Drugs & alcohol, rassegnazione o inarrendevolezza?…

drugs and pills

L’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e bevande alcoliche è la sintesi di una gonorrea sociale scientemente ignorata (probabilmente gestita), pandemia causata da un inarrestabile virus concettuale, foreste che ardono senza incenerirsi e senza diffondere calore, fuoco buio e freddo occultato da un paravento ossimoro. Lo stravolgimento giovanile, adolescenziale, quello che più impensierisce e sgomenta, NON è dovuto al disagio imperante, NON è una risposta alla miopia istituzionale, NON è un grido di ribellione né un urlo che implora aiuto, è semplicemente un angosciante trend omologante. Difficile stringare in un post quella “spiega” che io ritengo essere verità acclarata ma volendo…

La gioventù contemporanea attribuisce ad alcol e droga una valenza aggregante, un potente brand identificativo finalizzato alla socializzazione e alla condivisione del cazzeggio anomalo fatto bibbia. Una barriera, un test, un rito iniziatico da superare per essere accettati, affiliati a quella “carboneria” inzoccolita capace di garantire una “second life” nel target di appartenenza, rigogliosa mammella pronta a dissetare e sfamare sete e fame di essere ciò che non si è. Tossici e alcolisti sono individui che hanno ceduto al nemico la trincea della razionalità, “prigionieri” che hanno abbandonato armi, bandiera e territorio in cambio di…

Eminenti sociologi e osservatori parlano di “inevitabili derive evolutive”,  scorie di un progresso fagocitante bastardissimo e selettivo, in parte è vero, per sillogismo, personalmente preferisco parlare di incompetenza genitoriale, il nebbioso porto delle giustificazioni che punta l’indice contro l’annichilimento massivo e massificante l’ho cancellato dalle mie mappe. Troppo comodo infilarsi il preservativo alibi deresponsabilizzante. Mettere al mondo un figlio NON significa conservare una stirpe, NON significa creare emanazioni, NON significa rendere tangibile la propria virilità, NON significa adeguarsi al sistema. Mettere al mondo un figlio significa firmare una cambiale in bianco che scade ogni giorno, un costoso investimento a perdere che, nella migliore delle ipotesi, produce esclusivamente gratificazioni morali e affettive.

Dopo i moti del ’68 e il successivo spurgo armato del terrore rosso e nero, i nostri governanti hanno elaborato una subdola strategia per tenere lontano i giovani dalle piazze e dalle velleità rivoluzionarie, un planning condiviso da altri Paesi Europei, allargare le maglie della tolleranza cedendo spazio ad alcol, droga e decibel. Per dirla in termini da bar periferico… “lasciamo che rincoglioniscano”, infame piano che ha garantito tranquillità urbana fino al famigerato G8 di Genova, i ragazzi sono tornati nelle piazze ma con droga e alcol divenuti normalità, indispensabili elementi di supporto.

Grazie a inchieste giornalistiche abbiamo scoperto che molti deputati e senatori consumino abitualmente cocaina, così come relatori, conferenzieri, conduttori, giornalisti, manager e AD, tuttavia ciò che più accappona la pelle è la dipendenza da alcol di molti medici chirurghi, soggetti dai quali spesso dipende la nostra vita. Se gli “apprendisti” tendono a “fondersi” per colmare vuoti, gli “arrivati” ricorrono all’uso di additivi per reggere il peso del successo e della responsabilità. Abbiamo sempre pensato, creduto, che il bisogno di estraniarsi dalla realtà riguardasse solo gli artisti, visionari per indole, Caravaggio (non solo lui) era avvezzo a ubriacarsi, nella Parigi della belle époque l’assenzio scorreva a fiumi. Anche “letteraturaland” è contaminata, per non stilare lunghi elenchi mi limito a citare Cesare Pavese e Baudelaire.

Nel relativamente recente divismo Hollywoodiano e di Cinecittà droga e alcol spopolavano, l’elenco di musicisti/attori morti per overdose o micidiali cocktails viene funestamente aggiornato in continuazione, i tentacoli della dipendenza da tempo hanno aggredito i condomini della normalità. Il popolo tende ad adeguarsi all’autolesionismo seguendo modelli, emulazioni distruttive, molti anni fa chiesi a un ragazzo: “perché sniffi?”, risposta: “pippano Agnelli e Maradona… perché io no?”.

Duole dirlo ma non vi è salvezza, saranno sempre più numerose le persone che si aggrapperanno ad ancore devastanti come droga, alcol, psicofarmaci, viagra, doping, anabolizzanti, chirurgia estetica e tutto quel disonesto sottobosco del bluff. Inevitabili domande: 1) “dove ci porterà questo irrefrenabile desiderio di raggiungere il successo alterando/modificando le qualità di base?”, 2) perché i governanti del mondo evoluto nicchiano di fronte all’incessante prodursi di amebe?”

