La seduzione… arte, “sclero” o raggiro???

corso sex22

Le doglie che hanno preceduto il parto di questo post sono state indolori e rapide ma… L’argomento in questione mi ha creato una sorta di conflitto interiore, un bellicoso scontro tra il mio innato sarcasmo e la tentazione di produrmi in una ghigliottinante performance tecnica. Meglio risolverla salomonicamente dando una botta al serio e una al faceto.

Internet, svolta storica che più di ogni altra ha cambiato e continuerà a cambiare il mondo, più delle focaccine di Banderas, della Nail Art, dell’happy hour, del tacco 12, della salama da sugo, del mocio vileda e del reggipetto push-up.  Una conquista tecnologica che nemmeno la fervida fantasia di cineasti e scrittori ebbe mai l’ardire di immaginare, dopo oltre venti anni di progressiva e incessante diffusione, il “web-richiamo” che spadroneggia e detiene il record delle cliccate è lo stesso da sempre, il SESSO, leader incontrastato della grande madre rete. Il mouse è socialista ma al sesso bisogna comunque arrivarci, nonostante le varie rivoluzioni culturali abbiano semplificato, facilitato l’iter, risultano essere ancora tantissimi (uomini e donne) i soggetti incapaci di effettuare le giuste manovre per entrare in porto e ormeggiare al molo del gaudio carnale. Come ovviare a questa angosciante lacuna??? Niente di meglio che iscriversi a un efficace “Master” di seduzione, ovviamente on line, neanche a dirlo.

Leggendo la videata che ho riportato sotto il titolo mi sono, tra una risata e l’altra, domandato se siano più balenghi gli uomini che per acquartierarsi nell’ambita, calda e umida nicchia arroventano la carta di credito (gioielli, abiti costosi, viaggi esotici, raccomandazioni, cene  a tre stelle, ecc. ecc.), oppure quelli che sborsano € 9,90 convinti di apprendere le tecniche per accoppiarsi, “agratisse”, con qualche apprezzabile “sorriso verticale”. Meta non di rado ubicata tra le disboscate cosce di una femmina altezzosa, pretenziosa e reticente, come se portarsi a letto una stronza avvenente equivalesse a un oro olimpico.

Seppur con i dovuti distinguo, da tempo le donne manifestano analogie comportamentali, probabilmente perché è in fase di sgretolamento l’atavica convinzione che in ogni maschio, proprio tutti, si annidi quel tasso di idiozia sufficiente per sbarellare anche davanti a un roito inguardabile. Può essere che la crisi economica abbia inibito a molte cougar in fregola la possibilità di noleggiare aitanti gigolò XXL. Anche qui verrebbe da chiedersi quanto possa essere appagante coitare con un bellimbusto vanesio che se la tira e, cosa facilmente intuibile, si concede solo per poter fare un’altra tacca sulla cintura mentre ritira le Hogan last collection pagate dalla “signora”. Sì, decisamente, anche le donzelle hanno preso ad acculturarsi sulla seduzione low cost.

Lapalissiano, i corsi di seduzione, a prezzo delle zucchine o costosi che siano, sono annoverabili in quella area “imprenditoriale” che capitalizza la speculazione psicologica, un po’ come affondare la katana nel burro, non vi è niente di più vulnerabile e manipolabile di una persona in carenza da rapporti immersa nella palude della frustrazione.

Non ho avuto né voglia né tempo per cercare conferme ma vivo nella granitica convinzione che alla base di ogni corso di seduzione vi sia un punto fermo, un fil rouge, un leitmotive mutuato dal modus operandi più antico, duraturo ed efficace, “farsi desiderare”. Una pratica elementare che consiste nel dosare il corteggiamento alternando momenti di grande trasporto ad assenze, anche prolungate. Cosa ben diversa dalla meno conosciuta “seduzione isterica”, strategia che mira a convogliare le varie mancanze in un unico “vuoto” per poi gestirlo a livello di psiche. E’ sbagliato pensare alla seduzione solo come elemento propedeutico alla fisicità, la vera seduzione inizia dopo il primo mix di fluidi.  Se l’humus del “farsi desiderare” consiste nel concedersi a singhiozzo per ingigantire la voglia di rivivere un godimento già provato, la “seduzione isterica” è l’apoteosi di una enfatizzazione teorica, al limite della idealizzazione, ancor più vincolante. C’è dell’altro, il/la seduttore/trice isterico/a vive la deriva carnale rinnegando il proprio piacere, l’obiettivo unico è elargirne in grande quantità, riducendo all’osso i “rate”, per incrementare il potere schiavizzante.

