Come troncare le chiamate dai call center senza usare l’olio di palma…

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Ci sono momenti in cui è giusto oziare (anche se non ce lo chiede l’Europa), mi sollevano dubbi le persone che saturano la loro vita di impegni per poi interpretare il ruolo dei lagnosi indaffaratissimi che non hanno mai un attimo di tempo, durante una di queste mie assenze dal mondo attivo prende a suonare il jingle jazz dell’i-phone, svogliatamente rispondo. “Parlo con il Signor Tullio?”, “sì, mi dica”, “buongiorno, sono xxxx della yyyyy, l’ho chiamata per informarla sulla nuova promozione in corso”, mantenendo un tono gentile: “la ringrazio ma non mi interessa”, il tipo diventa arrogante e mi butta lì l’unica cosa che non avrebbe mai dovuto dire: “come fa ad affermare che non le interessa se non sa di cosa sto parlando?”. In un nanosecondo valuto le opzioni… mandarlo affanculo, dirgli che ho doti da veggente, oppure, visto che sono in pausa ozio, liberare la mia vena perfida, neanche a dirlo adotto la terza soluzione. “Ha ragione Signor xxxx, mi spieghi bene di cosa si tratta”, tutto ringalluzzito attacca una tiritera come fosse in play back, ogni tanto lo interrompo fingendo di non aver capito, poi inizio con improbabili obiezioni costringendolo quasi a ripartire da capo, infine mi mostro abbastanza convinto e lui si lancia nel passaggio finale della trattativa. Riesco a menare il torrone per un tempo infinito, quando colgo in lui l’euforia e la convinzione di aver concluso il contratto lo interrompo: “Signor xxxx, è tutto molto accattivante ma c’è un particolare”, la sua voce si fa incerta: “quale particolare Signor Tullio?”, glaciale rispondo: “domani parto per la Cina e sto via due anni”, cala il gelo, con tono incazzato mi domanda: “perché non me l’ha detto prima?”, passo unilateralmente al “tu”: “te l’ho detto subito che non mi interessava”.

Vivo nella granitica convinzione che sia doveroso rispettare ragazzi e ragazze che lavorano nei call center, spesso per una manciata di euro vincolata a stressanti obiettivi, il problema nasce quando la summa degli operatori/trici si trasforma in un quotidiano “stalkeraggio” commerciale. Altro aspetto irritante consiste nelle diffuse tecniche di vendita, sicuramente importate/scopiazzate da oltre oceano, basate su una insistente morsa finalizzata alla intimidazione subliminale. Non vi è marketing più aggressivo delle vendite telefoniche, si vocifera sulla presunta nascita di comitati spontanei anti call center.

Poiché, come già detto, non ritengo appagante mandare chi lavora nel posto più affollato del mondo, poiché non sempre si è in pausa ozio e/o si ha voglia di fare una “zingarata” telefonica, poiché l’unico obiettivo è tagliar corto stoppando in pochi secondi l’ennesima, vantaggiosa, unica, irripetibile offerta, poiché è stato bandito l’olio di palma (metafora del vaffa)… Ciò che occorre fare, nel caso non si fosse dotati di una fantasia fervida e più veloce della luce, è semplicemente memorizzare o pre-elaborare alcune “risposte barriera” disarmanti, di quelle che non concedono spazio a repliche e raspano spuntoni cui aggrapparsi…

Se non siete scaramantici: “sono a un funerale”, efficace anche: “sono al pronto soccorso”, la legge fa sempre effetto: “sono in tribunale”, se siete disinibiti: “sto facendo sesso”, il codice della strada aiuta: “mi hanno appena fermato i carabinieri”, il vittimismo inibisce: “non trovo più lo scooter”, “ho perso le chiavi di casa”, “si è rotta la lavatrice, è tutto allagato”, “sono all’agenzia delle entrate”. Così, tanto per dare una pasticca di viagra alla pigrizia creativa in modo da risvegliarla.

Diamo un taglio serio alla chiusa del post, l’ultima volta che ho avuto bisogno di comunicare con un operatore Vodafone, dopo la solita via crucis del: “digiti uno, digiti due, digiti tre, digiti quattro e digita assoreta”, sono entrato in contatto con una certa Marta da Tirana, ragazza gentilissima che in pochi minuti, parlando un ottimo Italiano, mi ha risolto il problema. Sicuramente i call center non offrono sistemazioni definitive né garantiscono stipendi sui quali costruirsi un solido futuro, tuttavia aiutano molti giovani a sopravvivere, pagarsi gli studi e ad alleggerire pesi sul bilancio della famiglia. In questo periodo mi risulta siano in atto svariate vertenze per impedire o limitare la delocalizzazione programmata da molte aziende del settore, soprattutto verso l’Albania e quei Paesi confinanti che ben conoscono la nostra lingua. Le motivazioni sono sempre le stesse, troppe tasse e troppa burocrazia, impossibile dar loro torto, le realtà imprenditoriali non sono opere di beneficienza bensì strutture create per realizzare utili e posti di lavoro. I politici che le considerano grasse vacche da mungere fino a renderle anoressiche, non fanno altro che alimentare il “fuggi fuggi” e la disoccupazione. Alla fine, lo dico senza remora alcuna, se proprio devo farmi rompere le palle da qualcuno… preferisco che a farlo sia una Giovanna da Bergamo piuttosto che una Irina da Valona. W l’Italia!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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120 thoughts on “Come troncare le chiamate dai call center senza usare l’olio di palma…

