che mestiere fai? faccio l’antipatico…

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Di fronte a un simile scempio vorremmo tutti essere affetti da prosopagnosia, siamo nell’era dello Sgarbismo 2.0, la povertà endemica, un lungo zembo che mira al localismo espressivo fatto contrasto emozionale per inerpicarsi sui sentieri dell’antinomica concettuale. I simulacri dell’antipatia godono di trascorsi storici, un linguaggio idiomatico personalizzato di datata memoria, niente di nuovo.

Per diventare figure assertive (in teoria) urge calarsi nelle lande del finto sgurz, una contraddittoria scuola di pensiero rigorista che disconosce qualsivoglia indulgenza, in realtà ci troviamo di fronte a un celeberrimo concetto Mussoliniano: “che ne parlino bene o che ne parlino male, l’importante è che ne parlino”.

Siamo giunti alla elaborazione della sinestesia mediatica, praticamente una osmosi, un continuo esacerbare pagano, l’ara del Dio audience non ha rivali.

Se non riesci a entrare nel gineceo della gradevolezza punta dritto su quello della sgradevolezza, forse potrai godere di una inaspettata e favorevole dicotomia.

Quando Maurizio Costanzo lanciò lo Sgarbismo, sicuramente ignorava l’ancillare deriva, sì, lo Sgarbismo 2.0 è fatto di ancelle in gonnella e pantaloni, l’irritazione, lo smottamento emotivo negativo calamita le masse più dello stereotipato pietismo.

Nelle giornate uggiose o plumbee siamo soliti uscire con l’ombrello, un ombrello che non osiamo aprire di fronte a individui che hanno trasformato in fonte di reddito il marketing mediatico negativo. Una catarsi al contrario.

Chiudo in termini terricoli… se sono coglioni quelli che amano i simpatici, quanto lo sono quelli che si sentono rappresentati dagli antipatici??? Rivalsa??? Pochezza interiore??? Acidità di stomaco??? Magari semplicemente meschinità??? Forse siamo tutti in attesa di agognata disambiguazione!!!

“quod placuit principi, habet vigorem legis”… ammesso che il Principe sia un canale di comunicazione.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

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209 thoughts on “che mestiere fai? faccio l’antipatico…

  1. Non so. Sarò pure cogliona ma io preferisco i simpatici agli antipatici. Almeno mi fanno sorridere e ai tempi di oggi è meglio. Comunque Tads urge sempre spiegazione della frase. Devi perdonarmi: so romana 🙂

  2. Ti diro’…
    Sono dei geni se facendo gli stronzi così riescono pure a farsi pagare profumatamente..
    Io di solito cambio canale 😉

  3. Investiamo il principe dell’autorità di legiferare ma sempre in nome del popolo… 😉 Ulpiano a parte, il mio personale deficit percettivo è volontario e consiste nel non ascoltare proprio. Non sopporto e non mi sento rappesentata dal principe. 😉
    Caro Tads, io vedo un generale impoverimento mentale, sul serio, e mi chiedo perché per essere credibili si debba sempre e costantemente polemizzare, sbraitare, porsi in antitesi verbalmente violenta. Vedo e sento individui che agiscono e parlano per reazione, manca la volontà di essere propositivi a mio avviso perché sono assenti le idee. È molto più facile costruire argomentazioni partendo da un concetto già strutturato e capovolgerlo che crearne uno ex novo.
    Pare che avere un’opinione oggi coincida sempre con la demolizione. Ecco, invece io vorrei essere banalmente costruttiva e circondarmi di persone positive e concrete.

