cosa significa vivere una RELAZIONE COINVOLGENTE…

Young couple fighting, side view

Young couple fighting, side view

Eccezion fatta per asessuati, eremiti, sfigati al cubo, impenitenti cacciatori di “scalpi” (nonostante la maniacale moda di fare tabula rasa) e cougar mangia uomini… prima o poi capita a tutti di vivere una “relazione coinvolgente”, le “relazioni coinvolgenti” sono pietanze cucinate sempre in modo diverso ma con tre soli ingredienti: “cervello, cuore e carne, cioè ragione, amore e passione, ossia logica, sentimento e chimica”. Un vecchio aforisma di Pascal recita: “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”, come dargli torto, le tre sostanze non sono affatto compatibili e, quasi sempre, dalla pentola saltano fuori fetenzie che manderebbero in depressione il trittico Bastianich, Barbieri, Cracco.

TESTA… non vi è niente di più illogico del cercare di usare il cervello in una “relazione coinvolgente” vissuta con le vene, le spighe della “ irrazionale razionalità” germogliano solo nei momenti di baruffa, quando preme il bisogno di diventare disfattisti e quindi analitici oltre la siepe della realtà. E’ stupefacente quanto fosforo secerni la mente in questa fase, nello stagno riemergono parole e fatti del passato, si diventa detective, speleologi, analisti, inquisitori, tarme, pignoli e pistini sorci d’archivio, alcuni/e sconfinano nella veggenza. La potenza del lucido rancore all’interno di una coppia è micidiale, rende arida e pietrosa anche la terra più fertile. Trattasi di percorso di “auto convincimento”, un effetto placebo prodotto in proprio e quindi totalmente inefficace, infatti dopo qualche “vaffa”, qualche urla e qualche piatto rotto (mai quelli del servizio bello), tutto torna come prima, con buona pace del cervello nuovamente “esodato”.

CUORE… molti vivono nella errata convinzione che l’amore sposti le montagne, NOOOOO, l’amore rende inerti, immobilizza, è l’apoteosi dell’attendismo e della vana speranza, stoppa la vita in uno stallo onirico. Distorce l’esistenza come un beffardo specchio delle giostre, è fucina di proiezioni e sceneggiature da fantascienza, ammorba la schiena e spappola la muscolatura, rende deboli, vulnerabili, vittimizza e dipinge offuscati orizzonti artificialmente illuminati. Una vera iattura che stravolge la normalità anche qualora non si muovesse foglia, peculiarità esclusiva, è l’unico stato d’animo che crea danni anche e soprattutto quando non succede assolutamente nulla, basti questo per capire. Non vi è “relazione coinvolgente” senza amore, quindi, per logica applicata, il rapporto danza il tango su una mina. Esempio tipico: “come vanno le cose con tizio/a?”, “benissimo, non potrei essere più felice”, “e allora perché tutta questa ansia?”, “vivo nella paura che da un momento all’altro finisca”.

CARNE… qui c’è da sbizzarrirsi, l’irresistibile bisogno di godere attiva un interventismo inimmaginabile, pur di giungere alla persona bramata si scalano monti, si guadano fiumi, si attraversano deserti e si solcano oceani, roba da fare impallidire Indiana Jones. Il desiderio carnale coagula la quotidianità, in tutti i sensi, l’adrenalina prodotta dalla insaziabile voglia di copulare è tremendamente energizzante, miracolosa. Lo stallone infoiato e smanioso fiuta nel vento la sua giumenta in estro che nitrisce il bisogno di essere posseduta. E’ la passione ardente che ha il potere di abbattere o superare ogni ostacolo rendendo audaci, arditi, coraggiosi, spesso incoscienti. E’ la passione ardente che rende folli e fa girare il mondo, non l’amore.

