Il vento di primavera…

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Non conosco la ragazza in foto (immagine scaricata da facebook), sicuramente incarna il prototipo di un futuro lindamente ambiguo ma non la definirei adultescente, piuttosto un architrave concettuale che va via via consolidandosi, chiamiamolo “specchio dei tempi”. Dando per scontato (proviamoci) che trattasi di foto “rubata”, quindi naturale… è pieno giorno, ha il passo spedito, la tazzona di caffè in mano, probabilmente si sta recando sul posto di lavoro, i colleghi attendono alla finestra con ansia il suo arrivo.

Da un punto di vista antropologico, evolutivo, vien da pensare che siano giunti al tramonto gli orpelli, le sovrastrutture, i coadiuvanti che, seppur cangianti nei secoli, hanno fatto da contorno e supporto alla bellezza femminile. Al bando il reggipetto, con o senza ferretto, al bando l’indiscreto perizoma che si infila negli anfratti più intimi creando disagi e malumori nei momenti meno opportuni, al bando barriere storiche come sottovesti, body blindati e short contenitivi.

La neanche tanto bella ragazzotta in foto demolisce, suo malgrado, un universo commerciale, di sicuro non dilapida capitali né arroventa la mastercard in negozi di intimo femminile. Molto più probabilmente alimenta la commercializzazione di accurate cerette, cremine e trattamenti ammorbidenti, idratanti, piallanti, vellutanti, light e magari pure vegani (famigerate alghe). E’ notorio, i pori devono respirare, anche quelli delle mammelle e del monte di venere, altrimenti detto “cameltoe”, non pensavo fosse così diffusa l’asma epidermica. Nell’era dei gruppi ottici led ci si adegua, l’ultimo baluardo della libidine è l’ascella.

Domanda ovvia, cosa spinge una donna ad andare in giro con un out-fit così minimalista? Le risposte sono molteplici… 1) è tirchia, 2) è esibizionista, 3) è vittima di precoci scalmane, 4) è una frettolosa che non ama i preliminari, 5) è avvezza alle quickly da scrivania, 6) si veste al buio mentre ancora sonnecchia, 7) ha fatto un voto, 8) soffre di allergie, 9) ha perso una scommessa, 10) è zoccola.

Facciamo i seri… quando l’universo femminile esce (dovrebbe essere una importante conquista) dal porto del maschilismo, finisce (per fortuna non sempre) col perdersi nella deriva degli eccessi, le ostentazioni, le provocazioni e le finte ingenuità trasformate in discutibili performance, condiscono la pignatta del: “non faccio niente di male”, “voglio sentirmi libera”, “me ne frego di quel che dicono gli altri”. Bella compilation di balle cubiche.

La pubblica morale è suddivisa su due fronti: A) quella bacchettona impositiva, B) quella misteriosa e conturbante, accattivante, carburante della libido, elemento essenziale. Scartiamo tranquillamente il punto “A”, quando una “femmina” ammorba il piacere maschile sacrificandolo in nome di una “proposta” estetica non richiesta, nega la propria natura, i dovuti finti misteri e la propria essenza, dissolve il proprio fascino, ceneri buttate nell’oceano.

Ha senso contrapporre al feticismo maschile, quello che ama la lingerie (imparare a slacciare un reggipetto in pochi secondi), i collant, le autoreggenti, il reggicalze, le mutandine versione “mura di troia” da scavalcare e abbattere sentendosi un “Ulisse”… una nudità palese che pare essere uno scampolo di magazzino??? E’ forse un esercizio del potere “guardare ma non toccare”??? Che senso ha??? E’ come vendere le stufe in Africa oppure i frigoriferi in Alaska.

La valorizzazione del proprio “IO” non è MAI figlia di scorciatoie né di sommari e superficiali arroccamenti, “alternativi” o “controcorrente” che siano, spesso emotivo/difensivi, la valorizzazione del proprio “IO” è sempre frutto di un percorso interiore, articolato, difficile, metabolizzato, introspettivo. Parrà strano ma la cosa più difficile da capire nella vita è ciò che si vuole, non solo, ancor più complicato è tracciare il planning operativo per ottenerlo, andare a tentoni o improvvisare non fa germogliar fiori.

