Hipster, la storica compensazione pilifera…

45277353-caratteri-hipster-sottocultura-retro-acconciatura-volti-barbuti-archivio-fotografico

Hipster” è un datato neologismo made in USA che nel corso degli anni è stato adottato, eretto a totem, laticlavio, insegna, da svariati gruppi di tendenza bisognosi di una temporanea residenza identificativa, uno storico succedersi di metonimie comportamentali tatuate nell’anticonformismo usa e getta. Beat, punk, cabinotti, metal, rockabilly, dark, paninari, emo, yuppy e Dio solo sa cos’altro, sono estranei al “credo” in oggetto. Gli “hipster” rimangono teoricamente inchiodati (dagli anni ’40, quando si dice la coerenza) a un concetto base: essere “alternativi” al sistema, ovviamente fin quando non si finisce col diventare parte integrante del medesimo. Si sa, c’è crisi, quindi una nuova corrente “alternativa” non potrebbe mai non passare attraverso il minimalismo sparagnino in odore di pigrizia: “farsi crescere la barba”.

Sbagliatissimo immaginare gli “hipster” come barbuti sciammannati e smandrappati avvezzi a bazzicare i fetidi vicoli dei quartieri malfamati, niente affatto, il fenomeno ha colpito tutti gli strati sociali e culturali, politici, artisti, imprenditori, pseudointellettuali, scrittori, sportivi (nell’ultima partita contro il Manchester City, Lionel Messi si è presentato in campo con una barba tale da renderlo irriconoscibile) e, superfluo precisarlo, anche il popolino. Non esiste un modello di riferimento, non esistono standard codificati, si può essere “hipster” con una barba alla Gandalf il Grigio ma anche con una barba curata, disegnata e modellata da abili barbieri vintage, lo si è pure con l’incolta barba di qualche giorno. Nel reparto rasoi elettrici dei negozi preposti, se ne trovano di quelli che riportano sulla confezione la scritta: “adatto per effetto barba di 3/4/5 giorni”, quella che negli anni 60/70 veniva etichettata come incuria da pezzenti.

La natura spesso è bizzarra e crudele, non distribuisce il pelo seguendo democratici criteri di uguaglianza, proprio per niente, vi sono uomini che si ritrovano una barba versione Mullah Omar che parte dagli zigomi e arriva fin sotto il colletto della camicia, poi vi sono i “barbasfigati” che hanno sulla faccia un arcipelago di cespuglietti sparsi a macchia di leopardo. E’ notorio, la chirurgia estetica è sempre pronta a lottare contro il destino beffardo e i famigerati inestetismi, infatti risulta sia in crescita esponenziale il numero di giovani Americani “barbalesi” disposti a spendere 8/10.000 Dollari per farsi trapiantare una barba da “hipster”. Per essere trendy bisogna pur affrontare qualche sacrificio economico e supplizio fisico, magari rischiando di diventare una macchietta ecumenica.

Negli anni ’80 divenne celeberrima una porno attrice Tedesca di origini Polacche, tale Teresa Orlowski, la disinibita “Signora” diede un contributo significativo alla moda di depilarsi parzialmente la vagina lasciando solo un ciuffetto sul pube. Sarà un caso ma in quello stesso periodo gli uomini ripescarono dal baule in soffitta l’obsoleto “pizzetto”, quello dei nostri burberi e autoritari nonni. Nell’era contemporanea le femminucce, soprattutto quelle giovani, tendono a depilarsi, magari definitivamente, tutte le parti intime rendendole glabre, bene, altra coincidenza, nello stesso mentre gli ometti liberano la barba dagli affilati rasoi. Vien da pensare che vi sia una tacita voglia di compensare il tasso pilifero, sempre non si intenda fare i maliziosi.

