Essere o apparire, questo è il dilemma…

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Da settimane, probabilmente mesi, sui canali televisivi impazzano due stucchevoli televendite, parità dei sessi onorata, una si rivolge alle femminucce e l’altra ai maschietti. La prima reclamizza un leggins miracoloso capace di alzare flaccidi culi (anche quelli talmente bassi da puzzar di piedi), eliminare panze pendule, rendere tornite e slanciate gambe tozze, insomma… infilarsi in questa invenzione “esclusiva” è un po’ come immergersi nelle acque di Lourdes. Anche le racchie potranno passeggiare godendo dei fischi di apprezzamento emessi dai muratori sui ponteggi. La seconda “irripetibile” offerta ha come target l’universo maschile, quello pigro, accidioso, maccheroni-dipendente, quelli che considerano attività da palestra scacchi e dama, i pantofolai che vivono come maratone il deambulare dal letto al divano e viceversa. Bene, per questi “ozioman” è stata creata una maglietta magica unica al mondo, una t-shirt che, come per incanto, elimina la ciambella da birra, le maniglie dell’amore, le sacche di lardo che si formano sulla schiena, evidenzia pettorali inesistenti, rende le spalle possenti e trasforma toraci cilindrici e/o a pera in accattivanti e atletici triangoli. Alla befana e babbo natale ho smesso di credere quando ero ancora bambino ma qualora fossero veritiere le decantate peculiarità dei due prodotti… la cosa sarebbe di gran lunga peggiore di una bancarella da fiera paesana gestita da un mendace imbonitore di lungo corso.

Non vi è niente di biasimevole nel valorizzare il proprio aspetto cercando di ridurre alla radice quadrata inestetismi/difetti ed elevare all’ennesima potenza eventuali doti estetiche, tuttavia ricorrere ad artifici posticci per stravolgere in modo significativo e ingannevole la propria esteriorità significa dare vita a una ipostasi, nella accezione figurativa rendere concreta, in apparenza, una fisicità astratta. Quando si vivono in diretta vere e proprie metamorfosi, quando si ha la sensazione di aver di fronte un/una mutante, il rinculo da shock è inevitabile. Gli indumenti che barano spudoratamente sono propedeutici alla castità assoluta, chi ha il coraggio di spogliarsi “scarcerando” massa grassa e budini molli dopo aver passato la serata a incassare complimenti sul proprio stato di forma??? Pensavo che i collant contenitivi versione “brasilian ass” e il reggipetto cinese fossero il non plus ultra.

Le angosce esistenziali possono essere interpretate in due modi: 1) “nel momento in cui ti vergogni di quello che sei perdi te stesso”, 2) “nel momento in cui ti vergogni di quello che sei dai tutto te stesso”. I concetti non sono affatto contrastanti, darsi totalmente significa anche perdersi e/o comunque rendersi vulnerabili ma è la capacità di trasformare la vulnerabilità in punto di forza che rende grandi i deboli, per lo meno i “deboli relativi”. Al contrario il bluff, il vendersi e proporsi per ciò che non si è, anche solo esteticamente, l’optare per l’apparire a discapito dell’essere… crea false sinapsi, i neuroni si trasformano in avannotti impazziti e prima o poi, inevitabilmente, tocca gettare la maschera e togliersi i costumi di scena.

Molti tentano di abbracciare la causa dello “apparessere” (crasi festival), ibrido impegnativo dagli equilibri precari che spesso inciampa nella tagliola/shameless, estenuanti e costose cure del corpo per essere apprezzati e valorizzati sul fronte della intelligenza e della bravura, pare un ossimoro ma non lo è. Vincente è colui/lei che riesce ad esprimere qualità intellettive estraendole da un corpo statuario.

La società moderna tende a selezionare il talento, laddove esista, nel tripudio della bellezza fisica, il cinema non partorisce più attori come Carlo delle Piane, Lino Banfi, Pippo Franco, Alvaro Vitali e altri “diversamente belli” magari impegnati in film d’autore, oggi sono tutti beautiful o pseudo tali. Nei reality non abbiamo mai visto né vedremo mai partecipanti fisicamente orrendi, anche i calciatori sono tutti belli, non esistono più quelli di una volta talmente brutti da costringere la Panini a ritoccare le figurine prima di metterle in commercio. Anche i palazzi del potere, della politica, valorizzano l’estetica, la nuova generazione di deputati, senatori e ministri è composta, diciamo tendenzialmente, da fighetti e fighette ansiosi di apparire e far passerella, ovviamente con l’aria contrita di chi ha mille cose difficilissime e impegnativissime da fare.

