gli “UMARELLS” della blogsfera…

buca

“Umarell”, termine dialettale Bolognese, c’è da scommetterci che presto assurgerà a titolo di neologismo, il  team “fashion addicted” dello Zingarelli ha serie proposte da formulare in merito nei prossimi brainstorming “battezzanti”.  Identifica una figura che può essere interpretata in modo positivo o negativo: 1) il pensionato che osserva in silenzio l’altrui lavoro con una punta di sana invidia,2) il cacazzo che senza né arte né parte pontifica ad alta voce appoltigliando l’apparato riproduttivo di uomini che, immersi negli scavi, secernono sudore ben diverso da quello del fitness. In genere al primo offrono una accomodante e comprensiva bibita fresca, al secondo un caffè corretto Guttalax, giusto per guadagnare momenti di tranquillità. Parrà una banalità da solleone estivo ma, protezione 5.000, esistono anche gli “umarells” da web, roba da disinfestazione, gli assessorati alla sanità dovrebbero liberarci da queste fastidiose amebe.

Gli “umarells” della blogsfera…  ominidi testicoliformi  presuntuosi poco inclini a quell’onesto “outing” intellettuale che ne metterebbe in luce modestia e umiltà, simil api che tentano di impollinare astio, rancore e livore col pungiglione della invidia vivendo nella oligofrenica convinzione di trarne effimere, fittizie, meschine gratificazioni, praticamente sono dei Gargamella. Tali figuri ignorano totalmente di essere assoggettati a un meccanismo collettivo che, come un fenomeno carsico, erode con discrezione e inesorabile lentezza ogni loro velleità di poggiare le flaccide terga sul cadreghino del pensiero catalizzante. Sono assolutamente incapaci di coagulare rapporti fondati su quel do ut des che è linfa della interazione. Adultescenti concettuali, non potendo sedere alla mensa delle menti attive ne denigrano il menù.

Il cavallo di battaglia degli “umarells” della blogsfera, uno dei tanti, è il condannare a gran voce la “censura”, qui si evince tutta la loro ignoranza interpretativa, sia sul piano filosofico che pratico. Il concetto di libertà d’espressione sugli altrui blog è aleatorio e non rivendicabile. Ogni blogger ha il sacrosanto e inalienabile diritto di bannare gli utenti non graditi, questo non significa assolutamente rifiutare il confronto, significa esercitare una legittima volontà di scremare la propria utenza. Contestare questo principio vuol dire porre in essere una imposizione, una prevaricazione, una prepotenza, una invadenza biasimevole. Le opzioni “moderazione” e “black list” offerte dalla piattaforma consentono, ad ogni gestore, di compiere libere scelte, scelte incontestabili, la censura diventa deprecabile quando esercitata in aree neutre, i blog non sono tali, sono piccoli club, piccoli circoli, piccole comunità in cui il moderatore (tecnicamente il padrone di casa) funge anche da arbitro, in quanto tale ha il potere/dovere di espellere i soggetti molesti.

Non mi abbasso a fare considerazioni su alcuni comportamenti degli “umarells” della blogsfera, il loro modus operandi è caratterizzato da attacchi personali sferrati nei confronti di momentanei interlocutori a loro totalmente sconosciuti sul piano privato. Ovviamente lo fanno in contesti sicuri, cosa che li rende ancora più pavidi e squallidi. Poiché tali soggetti sono avvezzi a colpire alle spalle, non vi sono tecniche di difesa in grado di renderli innocui se non quella di affidarsi alla, per fortuna diffusa, intelligenza degli internauti, unico steccato capace di isolarli.

Gli “umarells” della blogsfera confondono i dati con le opinioni, non sanno distinguere un blog intimista da un blog che affronta tematiche sociali, decodificano a loro uso e consumo, distorcono la realtà, ipotizzano, hanno la presunzione di fare gli esegeti di testi che non comprendono, tentano sempre di deviare verso rotte di comodo. Insomma… meglio perderli che trovarli, soprattutto perché i loro interventi sono sempre di matrice distruttiva. Comunque niente di traumatizzante, cose da blog, in fondo anche la bella stagione porta in dote le zanzare, una spruzzata di Autan ed è risolto il problema.