Tullio Antimo da Scruovolo

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156 thoughts on “Il vento di primavera…

  1. Inorridisci pure:
    Mi scatta l’invidia: finalmente è libera e fa quel che le piace fare. Sceglie come porsi al di là dei luoghi comuni e zoccolaggini varie.
    (c’ho l’istinto ribelle in questi tempi)

  2. Non so come commentare la foto… o dico una porcheria che mi bannano o dico una stronzata e mi banno da solo.
    Vorrei solo dire una cosa: nonostante il vestito corto, ci deve essere freddo in zona.

  3. ehm domando scusa…magari era solo in ritardo?magari e’ solo un po’ pigra?
    Magari e’ talmente libera mentalmente che non gliene frega una beata minchia?
    ci deve essere x forza qualcosa sotto??
    ma chi lo ha stabilito????
    (ops mi e’ scappata la femminista stronza scusa Tads) 😉

  4. Nonostante le treccine non ha una mamma ( italiana e almeno tra i quaranta cinquanta) a casa e che non L ha intercettata e cacciata a pedate a mettersi almeno le mutande e un copri spalle , inoltre se sta andando a lavorare mi chiedo chi L ha assunta per far cosa con chi e dove…perché io da una così combinata non mi farei fare neanche le unghie, inoltre non troverà mai nessun uomo che andrà oltre il pensiero di materassarla e basta..anche se fosse devota a madre Teresa di Calcutta! 😂😂😂😂😂

  5. Se riusciamo a rintracciarla a chi L ha vista …facile no? Le posso fare un corso ….farai quello che ti pare con chi ti pare ma mostra un po’ meno merce….gratuito si intende! Qui si tratta di un opera di carità!!!!!!😂😂😂😂😂😜

  6. Non è stata scattata in Italia, da noi quelle tazzone con annessa costosissima porcheria ancora non ci sono.
    Comunque io preferisco il vedo e non vedo, mia moglie invece apprezzerebbe, le piace quando dimentico la biancheria

      • A Bologna, quand’ero un ragazzino, si diceva “andare a cipollare” per significare che si andava in camporella dove si sperava di spogliare lentamente l’amichetta che ci stava ma che era bardata come una suora. Pare che adesso le ragazze (spero non tutte) abbiano perso il piacere di essere “cipollate”… 😀
        Nicola

        • mio carissimo amico,
          era così bello “cipollare”, un percorso a ostacoli impegnativo ma tremendamente eccitante, bei tempi… “amarcord” 😉

  7. Fermo restando che per me ognuno/a fa ciò che si sente e si propone anche come meglio crede, non mi dicano che la suddetta signorina si è (s)vestita così senza uno straccio di obiettivo. Diamo per scontato che non si tratti di una pubblicità, di un servizio fotografico perché allora il discorso cambia. Supponiamo di essere nella normale quotidianità. La stravaganza, l’eccentricità, il voler apparire a tutti i costi anticonformisti a mio avviso fa scadere nell’imborghesimento. Si lancia una moda, ci si allinea e inquadra immediatamente. Questa demoiselle sa benissimo che verrà ammirata oppure no, comunque guardata, si parlerà di lei – e infatti noi lo stiamo facendo.
    Sai Tads, io non amo il finto e in questa foto ne troviamo a quintali. L’abito c’è e non c’è, la biancheria non esiste ma le parti intime sono comunque coperte. Le vuoi mostrare? Allora non fare finta, un po’ più di coraggio, non dico la nudità per strada perché l’avrebbero arrestata, ma che ne so, un paio di short, senza mutandine, e una mini canotta scopri ombelico rigorosamente senza reggiseno, Invece qui abbiamo un abitino bon ton non trasparente ma che non lascia nulla all’immaginazione. Ecco la commedia.
    Direi la stessa cosa per un uomo, s’intende. E occhio che non sono affatto moralista. eh!
    Sto facendo elucubrazioni e mentre scrivo passa mio marito, guarda la foto ed esclama: “Esuberante gnocca la ragazzina!” 😉 Volevi la reazione di un normale passante? La voilà 😀 😀
    Primula

    • un saluto a tuo marito 😉 “esuberante”, uomo moderato 🙂
      hai espresso un concetto che condivido in pieno Primula, l’assillante ricerca della stravaganza è diventata banalità, l’omologazione degli “alternativi” è, di fatto, la negazione della ribellione intesa come urlo sociale.
      Insomma, più si cerca di essere diversi più si diventa normali

  8. A me è venuto il dubbio che la foto sia ritoccata sull’inguine. Cioè deve essere davvero depilata a zero con delle labbra non indifferenti ed anche appiccicose perché il vestito le si attacchi così addosso solo con un pò di vento eh! Per il pezzo di sopra, io sono una supporter del no bra (anche se mi piacciono i reggiseni) quindi non vedo tutto ‘sto scandalo.