Mantenendo le giuste proporzioni: intelligenti/idioti, un mondo popolato da belli/e è certamente più gradevole ma se belle e belli sono quelli che una volta giunti a casa si tolgono leggins e magliette da illusionisti arieggiando macerie… ci correrà l’obbligo di ampliare il settore degli idioti.

Tullio Antimo da Scruovolo

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205 thoughts on “Essere o apparire, questo è il dilemma…

  1. A parer mio….visto che, prima o poi, o i pantaloni o la maglia li devi togliere (se la persona ti interessa altrimenti che te ne frega!), al fine di evitare fughe strategiche, è sempre meglio mostrarsi come si è….senza trucchi vari! Buona giornata 🙂

    Date: Thu, 26 Nov 2015 11:00:09 +0000 To: silvia-1959@live.it

  2. Ciao.
    Quella dei leggins l’ho vista, mi manca quella della maglietta per “oziomen”.
    Sono pubblicità sciocche destinate a persone sciocche.
    Se sei fuori forma, fai attività fisica e cambia alimentazione!
    O sbaglio?

    K!

    • non sbagli affatto, dici bene,
      quella della maglietta è ancora più incredibile di quella dei leggins, sono canali nazionali, ciò significa che ne vendono a tonnellate per reggere i costi pubblicitari

  3. Se citi Delle Piane aggiungerei Ugo Fangareggi..
    Apparire o essere? Oggidi sembrerebbe che l apparire sia il tramite all essere.
    Prima dell “Avvento” del 2.0 il soldo faceva la differenza per i bruttissimi alla Onassis oggi ach egli si rifarebbe il naso e quanto altro.
    Hai ragione solo in parte del discorso sulla castità! Una volta che ‘ hai mangiato con gli occhi’ poi subentra la suggestione e se il frodatore possiede un po di furbizia…
    (Io ad esempio nella mia rotonda normalità che cmq gli abiti mascheran o un po, faccio inizialmente molto uso di pose plastiche che appiattiscono la pancetta, per esempio… Nn mi di-lungo ma potrei anche farlo).
    Che dicevo? Mi manca Yul Brinner e la sua pelata originaria, il viso a canone bastonato di Robert Mithcum vuoi mettere con si belloni palestrati!
    Sheramasaimipuacitutututucioegliocchiali😊

    • il problema è che mangiare con gli occhi non aiuta la digestione, quando ti svegli al mattino e ti ritrovi di fianco una sconosciuta distante anni luce da quella che hai conosciuto la sera prima… ti passa la voglia di far colazione 😀 😀 😀

      torniamo seri… una società votata al culto dell’apparire annienta, annichilisce il bisogno di essere, appiattisce, livella, omologa, distrugge e macina, i soldi spesi nell’universo dell’estetica sono il doppio o il triplo di quelli spesi nell’universo culturale.

      • Esimio Tads se vogliamo essere seri questa è una società completamente falsata nei suoi valori.
        Cultura che cos’è la cultura oggi che non sia nemmeno più la fatica di arrampicarsi sulla libreria per prendere un fascicolo della Treccani cercare una parola rimanere immersi in un susseguirsi di nuove scoperte?
        Sheradevotamentesuaconcittadina

        • la cultura è una cosa strana che molti interpretano, la cultura non è nozionismo bensì la capacità di elaborare le nozioni, cultura è esprimere in parole semplici concetti complicati rendendoli comprensibili, esprimere concetti semplici con parole complicate non è cultura, è esibizionismo espressivo. Cultura è capacità di individuare percorsi mentali, mappare i concetti, smatarozzare inutili contorni e cogliere l’essenza.

