Il Re Mida dei tempi moderni…

 

checcoChecco Zalone, alias Luca Pasquale Medici (nello slang barese “che cozzalone” significa “che tamarro”, già qui si evince una autoironia che difetta ai più), da anni provoca travasi di bile a dozzine di attori e produttori di lungo corso sfondando ogni record del box office. I soliti critici cinematografici, cervellotici, paranoiati e incompetenti (ma che lavoro è fare il critico cinematografico?, come fossimo tutti ignoranti bisognosi delle altrui esegesi), si sbattono per sminuirlo definendolo “un comico”, le cose non stanno esattamente così, il simpatico Pugliese è tutto tranne che un comico, non nel senso tradizionale del termine. Laurea in giurisprudenza e diploma al conservatorio, Checco Zalone è una sorta di “ironico e cinico reporter di denuncia” che meglio degli altri, addirittura dei mattatori della golden age di cinecittà, scoperchia la pentola di quella Italianità che mai e poi mai ci scrolleremo di dosso. A dirla tutta sarebbe una bestemmia farlo, spaghetti e pizza sono di gran lunga più “acquolinanti” del porridge e delle viennoiseries, per non parlare del gazpacho, della fasolada e degli hamburgher.

Gli “Zalone movie” affrontano e sviscerano problematiche sociali molto meglio di accreditate “menti” (si fa per dire) come Moretti, Guzzanti e pseudo cinematografari cosiddetti “d’autore”, è l’anti intellettuale per eccellenza, non è di sinistra (cosa che provoca l’orchite a molti), non si è mai prostituito alla pubblicità e lesina apparizioni televisive. Un personaggio che è riuscito a rompere il granitico imene del “divismo stereotipato” uscendo da ammuffiti schemi, i suoi successi sono un crescendo Rossiniano, percorso inverso rispetto alla consuetudine, tantissimi sono esplosi in prima battuta e poi non sono più riusciti a mantenere il livello, lui ha fatto il contrario. Non ha niente da spartire con il “cinepanettone” né con la commedia pecoreccia e scollacciata, è andato ben oltre.

Tra una gag e l’altra i suoi film sparano concetti filosofici/sociali di rara portata, forse bisognerebbe parlare di “neo-neorealismo”, non è dato sapere se contribuisca alla stesura delle sceneggiature (onore al manico) ma possiamo sicuramente disquisire di “abiti cuciti addosso”. Ogni ciack contiene una iperbole, definire tutto questo “comicità” è riduttivo e mortificante, oltre che offensivo per milioni di Italiani che si accalcano al botteghino.

Zalone implementa messaggi emotivi veicolandoli sullo schermo seguendo la logica del: “una volta eliminato l’impossibile ciò che resta è verità”, i suoi denigratori, come sempre immancabili, palesano grandi lacune cognitive, il suddetto più che far ridere fa riflettere. Per meglio dire, riflettere ridendo, turpiloquio stringato al minimo indispensabile e senza tette/culi in bella vista.

Nel suo ultimo capolavoro, “Quo Vado?”, è significativo il cadeau di Lino Banfi, Pugliese DOC che da oltre mezzo secolo promuove la genuinità di quell’angolo d’Italia mai apprezzato a dovere, passaggio del testimone che cassa l’evoluzione cinematografica scevra di quel becerume tanto caro ai Vanzina e altri.

Le interpretazioni di Checco pescano a strascico, soddisfano gli affamati di risate ma anche le “teste pensanti” che colgono in toto i suoi messaggi più o meno subliminali, appaga anche quella leggiadra ignoranza latente che alberga in ognuno di noi, ipocrita negarlo.

Zalone è l’anti divo per antonomasia, non è bello come Brad Pitt, non è affascinante come George Clooney, non ha la fisicità dell’eroe imbattibile, incarna perfettamente la mediocrità positiva (al contrario dell’ormai obsoleto Fantozzi), un piccolo vincente. Questo essere “ un piccolo vincente” lo rende GRANDE, trasmette inarrendevolezza e caparbietà, doti in estinzione.

Bravo Checco, continua così, non inflazionarti e non farti macinare dallo show business, soprattutto non cedere al lusinghiero canto delle sirene mediatiche.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

 

 

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215 thoughts on “Il Re Mida dei tempi moderni…

  1. Sono pienamente d’accordo con la tua tesi. Per una volta non si creano inutili “stereotipi intellettuali atti a definire cose che non esistono” (semmai ora si lavora al contrario sminuendo e sdoganando con un semplice “la gente vuole ridere”. Io personalmente non lo amo molto, ma gli riconosco quella pulizia antimediatica di cui hai scritto. È uno che va per la sua strada senza troppi “abboccamenti”. Sinceramente non gli darei neppure tutto “questo valore” … ma concordo con te sull’idea di un nuovo “nuovissimo-realismo”. Ci sono i nostri giorni e le nostre frustazioni e i nostri atavici problemi.. ma senza rassegnazione totale. Quel briciolo di speranza ancora c’è!

  2. Caro Dotto’, ben ritrovato e tanti auguri.
    Finiti i convenevoli 😀
    Letto l’articolo e la prima cosa che ho pensato è stata: Tutto molto bello e tutto molto vero!
    Secondo il mio modestissimo e banale punto di vista, la questione è che se tutti andassero vedere i film di Zalone e affini con lo stesso spirito critico di osservazione da te dimostrato, il nostro paese sarebbe sicuramente migliore.
    Ciò che vedo, sento e osservo in giro mi fa un zinzinino venire i brividi.
    Chi va a vedere quel filone di pellicole vede e assorbe il peggio, enfatizzandolo pure, senza pensare o recepire “la denuncia” di un certo degrado dei costumi.
    Ora, dovrei anche esimermi dal disquisire in merito. Non sono un’estimatrice del genere in questione “al cinema”, mi pesano le chiappe e faccio parte di quelli con la puzza sotto il naso.
    Zalone l’ho visto e apprezzato molto a Zelig, come tanti altri che secondo me sono artisti da palcoscenico, a contatto diretto col genere umano insomma.
    Non so, apprezzo di più adesso Fantozzi e ho adorato rivedere al cinema Amici miei a novembre. Guardo film con gli occhi diversi ed uno spirito diverso.
    La polemica sul film di Zalone è nata solo ed esclusivamente a causa del forte incasso, mancato ad altri, così come è accaduto per il libro di Fabio Volo.
    Forse è vero che una certa immediatezza e la semplicità espressiva arriva meglio in questo periodo storico; che è più facile entrare in un ambiente che si conosce; che riflettere ridendo rende meno amara al riflessione.
    Quello che io vedo, magari prendendo una discreta e sonora cantonata, è che ai neo intellettuali de no’artri brucia il culo per i soldi persi o per non averci pensato prima.

    Salut Dotto’, sempre bello leggerti 😀

    • fossi giovane ti sposerei, il tuo commento è un capoverso mancante del post, la chiusa poi… è da incorniciare: “è che ai neo intellettuali de no’artri brucia il culo per i soldi persi o per non averci pensato prima.”. PERFETTO 😀

  3. “..promuove la genuinità di quell’angolo d’Italia mai apprezzato a dovere” da pugliese ti dico che frase migliore non potevi trovarla. Non solo Zalone ma anche tanti altri, credo che questo “tacco” stia scomodo ancora a molti. Bella analisi!