Non esiste “rapporto coinvolgente” che non sia inzuppato nella ciotola della gelosia, alcuni la chiamano “febbre del possesso”, esistono due livelli di gelosia, quella afrodisiaca e quella distruttiva, la prima, non necessariamente di matrice cuckold, scatena voluttà positive unendo, cementando, la seconda scarcera morbosità, paranoie, debolezze e complessi di inferiorità fino al deterioramento definitivo. Tecnicamente la gelosia è una palese contraddizione, quando si sviluppa un amore ricambiato si dovrebbe vivere tra solide mura chiamate “fiducia” ma questa è pura teoria. Impossibile ipotizzare un “rapporto coinvolgente” privo di scleri dovuti alla gelosia, un sentimento che rende simili a bambini angosciati dalla paura di vedersi sottrarre il giocattolo preferito. La gelosia è una stranissima cosa, un enigma, non è detto che sia strettamente connessa alla persona amata, non sempre, non direttamente, per meglio dire… la paura di perdere il/la partner in molti casi è sovrastata dal terrore di perdere un confronto, sono due cose molto diverse.

Una “relazione coinvolgente” percuote il tamburo del tempo solo quando si incontrano due esigenze, due caratteri profondamente diversi che si compensano e si incastrano alla perfezione, giocarsela alla pari è una guerra inutile persa in partenza. Gli scontri tra personalità simili scavano solchi infestati da coccodrilli, due deboli non approdano a niente e due forti vivono il rapporto come un perenne e alienante gioco di forza. Nelle “relazioni coinvolgenti” sono bandite tolleranza e comprensione, quando subentrano questi due elementi è d’uopo parlar d’affetto consolidato.

Per vivere in modo ottimale una “relazione coinvolgente” è indispensabile eliminare uno dei tre “ingredienti”, possibilmente la TESTA…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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128 thoughts on “cosa significa vivere una RELAZIONE COINVOLGENTE…

  1. Scrivi da dio qui nn ci piove. Sommariamente d accordo… ma, stallone? Giumenta prona? Copula? Esiste snche l inverso. E poi basta anche solo godere della presenza, ti assicuro. Spesso è la presenza fisica che manca. Un amore è coinvolgente perché tutto è in subordine.
    Tornerò nn ora che sono presa da altri pensieri.
    Sherachetidailbentornato

    • grazie per il complimento Shera,
      nel capoverso della “CARNE” altri termini non avrebbero rafforzato il concetto di base 😉
      torna quado vuoi, sei sempre la benvenuta.

  2. Tutte le mie relazioni sono coinvolgenti.ogni aspetto viene stimolato al massimo reciprocamente ….certo vorrei che questo tempo magico durasse per sempre ma purtroppo prima o poi finisce forse per restare unico e magico …per sempre! 😊

      • purtroppo non mi accontento Tads.e’ il mio problema.sopratutto perché io do testa corpo cuore ed anche le viscere in un rapporto a due e mi aspetto lo stesso. Con sincerità te lo scrivo e penso di farlo .ma non sempre vengo corrisposta così.all inizio si ahhh tutto fantastico poi…il quotidiano l abitudine la noia? Fanno il loro ingresso e la relazione coinvolgente diventa …negligente! 😂un caro saluto Tads…
        Solo i miei cani non mi deludono mai 😜

  3. Ma sai avrei giurato che avresti buttato giù dal monte il cuore e non la testa…
    Nel tipo di relazione di cui parli non è l’amore ciò che rovina tutto? Non è necessaria l’astuzia, la strategia per giungere all’obiettivo, diciamo? Di solito chi vanta diverse relazioni del genere, quelle di breve durata, si reputa furbo…

    • no quello è un altro tipo di relazione, nei rapporti coinvolgenti l’astuzia e le strategie vanno a farsi benedire, è questo il senso del post, il sunto, il plot della questione. L’amore io lo butto giù dal monte da sempre, anche in questo post, se leggi bene è l’elemento più bistrattato. Una relazione coinvolgente non può essere di breve durata, è un percorso con tempi tutt’altro che brevi.

