Pedofilia femminile, una velenosa cialda intinta nel miele…

bimbo_abusato

Toni Capuozzo è persona seria, giornalista affidabile (merce rara), il suo “Terra” certamente una delle migliori finestre televisive di approfondimento/inchiesta, in una recente puntata ha mandato in onda uno spinoso servizio sulla pedofilia femminile realizzato da Stella Pende. Dati preoccupanti, il 25% dei bambini/adolescenti molestati sono preda di “orchesse”, percentuale traducibile in piccola porticina di un enorme e tetro loft della perversione in rosa. Più che recensire il “documento” preferisco evidenziare ciò che non è stato detto e/o solo accennato, evidentemente per minimizzare il rischio di divulgare considerazioni diversamente interpretabili. Ormai siamo cavie assuefatte, la turpitudine, la ignominia, la scelleratezza femminile, è un pasto in salsa agrodolce servito sul vassoio della comprensione, errore madornale divenuto metonimia.

Linfa vitale della pedofilia femminile è l’indulgenza sociale e morale, paravento nocivo, una politically correct alterazione della realtà associata alla presunta NON violenza, se non addirittura a una positività di matrice culturale. Rimembro le serve bresciolde “svezza rampolli”, tanto in voga fino a mezzo secolo addietro nella ricca Italia contadina e provinciale, retaggio che ancora alberga nell’immaginario collettivo. Una ragazzina che perde la verginità nel letto di un uomo maturo è vittima, un ragazzino che perde la verginità nel letto di una donna matura è fortunato, idem per gli inferi incestuosi, un rapporto padre-figlia è vissuto come espressione di brutalità, quello madre-figlio passa come un eccesso di amore materno. In realtà un adulto che abusa di un minore compie SEMPRE un atto di violenza, un genitore che abusa di un figlio compie SEMPRE una aberrazione scaturita da una deviata e incontrollabile percezione del “senso della proprietà”, a prescindere dall’esser padre padrone o madre chioccia assolutista.

Negli ultimi anni gli analisti hanno iniziato a monitorare un significativo numero di uomini concupiti, nella infanzia/adolescenza, da madri, zie, insegnanti, baby sitter, vicine di casa, amiche di famiglia, ecc. ecc. Sicuramente il progressivo aumento di separazioni e divorzi agevola l’incubarsi di una pulsione/rivalsa nelle fragili menti delle “tutrici” affidatarie di figli maschi, “pargoli trofeo” da custodire, proteggere, ancorare a tutti i costi in modo inamovibile e condizionante. Legame capace di scatenare i marosi della gelosia possessiva, particolarmente nell’età puberale, femmine annichilite da frustrazioni e godimenti mancati pronte a scelte estreme pur di colpire, vendicare torti, presunti o reali, subiti da uomini. Tesi condivisibile solo in minima parte, le donne sono fucina di istinti bestiali e primordiali equiparabili a quelli dell’altra metà del cielo, c’è chi sostiene siano ancor più devastanti, ipotesi da NON scartare aprioristicamente.

Doveroso chiarire… la pedofilia femminile non è frutto rancido dei tempi moderni, nonostante il suo impennarsi negli ultimi decenni, non è nemmeno agita solo nei confronti dei piccoli maschietti, abusi e violenze subite da bambine nei collegi, negli orfanotrofi e nei conventi per mano di istitutrici e badesse, si perdono nella notte dei tempi. Riporto testualmente un pensiero di Michele Elliott, giornalista, scrittrice e psicologa di caratura mondiale da anni in trincea contro la pedofilia: “l’abuso sessuale praticato da donne risveglia reazioni di negazione molto forti soprattutto nelle donne. Tant’è che le vittime molto spesso temono di non essere credute e se necessitano di aiuto dicono che il loro abusante è uomo”. Deduzione d’obbligo, ogni abominio in gonnella è, inevitabilmente, da attribuirsi all’universo maschile, raccapriccio totale.

