La maleducazione è un “valore” che forgia carattere e personalità…

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Non si è ancora spenta la vasta eco destata dal cartello (vedi immagine sotto il titolo) esposto all’ingresso di un ristorante nei pressi di Roma , iniziativa che ha scatenato ira e sdegno nel solito popolo “tartufista”, politicamente corretto per mero asservimento ideologico. Il podio delle affermazioni: “i bambini sono il nostro futuro”, “perché privarsi del piacere di mangiare al ristorante con la propria prole?”, “è aberrante trattare i bambini come fossero cani e/o stressanti venditori di rose”, non per fare il solista ma io sottoscrivo, senza se e senza ma, il provvedimento adottato dal ristoratore.

Eventi particolari a parte che comunque si celebrano in sale riservate (compleanni, comunioni, matrimoni, battesimi, ecc. ecc.) ritengo sia da sadici costringere bimbetti di pochi anni, magari anche di pochi mesi, a subire il supplizio di star per ore in un ristorante imprigionati nel passeggino oppure inchiodati sull’apposito seggiolino. Una vera tortura, tortura che può essere lenita solo lasciandoli “scorribandare” nel locale, soluzione che rischia di infastidire avventori desiderosi di quella distensiva e serena tranquillità da pasto che niente e nessuno dovrebbe minare. Ovviamente, superfluo dirlo, il problema non sono i piccini vivaci o irrequieti bensì i genitori che adottano, spesso per comodità/ignoranza, i famigerati moderni criteri educativi, dettami vergati da una molto discutibile e discussa neo-psicopedagogia. Da non sottovalutare il lassismo genitoriale prodotto da sensi di colpa pesanti come macigni.

Le innovative direttrici educativo/formative si articolano su un concetto base elementare: “i bambini devono essere liberi di esprimere carattere e personalità in ogni contesto, frenarli significherebbe tarpare loro le ali espressive incubando frustrazioni, complessi e ansie”, IMMENSA CAZZATA. I bambini devono essere guidati per mano nel loro percorso di crescita e inserimento nella società, necessitano di figure autorevoli capaci, alla bisogna, di rendersi temporaneamente autoritarie, hanno bisogno di lenti che mettano nitidamente a fuoco i valori della socializzazione. Crescere figli come fossero cuccioli nella savana provoca, negli anni a venire, effetti collaterali devastanti, banale dirlo ma la strada giusta sta in quella terra di mezzo che divide vecchi e rigidissimi processi educativi dall’attuale perpetua indulgenza.

Molti adolescenti dei giorni nostri cresciuti nella “libertà espressiva no limit” si comportano come Mustang allo stato brado, danno del “tu” agli adulti, non hanno nessun rispetto nei confronti dei/delle compagne di scuola, mandano affanculo i Prof. Il bullismo è in crescita esponenziale fin dalle elementari, le birichinate di una volta sono diventate tragiche cazzate e non passa giorno senza che la cronaca nera si occupi di loro, se prendono una nota oppure un brutto voto, anziché espiare giuste punizioni trovano nei genitori agguerriti alleati pronti a colpevolizzare gli insegnanti.

Quelli della mia generazione e precedenti sono stati educati e formati da una solida alleanza “famiglia & scuola”, inamovibili riferimenti che si completavano in una eccellente diversificazione dei ruoli, certo le mele marce sono sempre esistite ma erano l’eccezione, oggi sono la regola. Gli insegnanti sono stati privati di ogni potere e autorità, nelle famiglie sono sempre più numerosi quei genitori di tendenza che si rifiutano, categoricamente, di accettare e riconoscere carenze e lacune comportamentali dei figli, giustificandoli e difendendoli ad libitum addossando colpe a terzi.

I nostri vecchi amavano dire: “le piante bisogna addrizzarle da piccole”, non è assolutamente complicato né improbo insegnare ai bambini come ci si comporta fuori casa, ristoranti inclusi, è sufficiente comunicare con loro nel modo giusto, senza sberle né isteriche urla. Fare il genitore è un “mestiere” difficile, ancor più difficile è commutarlo in “passione”, un istinto primordiale che, nel caso latiti, non può essere sostituito da manuali, mode e “sentito dire”, ancor meno facendo propri consigli e percorsi cervellotici partoriti per una utopistica società ideale che non esisterà MAI.

Tutto ciò che costituisce una comunità si fonda su un principio base essenziale, il rispetto nei confronti degli altri, lasciare che i propri figli disturbino e facciano caciara in un ristorante è una palese mancanza di rispetto. La condivisione di uno spazio non può essere interpretata unilateralmente, il ristorante non è un parco giochi né un luna park. Chi si accomoda per mangiare, magari pure pagando salati conti, non deve essere costretto a tollerare l’incessante pianto di un pargolo nella carrozzella, nemmeno gli schiamazzi di marmocchi che si rincorrono tra sedie e tavoli. I bambini ineducati sono sempre figli di genitori maleducati.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

 

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211 thoughts on “La maleducazione è un “valore” che forgia carattere e personalità…

  1. Gli antichi egizi dicevano che i giovani hanno orecchie sulla schiena, ironizzando sul fatto che matte e palette fanno i figli belli. Sono cresciuta con il terrore di fare qualcosa di sbagliato perchè, quando da bambina sbagliavo qualcosa, a casa c’era prontamente lo schiaffo in faccia che alle volte si trasformava in un livido. Molto spesso i miei potevano risparmiarsi qualche sberla, soprattutto se fatta in pubblico, ma non rinnego mai l’utilità dei rimproveri e delle punizioni che oggi sono servite a qualcosa, al rispetto, alla responsabilizzazione, alla capacità di sacrificio. Non tollero le sberle e le cinturiate (dalle mie parti si dice <>), men che meno se fatte in pubblico e ad un’età in cui il bambino ragiona e capisce, ergo si umilia. Tollero lo schiaffo dato di nascosto, il rimprovero e la punizione. Tollero la negazione di qualcosa, la distinzione dei ruoli (mamma è mamma, figlia è figlia) e quella sottile paura che accompagna il bambino nei confronti dei genitori. Paura e timore che lo spronano ad atteggiamenti responsabili e ponderati.