          • Ti faccio un esempio, una mia amica ha conosciuto un tipo, si sono piaciuti e hanno capito che avrebbero potuto avere un rapporto del genere. Poi si son detti ‘si ma non voglio una relazione, andiamoci piano, mi son lasciato/a da poco, frequentiamoci e vediamo come va ma senza correre’. Questo è il mettere le mani avanti, frenare un qualcosa sul nascere per paura delle conseguenze del coinvolgimento. Anche a me è capitato ed è stato bruttissimo dover bloccare, uccidere quel coinvolgimento irrazionale. Disastroso…

            • ho capito, sì è vero, molti quando intuiscono potenziali coinvolgimenti eccessivamente travolgenti rinunciano, sono scelte, rispettabilissime. Il fatto è che molti ci si ritrovano dentro senza accorgersene, quindi quando è troppo tardi.

                  • E’ vero… e chissà che quel prezzo non sia minore di quello del dover rinunciare. Non penso lo saprò mai, a volte la testa e le circostanze vincono e tu sei solo uno spettatore.

                    • se rinunci sei attore rinunciatario, se partecipi e finisce sei un attore che ha esaurito il repertorio, mi pare ci sia poco da girarti intorno

                    • ovvio, non penserai mica che si possa sviscerare totalmente un simile argomento in un post, ho esposto una tendenza, io vivo in una altra dimensione, lo sai, non scrivo mai niente di autobiografico, le mie riflessioni sono “professionali”, diciamo così. sei un tipo coriaceo, vai a fondo nelle cose, questa è una grande dote.

                    • Si che lo so, sono io che vado a finire nel mio personale, tu sai parlare in generale, io attingo da quel poco che so per esperienza.. e mi dai ottimi spunti 😉

  4. Assolutamente d’accordo Tads, via la testa!!! Bentornato, ti faccio gli auguri, in ritardo, hai compiuto gli anni, non ricordo se agosto o settembre, 🙂 e buon inizio ottobre, 😉

  5. Una relazione coinvolgente implica l’amore? Se si ok facciamo rotolare la testa dalla torre,perché la razionalità sgozza l’irrazionalità che,in fase d’innanoramento,è l’essenziale,la miccia che mette tutti in moto

    • condivido ma la mia era più una ipotesi che una certezza assoluta. I tre elementi non possono coesistere, se togliamo la carne diventa un amore platonico, se togliamo il cuore diventa una lucida relazione di sesso ma non coinvolgente oltre misura. Se togliamo la testa si finisce col lasciarsi trascinare alla deriva dal sentimento e dalla passione, questo è sì coinvolgente. In ogni caso il post nasconde una domanda, il rapporto “spesa-incasso” di una relazione coinvolgente è conveniente???

  6. D’accordo sul fatto che è un casino se nella coppia NON c’è uno dal carattere più forte e l’altro dal carattere accondiscendente.
    Per il resto è importante essere più uguali possibile! Altro che “gli opposti si attraggono”!!!

    Il fatto che l’essere umano sia masochista al punto da odiare a contemporaneamente non poter fare a meno di una relazione importante…. ehhh… è uno dei miei pensieri più ricorrenti e argomento di riflessione che mi sta molto a cuore.
    Io penso che tutto dipenda dalla necessità di condividere le esperienze, la vita. Penso così perchè da adolescenti queste persone con cui condividere erano uno o due amici speciali; e non si sentiva l’esigenza di una fidanzata se non per impulso sessuale.
    Poi invece non si vivono più le amicizie in quel modo e diventa necessario trovare un partner, anche tra vedovi all’ospizio! Se c’è sesso è meglio, ma il vedo bisogno è di non sentirsi soli nella vita, senza nessuno a cui raccontare la nostra vita, senza nessuno di speciale.

    Questo si paga a carissimo prezzo! Sono d’accordo sul fatto che l’amore non sposti le montagne, ma anzi faccia il contrario.

    • Ciao Marco,

      Non ho mai creduto nemmeno io alla boiata degli opposti che si attraggono, infatti ho scritto di persone diverse che si compensano e si incastrano totalmente, tutt’altra cosa.

      Nel titolo e nel post ho sempre attaccato al termine “relazione” l’aggettivo “coinvolgente”, ciò significa che mi riferisco a una tipologia specifica di rapporto, non in generale. Esistono tanti tipi di relazioni che si basano su valori, stimoli ed esigenze differenti tra loro. Un rapporto sanguigno che trascina nel vortice dei sensi, della irrazionalità e della passione irrefrenabile è cosa ben diversa di un rapporto fondato sul rispetto, sull’affetto, sulla stima, sulla progettualità, sulla comprensione, sulla tolleranza, ecc. ecc.