  4. Ho presente la prima delle tremende televendite. La seconda mi è sfuggita, ma, a parte un sorriso iniziale, non mi stupisce poi troppo. I due indumenti, oltre che inefficienti, mi sa che sono terribilmente scomodi e costrittivi. Avere le trippe pressate per ore e ore somiglia più a una tortura che a una pratica di bellezza. Da un lato celebriamo la presunta “libertà” dell’occidente, a contrasto con le costrizioni dell’oriente. Dall’altro ci auto-imponiamo scomodità che il burka a confronto è poco o nulla. Oltre ai casi estremi da te citati, gli esempi ordinari sono tanti: scarpe più simili a trampoli e più strette di quelle di Cenerentola, scollature, abiti attillatissimi, “squarci” calibrati anche quando fuori c’è aria di neve, trucco a iosa (e spesso anche per i maschietti), depilazioni, abbronzatura perenne, chirurgia invasiva… Insomma siamo liberi di inseguire i modelli che ci sono proposti, costi quel che costi.

  5. La cosa che mi fa particolarmente ribrezzo è che lo scopo non è “trombare di più”, bensì solo “apparire”.
    Ci si preoccupa non del partner (ovvio: il partner scoprirebbe il trucco).
    Lo scopo è…….
    ………
    ……..
    *IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI*.

    • ps: come sempre ho risposto solo al pezzo che ha colpito di più la mia attenzione, cioè agli stratagemmi per apparire più belli.
      Riguardo il sempre maggiore peso che la società da alla bellezza esteriore…. mah…. io penso che in realtà sia sempre stato così, dai…
      Gli attori brutti sono stati prima di tutto di sesso maschile e inoltre dovevano fare ridere. Spesso i loro film erano dedicati a un pubblico maschile o almeno non prettamente femminile.
      Il film “vieni avanti cretino” è ben diverso da quelle serie televisive tipo “squadra antimafia”.
      E pure in “vieni avanti cretino”, c’era sì Lino Banfi, ma pure Moana Pozzi con i pantaloni coi buchi trasparenti sulle chiappe (la scena della fabbrica “la nostra soddisfazione è la vostra soddisfazione”).

      • insomma, non è proprio così, l’era dei caratteristi ha investito anche le donne, Tina Pica, Ave Ninchi, ecc. ecc. il mondo dello spettacolo premiava il talento a prescindere dalla bellezza, oggi si viaggia su parametri diversi.

  6. Purtroppo caro zio mia madre dice sempre che apparire ti da maggior credito nel pubblico. Quante volte vestendo da mercato sono stata scambiata per zingara alla faccia di fighettini senza cervello che vantavano il primato di essere “popolari”. Non ti nascondo che il mio ragazzo mi conobbe senza trucco e con una felpa tre misure più grandi e si innamorò di me, tant’è che preferisce le mutande della nonna da cui spunta la pancetta piuttosto che un paio di brasiliane sotto un ventre scolpito. Ma si sa. Agli uomini piace la donna che sa parlar di politica mentre vernicia un muro di casa propria. A parte ciò quando facevo la promoter l’apparire era il punto di forza ancor prima di sapere cosa significasse saper vendere. Dovevi essere magra, il tailleur doveva essere xxs altrimenti non era cosa buona e giusta e i capelli dovevano essere setosi all’inverosimile. Così come quando feci l’esperienza di miss Italia. Nonostante combattevano la magrezza il ventre piatto era l’arma vincente a prescindere se a possederlo fosse una che mentre sfilava pareva stesse pestando l’uva e il cui portamento era simile al gobbo di notre dame. Pazienza. La maglietta che snellisce vende e vende ancor di più se la trovi dai cinesi al prezzo irrisorio di 5 euro. Con questo, caro zio, ti dico: ” Add’e’ c’è panza, c’è crianza” o, detto da un’amica il cui ex era un budino al cioccolato ” sotto la panza la mazza avanza”.

  7. Sai che non ho presente queste pubblicita’ ma prima poi bisogna mostrarsi come si e’ quindi a che servono leggins o stringi pancia, (“quelli talmenti bassi da puzzar i piedi” mi hai fatto troppo ridere Tads, 😀 ) un abbraccio caro Tads, buon venerdi’ e buon weekend, 🙂