    Molte volte mi sono meritata sia gli schiaffi che le sgridate. L’ultima però l’ho sempre ritenuta inopportuna, perchè fatta davanti ad un ragazzo che mi piaceva. Ero tornata tardi dal mare, che dista da casa circa trenta minuti di macchina. Avevo perso per colpa di mio fratello il treno e quello successivo era previsto per la tarda sera. Ritorno a casa in macchina con un amico, di cui per giunta ne ero innamorata, e ritardo di circa due ore. Anzichè le cinque del pomeriggio arrivo per le sette a casa. Mio padre mi attende sull’uscio con una Renato Balestra nuova di zecca in cuoio. Me la butta sulle spalle e mi rimane il segno per una settimana. Il tutto davanti a questo ragazzo che scappa dal terrore. Avevo 19 anni.

    • testimonianza toccante, psicologicamente capisco il tuo disagio, credo sia un fattore di usanze e metodi, io ho 58anni suonati, non mai preso una sberla dai mie genitori, sono padre di tre figli adulti che non hanno mai subito punizioni corporali e sono nonno di tre bimbetti che di sicuro non prendono botte. Io sono convinto che valori come rispetto ed educazione si possano insegnare senza “passare per le armi”.
      Essere umiliata a 19anni davanti al ragazzo che sia ama non credo insegni qualcosa ma, ripeto, ritengo il gesto frutto di una cultura dura a morire

      • Si ovviamente, io sono per la sberla quando è giusta e necessaria, possibilmente non in faccia e non davanti ad altri. Reputavo invece giusto quando mi tolsero il cellulare dopo aver preso 3 in matematica, o una settimana di punizione perchè avevo risposto male ai miei. Ma la Renato Balestra sulle spalle no. Non tanto per il dolore. Credimi. Quello passa. Quanto perchè l’indomani le mie amiche, alla vista della macchia rossa che si era formata (non avrei mai potuto nasconderla, era in un posto che in pieno agosto dovevi mettere una maglia a maniche lunghe e accollatta) mi dissero che mi ero chiusa con un ragazzo e quello era il frutto di un succhiotto.
        Inoltre io sono una che cova rancore. L’ho lasciata visibile apposta. Non la meritavo e volevo che la gente ridesse della cazzata che mio padre aveva fatto.

    • Io invece non tollero le mani addosso ai bambini, non servono a nulla, non insegnano e hanno l’unica utilità di scaricare i nervi ai genitori. Che soddisfazione si potrà mai trovare a picchiare un bambino? A me è capitato purtroppo di mollare qualche ceffone ai miei figli e me ne sono pentito subito, la stanchezza fa brutti scherzi. Servono di più le punizioni, vengono recepite meglio.

  2. Posso solo che applaudire! Che poi se entro certi limiti il pianto del neonato non è gestibile (ma non lo porti in ristorante, non va bene per lui nè per gli avventori) i piccoli attila che corrono come disperati li devi educare a stare seduti e a nn strillare o comunque sia a dare meno fastidio possibile a chi vorrebbe gustarsi la cena.

  3. Sono d’accordo su quasi tutto l’articolo, tranne che per l’inizio.

    Le generazioni future vanno raddrizzate, questo è palese, sti pischellini di elementari e medie non temono più manco gli insegnanti poiché spalleggiati da inutili educatori che si definiscono genitori. La buona educazione è alla base per una società modello.

    Detto questo, in quel ristorante non ci metterò mai piede, trovo vergognoso questo tipo di comportamento che penalizzano i buoni genitori. I divieti di questo tipo non mi sembrano le soluzioni ai problemi, di questo passo perché non vietare l’accesso ai disabili perché ingombrano con le carrozzelle o alle persone brutte perché potrebbero infastidire un certo tipo di clientela? Se un bambino da fastidio si può semplicemente invitare i genitori ad andarsene, come del resto quando ci sono adulti che infastidiscono in un locale. Personalmente mi danno più noia i cafoni chiassosi che i bambini che giocano.

    P.s. Con un figlio iperattivo ho sempre evitato di portarlo in ristoranti o pizzerie, abbiamo sempre scelto posti più consoni come McDonald’s…. 🙂

    • sono concettualmente d’accordo con te ma l’apertura del post deve essere intesa come spunto provocatorio, neanche io entrerei mai in un ristorante che espone un simile cartello. Diciamo che mi ha urtato molto la reazione di un certo pubblico e dei media che pretendono di decodificare e strumentalizzare a proprio uso e consumo termini come libertà ed evoluzione sociale.

      Hai ragione, molti McDonald’s hanno aree attrezzate per far sfogare i bambini

      • Il problema di base è la mia generazione, la prima cresciuta con troppi vizi e poche privazioni e a nostra volta stiamo educando i nostri figli senza troppi ideali. Basta fare un giro nelle scuole primarie, come dicevi tu non c’è più rispetto per gli insegnanti e i genitori sono i primi a spalleggiare questi piccoli teppisti.

  4. E’ proprio vero Tads, sono i genitori che sono maleducati, non si puo’ e non di deve crescere un figlio che fin da piccolo non sa come comportarsi, al ristorante come in altri luogi pubblici ci vuole rispetto per le altre persone! Ti abbraccio e ti auguro una bellissima serata, 🙂

  5. Si percepisce dalle ultime sue righe che lei non sopporta i bambini.Detto questo, sarà anche lecito il suo disagio, ma non quello che scrive.Il proprietario del locale avrebbe potuto vietare l’entrata con ben altri modi evitando l’iconografia aberrante che ha utilizzato.A tutti, anche a chi ama i bimbi, danno fastidio quelli maleducati, ma questo divieto è ridicolo.Viviamo in un paese che rispetto a moltissimi altri è indietro anni luce sui servizi, io viaggio tantissimo e glielo posso sottoscrivere con la firma! Vogliamo adibire certi locali solo per adulti? Bene, allora aumentiamo anche i locali amici dei bambini, quelli con area giochi, quelli dove i camerieri servono per primi i bimbi, quelli con le pietanze adeguate.Secondo quello che scrive lei, i genitori dovrebbero quindi rinchiudersi in casa con i figli? O parcheggiarli dai nonni? Io vado quasi tutte le settimane con mia figlia duenne in vari ristoranti, viaggiamo moltissimo ed è sempre dietro a noi (sa com’è, non tutti hanno gli aiuti!)Il 98% delle volte mia figlia si è sempre comportata benissimo tanto da ricevere complimenti, questo perché noi tendiamo a scegliere locali che amano i bambini e questo lei lo sente e le diamo attenzione.Lei adora andare al ristorante e praticamente mai ha dato fastidio a nessuno.Le uniche due volte in cui era irritabile era chiaro il perché.Camerieri lenti, sgarbati e in un ristorante addirittura non avevano nemmeno il pane!Ho letto l’intervista del proprietario di questo locale ed è chiaro anni luce il suo disgusto per i bimbi, quindi non raccontiamocela.Per me i problemi li hanno quelli che alla sola vista di una bambino inorridiscono e non sanno coglierne la spensieratezza e la gioia (E NON PARLO DEI BAMBINI MALEDUCATI) E lo scrive uno che ogni due per tre scrive post contro le madri iperprotettive e ha pochi e selezionatissimi amici con figli!Si lotta di continuo per far entrare i cani ovunque e si arriva a vietare l’ingresso ai bambini, ho letto commenti aberranti, tipo di non farli entrare in ogni dove tranne che al parco!