      Come ho detto… l’amore è l’unico sentimento che riesce ad essere devastante anche e soprattutto quando non succede assolutamente niente

  7. Stai parlando di relazione, quindi di disponibilità a vivere un rapporto a due basato su sentimento, sesso, fiducia, cambiamento, costruzione, condivisione. E vuoi tagliargli la testa.
    Sarebbe un grande rischio perchè se è vero ciò che afferma Sternberg nel suo triangolo dell’amore perfetto, la testa rappresenta la decisionalità e l’ impegno e senza voglia di relazione e impegno non si va molto lontano.
    La realizzazione di una sana, coinvolgente, piena e duratura relazione è roba difficile: nessun ingrediente è eliminabile e quando il loro equilibrio diviene eccessivamente arduo e/o insostenibile, sono da buttare tutti e tre, in blocco. Questo significa rinunciare in partenza all’impresa titanica? Avremmo già perso. (o forse ci saremmo preventivamente salvati da inutile fatica? che vita sarebbe senza?)
    Ciao, Tads,
    buona serata.

    • ciao Marirò,
      io sto parlando di un altro tipo di rapporto, il “coinvolgente” deve essere interpretato, le “relazioni coinvolgenti” sono quelle fuori dalle righe, ad alto rischio su tutti i fronti.
      Due amanti clandestini rischiano in continuazione di giocarsi tutto, famiglia, figli, onorabilità, magari anche il lavoro e la casa… tanto per fare un esempio, non c’è testa in questi rapporti e nemmeno basta il cuore, per tuffarsi pedissequamente nel buio bisogna avere la carne che brucia, certo anche loro magari si amano ma non hanno altro che passione.

      buona serata anche a te 😉

      • Il dubbio m’era venuto, ma nel testo non si evince chiaramente o non ho saputo trovarlo io. Anche perchè le relazioni “canoniche” coinvolgono (seppur con sfumature un attimino diverse), eccome se coinvolgono e travolgono!

        • hai ragione, per esporre bene tutti i concetti avrei dovuto scrivere un tomo di 2000 parole che in pochissimi avrebbero letto, taglia qua e taglia là… striga qui e sintetizza lì… qualcosa bisogna sacrificare, comunque nessun problema, alla fine ci capiamo sempre 😉

          buona giornata

  8. una tua lettrice commenta dicendo che solo i cani non la deludono mai. Ci credo essi, agiscono sulla base di uno solo degli elementi che tu hai individuato come fondamentali nelle relazioni umane: la carne, che nel caso si sostanzia nell’istinto.
    Io stesso, tempo fa, ho provato a rompere gli schemi e a vivere una relazione coinvolgente, ma mi resi conto che , esauritosi il propellente iniziale, sarebbe stato meglio ritornare nell’ankar e smettere di volare, riprendendo il più rassicurante viaggio terrestre. Sono convinto che per vivere relazioni travolgenti non basti agognare il volo, ma bisogna avere anche le ali . Solo pochi, e forse non sono fra questi, sono “attrezzati” per volare!

    Il Toni, invece – “depressissimo” dopo la morte di Ingrao – sull’argomento non si è voluto pronunciare, lui di travolgente ha vissuto unicamente la stagione del comunismo. Le sue relazioni umane ( prima come figlio, poi come marito e padre) erano dettate dall’etica comunista ( o anche cristiana, tanto le due sono come le rette parallele che si incontrano all’infinito!). Ecco perchè non comprende i nipoti che vivono relazioni coinvolgenti ed esclusive, che li portano, a volte , a rompere schemi e regole.

    • è sempre un piacere apprendere le logiche filosofiche ed etiche del Toni, dici bene caro amico, per volare senza farsi male non bastano le intenzioni, ci vogliono le ali e pure robuste.