Proviamo a tirare le somme… le spinte motivazionali che inducono a sedurre, almeno a provarci, possono essere suddivise su tre fronti: 1) sfamare egoisticamente le proprie voglie, 2) condividere totalmente il piacere (do ut des) con il/la partner, 3) donare piacere con premeditata parsimonia per consolidare il dominio. Il punto “1” riguarda prevalentemente (prevalentemente, non totalmente) gli uomini, il punto “2” è, dovrebbe essere, la norma, il punto “3” è d’uopo leggerlo prevalentemente (prevalentemente, non totalmente) al femminile. Nonostante sia notevole e difficilmente arginabile il rischio di mandare in corto circuito i sensi nel tentativo di filtrare pulsioni ed emozioni.

Considero la seduzione semplicemente un duello, una partita a scacchi, un braccio di ferro, un tirar di scherma tra fiorettisti… non esistono regole d’ingaggio. Quando si entra nei meandri della conquista, la vera sfida da vincere è quella con le proprie debolezze.

Molto interessante, per certi versi pittoresca, la incessante evoluzione dei rapporti, uomini e donne si accoppiano da sempre, ogni epoca ha avuto regole, dettami, certezze solide, purtroppo tra i contemporanei serpeggia una grande insicurezza. Doveroso omaggiare il sempreverde Seneca: “nessun vento ti sarà mai favorevole se non sai dove andare”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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203 thoughts on “La seduzione… arte, “sclero” o raggiro???

  1. In amore e in guerra non ci sono regole e al cuor non si comanda. Poi magari come dici tu siamo solo vittime di un consolidato dominio….. chi può dirlo con certezza?
    Certo che 9 eurini e 90 si possono anche investire, non si sa mai….. 🙂
    Ciao ragazzo mio, pronto a festeggiare la juve?

    • ti confesso che la tentazione, la curiosità di vedere in cosa consistesse realmente questo corso è stata forte 😀

      io non ho detto che siamo vittime di un consolidato dominio ma non importa 😀

      esimio Dave, io abito nel cuore di Torino, non mi allieta l’idea di dovermi subire il bordello dei festeggiamenti, quasi me ne vado due giorni al mare, per il resto… vinca il migliore 😉

  2. Grande Seneca…
    Comunque, per € 9.90, sarei quasi curiosa di capire cosa scrivono sulle dispense e cosa mostrano nei video. Chissà perché mi vengono in mente le scene della famosa telenovela piemontese 😉
    E per quel che riguarda l’impatto sulle nostre vite, subito dopo internet, io ci metto il mocio… 😉
    Ciao!
    Chiara

    • non ho pubblicato il link del sito per non rischiare beghe legali ma se vuoi toglierti la curiosità te lo mando in privato via mail

      vero, il mocio è una grande conquista 🙂

  3. Personalmente (e posso sbagliare) sono dell’idea che sedurre è un’arte, che però è innata, come la classe, (quella vera non quella data dai soldi). Detto questo credo che spendere anche solo 1 centesimo per questo tipo di corsi siano soldi buttati.
    Per il resto da che mondo è mondo gli uomini non hanno gli stessi gusti e si fanno attrarre dalle cose più disparate, oltre quelle classiche diventate ormai un “cult” nel campo maschile, e questo prima di aver parlato con la donna in questione e di aver testato eventuali capacità seduttive oppure no, diciamo che la cosa avviene “a vista”.

    • l’arte è espressione di visioni, intuizioni, sensibilità interiore, ecc. ecc.

      la seduzione è un feeling, se non c’è risposta l’arte va a farsi benedire

      uomini e donne hanno punti di attrazione caratterizzanti, poi ci sono innumerevoli varianti, l’effetto ottico è condiviso da entrambi i sessi

  4. La seduzione nn si impara. Si è seducenti e basta così come l eleganza è innata.
    quanto al corso nn è che una scopiazzatura dell educazione che veniva impartita alle signorine di buona famiglia che cmq nn sempre e nn tutte diveniva no seducenti se nn nella misura in cui lo x metteva la loro dote.
    ho frequentato x divertimento una scuola di danza del ventre… può una buzzicona romana sedurre come Salome? Mai. E così x tutto. La casalinga di mezza età riuscirà a spogliarsi come sophia Loren Im Ieri oggi è domani?
    Senza grandi strategie confidiamo negli occhi foderati di prosciutto degli innamorati, nell urgenza di una scopata senza fisime, nel filmetto porno, nei ritrovi di scambisti su cui tutti sono nati imparati.
    Ma la seduzione no, è intrigo leggero di farfalla.
    Sheeeradagiatamollementealsole

  5. Ci sono numerose tecniche, credo, che ognuno personalizza per render pepato un rapporto. Poi, ovviamente il desiderio dell’attesa, la parsimonia del piacere di cui al punto 3, sono le regole cardine.

    Che dire di una sottoveste in seta, di un profumo all’altezza del lobo degli orecchi, di capelli morbidi e profumati e di una pelle fresa al sapore di pesca…? Dici che posso organizzare un corso di seduzione al femminile???