  1. Ciao Tullio.
    L’ultima volta che IO ho chiamato un call center (Wind) ho parlato anch’io con una ragazza molto ma molto brava e gentile di Tirana.
    L’ultima volta che invece sono stato chiamato, è accaduto la settimana scorsa. Un tipo di Sky mi chiama al cellulare, ed io mi sono incazzato di brutto, perché il mio numero di cellulare non dovrebbe averlo nessuno, certamente non un call center. Io non ho Sky, non sono mai stato interessato a Sky, non ho mai contattato Sky, né dato retta ai promoter Sky presenti in molti centri commerciali.
    Come fa Sky ad avere il mio numero?

  2. La mia tecnica consiste nel rispondere:
    “Mi scusi ma sono al lavoro adesso e non posso parlare, mi può richiamare quando esco?”/”A che ora?”/”Intorno alle 22”
    Fino ad ora ha funzionato sempre.

  3. Io optato x un “distaccato”
    “Scusi ma n in fade di divorzio mi richiami tra tre mesi” con lo sguardo un po’ sconvolto del marito addosso. 😆😆😆

  4. Zio, è pressochè simile al caso dei venditori porta a porta. Ho liquidato uno di questi l’altra volta, utilizzando una mezza verità che lo ha impaurito.
    Mio padre, intenerito dal fatto che si trattava di un ragazzo (all’incirca 25 anni) l’ha fatto entrare facendosi spiegare tutto l’ambaradam. Quando mi accorsi che stava per dare numero di telefono e codice IBAN, intervengo per direttissima facendomi spiegare l’offerta. Sembrava allettante, peccato però che i troppi reportage delle Iene e di Striscia la Notizia seguiti negli ultimi anni, nonchè una lunga carriera come promoter, mi ha fatto capire che il tranello c’era. Eccome. Lo svelo in quattro e quattrotto, sottolineando che l’italiano non è un’opinione, e che se dici che questo kit di lampadine è gratis, ma mi dici che la spesa per acquistarlo la ripago in quattro anni, tu mi stai raggirando pensando che firmo un contratto vincolandomi a te per 4 anni.
    Ok, il fatto di averlo fatto scappare mi ha turbato (non sono il tipo che fa del male alla gente). So che non ci sono altre opportunità oltre a quella di rompere le balle al telefono o a casa, ma per dindirindina. SNon posso mica risolvere la disoccupazione giovanile facendomi prendere per il culo da giovani addestrati a venderti fumo a caro prezzo.

    • Ciao Aida,
      hai fatto benissimo a intervenire, qui a Torino i venditori porta a porta sono spariti da anni, sicuramente perché nessuno o quasi apriva più loro la porta, iniziano a scarseggiare pure i testimoni di Geova. Adesso è tutto uno stress telefonico, comunque allestire un call center costa soldi spessi, evidentemente rende, a prescindere dalle tecniche di rifiuto.

      • Credo che si dovrebbe cambiare strategia, visto che oramai sono stati sputtanati e nessuno più solleva la cornetta anche solo per rispondere “Chi è”. Eppure credo che potrebbe fruttare l’assistenza tramite call center. non capisco perchè tale attività, nonostante sia fruttifera, sia stata delocalizzata già da parecchio tempo.

        • cara nipotina hai detto una cosa sacrosanta, i call center di “assistenza tecnica” sono preziosissimi, visto che non esistono più sportelli ai quali rivolgersi fisicamente, sinceramente sono pure comodi. Sarebbero utili anche quelli propositivi se non fossero troppi, una sporadica chiamata che ti informa su eventuali promozioni potrebbe anche destare interesse, se diventano quotidiane cambia il registro. Si delocalizza per problemi fiscali, burocratici e contributivi.

          • Ma anche per profitto. Se studi bene le varie leggi è possibile sfruttare i cavilli per cavartela in un modo o nell’altro. Diciamo che se il profitto dell’azienda cala (non è più cento, ma ad esempio 80), l’imprenditore non ha alcuna intenzione di abbassare la soglia del guadagno, allettato dal fatto che potrebbe arricchirsi sfruttando la manodopera di altri paesi.
            E’ il caso della Cina. Se un operaio qui guadagna 800 euro per fabbricare un prodotto che comunque viene venduto, l’imprenditore non ci sta e va all’estero, dove paga 200 un operaio e i 600 se li intasca tranquillamente.