Tullio Antimo da Scruovolo

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174 thoughts on “gli “UMARELLS” della blogsfera…

  1. Concordo in pieno: il blog non è un luogo neutro, anzi. Bannare, impedire un commento, cancellarlo o non pubblicarlo, non vogliono dire censurarlo; come a casa mia, se non mi va di aprire a qualcuno che ha suonato al citofono nessuno mi obbliga a farlo, soprattutto se è qualcuno che non conosco.
    Vallo a spiegare ai tanti anonimi e magari anche privi di blog patriotti della libertà di espressione in casa altrui!

  2. Importante rendere complicata la faccenda intimista-generalista, a mio avviso. Che questi benedetti (?) umarelli, già provati da una nascita infelice, soffrano ulteriormente per capire come umarellare (se gli altri neologizzano, neologizzo anch’io, appellandomi ai diritti citati nei Fiori Blu).
    Ed a proposito di neologismo, il primo capoverso può far venire un’ulcera: «Fashion addicted», «brainstorming»… dannati loro!
    🙂

  3. Nulla da aggiungere al tuo post, è un’esperienza che ho vissuto, sai bene che il mio blog era uno dei luoghi prediletti per colpirti, ed è stata un’impresa ardua, a commenti liberi, moderare gli/le umarelles.
    E poi, cosa vuol dire “ominidi testicoliformi”? TdC? Nononono NO!… è un complimento 😀

    TADS, ricordo quanti esimi, egregi, illustrissimi umarells hai eliminato, sterminato, e affossato. E che risate! 😀 😀

    Vado a prepararmi i popcorn. :mrgreen: :mrgreen:

    • ominidi testicoliformi vuol semplicemente dire… coglioni

      bei tempi, no, non ci sono più quelle sanguigne battaglie a colpi di ironia e sottile perfidia, adesso circolano solo “umarell” abbruttiti e incattiviti dalla propria pochezza, roba da discount

      • Di solito chi si è arreso con te ha fatto i bagagli e si è trasferito da Zuckerberg. Li hai ridotti a condividere la banale quotidianità. Poveri scrittori, poeti, dott., prof., ing., rag., insomma ne avevi per tutti i gusti, anche roba di spessore. :mrgreen:

        • tu sai bene che io non attacco mai nessuno, mi limito a reagire, mi stai facendo fare la parte del lupo mannaro :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

          do not touch me and live peaceful 😉

  4. Mi piace quest’epressione bolognese, nuova per me. Pur avendo vissuto qualche anno a Bologna da ragazzo, allora non si usava un simile termine. Non posso dire nulla su questa tipologia di scocciatori della blogosfera perché su WordPress non ne ho ancora avuti. Ne ho avuti in passato su altre piattaforme dove, tra scrittori alle prime armi, si lottava per avere la supremazia quanto a commenti e lettori. Si trattava di gruppi di umarells (e umarelles) che difendevano ad armi tratte il territorio del capo branco… Io sono fuggito a gambe elevate perché nulla si può contro gente legata da affinità elettive…
    Buon proseguimento, caro Tads.
    Il fancazzista laborioso ti saluta cordialmente.
    Nicola

  5. Eccomi Tads, finito adesso di sistemare tutto, anche il mio dolcissimo vecchietto, 😀 (mio papa’ fa parte di quei pensionati che non osserva il lavoro altrui, ora si gode la vita finche’ puo’, 😉 ) sono d’accordo con te, il blog e’ il nostro spazio quindi scegliamo noi chi fare entrare e decidiamo se approvare o no un commento! Un abbraccio e buona settimana, 🙂

  6. Capisco che ti sei imbattuto in qualcuno di questi risibili – ma assai fastidiosi – personaggi, che, non avendo il coraggio di provocare qualcuno a una scazzottata, la surrogano vigliaccamente con le aggressioni verbali. Tutti bulli dietro la tastiera, tra blog e social, soprattutto gente che nella vita reale è costituzionalmente remissiva e frustrata.