Loredana Petrone, psicoterapeuta già autrice di due “testi denuncia” contro la pedofilia femminile, nella intervista con Stella Pende ha dichiarato: “le donne pedofile inducono i bambini a masturbazioni reciproche e a rapporti oro-genitali”, messaggio inequivocabile che accomuna la pedofilia maschile a quella femminile. Se l’obiettivo reale è quello di salvaguardare l’integrità psicofisica dei bambini, è giunto il tempo di mettere al rogo convinzioni stereotipate e maleodoranti congetture “salva femmine for ever”, l’hurricane delle bassezze non fa distinzione tra generi.

Tullio Antimo da Scruovolo

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138 thoughts on “Pedofilia femminile, una velenosa cialda intinta nel miele…

  1. Ho sempre pensato che ci sono tante donne pedofili, anni fa ho conosciutto un uomo che era vitima della propria madre… penso che la pedofilia aumenta… e preocupante.. 😦

      • ho sempre paura che un giorno diventa una cosa normale….

        in germania ha preso un politico 5000 euro di multa per aver avuto foto e filmati di pornografia con bambini…

        … allora sappiamo quanto vale il valore dei bambini…

        … mi fa schifo

          • tenuto nel ombra voluto dalla società… credo l’immagine della donna deve essere pura o meglio quella della vitima… invece la pedoflilia femminile e da anni presente nella società…

              • non centra neinete con il tuo articolo, ma ti voglio spiegare una cosa… le donne qui in Italia sono un pò come la Madonna 😉

                … quando in Austria una donna partorische un bambino e lo abbanona ( nel senso lo mette davanti un ospedale o davanti ad un chiesa ecc ) nel TG tedesco si dice “donna ha abbandonato neonato, si chiede la gente se qualcuno ha notato qualcosa” nel TG italiano si dice ” Neonato abbanonato cosa ha spinto la povera mamma fare questo atto” ecco …. tutti si meravigliano della pedofolia femminile… dobbiamo diventare realisti e vedere le cose con gli occhi

  2. Mamma mia, sono d’accordo con te Tads, quanta malvagita’, si deve parlare di queste cose, bravo, la donna, l’uomo, fanno gli stessi danni ai piccoli innocenti, 😦 Un abbraccio, buona giornata 🙂

  3. Il tuo articolo per quanto forte non mi lascia per nulla sorpresa!
    Ho sempre sospettato che per un tot di pedofili uomini ci fossero anche un tot di pedofilia al femminile.
    La cosa mi disgusta parecchio ,e se ad abusare è una madre o una parrente fa ancora più schifo!
    Un figlio si può amare in tanti modi ,ma “In quel modo” no!!
    Come dici nell’articolo ,’argomento non è affatto una novità dei nostri tempi ,ma fa schifo lo stesso.
    Buon pomeriggio TADS
    liù

    • ciao Liù,
      mi fa piacere leggere che la cosa non ti risulti una novità, la pedofilia femminile è vecchia come il cucco, semplicemente se non se parla mai

  4. Non conoscevo questi dati. Non pensavo che fosse un problema cosi dilangante, anche se solo una donna pedofila sarebbe comunque di troppo.
    Sono turbata, o forse schifata.
    Il tuo post, in ogni caso, mi ha fatto riflettere (come sempre d’altronde).
    Ciso Tads.

    • buongiorno Pindaricamente,
      è stata la responsabile nazionale di “telefono azzurro” a parlare di un caso di pedofilia femminile su quattro, in effetti è un dato che lascia sgomenti

  5. La pedofilia è aberrante da chiunque la compia, sia uomo che donna ed è bene esserne consapevoli quando si affidano i bambini a qualcuno.