    • non ho mai nutrito dubbi sui tuoi nobili intenti, la penso esattamente come te, purtroppo viviamo in una era mediatica fatta di pantomime e finte guerre, astruse polemiche e insulti. Sei una donna intellettualmente raffinata, sicuramente non ti sarà sfuggito il linguaggio forbitamente provocatorio che ho adottato per scrivere questo post. Sono cose che penso seriamente ma le ho espresse prendendo in giro certi personaggi che si piazzano sul trono del giudizio senza averne i mezzi. 😉

      scusa, ogni tanto mi concedo certi vezzi 😉 😉 😉

  4. L’antipatica Lucarelli era una blogger ed e’ diventata nota per le presenze in programmi come quello di Costanzo con il ruolo di “opinionista” , pensa che ha scritto anche dei libri, mah, che dire Tads, io penso che sono furbetti gli antipatici, vengono pagati per questa caratteristica! Un abbraccio grande a te, buona serata, 😉

  5. Bella disamina. Il “cattivo a comando” è d’obbligo ormai in qualsiasi trasmissione. Fa parte dello spettacolo che deve continuare, come una volta il comico prima della soubrette. Se c’è Sgarbi o uno dei suoi emuli uno si aspetta il litigio – quale che sia l’argomento, commento dell’arte leonardesca o delle scorregge del grandefratellovip – e se per assurdo non ci fosse, urlato e condito da vilipendi, lo spettatore resterebbe molto deluso. Domandandosi, cambiando canale, perché mai ha pagato il canone o si è sorbito tutta quella pubblicità a vuoto.

    • ciao egregio,
      hai scritto:
      “come una volta il comico prima della soubrette. ”

      esatto, siamo all’avanspettacolo fatto plot, essenza, scena madre, cardine immancabile… ma tanto, se cambi canale, non noti la differenza.

  6. Vecchio mio….mi sembra che usi un aulico linguaggio per non mannareaffanculo certa gente che ha fatto dell’antipatia la propria ragione di vita (e di guadagno). Volendo effettuare una personalissima analisi sociale degli “antipatici”, ritengo che sia gente che cavalchi un sentimento molto in voga in questa sventurata Italietta. “Attacco il potere e…ndo cojo cojo”. Certo che alcune vittime (mi riferisco a Sgarbi) meritano offese ed improperi e se c’è qualcuno disposto a beccarsi querele a raffica è una sua scelta. Credo che non capiscano che, comportandosi in questa maniera, si pongono allo stesso livello di coloro che attaccano e ciò non è cosa buona e giusta… Personalmente mi godo lo spettacolo con un sorriso sulle labbra ed una birra in mano, moderno Nerone in tribuna al Colosseo…sbranatevi e andate tutti aff…. 😉

    • ahahahahah…
      caro Gigi, è proprio la moderna Arena di Nerone solo che il pollice lo usiamo per cambiare canale ma non la sostanza 😀 😀 😀

      come ho scritto a Primula, il linguaggio usato nel post è una presa per il culo, comunque è perfetto e penso che nessuno dei personaggi in questione possa reggere botta, se c’è da giocarsela su questo fronte con me si fanno male, non è un vanto, credimi, io cerco sempre di esprimermi in modo elementare ma se mi scassano la minchia… inizio a sparare post in latino e in greco 😀 😀 😀

      • Sai che il “paraculamento” scrittoreo del tuo post traspariva abbastanza chiaramente? ho iniziato a leggerlo, dopo un pò ho smesso, mi sono preparato un negroni e l’ho riletto…ed ecco che il suo significato mi è apparso come la luce a Paolo di Tarso (pure in rima) ehehehe

          • 🙂 amico mio, certo adesso non esagero, ma il mio fegato è il mio migliore amico, stando all’analisi delle ultime transaminasi regolari…se il medico sapesse cosa mi sono buttato giù in 54 anni (specialmente in vacanze in gioventù), attraverso lo studio del mio fegato misteriosamente sano, sono certo che vincerebbe il nobel per la medicina…ahahahah

  7. Sgarbi lo adoro quando fa il critico d’arte.
    Quando fa il critico e basta e per criticare ha bisogno di ripetere in loop e per 20 volte la parola “capra” non lo trovo antipatico. Lo trovo noioso.
    (Che anche la mia antipatia se la devono meritare! 😊)

    • non hai mica torto, Sgarbi l’ho conosciuto di persona, nel reale è diverso ma neanche tanto, è talmente entrato nel ruolo che te lo raccomando…
      non avesse avuto la capacità di incantare nel suo “spiegare” i quadri, Costanzo non se lo sarebbe mai filato.