Tullio Antimo da Scruovolo

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170 thoughts on “Drugs & alcohol, rassegnazione o inarrendevolezza?…

  1. Pensa che io non ho mai sniffato, mai dato neanche un tiro a una canna, e nemmeno mi sono mai ubriacata. Non ho neanche mai tradito, sono una persona profondamente serena, mi sento appagata dalla mia libertà, felice di ogni attimo di vita, ma tanta gente si chiede che cosa io campi a fare, non avendo mai provato i brividi di cui sopra: “Che racconterai al Padreterno?” è la domanda che mi sento porre più spesso, soprattutto da anime tormentate dal conto in rosso e il cassetto pieno di Prozac.

  2. Mi ricorda tanto uno dei fantasiosi servizi di Lucarelli. Asseriva che la CIA, per eliminare il fenomeno della contestazione giovanile, avesse creato la dance music e fornito ai giovani discoteche e locali notturni dove rincoglionirsi. E addirittura che i Righeira fossero fatti sparire perché, cantando in spagnolo, inneggiassero in qualche modo la politica di Castro. Forse c’è qualcosa qui:

    http://www.almosttrue.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-2231f2da-6573-4aca-9d66-dbfd955773c7.html

    Non so ne possa esistere o meno un piano governativo in questo senso ma sicuramente in questi ultimi 40 anni le droghe hanno occupato un ruolo importante sul malessere giovanile e abbiano affiancato l’alcolismo come problema sociale a tutti i livelli, dal clochard al direttore di banca. Dal canto mio non ho niente d’aggiungere, pur’io spesso torno a casa dal venerdì sera trascorso con gli amichi mei sui gomiti…… finché il fegato durerà……

  3. E’ una decadenza dei costumi? E’ mancanza di autostima?
    Davvero è il genitore il motore di un tale degrado?
    Da genitore posso dirti che il mio ruolo ha un limite grande, quello della maturità del figlio e quindi delle sue inevitabili regole morali.
    Per il resto sono in totale accordo: vedere ragazzine bruciarsi la reputazione per una bicchiere d’alcool, vedere ragazzi bruciarsi il cervello per pochi euro di droga (lo sai vero che sta arrivando da noi la moda di fumare le ortensie? Costo zero, danni cerebrali elevatissimi, si rischia la morte.
    Cos’è che vediamo noi che chi usa droghe e alcool non vede?

  4. Mamma mia che tristezza, hai scritto un bel post Tads, come sempre, tutte verita’, che mondo ci sara’ nel futuro se le persone si riducono cosi’, ma dico io, invece di drogarsi o bere si potrebbe mangiare un bel piatto di pastasciutta, 😉 lo so, e’ fuori moda ma e’ molto salutare, baci amico mio, buona giornata di sole, io zappetto tutto il di’ nell’orto!! 🙂

  5. Penso che ogni cosa sia deleteria e che fondamentalmente le droghe e l’alcol tra i giovani non abbiano niente di occulto,è solo “bisnes”,commercio,affari…
    l’umanità è asservita al dio soldo niente di più e niente di meno,è solo smania di potere
    quindi cosa c’è di meglio dei paradisi artificiali?Si instupidiscono le grandi masse con le minchiate,si inneggia alla globalizzazione,come se fosse 1 passo in avanti x l’evoluzione…
    i più grandi colpevoli siamo noi…quelli delle generazioni prima e se mi chiedi perchè
    bhè allora è inutile continuare…
    grazie come sempre Zio subisco sempre il fascino delle tue analisi.
    Liza

  6. 1) L’utilizzo di questi escamotage ci condurrà alla creazione di un popolo falso, inebriato e incapace di autoimporsi in maniera lucida e razionale. Saremo automi nelle mani dell’alterazione. Senza essa non sapremo vivere.

    2) Se i governanti facessero battaglie pesanti per estirmpare il marcio dell’alcol e della droga, dovrebbero autocondannarsi al nichilismo. Quanti govrnatori NON sniffano, NON pippano, NON bevono?

    Primo anno di università. Una mia amica stava con un ragazzo per bene, che aveva la pecca di sniffare ogni tanto. Giusto perchè cagava soldi e non sapeva come usarli. Un giorno mi disse che ero troppo seria, troppo moralista e che il suo obiettivo sarebbe stato quello di farmi provare, almeno una volta nella vita, una canna, giusto per svegliarmi un pò.
    Ho visto preparare quella canna sotto il mio naso. Non ne ho toccato neanche un pò Il desiderio di provarci era tanto, ma la paura non solo del vizio, quanto piuttosto che un tiro avrebbe potuto farmi male finendo in ospedale. E poi, cosa avrei raccontato ai miei?

    Non condanno chi fa uso di droghe, nè tantomeno mi domando cosa li induca all’autodistruzione. Credo però che il troppo benessere, le 50 euro di papi a fine settimana per la pizza, la 100 del nonno a fine mese, hanno rovinato un bel pò.