    • si percepisce chiaramente che lei non conosca la linea editoriale di questo blog, io sono padre di tre figli e nonno di tre nipotini che porto regolarmente al ristorante, mi perdoni, ho 58anni, metà dei quali passati in giro per i cinque continenti. Prima di sparare giudizi affrettati sarebbe opportuno conoscere meglio il proprio interlocutore.
      Come ho risposto a Pinza, apprezzo molte le aree bambini dei McDonald’s, sono felice che la sua bimba si comporti bene in contesti pubblici, ne vada fiera, come ne vado fiero io per i miei figli quando erano piccoli e per i miei nipotini.
      Grazie per il commento

      • Bene! Da padre e da nonno vede molti locali amici dei bimbi? Io giro tantissimo sia nella mia città che in generale e ne vedo (In Italia ovviamente) pochissimi.Questo mi sembra un bel problema.

        • vivo a Torino, non ho mai avuto problemi nei ristoranti coi bambini ma se ho capito correttamente la sua domanda direi di no, non mi risulta vi siano ristoranti a misura di bambino, eccezion fatta per il citato McDonald’s.
          Concordo, è sicuramente un problema

          • Ecco.Io sono per i locali chilifere, ma darei la precedenza prima ai locali per bimbi.Ormai sembra che avere figli rappresenti solo un fastidio per questa società.Mamme discriminate dal lavoro, nessun aiuto pubblico, solo impicci! Poi però dicono che i figli bisognerebbe farli.MAH!

            • Penso sia giusto realizzare offerte in grado di soddisfare vari bisogni, mi auguro che in futuro si proceda verso obiettivi più adeguati alle esigenze del territorio, investimenti mirati esattamente come fanno da anni all’estero

  6. Non lavoro in un ristorante, bensì in un “istituto di lata cultura” che per allargare i contatti aveva aperto i battenti ai bimbetti, erano accompagnati dalle madri e non vi dico….giocavano con l’acqua del bagno ( ne ho travata una io dentro, mentre la madre chiacchierava con altre madri) scorribande nei corridoi, strilli e quant’altro……zaini, giubbotti, tutti sparsi nei locali….beh abbiamo dovuto dire stop perchè era impossibile la convivenza……
    Ieri è venuta a farci visita una scolaresca dell’ultimo anno di asilo, accompagnati dalle maestre….tutti bravi, silenziosi, in fila si sono tolti cappotti, sciarpe berretti ,perchè fuori era molto freddo, e li hanno riposti correttamente dove avevano indicato le maestre……
    Ecco tutto, parliamo di educazione scolastica, e maleducazione famigliare

      • Magari avrebbe dovuto scriverlo in modo diverso, fare in modo comunicasse in tono più morbido…ma la sostanza é quella: durante i pasti tutti voglion stare tranquilli. Compresi i bambini dai sei anni in su…

        • nel minestrone dello scalpore ci infilerei anche un significativo ritorno in termini pubblicitari, è vero che tanti lo criticano ufficialmente ma sono tantissimi quelli che in modo più o meno palese apprezzano l’iniziativa.

  7. Io dico sempre si deve mostrare il rispetto… anno scorso eravamo a Affi nel ristorante al tavolo accanto una madre iniziava a allatare metre noi mangiamo.. almeno poteva coprisi il seno… nulla fatto il direttore poi la ha chisto di lasciare il locale … dico sempre rispetto …

  8. Concordo assolutamente, i ragazzi di oggi sono i bambini di ieri che hanno imparato a fare quello che gli pare quando gli pare, purtroppo la realtà è questa e ancora più disarmante è che, qualsiasi cosa, anche da grandi, combinino la maggior parte dei genitori è sempre dalla loro parte.
    E’ anche vero che per ovviare a questa triste realtà (mi riferisco ai bambini) alcuni gestori hanno organizzato una stanza giochi per intrattenere i piccoli per la durata del pranzo 😉

    • infatti, come si diceva in altri commenti, in molti centri della catena McDonald’s esistono aree giochi, purtroppo non tutti i ristoranti, anche quelli di livello, non hanno spazio per creare “zono giochi”.

      sul resto condivido in pieno il tuo pensiero, anche i più scalmanati, addirittura teppisti, imperversano e creano danni sapendo di poter contare sempre sulla copertura dei genitori

  9. Hai perfettamente ragione. Mi è capitato di parlarne in questi giorni ed esprimevo un pensiero simile al tuo, non bene come fai tu ovviamente.
    È un maltrattamento portare i bambini in contesti sbagliati e per molto tempo e lo è anche non aiutarli a rendere ogni contesto adatto a loro. È maltrattamento nei confronti del resto del mondo abbandonare i bambini nei locali pubblici. Io non voglio male ai bambini che mi disturbano perché sono bambini non guidati, ma farei multe cosí salate ai genitori molestatori da far passare la voglia di andare al ristorante almeno finché non imparano ad educare e sorvegliare i bambini. E se alle 23 un neonato non è ancora a casa c’è da chiamare i Carabinieri.

  10. Completamente d’accordo con te, su tutto! Non è possibile passare da un estremo all’altro senza ritegno alcuno. Mi ricordo quand’ero adolescente che se per caso un abitante (uno dei tanti) del mio paese, mi vedeva passare a forte velocità con il motorino per le vie del centro, mio padre lo sapeva subito e giù scapaccioni. Non dico fosse giusto (quante parolacce ho detto di nascosto a quel sopracitato “abitante”… perché non si faceva i cazzi suoi) ma perlomeno serviva in parte a creare quella giusta dose di disciplina che ci dev’essere in ogni società. Infatti si è visto dove siamo arrivati.
    In Svizzera, solo negli anni ottanta, un eventuale bullo di qualsiasi scuola, veniva preso e fatto lavorare nei campi facendogli spaccare la schiena: così capiva la lezione. Ora non so se viene eseguita ancora questa punizione, ma sta di fatto che il “ribelle” in questione smetteva di fare il cretino. L’istituto scolastico deve insegnare “educazione civica” come materia principale e dare agli insegnanti l’importanza che meritano. Queste derive fanno veramente schifo… così com’è giusto scegliere gli insegnanti secondo i dettami della meritocrazia, e non per agevolazione qualunquista credendo di acquisire un “posto fisso”. Se continuiamo su questa strada, finiremo davvero male e regnerà davvero l’anarchia: quella sbagliata, dove il più prepotente avrà sempre più spazio a danno della “vera” libertà……….