          • Io potrei intenderlo invece come un modo ogni volta diverso e sorprendente di creare una certa situazione. Oggi pizzo, domani seta….
            Oggi Chanel n.5, domani Givency….
            Oggi tacco…. domani ballerina!

                • cerco di far luce… la seduzione isterica, quella del punto “3”, appartiene a due categoria di persone, quelle narcisiste che godono nel dare piacere dopo aver preso il dominio e quelle che, prevalentemente donne, si concedono col contagocce per mandare fuori di testa l’amante ricco di turno e spennarlo. Questa pratica è bagaglio anche di tantissime mogli o fidanzate. Nella sostanza, farsi implorare per fare sesso significa in qualche modo gestire il rapporto. sono stato più chiaro?

  6. Forse c’e’ anche un corso di burlesque, 😀 informati, se c’e’, vado, 😀 😀 😀 baciotti, bravissimo Tads, tra un po’ parto, in moto, 😉 buona seratina!!!

    • ciao Lauretta,
      di corsi di burlesque ce ne sono a mucchi, però quelli servono per mantenere ciò che si è sedotto in precedenza, capisciammè 😀 ;D

      buona serata anche a te

        • la danza del ventre è quella tipo il ballo di San Vito mischiato al delirio tremens addominale? 😀 😀 😀

          uncinetto? ceramiche? pittura? ricamo? no vero???

          • 😀 io ti adoro Tads, dunque, uncinetto: sono molto brava, ho fatto ultimamente il cestino per i grissini e quello per rivestire un bellissimo e antico porta-caramelle! Ricamo, sono capace ma poi mi stufo, ci vuole troppo tempo, ultimo lavoro, un copricuscino con dei disegni coloratissimi di pappagallini! Pittura, disegno bene ma non ho mai dipinto un quadro (mia figlia e’ molto brava), io al limite ho fatto degli schizzi con modelli di abiti, ai tempi mi sarebbe piaciuto fare il Fashion Design (adesso si dice cosi’, 🙂 ) ceramiche, in genere le rompo, 😀 buona giornata caro amico, fa caldo finalmente, mare, sapore di mare, 😀

  7. La seduzione spiegata su intenet a 9 euro e 90 a me intriga un botto 😀
    Da te si sorride e di riflette… sicuramente è una formula vincente! Ma tornando al post credo che la seduzione sia proprio come dici tu un gioco sottile e la più bella arte che si possa sperimentare, penso però che sia una dote innata essere accattivanti e sensuali al punto giusto e non ci sia nessuno che possa insegnarti nulla, men che mai la minchiata del secolo alla modica cifra di nove euro e rotti. Trovo preoccupante la cosa perchè ho la convinzione che vi sia chi comperi il pacchettino e creda pure di aver in mano la soluzione per una amplesso sicuro.
    Sui tre fronti che hai citato diciamo che è tutto relativo, concordo con te sul punto 2, ma spesso i ruoli s’invertono al punto 1 e 3. Non sempre, sia chiaro. In ultimo, la seduzione la considero parte integrante dei preliminari, un petting mentale inviolabile e soggettivo, quindi, per quanto mi riguarda, applico strategie “ad personam” 😉 ed è uno dei miei giochi preferiti!
    I miei omaggi, carissimo Tullio Antimo da Scruovolo.

  8. Un tema molto interessante, quello della seduzione, che abbraccia non solo la sfera sessuale, ma anche quella delle idee, dello spirito, delle immagini. E perché no: del male. Per soffermarci all’aspetto carnale, io credo che sia proprio quel “farsi desiderare” che sta alla base di ogni seduzione. E quindi di ogni seduttore. Ognuno di noi ha un corpo, ma lo percepiamo, lo sentiamo vivo solamente quando incontriamo la persona che lo desidera. E la persona sedotta (maschio o femmina che sia) è catturata e condotta in un “altrove” pieno di incanto, abbrancata da una forza a cui non può opporre nessuna resistenza, soggiogata da uno sfrenato desiderio che, il più delle volte, rimane inappagato. Ahimè!…chi scrive non ha mai avuto la forza, né la capacità di portare qualcheduno allo smarrimento. Forse mi servirebbe un corso accelerato di seduzione :-)

    • hai approfondito con estrema chiarezza e raffinatezza un passaggio del mio post, è proprio così, purtroppo non posso divulgarmi troppo su ogni passaggio, posterei interminabili sermoni.
      il “farsi desiderare” è sicuramente, come ho scritto, una tecnica di seduzione affidabile, tiene botta dall’alba dei tempi.

  9. La seduzione è un mito. Funziona solo se anche l’altr* vuole farsi sedurre, altrimenti qualunque cosa tu possa fare – compreso sventolare, a scelta, la carta di credito platinum o l’equivalente fisico – non porterà da nessuna parte

  10. Credo che mi iscriverò al corso per l’attestato finale e poter finalmente dire: «Ehi pupa! Non puoi rifiutarmi, ho l’attestato io! ;)». Ovviamente chattando, perché non c’è altro modo oramai!

