovrebbe essere, la spinta motivazionale di ogni blogger 😉

      complimenti per il girovita, stare nel lato lungo dell’A4 credo sia già un invidiabile traguardo 🙂

      credo tu abbia evidenziato un aspetto a mio avviso preso sottogamba con eccessiva superficialità, quella dei selfie si sta trasformando in una vera e propria dipendenza, una preoccupante dipendenza. Il bisogno di mostrare in continuazione la propria immagine è una patologia, tra l’altro con un immenso potenziale devastante in caso di mancati consensi o giudizi poco lusinghieri, come le cronache ci dicono.

      ps: non sei l’unica persona che lamenta mancate notifiche da parte di WP, spero ripristinino il servizio quanto prima perché capita anche a me di non riceverle. Comunque nel post precedente parlo del fenomeno Trollbeads, quando hai tempo e voglia buttaci un occhio, anche quello è uno specchio dei tempi 😉

  9. Per me sono passati i tempi dell’effetto ponte tra ventre e costume adesso pero’ reggo la lattina piena, 😀 😀 😀 a parte gli scherzi Tads caro hai scritto un bellissimo post, complimenti, un abbraccione grande, tranquillo, sto scrivendo anch’io un nuovo post, e’ una ricetta di un dolce, 🙂

  10. “perché le donne fanno l’esatto contrario di ciò che piace agli uomini???”
    Perchè a loro non importa piacere agli uomini (in senso “hard”), bensì piacere alle altre donne, cioè far vedere loro che si è alla moda.
    La moda è un gioco tra donne.

    Noi uomini (quelli completamente etero e di classe antecedente gli 80-90) ci facciamo belli nella speranza di fare più sesso. Stop.
    Le donne si fanno belle è nella speranza di esser viste e considerate come belle, dalla gente tutta. Non “scopabile”, non “da leccare dalla testa ai piedi”, bensì *belle* o ancor pià semplicemente “alla moda”, che significa non necessariamente belle grazie a mamma e alla natura, ma belle grazie alle proprie capacità.

    • verità sacrosanta, lo dico e lo scrivo da sempre, moda, estetica, ritocchi, look, mise, trucco e balle varie, è tutta una questione tra donne, una loro competizione che non ci vede minimamente coinvolti, l’aspetto grottesco è che la maggior parte degli uomini non se ne rende conto.

      quello di cui parli nella seconda parte del commento dovrebbe essere la classe, lo charme, la personalità, il fascino, ecc. ecc. insomma… non è che ce ne siano poi così tante in circolazione. Molto più semplice e pratico tacco12, mini, scollatura e andatura sculettante.

    • dici??? bella ghiacciata potrebbe favorire l’inturgidirsi dei capezzoli, secondo alcuni l’accapponarsi della pelle è strettamente collegato alla centralina dei sensi, anche in letteratura e in cinematografia si è molto parlato del potere erotizzante del ghiaccio. Comunque la cocacola calda è imbevibile 😉

        • perdona queste mie prime avvisaglie di una incombente demenza senile ma credo di non aver capito… se la lattina ghiacciata “stimola” perché raffreddarla dopo??? sempre non si stia ipotizzando un uso “interno”…!!!

            • sono d’accordo ma qui si stava parlando della lattina, se non sbaglio 😀
              comunque non è che i metodi “gentili” siano quelli più apprezzati in assoluto, il mondo è bizzarro e va controtendenza.
              Gola profonda non lo ricordo bene ma la scena davanti al frigo di 9 settimane e 1/2 ha turbato milioni e milioni di donne, dicono.