      • mi associo nel giudizio dello sgarbi “critico d’arte” ricordo che da piccolo rimanevo incollato ad ascoltare le sue spiegazioni sui quadri… massima stima quando svolge la sua, giusta, professione…

          • ti confesso che l’arte è una delle cose verso la quale mi relaziono con enorme difficoltà, facci enorme fatica a capire quadri e sculture… ciò nonostante rimanevo ammaliato perchè sgarbi oltre a farmi capire qualche cosa mi trasmetteva proprio passione, amore, storia, vita..

            • se non hai una passione innata all’arte ti ci avvicini nella maturità, comunque sì, Sgarbi il suo lavoro di critico lo sa fare bene e in modo coinvolgente

  8. Io penso che esistano diverse ragioni per cui uno spetatore possa “apprezzare” gli…. “opinionisti antipatici”. E ogni spetatore ha la sua.
    Personalmente apprezzo quegli antipatici perchè sono quelli che parlano chiaro, ed è questo parlare chiaro che li fa essere antipatici in questa società finta, piena di attori buonisti e leccaculo (in tv ancora peggio).
    Ma nello stesso tempo il nostro subconscio, il nostro sogno represso di spontaneità e di libertà dalle regole di bon-ton, ce li fa anche apprezzare.

    Poi c’è chi esagera, come Sgarbi che ogni volta che appare in tv è ormai obbligato a fare il suo show. Insomma, a quel punto si capisce che segue un copione.
    Anche Funari ,verso la fine, recitava il suo personaggio…
    Però in linea di principio mi piacciono i Funari, Sgarbi, Maionchi: quelli che in tv parlano come al bar , senza modificarsi per il fatto di essere in tv.
    Anch’io sono un po’ così e qualcuno mi apprezza per questo, mentre altri mi ritengono un maleducato. Molto più spesso sono le stesse persone ad avere entrambe le opinioni su di me, contemporaneamente nonostante siano contrastanti.

    • in linea di massima condivido, post provocatorio a parte, sono uno che guarda sempre alla sostanza, più che alla forma, il problema è che molti di questi “antipatici” non esprimono né l’una né l’altra, sbraitano e opinano tutto solo per mettersi in evidenza. Non penso di essere un papabile candidato al Nobel della simpatia neanche io ma non sono contrattualizzato per sparare cazzate.

      Come giustamente dici, Sgarbi non perde occasione per fare il camallo, eppure quando parla di arte incanta i serpenti, cosa lo spinge a comportarsi in quel modo??? Magari dovesse solo occuparsi del suo settore apparirebbe in TV molto meno, forse…!!!

      • Sicuramente….
        Tuttavia questa tattica secondo me dopo un po’ è controproducente: se uno fa sempre il suo show nevrotico, dai 1 volta, 2, 3, dopo la gente si stufa, soprattutto se non è accompagnato da qualcosa di intelligente.
        Secondo me anche le trasmissioni in cui lui è invitato col palese scopo di fargli fare il “camallo”, perdono di credibilità.

        • leggendoti mi è venuto in mente il processo del lunedì di Biscardi, intendo quello del periodo d’oro, tutti lo criticavano ma ogni puntata faceva il picco d’ascolto, evidentemente esiste, da sempre, uno zoccolo duro di spettatori che ama ste boiate. Come dico sempre, spesso la TV è solo la moderna arena di Nerone.

  9. Che poi io penso la gradevolezza sia anche pericolosa, alle persone non sempre piacciono i gradevoli, a meno che non rientrino in stereotipi popolari, come “il figlio che le mamme vorrebbero avere”, “la mamma d’Italia”, “il nonnino felice”; ma, in genere, al pubblico non credo piaccia chi sembra migliore di loro.

    • è probabile che esista un processo di identificazione, gli “stronzi” in TV cassano gli “stronzi” del quotidiano, sia chiaro che nemmeno io amo il buonismo né i modelli da te citati, tuttavia credo che non tutti questi personaggi possano permettersi di fare gli antipatici.