  6. argomento che mi inquieta a dismisura… non mi sento lucido per affrontarlo…

    ha segnato la fine dei miei studi pratici da “hacker” quand’ero adolescente e attualmente è una sorta di incubo che non “voglio” affrontare essendo padre di due bambini…

    la prima cosa che mi viene spontaneo chiedermi però è se è vero che è in aumento oppure se sono solamente più notificabili i casi… non che la risposta faccia troppa differenza, ma l’evidenziarlo in modo pubblico aiuta in qualche modo a ridurne una potenziale diffusione o a stimolarla??

    fatta questa considerazione io mi chiedo se distinguere in qualche modo la pedofilia maschile da quella femminile potrebbe avere un senso… tendo a pensare che probabilmente ci possano essere delle differenze scatenanti questa deviazione tra i due universi, femminile e maschile..(come per altro hai anche evidenziato nel post) e che quindi la distinzione serva per recuperare dati statistici utili ad una prevenzione o individuazione del soggetto, però non ne sono di certo sicuro, sono considerazioni che mi portano ad ipotizzare il senso della distinzione.
    Fossero errate non vedo altra utilità a giudicare questa “deviazione” considerando il sesso del soggetto..

    • pare sia un fenomeno in forte espansione, non credo comunque sia un problema statistico, detta senza peli sulla lingua… dovremmo iniziare a pensare che le nefandezze non siano tutte al maschile e che l’universo femminile non abbia niente da invidiare a quello maschile in tema di merdate esistenziali.

      le donne fanno quello che fanno gli uomini, è ora di finirla col giustificare, ignorare, sminuire il loro operato frutto di devianze, se preferisci la mettiamo sul piano della parità, ovviamente quella negativa

      Loredana Petrone studia questo becerume da anni, la percentuale riportata è per difetto, quella reale, a suo dire, è molto più ampia

      • Nemmeno io credo sia un problema statistico, lo è per me o meglio il dato per me (per la mia visione) rappresenta solo statistica… mi spiego…

        sapere che 4 casi di pedofilia riguardano 3 uomini e 1 donna, oppure 3 donne e 1 uomo, oppure 2 maschi e 2 femmine, reputo l’informazione utile solo a fini statistici perchè non aggiunge o non sottrae elementi utili per pensare di poter trasformare quei 4 casi in qualcosa di diverso da quattro doni della vita buttati nel cesso.

        Cambierebbe la mia considerazione se ci fosse un ipotetica cura che differisce in sostanza sia il pedofilo maschio oppure femmina…
        questo intendevo…

        in questo caso, con questo argomento non la trovo un informazione “sensibile” la cui conoscenza possa portare una qualche utilità presente, passata o futura.

        Però mi rendo conto di considerare l’argomento in modo abbastanza chiuso e forse non con equilibrio ma non voglio pensare che la pedofilia non venga trattata a singolo individuo… perchè penso che sia l’unico modo per trattarla, caso per caso, con analisi molto approfondite di ogni singola esistenza che viene deviata in quella direzione… da qui forse anche il mio pregiudizio a pretesto nell’attribuzione della statistica…

        • non esistono informazioni “sensibili”, esistono informazioni parziali, informazioni distorte e informazioni corrette, la sociologia non ha sensibilità, è semplicemente un monitor. La società in cui viviamo è diversa da quella dipinta, esistono latrine, come la pedofilia femminile, sistematicamente e scientemente ignorate.

          • infatti l’uso del virgolettato era proprio perchè avevo la sensazione che il termine non fosse appropriato ma speravo rendesse il senso..
            sulla diversità tra società reale e società dipinta.. ovviamente concordo ma mi sembra piuttosto evidente, ogni dipinto che ci viene proposto e studiato e mirato, noi possiamo solo richiamare la consapevolezza di ciò e decidere se ed eventualmente come interpretarlo…

      • tornando un attimo sul “pare sia un fenomeno in forte espansione” invece ti chiedo… quanto siamo in grado di stabilirlo?? nel senso che sicuramente le fonti di informazioni che abbiamo oggi sono notevolmente e presumo io indiscutibilmente maggiori di quelle che si avevano due, tre o quattro generazioni fa… quindi questo aumento riscontrato è un aumento reale (ipotetico) dei casi rispetto al passato o un aumento delle fonti con conseguente aumento della casistica?? sempre che noi cittadini normali siamo in grado di poter rispondere a questa domanda…