    • ciao ragazzo,
      anche io sono d’accordo con te, nel post ho cercato di esprimere due concetti plot, spero di esserci riuscito: 1) è stato un grandissimo errore togliere autorità agli insegnanti, 2) è una immensa stupidaggine mettere al mondo figli per crescerli ed educarli seguendo concezioni deliranti

      i miei figli sono adulti e i miei nipotini sono ancora piccoli per la scuola, sinceramente non so se esista ancora la materia “educazione civica”

  11. Condivido ciò che hai scritto, e anche il cartello affisso… La colpa non è dei bambini, ma dei genitori che lasciano fare, senza dar loro dei limiti, senza intervenire, a volte senza nemmeno controllare… e così facendo non imparano il rispetto degli altri, nè a ricevere delle critiche ogni tanto, a mettersi in discussione…

    • Sulla questione locali pubblici questa è la risposta più sensata, sono i cafoni il vero problema, non i bambini o i cani. Invece di appendere cartelli idioti basterebbe invitare i disturbatori ad andarsene.

      • il vero problema sono quelli che scassano la minchia, cafoni, ubriachi e bambini maleducati inclusi, non giochiamo a nascoderella, allargare l’utenza sgradita non sminuisce affatto il problema. Esortare un cafone ad abbandonare il locale è cosa semplice, farlo con una intera famiglia è cosa diversa.

        • Con cafoni intendevo proprio quelli, gli scassa minchia, anche quelli con famiglia al seguito. Secondo me se il locale è mio come la responsabilità di quello che succede dentro e se ritengo che un comportamento possa essere pericoloso o ledere la tranquillità altrui sono autorizzato ad allontanare i responsabili, senza dover per forza passare dalla parte del torto con avvisi ridicoli.

          Però è avvilente dover pretendere da dei clienti quello che dovrebbe essere la naturale norma di buon comportamento.

  12. Avendo un figlio in età scolare non posso che confermare quanto tu scrivi.
    Rimango sconcertato, senza tuttavia offendermi, quando tutti i compagni 13enni di mio figlio mi salutano con un “ciao”. Da un lato mi fa anche piacere, ma poi penso che quando io avevo la loro età, i genitori dei miei amici li salutavo con uno squillante “Buongiorno!”.
    Ma il “buongiorno”, purtroppo, sembra scomparso. Addirittura “Ciao Prof” ha soppiantato il “Buongiorno Signor Professore” che serviva anche per mantenere le distanze e garantire rispetto alla figura dell’insegnante.
    Inutile dire che spesso, nei locali pubblici, si vedono bambini in tenera età che starebbero certamente meglio dentro la propria culla o lettino invece che dentro un passeggino ed in mezzo a tanta confusione.
    Ciao

    K!

    • ciao K!

      sicuramente i tempi sono cambiati, i compagni di scuola dei miei figli mi davano del “lei” ma io mi riferivo ai ragazzini che si incontrano per strada, quelli che magari ti fermano per scoccarti una sigaretta o chiederti una indicazione.

      dici bene, i bambini portati in giro di sera o di notte starebbero meglio a casa

  13. Pienamente d’accordo circa le conseguenze del sistema educativo “libertà espressiva no limit”.
    Il problema maggiore è che ciò si riflette anche in tutto il sistema italiano: mentre leggevo la tua frase “insegnanti sono stati privati di ogni potere e autorità” , pensavo alle nostre forze dell’ordine.
    E mentre leggevo “genitori di tendenza che si rifiutano[…]di accettare e riconoscere carenze e lacune comportamentali dei figli, giustificandoli e difendendoli”, pensavo al buonismo (e comunismo frikkiettone) diventati ormai caratteristica distintiva di questa povera Italia senza polso.
    Come puoi risolvere il problema dell’educazione dei bambini se il vero cancro dell’Italia è cattiva “educazione” dai loro genitori?

  14. Concordo sulla maleducazione dei ragazzi di oggi, lavoro in una scuola media e tutto quello che hai scritto è ahimè pura e semplice realta: dai bulli ai genitori che vanno contro gli insegnanti piuttosto che come anche alla mia epoca, se prendevo una nota ne pagavo le conseguenze. Stessa cosa succede Ale elementari, visto che l’anno scorso lavoravo alle elementari. Quello che non trovo giusto è il vietare l’imgresso a bambini di età inferiore ai 5 anni: se uno è maleducato lo è anche dai 5 anni in su. Ergo che cosa si risolve così? Sarà mica una trovata pubblicitaria? Perché ti assicuro che se in quel ristorante andassero a mangiare i 25 ragazzi di terza media( ma ne basterebbero anche solo 2 o 3 di loro) della scuola dove sono io, il giorno dopo quel cartello sparirebbe!

    • sinceramente me lo sono chiesto anche io il perché di quel ” anni 5″, a dirla tutta, credo di averlo già scritto in qualche risposta, il dubbio che ci sia un ritorno pubblicitario è più che legittimo. Infatti ho cercato comunque di focalizzare l’attenzione sui nuovi processi educativi e sui genitori new age, a prescindere dal ristorante.
      La fascia delle scuole medie è certamente la più indicativa, intendo come termometro per misurare l’educazione

  15. Ma sul cartello il proprietario perché si firma come “il Comandante”?
    Io penso che sia sbagliato il modo in cui ha espresso il concetto, il divieto è proprio orrendo. Avrebbe potuto inventarsi altro… Quando ero piccola i miei genitori declinavano gli inviti ai matrimoni, nonostante non fossi terribile, ma semplicemente pensavano che “la giornata” non fosse adatta ai ritmi di un bambino. Adesso invece i bambini si esibiscono, piccole “Masha” prendono applausi se rispondono a tono perché significa che da grandi sapranno cavarsela in ogni situazione. Si confonde l’essere educati con l’essere poco svegli… Non sia mai che si rifiuti un invito oggi, si viene etichettati come asociali e perdenti e poi tutto è accessibile e low cost e se non cogli l’occasione “all you can eat” di un ristorante 5 stelle su Groupon non “vivi” davvero. Un conto è poter vivere un certo livello di vita, un altro è saperlo fare.

