La perversa e bizzarra filosofia di un gioiello sconosciuto ai più…

“TROLLBEADS”… grande intuizione, un balzo oltre la siepe, callidità partorita nella bionda frescura Danese 40anni orsono, colpo di genio che, parafrasando un vecchio slogan, vanta innumerevoli tentativi di imitazione, surrogati al cui confronto paiono dardi spuntati nella faretra della stipsi creativa. Non parliamo di un gioiello tradizionale, no, “TROLLBEADS” è un diario, un “social”, un trasmettitore, una vetrina ove esporre stati d’animo, sentimenti, umori, esperienze, passioni, ricordi, ambizioni, progetti, sogni e selfie interiori (radiografie dell’anima). Galeotto il braccialetto personalizzato, lancia in resta infilza “BEADS” di varia foggia e materiali come oro, argento, vetro e gemme elementarmente ribattezzate “pietre”, seguendo/inseguendo dettami filosofici e una anarchica butterfly che svolazza inquieta nello stomaco, carotaggi intimi per artigliare guizzi emotivi da condividere.

I prodotti di nicchia seducono il mercato senza tediare le masse con martellanti campagne pubblicitarie cucite addosso all’ammiccante testimonial di turno, strategia che crea club esclusivi riservati a estimatori e appassionati, nella fattispecie non per classe di spesa bensì per “modus pensandi”. Una aggregazione non aggregante nella accezione negativa. Tutti i “BEADS” sono rifiniti a mano, un valore aggiunto che li rende unici, impossibile trovarne due uguali. Non mi dilungherò sui vari “TROLLBEADS DAY” e nemmeno sull’annuale “TROLLBEADS CONTEST”, interessante competizione aperta a tutti in cui si vincono soldi e gloria, preferisco soppesare impulsi e messaggi, più o meno subliminali, lanciati dai suddetti monili.

A ogni “BEAD” è abbinato uno specifico significato, seppur con un minimo sindacale di forbice interpretativa, esistono pubblicazioni in grado di erudire dettagliatamente in merito. Rappresentano, per dirla asciutta, spaccati di vita vissuti, spaccati di vita contemporanei e anelati spaccati di vita a venire. Una donna che intenda approcciarsi correttamente al “TROLLBEADS WORLD” non dovrebbe bypassare tre presupposti chiave, sfogliare il PASSATO, tracciare il PRESENTE, ipotizzare il FUTURO.

Finito il marchettone addentriamoci senza meno nella stanza dei bottoni, la “TROLLBEADS WOMAN” modello, quella che meglio incarna lo spirito del gioiello, possiede un espositore con tutti i “BEADS” che la identificano nelle molteplici varianti, ogni mattina compone il braccialetto guidata da timori e desideri, angosce e positività, apatie ed energie, cali e impennate, gioie e dolori, paranoie e temerarietà. Non spaventi lo scenario, in fondo si tratta di fare esattamente ciò che da sempre accade con l’outfit, cioè stato umorale e voglia/bisogno di comunicare/non comunicare. Svolto il compitino affronta la giornata nella consapevolezza di essere perversamente “vulnerabile” ma solo al cospetto degli adepti.

Imparare a “leggere” i “BEADS” potrebbe voler dire impugnare un ottimo palanco per scardinare resistenze e ritrosie femminili, agli ometti in secca cronica si consiglia di fare incetta di manuali oppure seguire corsi di formazione, magari organizzati e patrocinati dal Dipartimento per le pari opportunità. Un avveduto interprete dei “BEADS MESSAGE” è in grado di intuire, osservando il polso di una femminuccia, se quella in corso sia una giornata da sindrome negativa o se esistano chance per fare “yo contigo tu conmigo”. Qualora non fosse ben chiaro, è una specie di Power Bank che ricarica e illumina aspettative, recondite voglie e lussuriose proiezioni ma anche bellicosi intenti e ghiandole velenifere, esistono “BEADS” per nebbie da sconforto, depressioni a tempo determinato e scleri da meteo. Lapalissiana l’intercettazione a 360°, quando una donna comunica: “oggi sono intrattabile”, tiene a distanza “pettegolame & provoloneria”.

Per quanto discreta e silente, la diffusione dei “TROLLBEADS” è parallela (passi il parkour) a quella dei social network, evidentemente le forme di “autopromozione” diventano più incisive, efficaci, se organizzate e gestite come un agguerrito team commerciale che si nutre di pane integrale e marketing. Molti considerano il crescente bisogno di mettersi a nudo l’inevitabile deriva di una società sempre più spersonalizzante e omologante, l’appiattimento globale stimola istinti repressi e sforna in trafila teorici casi umani e altrettanto teoriche amazzoni metropolitane. Sicuramente in questo vi è del vero ma forse, a ben guardare, è solo una questione di mezzi, non di fini, se l’occasione fa l’uomo opportunista, web e moderni orpelli agevolano la donna nel suo rendersi intelligibile. Il vento dell’individualismo di ritorno soffia, come il Favonio, dall’entroterra esistenziale.

Il braccialetto “TROLLBEADS” può essere paragonato a un quadro, lo si acquista per l’autore, per il valore economico, per l’incanto estetico e addirittura per il pendant cromatico. Difficile, per non dire impossibile, immaginare che tutte le donne sposino la causa della comunicazione emotiva. Sorvolo su costi e altri terricoli dettagli elargendo comunque una chicca ai taccagni, “TRALLBEADS” ha una prerogativa più unica che rara nel mondo dei preziosi, non è stato concepito per essere regalato (se non dietro espressa richiesta con tanto di lista “BEADS” allegata), il perché è facilmente intuibile. Però, simpaticamente diabolici e furbacchioni questi evoluti Danesi.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

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183 thoughts on “La perversa e bizzarra filosofia di un gioiello sconosciuto ai più…

  1. Intanto i Trollebeads non sono un’esclusiva femminile, io li ho conosciuti al polso di un uomo.
    Poi questa cosa del bracciale che si costruisce a tema per esporre le pippe mentali della giornata mi suona nuova, e considerando anche quanto tempo ci vuole per infilare i “beads”, non mi passerebbe mai per il cervello di perdere tempo ogni mattina per una cazzata del genere.
    Il mio, come penso quello di tanti altri, è stato costruito nel tempo, alcuni pezzi sono regali, altri comprati da me, e sono sempre tutti insieme, l’unica manutenzione è cambiare ogni tanto il bracciale di cuoio che tende ad allentarsi.
    E si, ogni pezzo è lì per il senso che ha, esattamente come per i miei tatuaggi.
    E si, è da spocchiosi e con Pandora etc non c’è confronto.

    • ho esposto le linee guida che caratterizzano il gioiello, l’intento del creatore, ovviamente non è bibbia, molte comprano i beads senza neanche preoccuparsi di ciò che rappresentano. Sì lo so, esiste la versione maschile, infatti io ce l’ho 😀

      probabilmente tu no ma tantissime donne ogni mattina si fanno le pippe mentali sul cosa indossare, farsele anche sui beads non mi pare così strano, comunque il braccialetto d’argento è più rapido per i cambi 😀 😀 😀

      l’ideale sarebbe costruirlo nel tempo ma se la neofita ha 50anni, un ripassino…!!!