            • mi stai veramente simpatica 😀

              ti ringrazio per questa piccola lezione di economia, mettiamola giù sul piano pratico… se investo un capitale per creare una realtà imprenditoriale privata lo faccio per guadagnare, per crescere, per costruire qualcosa di solido… ok?

              le alternative sono due:

              1) farlo in Italia pagando tasse da record e subendo vessazioni burocratiche
              2) farlo in Paesi in cui venga premiato il mio investire

              tu che faresti?

              • Io penso che se compro una borsa di marca (di quelle che costano almeno mille euro), pagando la griff (italiana) e vengo a sapere che viene fatta in Cina, beh, da cliente per me quel marchio ha chiuso, perchè in quelle 1000 euro ci sta un guadagno assurdo a favore del brand. Le tasse sono alte, è vero, ma è anche vero che l’ingordigia non fa mangiare bene nessuno.

                • più che di ingordigia parlerei di vanità, se una donna benestante si compra una borsa da 1.000 euro soddisfa un capriccio che non fa danni,, anzi, aiuta l’economia, se la borsa da 1.000 se la compra una donna che non può permettersela, magari facendo debiti… i cinesi c’entrano poco.

                  sappi mia cara che da anni in Italia non vengono più prodotte eccellenze, cioè, le griffe sono Italiane ma i “fassonisti” sono tutti stranieri, i cinesi negli ultimi 20anni hanno cannibalizzato circa 250.000 posti di lavoro

  5. Divertentissimo post su una problematica che ci accomuna tutti. La chiusa naturalmente fa riflettere e lascia l’amaro in bocca. Ma così è, così si è voluto diventasse l’Italia.
    Come te ho rispetto per chi lavora nei call center e cerco di ascoltare, ma lo stress da call center è ormai elevato, chiamano anche alle 22 di sera!. Con mio marito abbiamo stabilito una strategia, se rispondo io dico che è lui che si interessa della cosa, elettricità, telefono, acqua, vini o ciò che è, se risponde lui dice che è la moglie che gestisce il tutto. La domanda è sempre: quando posso trovare l’interessato? la risposta: è in viaggio, tornerà tra due settimane.Forse.
    Perdo la pazienza, invece, quando mi chiamano al cellulare, proprio non lo sopporto e non gli lascio nemmeno dire ” pio”.
    Ciao Tullio,
    portiamo pazienza.

  6. Noi abbiamo inserito il telefono fisso (che non usiamo mai) nella lista delle opposizioni, ma abbiamo ottenuto due risultati negativi (eterogenesi dei fini?), nel senso che comunque ci chiamano lo stesso e cominciano ad arrivare anche chiamate sui telefonini.
    Oggi il massimo: mi chiama una signorina molto gentile – e italiana, chissà come mai – per una utility, quando le diciamo che non siamo suoi clienti ci prega di attendere e ci passa un’altra ragazza che parla per l’altra azienda che qui divide il mercato. Non solo, abbiamo ovviamente detto no, e mezz’ora dopo squilla di nuovo il telefono, un tizio si qualifica come coordinatore o capo o qualcosa del genere e ricomincia col pistolotto. Conclude: domani di lì passa il capoarea, se siete d’accordo potete parlare con lui della nostra offerta. Lei ha risposto che NON siamo d’accordo, ha salutato e riattaccato, il tutto in cinque secondi

    • interessante aneddoto che testimonia l’accanimento commerciale, una specie di accerchiamento a cavallo tra il militare e il mafioso 😀

      non credo vi sia percorso di salvezza, sempre non arrivi sul mercato una app in grado di stoppare in automatico e in modo efficace i call center

      sul mio telefono fisso le chiamate sono sporadiche, è sul cell che stressano alla grande

  7. A me stressano sul tel. fisso forse perché sono molto restia a scrivere il numero del cell. sulle varie iscrizioni commerciali per eventuali tessere che, in verità non sottoscrivo più da tempo
    Appena vedo il prefisso diverso dalla mia zona…zac! Premo accettazione chiamata e un secondo dopo quella rifiuta chiamata. Poi lo lascio un attimo occupato…
    Fine

    Altrimenti resta sempre la classica risposta…sono la donna delle pulizie “la signora non c’è ed io pulisco il…bagno”.

    È comunque è un invasione bella e buona …
    Ciao Tads 😊

    • 😀 😀 😀

      sì ma meglio usare l’accento russo…
      “io donna di pulisce, non parla taliano, tu chiama quando mia signora torna di lungo viaggio”

      un caro saluto

  8. Li odio. Fanno un lavoro di merda.
    E non è giusto dire “eh…ma poverini stanno lavorando”, perchè altrimenti anche fare lo spacciatore, il ladro, il sicario, è un lavoro! No?
    Certo che sono lavori, ma son lavori che rompono le palle alla società! Il fatto che quello non sia ancora considerato esplicitamente illegale (esplicitamente!), per me non cambia il princìpio.

    Fortunatamente quasi sempre appare il numero del chiamante e quindi è possibile bloccarli automaticamente.
    Ho pensato anch’io di fingermi interessato per farli incazzare come loro fanno incazzare me, oppure dire un po’ si str0nzate a sfondo sessuale (accetto l’offerta se ci incontriamo e mi fai questo e quello), oppure fare la voce da serial killer e promettere di andare a ucciderli, o cose del genere….. ma non ci riesco a recitare.

