Quella laida e invisibile barriera che ancora divide gli uomini dalle donne…

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L’imperitura, stoica, immarcescibile “guerra dei sessi”, quella bollita ed emulsionata nel frullatore della goliardia e del sarcasmo, dell’accattivante cinismo e della conturbante perfidia, da anni è diventata difettoso rilevatore di una diversità che, seppur tenti di seguire la rotta per approdare nel porto della uguaglianza concettuale, come Odisseo errabonda nei burrascosi mari della contrapposizione. Contrapposizione genetica, storica, interpretativa, umorale, a volte frivola, due universi distinti bisognosi l’un dell’altro ma accorti a non fondersi, per fortuna, dovesse mai crearsi un blocco unico ci ritroveremmo in un deserto fatto di sabbiosa noia e arida apatia.

Quando ci si arrocca su posizioni ideologiche agli antipodi, diventa problematico mixare emozioni al punto da vedere lo stesso miraggio, tra il serio e il faceto proviamo a sintetizzare, arduo cimento, quelle realtà che sarebbe errato soffriggere nel wok dei luoghi comuni e delle leggende metropolitane:

LA PROMISCUITA’… Punto di vista maschile: “un uomo che copula con tante donne esprime maschia virilità, una donna che copula con tanti uomini è una vagina chiacchierata (eufemismo)”. Punto di vista femminile: “un uomo che copula con tante donne è un puttaniere/farfalla insicuro a caccia di conferme, una donna che copula con tanti uomini sperimenta, finalmente, l’agognata autodeterminazione”.

OPPORTUNO/INOPPORTUNO… Una donna che alle due di notte decide di fare una passeggiata in un quartiere malfamato indossando minigonna inguinale, scollatura ombelicale e tacco12, esercita un inalienabile diritto estraneo a qualsivoglia provocazione, dovesse mai ritrovarsi a subire molestie o aggressioni diventerebbe una vittima dell’immortale maschilismo troglodita. Un uomo che alle due di notte decide di fare una passeggiata in un quartiere malfamato con tanto di Rolex e catenazza d’oro in bellavista, qualora venisse rapinato si guadagnerebbe la qualifica di “coglione”.

ASPETTI PRATICI… Una donna, seppur timida e/o non particolarmente disinibita, non ha problemi a farsi visitare da UN ginecologo. Un uomo, non particolarmente disinibito, vive con estremo imbarazzo un controllo alla prostata effettuato da UNA urologa. Il perché ha radici antiche ma ancora vive.

MODUS OPERANDI… Per una donna è norma arrivare con mezzora di ritardo a un appuntamento, se invece è l’uomo a tardare di soli dieci minuti, rischia di trovarsi al cospetto di una iena che ha già deciso di “fargliela piangere” per almeno tre settimane. Se al ristorante lei ordina le portate più costose e poi si limita a spiluccare come un passerotto cinguettando: “è tutto buonissimo ma sai, sono a dieta proprio da oggi”, all’uomo tocca sorridere e dire: “nessun problema cara”, ogni disappunto sullo spreco verrebbe decodificato come “provinciale taccagneria”. Se nel mezzo di una festa tra amici lei viene colta da depressione isterica, è d’uopo mollare istantaneamente tutto e tutti per accompagnarla a casa, pena la rottura del rapporto. Per contro, un lui investito da improvvise problematiche di varia fatta mentre lei si sta divertendo, si trasforma in un pesante trolley senza rotelle: “vai pure a casa, io rimango qui ma tanto non faccio niente di male, poi c’è quella mia amica che non vedo da anni, NON rovinarmi la serata che te la faccio pagare”.

LE NOZZE… la regola cardine di ogni wedding planner è quella di organizzare tutta la kermesse sulle esigenze e sulla vanità della sposa, nonostante sia lui a quietanzare le fatture. Il matrimonio è unione tra due persone ma, chissà perché, la protagonista assoluta dell’evento è sempre e solo lei, non di rado lo sposo viene mutato in “elemento decorativo”.