  2. Bentornato, Tullio, da quanto tempo!
    Non conoscevo questi bracciali personalizzabili, la trovo una idea buffa ma nulla più.
    Fossi donna non credo che li comprerei, perché non è che mi piacerebbe molto far sapere agli altri cosa penso o quale sia il mio umore sulla base di un bracciale.

    • buongiorno esimio, nei caldi mesi estivi tendo a non scrivere, mi dedico ad altro 😀

      tu hai ragione, la penso anche io così, tuttavia, grazie ai social, abbiamo imparato che milioni di donne sentono l’irrefrenabile esigenza di condividere con tutti, soprattutto estranei, il vissuto quotidiano, farlo anche con un braccialetto, tra l’altro elitario (credimi che sono pochissimi quelli che conoscono il significato dei beads), non è poi così disdicevole. Non credi???

  3. Non conosco questi braccialetti “umorali”. Ma io appartengo ad un altro mondo, ormai in via di estinzione. Ma non mi dispiace affatto. Bisogna vivere nel mondo senza appartenere al mondo. Lo diceva Gesù. Bentornato, Tads 🙂

  4. Buondì! Ammetto la mia assoluta ignoranza nei confronti di questi bracciali che mi pare di capire però non siano di larga distribuzione. Quello che mi ha colpito appena vista l’immagine è la somiglianza con un’altra stavolta pure troppo nota marca che invece quanto a tam tam mediatico e marketing ha pure frantumato un po’ i gioielli di famiglia. Da quello che dovrebbe essere l’idea iniziale mi viene però sempre da chiedermi perchè sia così importante esternare al mondo (quindi non a soggetti specifici eh) il proprio stato d’animo. Non so, è qualcosa che un po’ mi lascia perplessa così come tutto l’ambiente social.

    • buongiorno a te,
      non sono di larga distribuzione, forse anche per un problema di costi o semplicemente per la scelta di non renderli dozzinali, sì la Pandora credo sia il tentativo di imitazione più clamoroso.

      dici bene, in un mondo fatto di diari pubblici come i social, un braccialetto parlante è sicuramente poca cosa. Comunque io ho volutamente rafforzato il concetto, diciamo che stando sul blando l’idea oltre che originale è pure simpatica, insomma, oggi sono allegra e quindi metto quel bead, oggi sono triste e quindi metto quell’altro, un po’ come con il look, niente di straordinariamente sconvolgente. Sicuramente, come in tutte le cose, anche qui ci saranno “cultori” raffinati che vivono il bracciale come mezzo di comunicazione ma è, come ho scritto, un dialogo tra esperti.

  5. Comunque ‘sta cosa che i Trollbeads servano ad esprimere l’umore del giorno la sai solo tu, è un’interpretazione parecchio forzata. L’intento originale è quello di scegliere nel proprio bracciale pezzi che rappresentino la persona o la sua storia, non la volubilità di un momento.

    • lungi da me il contraddirti ma sei riduttiva, comunque il problema non credo stia nel saperlo solo io o in tanti, è sufficiente sfogliare il volume/catalogo dei beads per rendersene conto. Non dovesse bastarti chiedi a un rivenditore avveduto, che rappresentino anche gli stati umorali lo ha detto pure la responsabile (mi sfugge il nome) della TROLLBEADS Italia (cosa che incrementa notevolmente il fatturato). Quando prendo a cuore un argomento, una tendenza, sono solito documentarmi approfonditamente, è una deformazione professionale ma soprattutto una mia ferrea regola.

      • Non discuto neanche io la tua documentazione, mi baso solo sulla conoscenza abbastanza datata del prodotto e sul modo in cui si usa. La teoria ci può stare, ma sono persona piuttosto pratica e l’idea di perder tempo a fare una nuova composizione per la giornata a venire mi sembra eccessiva per una persona “normale” che fa già i salti mortali tra colazioni da preparare, lavoro, figli e amenità varie. Diverso sarebbe se se ne avesse a disposizione una serie già pronta da mettere e basta o… se al mattino non si ha un c…o da fare 🙂

        • sono d’accordissimo con te, comunque, in tutta franchezza, non credo siano milioni e milioni le mattutine donne TB, sicuramente chi ha tanti beads ogni tanto li cambia, magari pure seguendo l’andazzo del periodo, poi… ne ho viste talmente tante che non mi meraviglio più di niente. Pensa che io mi ritrovo il braccialetto per motivi che non sto a spiegare, non conoscevo neanche il significato delle pietre, tutto questo l’ho scoperto molto tempo dopo a una cena tra amici. Parlando è saltato fuori l’argomento Trollbeads, mi sono incuriosito e ho deciso di documentarmi, tendenze, tematiche sociali e forme di comunicazione mi affascinano da sempre. A me interessa poco del gioiello in quanto tale, trovo semplicemente geniale, da un punto di vista sociologico, l’idea di un braccialetto capace di comunicare aspetti del proprio privato. Mi risulta sia in forte aumento la diffusione

  6. Ciao Tads, bentornato 🙂
    ci sono anche le pietre umorali, anelli o bracciali che cambiano colore secondo lo stato d animo del momento. La mia erborista da tempo cerca di rifilarmene uno per far sapere a chi mi sta attorno se e quando sono avvicinabile o meno.. Non è meglio che ognuno lo scopra da sé? L umore può cambiare in un battibaleno 😉
    Nel tempo un bracciale intimo di significati l ho costruito anche io, ma non ci sono cataloghi che spiegano i miei ciondoli.I significati li so solo io. Qualcuno si può intuire, altri si possono scoprire lentamente, i maggiori resteranno inaccessibili ai più.
    così dovrebbe sempre essere la comunicazione e condivisione emotiva 3.0
    Un caro saluto 🙂

    • ciao Marirò,
      felice di rileggerti,
      le pietre umorali cangianti non le conosco, Trollbeads ha anche pietre che comunicano gli stati d’animo o l’umore ma non credo lo facciano in autonomia, ho visto una pietra che cambia colore e luminosità in base al tempo e alla luce ma questa non è una novità.

      Non è male l’idea di costruirsi un bracciale che rappresenti la propria storia, magari criptata, in genere lo si fa con oggetti, TB dà una mano ai pigri 😀 😀

      sei già tornata tra le piccole pesti???
      lì quando iniziano le scuole???

      • Ho anche provato i Mood Ring, anelli con uno smalto speciale che cambia colore in base al calore della pelle con tanto di legenda, ma non li ho acquistati. Nelle prove l anello ci aveva azzeccato.

        Si, sono già sul campo di battaglia. Le piccole pesti arrivano tra una settimana esatta. E tu hai finito le vacanze? Trascorse bene?

        • sì grazie, tutto ok, non sono tipo da lunghe vacanze, preferisco farle a mozzichi e spizzichi, non mi piace stare lontano da casa per tanto tempo, comunque ho anche un cane grande che non posso lasciare in custodia più di tanto. Lui regge la mia assenza massimo dieci giorni poi, se non torno, smette di mangiare.