  11. Questo tema mi tocca da vicino lo sai. L educazione che riceviamo da bambine l ambiente in cui cresciamo la società in cui ci muoviamo ci condiziona chiedendoci in ogni modo di apparire Donne perché ciò che più conta e’ la Forma in cui abitiamo coi nostri mondi interiori e poco conta se quest ultimi sono ricchi paradisi o sterili deserti…Noi siamo Donne.hai fatto carriera? Poverina ma hai visto quanto e’ grassa! Sei intelligente e colta? Ma scusa non ha neanche uno straccio di marito..,,! E via di seguito.. perfezione il tuo nome è’ donna…Noi dobbiamo essere tutto e si, siamo le peggiori carceriere di noi stesse e terribili giudici ,perché tra noi lottiamo tutta la vita in una competizione di ruoli infiniti. Alcune di noi cercano di affrancarsi da questa schiavitu e ci riescono con ironia e felice accettazione ma non e’ scontato. E’ una lotta dura e senza fine. Esagerata? No.non credo proprio. Questi dettami estetici sono una ‘ cagata pazzesca!’ 😜E non meritano neanche un commento! Tutto ciò che dobbiamo fare e’…..essere felici 🌈
    Punto.

    • cara Ariel,

      dunque, le foto del decalogo (titolo giornalistico ad effetto) le ho prese da un link segnalatomi da una persona amica che ha partecipato, recentemente, a un seminario sul cyber bullismo/influenza della rete sugli adolescenti. Le foto non meritano commenti “tecnici” ma preoccupano molto se viste come un potenziale pericolo.

      quello da te descritto è un becerume che si autoalimenta, emblematica la totale estraneità dell’universo maschile, sarebbe facile tirare in ballo ataviche recrudescenza e bisogni di rivalsa dopo millenni di segregazione casalinga, tranquilla, non farò questo ipocrita errore. Io credo sia semplicemente, banalmente, l’esasperazione di uno spirito di competizione giunto a una tale guisa da non distinguere più i generi, è un problema culturale immerso in uno spurgo intellettuale. Con una punta di cinismo verrebbe da dire: “hai voluto la bicicletta???…”. Capisciammè!!!

      essere felici, sì, proprio come recita l’articolo “1” della costituzione Americana: “ogni cittadino ha il diritto di perseguire la felicità”, il nostro recita: “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, ecco, non mi pare una differenza irrilevante 😉 🙂 😀

  12. questo post avrebbe bisogno di più risposte.. le foto scelte sono del peggior web che ricordano certe vecchie immagini dei fenomeni da baraccone e nemmeno meritano una parola.
    i -dettami estetici- sono differenti a seconda dell’età, chi si frequenta, dove si vive..
    e non ho capito cosa centri il livellamento verso il basso con la signora Rosy Bindi

  13. Ciao Tads complimenti bellissimo post. Quello che più mi colpisce non è tanto l’assurdità dei modelli proposti quanto il “potere” di internet nel condizionare la vita a certe ragazze. Vivo nel mondo della scuola,come sai, e ti assicuro che le “seguaci” sono veramente tante. Il problema, secondo me non è tanto la finalità , piacere ai ragazzi o suscitare l’invidia nelle amiche, quanto sottoporre il proprio fisico ad allucinanti deprivazioni. Posso dire……che tristezza…..

    • ciao Valeria,
      internet ha dato la mazzata definitiva ma già prima facevano la loro parte giornali, riviste e via andando. Sì, è tutto molto triste, soprattutto il rassegnato immobilismo dei genitori

    • non c’è niente di più squallido e patetico di un genitore che si arrampica sugli specchi per deresponsabilizzarsi, per me sono loro gli unici responsabili

      • Noi, come insegnanti abbiamo le mani legate. Personalmente cerco sempre di far “ragionare” le ragazze incappate in questo imbuto, ma ho anche paura di instillare curiosità e desiderio di emulazione da parte di coloro che non ne sanno niente. Intervenire come insegnante è molto più difficile di quanto possa sembrare

          • Certo, sicuramente ne parliamo con i genitori ma la solfa è sempre la stessa “non è colpa di mia figlia sono le altre che la trascinano” e hai un bel dire che non è importante capire di chi sia la colpa ma bisogna intervenire al più presto. Ciò non significa “togliere il cellulare” come sbrigativamente alcuni fanno. Bisogna sedersi attorno ad un tavolo e ragionare insieme…..ma ahimè questo costa fatica e tempo…..

            • Uno dei grandi problemi della società moderna nasce proprio dall’aver eliminato una indispensabile gerarchia. Un/una ragazzino/ragazzina di 12/13anni che si confronta alla pari con una figura come l’insegnante o il genitore, non assimila nessun concetto educativo/formativo, anzi, entra nella deleteria convinzione di essere più furbo/a e di far fesso l’interlocutore.