    • grazie per l’apprezzamento, la Puglia è un vero paradiso che ha dato i natali a personaggi dello spettacolo illustri e illuminati, Zalone e Banfi ma anche Enzo Arbore e tanti altri

  4. Bravo Tads, d’accordissimo con te, Zalone sa far ridere e riflettere, ti abbraccio tanto, grazie della bella lettura, ora finito il relax me ne vo contenta, 😀 alla prossima, guarda che ti aspetto a casa mia, bacioni, 🙂

  5. Nulla da aggiungere, meglio di così non potevi spiegarlo, in questo caso la denigrazione è esclusivamente frutto di invidia, anche e soprattutto perché non riescono a inglobarlo nel “mucchio”. 😉

  6. Ciao, Tads,
    sottoscrivo 🙂
    Mi piace Luca Pasquale, anche Zalone di Zelig e dei suoi film, proprio per tutto quello che dici tu nel post. L’ultimo film non l’ho ancora visto. A dire il vero ero andata ma, scoraggiata dalla fila al botteghino, ho optato per “Franny ” e devo ringraziare la folla per avermi, così, fatto vedere un film con qualche elemento di pregio e con un’ottima interpretazione di Richard Gere. Per Quo Vado ci sarà sicuramente tempo per gustarlo a dovere.

    • ciao Marirò, passate bene le feste?

      appena puoi vai a vederlo, ne vale la pena, ressa a parte, mi hanno parlato bene del film di Richard Gere, sicuramente non me lo farò scappare

      • sì, andrò sicuramente. Nel film di Gere c’è troppa roba forte messa insieme e questo lascia un attimo perplessi, ma a me è piaciuto. penso tu saprai trarre maggiori conclusioni di me.
        Le feste passate benino, grazie. E tu tutto ok?

  7. “No, il dibattito su Checco Zalone no! Almeno non su Quo vado?, film disimpegnatissimo e divertentissimo come gli altri tre, che va semplicemente visto e applaudito per i meccanismi comici perfetti e per la leggerezza di fondo che lo sostiene per aria.

    Invece, per favore, sì il dibattito sì su quelli che vanno a vederlo e, appena usciti, sono colti da un’ irrefrenabile voglia di discuterlo, sistematizzarlo, incasellarlo da qualche parte: a destra, a sinistra, al centro, pro o contro l’ antipolitica, il qualunquismo, il populismo, dentro o fuori dalla satira politica o sociale o di costume, alla scuola di Sordi, di Totò, di Tati, di Keaton, di Bombolo. Gente che non solo non capisce il film, ma manco il titolo: ma dove credete di andare? Ma è così difficile rassegnarsi all’ idea che Zalone voleva solo farvi ridere?
    (…)
    Par di vederlo, oggi, Checco riunito in un baretto di Bari col suo gruppo di complici che il regista Gennaro Nunziante definisce “un branco di deficienti”, mentre mette giù il soggetto del prossimo film. Protagonisti: i meglio politici, commentatori e intellettuali del bigoncio che si interrogano pensosi sul successo di un film comico e non si capacitano della voglia degli italiani di farsi qualche sana risata senza l’ aiuto della triade da cinepanettone culi-tette-scoregge, in un Paese dove c’ è poco da ridere.”
    (…)
    Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano

  8. Piaccia o no…lo collegherei tra i filosofi …ah, no…tra gli antropologi: nessuno come lui mostra uno sguardo attento agli itagliani e alla loro quotidianità in chiave ironica, naturalmente
    O meglio….”riso amaro”.

    Buon anno, auguri ❣
    .marta

    • ciao Marta, è sempre un piacere averti qui 🙂
      inutile dire che concordo con la tua riflessione,
      auguro anche a te un felice e prospero 2016 🙂

  9. Non ho visto il film e nn credo che lo vedrò così come nn ho visto e rifugge da woody Allen ecosì come dallo spocchioso Moretti!
    Il Checco a piccole dosi è divertente ma va a pescare sempre, come del resto molti altri pseudo comici alla pancia …
    Che fotografi l Italia di oggi nn vi è dubbio ma lo facevano con molta più sagace intelligenza Alberto Sordi o Verdone o… Diego Abatantuono!

    Sherassaiumilmenterefeattafiadunuovogiavecchio

    • carissima Shera,
      rispetto il tuo pensiero ma non lo condivido, l’Italianità l’hanno fotografata in tanti e in tanti continueranno a fotografarla, la differenza sta nel come. Non amo Roma e nemmeno quei macchiettisti “cacio e pepe” che da sempre si alternano nel ruolo di testimonial capitolini. Non sono un critico cinematografico e questo blog non è una testata giornalistica, quindi mi arrogo il diritto di affermare che Checco Zalone viaggi tre spanne sopra a quell’Alberto Sordi a mio giudizio eccessivamente sopravvalutato. Zalone fa un film ogni due anni, come ho scritto nel post lesina apparizioni in tv e, almeno fino ad oggi, non si è venduto alla pubblicità, mi pare esprima perfettamente la logica delle “piccole dosi”. Snobbare un fenomeno cinematografico unico nel suo genere è una scelta che non metto assolutamente in discussione, tuttavia la ritengo una falla intellettuale. Da un punto di vista sociologico… se milioni di Italiani fanno un’ora e più di coda per vedere i suoi film, se in soli quattro giorni ha già incassato più di due anni di programmazioni cinematografiche… un motivo dovrà pur esserci, sempre non ci si agganci al concetto antiBerlusconiano che considera la maggioranza dei nostri connazionali degli emeriti coglioni.

      ti auguro un fantastico 2016 🙂

      • 😱Me tapina…ma almeno lasciami il saluto delle armi x avere tentato l impossibile.
        Ok cacio e pepe no ma allora il fenomeno Pieraccioni? Puff che ne è di lui. Non voglio mettermi di traverso ma il tuo protetto di comparsate x pubblicizzare il film ne ha fatte eccome e nn da ultimo nel salotto spocchioso e fazioso di Fabio Fazio. Programmare l uscita sotto le feste è stata un altra drittata.
        Fare le file è bello si socializza e i soldi te li sfilano delicatamente alla cassa. Ma si possono prenotare a costo zero on line.
        Sheranonebellociochebelloma…

        • accipicchia esimia Shera,
          prima di commentare un post sarebbe opportuno leggerlo, ti riporto un passaggio: ” i suoi successi sono un crescendo Rossiniano, percorso inverso rispetto alla consuetudine, tantissimi sono esplosi in prima battuta e poi non sono più riusciti a mantenere il livello”, rafforzo il concetto. Pieraccioni ha fatto il botto con “il ciclone” poi è andato in calando, lo stesso dicasi per Aldo, Giovanni e Giacomo con “tre uomini e una gamba” , successo irripetuto, un trend che riguarda tantissimi attori, Zalone ha fatto l’esatto contrario.
          Fazio non lo guardo perché lo ritengo un pretonzolo, anzi, una puttana concettuale inginocchiata di fronte alla ipocrisia sinistra che predica e sproloquia un leccaculismo irritante, la promozione tv di un film non ha niente in comune col presenzialismo, è una questione di marketing pilotato, in ogni caso è un personaggio e quindi soggetto a ospitate ma comunque sempre sporadiche.