          • Le lunghe vacanze …sono ricordi ormai.
            Che tenero il tuo cagnolone! Lasciarsi morire di fame…solo i nostri amici quadrupedi sarebbero in grado di farlo per noi 🙂
            Chissà che feste ti ha fatto per il tuo compleanno. Auguri!. Il mio cagnolino ha fatto salti di gioia per una fettina di torta per il mio e mi ha leccata tutta per gli auguri e per il bis ( torta) 🙂

            • grazie per gli auguri Marirò, il mio è un cane snob, non festeggia i compleanni, a dire il vero neanche io, secondo me quelli da festeggiare sono i 18, i 40 e poi dagli 80 in poi, grasso che cola 😉 🙂 😀

    • secondo me vai bene anche senza braccialetto ma a voler fare proprio i precisini… quello della Pandora è una scopiazzatura, non dico un tarocco ma una spudorata imitazione.
      (mi fa piacere, cazzo!)

  7. Io ho un Pandora con svariati ciondoli, alcuni con un significato e altri regali e altri a caso, comunque il mio è un Pandora per scelta: ho visto i trollbeads, ho visto i pandora, i secondi mi sono piaciuti di più. 😜

    • ognuno ha il diritto di mettersi addosso ciò che meglio crede 🙂 , sono poco propenso a fare classifiche, anche perché di tutto ciò mi interessano solo gli aspetti creativi e filosofici, comunque Trollbeads è l’originale, il resto, Pandora o non Pandora, è solo una scopiazzatura.

      • Nel caso di Pandora, almeno secondo me, la scopiazzatura è venuta meglio dell’originale però. 😛 poi comunque a questo punto ogni cosa è una scopiazzatura di altre cose che sono venute prima, a partire dai diari scolastici 😜 l’idea di base è quella, poi ogni brando lo sviluppa a modo proprio.

        • non condivido, qui non ci troviamo di fronte a una ideuccia plastica liberamente interpretabile, il braccialetto Trollbeads è una delle idee più originali e innovative del secolo scorso, non tanto materialmente quanto come concetto. Certo tutto si scopiazza ma quando l’originalità è così marcata l’imitazione sfiora il ridicolo. Comunque il braccialetto personalizzato della Pandora è semplicemente un prodotto da gioielleria, niente da spartire con TB:

          • Non sono d’accordo sul ridicolo che dici, e nemmeno sul fatto che sia inferiore pandora al trollbeads, credo sia una questione di gusti, e comunque per la cronaca charms pandora sono stati disegnati da chi è molto vicino a trollbeads.
            Credo che all inizio sia stato diverso il target.
            Poi pandora è andata per conto suo.
            Ma è solo una mia opinione!

            • cerco di spiegarmi meglio, per me conta l’idea originale, l’invenzione madre, tutto ciò che viene dopo sulla stessa linea, meglio o peggio che sia, rimane, concettualmente, un ridicolo surrogato. Se fossi un imprenditore preferirei strapagare creativi in grado di creare prodotti nuovi originali. tra l’altro alla pandora non mancano certo i mezzi per investire in creatività, diciamo che è più comodo e facile agganciare un mercato già esistente con un prodotto spacciato per parallelo ma che in realtà è una scopiazzatura.

              • Il surrogato ridicolo è qualcosa che non cerca di modificarsi in qualche modo è che resta solo una scopiazzatura, secondo me, e in questo caso non è rimasto solo una scopiazzatura.
                Perché a questo punto anche qualunque saga di supereroi non è altro che una scopiazzatura del primo supereroe (che nn so nemmeno quale sia ma il concetto, l idea originale è sempre quello di un supereroe che salva l’umanità).
                Comunque non ne usciamo.

                • sei tu che non vuoi uscirne, per me la cosa è di una semplicità elementare, dunque… nel 1976 Trollbeads immette sul mercato un prodotto nuovo, innovativo, nato da una idea geniale, anni, anni e anni dopo Pandora inizia a commercializzarne uno simile, per non dire esteticamente uguale (surrogato ridicolo). Mi spiace dirtelo ma non penso ci voglia un QI da 180 per cogliere la sostanziale differenza che passa tra chi inventa e chi copia. Ribadisco un concetto, per mia forma mentis tendo a valorizzare la creatività di un inventore e ad apprezzare poco tutto ciò che di simile viene successivamente fatto da altri. Sicuramente i beads della Pandoro saranno belli, ben fatti, ecc. ecc. a prescindere da ciò, se dovessi scegliere opterei sempre e comunque per l’originale, per la cosiddetta idea madre. L’universo dei brevetti, della tutela di una idea o di un prodotto, ha maglie larghe e barriere facilmente aggirabili, regole e concetti adottati per evitare si creino situazioni di monopolio, ciò significa che in tutte le cose o quasi, è facile imbattersi in imitazioni e/o surrogati. Tutto questo non modifica di una virgola la sostanziale differenza che ho sopra citato. Il paragone con i supereroi lo lascerei perdere, tutti quelli più famosi sono stati inventati dalla Marvel.

  8. In effetti io trovo più semplice scegliere trucco e gioielli diversi per mandare segnali – e poi non lo faccio neanche, troppo complicato. Anche perché a chi può fregare qualcosa di come mi sento, a parte mia moglie?

    • domanda interessante, dubito che le persone felicemente accasate si sbattano per lanciare “messaggi umorali”, social, gioielli, look o mise appariscenti che siano, è un problema che riguarda single, insoddisfatti e insaziabili.

  9. Ciao zio, è da circa un anno che, grazie ad un coupon regalo, ho due riviste di moda gratuite al mese da sfogliare in digitale. Ogni mese mi sento così stupida nell’aver sfruttato quel coupon e credo che l’immagine della donna che ne viene fuori sia ancor più stupida degli stessi magazine.
    Tralasciando il braccialetto emozionale, quello che mi fa ridere sono le borse intercambiabili a seconda dell’umore. Roba che se vuoi davvero attenerti alla regola della maison devi spendere tre stipendi. Cinque se sei precaria. Anche le interviste ai direttori creativi fa ridere: dicono che il loro scopo è quello di supportare le donne e che l’idea nasce proprio dalla voglia di abbinare la borsa all’umore, all’emozione del momento. Ovviamente rimangono tutte cazzate perché presuppongo che un direttore creativo, prima dell’emozione che provo io appena mi sveglio, cerca di vedere quale cazzata inventarsi per far guadagnare l’azienda. Poi ci cuce sopra la storia della donna che vuole dimostrare di essere se stessa, ed il gioco è fatto. Borse in similpelle a più di tre mila euro che, passi pure la tutela della proprietà intellettuale ma in soldoni servono poco o a nulla. immagini mai un’avvocatezza, una dottoressa o un giudice donna andare a lavoro con la borsa ricoperta di pon pon, a forma di labbra o di cuoricino?