  11. però l’hai raccontata quasi a senso unico. Cioè: ok per chi seduce, per il seduttore che sa sedurre con arte, abilità e destrezza o sudando sette camicie. Ma fare la preda non è tanto male: assistere alla titanica fatica, accorgersi dei passaggi e dei sottopassaggi, delle strategie, delle attese che il seduttore sta calcolando col cronometro, delle stirate di collo…ah, troppobellissimoassai ! Perchè, caro Tullio, alla fine sono le attenzioni che colpiscono (e magari affondano) e un seduttore, per quanto possa essere abile, farsi desiderare e programmare le attese, dovrà comunque mettere necessariamente in campo delle attenzioni (per non dire corteggiamenti, termine troppo grosso). E queste attenzioni sono la parte più bella della “guerra” a due. Qualunque sarà l’esito.
    😉

    • perbacco…deve esserti sfuggito qualcosa, ti riporto il passaggio in cui esprimo il mio pensiero:

      “Considero la seduzione semplicemente un duello, una partita a scacchi, un braccio di ferro, un tirar di scherma tra fiorettisti… non esistono regole d’ingaggio. Quando si entra nei meandri della conquista, la vera sfida da vincere è quella con le proprie debolezze.”

      con quel “non esistono regole d’ingaggio”, sotto intendo esattamente quello che tu hai scritto, anche l’attendismo è una tecnica, è una potente forma di seduzione anche il lasciarsi sedurre passivamente, così come il fingere di non capire 😉

      • non mi è sfuggito quel passaggio, anzi l’ho apprezzato, come il resto. Volevo solo accennare che non c’è solo il seduttore con le sue strategie da mettere in campo, ma c’è anche la preda che avrà il suo dire e, perchè no, il suo piacere. La seduzione è sempre (o di solito) una storia a due. E, al di là degli scopi, a volte o spesso e purtroppo infimi, è una bella storia.

  12. Quando vedo queste cose in vendita su internet penso che della vita non ho capito una mazza.

    Comunque, credo nella seduzione entrino tanti di quei fattori che rinchiuderli un un pacchetto sia molto difficile. Secondo me c’entrano psicologia, genetica, comportamento, modo d’apparire. Sono variabili che sfuggono al controllo in quanto un peso diverso di una genera risultati diversi, senza contare che diversa è la persona di fronte.

    La vanità non seduce, a mio avviso. Ma non significa che non attragga, anzi. Altrimenti non si spiegherebbero tanti casi (umani?) in giro.

  13. Condivido l’idea che la seduzione sia un duello: il seduttore attacca, le armi possono essere efficaci o completamente inefficaci, la preda si difende, le difese possono essere forti o crollare subito. E sono tantissime le varianti in gioco.
    Forse ad un corso del genere insegnano alcuni tipi di “armi”, e per 9 eurini sarei quasi curiosa di sapere cosa insegnano, però la cosa preoccupante, come alcuni hanno già scritto nei commenti, è che alcuni si iscriveranno a questo corso con la quasi totale certezza di uscirne come seduttori certificati senza possibilità di fallimento..

    • qui entriamo in un banco di nebbia, non ho dubbi sulla inutilità di un corso on line da pochi spiccioli, anche se la promozione parlava di un prezzo originale di 100 euro, diciamo che è in saldo 😀

      penso comunque frequentare dal vivo un corso in cui si affrontino, in modo professionale e diretto, le tematiche citate, possa tornare utili ai soggetti (maschi e femmine) particolarmente recettivi. Non si diventa infallibili ma eliminare pezzi di timidezza e acquisire magari due tacche di sicurezza in più credo possa aiutare. Se nello staff opera un bravo psicologo.

      esistono da decenni corsi di formazione, in particolare per venditori, in cui vengono insegnati diversi tipi di approcci, il superamento delle risposte negative con l’uso delle parafrasi e via discorrendo. Sicuramente le linee guida sono queste. il paragone non è azzardato, in fondo il venditore prima di vendere un prodotto deve vendere bene se stesso, sono rudimenti di psicologia applicabili in varie situazioni. ovviamente parlo della partenza, l’acchito.