  7. Sai una cosa, mi è capitato di venir qui e non essere d’accordo, anche parzialmente, con qualcosa che dicevi, capire che la pensavo in un altro modo (perché ad esempio trovo che il tuo sia uno di quei blog che danno spunto per riflettere su cose che a volte sfuggono) e non mi è sembrato tu sia uno di quelli con i quali non si può non essere d’accordo pena l’esilio, facendo mente locale abbiamo concluso anche con un -vabè siamo su due posizioni diverse- qualche volta e non è successo niente xD Il problema non è tanto in che modo viene gestito un blog (che secondo me chiunque infastidito in un certo modo prenderebbe provvedimenti), più che altro ci sono persone con le quali non ci si riesce a prendere a nessun livello, nemmeno quello base della tolleranza/sopportazione.. 😀

    • lo scopo primario di questo blog è proprio quello di indurre chi legge a qualche riflessione, il condividere o non condividere ciò che scrivo ha una valenza irrilevante, il dissenso civile non ha niente da spartire con gli insulti e le provocazioni.
      il mondo è piccolo e affollato, gli “umarells” negativi abbondano, basta redarguirli 😉

  8. …che poi a dire il vero ogni tanto salta fuori qualcuno che vorrebbe decidere anche le regole dei club privati in nome di un qualche -ismo, ma lasciateci almeno decidere chi invitare a casa nostra, non chiediamo poi molto! 🙂
    Sono fortunato, da me non si è mai presentato uno di questi “umarells”, nonostante io tenga le porte spalancate, la mia forza sta nel fatto di essere innocuo… (spero di non essermela tirata da solo, non ho voglia di mettermi a sprangare le porte 😉 )
    (Da un caso particolare hai tratto una lettura più generale, e di livello -ovviamente 😉 – alto, ma dalla tempistica sembra proprio si tratti della continuazione della “scazzottata” su cui ho già detto tutto ciò che avevo da dire e… e insomma questo malgrado tutto un po’ mi dispiace…)
    Saluti e ogni bene

    • assolutamente no Ivano, l’umarell al quale ti riferisci è solo una piccola goccia, di sicuro non merita un post, per meglio capire dovresti leggere la mia casella spam, soprattutto quando scrivo post politici. Se devo lanciare messaggi personalizzati lo faccio in modo diretto, questo post mi frullava nella testa da tempo, lo avrei scritto comunque, come vedi non ho fatto nomi, avessi voluto colpire avrei scritto ben altro. Non è mica poi così difficile annichilire un umarell, basta intervenire nel momento e nel modo giusto nel posto giusto, magari tra un mese, magari tra un anno, prima o poi offrono il fianco, è una metonimia. Sono cazzate da web, niente di più ma ogni tanto le cazzate fanno bene, come il coffee break 😉

      • Ho come l’impressione che rimarrei (quasi) sconvolto a leggere quello che ti scrivono, d’altronde via web l’insulto vola che è un piacere…
        Ogni tanto le cazzate fanno bene, c’hai ragione, ecco io forse tendo a esagerare… 😉

        • gli insulti da web sono un vero e proprio universo a parte, anche lì esiste il banale, l’originale e quello particolarmente creativo. Molti anni fa, quando ero ancora sulla vecchia piattaforma, sempre sotto un post politico, un tale firmandosi con nome e cognome mi scrisse testualmente: “ti ho sgamato porco bastardo, tu sei Silvio in persona sotto mentite spoglie”.
          mi vien da ridere ancora adesso :mrgreen:

  9. internet da voce a tutti, ma purtroppo molti abusano di questa possibilità.
    Sono personaggi che nella vita reale contano pochissimo, sul lavoro non avranno mai voce in capitolo, in famiglia ognuno fa ciò che vuole…. e quindi una volta poteva andare a sfogarsi 1 volta all’anno nelle riunioni condominiali (il loro valore è espresso in millesimi) mentre adesso c’è anche internet, tutti i giorni.

  10. confesso il mio sentirmi disorientato circa questo post… premetto che la mia “visione” è una visione conto terzi perchè non mi sono mai trovato (o accorto) nella situazione di dover contrastare qualcuno che potrei catalogare come “umarells”, quello che in senso ideologico mi disorienta è questo:

    non posso affermare di non trovarmi in accordo con quanto espresso se penso in linea generale, se però lo applico al mio blog, alla mia filosofia, alla mia visione nasce in me quantomeno il dubbio del conflitto tra un ideologia e il mondo reale….

    se io posto sul blog (pubblico) un mio pensiero, ci sta anche che di fatto io permetta al “pubblico” di esprimere ciò che ritiene opportuno esprimere quindi compresa quella che io reputo ignoranza, demenza, provocazione o quel che sia…

    il trovarmi a “censurare” o “cestinare” un utente o i suoi commenti mi pone nella posizione del giudice supremo di una “mia verità, regina assoluta” e quindi nella condizione di poter per giusta causa o preconcetto, antipatia, giornata storta escludere qualcuno che magari in una determinata situazione o argomento potrebbe aver un modo di esprimersi particolare o un secondo fine ma magari per un altra questione potrebbe anche rappresentare un punto di vista da valutare…

    cioè il semplice “ignorare” un commento o una persona lasciandola libera di esprimere il suo se stesso più “conveniente per lui” secondo la sua visione non è sufficiente?? il non permettergli con le sue parole di crearmi “danno” non sarebbe questo un obiettivo da raggiungere??

    io onestamente trovo distinzione tra un invito a cena, o ingresso ad un club privato e un commento su un blog… dove per altro non è richiesta iscrizione… sbaglio??