              • Anche perché in famiglia viene sempre criticato e sminuito l’intervento degli insegnanti quindi il nostro operato non ha nessuna incidenza, i genitori non fanno niente….insomma come si dice? Il cane si morde la coda e i ragazzi ci sguazzano facendo quello che vogliono. Non bisogna sottovalutare neanche il fatto che a questa età si sentano ammantati da un velo di immortalità e/o invulnerabilità con la convinzione che a loro non possa mai succedere nulla di brutto

                • bei presupposti, si fa per dire, per le generazioni future, la scuola non ha potere, i genitori sono incapaci, lo Stato promuove tutti e perdona tutti… poi quando da grandi commettono disastri ci si domanda il perchè

  14. carissimo dietro a tutto c’è sempre una questione di speculazione , l’industria della moda fa leva sulla vanità femminile solleticando la voglia di apparire che ogni donna porta dentro di se da quando nasce, proprio per la voglia di conquistare gli uomini e la competizione con le altre donne scaturisce proprio da questo. E’ una lotta che si perde nella notte dei tempi, ma una donna bella resta tale anche con uno straccetto addosso, anche quando è vecchia con le sue rughe la sua bellezza sbiadisce, ma non si cancella. Se poi parliamo di stereotipi, che diventano icone di bellezza solo perché ricorrono all’estetica, quelle è meglio vederle di giorno, perché di notte fanno paura. E’ la classe innata, unita alla bellezza, che fa di certe donne un simbolo, come lo è stata la bellissima Virrna Lisi

    • ciao Maria,

      Virna Lisi ha lasciato un irrisolto enigma, nessuno è in grado di dire se fosse più bella fuori o dentro, probabilmente dovremmo parlare di perfetto equilibrio.

      lo spirito di competizione femminile è un qualcosa che mi ha sempre incuriosito, intendo proprio sul piano antropologico, probabilmente è un cocktail di ingredienti, come giustamente dici, vanità ma anche invidia, perfidia e varie pulsioni poco nobili.

      Proprio vero, alcune è meglio vederle di giorno ma è altrettanto vero il contrario, vi sono donne attraenti e appetibile nelle tenebre della notte che all’alba si trasformano in umanoidi inguardabili 😀 😀 😀

  15. Ho apprezzato la disanima sul canone estetico imposto da stilisti gay. È una verità sulla quale non avevo mai riflettuto. Poi in giro, in realtà, io non vedo tutte anoressiche, ma vedo tante under 30, e teen ager già con strabordanti rotoli e salsicce di carne variamente distrbuiti… reggono meglio milf e mature…

    • non solo gli stilisti, tutti gli operatori del “settore” sono gay, un monopolio, un potentato economico e politico, lobbies intoccabili. Per fortuna l’anoressia non è più ai preoccupanti livelli di un tempo, è vero, tantissime ragazzine e ragazze sono tracagnotte e in sovrappeso ma sono quelle che bazzicano certi ambiti a far testo.

  16. porca paletta…. questo mi interessa…. sai mai nella vita che ci divento prima o poi strafica! non l’ho ancora letto eh… ero passata a vedere se avevi pubblicato e oihbò cosa trovo….
    certo che io al massimo posso diventare strafOca… ma ci provo… a dopo col commento con cognizione di causa!

  17. ho provato a toccare l’ombellico col braccio passandolo dietro…. fra un po’ mi si staccava! 😀
    il fatto è che con questi “dettami” dati dalle mode passeggere, si rischia di fare male alle ragazzine che ci credono e le seguono…. prima noi avevamo i trucchetti per venire bene in foto… tipo se stai sdraiata sulla spiaggia tira su una gamba e allungati un pochino che vieni piu magra… e tante altre cosine che non facevano male, ma divertivano…
    ora è diventato tutto un selfie… che stress…. peggio di una droga,,,,
    e sì, ste modelle troppo magre… mamma mia che ansia… che poi hanno delle espressioni cosi spigolose che mi mettono anche un po’ di paura….
    molte donne non sanno cosa sia la femminilità… non che io lo sappia eh, visto che sono tutta un po al rovescio… però… boh…
    ps. il la lattina piena la tengo… mo devo provare quante monetine!
    e alla fine rimango una granfOca! 😀