      • sì sì, certo, le basi per poter vendere bene la propria merce ed usare bene le proprie armi, cose che qualcuno fa presto ad imparare sul campo, altri ci mettono un pò di più… su questo non credo che la seduzione si ainnata, la si impara. Sul campo, in genere, per questo l’idea del corso mi fa (sor)ridere! =)

        • la penso anche io così ma al mondo esistono tanti sfigati/e che magari hanno bisogno di un aiutino tecnico 😀

          alla fine è sempre valida la legge dei vasi comunicanti, se deve arrivare 100 bisogna compensare :mrgreen:

        • mi ha inviato tutte le istruzioni ma prima di procedere voglio informarmi bene, se non sono obbligato veramente non faccio niente, in ogni caso provvederò all’ultimo momento

          • ho appena letto i commenti. Guarda che è semplice e ti mette al riparo dalle multe. Anche i grandi quotidiani si sanno adeguando. Basta poco. E’ inutile mettersi dei nuovi problemi sulle spalle. Pensaci! Magari guarda l’articolo che c’è sul Post

            • ho letto tutto e ho pure capito come fare, domani faccio un paio di telefonate e poi magari provvedo, questa storia dei cookies gira da settimane sui blog che frequento, oggi da Piero ho deciso di documentarmi.
              ti ri-ringrazio per l’interessamento

  14. la seduzione è “sesso quantistico”, con o inconsapevole, potenzialmente da entrambi i lati, praticamente spesso da uno solo…

    però mi piace la definizione che l’associa all’arte… allo studio, all’osservazione, alla caccia…

        • più che altro è un luogo comune considerare la seduzione un’arte,
          la seduzione è una sinapsi, forse era “artistica” nei secoli scorsi quando vinceva l’attore che meglio recitava il protocollo d’ordinanza, magari personalizzandolo.
          Oggi è solo una sinapsi variabile.

          • mah, non lo so, io in tutta onestà ci vedo un qualcosa che io associo ad una forma d’arte perchè è espressione, sguardo, movenze del corpo… cioè “comunicazione”.
            Il portamento, la postura, i giochi di sguardi, l’osservare le reazioni della “preda” ai tuoi gesti, la conoscenza del proprio corpo e delle proprie “armi di seduzione” nella misura in cui si riconosce che un qualche nostro gesto, un nostro modo di parlare, di muoverci può suscitare nell’altro qualche stimolo.. insomma io ci vedo anche la fase di studio e quella d’arte nel adoperarsi a risaltare qualche possibile qualità, sia fisica sia mentale… in questo senso per me la seduzione è arte, astuzia e le altre cose che ho citato prima…

            ovviamente in quello che dico metto la mia personale interpretazione della seduzione e quella che io riconosco come tale…

            • quindi una recita? una vetrina, una esposizione?
              una installazione fintamente spontanea,
              ovviamente ognuno la vive come meglio crede,
              la seduzione, quella vera, è una trasmissione di pulsioni tra due REALTA’, altrimenti si finisce nel calderone della “seduzione isterica”

              • non la vedo così.. perchè deve per forza essere finta… io posso fare alla mia lei un regalo che a me non piace mentre lei lo adora, lo faccio per farla felice anche se a me quel regalo in se non comunica le stesse sensazioni. E’ molto complicato capire cosa può sedurre il prossimo però provare a farlo non vuol dire mettere su un teatrino, secondo me, ma vuol dire osservare e cercare di conoscere le reazioni del prossimo… ovviamente il risultato non deve essere garantito, va considerato il fallimento o l’impossibilità…. ma cogliere le reazioni e gli aspetti “intimi” per me non è un comportamento da teatrino…

                • la vedo dura cogliere gli aspetti intimi di chi non si conosce, inizio a pensare che diamo due significati diversi al termine, plasmarsi alle esigenze di chi si ama potrebbe anche avere una logica accettabile. Intraprendere un comportamento poco spontaneo per attrarre no, in ogni caso mi sfugge l’aspetto “artistico”. 😉

                  • Ho pensato la stessa cosa.. che probabilmente e vera, daltronde io purtroppo personalizzo sempre il significato dei termini, sbagliando, ne sono conscio. Di artistico, per come la vedo io ovviamente, beh, io vengo sedotto dal movimento delle mani, o da come una donna volta il capo, in quei movimenti riscontro eleganza e armonia (che posso riscontrare in una canzone, in un dipinto) e quindi li identifico come forme d’arte…

  15. Secondo me….a forza di stare al PC e spippolare su Internet ci /mi siamo bruciati i sensi e il cervello tanto da non saper più sedurre nemmeno un cane.
    Usciamo, incontriamo, parliamo e sorridiamo. …sempre se incontriamo qualcuno. .. e divertiamoci insieme. .

    • ciao Titti,
      ho sempre fatto una netta distinzione, la mia vita reale è fatta di amicizie, frequentazioni e tutta quella normalità che dovrebbe appartenere a ognuno di noi, il blog, la blogsfera, sono semplicemente una grande piazza ove scambiare opinioni e riflessioni, niente di più. Vivo in una città che ha circa un milione di abitanti, non devo fare centinaia di km per socializzare, ho sempre diffidato delle persone che, pur vivendo in una metropoli, usano la rete per creare relazioni, incontri, amicizie reali.
      Se qualcuno ha trasformato internet in un surrogato delle propria esistenza… farebbe bene ad andare da un analista, uno bravo.