    (già la richiesta di iscrizione toglierebbe senso a tutto ciò che ho scritto)… perchè lo renderebbe privato e quindi equiparabile ad un invito a cena o al “mio club”….

    tutto quello che ho scritto andrebbe assolutamente inteso in senso di riflessione/confronto non in senso di pensiero insindacabile…ovviamente…

    • ciao Erik,
      io l’ho scritto chiaramente nel post che ogni blogger ha il diritto di scegliere come gestire il proprio spazio, il “club” è da intendersi come area di condivisione e confronto sulla linea editoriale del blog.

      se ti presenti qui ad insultare i miei commentatori e io pubblico i tuoi insulti, loro non si sentiranno più protetti da aggressioni, l’ingiuria non ha niente da spartire col dissenso, nemmeno la provocazione gratuita, pubblicare tutto per far numero o in nome di una libertà da esprimere sotto anonimato è la strada più breve per chiudere il blog

      il blog è una cosa particolare, è sì pubblico sul fronte della lettura ma è comunque uno spazio personale autogestito, tra l’altro pure responsabilizzante

      questi sono spazi in cui si esternano riflessioni, dati, visioni, gli intimisti scrivono aspetti della loro vita privata, l’interazione è un valore se vissuta civilmente, prima di internet nessuno poteva rispondere a un editoriale

      comunque in questo post i parlo di “umarells”, detta in chiaro… persone che hanno come scopo di vita il rompere le palle agli altri, io ti (dico “ti” in generale)concedo spazio, lascio che tu esprima la tua opinione, se sconfini ti avviso, se continui ti informo di essere ospite non gradito, se perseveri a scassare gli zebedei ti banno. Non sta scritto da nessuna parte che io sia tenuto a sopportarti.

      • chiarissimo… non che prima non lo fosse ma questa spiegazione la riesco ad adattare meglio al mio pensiero… e dissolve ogni nube.. grazie…

            • certamente ma ho imparato una piccola tecnica, quando i commenti sono tanti spesso le risposte sono distribuite, anche per non ripetersi fino alla noia, magari ad altri ho detto cose che potrebbero integrare le risposte (io mio punto di vista) che ho dato a te e viceversa, certo per leggere tutto o quasi ci vuole tempo e voglia ma quando la cosa mi interessa lo faccio volentieri. Io, proprio per abitudine, leggo sempre tutti i commenti nei blog in cui intervengo, ovviamente è una mia scelta.

              • la condivido, ovviamente dipende dal blog e dall’argomento ma i commenti sono assolutamente un valore aggiunto… o un ottimo approfondimento…

                come hai giustamente detto magari non sempre si riesce ad avere nel momento giusto il tempo necessario…

  11. Ma l’umarell è un tenero vecchietto che in mancanza d’altro cerca di essere d’aiuto. Prendendo in esame questa similitudine io mi sento un umarell della blogsfera, giro per i blog a leggere i lavori altrui commentando con la mia cagata fuori luogo, un po’ come fanno tutti. Io non assocerei gli umarell con questi cagacazzo che cercano solo la rissa, io li avrei definiti come black block, o per meglio dire i “black blog”. Zio, se non rompi qualcosa sei un coglione….. 🙂

    • dai che sono stato chiaro nel primo capoverso, ho diviso gli umarells in due categorie, una positiva e una negativa, quelli da blogsfera sono palesemente negativi. Black block no, mi sembra eccessivo, devastano materialmente. Tu sei un umarell positivo, pure simpatico e alla bisogna non lesini interventi seri, qui stiamo parlando di zanzare scassaminchia 😉

  12. devo dire che è l’aspetto che più mi turba. l’idea di confrontarsi in maniera così aggressiva su un blog. io preferisco lo scontro diretto o al massimo privato. ma si sa il silenzio della discrezione non fa notizia…