    • caro Marco permettimi di dissentire,

      i call center sono legali al 100% e non credo proprio possano essere paragonati allo spaccio a ad altre attività delinquenziali

      da anni le aziende erogatrici di servizi come telefonia, gas ed energia elettrica (ma non solo) non hanno più sportelli, tutto il lavoro viene fatto via call center, contratti, disdette, modifiche, assistenza tecnica, segnalazione guasti, ecc. ecc. Parallelamente a questa struttura FONDAMENTALE, INDISPENSABILE, è stata creata la cosiddetta colonna commerciale, quella che ci scassa gli ammennicoli, in ogni caso anche il marketing telefonico è totalmente legale. Secondo me dovrebbero dare agli utenti, per legge, la possibilità di essere esclusi dalle liste da contattare, alla fine ci guadagnerebbero anche loro in tempo e costi

      facendo due conti a spanna… mettere su un call center con 250/300 operatori/trici costa, solo in strutture, attrezzature, servizi e formazione, una caterva di soldi, evidentemente è un business che rende molto

      • Momento! Momento! Un conto sono i telefonisti che rispondono alle nostre chiamate e un’altro sono i telefonisti che chiamano noi per proposte commerciali.
        Riguardo la seconda razza, è vero che è anch’essa legale, ma ciò che è approvato dalla legge umana non è detto che sia cosa buona e giusta!
        Per esempio: se uno va a fare del turismo sessuale minorile in paesi in cui la legge non lo vieta (o fa finta di niente) non è detto che stia facendo una cosa giusta.

        • quelli che ci danno assistenza e quelli che ci rompono le palle appartengono alla stessa realtà aziendale

          dai Marco su… accidenti, vorrai mica paragonare un telefonista scassaminchia a delinquenti e pedofili, posso capire l’irritazione ma non esageriamo, ti ho scritto una cosa che non hai colto. Se queste strutture costose esistono vuol dire che fatturano, se fatturano vuol dire che molti utenti interpellati sottoscrivono la promozione di turno.

          ripeto, è un lavoro legale che forse dovrebbe essere meglio regolamentato

          • E’ una questione di princìpio: loro hanno il permesso di fare stalking.
            Se mio fratello telefona 2 volte alla sua ex-moglie viene denunciato per stalking, mentre con loro non puoi fare niente: puoi anche spiegare con le buone che non ti interessa, che ti stai trasferendo in Cina… ma tanto non è il telefonista a fare le chiamate, bensì un server che chiama a casaccio.
            E puoi solo sopportarli con cristiana pazienza.
            Altro tema simile è lo spam pubblicitario nella cassetta di posta cartacea: possibile che qualunque stronzo possa intasarcela tutti i santi giorni con qualunque cosa voglia ficcarci dentro?

            • guarda che in linea di massima io concordo con quello che dici, infatti secondo me il marketing telefonico dovrebbe essere meglio regolamentato, i cittadini dovrebbero avere il diritto di chiedere l’esclusione dai tabulati. Certo anche il volantinaggio nelle buche delle lettere è fastidioso, un fenomeno che è cresciuto esponenzialmente da quando non ci sono più le portinerie, tra l’altro le buche piene nei periodi di vacanza aumentano il rischio furti in casa.

  9. D’accordo con te. Quando anch’io ne ho le scatole piene passo alla zingarata, come ho scritto in un post ironico di qualche tempo fa in cui mi sono finto una signora anziana con difetti di udito… 😀
    Ciao.
    Nicola

  10. All’inizio ero gentile…. Ora non ne posso più, non ho più neanche voglia di zingarate….Man mano che mi chiamano inserisco il loro numero nel “blocco chiamate” e sto in pace. Nella lista ne avrò una ventina…. :mrgreen:

  11. Primo non rispondo mai si sono io… temo che venga usato per consensi non concessi. Secondo dico chi siete cosa volete. E terzo mon mi interessa e gli attacco il telefono. Ad uno che mi aveva rotto avevo detto che fanno bene a non pagarli un cazzo… mi aveva beccato nel giorno sbagliato…

    • insomma, ognuno affina tecniche proprie, anche se più che con questi poveracci bisognerebbe prendersela col sistema, io reagisco di fronte all’arroganza ma non di fronte a chi comunque mantiene un atteggiamento educato.