    • bella riflessione…

      “Un conto è poter vivere un certo livello di vita, un altro è saperlo fare.”

      sai Bloom, una volta i figli si educavano in funzione del futuro, nell’era contemporanea sono diventati proiezioni di genitori delusi dalla vita, vanno di moda i figli fenomeni iperattivi, bravi a scuola, piscina, danza, equitazione, tennis e via andando.

      Ristoranti e locali… oggi i bambini sono tutto tranne che bambini sereni e tranquilli nella loro dimensione esistenziale, dici bene, piccoli Masha

  16. Premetto che non frequento molto i ristoranti: preferisco mangiare a casa mia, evitando così di incontrare genitori maleducati con a seguito figli ineducati, avventori che parlano ad alta voce con il telefonino (con un occhio rivolto verso di te, per essere sicuri che li stai ascoltando), signore educatissime che fumano tra un boccone e l’altro proprio sulla soglia della porta, senza chiudere la stessa, ristoratori arroganti e camerieri scortesi che girano tra i tavoli con un tovagliolo sotto l’ascella. Però mi capita di mettere piede e bocca in questi luoghi della convivialità, soprattutto in alcune occasioni di festa, come matrimoni, cresime, prime comunioni e altre delizie del genere. Ebbene, devo dire che in tali circostanze – dove i bambini inferiori ai 5 anni sono presenti in gran numero – le urla, gli schiamazzi, le risate sguaiate a bocca piena, i contegni sgradevoli dei “grandi” sono di gran lunga più fastidiosi dei giochi e del rincorrersi tra i tavoli dei “piccoli”. Questo per dire che Io non so quando un bambino, in un contesto del genere, sia da considerare maleducato: potrei invece fare un elenco lunghissimo delle villanie e dei comportamenti sbagliati dei genitori . Racconto questo breve episodio. Mi trovavo al ristorante (una di quelle feste di cui sopra…): bambini allegri che facevano festa, ridevano, scherzavano, giocavano tra i tavoli. Uno solo, di fronte a me, se ne stava silenzioso, non si muoveva perché la madre gli intimava di continuo: fermo…non toccare questo con le mani…non toccare quello…non sbadigliare…non muoverti. Fino a quando è scoppiato in un pianto dirotto, inconsolabile. L’educazione che gli impartiva quella madre, purtroppo, lo aveva reso infelice. Ciao Tads e buona serata ;-)

    • ciao Remigio,
      molto interessante questo tuo commento, allarga l’orizzonte dell’oggetto del contendere, si passa dall’anarchia menefreghista alla militarizzazione dei bambini figli di genitori versione “Sergente Hartman”.

      io sono un single da tanti anni e mi ritrovo spesso, per quanto mi piaccia cucinare, ad andare in ristoranti di varia fatta e foggia, ho assistito a varie scenette ma forse quella che mi è rimasta più impressa è la seguente…

      sono a cena da solo in un ristorantino nel centro di Torino, vicino a me c’è un tavolo occupato da due coppie sulla 30ina o poco più, arrivati insieme a me, durante tutta la cena, non parlo di pizza veloce, si saranno scambiati quattro parole in croce, hanno passato la serata, TUTTI, a smanettare sullo smart… DEPRIMENTE al cubo

  17. Grande post ! Concordo su tutto e, in particolare, sulla grande cazzata che è la libera espressione del carattere e della personalità del bambino in ogni contesto. Si dà per scontato che ogni indole di ogni bambino sia buona, calma, serena e positiva. Magari! Ce ne sono di caratterini da raddrizzare…. Tanto per dirne una: in classe ho due iperattivi gravi e altri due maneschi alla massima potenza. Avrei dovuto lasciarli liberi di “esprimersi”??? Spiacente, sono responsabile anche dell’incolumità degli altri 20 bambini che mi sono stati affidati e i genitori a cui non piaccio restano sempre liberi di trasferire i figli altrove! Ma questo non è mai accaduto, e i genitori più umili mi dicono “ci pensi lei, maestra, che io non ce la faccio.” Mica facile quando ciò che fai al mattino si disfa nel pomeriggio. E’ uno sfinimento.
    Sono seri i problemi di educazione dei bambini di oggi, molto seri, soprattutto perchè non vengono presi in giusta considerazione da molti genitori, che fanno spallucce,che si irritano e minacciano, subdoli più dei figli, che stanno sempre sul chi vive, che demandano o candidamente ti dicono -Ma davvero? Lei esagera!-
    Il cartello del ristorante non mi piace, ma avrà una sua motivazione, compresa quella dell ‘off limits ai 5 anni: dai 6 in poi il fenomeno si attutisce perchè su 100 bambini che stanno a un tavolo di ristorante con la famiglia, 99 smanettano un cellulare e restano incollati alla sedia., muti e intontiti.
    Scusandomi per il lungo commento, concludo con la battuta che pochi giorni fa ha fatto il papà di uno dei miei due alunni iperattivi. Tutta la classe era stata invitata a casa loro per il compleanno del bambino e il padre del festeggiato, accompagnando l’indomani il figlio a scuola: -Scusi, maestra, ma come fa? Ieri siamo impazziti, abbiamo mezza casa distrutta! Però i bambini si sono divertiti.-

    Buona notte ,
    Marirò

    • Grande post???
      GRANDE COMMENTO 🙂

      fossi un Catanese non esiterei nemmeno un istante a recarmi da tuo Padre e chiedergli la tua mano, sì lo so, sei già sposata ma noi nordici non stiamo a guardare il capello 😀 😀 😀

      bel commento Marirò, operatrice del settore, tu vivi in diretta ogni situazione, che ne pensi di queste concezioni moderne?

      vacci tranquilla, sfora pure, sono nonno, approfondiamo, indipendentemente dal cartello 😉

      • …ma noi nordici non stiamo a guardare il capello…Tads, mi fai morire! 😀 da applauso! 😉

        Penso di avere già sforato, ma sai già che io sforo sempre, quindi o mi butti fuori o mi sopporti.