          • anche l Arena di Massimo Giletti insomma non si è fatto mancare niente dei tour promozionali e lo dico solo per chiarezza
            Domani a mente libera vedrò il film che è già in rete probabilmente mi coprirò il capo di cenere
            Buongiorno carissimo esimio maestro

            • cerco di spiegare meglio il concetto, i tour promozionali all’uscita di un film sono, di fatto, inclusi nel contratto, questo vale in tutto il mondo occidentale, io intendevo dire che una volta finite le passeggiate televisive Zalone sparisce totalmente o quasi dalle tv, almeno così ha fatto nelle ultime occasioni. Può darsi che questa volta cambino le cose ma non credo, sa dosarsi molto bene, forse anche per questo ammassa folle alla casse.

    • per cortesia non mischiamo la lana con la seta. Verdone e Sordi sono al di sopra. Zalone viene dal “barzellettificio”, ha doti , però. Forse si farà ma da qui ad accostarlo ai mostri sacri ce ne corre…

      • sullo spessore artistico di Sordi possiamo anche discuterne ma considerare “mostro sacro” Verdone mi pare una bestemmia, ha avuto un certo seguito nei film in cui esprimeva doti di caratterista, forse dovrei dire “macchiettista”. Una volta sdoganatosi si è piazzato su livelli accettabili ma niente di eclatante, è in quella fascia medio bassa che dà da campare a lui, De Sica, Boldi e tutti gli altri che per localizzare Zalone sono costretti ad alzare la testa verso il cielo.

        Checco Zalone ha iniziato a farsi conoscere a Zelig con le sue canzoni e le sue imitazioni, sempre tu non viva Zelig come barzellettificio, un trampolino che ha lanciato personaggi che hanno fatto tanta strada

          • amico carissimo mi sa che tu Zalone non lo hai ancora capito, diciamo interpretato, penso che in pochi siano stati più grevi del Verdone macchiettista calato nei panni del coatto. Verdone è nella stessa fascia di Boldi, De Sica, Pieraccioni, Salemme e compagnia cantante, portano a casa il pane e magari a volte fanno pure ridere ma sono al piano terra rispetto a Zalone che alberga nell’attico. Zalone non è un comico tradizionale come i sopra citati, nei suoi film le battute e le gag fanno da contorno, nei film degli altri battute e gag sono colonne portanti

            • Se lo dici Tu!.? Staremo a vedere dove andrà a parare. A me non fa ridere. E no mi fa neanche pensare. Se voglio ridere scelgo altri soggetti e se voglio romperm i i coglioni una sera d’inverno a cinema, mi rivolgo ad altri prodotti.

              • amico caro, il mondo è bello perché vario, passami il proverbio, ogni personaggio tende a creare estimatori, detrattori e indifferenti, nemmeno Zalone può salvarsi da questa logica, numeri a parte che comunque hanno un peso determinante

  10. Checco Zalone, dotato di grande autonomia intellettuale, non può essere definito semplicemente “un comico”. Non a caso sotto la maschera imperturbabile del “comico” è capace di governare con estrema sapienza e consapevolezza i meccanismi della risata illudendoci che il suo caos sia casuale.
    Addirittura la parolaccia, ingrediente più abusato nella commedia nazionale contemporanea, risuona nella sua narrazione riflessiva incredibilmente non volgare, non strizza l’occhio al pubblico ma riesce con leggerezza ad esprimere un moto dell’animo.
    Con i suoi film godo dell’intelligenza, della poesia, del divertimento ma soprattutto della lettura della storia umana.
    Complimenti per il post, colgo l’occasione per augurarti un sereno anno.
    Affy

  11. Mio caro Tads condivido il tuo pensiero su Zalone che ammiro per il suo modo di far ridere senza volgarità. Per tornare al discorso con shera su Alberto Sordi, di cui mio marito è un grande estimatore, ti dirò senza da lui farmi sentire, che anch’io non amo tantissimo alcune sue interpretazioni , fermo restando che di risate con lui ne ho fatte parecchie. Comunque per me la sua più grande rimane quella in ”Un borghese piccolo, piccolo”. Ti abbraccio di nuovo. Isabella

  12. Mi è piaciuta molto l’analisi che hai fatto, tutto molto vero e molto giusto… conosco chi lo vede e lo critica e chi lo vede e ride… in pochi riescono a scorgere tutto ciò che hai descritto… non ne sono amante, solitamente mi dedico ad altri generi di film, ma conosco i suoi lavori, tutti tranne l’ultimo, ancora 😉

  13. Non ho ancora visto questo film ma Zalone mi appassiona per la sua capacità di far risaltare in maniera ironica pregi e difetti degli italiani. A partire dalle sue gag su Zelig fino a finire al film “cielo a catinelle” Zalone riesce a volte anche a sminuire colossi che il mercato ha reso divi e onnipotenti. Ricordi la canzone “Siamo una squadra fortissimi” uscita con la vittoria dei mondiali? Ricordi la frase :”Dacci Luciano Moggi tutti gli orologi agli arbitri internazionali…” ricordi la disfatta dell’Italia credo contro la Corea grazie a quel l’arbitro Moreno? E la consecutiva serie di indagini su calciopoli per finire all’attuale dimissioni del presidente FIFA?

    • ciao Aida, come butta?
      sì ricordo tutti i passaggi da te citati, la canzone “siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fighissimi” la conosco quasi a memoria.
      Vallo a vedere, credo sia il migliore che abbia fatto 😉

  14. A me Zalone non piace, ammetto di non conoscerlo bene, ma le pochissime volte che l’ho visto in tv ai suoi inizi sentii a pelle di non preferirlo. A parte la questione personale, proprio oggi ho beccato un articolo sul web in cui si diceva che è facile fare i fenomeni quando c’è la Medusa film che quasi monopolizza le sale specie quelle di periferia nelle quali hanno dato poca scelta a tutti quelli che nei giorni di festa sono andati al cinema, ho letto che lui occupava il 40% delle proiezioni e quindi il suo successo è frutto di una strategia mediatica… Come a dire fa parte di quel sistema che decide cosa dobbiamo guardare o cosa leggere in libreria. Al di là di tutto viene da chiedere quanti sono andati per curiosità e a quanti piace davvero?

    • ma ciao, che ci fai in rete a quest’ora??? 😉

      io vivo a Torino, non credo si possa definire “periferia”, il film di Zalone viene proiettato in tutte le multisale e spesso anche su più sale attigue, l’articolo che riporti è una belinata antimediaset e affini, può piacere o non piacere ma io non vado di certo a vedere film imposti dai meccanismi della distribuzione. Per vedere l’ultimo film di Zalone devi fare una lunga coda, questo smentisce ogni teoria, sono i biglietti venduti a stabilire se sei un fenomeno cinematografico o meno.