Il simpatico e bravo comico Antonio Albanese, nei panni di Cetto Laqualunque amava promettere a gran voce: “più pilu per tutti”, è forte la sensazione che sia stato male interpretato dagli “hipster”, il “pilu” da lui menzionato era di tutt’altra natura. Molti non sanno che le tendenze e le mode, da tanti anni, non sono più “proposte” bensì “risposte”, attraverso indagini di mercato si analizzano esigenze per poi soddisfarle creando linee guida da seguire. Mi risulta vi sia un detto fatto bibbia: “ogni volta che un uomo si taglia un pelo perde un pezzo di appeal (restyling del vecchio: “uomo peloso uomo virtuoso”)”, difficile stabilire la veridicità dell’affermazione ma probabilmente ciò nasce da una stimolante percentuale di donne che amano gli uomini pelosi/barbuti. Nel caso così fosse realmente, ci toccherebbe rilevare l’assoluta ignoranza estetica dei maschi che si sottopongono a cerette e depilazioni.

Tullio Antimo da Scruovolo

Annunci

176 thoughts on “Hipster, la storica compensazione pilifera…

  1. Io sono per le cosa naturali direi selvaggi 😀 scherzi a parte.. dipenda dal uomo e dalla donna quanto pelo po indossare e mostrare.. i gusti sono variabile, la moda si ripete sempre con piccole variazioni..

    Lui non e bello e nemmeno bruto…. un uomo dai nostri tempi 😉

    hai visto mi e arrivato la notifica buona serata caro Tads

  2. Ciao Tullio.
    Anche la mia barba è disomogenea, per cui non potrò mai assomigliare al Mullah Omar. Purtuttavia sono possessore di rasoio elettrico “par barbe di 3/4/5 giorni”, per dare comunque una regola alla barba che altrimenti crescerebbe in modo disordinato.
    Riguardo il glabro femminile: mi dicono dalla regia che ora va di moda anche il glabro maschile.

    • ciao carissimo, ti confesso che ultimamente anche io ho una certa pigrizia in merito, una volta mi radevo regolarmente, adesso solo quando lo trovo necessario, quel rasoio ce l’ho pure io, in effetti funziona 😉

      glabro maschile? fossi donna mi metterei a ridere al cospetto di un uomo totalmente depilato con tanto di barba alla Mullah Omar 😀 😀 😀

      • Su questo non ho dubbi. Se un uomo fosse villosissimo (anche torace e schiena, per dirsi) presentandosi con il pube liscio sarebbe davvero ridicolo (mia opinione, sia chiaro).
        Diverso forse per chi non è molto villoso, e dunque potrebbe permettersi un look intimo meno pilifero.

        Ad ogni modo, l’ascella depilata maschile è più in voga di quello che si crede, moltissimi sportivi seguono questa moda e non solo loro.

        • lasciami fare una riflessione pseudo seria, se un uomo è spelacchiato, probabilmente depilandosi diventa più gradevole da guardare, essere glabri è comunque meglio di una peluria distribuita a muzzo.

          Sì, sono al corrente del fatto che molti maschi, sportivi e non, abbiano iniziato a depilarsi le ascelle, non so che dire… de gustibus…!!!

  3. Gli hipster ci hanno rubato (a noi metallari) il gusto di essere luridi e sudici. Adesso siamo accettati, standardizzati… ci hanno tolto il privilegio di essere outsider.
    Questo non glielo perdonerò mai.
    Per strada mi dicono: sei hipster.
    Un tempo mi dicevano: sei un lurido metallaro.
    Il tempo passa e non me ne faccio una ragione.

    • ciao Zeus, felice di rivederti da queste parti,
      non sapevo fossi metallaro, comunque gli hipster non sono, come dici tu, luridi e sudici, ve ne sono pure di incravattati, credo che il senso attuale del termine sia stato ristretto semplicemente al fattore barba.
      Come ho scritto vi sono uomini di successo e potere che hanno abbracciato la tendenza

      • Ehh, a volte commento, a volte leggo… sono errante.
        Sono metallaro, anche se per lavoro devo contenere alcuni aspetti dell’essere. Gli hipster sono iper-tirati, vestiti all’ultima moda e con tecnologia all’ultimo grido… il problema è che, la barba, è stata sdoganata e diventata una cosa “naturale” e “di trend”.
        Sono passati i tempi, questo è sicuro.
        Gli uomini di successo che abbracciano il trend è unicamente per… trend. Smetteranno di essere hipster nel momento stesso in cui cambierà bandiera la modalità barba-vestito elegante.