        Siamo arrivati, caro Tads, a limiti pericolosi. I bambini in fondo non ne hanno colpa, siamo noi adulti che li rendiamo così perchè gli permettiamo di andare a briglia sciolta e gli offriamo continui modelli di negatività. E loro li captano a colpo e ci imitano. In tutto. Siamo schizzati, distratti, interessati al nostro ego, sfrontati, irrispettosi, pronti a calpestare la qualsiasi per la nostra affermazione, a scagliarci contro chiunque e a non sapere più cosa significa rinuncia: i nostri figli pure. Naturalmente è un discorso generale, le eccezioni esistono. A questo aggiungiamo pure la solitudine dei bambini, compensata da tv- web, con tutto ciò che gli arriva addosso di incontrollato senza la mediazione dell’adulto (che non ha tempo per mediare…), lo sfascio delle famiglie e, di rimando, la rivalsa sui figli con richieste di prestazioni stressanti(vedi impegni pomeridiani per diventare necessariamente geni in qualcosa) e anche la frustrazione degli insegnanti, sempre più demotivati, sempre più soli, sempre più maltrattati (compresi le alzate di mano e gli spintoni dei genitori focosi, come accaduto in recenti fatti di cronaca).
        Per restare nel mio settore, il più vituperato di tutti, origine di ogni male…ti faccio un esempio fresco fresco, un fatto vergognoso accaduto in estate in Sicilia e in Toscana, e che dà un colpo di spugna sui principali valori che la scuola cerca di trasmettere (impegno, studio, sacrificio, serietà=successo lavorativo futuro, professionalità, dignità). Un fatto legato al governo Renzi che ha inteso eliminare dei vecchi “contenziosi”, sanandoli. Molti docenti che avevano svolto il concorso per dirigenti scolastici e che erano stati BOCCIATI nella prima o nella seconda prova, fecero ricorso contro le commissioni ree di aver pubblicato oltre i termini i risultati del concorso. I docenti ricorrenti BOCCIATI hanno coinvolto avvocati, politici, sindacalisti e sborsato di tasca propria fior di quattrini. Hanno vinto! Le regioni hanno legiferato in tal senso e, pur bocciati, il 1° settembre sono diventati presidi (circa 200 nella sola Sicilia). I colleghi bocciati che non presentarono ricorso, ritenendolo assurdo e non avendo soldi per affrontarlo, sono rimasti a guardare. Mi dici, ora, che esempio noi adulti stiamo dando agli studenti? Come posso ancora parlare di studio, impegno, cultura, sapere, rispetto, dignità,,,se i bocciati vanno avanti facendo i furbi, leccando culi e sborsando soldi e le persone serie, oneste, preparate, restano al palo? Qui non si tratta di una raccomandazione ad personam, qui si tratta di leggi che annientano valori! E i bambini stanno a guardarci…

        • è sempre cosa positiva strappare un sorriso o una risata 😉

          veniamo al dunque…

          sottoscrivo ogni riga del tuo commento, tra l’altro totalmente in tema visto che si parla della formazione delle nuove leve. La scuola Italiana ha 1.250.000 dipendenti contro i 700.000 Francesi e gli 800.000 Tedeschi che hanno 20milioni di abitanti in più. Il 98% delle risorse economiche del ministero della istruzione è assorbito dagli stipendi, tecnicamente la nostra scuola vanta mezzo milione di esuberi. Prova a conteggiare 500.000 stipendi in meno e guarda quanti soldi rimarrebbero da investire in miglior stipendi, attrezzature e ricerca.

          prima direttamente e poi indirettamente con i miei figli, ho avuto stretto contatto con la scuola per decenni e decenni, ho assistito a tutte le nefandezze e le minchiate che hanno fatto un interminabile succedersi di ministri e ministre. La politica ha sempre considerato la scuola come un remunerato “parcheggio” ove piazzare amici, parenti, cumparielli, iscritti al partito e via così.

          l’episodio GRAVISSIMO che citi è la conferma clamorosa delle palle che va raccontando Renzi, sarebbero questi i punti forti dello slogan “buona scuola”? Sarebbe questa la sbandierata “meritocrazia”?

          cito un episodio di cui ho già parlato…
          anni fa in Toscana un Comune bandì un concorso per un posto da dirigente, requisito richiesto una laurea, si presentarono in circa 200, il concorso fu subito sospeso, annullato, NESSUNO tra i duecento laureati, NESSUNO, riuscì a superare la prova scritta di Italiano.

          in fondo se le agenzie mondiali preposte piazzano la scuola Italiana in posizioni umilianti… qualche motivo dovrà pur esserci.

          molto interessante il passaggio dei bambini fenomeni costretti da genitori vanitosi a massacranti impegni, nuoto, musica, danza, ecc. ecc. questi poveri bimbi non diventeranno mai fenomeni, non solo, faranno da grandi quello che non hanno fatto da piccoli creando disastri

          • Se non erro i dipendenti pubblici della scuola sono di meno, 1.ooo.ooo circa, passati a 8oo.ooo coi tagli riforma Gelmini e forse ora poco più col famoso “contingente Renzi”, già arrivato nelle scuole pubbliche e che non è chiaro che dovrà fare. Stiamo parlando di scuola pubblica, quella che, naturalmente pesa allo Stato italiano. Logico che una forte riduzione del personale porterebbe a risparmi che (forse) potrebbero ricadere positivamente su stipendi, attrezzature e ricerca. Ma eliminando la scuola pubblica, tendenza già in atto ( tra pochi anni la Scuola dell’Infanzia non sarò più statale e le famiglie manderanno i bambini agli asili privati o paritari, pagando le salate rette) resta la privata (prevalentemente della chiesa) e paritaria. A Pagamento. Ce la faranno gli italiani a pagare? Tutti gli italiani e non solo quelli del nord. Germania, Svezia, Finlandia (Francia non so) finanziano le scuole private quasi totalmente, l’Italia le chiuderebbe quasi tutte per risparmiare soldi. Comunque …nella scuola pubblica italiana c’è ancora un forte monitoraggio degli insegnanti, controlli, verifiche, obbligo di aggiornamento e ora anche valutazione e licenziamento. Nelle scuole private…c’è di tutto e di più (ma ci sono splendide palestre, piscine,attrezzature multimediali, programmazioni e materie decisi da indiscussi capi,docenti che nelle ore libere possono trovarsi anche a lucidare i marmi del corridoio (visti coi miei occhi) corsi di musica, teatro, ballo, scacchi…tutto a pagamento delle famiglie, naturalmente.
            L’italiano che se lo può permettere, scelga pure,