QUELLA STRANA COSA CHIAMATA SESSO… Nell’era contemporanea è la donna che stabilisce quando omaggiare Eros. Un potere esercitato dispoticamente: “no, stasera non ho voglia”, rifiuto che può tranquillamente diventare “seriale” nel medio e lungo termine. Fosse un uomo a negarsi pedissequamente, si scatenerebbero i tornado delle paranoie, delle supposizioni e delle congetture. Partirebbero, tamburo battente, consulti e riunioni “carbonare” con le amiche, meeting finalizzati alla pianificazione/elaborazione di strategie e missioni investigative “fai da te”. Si attiverebbe tutto quel grottesco carnevale estrapolato dalle rivistucole per sciampiste: “la posta del cuore vi consiglia”, “come comportarsi se lui non risponde agli impulsi”, “impara a conoscere i suoi segreti”, “i dieci modi per farsi desiderare”, ecc. ecc. ecc… Roba da marziani strafatti di crack e vodka.

L’IMPROBABILE LOGICA DELLE AFFERMAZIONI… Tempo addietro lessi su un blog femminile in odore di femminismo una frase che mi lasciò perplesso, la riporto testualmente: “noi donne abbiamo il diritto di essere stronze”, no comment. Sempre in illo tempore colsi su facebook : “sono così ma non sono così, cercami ma solo quando intuisci che voglio essere cercata, lasciami sola quando ne ho bisogno ma senza che te lo dica, dominami ma soddisfa i miei capricci, sii tenero ma non darmela mai vinta, rispetta i miei spazi ma non pretendere che io rispetti i tuoi…” penso possa bastare, siamo a cavallo tra un sudoku e il cubo di Rubik.

IL FATTORE MAMMELLA/COSCIA… Continuerò a chiedermi, vita natural durante, per quale motivo le donne vivano nella convinzione che sia sufficiente una scollatura e uno scosciamento per diventare leader del contesto. Regge ancora la teoria che un pezzo di carne esposto sia un passepartout?, così fosse sarebbe la conferma che essere “donna oggetto” sia frutto di una scelta meditata. Si calca la mano sulla pochezza maschile? Allora sono i maschi ad essere “oggetto”, diciamo “toys”, sollazzo trendy per accaldate milf new age.

L’ESIBIZIONISMO… (repetita iuvant) Se una donna in abiti succinti entra in un locale mostrando agli astanti tutta la sua antipatia nei confronti delle mutandine… battute, ammiccamenti e sbirciatine a parte, non accade niente di particolarmente eclatante. Se un uomo entra in un locale con la patta aperta arieggiando l’inconsapevole ammennicolo, rischia l’arresto, ammesso si salvi da un probabile linciaggio.

IL SEGNO ZODIACALE… Durante un vernissage mi presentano una ragazza, neolaureata col massimo dei voti in ingegneria nucleare, è graziosa ma sono attratto soprattutto dalla sua laurea e cerco di capire cosa possa averla spinta a intraprendere un così impegnativo percorso, chiacchieriamo per qualche minuto, chiamiamoli convenevoli. All’improvviso mi dice: “Dottore posso farle una domanda personale?”, rispondo: “dimmi pure figliola”, lei: “di che segno è?”.

Dovuta riflessione… Non apprezzo il “cavalierato di ritorno”, quella risibile galanteria che pare essere mutuata da vetusti manuali settecenteschi, non sono avvezzo alla accondiscendenza, forse è per questo che non ho mai vissuto né mai vivrò certe situazioni. Credo nel rispetto delle persone e quindi non faccio distinzione tra i generi, non sbarello di fronte a una donna in carne e ossa e nemmeno sbavo, come fanno in molti, sotto un nick femminile nella blogsfera. Per me una cazzata rimane tale, a prescindere dal sesso di chi la spara, lo stesso dicasi per i testimonial della idiozia.