        • tranquillo, il bello della blogsfera sta proprio nel non creare obblighi 😉

          verissimo, sono tendenze effimere perché non frutto di un orientamento culturale, quando passeranno di moda gli hipster trendy, i barbieri stapperanno bocce di spumante 😀

          • Secondo me ci sarà lutto nazionale sai? Avere una barba lunga (e curata) significa visitare il tetro barbiere spesso e volentieri, se no sembri l’ultimo Re degli Orchi per strada.
            Come dici te: tendenze effimere e non supportate da una convinzione vera. Se c’è convinzione, passa tutto… tutto è superficiale.

            • più che di convinzione parlerei di sub cultura, nella accezione positiva del termine, ad esempio i metallari sono comunque agganciati a una espressione musicale, gli hipster non sono agganciati a niente se non a una forma estetica, per questo presto saranno destinati a essere sostituiti con altre tendenze

              • Ho letto che gli hispter, quelli veri, erano legati alla cultura del Village (USA)… adesso sono stati esportati in Europa e, come tutte le esportazioni, perde radici e senso.

                    • diciamo che hanno anche un valore storico, gli hipster “originali” hanno creato il primo movimento di tendenza dei tempi moderni, nati addirittura venti anni prima della beat generation degli anni ’60. Forse la definizione attuale è solo una scopiazzatura dovuta a carenza di fantasia

                    • Concordo sulla carenza di fantasia. Cercano di essere alternativi (come hai detto) rimanendo ben bene dentro la grande pancia del conformismo… metti te che poi diventino alternativi davvero e ci siano problemi di popolarità.
                      Il problema è che non è più una questione di tendenza, di creare un trend perciò, ma unicamente di scopiazzare e di riprendere quello che, un tempo, andava bene.

  4. Ops.dicevo
    Sn maschi con la barba
    Poi che un uomo si depili ascelle amichetto e divida il monosopraccoglio nn mi turba anzi…
    Basta che nn diventi piu’ glabro di me…o piu’ selvatico di me direi che un compromesso pilifero ci sta’ 😆😆😆

  5. La barba ha il suo fascino. Non dico quella hypster che mi fa impressione (direi un pò schifo) quanto piuttosto quel pelo ben trattato che rende tanto affascinante una persona. Gli sbarbatelli, almeno per me, andavano di moda al liceo, ma all’università non era solito vedere ragazzi con ogni tipo di barba.
    Un ragazzo, ad esempio, aveva deciso di non radersi fino al giorno della laurea. La sua decisione fu presa il primo giorno del primo mese del primo anno di corso e, a conclusione della magistrale, aveva una barba che sembrava un matusa (che poi la modellò con i dred è un’altro discorso).
    Un’altro invece optò per assomigliare ad Eddy Guerrero (bon’anima del wrestlyng) e l’aspetto selvaggio che aveva lo faceva somigliare molto al Che (da sottolineare che il ragazzo era fascista).
    Meglio la barba di un uomo che i baffi di una donna, avrei voluto postarti una foto che vidi anni fa su una nota rivista scientifica (non riesco a trovarla, peccato), ma all’uopo ti lascio questa:

  6. bisognerebbe studiarti a livello freudiano, perché parli degli hipster e poi vai sempre a finire sulla decorazione della “patata”, facendo pure le sovrapposizioni e le dovute differenze, nonché le paragonabili associazioni fra lo stile uomo e l’estetica della donna: barba, pìlu, pizzzetto… La verità è che la vecchia generazione idealizzava il pube come la nascosta idea di un consolatorio arrivo visivo dove il resto era vietato: il tutto attraverso la fantasia, mentre la nova generazione ha finalmente sdoganato i genitali femminili, non soltanto come la raffigurazione della bellezza, ma come parte integrante di un’esigenza sessuale nella sua integrante normalità: il nostro corpo, comprese le parti intime, come parte di noi, senza i soliti tabù imposti dai bacchettoni delle religioni. Il concetto di “peccato”, ha fatto più danni all’umanità di qualsiasi guerra sparsa fra i secoli. Ma veniamo alle nostre barbe: è vero, negli anni ’60 (o prima ancora) la barba incolta o i capelli lunghi erano un sinonimo di “ribellione”, che però ci azzeccava, perché leggendo, tanto per fare un esempio, il favoloso calciatore Gigi Meroni, non era convocato in nazionale proprio perché portava i capelli lunghi. Poi come sempre la società ingloba ogni movimento facendolo diventare parte di se stessa, e forse, proprio per questo, ne rinasce uno successivo per “urlare” di nuovo: dagli appunto Hipster ai Beat, dagli Hippy ai Punk, dai Dark ai Rasta, dai Metallari ai Rapper… Tanto che ora gli uomini di “pelano” la cocuzza per una moda contraria. Ma devo essere sincero, mi spiace che tutti questi modi di essere non esistano più; si perché ora c’è solo una gran confusione e il concetto di estetica ha preso il sopravvento: che dire, ora ci sono i “depilati”?
    L’estetica della ribellione almeno aveva la finalità di convergere sopra un’immagine la figurazione di una controcultura che, perlomeno, identificava e univa in un gruppo tanti individui, a tal punto che il sistema correva subito ai ripari per inglobare o disgregare. Ora invece è solo moda: cazzo! ci sono riusciti…
    Esiste un libro molto bello intitolato “L’invenzione dei giovani” di Jon Svage, dove si analizza dai fermenti romantici dell’800 fino all’esplosione del rock’n’roll, il rapporto fra le nuove generazioni e il loro impatto sul mondo borghese e di come ogni società abbia cercato sempre di assoggettare o incanalare il suoi pensiero per imporre il suo dominio, perché lasciarsi scappare una “coscienza” è sempre un pericolo vagante. Lo so, sto viaggiando alto, ma se gli americani se la sono tirata perché ritengono di aver inventato i “teenager”, allora cosa dovremmo dire noi: umili persone di che ci radiamo la faccia ogni giorno o ci aggiustiamo la barba per apparire migliori? Al prossimo movimento di opinione l’ardua sentenza.

    • caro barman,

      al tuo posto non perderei tempo ad analizzarmi secondo le concezioni Freudiane, non fosse altro per il mio essere di estrazione Junghiana, non vado a parare da nessuna parte né scrivo post per parlare della “patata”. Ho ritenuto opportuno evidenziare due realtà parallele, cioè che gli hipster “coltivano” il pelo in risposta alla negazione dello stesso da parte delle donne, sociologicamente parlando mi pare uno spunto interessante.

      sul resto… come ho scritto a Liza, dagli anni ’60 a venire ogni decennio è identificabile con corporativismi e appartenenze che non sempre possono essere identificate come termometro sociale. Sono esistite mode vincolate a ribellioni, altre a tendenze musicali, altre ancora ancorate al niente, come gli hipster attuali.

      tempo fa scrissi un post che ti vide tra i commentatori, un post apparentemente ironico che la diceva più lunga del suo apparir leggero:

      https://angolodelpensierosparso.wordpress.com/2013/10/23/con-quellaria-un-po-cosi/

      sinceramente non considero la peluria, rasata o incentivata, un riferimento esistenziale o una rivendicazione capace di creare un gregarismo massificante vecchio stampo. Qui entriamo nel becero territorio in cui si sciacquano i cervelli. I centri estetici devono pur mangiare e le multinazionali dei cosmetici e affini devono fatturare.