      • Davvero, da uno proprio bravo… io esco parecchio e faccio lunghe passeggiate in compagnia dalla periferia alla città e viceversa. Non ci rinuncerei mai. La blogosfera è un divertimento aggiuntivo e devo dire che quando ho potuto ho voluto conoscere di viso le persone del blog.. bella esperienza..Ciao Tads..

        • non vorrei apparire troppo integralista, non c’è niente di male nell’andare a prendere un caffè con un/una concittadino/a conosciuto sulla blogsfera, ci mancherebbe. Ciò che considero patologico è la diffusa convinzione di trovare in rete quella articolata forma di socializzazione/rapporti partendo da assunti sbagliati.

          • Sono d’accordo con te. Mi risulta che molti giovani ventenni e trentenni e oltre sono dipendenti dal web dalle statistiche web dai giochini del tipo che presenti nel post. Mi domando che tipo di infanzia hanno avuto. …. evviva il cortile, la piazza, il parco e gli schiamazzi. …

            • il tuo modo di ragionare mi è sempre piaciuto ma quando fai la mamma mi piace ancora di più, hai scritto un commento da incorniciare. I bambini devono tornare a casa sporchi, sudati, con le ginocchia sbucciate e negli occhi la grinta tipica di chi ha fatto una marachella da nascondere, questo significa imparare a vivere.

              • Eh la mamma!!!! Lascia stare. ..anche la bambina. ..anche io come te ho fatto le corse in bicicletta, le gare di corsa, giocavo a pallone e mi sbucciavo sempre lo stesso ginocchio. ..e il pallone andava sempre a rompere i fiori nel giardino del vicino. .. come mamma ho fatto lotte con il condominio affinché i miei figli e quelli degli altri potessero usufruire liberamente del cortile e del prato. Viva gli schiamazzi. ..come dicevo prima. Il cortile con i ragazzi di varie età è una scuola sociali e relazionale importante. Fra gli alunni c’è una netta differenza fra chi passa il pomeriggio in cortile e chi lo trascorre al PC.

                • per me è un vero piacere leggere ciò che scrivi, io sono cresciuto così, i miei figli sono cresciuti così, tutti i bambini dovrebbero crescere così, quando ne vedo uno che isolato su una panchina smanetta sullo smart provo una immensa pena. Dici bene, il “cortile” è una palestra di vita, lì si impara tutto, c’è il prepotente, c’è quello che difende i più piccoli, c’è quello furbo e quello ingenuo… non esiste palestra di vita migliore. Ovviamente per “cortile” intendo quei luoghi di aggregazione in cui i bambini daanno sfogo ad apparenti autonomie.

  16. Cosa può aggiungere un vecchio maschio appagato alle tue preziose e culturali disquisizioni?
    A me piacerebbe sedurre la mente di una donna con i parti della mia fantasia ma non per ottenere sesso, ma pura e semplice ammirazione per il mio “elevato” ingegno artistico. Ormai nemmeno le pastigliette blu ed eventuali corsi on line sarebbero in grado di risvegliare il mio eros assopito. 😀
    Nicola

    • certo che sì, il tuo blog lo seguo con una certa regolarità caro amico, sono felice tu abbia trovato una valvola espressiva appagante, quando si assopiscono i sensi si aprono altri universi 😉

  17. In realtà ricordo di aver visto proposte “letterarie” del genere molto prima della comparsa di Internet che, solitamente, più che inventare qualcosa di nuovo ne facilita semplicemente la diffusione… ma lo fa enormemente 😉
    Ad esempio Meetic, che ormai è una specie di dinosauro, non è altro che la riproposizione dei vecchi annunci che si leggevano sui giornali 🙂
    Sono sostanzialmente d’accordo con la tua visione della seduzione. Aggiungo solo che… il gioco è bello se non dura troppo: dai e dai pure il più focoso dei pretendenti… si spegne, o così dovrebbe fare, magari pensando che in fondo il mare è pieno di pesci 😀
    Ricordo con una certa tenerezza, ma anche sgomento, uomini e donne che quando l’oggetto del desiderio si rifaceva vivo magari dopo anni (e precedenti “calpestamenti”) erano pronti a rimettersi al suo inseguimento. E ancora, e ancora, e ancora. Troppo. Mai mettere la dignità sotto le scarpe… nemmeno se hanno il tacco 12!
    Un saluto a te ed ai tuoi lettori 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • che dire caro Wolf,
      hai espresso perle di verità, in fondo noi, uomini e donne, siamo avvezzi al peccato e attratti da quella oscura landa del mistero, una vita senza sofferenza non ha senso… però, secondo me, il senso lo ha eccome ma è una opinione poco condivisibile 😉 .