Mi riporto all’apertura del post, la diversità tra uomini e donne deve essere un valore aggiunto da coltivare, proteggere e custodire con cura, ben vengano schermaglie e duelli costruttivi, scontri di personalità ed evidenziazioni caratteriali ma usciamo da queste logiche stantie, usciamo da queste catacombe sature di aria mefitica. Esistono Uomini e Donne, esistono ominicchi e donnastre, non occorre iscriversi a un Master per capirlo.

Tullio Antimo da Scruovolo

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111 thoughts on “Quella laida e invisibile barriera che ancora divide gli uomini dalle donne…

  1. Tullio Antimo da Scruovolo, mi permetta di rappresentarle il mio stupore nel leggere “promisquità” e “in illo tempore” che da lei proprio non mi sarei aspettata. Suggerirei di sostituire con “promiscuità” e “illo tempore”.

    Approfitto dell’occasione per confidarle che anch’io le avrei chiesto il suo segno zodiacale, ma posso addurre a mia parziale discolpa di non essere laureata in ingegneria nucleare.

    Ah, dimenticavo, non posso portare alcun contributo alla discussione perché, nonostante io sia donna all’anagrafe, e donna sotto tutti gli altri aspetti, pare che il mondo intero insista a sostenere che io sia un uomo. Ergo, mi astengo.

    Le auguro buona serata e un sereno finesettimana.

  2. Oh, quindi io donna che ho appena pubblicato un post in odor di erotismo, chissà come sarò giudicata!
    Esistono ancora tanti dei preconcetti che hai sottolineato e sono deleteri per uomini e donne. Molto è da ricondurre all’educazione ricevuta, inutile dirlo. Tanto altro va alla stupidità della gente, M o F che siano.

    Associazione di idee: mi sono stati affidati, in questo ciclo scolastico, un gruppetto di alunni tremendi per disciplina. Dopo il primo disorientamento, mi sono rimboccata le maniche e della “diversità” ne ho fatto una risorsa (pedagogicamente è risaputo che dalle classi calde escono, poi, le cose migliori. Ma che fatica!). Questo per dare accordo alla chiusa del tuo post.

    Ci sarebbe altro da dire, ma devo andare da mia madre. Magari torno dopo. Comunque mi ha fatto sorridere il “segno zodiacale”. da dove caspita ti è venuto di chiamare “figliola” un ingegnere nucleare??? magari ha cambiato la domanda all’ultimo minuto 😉

      • ahahah, sarà una dura partita 😉 E poi una lotta tra due Vergine..rischieremmo di distruggerci e raccogliere… Pesci 🙂

        Le diversità ci sono e, se serenamente comprese e accettate, con garbo, intelligenza , rispetto, astuzia, pazienzaaaaaaaaaaa, diventano, come hai ben detto, valore e risorsa per il completamento reciproco. Basterebbe poco.
        Ci sono omuncoli e donnette, ci sono signori Uomini e signore Donne, ci sono ancora oggi ideologie religiose e sociali che sono àncorate al Medioevo,no, alla Preistoria, sempre intenti a schiacciare la donna e a dare la clava all’uomo, e c’è una larga fetta di umanità che cresce molto a rilento, troppo.. Barcaminarsi tra cotanta varietà è sempre stato difficile e lo è ancora adesso.

        Comunque… (tanto per fare una mano di gioco)…
        ti trovo migliorato: se escludiamo il corpo del post, cioè tutte “quelle REALTA’ che sarebbe errato soffriggere nel wok”, (sulle quali hai voluto ironizzare (vero?dimmidis’dimmidisì)) titolo, apertura e chiusura lasciano ben sperare 😉