  7. Personalmente non sono contrario alla legalizzazione di ogni tipo di droga, ma non sono contrario perché vedo nella famiglia il primo responsabile di ogni sorta di dipendenza. Gli stati possono propagandare ogni sorta di controllo sociale ma questo, secondo me, non può avvenire se il nucleo piú stretto è saldo e presente, dove con saldità e presenza non si intende strettamente rigore ed autorità, bensí comprensione ed aiuto.

  8. Tuttavia, al di là del credere o meno che questa o quella droga, questo o quel vizio; l’alcol o il fumo facciano male, c’è più disattenzione in genere. O no?

  9. Bisognerebbe tenere sempre il cervello ben collegato al resto ed attivo.se vuoi sperimentare va bene ma attento a cosa quante volte quando è con chi ..ho fumato erba ma mai un buco o una striscia quelli lasciano i segni… ubriacata certo ma in compagnia di amici fidati è mai da vomitare o da rovinare la serata a qualcuno ( tanto tu non te lo ricordi) aiutino estetico certo ma mai rinunciare al fascino della maturità’ e poi per favore Mai. E poi mai sbarellare per la gioia di qualcun altro ! Fregarsene di ciò che pensa L amica il gruppo il social o il fidanzato! Se mia figlia decide di scomparsi qualcuno spero non per fare dispetto a sua madre lo stesso vale per il tatuaggio il piercing o la canna…usare la Propria testata sempre e solo.

    • accidenti, esprimi l’ordine concettuale nel disordine esistenziale, non fossi una operatrice della finanza ti collocherei nell’olimpo della filosofia sofista 😉

      • Sai qual è’ il problema Tads? Le persone o hanno ( L illusione) troppo controllo su tutto e su se stessi o niente! È’ sapere quando è come lasciarsi andare e trasgredire es barellare e’ cosa sana giusta e …doverosa! A qualsiasi età’ ….bisognerebbe fare dei corsi 😜

  10. Devo farmi aiutare da mia amica perché non capisco alcune parole e non trovo sul vocabolario. Anche dieta rovina salute come droga e alcol per colpa di spot e competition tra donne. Che fatica 😊

      • Sono nata in Croazia, mamma italiana e papà ex Jugoslavia di Zara. Capisco e parlo inglese, francese, spagnolo, croato e italiano. Poi russo ma ancora fatico. Più complicato di tutti é italiano che parlo anche a casa 😆 Quando.tu usi parole difficili non mi aiuta Google traslate, però per me sono importanti sia tuoi argomenti che tue parole cosi imparo. La mia amica ride molto, quando parlo sembro moglie di Ivan Drago, io penso che dice così per non offendermi. So molto, ma senza aiuto non capisco certe frasi, in tutte le lingue c’è traduzione complicata, l’importante è tradurre giusto con vocabolari vicini e non scambiare regole grammaticali. Questo è anche mio lavoro, altri mettono articoli e virgole e aggiustano mia traduzione, e ridono. Chiedo scusa per come mi esprimo non sono ubriaca e non mi drogo. Spero di non perdere commento sono tutta sudata.

  11. Incompetenza genitoriale. Ok. Il coltello nella mia piaga È stato affondato. Mi sento incompetente. Mi dicono che anche il padre ha fatto e molto disfatto la sua parte. Non si tratta di droga o alcool. Si tratta delle mie riflessioni che mi angosciano nel dopo dei fatti avvenuti e descritti che sai. Sono di nuovo in analisi. E pure mi dicono che ho fatto tutto quello che io ero capace di fare e compensare. Eppure è successo. E ho visto ANCHE la mia incapacità di capire reagire e convincere a non mettersi in certe frequentazioni e situazioni che avrebbero potuto condurre a ciò che è successo. Bene … se le mie colpe di genitore sono limitate ci sarà pure un confine fra me,intesa come la mia personalità e la sua , di questo figlio ,personale scelta di vita che è lontana anni luce da me? Ho generato un mostro? L ho reso inadeguato? Tutt’ora lui rifiuta di fare analisi….
    mi domando sarà il caotico e troppo veloce variare di questo secolo che mi e ci ha impedito di costruire difese adeguate a contrastare e costruire positività? A proposito. ..qual è la positività?

    • ciao Kore,
      la psicanalisi è una terapia che agisce per reazione, se tu sei refrattaria ad assorbire… lascia perdere, a me non piace entrare nelle questioni personali a distanza, non conosco te e nemmeno tuo figlio, mi sentirei un idiota mediatico se ti elargissi consigli. Mi limito a dirti “panta rei”, se tu hai dato tutto quello che potevi dare… sei negli anfratti giusti della coscienza, il resto non puoi modificarlo né gestirlo, non ci devi nemmeno provare.
      un caldo abbraccio