            Buona domenica,
            per me di lavoro di fine quadrimestre 😦

            • mesi fa feci una approfondita ricerca sui Ministeri dell’istruzione Europei, il Ministero dell’istruzione Italiano ha circa 1.250.000 dipendenti, è un dato ufficiale, ovviamente tale esercito comprende bidelli, insegnanti, dirigenti, impiegati amministrativi e “imboscati” nel Ministero e vari distaccamenti, provveditorati, ecc. ecc. Una macchina costosissima, mastodontica e inefficiente che da oltre mezzo secolo viaggia su clientelismo, nepotismo, voti di scambio, sindacalizzazioni su più fronti e via andando. Ultima “puppatoia” le certificazioni a pioggia per incrementare il numero degli insegnanti di sostegno. Lo so che sei una insegnante ma io questo mondo lo conosco come le mie tasche.

              non ho la boccia di cristallo e quindi non sono in grado di prevedere il futuro, tuttavia credo che nel giro di qualche lustro tutto l’apparato scolastico passi in mano ai privati, la cosa non mi piace ma penso sia un meccanismo già in moto e di fatto inarrestabile. Questo significa che si tornerà al classismo formativo/culturale, esisteranno scuole di eccellenza riservate a pochi e scuole popolari destinate ai più, esattamente come negli USA

              indipendentemente dalle cazzate sparate dal mondo politico e sindacale, in questo Paese l’istruzione non è mai stato un diritto inalienabile, già ai miei tempi gli studenti provenienti da paeselli o zone carenti di strutture scolastiche, potevano ambire a diplomi e lauree solo se figli di genitori in grado di reggere i costi. Mantenere figli all’università, magari a centinaia di km significa sobbarcarsi spese incredibili per anni. In fondo sarebbe più conveniente mandarli in un college.

              ti auguro anche io una buona domenica, seppur lavorativa.

  18. Credo che prima di mettere al mondo degli eredi, bisognerebbe anche farsi un esame di coscienza per rendersi conto se davvero si hanno le capacità e il tempo necessari per sostenere adeguatamente un compito così arduo. Un figlio è un impegno per tutta la vita, non un cucciolo da crescere allo stato brado. Io non mi sono sentita in grado, e ho quindi accuratamente evitato.

  19. I bambini sono rompicoglioni e si sa, ma siccome sono una specie in via di estinzione dobbiamo proteggerli, perciò mettiamoli nelle gabbie della Mc Donald o in quelle dell’Ikea! eheheh
    A proposito del cartello: Il comandante? ma dove è stato esposto nella mensa di una caserma?

    • l’umanità si divide in quattro fasce “anagrafiche”: 1) bambini, 2) adolescenti, 3) adulti, 4) anziani… nessuna di queste fasce ha il diritto di rivendicare corsie preferenziali sul fronte del rispetto a discapito delle rimanenti

      il ristorante galeotto è un Comune alle porte di Roma, il significato della pseudo firma (il comandante) non lo conosco, può essere che il locale si chiami… ristorante la nave, oppure ristorante il veliero o qualcosa del genere… andando in giro si leggono insegne a dir poco fantasiose

  20. PS. Da piccola mi hanno insegnato il rispetto per gli adulti e gli anziani. Da adulta mi impongono il rispetto ad oltranza per i piccoli. Quando è il mio turno per essere rispettata?

  21. per quel che mi riguarda il post si poteva chiudere tranquillamente dopo la scritta “IMMENSA CAZZATA”…. magari mettendolo con font 55

    non perchè il seguito non sia condivisibile ma perchè se ci troviamo a discutere in questi termini c’è decisamente qualcosa che non va… e mi riferisco al mondo “genitori”….

    • il difficile è individuare le spinte motivazionali che inducono molti genitori moderni ad adottare percorsi educativi discutibili, personalmente le sintetizzerei su tre fronti, incapacità, moda/tendenza, sensi di colpa.

      • focalizzo difficilmente il terzo caso.. sensi di colpa??!? non dovrebbero indurre in direzione opposta?? o forse non comprendo in che senso intendi possa portare a quel tipo di scelta… [forse “sensi di colpa” preventivi??]

        • intendo “coscienza sporca”, i genitori fedifraghi e/o sempre assenti per svariati motivi tendono ad essere più lassisti, più permissivi, meno rigidi, è una sorta di compensazione. Nell’adolescenza è ancora peggio, sono più di quel che pensi i padri e le madri sgamati nelle loro tresche che vengono tenuti letteralmente per le palle dai figli 13/14enni. I genitori pizzicati dai figli con le “mani nella marmellata” perdono credibilità e autorità, vivono perennemente sotto scacco morale, difficile elargire punizioni e stabilire regole in simile status.

            • sono gli effetti collaterali della tecnologia, i cellulari prima e internet dopo, hanno messo molti genitori in situazioni imbarazzanti snaturandoli a livello di ruolo famigliare e istituzionale

              • non avevo ancora mai affrontato il problema, un pò perchè i miei figli sono ancora piccoli, un pò perchè al momento non è un problema e un altro pò perchè la tecnologia sarebbe anche il mio mestiere/passione.. effettivamente guardandomi attorno dopo questo tuo commento potrò osservare cose che al momento probabilmente ignoravo.. credo di poter immaginare bene la situazione..

                    • giusta riflessione, poi ho spesso la sensazione tu sia una ragazzo attento desideroso di capire e sviscerare, dote che apprezzo molto

                    • questo complimento mi fa enorme piacere e mi rende anche orgoglioso perchè ho grandissima stima del tuo pensiero… penso per quel che può valere un parere non proprio superpartes che la tua sensazione sia corretta… nel senso che il desiderio di capire è un qualcosa che mi appartiene e che vivo come un autentica passione… capire è un emozione, è ciò che da valore all’esistenza… ho buttato nel cesso un sacco di tempo da ragazzo e non voglio continuare a farlo ora che posso scegliere in maniera consapevole tra il credere ed il provare a capire…

  22. Troooooppo d’accordo con il tuo articolo.
    mi hai fatto venire in mente un’occasione in cui andammo a cena con amici. mio figlio aveva 3/4 anni e gli amici (che avevano figli piccoli anche loro) e i camerieri rimasero sbalorditi dal comportamento “educato” di mio figlio a tavola. non era altro che lo stesso comportamento che aveva tra le mura domestiche e, sinceramente, non ci vedevo nulla di strano. un altro bambino, coetaneo di mio figlio invece aveva l’argento vivo addosso e spiegavo ai genitori che le regole di comportamento vanno insegnate con immensa pazienza (non ho voluto chiamarlo amore).
    comunque, al di là dell’educazione, penso di aver trasmesso a mio figlio la gioia dello stare a tavola per rendere onore ai cibi di cui ci nutriamo, dedicando il tempo giusto per la loro degustazione e dando il giusto valore a questo importantissimo momento del nostro vivere. forse, è questo che non viene trasmesso ai bambini e ai ragazzi: il valore del nutrirsi, dei cibi e della serena convivialità a cui bisogna dedicarsi senza fretta.
    ciao T

    un abbracio educato e composto da io me medesima..
    🙂

    L

    PS: spero che questo messaggio vada a buon fine, ho avuto difficoltà nei giorni scorsi a lanciarlo..