        • perdindirindina, stavo affilando le armi in attesa della pugna e mi ritrovo una Marirò che mi dà ragione ma non si esime dal punzecchiarmi… l’ironia ce l’ho nel DNA ma questo non significa che non dica il vero. Sai, se ti metti a negare la realtà finisci nella pentola 😀 😀 😀
          Cara Maria Rosa, io faccio uno strano mestiere e ho sulle spalle uno strano percorso di vita, se ti dicessi che amo osservare l’umanità direi una cosa parzialmente vera, parzialmente perché nella sostanza non me ne frega niente ma lo faccio comunque perché ho un tornaconto professionale.
          Senza peli sulla lingua… io penso che Uomini e Donne non si capiranno mai fin quando esisteranno ominicchi e donnastre, elementi di disturbo che condizionano l’altrui esistenza. Io sono single, non ho problemi di questa foggia, ci sono momenti in cui vorrei averli ma solo per giocarci. Forse te l’ho già detto, sono stato sposato per circa 20anni, sono padre di tre figli e nonno di tre nipoti, ho passato metà della mia vita a girare per i cinque continenti giocandomela veramente, adesso basta, rifletto, deduco, analizzo, elaboro, a volte rido, E’ la vita.

          • Ma sei stato tu a invitarmi al gioco del punzecchiamento, perdindirindina-bis! vabbè, voi uomini…ah, capirvi!
            Ho concordato con te in linea generale sin dal mio primo commento. Sugli ominicchi e sulle donnastre, non esito a dire che li passerei, i primi al frullatore e le seconde nella centrifuga, senza alcuna pietà. Sul matrimonio e sulla (si può dire?) singletudine, che dirti?, sono situazioni e spesso scelte convinte di vita e in entrambi i casi, tuttavia, si vivono larghi momenti in cui si vorrebbe essere altro. E’ la vita, appunto.

            Con rinnovata stima e simpatia,
            Marirò

            • si scherzava 😉
              perfetto, hai ragione su tutta la linea, la singletudine ha tantissimi aspetti positivi, parlo della singletudine come status, quella che ti consente relazioni non impegnative, ecco, cosa ben diversa dalla solitudine subita.

              ricambio stima e simpatia

  3. Mi ha molto preoccupato il paragrafo ESIBIZIONISMO: ora apprendo di essere un esibizionista malato se mi capita di avere la patta aperta e, conseguentemente, di rischiare l’arresto. Fino a ieri pensavo soltanto di essere un vecchio un pochino rimbambito che, a volte, si dimentica di sistemarsi i pantaloni dopo essere andato, educatamente, in bagno per espletare un naturale bisogno fisico… 😀
    Forte, TADS!
    Nicola

    • sei un GRANDE Nicola, conoscerti è stato un investimento fortemente positivo, guarda che io non sono un pivellino, ne ho suonati 58 a settembre, comunque quando vado a mingere la patta me la chiudo, accidenti a questi jeans che hanno i bottoni, meglio la lampo 😉 😀 😉

  4. Interessante post come sempre, sono tutti punti di vista più o meno condivisibili o contestabili, ma questo non ha importanza, sono dell’idea che la stupidità non abbia sesso, così come la volgarità, e che chi ha bisogno di svestirsi per farsi notare….è perchè non ha altro per farlo, e anche questo non ha sesso…..ed è un punto di vista personale 😉

  5. Il segno zodiacale, hai ragione a essere infuriato, avresti voluto uno scambio di idee più interessante e invece l’ingegnere nucleare ha tergiversato stupidamente. Leggendo le risposte, scopro che sei del mio stesso segno, siamo precisi e amanti della verità, anche testardi, ahinoi! Quando scrivi questi post sulle donne avverto una certa nota di acredine, come se avessi avuto delle esperienze non felici che ti hanno lasciato l’amaro in bocca, perdona la mia interpretazione sulla quale puoi anche sorvolare. E’ vero il mondo è fatto da comportamenti sempre uguali, il progresso non ha mutato le situazioni, la donna è oggetto di desiderio e deve cautelarsi a notte fonda, anzi dovrebbe restare a casa e l’uomo se non gli capita un incidente di percorso può tornare alle due di notte. Comunque il pericolo è dietro l’angolo per tutti e per quanto riguarda le cretinerie di donne, è un fatto di comportamento. Mi spiace che la scena sull’altare sia soprattutto al femminile, beh con quegli abiti nuziali mi sembra ovvio.
    Buona vita e buon weekend. 🙂
    annamaria

    • mia cara Annamaria, non c’è nessuna acredine nei confronti delle donne, per carità, io non scrivo mai le mie emozioni e nemmeno i miei stati d’animo, ho dei trascorsi in veste di analista, nei miei post ci trovi quella varia umanità che ci circonda e che ho avuto modo di conoscere a fondo, sono solo un osservatore.