      Sai, alla fine la morale è sempre quella, gli umani hanno un terribile e irresistibile bisogno di incasinarsi la vita, chi non riesce a farlo ove serve coraggio, tipo attraversare l’amazzonia da solo o farsi un giretto al polo nord, ci prova con i rapporti, con le relazioni. Ma alla fine, come direbbe il Toni, è sempre e solo una questione di palle. 😉

  9. Sto ancora aspettando di vivere una “relazione coinvolgente”. Se non dovesse arrivare entro tempi brevi, dovrò seriamente riflettere sulla mia condizione e cercare di capire se sono un asessuato, un eremita, uno sfigato al cubo, o altro. Tads, tu che sei un profondo conoscitore dell’animo umano, pensi che dovrò cominciare a preoccuparmi? 🙂

    • ahahahah…
      al tuo posto mi considererei un “sopravvissuto” 😉
      si possono vivere “relazioni coinvolgenti” anche in età matura, il problema è che più si va avanti negli anni più aumenta il prezzo da pagare

  10. Che relazione coinvolgente sarebbe se usassi la testa? La testa sarebbe un freno e allora che gusto ci sarebbe?
    Concordo anche se tutto questo “testa cuore carne” mi fa pensare alla distillazione della grappa anche se i termini non sono gli stessi.

      • Secondo me è importante sapere sempre cosa si sta facendo per vivere fino in fondo le emozioni, siano esse passionali, razionali o profonde. Cose diverse e con tempi e aspettativa di durata diverse. Certo che l’adrenalina della passione è impareggiabile, ma quando si passa al profondo o al razionale comincia un altro film, inutile illudersi.

        • Quando si rinuncia alla razionalità per seguire pulsioni carnali e amorose si finisce sistematicamente per ritrovarsi destabilizzati, quando si riesce a mantenere alto il livello di razionalità si allunga il guinzaglio della passione ma non la si libera totalmente, anche se a volte si spezza.
          Io concordo con quanto dici, avere sempre la situazione sotto controllo e piena consapevolezza del proprio operato, bisogna solo capire quanto e se la “gestione” penalizzi gli altri due elementi.

  11. Nel percorso della tua scrittura c’è da perdersi, si resta magnificamente catturati da ogni passaggio, come se dietro ad ogni periodo ci fosse un non detto da scoprire… una caccia al tesoro insomma 😉 tributo dovuto.

  12. affascinato da ciò che ho letto però coinvolto anche in una perplessità….

    quante persone sono realmente in grado di poter decidere su questi tre elementi e poi di trasformare la decisione presa in fatto reale??

    esistono persone in grado di stabilire di eliminare realmente una delle tre sostanze…

    cioè, questa scelta, passi per un lasso di tempo molto ristretto forse posso farcela…

    le mie riflessioni mi portano a pensare che esistono persone che si convincono di poterlo fare.. però ovviamente mi metto al 50% delle possibilità di verità

    ma poi, mi chiedo, si può vivere qualcosa che sia più lungo di un piccolo periodo senza una tra testa, cuore o carne?? io in tutta onestà reputo l’essere umano incapace di governarsi fino a questo punto… ognuno con i suoi squilibri eh..

    per altro, scendendo nel personale a meno di non essere ancora in grado di analizzarmi come mi auguro di fare, io trovo che già senza testa anche cuore e carne abbiano poco ossigeno per sopravvivere, perchè se pur incontrollate, le loro pulsioni fanno sempre azioni/pressioni sul cervello…

    • ciao Erik,
      il “senza testa” è un concetto relativo, simbolico, in tutto quello che facciamo la testa è sempre e comunque presente, anche un killer, un malfattore, un corrotto e via dicendo ci mettono testa in quello che fanno. Il giusto angolo di lettura è quello di capire il vero “capo bastone” della situazione. Fin quando è la testa a gestire e controllare l’operato si rimane nella “normalità”, quando invece sono emozioni e pulsioni ad avere il controllo si esce dai canoni e si fanno “pazzie”. Insomma, è un po’ come il bere, un bicchiere a pasto fa bene, due rendono allegri, tutta la bottiglia alcolizza.