  9. Secondo me non ha fatto il bucato e ha finito la biancheria come una mia compagna di scuola che quando finiva le mutande, metteva il costume…
    Comunque, senza mutande non ci starei ma in estate senza reggiseno si sta una meraviglia 😂😂😂

  10. Deve aver pensato che se al manichino il vestito stava bene così da solo allora poteva benissimo indossarlo anche lei così 😀 E comunque sono più che convinta che l’esercizio del potere sarebbe andato a farsi benedire se avesse avuto un paio di taglie di seno in più. Certi capi intimi sono una necessità e non accessori.
    Per il resto forse non sempre si può capire cosa si vuole se prima non si fanno dei tentativi… Alla fine non siamo sempre un po’ figli dell’esperienza?

    • è sempre un piacere leggere i tuoi commenti 😉
      ti dirò… io penso che la bellezza sia, sostanzialmente, un equilibrio, un filo conduttore capace di armonizzare gli elementi dai capelli alle unghie dei piedi, a prescindere da quello che dichiarano gli stilisti gay. Hai ragione, due taglie in più di seno avrebbero scombinato e messo a dura prova la libertà d’azione. Io non ho mai avuto a che fare con donne con le mammelle rifatte ma ho conosciuto, per fatal combinazione, una ragazza che si è sottoposta a una riduzione dell’apparato mammario (credo si dica così), era vicina di letto di una mia carissima amica ansiosa di togliersi una brutta cicatrice

  11. Mille volte meglio lei che il vergognoso, umiliante, maschilista burka. In mezzo per fortuna ci sta tanta gradevole normalità. Ciao, buona giornata.

  12. Buongiorno Tads. Credo l’immagine sia photoshoppata ad arte.
    Nell’ipotesi non lo fosse, devo dire che la signorina ha tutta l’aria d’esser beata.
    Possiamo solo invidiare il suo essere oltre ogni regola di bon ton.
    L’apparente sfrontatezza del suo esibirsi è in netto contrasto con la scioltezza della sua normale passeggiata. Sembrerò irriverente e di questo mi scuso, ma mi viene da farle un applauso per tanto ardire. E non è nemmeno gnocca.
    Citando Moliere “Son stracci, se volete: ma io amo i miei stracci.”
    🙂
    Ti abbraccio
    Stef

  13. Sempre interessanti e godibili le tue analisi sui tempi che viviamo, Tads. E’ proprio vero – come ha detto qualcuno – che a volte l’abbigliamento è la nudità ad un livello più raffinato. E se fosse una foto taroccata? E se qualcuno si fosse divertito a spogliarla con dei ritocchi per vedere l’effetto che fa? Stiamo gettando fango su quella povera creatura che magari, prima di uscire di casa, aveva indossato mutandoni di lana e adesso a sua insaputa si ritrova in rete senza mutande, ai raggi x. E per giunta depilata. Mala tempora currunt sed peiora parantur :-) 🙂

    • buongiorno Remigio,
      nessuno getta fango, che la foto sia originale o taroccata è irrilevante, in giro si vede anche di peggio, è ciò che rappresenta il plot del post. Hai ragione, a volte l’abbigliamento è la vera nudità. E’ il concetto della lingeria sexy, non coprire ma evidenziare ciò che resta scoperto.

  14. C’è poco da dire TADS. Sono cambiati i tempi, le persone, le mentalità, le realtà… Ma di sicuro il buon gusto e un po’ di pudore faranno sempre la differenza 😉

    Buona giornata.

  15. l’esteticità Inconsapevole è frutto di un mare infinito di complessi e rifiuti, così trovi quella bellissima che si copre fino all’inverosimile e la coZza chiatta coi collant aderentissimi che si muove tutta convinta. quant’è difficile amarsi per ciò che è, perdonarsi, restare fedeli a sé stessi..

    pS: la prossima volta perché non la fermi e le chiedi: nenné ma a tien sol tu?