      Sei pure tu della vergine? io sono nato il 9 settembre, tu? se non sono indiscreto

  6. Il segno zodiacale Tads, 😀 anch’io sono della vergine, hai scritto tutto questo post, bellissimo, mi e’ piaciuto, per sapere di che segno siamo, 😀 😀 😀 ti abbraccio tanto, buon weekend, fai il bravo, 🙂

  7. condivido.ce’ e ci sarà sempre una profonda diversità tra un uomo ed una donna nel modo di essere di esistere di vivere.Nessun problema. Compreso ciò basta ad una donna avere pazienza energia e intelligenza con un pizzico di furbizia e voila! …tu donna fai quello che vuoi mentre L altro L uomo rimane convinto che tu faccia ciò che lui ha deciso e siamo tutti felici!!! 😜❤️

  8. Se proprio può interessare a qualcuno/a io sono un toro. E mi riferisco solo al segno zodiacale, non voglio fare facili allusioni. Anche perché – data l’età che mi ritrovo – più che di una vergine ho bisogno di un urologo. E bada bene, caro Tads, che se al momento della visita ho difficoltà a scegliere UNA urologa non è perché io non sia “particolarmente disinibito“. NOOO! E’ perché ho paura che l’urologa – non essendo stata dotata da madre natura di una prostata – abbia serie difficoltà a trovare la mia. E considerate le dinamiche dell’esplorazione, la cosa mi darebbe molto fastidio. :-) 🙂

  9. Zio. Concordo su tutto se preso sotto forma di satira. Anzi ti dirò. Sono io che aspetto il ritardo di lui e non il contrario, mentre per farlo cedere non uso più gonne inguinali ma profumi provocanti dalle essenze dolci, sottoforma di creme corpo, lozioni per capelli ed eau de toilette. Lotto per i miei diritti ma nel rispetto della persona e, soprattutto, ognuno ha un suo spazio, premettendo che questo spazio non deve essere forma di tradimento carnale.
    Però. Ultimamente ho assistito ad una cosa che ancora mi lascia sconvolta. Un uomo che rimprovera la moglie per essere stata in un certo senso “ingenua”, sciocca. La lite scaturiva dal fatto che lui aveva lavorato tutto il pomeriggio ad una cosa che riguardava la casa, aveva lavorato da solo senza l’aiuto di nessuno e, in particolare, del fratello di lei che era stato beatamente tutto il pomeriggio a grattarsi gli ammenicoli davanti al focolare. E, nonostante tutto, era rimasto a mangiare di sera a casa dei due. Lei lo difendeva, dicendo che il fratello è fatto così e la colpa era del marito che avrebbe dovuto chiedergli di aiutarlo nella faccenda, mentre lui ribadiva il fatto che, essendo fratello di lei, era sua premura spingere il fratello a dare una mano. La cosa che mi sconvolge non è la lite di per se. Ma il fatto che se il marito ha lavorato tutto il pomeriggio senza aiuto, altrettanto lo aveva fatto la moglie, preparando una cena degna di Cracco, e l’unico ad avere avuto la meglio su tutto è proprio il fratello, che ne è uscito lindo e pulito e con la panza piena!

  10. Un inchino maestro. E resto della mia idea: non tollero da un uomo con cui esco atteggiamenti che non tollerei da amici/che e allo stesso modo non adotto comportamenti che mi farebbero andare in bestia se fatti da altre. Non capisco però la tolleranza altrui x certi modi di fare perché allora davvero avere a disposizione un pezzo di carne vale più del proprio fegato. Boh

    • insomma, hai centrato il plot del post, sono domande che ogni persona dotata di grano salis si pone o dovrebbe porsi, io non baratterei mai la mia dignità per una scopata, evidentemente c’è chi la pensa diversamente. Fossi donna non mi metterei di certo a fare i capricci copionizzati.