      ad maiora

      • Mah… è tanto che ho smesso di credere che la sofferenza abbia davvero il valore che gli si assegna. Mi pare tanto una delle classiche auto-consolazioni caratteristiche dell’umanità. Dico sempre che pur di non prendere certe “lezioni” meglio sarebbe restare un po’ più ignoranti.
        E in quanto al pathos che fa’ parte intrinseca della passione amorosa… e vabbé, un po’ sì, ma il troppo stroppia anche lì. Il vero amore è altra cosa, anche se certamente all’occasione deve poter “gestire” anche la sofferenza.
        http://www.wolfghost.com

  18. Un corso di seduzione on line, ma certo che le pensan tutte per lucrare, chissà se c’è qualche sprovveduto che pensa di acquisire, pagando, un’arte che è innata.
    Questa è una chicca che mi mancava.
    Ciao, Tads, splendido articolo.
    un bacione
    annamaria

  19. :D:D:D
    ma ti pare che con la nostra unicità…andiamo ad omologarci pure nell’arte INNATA della seduzione?
    No, no….devono pagare me per sopportare di guardare ste frignacce …

    ciao Tads
    .marta(ina)

  20. in internet ci sono le infatuazioni ,le emozioni arrivano quando sei ad una distanza di almeno 10 cm…per quanto riguarda le amicizie non trovo differenza tra il reale e il virtuale,anzi io ho più amicizie qui…serena giornata TADS

  21. See il corso… hahah Però questa cosa mi fa venire in mente una domanda.. E’ possibile prescindere totalmente dalla tecnica? Personalmente appena fiuto troppi tecnicismi mi assalgono istinti assassini, ma tuttalpiù ecco distruggo il tentativo di approccio, poi allo stesso tempo mi chiedo se seducendo o essendo sedotti sotto sotto una trama ci sia sempre, velata, nascosta, una dinamica che si innesca spontaneamente..
    E poi il reale interessamento per una persona dove è finito? Ci si allena sulla tecnica quando si spera di vincere quante più partite possibili in campionato, così come esistono le tecniche per mollare, esistono gli esperti di walking-bass ad esempio, va bene per la quantità e non per la qualità.
    ps: sintetico e indolore il tuo widget 🙂 E’ una rottura si, però forse dovrebbe stare più in alto per essere subito visibile..

    • ordunque… la chiave di lettura, il “plot” del post, l’ho piazzato nell’ultimo capoverso seppur sinteticamente ermetico, nei tempi andati la seduzione/corteggiamento aveva regole precise strettamente connesse all’epoca, la creatività era ridotta ai minimi, come dire… un copione standard che premiava quelli che lo recitavano meglio. Dagli anni 60 a venire sono saltati tutti gli schemi, non esistono più Cavalieri galanti che corteggiano Dame timide e timorate. Oggi la donna seduce, prende l’iniziativa come e a volte pure più dell’uomo, tralasciando riflessioni sul considerare la cosa positiva o negativa, è indubbio che imperversino confusione, incertezze e insicurezze.

      Non parlerei di “tecniche” nella accezione ingegneristica del termine, sicuramente quando è il momento di fare il colibrì le persone mettono in vetrina gli aspetti migliori che hanno in dote. in ogni caso il modus operandi adottato è sempre relativo, quando si approccia un soggetto che non si conosce è facile sbagliare. Anche qui sarebbe il caso di stilare elenchi di categorie di varia fatta. Non a tutte piace l’uomo che fa ridere, non a tutti piace la donna sfrontata, ecc. ecc. Sicuramente nell’era del sesso facile la fa da padrone l’aspetto estetico, se una “preda” attizza e il programma è quello di “una botta via”, tutto il resto conta pochino.

      la nota informativa la lascio lì, per adesso, se non sono obbligato a spostarla

      • Molto d’accordo, si, sulla confusione…
        Quelli che recitano il copione però ci sono pure adesso, si basano su classificazioni e tipologie di persone e sul presumere come siano fatte così per esperienza, la storia del corso mi ha fatto pensare a questo genere di seduttori/seduttrici che fanno della seduzione un esercizio…
        Ecco perché mi chiedevo la spontaneità dove è finita.

  22. gustosissimo articolo. 🙂
    seduzione. parola “disambigua” che può confondersi e si avvicina molto al fascino, e quest’ultimo è forse quell’ingrediente che
    o ce l’hai o non ce l’hai.
    non c’è pezza che tenga.

    ciao T, un sorrisone.

    L

    • la seduzione è una azione, un percorso, un tentativo, il fascino è una dote, certo chi ha fascino seduce più facilmente ma è altrettanto vero che le persone affascinanti spesso si trasformano, loro malgrado, in prede da sedurre.