      • vediamo se riesco a spiegarmi… forse sono (per la mia esperienza diretta) troppo legato al lavoro legato ad aspetti “produttivi”, al lavoro come mezzo per creare qualcosa.. come elemento per valutare capacità/conoscenze/competenze che vengono messe al servizio di qualcosa o qualcuno…. in questo senso ho l’impressione che si stia perdendo un pò il fine… ci sono diverse persone che vivono il loro lavoro come un modo per trascorrere il tempo senza un obiettivo “finale” per la loro “opera”.. non so se riesco a spiegarmi.. ma il critico in tv che “critica” qualcosa a qualcuno che lui non è in grado di fare, di capire, di conoscere è un pò come il ragazzo che seduto sulla panchina che “sputtana” il compagno di classe per come è vestito… (non so se ho reso l’idea)

    • in linea teorica sì, se ti riferisci ai grandi filosofi, purtroppo noi viviamo nell’era dello share, smaltiti i casi umani, esaurita la creatività da intrattenimento, cestinata la cultura… non rimane altro che la provocazione

      spesso pure io vado controcorrente ma lo faccio, cerco di farlo, in modo oggettivo, non amo i falsi miti ma non affronto i mulini a vento lancia in resta

  10. Molto divertente questo tuo post anche se per capirlo appieno ho dovuto usare il vocabolario Treccani, tante le parole e le espressioni che non conoscevo e che ora, grazie a te, entreranno nel mio disquisire quotidiano…
    Ciò detto, tutte quelle persone antipatiche lo fanno per copione anche perché, così facendo, le invitano nei talk e le pagano profumatamente. Chiamali fessi! Hanno trovato l’America qui da noi.
    Ciao Tads

    • ciao Nicola,
      hai perfettamente ragione, penso anche io recitino un copione, se non tutti alcuni sicuramente, una volta si diceva: “che se deve fa per campà” 😉 😀

  11. Scusa Tads, ma perché hai usato una prosa così forbita e colta?? Abbi pietà di quelli un po’ terra terra come me! Vuoi forse fare l’antipatico anche tu?? 🙂 🙂

    • ahahahahahah…
      ciao Remigio, assolutamente no, come ho già scritto a qualcuno, questo è un post provocatorio, ho ritenuto opportuno usare un certo linguaggio per meglio rafforzare il concetto 😀 😀 😀

  12. Caro Tads trovo che oggi con la tv che abbiamo stiamo messi proprio male. Detesto tutti i programmi dove giurie composte da ”arguti” personaggi danno voti a chi si esibisce in balli, ( si fa per dire ), o cantando o chissà che altro ancora. Così come detesto quelle trasmissioni dove si urla per avere ragione per forza. Le foto da te postate la dicono lunga sugli antipatici che circolano. Eppure a malincuore debbo un attimo dire che tra i tanti, quello che personalmente trovo meno antipatico è proprio Sgarbi. Forse perché in definitiva è quello che con le sue filippiche a volte ci azzecca. Chissà, vai a capire. Forse perché lo reputo il più grande critico d’arte che abbiamo, e non voglio metterlo da parte. Ripeto, chissà. Per il resto cala un velo pietoso su tutti. Del resto basta spegnere la tv o cambiare canale o leggere un buon libro , insomma ignorarli. Almeno potremo dire di aver contribuito a tenere basso lo share. Notte con un abbraccio caro Tads. Isabella

    • ciao Isabella,
      mettere Sgarbi tra gli “antipatici” credo sia un atto dovuto, in fondo è il capostipite della categoria, anche se sicuramente l’unico che possa permetterselo alla grande.
      Sai, nell’era della austerità anche in tv si raschia il barile ma nell’elenco non ci sono solo personaggi del piccolo schermo, è una moda che investe tutti i settori