  11. Capiti a fagiolo! Qualche giorno fa parlando delle varie delusioni sentimentali con un amico maschio, siamo arrivati proprio a quel discorso lì, perché se un uomo ha tante donne è figo, e invece una donna che ha una serie di relazioni non impegnate è troia? La conclusione è stata: tra gli uomini c’è cameratismo, tra le donne competizione. Gli uomini sono ‘fighi’ se hanno tante donne perché s’appoggiano tra di loro. C’è complicità. Le donne sono ‘troie’ perché l’una non accetta tanta indipendenza e disinibizione da parte dell’amica/conoscente per invidia o perché lei dal canto suo non lo farebbe mai in quanto cosa ignobile.
    Allo stesso modo le donne si rendono ‘oggetto’ per spiazzare le altre donne nell’ambiente in cui si recano. Credo sia per questo che nasce poi la contraddizione: non vogliono essere trattate come oggetto dagli uomini ma si acconciano quanto tali.

    • …”tra gli uomini c’è cameratismo, tra le donne competizione”…
      bravissima, il pensiero base è proprio questo, hai messo il dito nella piaga, è proprio così, il cameratismo tra donne si verifica solo quando una del gruppo ha problemi ma è un cameratismo di facciata, temporaneo, non leale

      • Sul non leale mi ricordi “la consigliora” ahahah
        Poi c’è la solidarietà femminile… ma spesso non agisce in tutti i sensi, come dici tu, magari più quando c’è un problema..

        • la consigliora fa parte del pacchetto 🙂
          le donne solidarizzano fin quando non si materializza un uomo che piace a tutte, lì si scatena una sorta di olimpiade della stronzaggine

  12. eh ma come ho fatto fino ad ora senza leggerti….. mentre leggevo le prime righe mi si è aggrovigliato il cervello! un concetto spiegato un un modo troppo particolare! mi hai fatto morire guarda! visto che la mia amichetta di blog dice che hai scritto questo per fare un censimento sui segni zodiacali ti dico subito che io son bilancia! fosse mai mi ritrovi fuori dal tuo blog perchè non ho risposto alla tua velata curiosità!
    finito di dire scemate, sta cosa che tu hai scritto in un modo che io non avrei mai saputo fare, la penso tanto tanto anche io! e mi sa che neanche siamo in poche ad essere daccordo con te. abbiamo voluto la parità… e mo ce la teniamo e pedaliamo pure…. gli uomini sono sempre stronzi e di malaffare… ma perchè mai??? boh!
    e poi sai che penso… che a volte noi donne siamo stupide, perchè invece di fare gruppo si creano strane gelosie, invidie e voglia di stare al centro dell’attenzione al posto delle altre… e quanto è brutta sta cosa!
    emh… scusa la prolissità!

    • benvenuta nel mio blog Alessialia,
      nessun problema per la prolissità, hai scritto una cosa che sottoscrivo, gli uomini tendono a fare gruppo e le donne tendono ad entrare in competizione tra loro, questa è una differenza non da poco.

      • Caaaaaaaaaalma, “fare gruppo“, caalma!
        Vero che istinto maschile spinge a fare dei gruppi (probabilmente dettato dall’atavica necessità di andare a caccia), ma anche gli uomini si sono da sempre presi a colpi di clava, spada, kalashnikov… caso mai la differenza sta nel modo: le donne sono più subdole e contorte, mentre tra uomini si è più chiari e al limite si finisce in rissa.