  13. Li abbiamo incontrati un po’ tutti e continueremo a incontrarli. Sassolini dentro le scarpe pure per me, quindi. Nella mia lunga vita di blogger, quando ero nell’altra piattaforma, mi sono ritrovata a cancellare un paio di commenti perchè offensivi verso i miei ospiti e questa è cosa che mai consentirò a casa mia. Se vuoi offendere me, passi (o quasi), ma mai i miei ospiti. In questa piattaforma invece sono stata pubblicamente e ripetutamente attaccata solo per aver espresso una mia personale visione sull’argomento in questione, peraltro in modo garbatissimo. Ne ho interiorizzati e superati un po’ di questi attacchi gratuiti, ripeto legati alla libertà di pensiero (al quale NON rinuncerò mai, costi quel che costi), chiarimenti e scuse dietro le quinte e via. Ma anche maledizioni. Sì, maledizioni: in privato ho ricevuto l’augurio di ammalarmi di cancro, io o un mio familiare. La tua risposta rapida manco basterebbe per certa gentaglia…
    Ho anche difeso, intromettendomi di pancia e di cuore quando ho visto che qualcuno veniva attaccato in modo insopportabile. Non ho resistito, poi, ad un ulteriore attacco pubblico. C’è in me una grande capacità di sopportazione, ma c’è anche un limite, superato il quale, segue un click.
    Tu dici “niente di drammatico, son cose di blog”, io, invece, dico che comunque ci resti malissimo anche se son cose di blog, specie se proprio il tutto è stato campato in aria.
    Complimenti per la sottile ed efficace ironia che pervade il post. Un cordiale saluto,
    Marirò

    • in tutti questi anni ne ho viste di ogni, cara Marirò, è capitato anche a me, più volte, di prendere le difese di qualche vittima attaccata gratuitamente oppure grazie a verità distorte.
      Io non porgo l’altra guancia, non è nella mia natura, nemmeno subisco inerme, tutt’altro ma non mi faccio minimamente scalfire dalla idiozia di certi provocatori. Come ho scritto a Erik, un blogger ha il dovere di difendere gli utenti aggrediti o insultati, in veste di padrone di casa DEVE farlo.
      Ti dirò che in cuor mio credo che tutta questa voglia di libertà d’espressione a prescindere sia solo una scusa per far numero e pubblicare tutto, però è una tecnica che alla lunga distrugge, desertifica il blog, è un boomerang.
      Non sono un avvocato ma credo, a naso, che augurare il cancro a qualcuno sia già roba da denuncia.

      grazie per il tuo bel commento

      buona serata

  14. Non c’è peggior sordi di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi vuole i prosciutti sugli occhi…
    Ma si, chi combatte per la propria ragione senza aprirsi al confronto è un pò come se fosse un asociale, presuntuoso, pretestuoso, meno di nulla.
    E’ da dire che c’è parecchia gente che non ha un cazzo da fare, vero zio? La disoccupazione distrugge…

    • tu dici???
      non so se siano disoccupati o meno, di certo lo spaccapalle da web non conduce una vita piena di gioie e soddisfazioni, questi individui in genere nella realtà subiscono in silenzio, sul lavoro, in casa e nei rari momenti di aggregazione sociale. Dietro il monitor si trasformano e vomitano tutto il loro livore e la loro invidia

      • Mi hai fatto venire in mente che tali personaggi sembrano quelle persone che stanno appollaiate sul balcone spiando i vicini o coloro che passano sulla strada, e cominciano ad etichettare. Dalla spazzatura che non è chiusa bene alla macchina parcheggiata male, dal portone che se rimane aperto è un delitto al chiasso che può provocare il semplice spostamento di una sedia… E nella maggioranza dei casi è gente che non ha nulla da fare. Perchè se hai qualcosa che impegna la giornata, sta certo che non hai tanto tempo da trascorrere sul PC a criticare questo o quello, o comunque non stai su di un balcone a rompere le balle ai vicini.

        • brava, hai centrato il senso ma io penso che molti vadano anche oltre, il pettegolezzo e la curiosità da condominio è poca roba rispetto alla meschinità dei perdenti, degli invidiosi, di quelli incattiviti dalle frustrazioni e dai fallimenti.