  12. Anch’io ricevo telefonate sia a casa che sul telefonino, è una vera seccatura; allora ho adottato il metodo del ” non mi interessa” e chiudo prima che la telefonata vada avanti, oppure se leggo un numero che non conosco rifiuto la chiamata. I ragazzi del call center fanno il loro lavoro e in quei posti vi sono ragazzi laureati che per sbarcare il lunario accettano quel genere di lavoro, poi vi sono call center che ricevono le chiamate dai clienti e devo dirti che chi ci lavora, per sentito dire, sopporta clienti non facili e duri di comprendonio, ma lì è tutta un’altra storia.
    Buona serata, caro Tullio
    un affettuoso saluto
    annamaria

    • hai citato un aspetto che pochi considerano, proprio così, i ragazzi che lavorano nel settore assistenza si beccano improperi di ogni sorta da parte di utenti arrabbiatissimi.

      buona domenica Annamaria

  13. Anche questo è un “lavoro”. In attesa di…
    Pur vero che davvero diventa insostenibile che ti chiamano un sacco di volte….
    Anche Io dico che non me ne occupo io…
    E poi hanno detto che non bisogna rispondere si perche ti registrano e acconsenti seppur involontariamente…. Anche se la dinamica non la capisco…

    • penso che la registrazione delle telefonate venga effettuate per evitare eventuali controversie, evidentemente ci sono persone che accettano un nuovo piano telefonico o una promozione e poi si pentono e negano di aver dato il consenso. Comunque la procedura è molto chiara e deve sempre essere confermata successivamente via sms, di questo ne sono certo perché ho cambiato piano pochi mesi fa.

  14. W l’Italia… già, l’Italia che lavora (così almeno diceva la canzone). Chissà cosa scriverebbe ora il cantautore? Il problema è che se desideriamo essere chiamati da una ragazza di Bergamo e non di Tirana, tutto in prospettiva si può ampliare nei vari campi: da quello che mangiamo a quello che vestiamo, e via di questo passo. Difficile fare delle scelte, perché se ora in Albania riescono a lavorare, probabilmente è meglio, evitando così di trovarceli in casa a rubarci i guadagno del nostro, di lavoro. Diciamo sempre per evitare situazioni di forti emigrazioni: “bisogna aiutarli a casa loro”, così non vengo no da noi. Vero, ma se poi manca il lavoro da noi?
    Io cerco sempre di comprare fin che posso prodotti che sono stati fatti in Italia, perché abbiamo delle eccellenze uniche nel suo genere, basta saper scegliere. Ritornando invece alle strategie di come rispondere alle vendite telefoniche, ognuno ha la sua tecnica. Io dopo tanto sentire devo essere sincero: riattacco… Lo so, non sono educato, ma mi sono rotto le palle. Mi spiace per coloro i quali cercano di fare il proprio lavoro, ma è sempre una questione di scelte, ed io so come spendere i miei soldi, e di conseguenza so chi devo “mantenere” per far sì che il mercato continui nelle sue dinamiche. E tutti facciamo la nostra parte, sia che siamo indaffarati o che oziamo imperterriti nelle poltrone. Salute ragazzo e… W l’Italia, l’Italia che lavora!

    • esimio,
      non vorrei essermi spiegato male, la chiusura sulla ragazza di Bergamo piuttosto che quella di Tirana si riferisce esclusivamente alla delocalizzazione delle nostre realtà imprenditoriali. L’Albania non ha bisogno di aiuti, è un Paese che sta vivendo un boom economico simile a quello Italiano degli anni ’60, il PIL cresce di anno in anno, moltissime aziende Europee, Italiane in primis, investono da quelle parti creando lavoro e benessere. Sono sempre più numerosi gli Albanesi che, dopo una esperienza Italiana, tornano o anelano tornare in patria. Il concetto è elementare, è impossibile fare impresa in uno Stato che ha il record di tasse e di lungaggini burocratiche.

      non so se sia giusto affermare che gli stranieri vengano qui a rubarci il lavoro e non sono nemmeno convinto sia vero che i giovani Italiani non abbiano voglia di fare certi lavori. Credo sia ovvio che dopo aver passato oltre venti anni sui libri di scuola, si ambisca a fare qualcosa di più gratificante che non lavare i cessi, tuttavia i call center sono pieni di laureati e questo credo smentisca un po’ certe teorie

      anche io cerco sempre di comprare Italiano ma ormai è possibile farlo solo nel settore alimentare ma con molta attenzione. Il made in Italy della moda è tutto prodotto in Cina, Armani, D&G, ecc. ecc. Il gruppo Natuzzi (Divani & Divani) ha uno stabilimento in Romania con oltre 1.000 dipendenti (due esempi su mille), per non parlare dei circa 250 brand Italiani passati in mani straniere negli ultimi anni

      W l’Italia veramente, in una fase di totale annientamento delle identità una goccia di patriottismo non nuoce

      • tranquillo, tu hai sottolineato quello che volevo dire: è normale che tante aziende insieme alle multinazionali vadano ad investire dove la manodopera costa meno, o dove la tassazione è più agevolata. Il mondo ha sempre girato intorno a questi concetti economici. Anche noi, prima degli albanesi siamo emigrati in tutte le parti del mondo, per poi rientrare con il sopraggiunto benessere, quando c’era il lavoro e prima che lo Stato incominciasse ad inventarsi ogni tipo d’imposta. Bisognerebbe allora dire: W l’Italia, l’Italia che lavora… e che paga. Mi viene in mente quel film di Totò, il quale iniziava con il ritornello: io pago, tu paghi, egli paga, noi paghiamo, voi pagate… ESSI RISCUOTONO!
        Lo so, forse sono andato fuori tema, ma che ci vuoi fare, appena accendi il telefonino, hai già speso prima che inizi a parlare…