        • non credo di poter rispondere a questa domanda, penso, come ho scritto nel post, che separazioni e divorzi abbiano inciso notevolmente, il perché è facilmente comprensibile. Tre o quattro generazioni addietro le mamme single erano un numero esiguo rispetto alle attuali, non solo, era diversa la struttura sociale, fermo restando che nessuno è in grado di affermare cosa capitasse tra le mura domestiche

          • già, ci sono dei cambiamenti oggettivi che potrebbero costituire una base d’analisi sensata… così come ci sono delle oscurità che rendono impossibile il confronto..

            almeno a quanto ne sappiamo noi…

  7. Se ne sentono di ogni genere…. Esiste anche la violenza sessuale da parte di una donna nei confronti dell’uomo. Più preoccupante è questo velo di Maya che si è creato col tempo a favore delle donne che vengono reputate dalla società solo come vittime….

    Ora. Lo sai che io sono una che scherza caro zio. Ma nu bellu vibratore, che lo vendono anche i cinesi sotto casa…. non può riparare le frustrazioni di una separazione?

    • ahahahahah… così fosse basterebbe un cetriolo 😀

      cara Aida,
      il problema è psicologico non fisico, così fosse vivremmo in una società migliore

      • In realtà il problema sussiste da sempre, quello della pedofilia in rosa.
        Siamo noi, oggi, ad avere i paraocchi. Siamo noi che viviamo solo di stereotipi….

        Come spesso affermo, davanti ad un femminicidio, bisognerebbe indagare sulle cause nascoste. Un omicidio non è da giustificare, ma l’impeto, spesso quello maschile, potrebbe essere una scintilla provocata volutamente….

          • Eh?????

            Ti racconto una storia che è capitata dalle mie parti. Premetto che io, da giurista, non assumo le difese di nessuno. Non ne ho la competenza, do a te l’onore silenzioso di pensarla come vuoi.

            Lui e lei ex separati. A lei spetta la casa, un appartamento di un piccolo condominio che il padre di lui aveva costruito per i suoi tre figli. Conta che al sud è d’obbligo che il padre faccia la casa al maschio e la dote alla femmina. Conta che una casa sono sacrifici, sudori, buonuscite devolute alle quattro mura pur di accontentare un figlio con famiglia.

            La casa rimane a lei. Pare che lei si sia trovato un compagno. Che va a trovarla spesse volte. Conta che tutto avviene sotto le narici dell’ex suocero.

            Conta che la legge italiana obbliga il coniuge economicamente più forte a sostenere quello debole fino a quando questi trovi un lavoro o passi in seconde nozze. Conta che per non perdere il mantenimento conviene, qui in Italia, una convivenza sporadica.

            Morale? L’ex suocero tenta di ucciderla con un paio di colpi di pistola.

  8. Recentemente a Roma c’è stato il caso di un ‘giro’ di pedofilia in un asilo; coinvolte due maestre. Si è risolto con un nulla di fatto e messo tutto a tacere all’italiana.
    Del passato che dire? Un po’ come per l’economia oggi: un 10 % dell’umanità ab-usava l’altro restante 90 😦

    sheràbientot

    • esimia Shera,
      è farlocco il sistema, è farlocca l’impostazione sociale, è farlocco il pensiero politically correct, è farlocca l’ipocrisia imperante, è farlocco il principio che assolve, sempre e comunque, l’operato femminile.

      non ho la presunzione di prescrivere terapie, nel mio piccolo mi limito a riportare diagnosi sociali, di sicuro se continuiamo a guardare solo il lato “B” maschile ignorando lo tsunami di sterco che sta investendo la landa femminile… non risolveremo un problema che sia uno

          • Perchè ne commettono meno? E’ un fatto culturale…ma questo lo hai già accennato tu…
            Vuoi arrivare a dire che le violenze maschili nascono dalle violenze subdole e meno evidenti di quelle femminili?
            Perchè la cultura ci permette di sorvolare questo tipo di violenze perchè comunque la donna è madre e quindi meno colpevole, quasi una giustificazione?

            non lo so, non so che dirti.
            Ho solo domande come vedi…

            • non voglio arrivare a dire niente se non quello che ho scritto, comunque le donne non commettono meno abomini sessuali degli uomini, semplicemente sono inferiori le denunce. Che molti maschi diventino sessualmente deviati, a volte anche violenti, perché vittime di perversioni femminili nella loro infanzia… lo dice la psicologia, la psichiatria e la psicopedagogia. La donna è meno colpevole solo in teoria, quella teoria che incanala il pensiero sociale e collettivo verso direttrici distorte, spesso di comodo.