      Il bisogno di identificarsi in una scuola di pensiero con relativo look e affini, spesso è frutto di una scarsa autostima e di un inesistente individualismo, ancora di salvezza in una società che tende a raggruppare e gestire. I veri alternativi sono quelli che viaggiano sul proprio binario e con la propria testa, a prescindere dal pelo e dalla barba.

      il movimento hipster è nato in America negli anni ’40, allora il termine teenager aveva altri significati, sicuramente agli inizi è stato un moto di ribellione, credo che gli attuali 80/90enni Americani gradiscano poco l’evoluzione superficiale del loro nobile intento iniziale

      • concordo sui veri alternativi… di conseguenza, se i valori iniziali cambiano radicalmente con il tempo, evidentemente ogni evoluzione è figlia del suo momento e rispecchia la società in cui si vive, nel bene e ne male. Ciò che allora aveva senso, ora non lo ha più, di conseguenza accontentiamoci delle barbe e delle pelate, ed a ognuno il suo…

        • sante parole esimio Barman,
          a me piacerebbe non dover parlare delle distorsioni, ogni movimento nasce sempre da intenti nobili, quanto sarebbe bello constatare il loro NON diventare effimeri o addirittura ignobili. Non generalizzo, stringa la percentuale 😉
          E’ sempre un piacere averti qui.

  7. Il critico d’arte inglese John Ruskin, che non aveva mai visto una donna nuda se non nelle forme di una statua greca, rimase sconvolto nello scoprire la prima notte di nozze che la moglie presentava tra le gambe un rigoglioso pelo pubico. Scappò via in preda al panico e si rifiutò di consumare il matrimonio, perché credeva di aver sposato un mostro. Povero Ruskin, non sapeva quello che si perdeva! Se si fosse sposato oggi, non avrebbe corso questo pericolo, perché si sarebbe trovato al cospetto una donna senza peli: una statua greca. Se proprio devo dirti la verità, caro Tads, anche a me piacciono le statue greche: ma solo al museo 🙂  In altre occasioni, meglio la “moglie di Ruskin”

    • ahahahah… Caro Remigio,
      non puoi immaginare quanto io condivida il tuo pensiero, diciamocelo in chiaro, la fica glabra è oggettivamente deprimente, credo tu sia uomo fatto, come sul dirsi. Ricordi quando da studentelli ci si imboscava in un portone o dietro una fratta per pomiciare? il massimo limite raggiungibile era arrivare a toccare il pelo, una barriera che mandava in visibilio.

      forse ancora non ci conoscevamo virtualmente quando scrissi questo post:

      https://angolodelpensierosparso.wordpress.com/2013/10/23/con-quellaria-un-po-cosi/

      se hai voglia e tempo buttaci un occhio 😉

    • Tedesca di origini Polacche, non so se il “copyright” si suo ma è comunque stata la prima porno attrice a proporre la rasatura parziale
      la penso come te, anche io non vorrei mai una donna più pelosa di me 😀 😀 😀

          • Post fantastico e molto utile, come i commenti fatti dai tuoi lettori… mi fa piacere vedere che lo stile vintage va di moda, ma ammetto (per me stessa) di avere altri gusti. Dettati dalla società, forse, dall’estetica può essere… ma mai da un uomo. Della serie: lo faccio perché piace a me, non per qualcun altro.

            • istintivamente mi verrebbe da dirti che fare le cose per se stessi sia il minimo sindacale, tuttavia credo che l’universo femminile, magari anche inconsciamente, sia particolarmente sensibile a certi dettami, soprattutto in ambiti estetici. Poi, sai, io credo che anche tu, dovessi mai perdere totalmente la testa per uomo, non avresti problemi a soddisfare qualche sua richiesta. La differenza è sostanziale, eseguire ordini non piace a nessuno o quasi, scegliere di appagare desideri è altra roba, insomma, non sarei così categorica. 😉