      • Si beh, io penso di aver capito cosa si intendeva con il post.. e anche con il concetto pure divertente di “capo bastone” della situazione.. la cosa che mi piace pensare è che però nonostante quanto descritto sia ciò che succede, pensare che in alcuni casi le cose non vadano così ma in qualsiasi altra maniera si voglia pensare.. cioè concedere più peso a quell 1,2 5% di “fuori schema” che lascia ad ogni persona la possibilità di non trovarsi un futuro già scritto..

        diciamo che c’è anche chi dopo due o più bicchieri non è ancora allegro… vuoi per abitudine vuoi perchè ha un caratteraccio.. :))

        io penso si possa vivere una relazione coinvolgente anche usando la testa, come elemento governante, magari in modo diverso da quello per cui veniamo “indottrinati” da sempre… magari qualcuno di dichiarati “malati mentali” nella sua vita, a sua insaputa, ha vissuto in questo senso..

          • effettivamente ho scritto un pò di c…a…

            tu dici:
            ” Fin quando è la testa a gestire e controllare l’operato si rimane nella “normalità”, quando invece sono emozioni e pulsioni ad avere il controllo si esce dai canoni e si fanno “pazzie” ”

            diciamo che a me piace pensare ad uno spiraglio che permetta di fare “pazzie” usando la testa e gestendone la sua uscita dalla “normalità”…

            mi piace pensarla come un evoluzione personale delle nostre possibilità..

            non so se sono riuscito a spiegarmi, in pratica mi piace sottolineare l’esistenza di possibilità non considerate, perchè a volte è la loro considerazione a renderle impossibili.

            futile, utopistico.. se vuoi, però ritengo che sia ad ogni modo importante..

            • messa così concordo, non è detto che si debbano vivere sempre i rapporti sul filo del rasoio e andando fuori di testa completamente. io parlo proprio di queste relazioni, quelle che destabilizzano e macinano serenità, tranquillità, ecc. ecc. Ovviamente esistono anche “coinvolgimenti” più soft in cui la testa non stacca mai l’interruttore.

  13. Ciao TADS, stavo pensando al tuo post, son mica normale io, anche per l’ora che sto commentando…ma torniamo al punto, banale dire che ci dovrebbe essere un po’ di tutto, come in un cocktail, ma, se le dosi non vengono ben dosate viene fuori una cosa inbevibile.
    Nel mio “ristretto” mondo amoroso, ho dato ascolto al cuore, e, mi ha tradito, perché non ho dato ascolto alla testa, per poi avere cuore e testa in conflitto tra di loro.
    Bene sai che ti dico, ora, per quello che mi passera’ “il convento”😜 voglio provare a non dare ascolto, ne al cuore ne alla testa, ma come una vampira, vedi l’ora, alle semplici e “animalesche” pulsioni 😄sia mai che soffra meno?!
    Un saluto, e benritrovato.

  14. togliamo senz’altro la testa intesa come razionalità ,per il cuore mahhhhh forse meglio togliere pure quello o lo lasciamo come emotività da vivere a 360°!!!!!!!
    buon sabato di quasi sole!!!!!!!

  15. personalmente la testa la eliminerei in tutte le cose, non solo nelle relazioni di coppia. Il fatto è che risulta impossibile…sarebbe come togliere il gin dal negroni… quindi continuiamo a viverci le nostre storie con gli imprescindibili ingredienti che ne fanno ogni volta un cocktail diverso…non esistono infatti due storie uguali come non esistono due cocktail uguali… complimenti Tads, un’altra perla sociopsicologica piacevolissima 🙂

    • nutro grande simpatia e stima nei tuoi confronti ma essendo astemio mi sento poco collaborativo, comunque grazie per gli apprezzamenti 😉
      sei uno che c’è…!!!

  16. La testa non c’è quando c’è la passione: è lei al comando. Una relazione se basata sull’amore e rispetto è destinata a durare, la gelosia se ben calibrata alimenta l’amore.
    Buona serata, caro Tads, a presto.
    un saluto affettuoso
    annamaria

  17. TCC – TestaCarneCuore – una miscela da dosare sapientemente. bisognerebbe essere dei perfetti Chef delle Emozioni ma, purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) la perfezione non è dell’umana esistenza ..
    bentornato T, tutto bene?