    • …”penso di aver trasmesso a mio figlio la gioia dello stare a tavola per rendere onore ai cibi di cui ci nutriamo, dedicando il tempo giusto per la loro degustazione e dando il giusto valore a questo importantissimo momento del nostro vivere.”…

      questo sì che è un metodo educativo che dovrebbe diventare regola, anzi, dovrebbero adottarlo anche negli asili

      ricambio l’educato abbraccio 🙂

  23. I bambini devono essere educati prima di tutto nel ruolo di bambini rispettosi di ciò che li circonda. Sono un po’ stufa di esibizioni da palcoscenico e urla capricciose nei locali pubblici.

  24. Ciao
    Condivido quanto scrivi e penso che ,per arrivare a scrivere un simile cartello,il gestore fosse proprio al limite della sopportazione….questi bimbi scorrazzavano comunque sotto lo sguardo dei propri genitori….quindi il cartello lo “aggiusterei” vietando l’ingresso ai bimbi piccoli accompagnati da persone che non li seguono!
    i bambini ovviamente non hanno il gusto degli adulti per le chiacchiere e molte volte portarli al ristorante é una scelta sbagliata ,resta il fatto che se i genitori sono persone educate non lasciano i propri figli in giro per il locale come se fosse un parco giochi!
    buon pomeriggio☕️☕️☕️☕️☕️

  25. Quando i miei figli erano piccoli, nei primi anni di vita e anche dopo, diciamo fino ai dieci anni, non riuscivo a frequentare un ristorante in tutta serenità: avendo solo figli maschi, accadeva che nonostante l’insegnamento della buona educazione, una volta fuori coalizzavano maggiormente fra loro per mettersi in cattiva luce, come se il fatto di sapere, quanto son furbetti, che non sarei ricorsa a manifestazioni eclatanti, dava loro il diritto di mostrare il lato peggiore. Ho ancora ben impressa la scena delle toilettes prese di mira dai due pestiferi, water intasati di carta e mio marito disperato che li rincorreva: non potevamo andar via in quanto era il matrimonio di mio fratello. Detto ciò, credo che quando un genitore conosca il possibile comportamento dei propri figli, farebbe meglio a non frequentare abitualmente i ristoranti, ma se il bimbo è tranquillo ben venga per il genitore e per gli avventori. Il cartello forse non sarebbe stato apposto, se esistesse un’educazione genitoriale ed ciò che manca al giorno d’oggi, non esiste rispetto e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
    Gran bel post, come sempre.
    un affettuoso saluto
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      sono d’accordo con te su tutta la linea, sicuramente quel cartello è frutto di una esasperazione. Dici bene, quando si hanno figli troppo vivaci è meglio non portarli nei ristoranti.

  26. Ci vuole L esempio pazienza e fermezza.lo scapaccione sul sedere ci può stare ma è’ rato è dato in extremis ratio ( quando ogni speranza di avere un risultato e’ stata abbandonata) in fondo i cani vanno educati come i bambini fino a 5 anni ..😉Le regole sono le stesse!😂 In Irlanda adorano i bambini e ricordo con orrore decine di pesti per lo più italiane fare ciò che gli pareva in ristoranti e quant altro..😱Per fortuna non sono tutti così!!!!😊

  27. Assolutamente d’accordo, caro 🙂 Anche se io sono chiaramente di parte: con 5 gatti e un cane… 😉 Pensa che io di base non entro mai in ristoranti che bandiscono i cani… perfino quando il cane non ce l’ho: è questione di principio. Ma ne rispetto le scelte, eh! Vado altrove e buonanotte 🙂
    Tom fa casino quando entrano altri cani maschi, vero, e anche quando ci sono bambini schiamazzanti, guarda caso 😀 Bé… non sai quante volte i ristoratori o i camerieri sono venuti a dirci di nascosto che lo capivano benissimo! 😀 😀
    http://www.wolfghost.com

  28. I genitori possono solo dare buoni consigli o metterli sulla giusta strada, ma la formazione finale del carattere di una persona giace nella sua capacità di intendere. Non sei sempre un bimbo di 4 anni!!! Se non riesci a capirlo c’è poco da fare. No tassativamente a sberle, punizioni per educare, se si arriva a quello era meglio non diventare genitore.

    • io credo che i genitori debbano insegnare ai figli i valori della vita e della integrazione sociale (imparare a stare tra la gente), magari partendo dal far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Le sberle servono a poco, anzi, a niente, ancor meno se vissute come scorciatoia educativa

  29. Egoisticamente concordo anch’io col divieto, e mentirei se dicessi di non aver mai sbuffato per la presenza di starnazzanti pargoletti, quindi devo riconoscermi tra quelli che mal sopportano le famigliole in trasferta.
    Ho però un grosso ma, che è quello che mi fa sbuffare e che subito dopo mi fa razionalizzare il fastidio (fatta eccezione per i casi limite, ma non sono la maggioranza ), e questo grosso ma è: questo divieto non costituisce un limite per i genitori? E se fossi io col pargolo appresso?
    Sul discorso educativo, invece, pienamente d’accordo, senza contare che gli stessi che predicano la libera espressione dei bambini sono gli stessi che prescrivono psicofarmaci a caso per iperattività e simili.
    (Probabilmente nei commenti sarà già stato espresso un parere simile, ma sono davvero troppi per leggerli tutti 🙂 )

    • visto che sul resto sei più o meno d’accordo mi soffermo sul tuo “ma”…
      può anche darsi che tale divieto costituisca un limite per i genitori ma io penso che i bambini da zero a cinque anni, anche oltre, dovrebbero andare a nanna alle ore 20,00. Portare i bimbetti nei locali a tirarti tardi significa stressarli e privarli di ore di sonno essenziali per la loro salute e la loro crescita.

      sì probabilmente sono gli stessi, quando non li riempiono di psicofarmaci li lasciano rincoglionire davanti a cartoni animati o videogiochini che ammorbano il cervello

      tranquilla, non mi pare il caso di sciropparsi 200 e passa commenti 😉

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