  12. Caro Tads, siamo coetanei e come me sai benisssimo che anche all’epoca dei nostri vent’anni se non ti eri fatto almeno una canna eri uno “sfigato”; almeno io passavo per tale, ma ne ero e sono orgogliosa.
    Non esprimo alcun giudizio morale su chi fa uso di stupefacenti, ne faccio sopprattutto una questione di salute fisica e mentale, quello sì. Non ho mai capito perché la trasgressione debba passare attraverso l’autodistruzione; inoltre oggi non è più nemmeno simbolo di quello o fonte di ispirazione artistica, come poteva esserlo per Baudelaire o Rimbaud che ne ha teorizzato il potere illuminante; oggi è adeguamento, quasi percorso di iniziazione per essere accolti in un determinato ambiente. Non accettavo prima, figurati se accetto ora questa spersonalizzazione che comporta la rovina fisica e mentale della persona. Questo al netto dei tossicodipendenti con problemi esistenziali, in comunità (ne conosco personalmente molti) e che hanno alle spalle una famiglia forse non attenta prima ma desiderosa in seguito di recuperare.
    I genitori! Grande problema e centrale direi, come hai scritto tu. Certo, non bisogna generalizzare ma da ex insegnante ho avuto esperienze non molto felici in questo ambito.
    Nonostante sia ottimista per natura, anch’io non nutro molte speranze perché non vedo alcuna volontà istituzionale, se non per risolvere, almeno per affrontare il problema. Le iniziative volontarie sono encomiabili, servono nell’immediato ma la questione non va lasciata, secondo me, solo a questi interventi. Servono prese di posizione ad altri livelli se si vuole davvwero arginare il fenomemo.
    Un abbraccio Tads 🙂
    Primula

    • accidenti, non sapevo fossimo coetanei, ragioni e scrivi in modo molto giovanile, tipico delle prof 😉 (è un complimento)
      ho maturato esperienze significative in merito, come referente psicologo volontario in una comunità di recupero, dietro un tossico ci sono sempre carenze e sviste famigliari, aspettative mal riposte, progettualità non allineate.
      Mi è piaciuto molto questo tuo commento, comunque io non ho mai fumato una canna, forse perché quando ero liceale ho perso un amico morto per overdose, negli anni ’70 l’eroina era una mietitrebbia, per non parlare degli allucinogeni come LSD. Li chiamavano “viaggi”, oggi combattiamo con le droghe sintetiche, purtroppo non c’è divertimento senza stravolgimento.

  13. Io sono combattuto su un principio… da genitore mi trovo in accordo con chi attribuisce grande responsabilità alla famiglia e proprio in questa direzione mi sento stramaledettamente determinato e in parte anche incazzato all’inseguimento del mio obiettivo che al momento è quello di far si che i miei figli pensino con la loro testa e che quando si troveranno a decidere se fare o non fare una cosa sia una scelta esclusivamente loro e non dei loro amici, conoscenti e neanche nostra.. che capiscano per tempo che la scelta comporta responsabilità e ragionamento.. per farla breve. Dall’altro lato dell’incazzatura e determinazione sono anche perplesso perchè immagino che non sia poi così semplice crescere attorno al nulla cosmico… ma confido che questo dipenda molto da come si guardano le cose e che il nulla è ciò che è più comodo farci vedere..

    da figlio però non mi piace nemmeno attribuire la totalità della responsabilità alla famiglia… deresponsabilizzare il singolo essere umano e in qualche modo tutelarne le scelte “sbagliate” e ancor peggio le eventuali perseveranze mi sembra sia come giustificarne ed incoraggiarne la diffusione. Non mi piace giustificare chi si giustifica dietro ad una famiglia sbagliata, ad una scelta sbagliata, ad un errore, alla mancanza di desideri, ambizioni, aspettative o che dir si voglia… tutte cose che possono esistere e possono essere responsabili ma poi alla fine siamo sempre noi stessi a determinare il nostro futuro..

    Indubbiamente esistono persone a cui la vita non ha dato molto, o gira spesso nel modo che loro non si attendono ma esistono altrettante persone che con volontà ed impegno se non sono riusciti ad invertire il senso di marcia riescono almeno a non demolire il senso della loro esistenza, in questo non ci sono terze ne seconde persone di mezzo o non è detto che siano così indispensabili…

    ci siamo noi, come singoli individui e dovrebbe esserci l’amore per noi stessi e il rispetto per chi magari non ha nessuna colpa della nostra situazione, a cui troppo spesso attribuiamo responsabilità che sono solo e unicamente nostre.

    Ovviamente non può essere un caso universale quello che cito però allo stesso modo mi piacerebbe leggere più spesso meno scusanti e meno deresponsabilizzazione… e non mi riferisco al tuo post ma lo prendo, con i suoi commenti per discutere (se qualcuno vorrà farlo) di questa mia riflessione ad alta voce, pronto a notarne eventuali lacune…

  14. Alcol e droga per non essere esclusi dal gruppo,il potere aggregante della trasgressione …
    Il tuo post come sempre più che esauriente…..
    Per mia esperienza aggiungo che ho sempre preferito altri divertimenti anche perché se sei fuori neppure ti gusti la serata..
    Come genitore ho vissuto anni di ansie del sabato sera e questo penso sua comune a quasi tutte le persone che hanno figli
    Ciao e buona serata!