          • Si certo, ma c’è una signorilità nell’affrontare un fallimento. Tutti nella vita falliamo in qualche cosa, chi nel lavoro, chi nella famiglia, chi con gli amici. io ho fallito con gli amici, ma non per questo vado a sciorinare la mia frustrazione. Sarò invidiosa della mia vicina strapiena di amiche, ma non metto in cattiva luce la gente. Se ho fallito è solo colpa mia, oltre che di qualcun altro, ma non sfogo con chi mi circonda questo senso di vuoto. O sbaglio?

            • sono stato troppo sintetico Aida, io non intendo i fallimenti che in qualche modo colpiscono tutti nel percorso di vita, per “fallimenti”, intendo, nella risposta precedente, l’essere fallimentare strutturalmente, essere incapace di realizzare il contesto in cui si agisce, forse dovrei dire “interpretare in modo fallimentare la vita stessa”. Mi capisti? 🙂

  15. Quelle rare volte che prendo la macchina nella città in cui vivo, sempre più caotica, mi capita spesso di incontrare, magari ad un semaforo, qualche automobilista che vuole darmi lezioni di comportamenti stradali: perché sto fermo al rosso anche quando dall’altra parte non passa nessuno… perché mi sono fermato per far attraversare un pedone sulle strisce pedonali anziché abbatterlo come un birillo…mi suona perché rispetto i limiti di velocità e lui ha fretta. E allora succede che il tizio – che potrebbe essere un umarell della strada – appena può, mi sorpassa sgommando cercando di incrociare il mio sguardo per dirmene quattro. Cosa si fa in questi casi? Vedi, Tads, se gli rispondo per le rime, mi metto sul suo stesso piano. E questo per me è insopportabile. E allora lo lascio cuocere nel suo brodo: nemmeno lo guardo e faccio finta che non esiste. Per lui è la cosa più frustrante che ci sia, perché cerca e vuole un battibecco volgare con me per mostrare i suoi “muscoli”. Se non gli dai retta, se nemmeno te lo c…, si sente uno sconfitto, un perdente. E questo lo infastidisce ancora di più. Ecco, questo per dire che i commenti degli umarells della blogsfera, a volte, non dovrebbero essere censurati, ma ignorati. Perché questi “ominidi testicoliformi presuntuosi” si abbattono con le loro stesse parole: basta pubblicarle. Buona serata 🙂

    • come dicevo, è una questione di scelte, forse anche del modo che abbiamo di interpretare il web, io credo che non ci sia niente di peggio, per gli unumarells da blogsfera, del vedersi bannati. Comunque mai e poi mai pubblicherò insulti e offese ai miei ospiti, invero neanche al sottoscritto, non c’è niente di utile e di efficace nel lasciare che qualche stupido sporchi uno scambio amichevole di opinioni tra persone civili. Ignorare non basta, esistono anche effetti collaterali, definibili “domino”, se qualcuno insulta un tuo ospite e tu pubblichi, potresti innescare la reazione dell’offeso e ritrovarti a dover pubblicare, per coerenza, anche la sua risposta e questa non è detto che sia un esempio di eleganza, direi comprensibilmente. Ergo è molto probabile che finisca in rissa, il vero obiettivo dei provocatori, è anche una questione di numeri, 4/5 utenti puoi tenerli buoni, 50/60 no, soprattutto se la provocazione è collettiva. Mi ripeto, questa è la strada più breve per mandare in malora un blog e perdere ospiti, magari selezionati nel tempo.

      sui sgommatori incivili della strada… basta affidarsi alla giustizia divina, ogni tanto te ne ritrovi uno stampato su qualche pilastro o sotto un tir

  16. Ho sempre avuto un blog pubblico.Quando qualcuno ha attaccato me ho risposto garbatamente insultato e’ stato ignorato o trattato con ironia da compatimento.
    Però anche io non permetto che vengano offesi i miei ospiti. Per fortuna sono rari incontri…

  17. I falsi esegeti credono di essere invece degli esperti ed esprimono critiche sciocche prive di competenza. Chi si occupa di temi sociali deve farlo in assoluta libertà e se non va bene leggere determinati concetti, il probabile lettore può benissimo andare altrove, nessuno lo obbliga all’accesso. Tu hai la moderazione e hai fatto benissimo, e se hai eliminato indesiderati ospiti altrettanto bene: questo mondo al buio ha le sue pecurialità e di perditempo che amano disturbare peggio delle cavallette impazzite (troppo buono chiamandole zanzare) ve ne sono moltissimi: sono gli incapaci che per invidia seminano lamentele.
    Ottimo post, caro amico, hai tutta la mia approvazione
    serena giornata
    annamaria

  18. Secondo fonti attendibili parrebbe che il “fraseggio” corretto sia “coming out” piuttosto che “outing”. Te lo scrivo solo perché – a occhio e croce, a giudicare da come è scritto questo post – sei ben lontano dall’essere un ominide grammaticalmente e sintatticamente testicoliforme, quindi forse la cosa può essere di tuo interesse.
    Detto questo e assodato che domande sulla possibile categorizzazione del mio blog sarebbero un po’ oziose e di certo premature, ti chiedo solo: “Ma TADS che vor di’?”