  16. Sera TADS, io onestamente mi sento super combattuto… in almeno 3 posizioni contrastanti:

    69… ehm no dai, scherzavo…

    1) Ma saranno fatti suoi, sarà pur libera di andare in giro come le pare?? di fatto è pure vestita… come hai giustamente detto ci sono ogni giorno condizioni ben peggiori in mostra…

    2) Personalità interessante la signorina, mi piacciono le persone di personalità, però di fatto non la conosco potrebbe essere tanto interessante quanto frivola la sua reale personalità..

    3) Piacevole la vista della metà superiore, quella della metà inferiore in tutta onestà mi lascia un pò perplesso, non la trovo nemmeno chissà che erotica.. e il fascino dell’erotismo muore, in me sia chiaro, al dispetto di una quasi ostentata perversione “uno a molti”.. personalmente trovo che l’erotismo sia un motore del piacere del sesso e quindi in questo senso per il mio modo di vedere l’erotismo muore.

    Non ho una versione delle tre che predomini in maniera tale da surclassare le altre due.. quindi non sapendo nulla di questa foto, non conoscendo il soggetto, non sapendo se è reale o meno, ignorando l’origine dello scatto rimango con me mie tre versioni ma sostengo leggermente di più la prima, che di fatto è quella che meglio mi permette di dimenticarmi delle altre due senza rancori… 🙂

    • ovviamente sono fatti suoi, ognuno ha il diritto di andare in giro come meglio credo ma chi vede e osserva ha quello di farsi una opinione. La società è un agglomerato di anime all’interno del quale si muovono i singoli, piaccia o meno ma ogni qualvolta usiamo di casa e ci immergiamo nella società ci ritroviamo “sotto esame”. La libertà di un individuo cessa quando giunge al confine della libertà di un altro, il filo è più sottile di un capello, aver buon gusto non significa essere bacchettoni e ostentare sfrontatezza e menefreghismo, se non deliberata provocazione, non significa essere liberi. Il concetto “tutti hanno il diritto di fare ciò vogliono” è di matrice anarchica, non democratica. Insomma, alla fine credo sia solo una questione di rispetto, nei confronti di se stessi e degli altri, nei tempi moderni l’occidente tende a perdonare, tollerare, comprendere e giustificare ogni operato femminile, anche gli eccessi, non mi pare una grande conquista sociale.

      • Concordo su tutto ciò che hai scritto.. il concetto che mi incuriosisce di più ma non nei tuoi confronti ma in senso generale è proprio quel filo sottile come un capello… chi è che può stabilire dove finisce la libertà di un altro individuo?? se è l’individuo stesso potrebbe decidere di comodo e allora anche il detto o meglio ciò che ne consegue potrebbe avvicinarsi ad una dittatura. Il buon senso (che però rimane mediamente soggettivo) penso sia l’unico elemento che possa spessorare quel capello…

  17. Che lei abbia le mutande o il reggiseno o non li abbia io muoio lo stesso e lo stesso vivo. Ad ogni modo i reggiseni e le mutande e tutti gli abiti possibili glieli si mettono in questo post. La gente veste sempre la gente delle proprie “porcherie”.
    Scusate la crudezza..

    • credo tu abbia preso un clamoroso granchio, in questo blog si affrontano, prevalentemente, tematiche sociali e tendenze, non è la sala d’aspetto di una pettinatrice. Se poi tra qualche riflessione ci scappa una battuta spiritosa o una considerazione personale… poco male.

  18. E tutto ‘sto casino per dire che non ti piace il vestito??! 😉
    PS: Avessi un fisico simile, io mi vestirei più maschile possibile, per far esclamare al momento clou “wow! Ma coprivi un fisico simile?!!”

  19. Ammiro la sua nonchalance! Non tutte possiamo permetterci di uscire senza guardarci allo specchio per almeno cinque minuti in forma statica e dinamica… Detto questo l’immagine è drasticamente vera: la sensualità, l’eleganza e la bellezza di una donna non sempre sono una mera questione di chili e centimetri.

    • la sensualità, l’eleganza e la bellezza di una donna non sempre sono una mera questione di chili e centimetri.