      • Ahah non so alle volte capita di far tardi… Non mi riferivo a te ma più alla gente indecisa che va al cinema e viene catturata in questo modo.. Non è male essere attirati dal fenomeno, per quanto li rifuggo anche a me capita di cascarci però il fatto è che il vero successo si misura dopo, quanti lo ricorderanno tra 10 anni?

        • siamo ormai nel 2016 e ancora oggi passano in tv film dei decenni passati, i film di Zalone sono entrati un quella sorta di limbo della immortalità come tantissimi altri. Pensa che ancora vengono trasmessi un paio di volte a stagione i film di trinità che risalgono ai primi anni ’70, il bello è che fanno pure ascolti degni di nota, lo stesso dicasi per tutti gli altri, non è un caso se i network si accapigliano per acquistare i diritti. Quando ero ragazzo esisteva solo la Rai e trasmettevano uno, massimo due film alla settimana, oggi sulle grandi reti passano dozzine di film al giorno, Rai movie e Iris trasmettono solo film h24, tanto per capirci.
          Il marketing che attrae gente al cinema è complesso e sicuramente anche condizionante, ma quando si parla di numeri come questi prodotti da Zalone credo incida relativamente, nel post faccio una considerazione sociologica e una riflessione diciamo “tecnica”, niente di più 😉

  15. non so perché, ma sono anni, anzi, “millenni” che non vado a vedere un film comico italiano, forse sarà l’invasione dei cinepanettoni che mi allontana da loro facendo di tutto un erba e un fascio. Non so perché ma più passa il tempo è più faccio fatica ad accettare la povertà delle idee (probabilmente in tutti i campi), probabilmente sbagliando lo so, ma cosa ci vuoi fare. Poi, magari, vedo uno spettacolo di un clown di un circo fatto in maniera originale e scoppio dalle risate, perché capisco il lavoro di preparazione professionale e non banale che di sta dietro. Vuol dire che dovrò fidarmi di te per farmi delle risate “serie” e magari augurarti un buon anno di ludiche disquisizioni per i nostri palati esigenti…………..

    • ciao carissimo, bentornato,
      forse il boom “Zaloniano” è dovuto proprio alla originalità delle idee e al modo di porle, NON è assolutamente un cinepanettone e forse nemmeno un film comico tradizionale.

      ti ringrazio per gli auguri che ricambio sentitamente, finalmente adesso ho un po’ più di tempo per seguire di nuovo i blog amici

  16. Uno dei pochi che leggo di Zalone senza una virgola di critica, per me è incredibile sto successo, perchè non è un successo qualunque, è i lsuccesso dei successi, perchè portare in pochi giorni così tante persone è record è miracolo, e che palle quando ti dicono che non c’era nessun film in alternativa, ragazzi sto zalone piace e finchè fa film senza troppe pretese batte tutti i film super impegnati perchè mette in scena problematiche ridendo e con una semplicità disarmante. Poi a me fa un effetto un pò così perchè mi verrebbe da non andarlo a vedere perchè quando è troppo è troppo, ma non lo critico anzi!

    • è dal record dell’altro film che addetti ai lavori, sociologi e bla bla bla… si spremono le meningi per capire l’origine di questo tsunami cinematografico, per me la verità sta sicuramente in gran parte nel pensiero che hai espresso, è una minestra semplice con ingredienti ben amalgamati

  17. A me Zalone non fa RIDERE ne dice NIENTE, ergo non avrà il mio tempo ne miei soldi.
    Me ne farò una ragione di questo, di non essere lì a ridere con la massa, penso dormirò lo stesso fra due cuscini..

  18. Non conosco ‘sto Checco Zalone perché guardo poco la televisione e da tempo non vado più al cinema. Quindi non posso partecipare al dibattito che si è acceso su di lui in questi giorni, a seguito delle file chilometriche cui si sono sottoposti i suoi fans davanti alle sale cinematografiche per vedere il suo ultimo film. Posso dire soltanto che i mass-media (giornali, televisioni e tutto il cucuzzaro) hanno la necessità, sempre, di creare un caso mediatico (cinematografico…letterario…politico…giudiziario…di cronaca nera ecc) e darlo poi in pasto ad un pubblico sempre più famelico. Oggi ci troviamo di fronte al caso Zalone che – come tutti i casi che si sono succeduti nel passato – ha generato due opposti schieramenti: gli entusiasti (Zalone è grande) e gli scettici (Zalone non vale una mazza). Francamente non se ne può più di queste eterne e assurde diatribe. Siamo sempre i soliti: guelfi e ghibellini, rossi e neri, colpevolisti e innocentisti, laziali e romanisti…Dobbiamo sempre appartenere ad un gruppo, ad una parrocchia, ad un partito; dobbiamo sempre identificarci in qualcuno che ci rappresenti altrimenti ci sentiamo orfani. E se qualcuno si discosta da questo pensiero, perché non gliene frega niente, diventa uno spocchioso, oppure uno snob, oppure uno con la puzza sotto il naso. Oppure un qualunquista. Ciao tads 🙂

    • ciao Remigio, felice di leggerti

      hai scritto:
      “Posso dire soltanto che i mass-media (giornali, televisioni e tutto il cucuzzaro) hanno la necessità, sempre, di creare un caso mediatico (cinematografico…letterario…politico…giudiziario…di cronaca nera ecc)”
      ecco… questa è la prima cosa che distingue Zalone, non è lui ad essere spinto dai media bensì sono i media che lo braccano per sfruttare la sua forza mediatica, già questo nel mondo del cinema è una cosa storica, come ho scritto nel post lui ha fatto il percorso inverso rispetto ad altri fenomeni/meteore

      non vi è dubbio che in Italia vi siano greggi di pecore guidate dai mass media, così come non vi è dubbio che esista una forte “componente snob da discount” nonchè “salotti ovili” avvezzi, nella loro totale inutilità, a demolire tutto ciò che piace al popolo. Per fortuna una buona parte di questo popolo colpito dal fuoco “fraterno” ha i mezzi per camminare in proprio.

      A mio avviso i film di Zalone meritano di essere visti per tre motivi:

      1) sicuramente regalano un’ora e mezza di buon umore
      2) fanno riflettere più di tanti film impegnati
      3) andare a vedere un film fenomeno aiuta a capire alcuni aspetti della società

      ne aggiungo uno di mio, se esiste una produzione capace di realizzare incassi stellari… preferisco di gran lunga sia Italiana, da sempre ingrassiamo ogni anno le produzioni di oltre oceano, non sempre meritevoli della nostra attenzione

      anni fa scrissi un post in cui affermavo che personaggi come Jobs, Gates e Zuckerberg, in Italia sarebbero morti di fame e sarebbero stati massacrati, in questo Paese esiste ancora una forte componente disfattista che odia e denigra le figure vincenti, ovviamente Zalone non verrà graziato.