        • nessun problema per eventuali fuori tema, sono argomenti che portano a spaziare e questo è un bene perché alimenta lo scambio di idee e riflessioni

          mi hai dato uno spunto, ci vado io fuori tema… 😉
          da un bel pezzo molti opinionisti e politici, Renzi compreso, azzardano un parallelo tra questi migranti e gli emigranti Italiani del secolo scorso, mi pare un concetto fuorviante, per non dire strumentale e ipocritamente falso.
          I nostri nonni e i nostri padri sono sì andati all’estero ma per spaccarsi la schiena nelle miniere, per fare lavori umili e sacrifici, il tutto con tanto di passaporto, visite mediche (magari anche vaccini) annesse e un lavoro che li attendeva. I nostri nonni e i nostri padri non sono mai andati in giro per il mondo a non fare un cazzo mangiando e bevendo a ufo e nemmeno a dormire sotto i ponti invadendo città e trasformando stazioni, pronto soccorso, aeroporti e giardinetti in dormitori e latrine. Le nostre nonne e le nostre mamme non sono mai andate all’estero a riempire i marciapiedi, tanto per chiarire. Obiezione che molti fanno: “abbiamo esportato la mafia”, anche questa è una balla clamorosa, la genesi di “cosa nostra” è dovuta all’autodifesa, i primo del ‘900 gli Italiani erano vessati dalla mafia Irlandese, da quella Cinese, da quella nera e da quella Ispanica. Quando l’America veniva vissuta come terra promessa tutta la feccia del mondo si è riversata su quel territorio, non solo, lì venivano deportati i peggiori galeotti di mezza Europa con annesse peripatetiche. Che poi “cosa nostra” si sia evoluta diventando l’organizzazione più potente (da anni in declino) è un dato di fatto ma di certo noi non abbiamo esportato mafie

          subito dopo la guerra la Germania (come molti altri Stati) era tutta da ricostruire, avevano bisogno di mano d’opera straniera anche e soprattutto nelle miniere per estrarre materia prime, cosa hanno fatto i Tedeschi e gli altri preventivamente? Una legge severa, rigida, inflessibile sulla immigrazione, una legge partorita prima di accogliere. Noi qui in circa mezzo secolo di invasione clandestina non siamo riusciti a fare uno straccio di legge in materia, anche per questo l’Europa ci ignora.

          • Altro tema importante su cui discutere: non lo so, forse i tempi sono cambiati, o forse siamo noi che non siamo preparati, o non lo vogliamo, perché l’America con lo schiavismo sia nei campi di cotone, che quello nelle grandi fabbriche, ha le sue ipocrisie da riversare nel confessionale. E’ vero, almeno li faceva lavorare, e i nostri governanti di allora erano contenti di sbrogliarsi dalle mani, intere generazioni le quali non avrebbero trovato lavoro in Italia, vista la realtà contadina in cui si viveva. Ma ora i tempi sono cambiati, e i corsi e ricorsi storici non sono paragonabili ad una realtà in cui manca il lavoro o è cambiato il concetto stesso di lavoro, o il modo in cui ci si avvicina a un mestiere o una professione. Ripeto, non lo so, se una qualsiasi classe politica sia in grado di risolvere le problematiche attuali: sia che si chiamino Renzi, Monti, Berlusconi, Fini o Bersani. Gli ultimi trent’anni della nostra classe dirigente sono stati uno sfacelo, e alla fini siamo sempre noi (o altri) a pagare le conseguenze…

            • caro ragazzo,
              sottoscrivo in pieno questo tuo commento, non siamo più essere umani bensì utenti, codice barra, siamo un “mercato” da sfruttare e capitalizzare, questo accade in tutto l’occidente ma i tempi stanno cambiando, la brexit prima e Trump adesso, presto si terranno le elezioni in Olanda, in primavera in Francia e nel prossimo autunno in Germania. Il tema immigrazione sarà l’ago della bilancia.

  15. Mi sono divertita 😀 Ti ho immaginato tranquillamente spaparanzato sul divano in una conversazione solo apparentemente comica. Come sempre proponi problemi sociali seri anche dietro una risata: la condizione dei ragazzi che lavorano nei call center, la delocalizzazione, le dinamiche delle interazioni personali. Concordo con te che serve comprendere l’operatore che ti chiama al quale sono stati imposti tot obiettivi giornalieri, ma la gentilezza deve essere reciproca. Anche se si fa un lavoro ingrato, l’interlocutore non c’entra nulla, non vedo perché il telefonista debba essere straffottente (spesso lo sono) con un utente. Mica gliel’ha proposto lui il contratto di lavoro!
    La tua strategia è una gustosa scenetta teatrale, ho letto nei commenti altre opzioni, è già stato detto ma lo ripeto: mi sono iscritta al registro delle opposizioni, soluzione tanto sbandierata dalle associazioni dei consumatori. Non funziona, mi chiamano più di prima. 😦 La mia tattica? Semplice, rispondo “non mi interessa” e attacco il telefono. Se richiamano e mi accorgo che il numero è lo stesso inserisco la segreteria telefonica. Tanto non lasciano messaggi; nel caso mi fossi sbagliata e la chiamata fosse di altra natura, sono raggungibile sul cellulare.
    Sai che ora che ci penso sul telefonino non mi hanno mai chiamato se non l’operatore telefonico con cui ho il contratto? Ma in quel caso sono gentili e rapidissmi perché non hanno un cliente nuovo da acchiappare, e in genere rifiuto l’offerta (tipo pacchi di Insinna). Mai avuto problemi finora ameno… sul cell intendo.
    Ciao Tads/Tullio! 🙂
    Primula