    • una cosa è certa, sei simpaticissima e dotata di grande spirito (non quello per fare i liquori) 😀

      l’aspetto tragico del post è proprio quello, i crismi della moda e della estetica sono andati oltre ogni ragionevole tolleranza, ormai minano palesemente la salute fino a derive estreme, i genitori tacciono, addirittura a volte spronano, pazzesco.

      tenere la lattina piena è roba da tanti punti 😀 😀 😀
      le monetine sulla clavicola le hanno inventate per i mariti pigri che al casello autostradale non hanno voglia di scavare nel portafoglio 😀

  18. L’eterno dilemma : l’apparire conta più dell’essere e chi pensa solo a somigliare ai modelli di una società alla deriva, sminuisce se stessa. Purtroppo si vedono in giro donne inguardabili ed esteticamente pessime, abbruttite da interventi facciali che le ridicolizzano; fossi un uomo non vorrei averne una così!
    Eccellente post, buona serata, caro Tads.
    un abbraccio e buon weekend
    annamaria

    • parole sante carissima Annamaria, quando l’apparire avrà totalmente annientato l’importanza dell’essere inizieremo il processo di estinzione.
      come sempre ti ringrazio, buona serata e buon week end anche a te 😉

  19. Confesso che, mentre leggevo, ho provato il finger trap: funziona!!! Ma non ho capito che testa, forse un bel profilo? forse le giuste labbra o naso? Boh.. se così è, il finger trap funziona ,ma io so di non avere un bel profilo. Cioè un profilo che non piace a me. Dell’idea di massa mi importa poco.

    La figlia di una mia carissima amica lavora a Milano per una famosa stilista e conferma che nell’ambiente di lavoro i maschi son tutti gay. Lei è un’acciuga e alcuni suoi colleghi le dicono che deve dimagrire ancora!
    Di rimando ti dico di una bimba di appena 6 anni, mia alunna, con problemi di incipiente obesità. Solo due giorni fa sono riuscita a farle togliere una giacca di pile che si è ostinata a indossare sin dal primo giorno di scuola, anche con 28 gradi. In classe sudava come una fontana, ma non toglieva la giacca. Dopo aver parlato con la mamma, ho compreso: si vergogna della sua pancia.6 anni: inizia presto il martellamento dei canoni di bellezza per il genere femminile. Diamo la colpa alle donne, in perenne competizione con le altre donne? La responsabilità è di tutta la società che sa come fare leva per schiacciare l’autostima di chiunque, in un senso o nell’altro.
    La competizione tra donne, superata la gioventù, non è principalmente legata alla bellezza corporea quanto all’abbigliamento costoso, al buon matrimonio e al successo economico, ma anche alla cultura, alla carriera, al potere. La Bindi, la Merkel, la Macron, la May, e anche la Montalcini, la Hack, Madre Teresa, Rosa Parks, Miuccia Prada, ecc… tanto per fare dei nomi. Donne al di là di qualsiasi fisicità: bellissimo.

    Bel post, Caro Tads, capace di stimolare interessanti discussioni su più fronti. Ma tu a questo ci hai ampiamente abituati.
    Marirò

    • esimia Marirò,
      ti ringrazio per gli apprezzamenti che ricambio in tutta sincerità, anche i tuoi commenti stimolano riflessioni e approfonditi scambi di vedute