  10. Adoro i trollbeads…..ho un braccialetto vergognosamente colmo! Gli argenti mi fanno impazzire sia per il significato che per la loro “unicità ” me li comprerei tutti 😉

  11. Sai che non conoscevo affatto questi braccialetti ”umorali” ? Sarà forse perché il mio ” sentire ” giornaliero lo trasmetto, se sto bene con un sorriso, se sto male con un ” non avvicinatevi”…
    Oggi che mi sento di buon umore , ti lascio un sorriso. Buona giornata Tads e bentornato. Isabella

  12. io indosso solo gioielli antichi o vintage o creati su mio disegno . Apprezzo l idea commerciale dei troll…ma il mio monile deve essere unico non posso sopportare di vederlo indosso ad altre persone. Perciò…..💍

      • Si sono una inguaribile snob.pero’ non me ne faccio un vanto .anzi.ma…non posso farci nulla sono fatta così.😜Dunque io disegno molti dei miei abiti che mi faccio fare da una sarta e gioielli non necessariamente preziosi anzi li preferisco con metalli come argento rame oppure pelle corda rafia e pietre dure conchiglie ricami fatti con il tombolo sottili direi ecc…e’ facile Tads perché lo faccio per me non li vendo! 🤗

  13. Stavi esplicitamente consigliano di non acquistarli a chiunque? O elogiavi il marketing adottato? Mi piacciono i tuoi post fai sempre capire tutto alla perfezione… a chi vuol capire ^.^ cmq se posso sminuire l’oggetto mi permetto di dire che è solo una evoluzione dell’ormai vintage anello a semaforo dove le ragazze lasciavano intendere se single o occupate… e non se con ciclo o meno eh eh eh. Buon pomeriggio

  14. Bentornato! Non sapevo del significato e del messaggio, amo i braccialetti e li abbino al look che indosso, li trovo un complemento piacevole. Tu dici che la donna comunica le sue emozioni anche con un monile, quanta pazienza e soprattutto dovrebbe essere il ricevente a conoscerne il senso. Che dire se non che il tuo scritto é come sempre di qualità e accattivante.
    Ora ti lascio e ti auguro la buona notte, a presto.
    Affettuositå
    Annamaria

  15. Ciao Tads, bentornato. Conosco benissimo il gioiello “umorale” in questione, ho una cugina che va in giro con un pezzo da novanta al polso sinistro e non lo toglie nemmeno sotto la doccia. Non credo abbia avuto la finezza di scegliere i pezzi che la rappresentano, semplicemente ogni anno aggiunge il più costoso che il mercato offre. Per contro, io che sono più attenta all’energia che allo scafandro, indosso da anni la rodocrosite che è la mia pietra naturale. A giugno, contemporaneamente ad un mio calo psicofisico, il bracciale si è letteralmente divelto ed ora si trova dall’orefice. Non vedo l’ora ritorni al mio polso destro.
    Ti mando un abbraccio affettuoso,
    ciao Stefania

    • ciao Stefania,
      forse non ho capito bene, il tuo braccialetto, quello con la rodocrosite, si è divelto quando non stavi bene??? si è divelto da solo per simbiosi oppure… diciamo per cause naturali tipo si è un impigliato, un urto, ecc. ecc.???

  16. Costruire i pezzi di questo bracciale per far sapere al mondo come ci si sente è davvero assurdo… Ma si sa che c’è gente che ne ha bisogno, ha bisogno di dire al mondo come si senta anche se al mondo può anche non fregargli niente 😀
    Ciao Tads, buona giornata 😉

    • ciao Emilio,
      il braccialetto è poca cosa rispetto ai social, veri e propri confessionali dove spiattellare ogni intimità, i tempi moderni hanno bandito la riservatezza, purtroppo

      buon weekend 😉 🙂

  17. Onestamente a me piace come idea, ma confesso sono da sempre legato al concetto di “simbolismo”. Mi piace pensare che ogni persona che ha il desiderio di raccontarsi o di indossare un segno che gli ricordi i suoi trascorsi (tatuaggi o questi trollbeads di cui non conoscevo l’esistenza) ma che non vuol farlo necessariamente a tutto e tutti ma magari indirizzare i suoi segni ad una cerchia di possibili affini possa farlo… un pò come lasciare aperta una porta nascosta in un labirinto nel quale puoi immaginare, senza garanzie, chi potrebbe arrivare fin li.

    Mi piace il fatto che sia una cosa pensata e mirata e non fatta a caso o per seguire la moda del momento o peggio ancora qualcun’altro… quindi non è l’esclusiva dell’idea che eventualmente andrei a contestare quanto l’utilizzatore finale… se fatto con un senso con una ragione a me l’idea piace e piace la persona che affida in qualche modo parte di se ad una sequenza determinata del destino…

    mi piace anche come possibilità di approccio… vedere le persone e cercare di scoprirne passioni e caratteristiche è sempre stato molto piacevole, centrare le osservazione e magari riuscire a stupire grazie ad esse oltre che essere un piacere spesso è un ottimo vantaggio in una situazione di caccia… 🙂

    • direi che hai colto perfettamente lo spirito Trollbeads, come ho scritto trovo l’idea geniale, sì, geniale se rapportata ai tempi moderni, tremendamente superficiali e massificanti negli usi e costumi. Un pochino meno se rapportata alla storia, infatti già migliaia di anni orsono i popoli amavano ornare il corpo con monili e ninnoli carichi di significati. Ancora oggi le catenine e i braccialetti dei Masai sono importantissimi elementi di identificazione e distinzione. Lo stesso dicasi per gli egizi, ecc. ecc. L’anello papale e quello cardinalizio hanno un valore simbolico superiore a quello economico, esprimono potere. Un gioiello pensato per comunicare aspetti intimi è certamente innovativo, ancor di più, come giustamente hai scritto, se attraverso un linguaggio riservato, diciamo in codice.

  18. eccoti, ben tornato : )
    d’istinto mi vien da dire che nessuna mai si metterebbe a cambiare così secondo dell’umore..ma dai, chi mai ne avrebbe tempo e voglia?.. poi si certo negli anni 70 sarà stata una gran idea innovativa e si sa si fa meno fatica a copiare, pandora o ci metto anche i nomination, diversa fattura stesso concetto.. che inventare..
    personalmente i bracciali che indosso non li tolgo mai, solo l’orologio quando dormo x’ pesa un pò..

    • felice di rivederti da queste parti,
      se pensi al tempo che le donne impiegano per truccarsi, scegliere i vestiti, le scarpe, ecc. ecc. diciamo che se qualcuna dovesse anticipare la sveglia di qualche minuto per montarsi il braccialetto umorale… non mi meraviglierei più di tanto. Hai ragione, grande idea degli anni ’70 ma il picco della diffusione risale ai giorni nostri (ultimi anni), tutto lascia supporre che il vero boom debba ancora arrivare, scopiazzature a parte.

  19. ma il trucco e vestirsi è diverso dal comporre il bracciale prima di uscire ogni mattina.. nono.. secondo me, al massimo, lo scomponi e ricomponi x aggiungerne un pezzo nuovo..

  20. ps. la nicchia, piaccia o nn piaccia, di solito la crei con i prezzi.. e i Trollbeads hanno prezzi per tutte le tasche.. qndi mancano solo di un buon marketing..
    oppure crei nicchia con idee innovative e un bracciale innovativo difficile trovarlo.. se ci pensi bracciali con beads esistono fin dall’antichità più antica..