  19. Complimenti per l’ottimo post (anche se questo era scontato) . Colgo l’occasione per chiederti, da lettore affezionato e iscritto quale sono mi permetto di darti del “tu”, se fosse possibile instaurare un parallelo tra “Fantozzi” e “Checco Zalone”. In molti anni visto nel ragioniere una semplice macchietta per accontentare la pancia dello spettatore. Ma dietro alle disgrazie, seppur in maniera celata e sottile. vi è una descrizione lucida e puntuale della società e del costume italiano anni settanta e ottanta. Almeno nei primi due – tre (forse) capitoli della saga.

    Il dott. Medici è riuscito anche lui in questo difficile compito ?

    • ciao Briga,
      certo che puoi darmi del tu, ci mancherebbe, qui non ci sono piedistalli né cattedre 🙂

      il parallelo con i primi Fantozzi viene quasi spontaneo, istintivo, tuttavia penso vi siano due differenze sostanziali:
      1) i Personaggi di Zalone NON sono esasperati fino al grottesco da cartone animato,
      2) Zalone, contrariamente a Fantozzi, nei suoi film è un vincente, in “quo vado?” è sì vittima di un sopruso però combatte e tiene duro, non si fa fagocitare e alla fine vince

      comunque anche Fantozzi, seppur in modo diverso, denunciava le debolezze del ceto impiegatizio e di quella Italianità tipica degli anni ’70

  20. Ho visto il film. Simpatico. Quattro risate le fa fare. Se incassa 50 milioni anche stavolta, fanno 12,5 miliori a risata. Forse sono solo un po’ care. Tutto qui 🙂

    Ciao TADS.

  21. Pingback: Cosa vuoi fare da grande? | koredititti

  22. Non conosco Zalone bene da potermi esprimere. Per quel che mi è capitato di vedere concordo con la tua analisi. Mi ha effettivamente infastidito qualcosa del suo ultimo film, ma lui non c’entra davvero, è la pubblicità mediatica “occulta” di Mediaset: essendo il film una sua creatura, dedica ad esso una parte esagerata dei sui TG con toni enormemente trionfalisitici, al punto di… avermi urtato! 😀 Ma d’altronde non potevo aspettarmi diversamente visto che fa esattamente lo stesso con il Cavaliere dedicandogli, nonostante ormai possa contare su una manciata scarsa di voti, più spazio che al presidente del consiglio: Non fosse stato lui, Mediaset non l’avrebbe più nemmeno nominato da mesi e mesi… salvo che come presidente del Milan!
    E guarda che non ho pregiudizi contro Mediaset (penso peggio della RAI, ti assicuro!), ma quando è troppo…
    Scusa l’off-topic 😉
    http://www.wolfghost.com

    • i battage mediatici su film, fiction e programmi sono sempre irritanti, commercialmente parlando, non trovo sbagliato che mediaset spinga la sua attuale “gallina dalle uova d’oro”, questa tecnica è adottata anche dalla Rai quando è in coinvolta in produzioni importanti. Comunque amico caro, non penso propria che le code davanti alle casse dei cinema siano dovuto agli spot, sono anni che Zalone raccoglie masse, nelle multisale tecnologicamente evolute la prevendita dei biglietti on line è iniziata prima degli spot.

      non è un off-topic, il tuo pensiero ci sta tutto

  23. Caro Tads,
    hai colto in pieno il fenomeno Zalone. Con la sua acuta “comicità” racconta l’Italia di oggi molto meglio di tanti maître à penser che vagolano in Tv e sui giornali che contano. La sua finta ignoranza è intelligenza pura. Spero anch’io che conservi a lungo la sua verve pugliese.
    Cordiali saluti.
    Nicola

  24. E ora dopo questa tua critica positiva, dovrò ricredermi su Checco Zalone. So che è laureato in giurisprudenza e ha il diploma al conservatorio, quindi non è un pinco pallino ignorante, ma nonostante ciò il suo realismo a volte mi infastidisce, come se esagerasse in maniera spropositata e facesse conoscere quel volto del sud che non rispecchia sempre quei canoni. Devo riconoscere che le sue rappresentazioni nascono dall’osservazione di un ceto sociale ancora esistente nel borgo antico, ma quello che mi dà fastidio è che possano pensare nell’altra parte d’Italia che impera solo la cafonaggine in quel di Bari. Tu gli stai dando lustro e io te ne sono grata, sarà che sono della stessa città che amo ma che vorrei fosse più valorizzata e più curata, un po’ come accade per altri posti, è il male di quest’Italia che vive nel degrado a causa di politiche sbagliate.
    Complimenti per il post, per la tua eccellente scrittura.
    un abbraccio
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      tranquillizzati, da Torinese ti dico che non vi è angolo del nord che non abbia folta popolazione di origini Pugliesi, non solo, la fissa del “posto fisso”, plot del film in questione, è un qualcosa che riguarda l’Italia intera.
      In fondo dopo decenni di film che marcano realtà Toscane, Romane, Napoletane, ecc. ecc. Ben venga un attore Pugliese, tra l’altro, battute a parte, Zalone, nei sui film parla Italiano, non in dialetto come da sempre fanno gli altri.

      buona serata 😉

      • Ciao, caro Tads, devo ringraziarti: ho visto il film ed oltre a essermi divertita, devo darti atto che fa riflettere sui difetti e vizi della nostra Italia. Convengo: affronta le problematiche con garbo e ironia mai banale e anche se in un precedente film mi aveva infastidito l’esagerazione, con questo film punta il dito su tutti gli italiani approssimativi, interessati e incivili. Mi associo a riconoscergli il MERITO.
        Buon inizio settimana.
        annamaria

  25. Eccomi qua, caro Tads.
    Bell’analisi, come spessissimo sono le tue, se mi piacesse Zalone andrei a vedere il film! 😀
    Avrai capito che non condivido il tuo entusiasmo per il Checco nazionale. Ho visto tempo fa “Cado dalle nubi” e non mi ha soddisfatto più di tanto. Ho riso spesso alle sue apparizioni sul palco di Zelig, ma a lui preferivo altri comici come Maurizio Lastrico, solo per farti un esempio. Questione di gusti.
    Quindi sulla scia della mezza delusione del primo film ho snobbato gli altri.
    Sai? Credo che Zalone sia un gran furbacchione; vero che non è molto presente in tv, ma le poche volte che l’ho visto è riuscito a pubblicizzare il suo film meglio di chiunque altro paradossalmente senza mai pubblicizzarlo: niente trailer, gag con il presentatore di turno nel non nominarlo mai, fingere di volere cambiare argomento… Una genialata o una furbata e forse, come scrivi tu, è davvero bravo; non posso tuttavia seguirti in questo non avendo visto il film.
    Comunque sia, come non richiamare in tal modo lunghe file di spettatori? Non è detto che “milioni di italiani che si accalcano al botteghino” sia di per sé un indice di qualità. Pensa quanti assistono all’apertura dei pacchi su Rai 1… 😦 un esempio a caso.
    Posso solo farti un piccolo e amichevole appunto?
    Tu scrivi “non è di sinistra, cosa che provoca l’orchite a molti”. Può darsi che qualcuno ragioni in questi termini, ma che c’entra? Un attore, un artista in genere, può essere di destra, di sinistra, del centro, del Nord o del Sud, non fa differenza, se è bravo è bravo. Punto. Se è un incapace è un incapace. Punto. Moretti , di sinistra dichiarato, appartiene al secondo gruppo almeno per me anche se, come saprai, bazzico da quelle parti politiche. Fra l’altro, se non ricordo male, in “Cado fra le nuvole” mi pare ci fosse la parodia della famiglia leghista (i suoceri se non erro) che non tolleravano i “terroni”.
    Sbagliato, a mio avviso, etichettare un artista e fare equivalere la sua bravura con l’orientamento politico. Credo che la maggior parte dei critici, purtroppo, segua questa impostazione non solo in ambito cinematografico. Poi ci sono i nostri giornalisti e politici che rivendicano la paternità di questa o quell’opera, e si stanno palleggiando anche Zalone da quanto ho letto.
    Se qualche amico riuscirà a trascinarmi, forse in questi giorni andrò a vedere il film e ti farò sapere.
    Buona serata Tads! 🙂
    Primula