  19. Il mio commento di tot righe è finito nel limbo invisibile. Non starò a riscriverlo. Però mi è giunta l’illuminazione sul significato di TADS: Tullio Antimo da Scruovolo.
    Son cose.

  20. questi umarells saranno persone che nella realtà non hanno le palle per dire la loro e si sfogano nel web dove si nascondono dietro un avatar….
    ciao e spruzza estratto di geranio che l’autan fa male!!!!!!!!!!!

  21. Beh, è cosa nota che la libertà di espressione e di parola è un diritto sacrosanto ed inalienabile, tanto quanto è quello di non stare ascoltare (o leggere) alcune scemenze … 😀

    Bel post, bel blog e buona giornata! 🙂

  22. E’ nella spruzzata di autan che si vede la classe… Non il fleet per eliminarli, ma semplicemente un bel repellente per indurli alla ricerca di luoghi più affini al loro essere inutilmente fastidiosi 😉

  23. Ho letto oltre al post la tua risposta rapida: più azzeccata di così si muore caro Tads. Un abbraccio al tuo modo sempre intelligente e capace di analizzare aspetti di un’ umanità ”balorda”. ( ce n’è tanta in giro ) Un abbraccio Isabella

  24. oh bé io sto a bologna e gli umarell sono il mio pane. quelli veri.
    quelli in rete invece, e in effetti, li spedirei volentieri in Antartide, purché privati di accesso alla rete.
    proprio di recente sono stata attaccata gratuitamente da una sconosciuta, ma non potevo…non potevo cancellarla capisci? ché mi ha attaccato in risposta a miei commenti in altri blog. meschinissima. ma le ho risposto a modo, mi pare. classe e distacco. classe e distacco.

    ssssoppa però come ci dai dentro coi tuoi post.
    ciao caro.

  25. Ciao..che dirti? hai ragione, il mondo virtuale spesso è un concentrato di individui che ha come unico vezzo ciò che hai brillantemente, sagacemente e spiritevol_mente espresso in questo sferzante post! Ma nel reale ce ne a iosa di gente così…

    • benvenuta,
      questo conferma che, in fondo, il virtuale è lo specchio del reale, seppur con i dovuti distinguo, le mistificazioni, second life e compagnia cantante

      • Grazie…
        lo specchio del reale, camuffato da nick che per taluni diventa una schermata protettiva che opacizza di tanto la vera identità..ma, come si suol dire, la vera essenza prima o poi vien fuori! Un saluto..e buon sabato Tads. ;))

  26. Io sono rimasta piuttosto sorpresa quando costoro mi hanno attaccata chi esplicitamente e chi raffinatamente. Per natura (e non per merito alcuno) sono incapace di invidia verso i più fortunati di me, quelli che sanno brigare, trovano tutte le strade utili e ottengono quello che vogliono. Essere invidiata per il dono della scrittura era assurdo. Purtroppo dall’invidia deriva ogni male, che si manifesta nelle bugie. Ma dici bene tu: una spruzzata di autan e via. Del resto invidierebbero qualunque cosa, e sai quando se ne fanno accorgere? Proprio dal disprezzo che dimostrano. Un vecchio proverbio dice: chi disprezza compra.