  15. Niente da aggiungere a quello che hai già scritto tu, se non sottolineare che molti mali nascono nelle famiglie, da genitori distratti o in carriera. Poi tutto il resto viene completato dai gruppi a cui si vuole appartenere.
    Nicola

  16. Meglio giovani ubriachi che impegnati. La (sub)cultura diffusa, e mai di fatto combattuta, è che non c’è divertimento vero senza sballo, e la scalata sociale consiste nel poter usare sostanze di migliore qualità. Non è un problema solo italiano: i sabato sera del centro-nord Europa sono frequentemente destinati al bere.

    • ne sono al corrente, in verità noi Italiani allo stravolgimento ci siamo arrivati per ultimi, quando avevo 20anni non esistevano birrerie e in discoteca si beveva cocacola e acqua brillante

          • Certo, non stavo scherzando. Fino a 16 anni, forse anche 17 ovvero 1985, la sera andavo in latteria, quella del quartiere. C’erano i primi videogiochi, si beveva quello che offriva la Spumador e si cercava di vincere più Boeri possibili con il concorso all’interno della confezione. Il tutto spendendo circa 1500 lire.

            Fortunatamente nei piccoli paesi c’è ancora questa abitudine, i ragazzini trascorrono le serate alla bocciofila, una Coca costa 80 centesimi e con un euro ti riempiono di caramelle gommose. Idem per gli oratori. Mio figlio ha quasi 20 anni e li frequenta ancora, ogni tanto…….

  17. Tutto ciò che scrivi mio caro Tads è verità come in questo caso.Mi sono sempre chiesta il perchè i nostri giovani debbano ricorrere così spesso all’uso di droghe, sempre più pesanti,fregandosene dei risultati non certo positivi e piacevoli. Possibile che gli adulti, genitori in primis, non siano in grado in un qualche modo di fermare un’autodistruzione che mi pare generalizzata? Dove si sbaglia nella comunicazione, parlando di effetti negativi, per non arrivare ad essere compresi da questi giovani che continuano a farne largo uso? E perchè gli stessi genitori sono molte volte assenti e lontani dai ragazzi ? C’è un vuoto di ideali e punti di riferimento , questo penso il motivo più grande.Una volta si lottava per un obiettivo da raggiungere. Oggi troppe comodità e molta superficialità hanno svuotato il mondo di ciò che veramente l’uomo avrebbe bisogno: rispetto, educazione e stima di se stesso. Un abbraccio caro Tads. Isabella

    • cara Isabella

      difficile dare risposte alle tue domande, credo sia una compilation di problematiche che si sommano, di certo i modelli propinati dai mass media non aiutano. Non vi è film americano senza liceali fusi, non vi è cantante giovane che non ammetta di aver fatto uso di droghe e alcol. Non vi è luogo di aggregazione senza le sirene della trasgressione.

      ricambio l’abbraccio

  18. E’ il primo tuo post che non mi piace: parli come un vecchietto qualunque dopo aver ascoltato la Barbara d’Urso o Lucignolo.

    1) aumento del consumo di sostanze stupefacenti: ti ricordo che da sempre l’essere umano ha amato sballarsi: gli indigeni si sono sempre mangiati funghi allucinogeni e fino all’altro ieri l’unico divertimento nei paesi era andare all’osteria a prendere la ciuca (oggi ce ne sono anche altri).
    Poi qualcuno va oltre, forse anche PER RIEMPIRE QUALCHE VUOTO INTERIORE, e diventa un alcolizzato/drogato cronico e completamente dipendente.
    Ma in linea di massima, chi beve (o tira coca, ecc) lo fa semplicemente per DIVERTIRSI. Non perchè hanno problemi o menate: amano sballarsi e stop, come c’è gente che ama mangiare pesce o andare in moto, o andare in montagna, c’è gente a cui piace prendere la ciuca.

    2) un test, un rito iniziatico da superare per essere accettati: questo è ciò che più spaventa le mamme che guardano Lucignolo.
    In realtà in vita mia ho visto questa cosa solo un paio di volte nel periodo dell’adolescenza e comunque ,anche in quel paio di casi, la persona interessata ha in breve tempo fatto una scelta autonoma: o ha smesso o c’ha preso gusto.

    3) incompetenza genitoriale: si e no. Certamente ha un peso, ma non è determinante: nella stessa famiglia possono convivere figli bravissimi e figli cocainomani. Io stesso provengo da una famiglia ottima, di quelle con la mamma casalinga che mi faceva fare i compiti tutti i giorni e pure tutti tutti i compiti delle vacanze, ho 2 fratelli secchioni che non hanno mai toccato nemmeno una sigaretta, io invece ho studiato poco e mi son preso qualche centinaio di ciuche.