    • ciao Primula,
      questo tuo bellissimo commento mi offre l’occasione per chiarire alcuni punti che per non annoiare ho stringato nel post, cercherò di essere breve…

      “Zalone non è di sinistra”… dunque… Zalone non è di sinistra, non solo, è certamente il più grande “prodotto” mediatico/cinematografico del gruppo Berlusconiano, sul fronte degli incassi è una pietra miliare, un fenomeno, una macchina macina record che nessuno, se non lui stesso, potrà battere nei prossimi lustri. Tutto questo provoca l’orchite, forse pure l’orticaria, in quell’accozzaglia composta da pseudo intellettualoidi nullafacenti di sinistra (quelli che lo denigrano) convinti, erroneamente, di essere gli unici portatori di cultura e proposte creative “terapeutiche” in grado di smuovere le masse. Il vero problema è che Zalone, soprattutto negli ultimi due film (quelli dei record), ha fatto un piccolo ma significativo cambio di rotta, pur mantenendo le linee della comicità trasmette qualcosa che va oltre. Come ho già detto a qualcuno, porta sullo schermo un personaggio costretto ad arzigogolarsi, magari subire angherie ma alla fine risulta essere vincente, è qui la “qualità” che crea la “quantità”. Lui denuncia l’atavica Italianità ma lo fa in modo positivo.

      Zalone sarà sicuramente un furbacchione ma è soprattutto avveduto e intelligente, grande gestore della propria immagina e dotato di piena consapevolezza, potrebbe vendersi alla pubblicità, incasserebbe milioni di euro, potrebbe presenziare in tv a colpi di gettoni di presenza stratosferici, non lo fa per non inflazionarsi, potrebbe fare il comprimario in altri film, non lo fa. Sul fronte mediatico questa è intelligenza allo stato puro. Potrebbe anche fare un film ogni sei mesi come hanno fatto altri, lui no, solo un film ogni due anni. Oltre che un laureato in giurisprudenza e un diplomato al conservatorio credo sia un profondo conoscitore delle tecniche e dei meccanismi della comunicazione.

      Che Zalone possa piacere o meno mi pare lapalissiano, di sicuro i suoi successi non nascono da una gag e nemmeno da un battage pubblicitario, dietro c’è uno “spessore” non comune. E’ questo che io apprezzo particolarmente, ovviamente i suoi film mi piacciono ma non è una questione di risate o simpatiche battute, credo di vedere, intuire ciò che non appare, il suo duraturo decollo nasce da qualcosa che forse a tanti sfugge.

      Buona serata anche a te Primula 😉

  26. Infatti noto un certo tentativo di appropriarsene da parte di un certo mondo, ma lui non si lascia accalappiare ed è il primo a non prendersi sul serio. Vedo però un risvolto della medaglia, ovvero che c’è chi lo apprezza perché vede nelle sue gag lo sdoganamento del proprio modo di essere e non perché ne coglie l’ironia. E’ la medesima cosa accaduta con i film di De Sica, che come persona mi pare l’esatto contrario dei cafoni che interpreta. Anche a me lui fa ridere (De Sica un po’ meno), ma la considerazione di cui sopra – della quale non sono gli attori i responsabili – mi lascia un po’ di amaro in bocca. Forse è la televisione che dovrebbe fare maggiore attenzione a questo e presidiare maggiormente l’educazione. Perdona se sembro un po’ “bacchettone”.

    • non nutro nessuna stima nei confronti dei critici cinematografici quindi ben me ne guardo dall’indossarne i panni, semplicemente, per motivi diciamo professionali, tendo a leggere tra le righe.

      De Sica è un autorevole interprete di quella commedia all’Italiana fatta di bellone seminude e ammiccanti, battutacce da taverna, tresche, tradimenti, intrighi e tutto quell’ambaradan standardizzato che da decenni ne caratterizza i copioni. Spesso la trama pare essere un pretesto per agganciare una scenetta all’altra.

      Zalone in ogni film porta sullo schermo una tematica sociale, lo fa con ironia, intelligente sarcasmo e forte realismo inducendo lo spettatore a riflettere, questo lo differenzia e lo stacca da tutti gli altri comici, il fatto che molti vadano a vedere i suoi lavori solo per ridere non è certo elemento negativo.

      non ci trovo niente di “bacchettone” nel tuo commento

  27. Devo essere una dei pochi che non è ancora riuscita ad andare al Cinema a vederlo. Ma ci riuscirò. Gli altri suoi film li ho visti e mi hanno fatto ridere. Far divertire senza scendere nel volgare è un’arte.
    Non capisco, non riesco proprio a comprendere tutto questo incaponirsi per trovargli dei difetti, delle magagne. Fa ridere, diverte e nemmeno Star Wars è stato al passo in Italia.
    A Los Angeles ho visto la coda fuori del teatro in attesa della Prima ben 8 giorni in anticipo!!!! Noi invece abbiamo lui: CHECCO.
    Ci piace.

    • ciao Giusymar,
      siamo in Italia, questo è il Paese in cui fa figo sputare sugli altrui successi, questo è il Paese in cui fa snob staccarsi dalla massa anche senza averne i mezzi, questo è il Paese in cui l’invidia, il livore e il criticare rosicando sono più diffusi del caffè e della pasta. Questo è il Paese in cui i vincenti si ritrovano, SEMPRE, a dover subire attacchi e denigrazioni di ogni sorta. Questo è il Paese dei barboni concettuali che, nonostante abbiano le pezze al culo del cervello, salgono in cattedra e se la tirano, ridicoli.

  28. Ciao.
    Non ho visto i film di Zalone, quindi non mi permetto di emettere un giudizio.
    Su Checco, tuttavia, mi sono fatto un’idea sulla base di interviste ed apparizioni televisive.
    Innanzitutto mi sempbra una persona sincera, pregio non comune, e poi mi sembra molto determinato, cosa che si possono permettere solo le persone più preparate: è infatti intelligente e ha dimostrato di sapere fare molte cose, non solo recitare.
    Mi sembra inopportuno, tuttavia, il paragone con Fantozzi.
    Fantozzi è stato fenomeno sociale.
    Di Fantozzi dopo 40 anni si ricordano a memoria le battute.
    Molte scene di Fantozzi sono entrate nella storia e vengono prese come esempio in varie circostanze (La Corazzata, tanto per fare un esempio).