              • Ma infatti, appagare desideri altrui che ti va di soddisfare è bello e lo farei (l’ho fatto) senza problemi… insomma Amazzonia fitta e boscosa se proprio piace… a me su di me non piace molto 😂😂😕

                • potresti sempre raggiungere un decoroso compresso, un pelo sì, un pelo no, un pelo sì, un pelo no… 😀 😀 😀

                  sul piano pratico non dovresti avere problemi, gli uomini rimasti affezionati alla amazzonia sono prevalentemente over 50

  8. L’uomo senza peli è come Ken senza attribuiti… Pensateci dOnneeee !!!!
    Potrebbe essere un simpatico slogan per il ritorno ad una condizione prestorica dell’uomo .. che fa tanto ROoooaRr !!! 😉

  9. La moda impazza e si adeguano. Personalmente non amo le barbe di ogni genere e quegli strani tipi barbuti m’inquietano. E tu sei troppo bravo nell’esposizione di qualunque argomento.
    Buona serata, alla prossima.
    un carissimo saluto
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      nel post non l’ho scritto per non farla troppo lunga ma, detta in sintesi, credo che in questo periodo storico non sia stata una felice idea rendere trendy la barba da talebano

      un abbraccio

  10. Non taglio la barba dal…. 2008…. da quando una mattina mi svegliai, all’alba dei 40 anni, con una parvenza di peluria omogenia. Ho trascorso una vita da barbasfigato, da bambino credevo di risvegliarmi una mattina dopo i sedici anni con un volto barbuto ed invece mi ritrovo a quasi 50 anni con una barbetta adolescenziale. Però adesso più che Hipster mi chiamano “Er monnezza”…. la barba non fa il monaco… 🙂

    • “Er monnezza”, se non ricordo male, era un personaggio cinematografico interpretato da Tomas Miliam, però quello aveva una barba folta.
      Noi uomini non abbiamo tanti strumenti per migliorare o modificare il nostro aspetto come le donne, possiamo giocarcela proprio solo sulla barba, sui baffi, il pizzetto, le basette, oppure raderci ma niente di più.

      • Non ricordo male? Come sarebbe a dire “Non ricordo male”? E’ come non conoscere Fantozzi!!! Ahahah!!! Mi chiamano anche Serpico… forse è più nel tuo stile…. 🙂
        Tutto questo tanto per dire che appena ho potuto esibire qualcosa ho gettato la lametta… finché non diventerà bianca….

        • allora, Tomas Miliam ha fatto qualche film come “Er monnezza” in cui faceva il delinquente, poi è diventato famosissimo interpretando il maresciallo Giraldi, in pratica ha fatto il salto della quaglia 😀

          la barba bianca ha il suo fascino, anche io, come credo tutti o quasi, qualche volta ho provato a farmela crescere ma non la sopporto, mi dà fastidio, posso stare senza radermi un paio di settimane ma non di più

            • ho visto alcuni di questi suoi film ma non sono un cultore del genere, sbaglio oppure il maresciallo Gilardi prima di fare il poliziotto faceva il delinquente??? o forse era figlio di un ex delinquente??? visto che hai le basi dimmelo tu 😀

              • Non lo so neanch’io… andavo al cinema solo per vedere le sberle che si prendeva Bombolo… ero piccioletto e ridevo per le parolacce… all’epoca non se ne dicevano molte… 🙂

                • vero, Bombolo s’è preso una compilation di schiaffazzi talmente realistici da sembrare veri 😀
                  insomma, “Er monnezza” di parolacce ne diceva ma col personaggio ci stavano bene.

  11. considerato che lassù la cravatta si sta sempre più stringendo e, dato che la mia pazienza è infinita, cercherò di spiegarti che cosa si intende con “barba-finta-incolta” : se scriviamo “barba incolta”, si presuppone che questa sia incolta perché trasandata, non curata. se scriviamo “barba-finta-incolta” è per mettere l’accento su una barba che appare incolta ma che in realtà è frutto di cure particolari per raggiungere tale risultato.
    evidentemente tu non porti la barba (incolta o finta incolta che sia).
    e, comunque, è così bello giocare con le parole! sii più elastico Tads !!
    da parte mia non c’è alcuna intenzione di farti passare per ciò che non sei, e se ti frulla per la mente tale pensiero, forse pecchi di permalosità immotivata. e scusa se son sincera.
    ciao, alla prossima..