  27. quando uno scrittore o un romanziere pubblica un libro, non si deve offendere se il suo lavoro viene criticato male, perché una volta pubblicato è giusto che l’eventuale pubblico di fruitori esprima il suo giudizio. Così è anche sui blog: se “il padrone di casa” pubblica un post, è giusto che si debba sottoporre agli interventi degli altri utenti; altrimenti a cosa servirebbe la rete? Solitamente chi faceva il giornalista di professione, pubblicava i suoi articoli senza che i lettori avessero accesso ad un eventuale dibattito ( se non i rari casi, tipo “le lettere al direttore ecc. ecc.). Altra cosa è il web, dove una “democrazia” tecnologica, permette a tutti e nel medesimo istante di controbattere un’argomentazione, sia nel bene che nel male, ed è proprio chi scrive che deve saper riconoscere l’eventuale pensionato rompiglioni o la persona che vuole intraprendere un dibattito intelligente, anche se perfettamente contrario alle idee del “padrone di casa”. Questi sono i limiti e i pregi di una completa apertura o se vogliamo, al libero accesso di chiunque nella nostra “casa virtuale”. E’ un po’ come il dibattito sulla democrazia partecipativa e quella passiva, nel senso: è più giusto che un cittadino partecipi attivamente alla vita politica e organizzativa di un paese, o che deve solo demandare questo compito agli eletti di una consultazione popolare?
    Ai posteri l’ardua sentenza…

    • sono d’accordissimo con te, credo di averlo anche ribadito più volte nelle mie risposte ai commenti qua sopra, non è mica difficile distinguere una critica e/o un dissenso civilmente espressi dagli insulti, dalle aggressioni e dalle becere provocazioni. La libertà d’espressione, lo scambio di vedute, magari anche una sana polemica, non c’entrano niente con il malanimo e la volontà precisa di rompere i coglioni deliberatamente.

      il web non è sinonimo di “luogo in cui tutti fanno quello che vogliono”, quando entriamo in casa d’altri, case virtuali, dobbiamo farlo con rispetto, quando si esprime una critica è opportuno usare toni adeguati, quando ci accorgiamo di essere ospiti non graditi è doveroso non imporre la nostra presenza. Il fatto che chiunque possa entrare in un blog con un semplice clic non crea esimenti né concede libertà a prescindere.

      Non sta scritto in nessun codice, nemmeno virtuale, che un blogger debba subire scassacazzi, la completa apertura vorremmo averla tutti, purtroppo molti sono stati costretti, loro malgrado, ad attivare la moderazione per evitare di ritrovarsi il blog sporcato da certi soggetti. Ribadisco un concetto, gli insulti diretti al blogger sono relativi, quello che irrita maggiormente sono le aggressioni rivolte agli utenti, qui la cosa si incasina. Se pubblichi uno o più insulti diretti ai tuoi lettori, devi, per non fare discriminazioni, concedere agli aggrediti di reagire nel modo in cui ritengono opportuno, tutto ciò trasforma il blog in un cazzaio indecente e crea un fuggi fuggi generale. La tecnica è vecchia, addirittura risale agli albori della blogsfera, attaccare gli utenti per mandare in malora un blog. Tutto questo non ha niente in comune con le logiche nobili del web.

  28. Ciao Tads, un’analisi perfetta la tua anche se non conoscevo il termine, ma rende bene l’idea adesso che lo hai spiegato 😉 Gli “umarelli” (consentimi la licenza trasformativa) altro non sono che umani pivelli (da qui il mio neologismo) e li trovi nella blogosfera come nella vita. Almeno qui hai il magico potere di spostare il mouse e magicamente eliminarli, nella vita hai suggerimenti? 🙂

    • ciao Gigi, benvenuto
      togliersi di torno gli umarell nel vita reale credo sia cosa diversa, intanto aggredire una persona dal vivo è tutt’altra roba dal farlo stando davanti a un monitor, magari a centinaia di km. Credo che nella realtà ognuno reagisca secondo la propria indole, c’è quello che gira i tacchi e se ne va facendo finta di niente e quello incazzoso che parte con un diretto sul setto nasale 😀

      • Ciao Tads…grazie! Ti dirò, da buon pugile preferisco i secondi, saprei bene come affrontarli…i primi li lascio andare…ma quelli che si fanno scudo di un monitor mi mettono a disagio… 😉

  29. Non conosco queste termine bolognese 🙂 cmq il blog è casa nostra ….chi entra legge il post, legge tutti i commenti, poi riflette e scrive,e quindi merita rispetto,io da brava padrona di casa difendo anche i miei ospiti…ciao Tads

  30. Io caro Tads direi che ci sta bene e sempre la buona educazione. L’idea di offendere , parlar male, commentare con cattivo gusto, la dice lunga su chi abbiamo davanti. Credo che l’unica via sia di lasciar perdere. Perché mettersi sullo stesso piano ? Non ci tengo. Grazie e un abbraccio. Isabella

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