    4) dove finiremo? è la stessa domanda che s’è già fatta la generazione prima della nostra pensando alla nostra…e la generazione ancora prima pensando a quella prima della nostra, ecc

    • insomma, ogni tanto pensarla in modo diverso è positivo

      forse vecchietto lo sono ma non guardo la D’Urso, diciamo che ho fonti più attendibili, certo una volta si andava all’osteria a prendersi qualche piomba ma non a 15anni

      perdonami ma paragonare cocaina a pesce e pollo mi pare improponibile, si inizia sempre per divertimento e si finisce con la dipendenza

      ti ricordo semplicemente che è l’OMS a lanciare allarmi sul diffondersi di alcol e droga in età sempre più giovane, ripeto, l’OMS non la D’Urso

      dove finiremo???
      chi può dirlo, probabilmente in un mondo sempre più selettivo

      • Tra l’altro mi chiedo come faccia l’OMS a fare queste statistiche.
        Per la coca so che possono analizzare l’acqua del Po, me per il bere? Secondo me fanno un’analisi a campione.
        MA SOPRATTUTTO ,per poter fare un paragone, questi controlli avrebbe dovuto farli anche negli anni 60….

          • beh… sì effettivamente sono fuori dal mondo. 🙂
            Però anche quelli dell’OMS non è che ci siano proprio dentro dentro: tra tutti i giovani che si sballano al sabato sera, quanti possono risultare nei referti medici? Solo una minima parte finisce in coma etilico o ,nel lungo termine, con patologie collegate al consumo di alcool.
            Inoltre non è facile reperire dei dati certi relativi al passato, per poter fare un confronto.
            Oggi abbiamo i computer e la tessera sanitaria, ma 50 anni fa usavano pennino e calamaio…

            • amico caro,
              i parametri “rivelatori” sono molteplici, non è detto che sia necessario fare l’appello dei ragazzi al pronto soccorso per tirare summe approssimative, comincia magari a conteggiare i punti della patente sottratti per guida (ai neofiti) in stato di ebrezza, comincia a conteggiare gli adolescenti in cura per devastazioni da alcol e droga, comincia a conteggiare le importazioni di superalcolici come vodka, rum, tequila, comincia a conteggiare l’operato dei servizi sociali agganciati ai minori, comincia a conteggiare i minori in analisi (sono diversi da quelli in cura sopra menzionati), comincia conteggiare il progressivo abbassarsi della età media sul fronte delinquenziale, comincia…
              l’OMS non stila rapporti alla “CDC” (cazzo di cane), fidati 😉

  19. Forse quel “vòlli, e vòlli sèmpre, e fortissimaménte vòlli” a discapito di altri o meno….ma mai pagato…
    Oppure a chi non è mai sazio è, forse, costato troppo….?
    Rassegnazione o inarrendevolezza?…entrambi. 🙂

  20. Mah, secondo me, non e’ ne rassegnazione ne arrendevolezza, per me i giovani, ma che giovani i bambini, oggi, hanno paura di essere stare “fuori” dal gruppo o dal “branco”, devono, avere un punto di riferimento, dato i tempi che corriamo…ma omologarsi a questi abusi di sostanze, porta solo alla distruzione dell’essere IO UNICO.
    Alla, tanta, gioventù, d’oggi, e’ la paura di essere “diverso” e cosi “escluso” dalla massa degli amici.
    Io, ricordo che nel ’78, gli anni di piombo, studiavo all’Artistico, e anche li, tra neri, rossi, e chi fumava e chi si faceva, ce n’erano un mucchio, ma non ho mai provato, nessun tipo di droga, ho provato a fumare le sigarette….ancora un po’ e muoio, sono stata sempre me stessa.
    E se devo citare una frase del mio Boss…la mia droga e’ l’acqua minerale.
    Ciao TADS…
    Come sempre faccio filippiche, magari divago anche un po’, e….Madonna quante virgolette ho messo! 😳

    • tranquilla, le virgolette sono in saldo, c’è il tre per due 😉
      dici bene, la paura di stare fuori dal branco è la primaria causa della trasgressione adolescenziale

  21. Argomento sempre spinoso di attualità.

    Quale potrebbe essere la soluzione migliore?
    Legalizzazione totale? Non credo
    Intraprendere un percorso simile a quello americano, dove si sta legalizzando cannabinacei e oppiacei per fini terapeutici, togliendo quindi la fetta più grossa dello spaccio alla criminalità e incanalando quindi questi “drogati” in un percorso sanitario assistito e “gestibile”?

    Sicuramente oggi si fa prima a prendere un qualche farmaco o droga per reggere stress e ritmi della società odierna, che magari affrontare le cose parlandone o seguendo percorsi alternativi psichiatrici e purtroppo i Media han lavorato parecchio sul fatto che “via, drogarsi ogni tanto che male fa, lo fanno anche i nostri politici!”

    Hai aperto un bel dibattito, complimenti

    • grazie Loscalzo,
      la soluzione migliore sarebbe eliminare la droga e controllare il consumo di alcol, l’uovo di Colombo, non lo fanno perché droga e alcolismo producono fiumi di soldi, ai “nemici” e agli “amici”
      Sappi che eliminare un problema significa eliminare, automaticamente, la redditizia struttura creata per combatterlo.