  13. Grande Tads! Un applauso per il linguaggio usato in risposta all’argomento trattato. (Però ora spiegami che è lo sgruz).
    Fare l’antipatico/a nel quotidiano non è difficile, a me risulta facile quando lo voglio 8) 😛
    In tv ciò che fa pensare è il successo degli antipatici che sono popolari non già benché antipatici, bensì proprio perché antipatici. Forse è perchè riescono a ostentare una sicurezza, una spregiudicatezza che vorremmo avere anche noi. Probabilmente gliela invidiamo (segretamente) e li detestiamo, continuando a guardarli.
    Nel collage che hai messo mancano i miei due antipatici, la Barbara D’urso (che non accetto più di guardare nemmeno sotto tortura) e Gene Gnocchi che mi sta antipatico da quando l’ho conosciuto personalmente, al contrario di Sgarbi, divenutomi simpatico dopo un paio di incontri in occasione delle presentazioni dei suoi libri. Per assurdo il problema di Sgarbi, che ho sempre apprezzato come critico d’arte nelle trasmissioni in tv, sono proprio i suoi libri, che non riesco mai a finire di leggere. Strana questa cosa: si può essere tanto affabulatori a voce e tanto prolissi e spenti con la penna?

    • grazie Marirò,
      lo sgruz o sgrunz è qualcosa di indefinibile ma c’è, come diceva Riondino, un flash che ti prende o una cosa che ti capita

      l’elenco potrebbe essere molto più lungo ma ho cercato di fare una teorica distinzione tra gli antipatici naturali e gli antipatici per contratto 😀

      Molto interessante il tuo ultimo passaggio, sono molti i personaggi che non riescono a dare una continuità espressiva tra il parlare e lo scrivere, alcuni parlano bene ma scrivono male, altri fanno il contrario. Mi sono sempre domandato anche io da cosa dipenda.

  14. Io, più che se uno è stronzo o meno, giudico quello che dice, se condivido i suoi pensieri.
    Esempio: quello che dice sgarbi non lo reputo interessante, se non parla d’arte, e ho notato che in questo periodo mette becco su ogni argomento, mentre a me la Lucarelli piace molto (ora scatterà il tuo insulto 😂). Comunque quelli simpatici a tutti a me non mi sono mai tanto piaciuti… sarà che io piaccio a tutti 😂😂😂

    • tranquilla, non insulto nessuno, se non sono costretto 😀 😀 😀

      non penso sia un problema di condividere o meno l’altrui pensiero, quando una persona dice una cosa giusta o condivisibile, il livello di simpatia o antipatia è irrilevante.

      In questo articolo “simpaticamente” provocatorio mi domando, neanche tanto velatamente, dove nasca questo boom degli antipatici mediatici, sono numericamente in aumento e ciò vuol dire che fanno share. Evidentemente la scelta di porsi in modo irritante paga.

  15. Metto subito il like, perche poi per la foga di commentare mi dimentico come per lo scorso post… ora ti leggo, tanto sei una garanzia, quindi non rimangeró il like!

  16. Ma anfatti… è che andare controcorrente e fare polemica pare che attira di piu… o cosi credono… forse.non hanno capito che non è piu una novita o appunto un controcorrente…
    Secondo me ora fa.piu scalpore il buono, che non polemizza e fa il simpatico… 😂😂
    Oggi post corto…!!! Visto che ho ffatto bene al like preventivo?!
    Cmq io come al solito in ritardo.. avete gia detto voi… quindi?
    Famose na partita a briscola, va!

  17. Sai Tads io non credo che essere antipatici sia un segno di forza di superiorità di protagonismo di valore insomma a prescindere dal contenuto più o meno valido dei suoi discorsi.A costo di sembrare naïf io credo fermamente che gentilezza forza di pacata persuasione umile ironia siano valori nella comunicazione . Questa forma di comunicazione aggressiva mi fa schifo Tads .pensa che io ritengo Sgarbi un critico D arte straordinariamente preparato.ma lo ascolto solo quando fa il suo mestiere…per il resto lo detesto cordialmente .