  23. Mah, io sarei soltanto più sincera e naturale. Gli altri tentativi sono surrogati e più sono espliciti più, secondo me infastidiscono l’uomo. In quanto alle bugie, sono l’antiseduzione per eccellenza: se non ti puoi fidare dell’amato bene, è già finita.

  24. Bel post ed interessante è la tua analisi.
    Il sesso sfruttato fino al midollo è merce che vende e fa vendere, l’ideatore di questo ”master di seduzione” on line che cerca di aiutare il povero ingenuo gozzo alla deriva a raggiungere affannato il porto mi strappa un ironico sorriso perché immagino con quale urlo di speranza il soggetto porga la cima verso l’indulgente salvataggio.
    Condivido il tuo punto di vista laddove per la seduzione non esistono regole d’ingaggio. Il piacere è nel desiderio non nella sua soddisfazione. Per il piacere basta una piuma per la soddisfazione è sufficiente una gallina.
    Buona domenica Tads.
    Affy

    • ciao Affy,
      temo che la maggioranza degli iscritti a questo corso sia di sesso femminile, probabilmente molte di quelle che da sempre acquistano giornali pieni di consigli e piccole lezioncine sul come comportarsi col popolo maschile. Non fosse altro per coerenza con la clamorosa e secolare bufala: “è sempre la donna che sceglie”.

      Quel “non esistono regole di ingaggio” sintetizza un concetto da troppi volutamente ignorato, l’unica componente “artistica” della seduzione è l’arte della menzogna, delle verità parziali, dell’occultamento dei difetti e dell’enfatizzazione dei pregi

      bellissima la chiusa del tuo commento

      buona domenica anche a te

  25. Ne so talmente poco di seduzione che leggo più che altro per apprendere. Affascinare il prossimo – per sesso ma anche per altri obiettivi – fa parte della natura umana, e vorrei dire animale in generale, ma noi abbiamo aggiunto e in parte sostituito l’intelletto all’istinto. Quello che mi sembra però è che si insegua maniacalmente la capacità di sedurre per un’ennesima ambizione edonistica: accumulare trofei. Un saluto e a presto.

    • purtroppo siamo ben oltre l’edonismo, esistono uomini e donne dediti al sesso promiscuo trascurando il proprio piacere, la gratificazione sta semplicemente nel gratificare il proprio “fascino”, a volte usato per esercitare il potere, a volte per interessi

  26. La chicca dell’annuncio sono i quiz di verifica!!

    Questo tuo post mi ha fatto venire in mente un romanzo che ho letto un po’ di tempo fa “tecniche di seduzione “di Andrea de Carlo ,lo tirerò giù dallo scaffale…ricordo che mi era piaciuto….

    Ciao e buona serata 🍧🍧🍧🍧🍧

  27. Tra le spinte motivazionali che inducono a sedurre, io aggiungerei il narcisismo.
    Se sfamare le proprie voglie (punto 1) può essere una forma primitiva di narcisismo,
    molto più forte è il desiderio moderno di piacere, il bisogno di conferme
    (un bisogno molto lontano dal piacere sessuale…)

    • il sedurre per se stessi e non per appagare pulsioni appartiene alla sfera della seduzione isterica, come giustamente dici, una perenne ricerca di conferma

      • Mi segnerò questa idea di “seduzione isterica”, davvero carina.
        Quanto al tutto di cui scrivi, c’è spazio, impressiona come tutto sia cambiato ma non è cambiato niente. Il vecchio “Innamoramento e amore” di Alberoni è stradatato e forse non ci sarà per molto, un altro capace di riassumere. Perchè siamo in transito e la sintesi si fa sempre a posteriori…
        Sul farsi desiderare però, è facile, perchè è sempre bellissimo quello che non c’è [la vita è un’altra cosa?]

  28. Mi vien da ridere e la cosa che mi e’ passata per la mente leggendo l’inizio del tuo post, e che mi sembra una scuola, tipo “radio Elettra” che una volta era tanto in voga e che il Senatur, si era diplomato.
    Per me la seduzione, e innata, non si deve imparare con corsi o abbellimenti “posticci” che tanto vanno di moda.
    Ma forse sono io vecchierella e dovrei “aggiornarmi”….. Tze’! Ma anche no! 😜
    Buona sera TADS

    • ciao Fiorella,
      non sono tanto convinto che la seduzione sia innata, penso comunque che questi corsi insegnino ben poco, per non dire nulla

      buona giornata

  29. Leggerti è sempre una delizia. Una sorta di vacanza dalla lenta e trita idiozia della quotidianità. O sono io che sono circondata da idioti. Ad ogni modo.

  30. Eh, la socialità e la sessualità ai tempi nostri… La parità dei sessi ha scassato tutto? 39,90€ di abbonamento a qualche buon sito bastano? Oppure serve il corso di burlesque? Mah. Belle le domande ed i dubbi esposti qui!

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