    • ciao Primula,
      io ho il problema contrario, i call center non mi chiamano mai sul fisso bensì sempre e solo sul cellulare

      la parte grossa la fanno i gestori telefonici ma non solo, lo scorso anno, proprio in questo periodo, seguendo i consigli di un amico ho acquistato on line alcuni pacchi natalizi da regalare, l’ho fatto con due aziende diverse. Sui prodotti mi sono trovato benissimo, i regali sono stati più che graditi ed è stata rispettata la qualità promessa, il problema è queste aziende mi telefonano sistematicamente ogni mese e, sempre ogni mese, mi intasano la buca delle lettere con brochure e cataloghi. Sicuramente ripeterò anche quest’anno gli acquisti e quindi cerco di essere sempre educato ma è una bella rottura di scatole

      come ho scritto nel post non lesino gentilezza e comprensione ma quando trovo l’arrogante di turno, se ho tempo da perdere, faccio la zingarata telefonica 😀

      buona serata primula, anzi, buonanotte

  16. A me stanno simpatici e mi fanno un po’ pena .li ascolto continuando a fare altro e poi li ringrazio con tanta gentilezza dicendo che ho un brutto esaurimento e non ho testa!!😜😜😜😂 Invece nel caso di telefonate da parte di gestori di luce e affini mi avvalgo di un suggerimento dato da un amico..alla domanda da quale gestore sono seguita dico comunale alla domand ma possiamo sapere i consumi dico nulli al silenzio che segue lo sconcerto sottolineo il disagio che porta essermi allacciata al lampione …ho luce solo la sera!!!😂😂😂😂😂🌹

    • 😀 😀 😀

      bella tecnica, ho beccato in rete il video di un tipo che a una simile telefonata ha risposto dichiarando di essersi allacciato abusivamente al contatore in cantina dell’ignaro vicino, non solo, ha pure aggiunto: “se mi richiama domani le dico qual è il suo fornitore, magari con voi il poverino risparmia qualcosa” 😀 😀 😀

  17. Io uso un metodo apparentemente stupido, però efficace: faccio finta di non sentire e ripeto all’infinito pronto…pronto…pronto. E se mi richiama, attacco con il pronto…pronto

  18. Noiosissimi! Io rispondo sempre che non mi interessa e,senza aspettare la replica,dico buongiorno e chiudo! Mi chiamano però solo sul fisso ,numero quindi pubblico, non capisco come facciano a procurarsi i numeri di cellulare,senz’altro non in modo legale penso…
    Buona serata😀😀

    • non so se sia legale o meno, probabilmente no ma credo ci siano scambi tra banche dati, come ho scritto sopra, a me stressano solo sul cell, rarissimamente sul telefono di casa

      Buona serata anche a te

  19. Se chiamano sul fisso non rispondo mai. Se mi beccano sul cellulare ogni volta dico che sono la badante della Signora che al momento sta dormendo. Poi vado su modifica numero e lo blocco.
    🙂

    • questo post è un piccolo termometro sociale, mi dà la possibilità di capire quanto sia brillante la fantasia nei momenti in cui è d’uopo “scantonare” le zanzare telefoniche

      una Signorasinasce che si spaccia per badante, bellissimo, dimmi, parli con l’accento dell’est??? 😀 😀 😀

  20. Senza voler essere nazionalisti a tutti i costi, devo dire che concordo, già la tipologia di telefonate che hai menzionato sono irritanti vieppiù risulta irritante una voce incapace di farsi comprendere con italiano stentato e smembrato.
    Ogni tanto mi chiedo chi è stato quel genio che ha inventato questo lavoro (tralascio volutamente, e non perchè non sia importante, la remunerazione da sfruttamento che si riceve) ma come si può pensare che una ingerenza così pressante e continua possa ben predisporre un cliente ad un acquisto o ad un cambio gestione o quant’altro venga proposto?
    Naturalmente anche io ho i miei metodi, ne ho provati svariati, a secondo anche del mio umore, direi che quello che ha funzionato meglio è stato mettere la segreteria telefonica sul telefono fisso…dove il messaggio dice di richiamare dopo le 20,00….e dopo quell’ora non chiama più nessuno.
    La cosa più “cattiva” che ho fatto… e rispondere, confermare di essere io, appoggiare il telefono e farli parlare, poi chiudere senza dire neanche una parola!!!
    M_

    • ciao Marta,
      certe domande me le pongo anche io, come ho già risposto a qualcuno, per mettere su un call center da 250/300 postazioni, con annesse strutture, servizi e attrezzature, ci vogliono capitali ingenti. Se si continua a investire nel settore vuol dire che alla fine rende, magari tra un vaffa e una tecnica elusiva ci sono molte persone che accettano le offerte. Viceversa non si spiegherebbe il fenomeno. Tu che ne pensi???