  22. Tante concause stanno portando a questo sfacelo . Le stesse che disgregano o rendono distratte le famiglie che, non scordiamolo, sono esse stesse vittime di questa società competitiva, selettiva e inarrivabile. Perchè, caro Tads, non ci accontentiamo più, non rinunciamo più, abbiamo stravolto i valori. I modelli e i guru sono ammantati ad hoc di bellezza di superficie ma la sostanza è sterco. Terrorizzati dallo spettro della povertà, vogliamo il tutto e subito. Non sappiamo più cosa sia la semplicità, Tv e media ci annichiliscono, minando la nostra autostima. Droga, alcol, anoressia, dipendenza da gioco d’azzardo, depressione, … I primi a pagare sono loro, i giovani, più fragili, più indifesi. A loro NON possiamo dire che NON c’è salvezza. Li abbiamo messi al mondo? Bene, ora noi adulti, pur nel nostro piccolissimo, rimbocchiamoci le maniche per tentare di cambiare rotta, per dargli una speranza. Glielo dobbiamo!

    • bel commento, per certi versi di pancia e ammirevole,
      cara Marirò,
      le piaghe sociali si combattono in modo strutturale, tu puoi metterci cuore e sangue, se alla fine avrai salvato un bambino, due bambini, una dozzina di bambini… sarai premiata dalla tua coscienza ma non avrai risolto il problema.
      Funziona al contrario, le istituzioni devono creare salvezze e famiglia e scuola seguirle, non è efficiente uno Stato che crea eroi ed eroine contestualizzate.

  23. L’incapacità di accettare le emozioni, la voglia di sentire quello che noi vogliamo sono i due genitori di qualsiasi dipendenza anche quella del Pc…
    Ho sentito che alla fine dell’Ottocento gli inglesi temevano che la Cina si espandesse importando la nostra cultura, e abbiano fermato l’onda con le sale da oppio…
    Sembra che non abbiano perso il vizio, dopotutto sono ancora i colonialisti più di tendenza da qualche secolo…
    È’ un lavoro duro fare il mangiafuoco ma qualcuno lo deve pur fare…

    • “L’incapacità di accettare le emozioni, la voglia di sentire quello che noi vogliamo”

      più che i genitori delle dipendenze questi due fattori sono l’abecedario del mal di vivere

      gli inglesi hanno diffuso nel mondo tre “merdate”, la loro lingua stupida, il colonialismo becero e l’alcolismo

  24. purtroppo, molti genitori trasmettono fragilità ai loro figli.
    i fondamenti del rispetto verso se stessi e del dare valore alla propria individualità senza sconfinare nell’egocentrismo , insegnar loro ad usare la propria testa e la propria intelligenza aiutandoli a svilupparsi come esseri unici richiedono quell’impegno che scaturisce dal vero amore per i propri figli. non fare ciò equivale a non amarli.
    e così, quei ragazzi venuti su come fuscelli al vento e senza vere radici non riescono a prendere il volo e cercano di irrobustirsi da SOLI con palliativi che illudono le loro menti, dimenticando se stessi e il proprio valore .. e dimenticando il bene più prezioso che hanno : la propria esistenza, unica ed irripetibile. lo dimenticano o semplicemente non ne sono a conoscenza perchè nessuno ha avuto in cura la loro crescita interiore ed intellettiva.
    quello che si trasmette ai propri figli verrà trasmesso alle generazioni a venire che a loro volta lo trasmetteranno ad altre generazioni a venire e così via.
    pertanto, fare i genitori e gli educatori è una responsabilità enorme.
    per fortuna c ‘è anche chi lo fa con vera coscienza di ciò.
    questa è la mia personale visione, poi del resto non so.
    non ho letto i commenti dei visitatori e mi scuso nel qual caso io abbia ripetuto concetti similari.
    ciao TADS

    L

  25. Ricordo con estrema nitidezza l’ultima occasione in cui sono andato a procurarmi della cocaina. Nel mio quartiere ci sono ben tre angoli in cui viene spacciata: senza troppi sforzi intellettuali ho scelto il più vicino.
    Arrivo lì, mi metto a contrattare con il nero. “Cinquanta, no dai, quaranta, se mi fai lo sconto torno, se è buona torno”, cose così.
    In quel momento passa una pattuglia della polizia. Io penso: “sono fottuto”. Giro l’angolo ma sbaglio il senso di marcia, così incrocio la pattuglia per ben DUE VOLTE nle giro di un minuto. Era palese che non fossi lì a fare una passeggiata o a prendere appunti sull’architettura di quartiere… eppure NON mi hanno fermato. Avvenimento scientemente analizzato in questo post: a nessuno fa comodo “risolvere” il problema, poichè la “gestione” dello stesso mette in moto una gigantesca sala parto di denaro e di lavoro. La colpa potrebbe essere di chiunque, in quanto lo “stravolgimento” fa parte della spontaneità umana da secoli; il dramma, però, sta sempre nella trasformazione di qualsiasi fenomeno in un “business”: è questo l’unico vero tunnell che non prevede una via d’uscita.