  8. Appena ho letto mi sono ricordata di un film girato in un campus dove c’è lui che finalmente riesce a portarsi a letto la bella incontrata alla festa! Imbottitura di cotone che rotola con i ganci del reggiseno unghie finte e ciglia che si appiccicano al malcapitato pancetta e cellulite che esplode alla prima cerniera aperta! 😂😂ecco …e poi mi sono ricordata di me stessa che quando ha cominciato a lavorare per la banca si metteva solo giacche pantaloni scarpe basse poco trucco e occhiali tipo maestra ….per evitare di essere presa per lo stereotipo della bionda alta e frivola! Per usare eufemismi…..caro tads….essere prima di tutto bell’e persone dentro solide gentili e colte possibilmente poi dare forma lieve è gradita ad un interessante contenuto…almeno! Ma lavorando di proprio non usando mezzucci tristi! 😘

  9. Abbiamo cancellato la morte dai nostri pensieri, perche’ pensiamo che basta cambiare un organo vecchio con uno nuovo e la “macchina umana” torna ad essere come prima. Ci rifugiano nella cura ossessiva del corpo per apparire più’ giovani, più’ belli. L’apparire ha sostituito l’essere. Siamo pronti all’immortalità. Io, per esempio, caro tads, sono indeciso se passare prima dal “carrozziere” per farmi stirare un po’ la pelle che si e’ alquanto incartapecorita, oppure trovare un buon “meccanico” in grado di lavorare le parti basse e nascoste che tendono a rammollirsi. Tu che ne pensi? 🙂

    • esimio Remigio,
      non so più cosa pensare, tempo fa ho scoperto che George Clooney si è fatto stirare i testicoli, non gli piacevano le pieghe, su questa cosa ci ho pure scritto un post ” “ball ironing”, George Clooney si è fatto “stirare” i testicoli…!!!”. Non a caso ho parlato di avannotti impazziti che sostituiscono i neuroni 😉

  10. la maglietta mi mancava!!!!
    certo nella favola la principessa si prende un ranocchio e poi scopre che è uno strafighissimo principe….qui invece…si rischia un fuggi fuggi al momento fatidico o patetiche scuse!!!!!!!!!!!!
    buona serata

  11. Orrore degli orrori! Ho sempre cercato di nascondere quelle che erano le mie opulenze. Mi avvicinavo molto all’esempio del sacco ripieno e, per dirne, una, a forza di stare a spalle strette per nascondere i seni, mi sono deformata la colonna vertebrale. Drammi di giovinezza! Ora che mi son ridotta di dimensioni, non mi riconosco. drammi dell’età adulta.
    Quando vedo certi “articoli” penso sempre a quanto di più stupido e infimo sia stato inventato per soddisfare qualcosa che andrebbe “regolato” prima nel cuore e poi nella testa.
    Mannaggia a te dotto’, tutte ste riflessioni mi bruciano i neuroni.
    Salut 😀

  12. Le ho viste anch’io quelle pubblicità: facendo zapping è inevitabile e devo dire che le immagini m’infastidiscono. Allora penso a tutti i creduloni che gettano via i loro soldi, facendo arricchire chi vende fumo. Dici che i calciatori son tutti bellocci, a me non pare con quelle criniere e corpi maculati da tatuaggi sono inguardabili, poi ognuna ha i suoi gusti. I politici bellocci, ma son pochi e comunque se all’aspetto gradevole si unisce la qualità, potrebbe passare. E’ la società dell’apparire più che dell’essere e su questo devo darti ragione, ma è un aspetto artefatto: nell’intimità si annulla e allora? Ecco perché facciamo passi indietro.
    Interessante post e soprattutto scritto magnificamente.
    un caro saluto
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      ecco i calciatori rappresentano l’esatto contrario delle pubblicità del post, leggins e maglietta miracolosa servono per coprire brutture, i calciatori nascono belli ma fanno di tutto e spendono per rendersi inguardabili, a volte ridicoli, due modi opposti di interpretare l’estetica.
      i politici last generation sono oggettivamente più belli dei vari Andreotti, Fanfani, Nilde Jotti, Rosa Russo Iervolino e compagnia cantante, il problema è che nei palazzi del potere la bellezza non è certo la priorità

      grazie per l’apprezzamento, buona giornata

      • Mai come in questo momento dovremmo mettere da parte il lusso dell’apparire: siamo in clima natalizio, una festa che simboleggia la povertà, la donazione, l’altruismo, tutti valori che si son persi per strada. Non so se festeggi il natale, io ti faccio ugualmente gli auguri di vero cuore, anche perché le tradizioni sono importanti, rappresentano la nostra storia.
        un abbraccio
        Annamaria