      sono totalmente d’accordo a metà 😀 sulla competizione femminile, un argomento oggetto di studio da illo tempore ma mai codificato oltre alcuni punti fermi che personalmente condivido. Tranquilla che te la faccio corta… il suddetto “spirito di competizione” non conosce deroghe né esenzioni, appartiene indistintamente a tutte le donne ma non è standardizzato, intendo nella misura. Pare si debba fare una macro divisione tra le donne arrivate e le donne arriviste, successivamente una sub divisione tra quelle che appartengono alla scienza e/o comunque a settori non strettamente legati alla comunicazione e quelle vincolate, di riffa o di raffa, alla immagine. Tanto per capirci, personaggi coma Montalcini o la Hack di certo non stavano tre ore al trucco prima di una intervista, la Bindi la toglierei dal mucchio, abbassa il livello. Dal nobile elenco toglierei anche la Macron, arrivista, esibizionista e sicuramente morsa e mossa da un grandissimo spirito di competizione, così non fosse non avrebbe sposato un ragazzino/figlio e non andrebbe in giro con look che rasentano il ridicolo, poco consoni ai suoi quasi 65anni. Essere giovanili è una cosa, fare la Peter Pan in gonnella è tutt’altra roba, guardo sempre con sospetto alle persone che non stanno bene nella loro dimensione, non fidarti mai di chi maschera con finta disinvoltura un disagio con se stesso.

      Lo “spirito di competizione femminile” è un “minestrone” composto da ingredienti poco edificanti come gelosia, invidia, livore, rancore, arrivismo, vanità (nella accezione negativa), perfidia, malanimo e tutto quel cucuzzaro sintetizzabile nella locuzione latina “mors tua vita mea”.

      • Sicuramente lo spirito di competizione femminile è un minestrone di tanti ingredienti che cambiano o si aggiungono nel tempo. Mi premeva sottolineare che non è solo aspetto fisico. E completo dicendo che è simile a quello che si scatena tra voi uomini perché anche voi non ne siete esenti. Hai presente quelle antipatie immediate che si definiscono di pelle? Non li legate al vestito o alle rughe o cellulite, ma a ben altro.
        L altro, uomo o donna che sia, diviene tendenzialmente un nostro specchio e le nostre insicurezze impiegano un attimo ad affiorare violentemente.
        La Macron…sarà tutto ciò che dici ma è la più invidiata dalla maggior parte delle 50enni in su. L uomo più invidiato al mondo dai maschietti pare che al momento sia Jeff Magrid. TraMagridd e lady Macron passa una bella differenza….
        🙂

        • non so chi sia codesto Jeff Magrid, se la Macron è la più invidiata dalle 50enni… l’universo femminile è proprio alla frutta 😀 😀 😀 sempre con simpatia neh!!! Ovviamente la competizione non riguarda solo l’aspetto fisico ma comunque la Macron, alla cerimonia di insediamento, si è presentata in minigonna mettendo in evidenza due gambette rinsecchite, una roba a metà tra il ridicolo e il patetico, non è una critica frivola, no, è un campanello che la dice lunga sulla personalità distorta di Madame Eliseo 😉

          gli uomini se la giocano sulla cosiddetta “emanazione fallica”, la barca più lunga, l’auto più potente, il capannone più grande, ecc. ecc. non sono esenti da invidie e gelosie ma comunque ben distanti dalle fisime femminile.

          Non credo si possa ipotizzare un confronto tra generi su questo territorio, gli uomini difetti ne hanno da vendere e da appendere ma le brutture in rosa tali sono e tali restano

          🙂 🙂 🙂

          • Jeff Magid ( ho sbagliato persino a scrivere il nome del fidanzato della modella Emily Ratajecc…) invidiato, immagino, per la bocca che ha accanto. La Macron per aver conquistato alla sua età e non bellezza ragguardevoli traguardi di relazione stabile e potere..
            La competizione tra i generi è identica, cambiano solo alcuni ingredienti. Ma è pur sempre un minestrone tendente ali acido.
            Ciaooo, sereno weekend :-):-):-)

            • invidiare la Macron per il suo aver raggiunto una relazione stabile e il potere??? ahahahahahah… maddai Marirò… il potere l’ha raggiunto lui, lei è solo un rimorchio, un riempitivo che se la tira, tra l’altro pure una disonesta cittadina che rubava soldi pubblici. Relazione stabile??? fra dieci anni la Macron sarà una vecchia stronza inacidita e lui un aitante e famoso 50enne che passerà la vita a impollinare altri fiori, ammesso il suo mammismo non si trasformi in gerontofilia 😀 😀 😀 non mi pare un quadretto invidiabile

              capisco il tuo essere donna coriacea sempre pronta a difendere il mondo in rosa ma il becero istinto di competizione femminile non ha rivali. Noi abbiamo altri difetti ma questo proprio no.