    • dunque…
      intanto spero, mi auguro, tu abbia smesso…!!!

      come ho già scritto, in Italia le piaghe sociali producono reddito, appunto, meglio gestirle che eliminarle, non solo, siamo all’ammorbamento pianificato del fermento giovanile

  26. Convengo con te su ogni punto di questo esauriente e perfetto articolo, e sai perché? Ho sempre detto e pensato che i nostri giovani hanno pessimi modelli e che il marcio sta negli adulti ,i quali si dimenticano di inculcare nei giovani valori con esempi morali. Il dio denaro ha prodotto pessimi uomini che rincorrono la felicità attraverso la perversione e l’auto distruzione, i ragazzi si rifanno a loro.
    Buona domenica.
    un abbraccio
    annamaria

  27. Certe persone volutamente vogliono provare emozioni forti che, a volte, portano al desiderio di manifestarle pubblicamente, esagerando ed ingannando anche se stessi e tutto ciò può portare alle persone confusione e frustrazione per progetti di vita irrealizzabili per paure veramente comprensibili.
    I piaceri “esasperati” poi portano alla provocazione, alla fantasia sfrenata, e può diventare patologica quando determina il vizio …. ossia l’ossessione che impedisce di vivere serenamente.
    Purtroppo l’esigenza forte di continue emozioni diventa un’arma a doppio taglio che proietta disperate speranze e illusioni alle ” vittime” predestinate seminando ancora grandi sofferenze.

    • ahahahahahahahah…
      gobbaccio maledetto 😉
      sono astemio, il problema riguarda i giovani Granata, io ho vissuti tantissimi derby vinti dal Toro, comunque ciò non toglie niente al piacere di essere tornati alla vittoria dopo VENTI anni.
      Dai che il Real non fa così paura 😉 🙂

        • tanto per cominciare togli il termine “perdere” dal tuo personale dizionario, il Real è in mano a quel… come dire… maiale all’ingrasso chiamato Ancellotti, sono 30anni che mi sta sulle balle… capisciammè 😉

            • che squadra è il “Barellona” ? 😀
              intendi il Barcellona???
              proprio tifoso no però è la squadra spagnola che più mi piace,
              spiegami che son curioso 🙂

              • Intanto scusa, per l’errore, mi scappo’ il dito 😃
                Hahahhh, colpito e’ affondato!! Nel senso, ho un amico che e’ tifosissssimo del Toro, da generazioni, i suoi figli anche…e….guarda caso la seconda squadra che tifano e’ il Barcellona!
                Ma che e’ siete tutti fatti con lo stampino voi del Toro! 😄
                E mi, poareta, son del Venesia! 😞

  28. L’ha ribloggato su Ultima spiaggia dei sognie ha commentato:
    stile impeccabil caro TADS

    Inevitabili domande: 1) “dove ci porterà questo irrefrenabile desiderio di raggiungere il successo alterando/modificando le qualità di base?”, 2) perché i governanti del mondo evoluto nicchiano di fronte all’incessante prodursi di amebe?”

    • ciao Elisa,
      grazie per gli apprezzamenti e il reblogger

      dunque…
      1) il bisogno di emergere dalla massa è sempre più forte, viviamo nell’era in cui si fabbricano sogni, il peso del successo a volte è insostenibile, devasta, condiziona, deprime, limita, ecc. ecc.
      2) un popolo costituito prevalentemente da amebe è più manovrabile, più gestibile, più schiavizzabile, più depredabile

      • Buon giorno caro TADS ^^ buon domenica
        Io apprezzo la buona lettura, quando mi fa riflettere, … ti leggo sempre, ma spesso dopo centinaia di commenti, non riesco commentare, … ma io ci sono sempre ^^

  29. Io credo che ci voglia coraggio per opporsi alle cose facili come drogarsi e ubriacarsi (ho visto scene allucinanti in televisione, in massa si buttavano alcool negli occhi e gridavano dal dolore). Quando ancora insegnavo la droga era dentro le classi, ho fatto delle vere campagne contro, ma a cosa ti serve vivere fuori dalla vita, perdere la coscienza, l’equilibrio, l’intelligenza? Già è gravissima la dipendenza da computer e dai giochini. Divertiamoci insieme con lo sport, il ballo, la pittura, abbiamo tante ricchezze, al limite facciamoci il top a uncinetto e ci sentiremo alla moda, un po’ più carine. E basta con le scempiate.

    • esatto,
      la scuola non ha più poteri educativi, la società non ha un piano di investimento per offrire ai giovani sane attività ludiche, tutte le responsabilità ricadono sulla famiglia, sul concetto di famiglia moderna. Non è un problema di classi sociali, si drogava pure il figlio di Agnelli, così come tanti altri figli di ricchi, droga e alcol vanno a colpire i giovani più vulnerabili, più fragili, quelli non strutturati da famiglie solide e responsabili.

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