    • infatti l’ho scritto sopra rispondendo a un commento, è una idea innovativa se rapportata ai tempi moderni, visto che già nell’antichità braccialetti e ninnoli avevano significati precisi.

      chiarisco un concetto, l’ho scritto nel post, prodotto di nicchia NON per classe di spesa bensì per modus pensandi. Comunque mi sono documentato anche sui prezzi, se ti fai un braccialetto con tutti i pezzi, i beads in oro, inizia a “far caldo”, intendo per la Visa. In ogni caso un braccialetto medio “misto”, quello “normale”, oscilla tra i 1.300/1.400 Euro, vedi catalogo, coi tempi che corrono non mi pare un prodotto dozzinale.

      Mi piace l’idea di un canale di comunicazione umorale riservato a pochi e/o comunque agli adepti, rispetto a tutte le cazzate che vengono quotidianamente partorite, questa può tranquillamente stare sull’olimpo delle piccole genialate. Non credi???

      • mi spiego quando punti sull’argento punti al -dozzinale-, il per tutti, non nel senso negativo ma nel senso pratico dei costi.. chi compra oro non si perde credimi, ne nei Trollbeads ne in Pandora o similari..

        attribuire ad un ciondolo qualcosa, felicità, amore, peccato, odio.. di diverso da quello che è in fondo, solo un ciondolo è puerile.. i ciondoli, i Trollbeads, i Pandora si comprano perchè sono belli e ti piacciono da indossare..
        se quello che rappresenta ad es. l’amore, fosse una ciofeca.. nessuno lo comprerebbe solo, puramente, per il significato attribuitogli dal venditore di turno..

        • in linea di massima sono d’accordo con te, a me interessava evidenziare l’idea originale, di base, il resto è sempre relativo, poi magari ci sarà qualcuna che ha tutto in oro, qualcuna che compra i beads attenendosi scrupolosamente al manuale e via dicendo.

          Quando ero studente avevo un compagno di università che per “arrotondare” vendeva l’enciclopedia Treccani, guadagnava una barca di soldi, era riuscito ad entrare nella cerchia degli arricchiti che la compravano a METRI, parlo degli anni ’70, probabilmente nessuno dei suoi clienti aprì mai un volume ma faceva fico averla. Lo stesso dicasi per tutte quelle giovani Signore che viaggiano a bordo di potenti SUV solo nelle belle giornate, quando piove o nevica chiamano il taxi. Gli oggetti vengono sempre, quasi sempre, creati con nobili intenti e definite peculiarità e caratteristiche, poi ognuno ne fa l’uso che meglio crede. Certo, gioielli e fiori hanno sempre avuto qualche significato, come giustamente dici, per non essere puerilmente “normali”, tuttavia nessuno prima di Trollbeads aveva pensato di allargare la cosa a stati umorali, esperienze, sogni, pezzi di vita e via discorrendo. Bella idea che tale rimane anche se, come ho scritto nell’ultimo capoverso, è difficile immaginare che tutte viaggino col manuale in mano e acquistino i beads attenendosi scrupolosamente a quanto riportato

  21. Innanzitutto ti ringrazio per questo post, perché come negli altri articoli che io ho letto, riesci a sviscerare argomenti che partendo da status quo apparentemente insignificanti o leggeri, arrivano a toccare regioni mentali e sociali inaspettate e si fanno metafora di pulsioni e disvelamenti di una profondità estrema.
    Questo grazioso monile, che io non posseggo e non ambisco possedere ma che se me lo regalassero sarei contenta di indossare , è un concentrato di proiezioni di alcuni aspetti della psiche umana che sono tali da che l’umanità ne ha memoria. Non a caso la ditta danese ha un concept e una storia famigliare come tutte le aziende che hanno sfornato grandi prodotti o manufatti.
    Il loro ruolo di ornamento estetico, pur permanendo fondamentale per l’acquisto, passa in secondo piano una volta posseduto il gioiello.
    Ognuno lo carica di quella valenza animistica che lo rende viatico esoterico in cui riporre l’emotività e l’insicurezza. La possibilità di materializzare l’astratto attraverso i vari ciondoli, pietre e quant’altro, attua un atto creativo in un rituale apotropaico che diventa protezione e comunicazione emotiva.
    Da qui la smania di acquistare più e più ciondoli, o beads che dir si voglia, in una progressione creativa e rassicurante e perché no, regalarli ad altri comunicando con lor attraverso i messaggi subliminali di cui questi ciondoli sono portatori.
    Se poi ci aggiungi altri temi cari alla psiche umana, quale il collezionismo e l’esibizionismo, si capisce perché ha preso così piede e si intuisce anche che si rinnoverà “fenicemente” dalle sue ceneri, in quanto il beads cambia ma il concept rimane.

    In ogni caso nulla di nuovo sotto il sole, perché mi ricordo quando ero proprio piccola, che mia zia aveva un braccialetto con tanti ciondoli che allora si chiamavano charms, ed era decisamente fashion e molto ambito, ma tutto in oro 24carati.

    • ti ringrazio per gli apprezzamenti, trovo dilettevole approfondire argomenti che in apparenza possono sembrare superficiali, in fondo viviamo in una epoca superficiale in cui impazza la tendenza a vivere tutto con superficialità. Il braccialetto Trollbeads è una voce fuori dal coro, anche se, superfluo evidenziarlo, è poco vissuto nella sua reale essenza.

      Come dicevo ad altri, ornamenti e monili portatori di significati non sono certo novità assolute, anzi, si perdono nella notte dei tempi, Trollbeads ha semplicemente spostato la rotta, ciò che un tempo indicava livello sociale, culturale, status militare, onori, gesta eroiche e via dicendo, è stato trasformato in una sorta di codice umorale, codice biografico, codice sentimentale e, perché no, codice dei sensi.

      ci sono due aspetti particolarmente interessanti, il bisogno di condividere emozioni e stati d’animo, anche attraverso un oggetto, e il bisogno di identificarsi nelle logiche di un oggetto, qui si aprono universi.

      • Tu dici che il trollbeads “è poco vissuto nella sua reale essenza” probabilmente perché si costituisce una schizofrenia comunicativa che passa attraverso la parte più estetica del monile per arrivare al suo significato personalizzato…mi spiego

        La scelta dell’acquirente, si concentra sul significato della simbologia dei beads riempendosi del desiderio di trasmettere il proprio messaggio individuale sul livello che gli è più congeniale in quel momento, e che quindi può essere, umorale, biografico, sentimentale, sessuale ecc… ecc.. chi guarda il braccialetto si sofferma invece sulla bellezza decorativa in prima istanza e solo ad un secondo sguardo, forse, tenta di decodificare il significato intrinseco del ciondolo.

        Questi nuovi modelli comunicativi contemporanei, estendendo anche ai social e ci metterei pure i tatuaggi, restano spesso molto ambigui e parziali principalmente perché dovuti all’attimo stesso della comunicazione il quale, come tale, è effimero, e poi perchè vengono registrati e interpretati, termine che trovo più calzante nel contesto, da lettori aspecifici e atemporali, nel senso che la tipologia di sguardo è svariata e la temporalità è una costante variabile. Pur con queste caratteristiche, a questi strumenti e mezzi è affidata, da categorie di individui, una potenzialità emotiva abnorme e un bisogno di risposta che spesso non arriva.