  13. 124 commenti??? io sono il 125 esimo. la prima cosa che ho pensato leggendo è: ma che programmi guardi alla tv? qui stanno a litigare per come festeggiare sabato il compleanno del bimbo che compie gli anni oggi… che dù ballleeeeeeee.. il piccolo treenne ha detto batta guri.. batta!! ( trad basta auguri ,,basta! ) cocco de nonna ha capito tutto. ovvia. Insomma cambia canale. ecco ciauz

    • i programmi prescindono dalle interruzioni pubblicitarie, puoi guardare un film oppure un documentario scientifico, quando arriva la televendita te la sorbisci oppure cambi canale

  14. Questione molto attuale e ben argomentato, come sempre.
    Non ho visto quelle pubblicità, dei leggins magici me ne ha parlato la badante di mia madre, un donnone di circa 90 kg che vorrebbe comprarli. A che scopo?? Se magari mangiasse meno panna e salsicce… (e ne facesse mangiare meno a mia madre…presto o tardi la strozzo!)
    Siamo nella società dell’apparire e se questo significa curarsi e avere rispetto di sè esteriormente, senza follie e stupidate, che ben venga; la sciatteria non piace a nessuno. Il guaio è l’apparenza interiore, sono quelle odiose maschere che mettiamo su per tentare di essere vincenti. Ma spesso cadono come le foglie di autunno e allora son dolori…
    Un tempo in psicologia si parlava di accomodamento, quella sì che resta una dote, sapersi adattare anche modificando qualcosa di sè per spuntarla o sopravvivere nelle varie situazioni; oggi si parla di costrizione/apparenza e falsità, come indossare “magici” leggins e magliette per perdere tre taglie per una sera e far rosicare amiche e amici d’invidia.
    Forse nella mia vita ho peccato di troppa sicurezza, ma l’unica accortezza che ho talvolta usato è stata vestire di nero per assottigliare la mia figura, cosa che fa a pugni col mio amore per i colori. Non nascondo di averlo fatto, ma rosso, giallo e arancio nel mio armadio non mancano mai 🙂

  15. Ultimamente pare vada molto di moda fare le modelle, facendosi fotografare da sedicenti fotografi. E a seguire, in post produzione, si lavora di ritocchi. Poi quando ci si incontra chi glielo spiega che sei quello\a della foto?

  16. Come al solito mi hai fatto fare ( prima di piangere ) un sacco di risate. Dei leggins sapevo tutto circa il risultato ”perfetto”. Per quanto riguarda la ”vostra t -shirt ” non ne sapevo nulla. C’è sempre da imparare mio caro Tads e da te s’impara eccome…Un abbraccio serale. Isabella

  17. Ci sono persone costituite unicamente da facciata, come case non finite per mancanza di soldi. L’ingresso è degno di un gran palazzo, ma i vani interni si possono paragonare a squallide capanne.
    ..l’apparenza incanta.
    Un saluto.

  18. Caro tads passo per un saluto.l essere e L apparire sono facce di una stessa medaglia che quanto mai suona falsa in questo periodo. Non si vuole rinunciare a imbandire abbellire acquistare quel tanto che è’ già troppo quasi anatema di un vuoto interiore e di tasche .ripasso per gli auguri per te ed il peloso 😊

  19. Una volta scrissi un post riguardo essere e apparire e si giunse all’idea che è impossibile eliminare l’apparenza dicendo di badare di più all’essere, cosa che va di moda, le due cose non si possono separare e l’obiettivo sarebbe quello di riuscire ad apparire secondo il proprio essere, quindi conoscere se stessi…
    Auguri di buon anno TADS!

      • TADS…potrei ucciderti!! Se solo hai letto un po’ sul mio blog, io, io…..oooooodioooooo la neve!
        Mi ricordo tre quattro anni fa quando nevicò, qui a Torino, e le temperature sono scese a -17…..ho smadonnato per tutti gli anni a seguire compresi quelli bisesti!
        Che pioggia sia, resto no….oltretutto non so piu cosa mettermi addosso, freddolosa? Chi io!? 😁😖

  20. Anche se non è cosa semplice, cerchiamo di accettare il più possibile le innovazioni e i
    disagi che porta questa incerta epoca in cui viviamo, spesso foriera di controsensi senza
    precedenti…
    Felice sera e un saluto,silvia

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