      è la pura verità, concordo in pieno

  20. Analisi intrigante e stimolante di una realtà innegabile. Il soggetto lo trovo interessante a prescindere dalle sovrapposizioni anatomiche in evidenza. Se la foto è reale e non ritoccata lei non ne sembra consapevole. Poniamo che sia vera. Personalmente mi da un’idea di libertà e di rottura con il convenzionalismo imperante e quindi ha tutta la mia approvazione (prescindo da giudizi ormonali). In quanto anticonformista, ha tutta la mia ammirazione…

    • ciao Gigi,
      hai riattivato il blog? verrò a trovarti presto

      il tuo punto di vista non fa una piega, io non la penso esattamente così ma rispetto la tua opinione, il conformismo e l’anticonformismo sono due facce della stessa medaglia. L’anticonformismo omologato è forse peggio del conformismo. Non ci trovo niente di scandaloso nella immagine, piuttosto mi domando dove sia il punto di gratificazione, dove stia il divertimento, la liberazione. La foto penso sia vera, se il vestitino ha componenti acriliche è più che normale si appiccichi in siffatta maniera, la chiamano elettricità elettrostatica.

  21. Divertentissimo post per la tua sagace ironia, già il titolo è tutto un programma. Forse la tipa non si era guardata allo specchio prima di uscire di casa? Forse aveva tutte le mutandine in lavatrice o lo fa di proposito e la cosa mi avvilisce per lei: ciò che s’intravede non è desiderabile. Eppure ha un viso comune da brava ragazza, sarà brava e trasgressiva?
    Buona domenica, caro amico.
    un saluto affettuoso
    annamaria

  22. Ora, a parte che è poco elegante ed antiestetica, non so se si sia resa conto ma certamente una che esce senza biancheria intima dovrebbe ALMENO indossare qualcosa di meno impalpabile sopra. Mettiamo che sia un accordo simpatico tra lei e il suo Lui quello di darsi appuntamento con “sotto il vestito niente”, dovrebbe essere, appunto, un’informazione intima, segreta, non di pubblico dominio. Non è ne’ bella, ne’ sexy, ne’ trasgressiva. (a mio avviso) Dunque, a che pro?

  23. a prima vista avrei detto che la foto fosse ritoccata ma scrivo dopo aver letto un po’ di commenti da cui si deduce sia “vera”!
    malandrino il vento di primavera allora!
    buon pomeriggio

  24. Dotto’ non so se già qualcuno ha segnalato la questione, ma tette e grandi labbra della madama in foto sembrano tirate su dagli stessi fili! Porco cane! Ora, sinceramente non comprendo la comodità di andare in giro senza indumenti intimi, io non ho tette e grandi labbra tirate su dagli stessi fili, quindi rimango volentieri nell’ignoranza.
    Lei è parecchio gnocca, magari ci si sente pure. Bisognerebbe informarla che le mutande servono anche a non prendere infezioni 😀 😀 😀

    P.S. Dotto’, perdoni l’intervento stupido è che mi sono divertita tanto a leggere l’articolo che non potevo lasciare il blog senza un saluto :-*

    • un po’ di buonumore fa sempre bene 🙂 🙂 🙂

      sinceramente a me non pare così gnocca ma, si sa, l’estetica è soggettiva, anche se penso che tantissimi uomini abbiano scopazzato di ben peggio 😀 😀 😀

  25. Zio Tads, mi meraviglio di te. Lo zoccolo di cammello è evidentemente ritoccato al photoshop. Una linea così netta non la si ottiene neanche con uno slip in microseta! A parte ciò,ho sentito proprio l’altra volta che stanno ritornando di moda le mutande in stile nonna, modernizzate usando materiali di ultima generazione, meno carta vetrata e più sofisticatezza…. Comunque sia meglio la voglia di scoprire che di cercare il pelo nell’uovo!

    • Comunque sia meglio la voglia di scoprire che di cercare il pelo nell’uovo!…
      bella questa 😀 😀 😀
      credo sia difficile trovare un pelo in quell’uovo :mrgreen:

      temo che la signorina sia una fan del celeberrimo film: “sotto il vestito niente”, non so se la foto sia ritoccata o meno, secondo me non lo è ma da un punto di vista prettamente “anatomico” non mostra niente di strano

  26. come sempre notevole il tuo saper fare filosofia partendo da una quasi banalità. osservatore attento e acuto, riesci a guardare oltre l’immagine snocciolando una serie di riflessioni di tutto rispetto e di grande penetrazione mentale verso il lettore, che se all’inizio rimane un po’ spaesato, si trova a riflettere a sua volta.
    esulandomi dai falsi moralismi a cui accenni, non mi pare che la signora abbia un atteggiamento seduttivo né nelle movenze né nell’abbigliamento in sé, l’outfit è molto poco ricercato, i colori sono abbinati mali, scarpe bassa, tracolla enorme, passerebbe inosservate se non fosse per la nudità sottostante che si intravede.
    credo che a volte sia solo una questione di comodità che spinge al “minimalismo” intimo che non tutti i fisici si possono permettere. il bisogno di nudità è un atto liberatorio
    la seduzione ha altri parametri e sicuramente la biancheria intima al completo contribuisce e avvalla