        Ma che mi dici, allora, di chi mistifica volutamente il messaggio da decodificare?

        • L’accoppiata “social/messaggio effimero” la sottoscrivo scevro da qualsivoglia brezza dell’incertezza, quella “tatuaggio/messaggio effimero” assolutamente no, sulla restante “braccialetto Trollbeads/messaggio effimero” rallento il passo perché zavorrato dalla filosofia/genesi del “gioiello” in questione. La Trollbeads Woman ideale che ad ogni apparir dell’alba compone il braccialetto scegliendo tra le varie opzioni, lancia un messaggio effimero in quanto vincolato al momentaneo stato emotivo, umorale e via discorrendo. Tuttavia il suo essere effimero, nella accezione corrente del termine, è anomalo perché non incanalato, tra i vari beads che compongono il monile ve ne possono essere alcuni fissi, altri periodici, altri ancora quotidiani e, estremizzando il concetto, alcuni presenti solo per qualche ora, tutto ciò potrebbe anche costituire uno o più messaggi permanenti. Credo, statisticamente parlando, sia cosa poco vissuta perché selettiva, per stabilire una ottimale sinapsi è d’uopo si incontrino una Trollbeads Woman e un uomo profondo conoscitore dei beads, combinazione tutt’altro che facile.

          Sulla mistificazione del messaggio… è un po’ come mentire a se stessi ma, è notorio, la gramigna cresce ovunque

          • Mi viene da dire… tu chiamale se vuoi emozioni…
            Sorrido immaginando una trollbeads woman compulsiva che cerca spasmodicamente il beads da mettere e non lo trova!
            Ieri ho guardato il sito di trollbeads, per rendermi conto meglio del fascino esercitato, alcune cose sono degne di note, alcune banali, altre decisamente brutte, almeno ai miei occhi.
            Ciò che ti spinge ad acquistarlo la prima volta è proprio quel desidero di materializzare la tua individualità: il braccialetto ti caratterizza e ti senti maggiormente personalizzato, direi quasi un’affermazione di sé, poi però altre cose prendono il sopravvento e può succedere che quello che tu pensi di possedere in realtà ti possiede. La passione si trasforma in mania quando si passa alla tensione ottativa dell’accumulo e si entra dentro un meccanismo di fissazione ossessiva verso il feticcio rappresentativo investito di valore.
            Qui subentra un aspetto che mi pare tu sottovaluti, la tendenza al collezionismo che si intreccia quasi sempre con l’investimento emotivo di cui si carica l’oggetto. Il collezionista condivide solo con chi è in grado di comprendere l’intrinsecità dell’accumulo del possedere in modo continuo e variegato fin nelle sfumature.
            Il valore oggettivo monetizzabile è solo un aspetto secondario in confronto al significato e alla collocazione nella filiera della collezione…che sia un trollbeads o un amiibo.

            Sul tatuaggio dissento al tuo dissentire… ma sorvolo, non voglio andare fuori tema, anche se l’argomento mi stuzzica molto e penso che i meccanismi che si innescano sia gli stessi.

            • Questa conversazione è molto piacevole ma credo sia necessario dare un taglio più mirato, soprattutto per chi legge, se rimaniamo nella logica aleatoria del “tutto e il contrario di tutto”, a fine scambio ci toccherà farci gli auguri natalizi 😀 , sia chiaro che per me non sarebbe assolutamente un problema. Esistono tre livelli possibili per affrontare un argomento: 1) generalizzare, 2) analizzare la tendenza, 3) avventurarsi nelle affollatissime lande delle ipotesi, sub ipotesi e sub sub ipotesi, suggerirei il livello “2”.

              Il rischio di sconfinare nel collezionismo con tutti gli annessi e connessi, alias para maniacali del caso, è sempre presente quando un prodotto è costituito da più pezzi e da periodici aggiornamenti del campionario. Non penso assolutamente che Trollbeads sia immune da questo rischio, anzi, mi è stato detto non siano poche quelle “impallinate” fin dagli anni ’70. Vivo comunque nella convinzione che la deriva più discutibile non sia il tanto il collezionismo quanto la competizione, l’esibizionismo, un atteggiamento inverso. Avere il maggior numero di beads possibile da esibire magari indossando tre/quattro braccialetti, beads acquistati, come già si è detto, indipendentemente dal loro significato e aspetto estetico. Il modo migliore, più rapido ed efficace per comprendere questo mondo, è entrare in una gioielleria concessionaria in un momento di poca confusione e farsi una bella chiacchierata con la venditrice preposta.

              I tatuaggi, a mio avviso la negazione dell’effimero, casistica da circo a parte, intendo tipo Las Vegas, cioè quelli che si fanno i tatuaggi di notte completamente ubriachi o strafatti. Ragazzini e ragazzine, magari amici/che dei nostri figli, che si marchiano convinti di aver trovato l’amore eterno, colpi di testa dovuti a momenti di eccessiva euforia e via andando. In genere, nella normalità, il tatuaggio ha lo scopo di rendere indelebile, duraturo, perenne, un qualcosa che è dentro di noi, ci appartiene e apparterrà per sempre. Qui la definizione di effimero ci calza poco.

              • l’analisi passa attraverso tutti i territori che compongono l’argomento, ma se tu non la vedi così, io non ho problemi a fermarmi qui nel dibattito.
                mi pareva che tu volessi sviscerare ogni argomentazione che ha portata a diventare questo oggetto, oggetto di “culto”
                evidentemente ho capito male..non voglio tediarti oltre…

                per i tatuaggi ti sei risposto da solo…ma, al contrario di te, io penso che siano la minoranza coloro che fanno un tatuaggio che abbia un significato prezioso per sè stessi.

                • sviscerare un argomento significa mettere sul tavolo diversi punti di vista, non significa darsi ragione a vicenda ad libitum.

                  veramente sui tatuaggi ho risposto a te ma forse vedi la questione da un angolo a me sconosciuto, faccio fatica a considerare effimero ciò che è indelebile e che dovrebbe testimoniare, vita natural durante, un significativo momento o periodo dell’esistenza. Le “categorie” di contorno le avevo già messe da parte. A me interessa il concetto basico che caratterizza una cosa, non le alterate interpretazioni di ubriachi, strafatti o semplici cazzoni che rincorrono mode.

                  • mi deve essere sfuggito qualcosa…evidentemente non mi sono spiegata,
                    non importa capita.
                    non replico perchè la discussione diventerebbe tautologica e anche perchè non ho molto tempo da dedicare al web, ho abbandonato il mio blog per questo motivo.
                    ogni tanto continuerò a leggerti con interesse.

  22. Trovo l’articolo davvero ben fatto. Da conoscitore di gioielli, e da blog di gioielli di nicchia, trovo questi gioielli molto commerciali, (chi non li conosce semplicemente non guarda le vetrine delle gioiellerie, sono presenti quasi ovunque un po’ come i pandora).Li trovo di fattura migliore confronto i pandora, ma chiamarli gioielleria e un po’ tanto. Mi piace il paragone con ikea( se non fosse per il prezzo tutt’altro che basso), li trovo pensati per andare incontro a chi vuol pensare di essere un po’ orefice e gioielliere per un giorno, creando nell’insieme un oggetto carino (in base a gusti personali, non sempre fantastici) e facendoti credere di aver inserito la tua anima nel gioiello, un po’ come Ikea che ti fa pensare di essere architetto e designer di interni. Ma gioielleria e altro, pensare che sia il cliente a creare il gioiello e una trovata commerciale, che crea un puro appiattimento e standardizzazione
    culturale oltre un offesa a tutti i designer italiani e stranieri bravissimi di gioielli che ci sono, non consiglierei a nessuno di spendere un centesimo per questi “gioielli”.