  9. Parli chiaro come sempre, e mi informi di una inchiesta di cui non sapevo nulla. Il “politically correct”, ovvero il “parlare educato e convenzionale” attuale vieta di attribuire colpe alle donne, se non in condizioni estremamente circostanziate e non per fenomenologia di più ampio respiro. E’ uno dei tabù dei nostri giorni. Il risultato è che, ancora una volta, le vittime lo sono due volte: del loro carnefice e della collettività che incolla etichette.

    • esimio,
      sintetico ma efficace, anche se credo il pensiero politically correct abbia da tempo fatto il salto della quaglia e sia diventato modus vivendi sociale, non solo più un linguaggio espressivo

  10. Schifo e tristezza caro Tads, non riesco a dire altro, sia per il fatto in sé (mi riferisco a donne e uomini indistintamente) sia per l’ipocrita omertà nei confronti della pedofilia femminile.
    Tempo fa mi era capitata tra le mani una rivista di psichiatria (quando mi occupavo e accudivo la mia nonna malata di Alzheimer) e se non ricordo male mi pare esista qualche specialista che ne nega l’esistenza.
    È così difficile ammettere che ci siano donne sessualmente perverse? E non da oggi, almeno stando all’universo letterario che altro non è che il riflesso dei costumi e del pensiero di un’epoca. Ho in mente quando Petronio descrive nel Satyricon la scena di un gruppo di donne che applaudono ridendo allo stupro di una bambina; ma senza disturbare la letteratura, conosco il caso concreto di un bambino che aveva subito violenze dal padre. Separazione dei genitori, affidamento alla mamma che ha iniziato a consolarlo … tralascio i dettagli, ma ti lascio immaginare oggi quella persona che adulto sia.
    Quando entro in contatto con simili situazioni mi rendo conto di quanto la realtà possa a volte essere più inverosimile di un racconto inventato.
    Primula

    • ciao Primula,
      sulle perversioni femminili la letteratura si sbizzarrisce da secoli, invero anche la storia, la stessa Agrippina concupì il giovanissimo figlio Nerone per renderlo succube dei suoi voleri. C’è una chiara, netta volontà di insabbiare, occultare, sminuire la portata delle violenze sessuali femminili.
      Alla fine del sevizio in questione, reperibile in rete, una psicologa della PS anti pedo-pornografia on line, ha raccontato di essersi imbattuta in una madre che cercava uomini in rete coi quale fare triangoli insieme alla figlioletta adolescente, a suo dire perfettamente addestrata a fare ogni cosa. Non tralascerei neanche la madre di quella baby prostituta romana che spronava la figlia a vendersi, la casistica è ampia, purtroppo, più di quanto si immagini.

  11. pensare che una donna possa essere una pedofila è raccapricciante, perchè la donna nell’immaginario collettivo è associata all’idea di mamma, a colei che nutre, cura e protegge il bimbo. Non se ne parla per i motivi che tu hai ben chiarito e che condivido in toto.Piuttosto, il tuo articolo mi ha spinto a leggere dettagliatamente un vecchio dossier dell’Agenzia Fides che risale al 2005.In esso si sottolinea che la nuova grave emergenza da fronteggiare è quella della pedofilia culturale:” su internet si stanno diffondendo siti che descrivono la pedofilia come un’azione positiva, come manifestazione di amore verso i bambini”.Ora, caro TADS, io mi auguro che a nessun psicologo da strapazzo salti in mente di giustificare una simile aberrazione, in nome di una vaneggiante liberta di espressione.Se partiamo dall’assunto che i codici di legge sono il frutto della convinzione collettiva, il rischio di una deriva in tal senso è forte e reale, il proselitismo è una brutta bestia , soprattutto oggi che si vive attaccati a faccia di libro la madre dei cretini è sempre incinta.Mi piacerebbe avere una tua opinione i n merito, è naturalmente gradita anche l’opinione dei tuoi lettori.