    -L

      • scusa,Tads ma mi pare che tu non abbia proprio capito. non è “una barba incolta ma curata da sembrare quasi finta” come hai scritto tu. non è quello che intendo io.
        non appare finta la barba ma, bensì, è una barba (vera) che appare falsamente trasandata, incolta, non curata mentre in realtà non lo è per i motivi già ampiamente spiegati.

        • allora, quello che tu intendevi dire l’ho capito da subito, semplicemente non condivido il come ti sei espressa ma non è una cosa grave da farci una telenovela, insomma, la tua logica è assimilabile ai jeans di Cavalli, strappati come quelli dei pezzenti, “fintamente” da pezzenti ma costosissimi, elegantissimi e trendy.

          • effettivamente, è la prima volta che vengo coinvolta in una discussione.. barbosa.
            ognuno si esprime secondo la propria individualità e guai se non fosse così. se non condividi il mio modo di esprimermi e ti piace metterlo in discussione fai pure. io termino qui e non ti disturbo oltre.
            amen..

            – L

            • non fare la permalosa, questa non è una discussine, è solo uno scambio di battute simpaticamente cavilloso, tu non disturbi mai e qui sei sempre la benvenuta, poi fai come meglio credi.

              • Se mi permetti l’intrusione…. questa volta ti meriti un cartellino rosso! Barba finta incolta si capiva benissimo! Stai solo facendo il Furietto della situazione…ahahahah!!! La lingua italiana sarà anche importate ma il dono della sintesi ogni tanto viene anche gradito… 🙂 Lo so… lo so …parla uno che ci litiga spesso con la propria lingua madre…

  12. ahahah, grande Tads! Quindi ci combattiamo a peli, una taglia e uno allunga 🙂
    Però, barba o non barba, permettimi di dire che “lu pilu” è prerogativa femminile.
    Nel combattimento di Orlando e Rinaldo Nino Martoglio scrisse

    Vidìti quantu po’ ‘n pilu di fimmina!
    Dui palatini, ca su’ du’ pileri,
    per causanza di la bella Angelica
    su’ addivintati du’ nimici fêri.

    non traduco e non vado oltre fuori tema, aggiungo, per esperienza, che una barba curata, non lunga e morbida crea, nel contatto, una deliziosa sensazione.

    • ciao Marirò,
      in tema o fuori tema le pillole di cultura sono sempre beneaccette,
      in effetti è da quando è nato il mondo che ” ‘n pilu de fimmina” trasforma amici in nemici, non solo, sempre per “‘n pilu di fimmina” a Troia successe un casino 😀

      lo sappiamo anche qui al nord che bisogna leggere “lu pilu” al femminile, certe espressioni sono entrate di diritto nel linguaggio corrente 😉

      in effetti molte donne non disdegnano la barba, quella maschile, comunque pare sia molto diffusa anche tra i gay, forse perché sono sempre i primi a cogliere mode e tendenze.

    • rivelazione non direi, è semplicemente un dato statistico, la moda del pizzetto prima e della barba dopo coincide, stranamente, con la progressiva depilazione intima delle donne. La moda arriva ovunque 😀 😀 😀

  13. TADS, ammetto di aver riso un bel po’ quando ho letto dell’islamico forzatamente glabro inguinalmente.
    Tuttavia, questo è un mondo di etichette, e se dovesse andar di moda indossare le scarpe al contrario, stanne pur certo… il marketing troverebbe il giusto termine per favorire la motilità intestinale della nicchia in grado di pensare con la propria testa.
    Io, la barba la porto. Quando facevo il militare, ero costretto a farla quotidianamente. E sono un sostenitore del servizio di leva obbligatorio. Molti stronzi in meno (hipster, shabby chic, radical chic, minchiamoscia e via dicendo). Ma è un altro discorso, questo. Per restare in tema, la barba la porto perché mi vedo più attraente, ma soprattutto perché mi viene l’irritazione sul collo quando mi rado. E brucia. E non voglio che bruci. Tuttavia, la curo: non sarò mai Capitan Findus. Quello del vecchio testimonial, però. Quello nuovo è troppo magro.