        • gli uomini tendono a fare gruppo per tanti motivi, andavano a caccia insieme, andavano in guerra insieme, dovevano, sempre insieme, difendere citta, borghi e villaggi dai nemici, ecc. ecc. ovviamente gli uomini fanno gruppo all’interno del contesto di appartenenza, si intende questo. Comunque sul fatto che i maschi tendano a fare gruppo mentre le femmine optino, tendenzialmente, per la competizione… esiste una sconfinata e autorevolissima letteratura con tanto di interventi e saggi scritti da psicologi, sessuologi e sociologi, non è di certo una mia illuminata intuizione

  13. Riguaro ai ritardi conosco ignobili eccezioni maschili, e pure femminili. Eccezioni che confermano la regola da te descritta… se vuoi.

    Per i segni zodiacali, non so proprio come combattere questo retaggio pre-medievale, a cui pure tanti ancora cedono. Anche tecnici laureati: poi si dice che la scienza apre la mente.

  14. ” la diversità tra uomini e donne deve essere un valore aggiunto da coltivare…”proprio vero ma lasciamo a friggere pregiudizi e luoghi comuni! la stupidità non conosce differenza di sesso!

    buona domenica pomeriggio!

  15. Ciao.
    Dimmi la verità: il riferimento alla urologa l’hai colta dal mio racconto di qualche giorno fa?
    HAHAHA, hai davvero ragione comunque.
    😀
    Ad ogni modo uno dei miei migliori amici, il Zax, ed anche mio fratello, sono due ritardatari cronici, e sforano di 30/60 minuti anche l’appuntamento più stupido.
    Al punto che se ci si incontra alle 21:30 a loro diciamo 21:00, e poi arrivano comunque in ritardo.

    K!

    • veramente il riferimento all’urologa l’ho colto dal sentire comune, gli uomini, diciamo molti uomini, hanno sempre avuto problemi a farsi visitare certe parti del corpo da una donna, non è sfiducia e nemmeno maschilismo, è semplicemente timidezza/imbarazzo che nasce da una cultura un po’ provinciale ma comunque innocua.

      sono una persona puntuale e quindi, in quanto tale, mal sopporto ritardi, su qualsiasi fronte, una manciata di minuti è accettabile oltre no, dovessi aspettare una persona per mezzora avrei dei cali perpendicolari di autostima 😀 😉

  16. Le differenze riguardo tutto ciò che ruota attorno alla sessualità (differenza oggettive e differenze nei giudizi da parte di altri), come anche il desiderio di esibizionismo più marcato nella femmina, sono oggetto di discussione tra i maschi fin da quando si inizia l’adolescenza (forse anche prima), ma ormai da anni ho accettato questa cosa e stop.
    Ciò che invece mi fa ancora imbufalire (e che da adolescente ignoravo) sono le differenze di diritti (e di presunzione di moralità) all’interno della coppia: cose come alla voce “MODUS OPERANDI” ,seppur da te descritte in modo un po’ esagerato, sono in linea di principio molto vere. E non lo sopporto.
    Penso che io vengo definito maschilista proprio perchè NON sono maschilista. Sembra un controsenso ma è proprio così: io ,pretendendo la parità nel bene ma anche nel male, vengo etichettato come maschilista.

    • caro Marco non ti crucciare, beccarsi l’etichetta di maschilista è quanto di più facile possa esistere, sapessi quante volte è toccato a me sentirmi definire tale sotto articoli che mettevano in evidenza alcune lacune femminili. Il capoverso “MODUS OPERANDI” ha una vena ironico/sarcastica ma non è affatto esagerato, tutt’altro, anzi, credo di esserci andato morbido limitandomi ai tre esempi classici, quelli più comuni, senza generalizzare, ovviamente… l’arrivare in ritardo a un appuntamento, lo spreco al ristorante e i capricci in compagnia sono l’ABC dei manuali di comportamento per donne. Vezzi di un tempo che ancora sopravvivono. Dici bene, la colonna portante di un rapporto, della vita in genere, deve essere il rispetto ma qui siamo ancora al largo.