    • come molti uomini anche io non sono un cultore del genere e nemmeno un appassionato di gioielli, ho una piccola collezione di orologi che non metto mai, sono chiusi in cassaforte. Non sono nemmeno in grado di dire se sia una classe di spesa alta, media o bassa, diciamo che documentandomi ho scoperto che farsi un braccialetto con una dozzina di beads tutto in oro, ci vogliono svariate migliaia di euro, costa circa 1.500 quello medio misto. Coi tempi che corrono non mi pare tanto appropriato il paragone con l’Ikea, mobili da discount. Penso che i creativi di Trollbeads non intendessero nemmeno creare un “gioiello” tradizionale, come ho scritto nel post, piuttosto un qualcosa di personalizzabile al 100% con una spesa accettabile ma comunque selettiva. MI piace anche molto il fatto che, diversamente da Pandora e altri, non si tuffino nel mucchio con spot martellanti, anzi, pare proprio abbiano una idiosincrasia nei confronti della pubblicità. Come ho più volte ribadito, questo post mira a premiare l’idea, l’intuizione, il piccolo colpo di genio. Sul “Trollbeads contest” non ho opinioni negative, credo sia la giusta, logica conseguenza del concetto base. In ogni caso credo non sia un mercato capace di impensierire Bulgari & C. Solo una precisazione, non so dove tu viva ma qui a Torino il marchio Trollbeads lo si trova solo ed esclusivamente presso due rivenditori ufficiali.

      Benvenuta nel mia blog

      • Non sono martellanti come pandora, ma oggettivamente per chi è del settore è un marchio che tra riviste (non solo del settore), è più che presente. Io sono di Genova, città piuttosto sfigata in quanto a novità, e dove le novità vengono viste piuttosto male, e sono presenti in molti negozi.
        La critica che faccio nei confronti di questi marchi è il voler se non con una idea di base , la personalizzazione standardizzata di un oggetto, convogliare un cliente nell’idea che ” lui può avere qualcosa di speciale con quel oggetto, e può raccontare qualcosa di se “, tra l’altro oggetto che speciale non è, essendo che il suo stesso prodotto e nei polsi di migliaia di persone.
        Spendere 1500 €, in una gioielleria ad oggi non sono proprio due spiccioli, io con questa cifra le posso assicurare che su commissione, con designer di tutto rispetto (Selda Okutan, Giulia Barela ecc solo per citarne alcune),ci si realizza un gioiello che ha un design unico e che allo stesso tempo racconta realmente ciò che siamo. La scelta qui dipende da cosa vogliamo e da cosa ci accontentiamo, io sinceramente per un prodotto che non è regalato, dal design non assolutamente unico, non mi faccio comprare, e lo dico da uomo. Se uno come molti non ha voglia di “sbattersi” e ci si accontenta di quello che si trova nella prima gioielleria sotto casa, posso pure dire che sono bellissimi gioielli.

        • sei un esperto del settore e quindi apprendo quello che scrivi senza opinare, anzi, ti ringrazio per il tuo documentarmi. In questo blog mi occupo, prevalentemente, di tematiche sociali e tendenze a 360gradi, a volte, come in questo caso, cerco di dare un taglio giornalistico all’articolo ma solo per rimanere sul territorio della informazione. Come credo tu abbia già letto, sono prevalentemente portato a valutare l’idea, la creatività e la strategia aziendale che non il prodotto stesso. In ogni caso, lo dico tra il serio e il faceto, penso non sia ancora nata la donna capace di farmi spendere migliaia di Euro in gioielleria, ti dirò di più, non ho giudizi lusinghieri nei confronti di coloro, maschi o femmine, che ostentano ricchezza indossando costosissimi preziosi.

          • Mi trovo assolutamente d’accordo trovo davvero molto interessante il cercare di parlare di tematiche sociali inerenti a prodotti che ci circondano. Per vie traverse permette di ragionare su argomenti che forse, se trattati in maniera più diretta, rischierebbero di perdersi.
            Per quanto riguarda le donne, mai sottovalutare le loro armi subdole, con un battito di ciglia riescono a far di noi quello che vogliono. E per quanto riguarda chi spende e ostenta ricchezza mi trovo piuttosto.in linea con il suo pensiero.Anche con delle.cifre molto basse, nell’epoca in cui viviamo, si possono acquistare prodotti di gioielleria di designer assolutamente validi, a prezzi davvero molto bassi (addirittura sotto.le 100 €),facendo credere ai più di aver tra le mani,braccia e collo ,chissà che ricchezza.E una questione di cultura, e di voglia di conoscenza.Come considerazione ultima generale noto parecchia “ignoranza” (in quanto ignoriamo ciò che ci circonda a un metro di distanza) e questo in un’Italia che da sempre è stata culla di sapere e innovazione, soprattutto nel settore umanistico/artistico,fa
            riflettere.

            • ahahahah… 😀 😀 😀

              “Per quanto riguarda le donne, mai sottovalutare le loro armi subdole, con un battito di ciglia riescono a far di noi quello che vogliono.”…

              forse siamo più furbi noi che glielo facciamo credere 😀 😀 😀

              ho da poco compiuto 60anni e non ritengo essere uno sprovveduto, certo esistono ancora “uomini” convinti di aumentare il fascino scaldando la VISA e facendo i blagueur ma, me lo si lasci dire, assumendo sempre più i connotati dello sfigato. Tempi moderni… le straniere hanno preso il posto delle italiane in tema di regalie e costose galanterie appartenenti a quel “cavalierato” da tempo in disarmo. Intendo dire, linguaggio terricolo, che sono sempre meno le Italiane avvezze a spolpare, spennare il pirla di turno sbattendo le ciglia (meglio un avvocato coi controcazzi), nel mentre sono sempre più numerose le straniere che considerano gli Italici ometti bancomat attivi h24 sensibili alle smancerie. Il tutto è la conseguenza di un processo evolutivo e culturale che viaggia a velocità diverse, le donne moderne, Europee, evolute, acculturate, hanno rinunciato alle pellicce e si stanno progressivamente staccando dai costosissimi gioielli tanto in voga negli anni andati, meglio attici, auto costose e cospicui vitalizi.. Per contro abbiamo un ritorno a vecchie abitudini caldeggiato dalle straniere, straniere che comunque per varie ragioni, anche plausibili, viaggiano con passo diverso..

  23. Mai sentito parlare, ma forse manco mai visti. Curioso avere un accessorio che parli del proprio umore, poi è da vedere chi è che lo userà per esprimere veramente il suo stato d’animo, e chi utilizzerà quell’accessorio soltanto per richiamare attenzione, non perché voglia veramente descrivere lo stato attuale di quella determinata persona.