              buon week end anche a te cara amica 🙂

  20. Bello il tuo post, condivido tutto. Con la prima parte mi sono divertita a fare tipo con le figurine da bambina ” ce l’ho. Mi manca. ce l’ho”. Certo mi sono resa conto di essere più cessa di quel che pensavo, ma sono fiera di dire ce l’ho su quella dell’indice sul naso! Mentre per quanto riguarda le labbra gonfiate con il bicchiere, bè ho fatto di meglio. Una volta mi sono messa in testa di provare la cioccolata come la facevano gli antichi Aztechi, quindi immaginati Ciobar e una quantità di peperoncino che successivamente mi sono resa conto fosse esagerata. Inutile dirti che avevo le labbra gonfie della serie Alba Parietti spostati che non sei nessuno. Un saluto

    • grazie per i complimenti e benvenuta,

      temo di non aver capito, ti si sono gonfiate le labbra per sbaglio oppure quella del Ciobar e peperoncino è una “tecnica” estetica???

  21. Zio Tads con una 36 non posso che farci un bel brodo per il sabato a pranzo!! Più o meno saranno tutte ossa!! 😂😂😂 Questa è la generazione dell’apparire, spinta sempre più in inutili estremismi di bellezza. Una bellezza patinata che personalmente a me non è mai piaciuta. Per quanto io, sia uno di quelli, che mette la patata al centro dell’universo. 😂
    Ma termino qui. Non vorrei esser processato per misoginia!! 🤦🏻‍♂️😂

  22. Molto strano… ero convinto di aver commentato, ma non trovo nulla 😮 Forse ho pensato di farlo ma non avendo tempo mi sono detto “più tardi” e il “più tardi” è diventato “mai” 😀
    Ovviamente ormai non ricordo più cosa volevo commentare, quindi rifaccio di sana pianta 😉
    Intanto anche io, come già fatto da qualcuno, dico che non avevo mai riflettuto sull’origine di questi canoni di bellezza femminili e… sì, la tua ipotesi ci può stare. Poi, siccome l’umanità è fondamentalmente pecorona, c’è andata tutta (o quasi) dietro.
    Infatti è cosa nota che fino a qualche centinaio di anni fa i canoni di bellezza erano molto diversi, per alcuni parametri perfino antitetici.
    http://www.wolfghost.com

    • caro Wolf lasciami dire che la mia più che una ipotesi è una realtà, direi pure inconfutabile, da mezzo secolo tutto l’ambaradan che riguarda il mondo della bellezza e della estetica, soprattutto femminile, moda in primis, è saldamente nelle mani dei gay. Sono i primi a riconoscerlo, direi a vantarsene, tra l’altro godendo dell’appoggio totale e incondizionato dell’universo femminile, forse questo è l’aspetto più strano.

  23. Acuto osservatore di tristi realtà…buondì vecchio milfone, ho letto ed apprezzato con il sorriso assertivo che contraddistingue i tuoi “social post” sulle tendenze demenziali di questa società odierna. Ciò che dici è innegabile e trovo che dare le chiavi dei canoni estetici della bellezza femminile ai gay che detengono, come è risaputo, il monopolio della moda, equivale a dare le chiavi di una Ferrari a Ray Charles. Nella migliore delle ipotesi è rischioso. Il problema, secondo il mio modesto punto di vista, però sta a monte e prescinde da un’estetica che sarebbe comunque un fattore soggettivo nello svariato panorama dei gusti femminili di noi maschietti DOC. E’ preoccupante il fatto che qualunque trend venga fuori dalle cattedrali del potere mediatico viene pedissequamente seguito da orde di greggi belanti che, non avendo una loro personalità, decidono di seguire quella del momento. Da appassionato di arti e discipline orientali mi sono sempre meravigliato di come i nostri canoni, per esempio di postura, siano quanto di più sbagliato ci sia a livello di salute fisica del corpo. La moda ha ripreso i canoni estetici delle statue dell’antica Grecia, sul modello del Doriforo di Policleto, tutto storto e disassato e lo hanno applicato a moda e modelle perchè fa sexy. Il sistema militare ha diffuso la postura del “petto in fuori e pancia in dentro” che impera negli uomini anche al di fuori delle caserme, anche quello sbagliatissimo… Ma qui il discorso si allarga ed io non sono uno che si allarga altrimenti nella 48 non ci entro più…eheheheh che il Dio dei milfoni ci aiuti sempre amico mio. Un supersaluto a te!