    • da quel che leggo ho la sensazione che la tua riflessione su Sgarbi sia la più diffusa, certo c’è una bella differenza, oggettivamente, tra quando parla d’arte e quando urla “capra, capra, capra…” 😀

      Cara Ariel, noi scopiazziamo da sempre i modelli tv Americani, sono loro che hanno inventato gli “antipatici”, noi, da bravi importatori del becerume made in USA, non potevamo certo ignorare la cosa 😀

  18. Ciao Tullio.
    Secondo me ci sono 2 tipi di “antipatici”. Quelli che possono permettersi di esserlo , e quelli che invece dovrebbero vergognarsi.
    I primi sono arroganti, ma godono anche di una certa autorevolezza, perché possessori di una cultura che li pone comunque ad un livello più alto. Tra questi inserisco Sgarbi. Intelligentissimo ma antipatico.
    Poi ci sono gli arroganti ed antipatici senza motivo. Gente povera di spirito che solo atraverso l’asprezza caratteriale riesce ad attirare attenzioni. Tra essi molti politici.
    Preferisco di gran lunga i primi.

    • ciao Egregio,
      pienamente d’accordo con la tua riflessione, quelli acculturati e preparati dicono cose sensate, gli altri sparano cazzate provocatorie. Dici bene, sono esplosi anche nella politica, soprattutto recentemente, a volte sembra facciano corsi di formazione per diventare antipatici.

  19. Caro Tads, a questo giro ti ho letto con il vocabolario d’italiano aperto alla mia destra perché ti sei superato. Il 25% delle parole da te utilizzate erano a me letteralmente sconosciute😉 Tornando alla sola tematica sarò sintetica: gli stronzi mi stanno sulle palle, come gli antipatici a prescindere😱

  20. ‘spetta che prendo la Treccani per decifrare questo tuo articolo;
    i tempi saranno lunghi e sofferti 🙂
    quindi, nell’attesa, approfitto per segnalarti un refuso al rigo 15°
    e soprattutto per lasciarti un saluto..

    L

  21. Lo Sgarbismo è moda e tu sei un Grande che conia termini così esplicativi. Più si urla, più si sbandiera il turpiloquio e più si accende l’interesse. Trasmissioni sceneggiate che farebbero impallidire le piazzate pubbliche, questo è il modello che offriamo a chi dovremmo educare. La società va a rotoli per diversi motivi, oltre alla corruzione, allo sfruttamento e all’illegalità, l’ineducazione e la mancanza di rispetto completano la lista dei valori persi.
    Che dire, chapeau!
    un affettuoso saluto
    annamaria

    • penso anche io faccia tutto parte di una diabolica pianificazione, l’obiettivo è livellare verso il basso le masse per meglio gestirle, una droga psicologica.

      un abbraccio 😉

  22. La TV urlata dove essere antipatici fa audience é purtroppo dilagante e quindi c’è da chiedersi chi ama guardare questi programmi…visto che indubbiamente sono seguiti…
    Sgarbi quando parla d’arte mi incanta ma quando urla lo strangolerei!😬😬😬
    Buona serata!

    • condivido totalmente, a volte mi chiedo cosa abbia spinto Sgarbi a intraprendere certi percorsi, secondo me non ne aveva bisogno

      buona serata anche a te Mariella

  23. Non so risponderti 🙂 Spero sia perché li si trova così ridicoli da diventare divertenti. Altre spiegazioni spero non siano vere 😉
    In generale dico sempre che il livello della nostra televisione rappresenta, purtroppo, quello del popolo: se girano certi programmi è perché evidentemente fanno buona audience. E su questo, hai ragione, dovremmo riflettere molto.
    Ricordo un film di venti e più anni fa: Il declino dell’impero americano. Più che altro mi piace il titolo: più adatto che mai alla nostra società occidentale.
    http://www.wolfghost.com

    • sinceramente sulla tua riflessione nutro qualche dubbio, è vero che 45anni fa Mike Buongiorno faceva 30milioni di spettatori nella sua educata sintesi televisiva, certo c’erano solo i canali Rai ma non tutti avevano la Tv. Penso che l’attuale spartizione degli ascolti, direi frammentazione, non paghi in qualità, sotto questo punto di vista non incolperei l’utenza. Insomma, se sparano merda h24 su ogni canale non significa che gli Italiani amino la merda, infatti quando un programma raggiunge i 4/5milioni di spettatori, viene considerato un successo.

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