      • Mah.. sull’accettare le offerte ho i miei dubbi, forse all’inizio, quando le offerte stesse non erano infinite e continue ed effettivamente un cambio di gestione utenze poteva interessare, ora accettare un diverso gestore comporta più svantaggi che vantaggi spesso e volentieri, quando poi, non si attivano delle vere e proprie truffe, estorcendo falsi consensi con registrazioni distorte. Di recente hanno parlato molto di una compagnia elettrica, Green Network, che con operatori albanesi usa proprio questi metodi.
        Alle spese che tu dici, certo non si aggiungono quelle delle risorse umane, che spesso lavorano a provvigione e in nero.
        Poi non è da escludere che queste strutture abbiano delle attività come dire… secondarie… che sono più remunerative.
        So anche per certo che si cedono interi pacchetti di lavoro da azienda ad azienda, in una specie di network o scatola cinese se preferisci.
        M_

        • non mi stupisco più di niente, può darsi tu abbia ragione ma i call center Italiani sono iper controllati e nessuno vi lavora in nero, penso anche sia stupido creare una attività di facciata dispendiosa, il fatturato deve essere supportato da appalti ufficiali registrati.

          concordo sulle vendite trabocchetto in cui si promettono cose paradisiache solo in teoria, è, come giustamente dici, questi call center sono sempre all’estero

  21. Già la cosa più seccante e il marketing attraverso il tel o cel..
    Io rispondo sempre con il mio nome esempio: Antolini chi parla? … poi ascolto per 30 secondi, se lo è uno che rompe …dico… non mi interessa grazie buona giornata … e lo chiudo la comunicazione.. sinceramente la vodafone e veramente stressante e mi devo temermi sotto controllo a non mandarli a v..ff…o 😀

    Io nel 2001 ho lavorato per una azienda che vende vini italiani in Germania via tel… e mi ricordo bene come ho fatto tribolare i poveri tedeschi ahahahahahahah

    buona serata caro Tads .. come mai non mi vengono le notifiche????? ora provo a vedere.. 😉

  22. Quello dai call center è un problema fastidioso. Stavo per scrivere “grosso” ma oggettivamente i problemi grossi sono altri.
    Anche io penso sempre che è gente che lavora, spesso per pochi soldi, per cui difficilmente do’ brutte risposte, devono essere proprio insistenti… e a volte capita.
    Poi capitano le eccezioni. Quelli che mentono spudoratamente, cercando di far passare per promozioni di “prova” contratti dai quali cercano poi in tutti i modi di impedirti di recedere, pur sapendo che legalmente sono in torto. Questi sono quelli che, più di altri, danno brutta fama a questi lavori.
    E poi ci sono i casi sporadici di… promozioni che capitano a fagiolo e alle quali aderisco subito con l’evediente stupore del chiamante 😀
    Ecco, quando ho tempo mi capita di ascoltare perché… non si sa mai, cercando di ricordarmi che non tutti sono insistenti pedanti e fastidiosi.
    Ho un collega invece che da risposte esilaranti… per noi che ascoltiamo nell’open space, ma che, mettendomi nei panni del malcapitato trovo… esagerate: non si può fare di tutta l’erba un fascio.
    http://www.wolfghost.com

    • d’accordissimo, infatti ho più volte ribadito che dovrebbero essere meglio regolamentati impedendo loro di fare offerte truffaldine, raccontare balle e, magari, cambiare pure le tecniche di vendita. Non è poi così difficile creare approcci meno aggressivi.

  23. argomento scottante caro TADS, credo sia la peste telefonica di questi anni. Ormai una telefonata su tre è di qualche azienda che vuole venderti qualcosa oppure desidera che tu passi con loro lasciando l’operatore precedente. Come hai giustamente osservato, sfanculare selvaggiamente un povero cristo che sta lavorando per poche lire non è una bella cosa anche se la tentazione è forte…poi sembra abbiano il radar per chiamarti nei momenti meno opportuni. La tattica che adotto io è rapida e indolore…appena mi rendo conto che sono “loro” neanche li faccio iniziare…CLIC e metto giù…e non richiamano più 😉

  24. Me li segno i tuoi suggerimenti!
    Ultimamente mi ha chiamata una che pubblicizzava investimenti e le ho detto solo la verità, ovvero che studio, non ho lavoro né stipendio quindi… Ci siamo messe a ridere entrambe 🙂

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