    • ciao Aurora,
      stiamo vivendo una rivisitazione degli anni ’60, ciclica pseudo rivoluzione culturale in cui cambiano gli strumenti ma non la sostanza, cioè la voglia di stupire ad ogni costo interpretando la vita al contrario. Purtroppo oggi le chitarre e i fiori sono stati sostituiti da internet, un canale di risonanza molto più attraente ed efficace. Non credo comunque sarà mai allentata la morsa antipedofilia on line, anzi, sono convinto diventi sempre più efficace.

  12. Il fatto, secondo me, che se ne parla troppo poco, forse perché la donna e’ ancora nell’immaginario la regina del focolare, la “madonnina” che allatta i suoi pargoli, la buona mamma che difende i suoi “cuccioli”, ma….
    Come la mettiamo con la sindrome di Medea? Di brave mamme che uccidono i loro figli…
    E, quante donne hanno anche loro l’insano e terribile vizio di cercare vittime giovanissime?
    Mi sa, che il problema e’ più grande di quello che si viene a sapere….e questo mi fa paura.
    Buona serata TADS, grazie per le tematiche che posti nel tuo blog.

  13. finalmente qualcuno che ha il coraggio di evidenziare quello che si è sempre tenuto nascosto, perché è sempre la solita storia: il male da una parte e il bene dall’altra, come nelle favole di una volta dove si inventava la “matrigna” perché era ritenuto impossibile che una madre “vendesse” il proprio figlio o figlia. Anzi, proprio queste favole sono state cambiate, nel proseguo del tempo, solamente perché si metteva in risalto la pura verità, sostituendo la vera mamma, con quella fittizia. Inoltre, se passiamo sul versante tipicamente sessuale, vediamo che le esigenze femminili sono identiche a quelle maschili, tant’è vero che i vibratori venduti nei sexy-shop stanno andando a ruba, con tutte le sue varianti, e su questo non ci sarebbe nulla da ridire, anzi… ma è sempre il retaggio culturale che continua a riproporci sempre versioni differenti, a raccontarci storielle di un altro tipo. Non è casuale il fatto che se una donna non ha sfoghi sessuali diventa veramente insopportabile, e in alcuni casi (o in molti) riesce a trasformare il suo carattere, con la conseguente variabile relativa al tuo post. Chiaramente tutto quello di cui parli è aberrante, e niente di tutto questo va confuso con bellezza dell’erotismo vissuto con la giusta evoluzione: dall’adolescenza alla maturità, senza intromissioni devianti da parte di adulti, o come in questo caso, “adulte”.
    Purtroppo conosco molti uomini resi succubi da madri “troppo premurose” che hanno rovinato la loro crescita, che poi sono magari le stesse che definiscono gli uomini sempre degli inguaribili “mammoni”. E’ vero, stiamo parlando di casi limite, ma cosa sappiamo noi di quanti casi riguardano versioni di questo tipo. Inoltre, io ho accentuato il caso parlando di “madri”, ma se ci spostiamo oltre i legami familiari e passiamo a quelli dove non ci sono vincoli direttamente emozionali cosa dovremmo dire: “il buio oltre la siepe” mi verrebbe da aggiungere, ma si sa, il male è sempre oltre il confine delle nostre convinzioni e coloro che dovrebbero renderle pubbliche alzano sempre la solita cortina di silenzio, un po’ come la “pedofilia” negli istituti religiosi e in senso lato nel mondo ecclesiastico, di cui, solo qualche anno fa, era vietato parlarne, ed ore è venuto a galla tutto.
    Vediamo se qualcosa cambierà in futuro, intanto… buonagiornata, perché ti si legge sempre volentieri !