    – L

      • sì, tutto ok, non mi lamento… anche se come italiana dovrei farlo visto che mi pare sia uno sport praticato lungo tutto lo stivale, o mi sbaglio? Tu hai forse scritto qualcosa in merito? Se sì, mi segnali il post?
        😉

        – L

        P.S. Google mi ha segnalato diverse volte errore nell’invio del mio messaggio ma non so se è veritiero. Se ti arrivano messaggi multipli identici sai il perchè.

  18. Vero, anche perché in simili coinvolgimenti la mente non ha praticamente peso, anche se è convinta di averlo! 😀
    Qualcuno ha scritto che “l’amore è tutto e il contrario di tutto”, ed è assolutamente vero 😉
    Comunque la parte del tuo post che ho trovato più interessante è la definizione di gelosia: concordo in pieno. La gelosia nasce molto più spesso da una ferita dell’ego, molto più che da vera paura sentimentale di perdere l’amato.
    http://www.wolfghost.com

  19. Zio. Ho sempre detto che in una coppia sivive a lungo se uno dei due soccombe. Maschio o femmina che sia. C’è da dire che due forti farebbero sesso in maniera sfrenata, oltre ogni limite, sarebbero disposti a giochi pndarici che neanche le 50 sfumature di grigio riuscirebbero a darne un’immagine reale. Due deboli finirebbero col fare del sesso a routine. Tutto metodico, nessun pepe, niente di nuovo se uno dei due non prende l’iniziativa. Dopo aver provato tutto la passione finisce, senza aver provato nulla il rapporto annoia.
    La gelosia fa bene, se è quella soft. La fiducia esiste solo se hai dato modo alle persone di fidarsi di te, altrimenti non sarebbe buono neanche pensare che tu sia leale.
    Che dire. Secondo me in amore prima c’è la carne, la passione è quella e se il tipo o la tipa non piace… Beh non ci si sta. Poi subentra la testa. Il ragionamento:la cosa è seria???? Durerà????
    Infine il cuore. L’affetto e la capacità di condividere tutto senza chiedere nulla. I tre elementi convivono benissimo!!!!

  20. bella disanima… verrebbe subito da dire: parliamo tanto di filosofia, arte, scienza, religione. Ci confrontiamo su tematiche importanti relative alla nostra vita, a cosa c’è oltre la vita, chi siamo e da dove veniamo (meglio non dire dove andremo). Ci crediamo piccoli dei quando ci confrontiamo con l’altra persona, proprio pensando a una storia coinvolgente, e facciamo discorsi complicati parlando di ogni virtù ed ogni pensiero ed ogni immensità, e poi, si riduce tutto ad una scopata: se riesce bene è tutto bellissimo, se viene male il mondo fa schifo. Bisogna eliminare la “testa” dici; non so cosa dire… se tu pensi che sia così facile forse il mondo sarebbe migliore (opss… perché sto dicendo che il mondo fa schifo!!!??)

  21. E’ interessante ritornare dopo tanto tempo in questo blog, perché si affolla di post e di messaggi in risposta, tutti da leggere; in breve son rimasto inditro. Il tempo è quel che è – un po’ come il destino – ma a volte aspettare aiuta a fare scorpacciate. In questo caso è andata così.
    😉

  22. Come non essere d’accordo con le tue analisi sempre così precise. Quello che stupisce maggiormente, almeno nel mio caso, è il tuo scrivere sapiente, il tuo ricco lessico. Complimenti come sempre e anch’io in una ”relazione coinvolgente” toglierei la testa. Ciao e buon pomeriggio caro Tads. Isabella

  23. Specialmente la parte finale che hai scritto mi ha fatto sorridere ma credo tu non abbia tutti i torti. In una relazione coinvolgente ci deve essere sicuramente il coinvolgimento appunto e non credo che nel vivere intensamente un rapporto d’amore serva la testa.
    Pensa che oggi è la seconda volta che leggo in un blog la frase di Pascal.
    ciao Tads! 🙂

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