    • esimio collega milfone,
      non posso far altro che sottoscrivere il tuo commento, molto interessante il passaggio sulla postura, nei parlai tempo fa con alcune persone dell’est, da loro è materia di studio fin dalle elementari, addirittura è elemento di valutazione, infatti se ci fai caso raramente sono scomposti.

      lasciami solo sfatare un luogo comune, una leggenda popolare, è il GUSTO ad essere soggettivo, NON la bellezza, noi potremmo dire che Monica Bellucci non ci piaccia (balla monumentale), che non sia il nostro ideale di donna ma non potremmo MAI affermare che sia brutta. Lo stesso dicasi al femminile, una donna potrebbe fare le stesse considerazione su Clooney o Pitt ma non potrebbe certo definirli uomini brutti. Quindi, i “gusti” sono soggettivi ma la bellezza è oggettiva.

      ricambio il supersalutone vecchio mio.

  24. Chi può mai dire cosa frulla nella testa delle donne? E perché l’ossessione della 36 viene innescata tra donne e mai x gli uomini? Quanto una mente può essere contorta? E perché devono dettare legge i gay nella moda quando loro non apprezzano le donne nella loro natura? Resto dubbiosa. Buon giorno

    • bella compilation di domande…
      cosa frulla nella testa delle donne??? intendi dire oltre alle Louboutin le Louis Vuitton, i vestiti Versace, la palestra, le tette rifatte e il botox… proprio non saprei 😀 😀 😀

      mia cara i gay sono una casta intoccabile, sacra, una specie protetta, possono fare ciò che vogliono, nessuno li accuserà mai di niente, contestare un gay significa essere marchiato a vita come “omofobo”. Guarda lo scandalo di Hollywood, è venuto fuori solo il maiale Weinstein, tranquilla che nessuno ammetterà/denuncerà mai di essere stato costretto a rapporti omosessuali per fare carriera, cosa altrettanto frequente, se non di più, dei “compromessi orizzontali” etero.

  25. Ottima analisi. Come donna mi rendo conto che certi dettami sono insistenti. Io ricordo quando i capelli dovevano essere assolutamente lisci ed i miei ricci ribelli mi facevano soffrire, invece erano adatti al mio viso e quando ho deciso di lasciarli com’erano fu molto apprezzato. Insomma ognuno di noi è unico e deve esaltare la propria unicità.

    • secondo me agli uomini piacciono le “donne vere”, quelle della terra di mezzo, né cozze né strafiche bensì menti pensanti capaci, alla bisogna, di valorizzarsi anche esteticamente.

        • sai, le strafiche alla fine sono le più sfigate, esattamente come gli uomini che non apprezzano le donne pensanti. la vita viaggia su binari diversi rispetto al presunto mondo last generation prospettato da astruse teorie.

  26. Tutta da ridere. Se non fosse che fa piangere. A me sembrano i canoni della bruttura e concordo con il tuo commento. Personalmente mi faccio un vanto di possedere solo due paia di pantaloni: uno per la stagione estiva e uno per la stagione invernale, e li indosso solo quando piove a dirotto e non ho molta scelta. Guardati in giro: a conciarsi da donna ci sono rimasti solo i tr@ns. A presto

    • fa piacere apprendere che esistano ancora donne che amano vestirsi da donna, rarità, è vero, la femminilità appariscente e sexy dei tempi andata ormai è espressa dai travestiti, evidentemente chi desidera essere ciò che non è ha le idee più chiare di chi non è consapevole di ciò che è. Non è un sudoku 😀 😀 😀

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