  17. Non vorrei appesantire la giocosità con cui hai trattato l’argomento, sicuramente sono estremizzazioni che trovano nella chiusa finale il senso della loro inutilità e che si stanno modificando a mano a mano che i ruoli sociali di maschile e femminile sfumano nelle loro caratterizzazioni di genere, createsi non solo per diversità ontogenetica e filogenetica ma anche per contesti e abitudini sociali secolari.
    A mio figlio, che proprio in questi giorni ha manifestato i suoi dubbi sull’universo femminile, che trova alquanto ostico e misterioso, dopo una dotta disquisizione ognuno per la sua parte, ho detto,concludendo, extrema ratio e minimalismo concettuale, le donne rompono le palle, gli uomini sono stronzi
    Una buona serata 

    • estremizzazioni relative, esistono peculiarità femminili dure a morire, non credo basti un cambio generazionale, se nel 2016 sopravvivono ancora antichi retaggi… vizi, vezzi, bizze e capricci sono ancora parte integrante di molte donne.

      non ho voluto scriverlo per non appesantire, come tu dici, ma credo che l’errore di base sia sempre lo stesso da secoli: le donne vivono nella convinzione di avere tra le gambe l’unica ragione di vita degli uomini, gli uomini vivono nella convinzione che ogni donna sia conquistabile, al limite acquistabile. Fin quando queste due deprecabili logiche non saranno morte e sepolte, la cultura del rispetto rimarrà una chimera

      • sono logiche che non mi appartengono e, probabilmente, non le riconosco per questo . in ogni caso il cambiamento si nota soprattutto nelle ultime generazioni. se guardi sui social le donne sono diventate tampinatrici più degli uomini, uomini che, per altro, stanno scarseggiando.

  18. Il maschio e la femmina rappresentano i due aspetti del grande dualismo radicale.
    Non c’è un uomo completamente maschio, e nessuna donna puramente femmina.

    Hai ragione arricchiamoci delle nostre reciproche differenze e finiamola con i soliti, triti e ritriti luoghi comuni.

    Un saluto.

  19. Ma dimmi un pò caro Tads, qual’è il tuo mestiere se non sono indiscreta? sai sempre così bene analizzare comportamenti e aspetti della vita corrente che uno rimane spiazzato davanti a te che ben sai comprendere , diciamo meglio, andare al fondo delle cose. La tua chiusa è quello che più mi interessa del discorso. Uomini e donne con le loro differenze reciproche fanno del mondo quello che è . E sono proprio le differenze ad arricchirlo . Pensa se tali differenze non dovessero più esistere. Sarebbe la fine mio caro Tads. Una cosa essenziale deve però essere sempre presente. altrimenti non ci siamo ed è il rispetto. Senza quello tutto va a rotoli, purtroppo Un caro abbraccio. Isabella PS Facendo riferimento al tuo commento sul mio dialogo con Antonio, volevo dirti che mi è piaciuto, e prendendo spunto dalle tue parole ti dico anche che avrei preferito anch’io più un referendum che una discussione in sede parlamentare sulle unioni civili. Ciao

    • ciao Isabella,
      ti ringrazio per gli apprezzamenti, mi è stato insegnato, fin da ragazzo, che quando si affrontano determinati argomenti è opportuno far proprie tre regole: osservare con attenzione, produrre riflessioni oggettive, non attingere mai al proprio vissuto.

      condivido il tuo pensiero, come ho scritto nel post, la quadra sta nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze tra i generi.

      ps: ho visto il tuo mi piace sotto il mio commento da te, la penso proprio così, le svolte epocali di una società, come è avvenuto per aborto e divorzio, devono essere sottoposte al giudizio del popolo, altro che porre la fiducia passando dal mercato delle vacche per raccattare voti di scambio/favore

      salutissimi

  20. Ho letto alcuni post, con molti mi trovo in disaccordo (non con questo, che ho letteralmente adorato) ma ho apprezzato tutti, indistintamente, per l’acume, la dialettica e l’ironia. Per quanto possa valere (poco, senza dubbio) il mio parere: BRAVO (alla francese).

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