    • riflessione giusta e condivisibile ma questo è un dubbio estendibile un po’ a tutte le cose, anche i SUV 4X4 nascono per inerpicarsi lungo irti e tortuosi sentieri ma le giovani mogliettine di uomini benestanti, tante, li usano per portare i bambini a scuola e andare dall’estetista. Comunque esiste da oltre 40anni e il fatto che tu ne ignorassi l’esistenza conferma il suo essere prodotto di “nicchia”.

  24. Perché per indole non seguo le mode e le tendenze. Se mi piace una cosa la faccio mia, altrimenti la ignoro, indipendentemente dal fatto che sia il must del momento o che abbia un significato particolare. Non ho bisogno di un braccialetto per dimostrare i miei stati d’animo, lo faccio con lo sguardo, col tono della voce, con i gesti. Personalmente amo i braccialetti, gli anelli pure e li alterno a seconda del l’estro e di ciò che indosso. Ma non credo di mandare segnali.

    • sono assolutamente d’accordo con te, ci conosciamo virtualmente da tempo, sai che non mi fermo mai in superficie, purtroppo mi sono imposto di non scrivere post interminabili e quindi spesso mi tocca “tagliare” pezzi interessanti. Il braccialetto Trollbeads, così come è adesso (aggiornamenti catalogo a parte), nasce nel 1976, se fosse una moda o una tendenza sarebbe sicuramente la più longeva della storia moderna. Condivido anche il tuo NON bisogno di comunicare emozioni ma, evidentemente, molti/e non la pensano come noi, visto il crescente successo (quasi mezzo secolo) dell’articolo in questione, converrai che fenomeni di questo tipo hanno aspetti psicologici e sociologici molto interessanti, sono piccoli ma significativi segnali.

        • non è necessario conoscerti, hai un blog di matrice intimista che aggiorni frequentemente postando i tuoi stati d’animo, bene, se hai letto il post, non ti sarà sfuggito che il braccialetto Trollbeads è stato inventato proprio per comunicare stati d’animo, umori, ecc. ecc. Ecco perché la tua affermazione mi ha stupito 😉 🙂

          • Sì, avevo capito che intendevi come hai scritto nel commento, è che proprio io non sopporto portare neanche l’orologio al polso e il mio stato d’animo credimi si vede benissimo anche senza braccialetto 🙂

            • qui credo di capirti, anche io non sopporto braccialetti e orologi, spero tu possa postare stati d’animo positivi, almeno che siano superiori a quelli negativi 😉 poi, è notorio, la vita è una montagna russa che se ti becca a stomaco pieno ti devasta l’umore e non solo quello 😉 🙂

  25. ciao TADS,
    ho letto con interesse i vari interventi, e quello che mi salta all’occhio è la critica verso la scelta del modo di esprimere emozioni indossando pietre preziose che racchiudono in loro una simbologia ben definita. i simboli hanno sempre fatto parte della vita dell’uomo da tempi jurassici e, quindi, presenti nel dna mentale umano.
    rilevato ciò, sono del parere che sia bello poter scegliere come esteriorizzare i propri stati d’animo interiori e la propria appartenenza ad un modo di essere all’interno di un codice cifrato.
    c’è chi lo fa con questi gioielli, chi con tatuaggi e chi… scrivendo, aprendo dei blog dove poter esprime il proprio sé.
    sì, insomma, non ci vedo grande differenza di fondo fra
    un blog intimista che viene lanciato nella rete per raccontare le proprie emozioni per un bisogno personale e
    indossare un gioiello per raccontare simbolicamente una parte di se stessi.
    ognuno sceglie il modo che gli è più congeniale per dissetare la voglia di comunicare il proprio interiore e, penso, anche per affermare una parte del proprio essere che è difficile rivelare nelle azioni quotidiane.
    fatto questo paragone, chiudo la mia osservazione dicendoti che, anche se io non ne faccio uso e l’idea non mi attrae, non ritengo assolutamente discutibile la scelta di chi desidera portare braccialetti “parlanti”..

    -Elle

    • sono totalmente d’accordo con te, personalmente non sento e non ho mai sentito l’esigenza di condividere pubblicamente, ancor meno se sconosciuti, emozioni, esperienze e aneddotica che riguardano la mia vita, tuttavia ben me ne guardo dal giudicare chi queste esigenze le ha e magari pure pressanti. Da quando internet è diventato un “componente della famiglia”, le tesi elaborate da psicologi e sedicenti tali sulla utilità/efficacia di confidarsi senza remore nella immensa piazza della rete, si sprecano. Se qualcuno trae beneficio faccia pure ma dubito possano tornare veramente utili virtuali pacche sulle spalle o le fruste frasi di circostanza, spesso a metà tra il pietismo e l’incoraggiamento, per non tirar fuori la solidarietà. Il braccialetto Trollbeads credo nasca per agire, comunicare, su territori diversi, in ogni caso lancia messaggi criptati è già questa credo sia una sostanziale differenza, anche se comunque, in linea di principio, la direttrice è la stessa.

  26. Mi convince e mi piace questa analisi E’ questa deriva “social” che non mi piace affatto: tendiamo sempre più a volerci affermare a livello di immagine, senza investire sull’essere. Non vorrei apparire filosofo o bacchettone, ma il mondo del ‘like’ del ‘selfie’ e anche del braccialetto ‘parlante’ lo trovo di una superficialità emotiva imbarazzante. Siamo tutti satelliti, ma cerchiamo di affermare il nostro eliocentrismo tramite foto e commenti scemi, pallide soddisfazioni di fronte ad un mondo che probabilmente non sa più offrirci la risposta alle nostre esigenze.

    Questo era un tema a me ancora ignoto e affrontato con un linguaggio ispirato.

    • come ho già scritto, questo mondo non ci dà più risposte perché sono finite le domande intelligenti, il vero naufragio sta nell’aver perduto gli equilibri tra forma e sostanza, essere e apparire. in fondo, quando scarseggia la sostanza si punta tutto sulla forma. Ti ringrazio per gli apprezzamenti, solo una domanda, hai scritto: “Non vorrei apparire filosofo o bacchettone”… sei un maschio che si firma Marzia??? niente da opinare, solo una curiosità.

  27. Ciao tulliooooooo! Che bello entrare dopo due mesi, venire a sbirciare da te e trovare un nuovo spunto di riflessione… un nuovo post…
    Solo che io non li conosco questi bracciali…. l’idea di fondo sembra anche carina e originale… magari se si arriva a fare come si fa sui social 😱😱
    Pero trovo anche stimolante costruirseli momento dopo momento quando lo senti e se lo senti!!!/bacioooi

    • ciao Aleeeeeeeeee!!!
      quando fa caldo non scrivo 😀 , non conoscevi il braccialetto ma hai centrato in pieno lo spirito che lo caratterizza, proprio arrivare a fare come i social magari no, i messaggi lanciati dai beads sono criptati.
      passato bene le vacanze???

  28. …e pensare che non ne conoscevo nemmeno l’esistenza!! Anzi pensavo che il precursore di questi gingillini fosse Pandora!! 😂
    Ma perché i tuoi articoli non mi escono più in bacheca?? 🤔

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