    Di Zalone tra 40 anni ricorderemo le battute?
    Diventerà fenomeno sociale?

    Io credo di no.

    K!

    • penso anche io, l’ho scritto più volte, che il paragone con Fantozzi sia inopportuno, i due personaggi non hanno niente in comune, anzi, sono agli antipodi.

      non ho la sfera di cristallo e quindi non sono in grado di predire il futuro, penso comunque che un attore capace di incassare oltre 100milioni di euro in soli due film, difficilmente cadrà nel dimenticatoio, siamo di fronte a una svolta storica, epocale, Zalone è tutto tranne che un comico in mezzo agli altri.

      • I 100MLN sono ovviamente tantissimi.
        Ci si può chiedere (domanda oziosa, retorica e noiosa) quanti ne avrebbe guadagnati Villaggio ai giorni nostri.
        Ma la possibilità di passare alla storia non dipende solo dagli incassi.
        “Last Christmas” degli Wham, per esempio, nella classifica inglese arrivò solo al 2° posto. Ma chi si ricorda oggi di chi era al 1°?
        Ciao

        K!

        • diamo un taglio pratico alla questione, a prescindere dal costo del biglietto, NESSUN film, MAI, né italiano né straniero, è riuscito a portare al cinema circa sette milioni di persone in soli dieci giorni, ripeto, MAI ACCADUTO.

          questo è già un evento storico, indimenticabile, probabilmente irripetibile, non nel giro di pochi anni

  29. Checco da anni è il mio personaggio televisivo preferito, non ha paura di prendere per il culo nessuno. L’ultimo film non l’ho visto e gli altri non erano proprio dei capolavori ma la sua comicità basta e avanza.

  30. Non mi è mai piaciuto: troppe battute innaturali, quel pronunciare le parole con lettere errate (tipo lapsus) o completamente distorte tipo “ma che comportazione è questa?”, quel personaggio stupido, mi ha sempre fatto cadere le braccia.
    Scommetto che il suo successo ,se non fosse di origini meridionali, solo per questo sarebbe inferiore almeno del 30% : i meridionali apprezzano a prescindere tutto ciò che è meridionale… ed è una cosa che mi fa sospirare e scuotere la testa.

    Ma prima o poi vedrò anch’io sto Qua Vadis, Quo vada… come si chiama, e vedrò un po’ se mi farà cambiare idea.

  31. Dopo questo spassionato articolo non resta altro che andare a vedere il film 🙂
    da quello che hai scritto ho la sensazione che Checco cerchi di trasmettere la “leggerezza” del vivere che non è assolutamente superficialità ma saggezza. non so se ho spiegato bene il concetto.
    ciao T, è sempre un piacere Grande leggerti..

    L

  32. Ciao Tads,
    ho visto il film, mi è piaciuto, più degli altri di Zalone, ho riso e pensato e ne è valsa la pena.
    Il punto negativo resta la recitazione di Checco Zalone, diciamo leggerina. Il punto positivo tutto il resto che è contenuto nel film, che tu hai detto e che non ripetiamo.
    Vuoi vedere, inoltre, che Zalone e i suoi spettatori che ne hanno decretato il successo condividendone il messaggio, quelli definiti superficiali, ignoranti, stupidotti, …stiano costringendo in questi giorni a rivedere negli alti piani le norme sui furbetti del posto statale, che offendono quotidianamente i colleghi onesti e corretti? Zalone ha fatto un doppio centro: gli incassi e anche la denuncia sociale. Il non politicamente corretto ha un senso se è capace di squarciare un velo e costringere a migliorare le cose. E mi pare che finalmente ci siamo!

    • ciao Marirò,
      direi che hai centrato in pieno il messaggio del film, seppur intinto in salsa ironico/sarcastica, la parodia del “posto fisso” nel pubblico impiego in una epoca in cui non passa giorno che i TG non mostrino furberie e lavativismo è certamente una potente calamita.
      Sulle doti di attore di Zalone… è solo al quarto film, penso le migliorerà nel tempo, anche se considerando gli incassi difficilmente cambierà rotta, certo ha grossi margini di miglioramenti, vedremo.
      E’ vero, lui è politicamente scorretto ma non è mai vittima.

  33. Sono contenta del successo di questo film xchè Checco se lo merita proprio. Come in altre occasioni centra tematiche che dovrebbero solo farci riflettere e coloro che si rifiutano di vedere un film così solo X non identificarsi con la massa….beh che dire, non li capisco proprio! In ogni caso quello che mi colpisce di più è la positività del protagonista, la sua capacità di adattamento, la sua personalità che non si fa scalfire dagli eventi. Avremmo un po’ tutti da imparare……. Altro che criticare…… 😉

  34. Zalone ha la capacità di “raggruppare” nel suo personaggio, con estrema naturalezza, senza forzature evidenti, simpatia, intelligenza e centratura delle angustie popolane del momento.
    Tutti si sentono coinvolti e partecipi ai suoi films perché le problematiche che lui lancia a manciate, qua e là, con apparente inconsapevolezza e leggerezza, sono quelle della gente comune così come i difetti e i limiti messi in evidenza dai suoi personaggi, appartengono all’italiano povero, medio e altolocato, colto e non colto, (Sordi docet) in cui tutti si riconoscono e riconoscono.
    Il vero valore aggiunto, a mio parere, è la giocosità con cui persegue i suoi obiettivi, senza prendersi sul serio e calcando la mano su una ironia istrionica che a tratti può diventare sarcasmo ma senza ferire.

    • …”i difetti e i limiti messi in evidenza dai suoi personaggi, appartengono all’italiano povero, medio e altolocato, colto e non colto”…

      complimenti sinceri per l’acume Marta, Zalone pesca a strascico senza irritare più di tanto, eccezion fatta per quel popolo di finti intellettuali che amano bere il the nei salotti, mai arieggiati e resi stantii da una mefitica aria di sinistra, che fingono di apprezzare i residui della corazzata Potëmkin. Residui individuabili in autori come Moretti & C. Di fatto è più facile interpretare una paranoia piuttosto che una palese denuncia sociale mascherata ma a questo ci siamo abituati 😉

      • In verità Moretti non lo disdegno, indubbiamente è un buon regista e un ottimo autore, purtroppo succede, nella nostra contemporaneità, che aldilà del valore intrinseco di un artista, c’è chi viene riconosciuto e messo su di un piedistallo e chi no. Moretti ha avuto la fortuna di posizionarsi sul trono dell’intellettuale radical chic in un frangente sociale confacente alla sua tipologia di personaggio, di prodotto artistico, di protesta sociale veicolata in un certo modo, quello appunto della spocchia intellettuale che denuncia con la riluttanza di sporcarsi le mani e del non si sa mai… Zalone, al contrario, non se ne può fregà di meno… non ambisce ad essere collocato, etichettato, schedulato in questa o quella area politica. In ciò è superiore a Moretti et similia. Sostanzialmente è un uomo libero che può apprezzare o disprezzare usando il de gustibus, ma ha sufficiente intelligenza per cogliere ciò che deve essere colto ed usarlo a mo di denuncia ma molto Aristofanicamente… non vado oltre perché so che non ami le citazioni e non vorrei andare fuori tema. 😉