    • anche io sono favorevole al servizio militare obbligatorio.
      noi uomini non è che abbiamo tanto spazio e tante alternative estetiche come le donne, più che su capelli e barba non possiamo intervenire. Io non la porto, mi dà fastidio, soprattutto nei mesi caldi.

      • Mica vero caro Tads. Molti uomini sono più fissati delle donne. Basta andare in qualunque profumeria, nel reparto uomini. Lozioni, fondotinta per coprire i brufoli, mascara addirittura e maschere di bellezza. Lo status di “l’ommo ha da puzzà” è passato – per fortuna. Ma si è estremizzato troppo. Ho paura per le prossime generazioni…

        • io parlavo di uomini “normali” Eroe, normali nel senso tradizionale del termine, poi ci sono pure quelli che si cerettano, si fanno le sopracciglia, maschere e via discorrendo, io non giudico, tra l’ommo che addà puzzà e i fighetti da centri di bellezza esiste un giusto equilibrio, credo. Comunque intendevo dire che una donna ha molte più possibilità di cambiare o valorizzare il proprio aspetto estetico, tingersi i capelli, scegliere il make-up, rossetti, ecc. ecc. noi, cremine o non cremine, non possiamo fare più di tanto.

  14. da questo post ho scoperto l’esistenza di rasoi elettrici con effetto 3-4-5 giorni… non ne conoscevo davvero l’esistenza… io ricordavo che potevi scegliere i mm e questo mi sembrava potesse bastare.. personalmente essendo una persona che si annoia spesso di vedere la sua faccia sempre uguale cambio continuamente look (anche se non cose troppo radicali) sia come pettinatura sia come rasatura (parlo esclusivamente di barba e baffi)… diciamo che vado un pò ad umore quindi non ho uno standard predefinito… soffro le cose che sembrano statiche un pò in tutto quindi anche per l’aspetto.. però la barba troppo lunga mi piace su alcune persone a cui secondo me sta veramente bene cosi come l’effetto 2-3 giorni… personalmente però mi sembra molto impegnativa e quindi non ho mai resistito oltre una settimana o due al massimo… per quel che riguarda le rasature in altre parti del corpo, se non hanno fini realmente utili ma solo estetici sono di gusto contrario.. sulle definizioni che portano a categorizzare me ne sto volutamente a debita distanza…

  15. Una mia amica si era presa una cotta per un tipo “barbuto” e io la misi in guardia dicendole che se un giorno avesse tolto la barba non l’avrebbe riconosciuto più! Celava praticamente un’altra identità 😀

  16. L’altro giorno su un social un mio amico mi ha scritto che nella foto che avevo postato sembravo una hipster. Orbene, la barba ancora non m’è cresciuta… evidentemente il mio abbigliamento trendy-falso trasandato- gli aveva ricordato il genere. Nel mio piccolo paese di campagna sono tantissimi i giovani che si presentano con questo tipologia di barba. Devo ammettere che a me l’uomo barbuto non è mai piaciuto. Giusto un pò di barba incolta fa figo, ma eccessivamente lunga potrebbe diventare un problema serio… in tutti in luoghi e in tutti i laghi:-)

  17. Il problema è che ora si segue una tendenza non conoscendo la cultura del fenomeno, lo si fa semplicemente per imitare il prossimo, di conseguenza si perde l’autenticità e il proprio carattere in termini di stile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...