    • ti ringrazio per i complimenti, in fondo riflettere su una apparente banalità è più impegnativo di quel che sembra, anche più divertente.

      sul resto sottoscrivo, ripeto ciò che ho già scritto, se la ragazza indossaste jeans e maglioncino diventerebbe trasparente, invisibili, più che una donna aggressiva parrebbe una nerd.

  27. Spero veramente, veramente, veramente tanto che sia una foto ritoccata… è la cosa più inquietante che abbia mai visto xD A parte l’abbigliamento – o la sua mancanza – piuttosto discutibile, mi trovo d’accordo con te riguardo l’articolo. Mi spiego: per la voglia di essere “libere”, per un sentimento di ribellione scatenato da anni e anni di chiusura mentale (cosa che, in realtà, a noi riguarda poco, essendo nati in un’epoca in cui di libertà ce n’è fin troppa, ma tralasciamo) noi donne (dico noi, ma non intendo tutte e nemmeno me stessa) siamo diventate esibizioniste, impudiche, desiderose di farci guardare per il gusto di fare le timide, dire che l’uomo è porco e al tempo stesso vantarci di essere ammirate. Non trovo altra spiegazione, altrimenti, a persone che mettono minigonne a giro fianchi – per non essere volgare -, scollature all’ombelico e cose del genere… non c’è nemmeno coerenza. Certo, vestirsi striminzite non è un invito a toccare o a fare gli schifosi come pensano alcuni, ma nemmeno ci si può lamentare se a uno scappa un commento o un’occhiata – a patto che, ovviamente, non si scenda nella volgarità. Io penso che una donna possa essere molto sensuale anche vestita… ad esempio, indossando lingerie di pizzo, magari un po’ spinta sotto un vestito che dia una piccola idea ma senza essere scoperto…

    • riflessioni giustissime e condivisibili, comunque è dagli anni ’60 che la donna ha iniziato un processo di “liberalizzazione”, mezzo secolo, diciamo due ricambi generazionali, soprattutto nei grandi centri urbani.
      La provocazione femminile è una costante, a volte più audace altre più soft ma pur sempre un aspetto della femminilità, il problema è contestualizzarla e capire quando sia inopportuna. Nonostante esistano donne che amano provocare spudoratamente, magari gli ometti timidi o imbranati, sia chiaro che la provocazione non giustifica mai risposte violente o volgari ma quando è totalmente fuori luogo sarebbe meglio evitarla.

      che la foto sia originale o ritoccata credo faccia poca differenza, basta andare nelle vie dello struscio e dello shopping, nei locali o nei centri commerciali per constatare quanto le donne amino vestirsi poco, soprattutto col sopraggiungere della bella stagione.

      da anni e anni sul web spopolano fotografie di vip e pseudo tali “pizzicate” senza mutandine, quasi sempre mentre salgono o scendono dall’automobile, evidentemente fanno tendenza

      • Assolutamente vero. Ed anziché essere sexy, secondo me, rasenta veramente il ridicolo. Certe cose posso capirle solo nell’intimità della camera da letto dove tutto, o quasi, è permesso. In estate, senza voler essere cattiva, vedo certi obbrobri in giro… brrrr. Io per prima nemmeno quando avevo un fisico eccelso avevo il coraggio di vestirmi – o, meglio, non vestirmi – così. Purtroppo, però, ormai è permesso tutto, persino l’oltraggio al pudore…

        • è un crescendo Rossiniano in negativo, una competizione tra chi osa di più, è una deriva sociale figlia del pensiero politically correct, tutto ciò che fanno le donne deve essere sempre e sistematicamente giustificato, difeso.

  28. Una cosa è sicura!
    Quando questa ragazza dice : mi vesto in un minuto ,non sarà mai in ritardo ,lei si veste sul serio in 60 secondi.
    Personalmente mi sentirei molto ma molto a disagio con un vestitino che mette in mostre “TUTTO “.
    Ciao Tads
    lia

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