        • condivido il tuo pensiero, diciamo che Moretti sulla poltrona intellettuale radical chic ci si è messo da solo, non fosse stato spinto, sponsorizzato e promosso dal “partito”, oggi farebbe il regista nei teatrini di paese. Perdonami ma ho un concetto di “intellettuale” distante anni luce da Moretti, personaggio narcisista che tende ad autocelebrazioni spesso mal riuscite.

          sul piano culturale… Zalone ha una laurea in giurisprudenza e un diploma conseguito al conservatorio, le biografie di Moretti si fermano alla maturità classica, è un 69ino cresciuto nel benessere di una famiglia agiata, diciamola alla buona: “nessuno l’ha mai visto sudato” 😉

          dici bene, Zalone è uomo libero, non è politicizzato e non sfrutta la sua immagina per biechi motivi come hanno fatto tanti, Moretti incluso

          • permettimi di dire che il liceo classico è una garanzia di cultura, se fatto con cognizione di causa…. al di là di Morettti
            ….e infatti Zalone spesso dimostra di essere un sofista a tutti gli effetti, ha preso il meglio dalla sua laurea in giurisprudenza.

  35. Io son partito tanti anni fa non sopportando Zalone… per mia “costruzione mentale” non sopporto le persone che fanno ridere utilizzando per l’80% del tempo parolacce, volgarità o richiamando violenze… mi rendo conto essere una forma di pregiudizio raziale ma di fatto la mia reazione emotiva invece che essere un sorriso è fare/ascoltare qualcos’altro…. vai in una classe di un asilo o in una scuola elementare, entri e dici “cacca” o fai una sana “scoreggia” e tutti ridono.. ecco da adolescente che ambiva a diventare adulto gli inizi che ricordo di Zalone sono perfettamente in questa direzione… ergo personaggio abbandonato..

    Poi passano gli anni e crescendo ed imbattendomi in modo casuale in sue presenze o apparizioni televisive ho iniziato a soffermarmi su quelle parole o quelle allusioni che sembravano provenire da concetti differenti dallo stomaco e ho iniziato piano piano a dedicargli sporadici lassi di tempo.

    Ho spesso evitato i suoi film per i motivi di cui sopra giustificandomi con un “troppa volgarità inutile” ma un giorno non ricordo nemmeno in che circostanza ho visto “che bella giornata” e ricordo perfettamente il primo pensiero che ho fatto al termine della visione “però, mi aspettavo una valanga di volgarità e invece c’erano spunti, e mi sono anche divertito”….

    poi non ho avuto seguito ma semplicemente perchè non è capitata l’occasione nel senso che di film ne vedo veramente pochi e quelli che scelgo di vedere hanno sempre avuto la priorità rispetto alla categoria dei film di Zalone & co. diciamo che se mi capitasse l’occasione non mi affiderei al pregiudizio iniziale mosso se non altro da curiosità, non solo per questo post….

    forse è un commento inutile ai fini del post ma era per specchiare la mia esperienza Zaloniana..

    • esimio Erik, i commenti non sono mai inutili…

      per motivi che non sto a spiegare vado spesso al cinema e altrettanto spesso a teatro, vedo film e piece che spaziano dal serio al faceto, dal sociale al comico, Zalone sta alla volgarità come il gorgonzola sta alle cozze, non ha niente in comune con i film pecorecci dei vari Vanzina, Parenti e compagnia bella che impalcano sceneggiature su parolacce, battute da taverna, mammelle e culi in bellavista.

      a me non interessa fargli da avvocato difensore né promuovere le sue performances, semplicemente mi limito, fedele alla linea editoriale di questo blog, ad analizzare la “Zalonemania” come fenomeno sociale cercando di capire il perché dei suoi eclatanti successi, anzi, storici successi.

      trovo improprio e semplicistico definire “comico” un personaggio che in pochi giorni trascina al cinema milioni e milioni di persone (se non erro è arrivato a dieci milioni in soli 19giorni di programmazione). In ogni suo film Zalone mette in evidenza una tematica sociale, come ho scritto nel post, dovremmo parlare di neo-neorealismo, il fatto che faccia anche ridere e divertire non cannibalizza serie riflessioni

      Zalone è uscito dagli schemi e dagli stereotipi della commedia, crea livore e invidia, i suoi record fanno rosicare tanti cineasti e attori di lungo corso, soprattutto il suo è un crescendo UNICO, tutti gli altri hanno fatto il contrario ma questo lo avrai letto nel post. Checco Zalone e Gennaro Nunziante sono i Battisti & Mogol del cinema Italiano. Non si smuovono masse, non si creano lunghe code al botteghino con un semplice filmetto comico, assolutamente no, questo concetto offende l’intelligenza degli Italiani, ovviamente non mi riferisco a te bensì a tutti quelli che cercano di sminuirlo.

      • avevo chiaro il tuo pensiero che per altro hai ribadito e rinforzato con il commento.. però ricordo gli inizi specialmente nelle canzoni ci metteva molta volgarità (sempre che io non ricorda male).. sò che non c’entra nulla ma mi è venuto in mente e visto che i commenti non sono mai inutili conosci Bill Hicks?

        • so chi è Bill Hicks ma lo seguo poco, non sono un estimatore del genere, pare sia un grande improvvisatore

          mi permetto di ricordarti qualche passaggio storico, la volgarità da spettacolo ha reso celebri personaggi come Faletti, Littizzetto, Bisio e altri, evidentemente è una chiave che apre le porte

            • credo sia una questione di meccanismi, almeno in Italia, la volgarità fa ancora audience ma poi è opportuno sdoganarsi, alcuni, come Zalone a altri, ci sono riusciti, tanti sono rimasti inchiodati al punto di partenza

              • si, e penso anche che riuscire a farlo sia un elemento positivo ancora più elevato di non averlo mai fatto… conosci il sistema, se vogliamo lo sfrutti, e poi dimostri di non esserne schiavo.. se non è forma di intelligenza questa non saprei come definirla…

                • credo sia un insieme di elementi, Abatantuono è stato sdoganato da Pupi Avati, è un bravo attore ma se non avesse sfruttato al massimo quella opportunità sarebbe rimasto a fare il “terrunciello”. il mondo dello spettacolo è crudele, a volte penalizza i talenti altre volte crea meteore.

  36. Ciao TADS, sono ritornato qui solo per verificare il fatto che mi “rimproveri sempre” cioè quello di non linkarmi correttamente… ti assicuro che a me sembra di essere correttamente linkato ora, quindi ho fatto il printscreen del commento e ti chiedo di verificare se ti appaio linkato o meno… non serve che pubblichi il post, è solo per verificare finalmente quello che mi dici da tempo.. e forse ho trovato… era compilazione automatica, forse ora ho corretto…

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