    • azzeccatissimo il parallelo con la pedofilia ecclesiastica, una cloaca taciuta per “ragion di Stato”, quella femminile per “conformazione sociale”, mi spiego meglio…

      1) tutte le leggi che regolamentano separazioni, divorzi, affidamento, casa coniugale e alimenti, sono scritte al femminile

      2) se un uomo padre di minori torna a casa e trova la moglie nel letto con l’amante, oltre ad avere le corna si ritrova a dover andare a vivere altrove e pagare TUTTO

      3) in occidente, Italia in primis, la legge protegge le donne che carpiscono con l’inganno gravidanze/polizze

      ordunque… queste TRE linee guida sono state concepite solo ed esclusivamente per tutelare i minori, attribuendo alle madri funzioni e prerogative fino adesso inamovibili, qualora emergessero in misura notevole alcuni tsunami di merda, come la pedofilia femminile, per logica applicata bisognerebbe rivedere i suddetti assetti. Inutile ricordarti che la cosa creerebbe smottamenti sociali epocali. Come giustamente tu rilevi, meglio chiudere gli occhi e continuare a proclamare gli uomini cattivi e le donne brave

      l’ho fatta corta per non annoiarti ma la sostanza credo di averla espressa bene

      buon week end amico caro

  14. Ora non vorrei passare per una sciocca, ma non pensavo vi fosse una vera pedofilia al femminile. Ho letto di mamme che hanno rapporti incestuosi con i propri figli, ma credevo fossero dei casi eccezionali e rari, non pensavo invece che fosse una pratica di menti femminili malate. Il mondo è uno schifo sotto questi parametri, e dire che l’adulto, già l’adulto e qui torniamo al mio post, ossia il genitore dovrebbe amare il figlio nel rispetto per inculcargli sentimenti morali che lo arricchiscano in virtù. A questo punto mi verrebbe da pensare che il comportamento criminale, a volte, sia il frutto di un’infanzia disturbata da genitori malati.
    Interessante articolo, come sempre caro Tads.
    affettuosità
    annamaria

    • sicuramente in molti di questi soggetti si annidano esperienze devastanti, non passi assolutamente per sciocca, della pedofilia femminile non se parla praticamente mai, è uno “stanzino” segreto.

      buona domenica Annamaria

  15. La violenza fa parte dell’essere umano, maschile o femminile che sia, come dimostrano anche recenti fatti di bullismo femminile. Credo che la violenza sia in buona misura innata e che venga controllata solo grazie ai condizionamenti sociali. La credenza che sia appannaggio solo dei maschi è anch’essa frutto di condizionamenti sociali, anche se, va da sé, l’uomo è potenzialmente più dannoso della donna, non fosse altro per un discorso di forza pura.
    L’annullamento della violenza è parte dell’evoluzione, probabilmente, ma è un processo estremamente lento, che non avviene in anni, ma in generazioni. Nel frattempo, meglio tenere gli occhi aperti…

    http://www.wolfghost.com

    • penso anche io sia un problema culturale/educativo difficilmente risolvibile, comunque i rapporti tra adulti e bambini sono difficilissimi da tenere sotto controllo, in particolare quelli tra le mura domestiche

  16. Aberrante, da qualsiasi persona avvenga, maschio o femmina che sia: certo schifo non ha sesso. E che se ne parli, che si prenda coscienza di un problema in espansione per riflettere e mettere in atto correttivi efficaci, se possibile.
    Ciao
    Marirò

  17. Scardinare i luoghi comuni è un passo decisivo verso la consapevolezza… E ci sono argomenti in cui sono le donne ad essere le più tutelate, come in questo caso, e di solito ai danni di chi è naturalmente più indifeso di loro. Fa sempre orrore questo argomento, per le vittime non per il sesso dei carnefici.

  18. Che schifezza. Che orrore. Provo un disgusto uguale per questi maschi e queste femmine. Le tue considerazioni dimostrano che la tua anima è in buona salute. Quando diventeremo persone?

  19. Articolo molto interessante. Sono perfettamente d’accordo con te. La pedofilia è sempre devastante per chi la subisce. Non ci devono essere distinzioni di genere nella valutazione di un simile aberrante delitto.. Le donne molto hanno subito, nel corso dei secoli, è vero, ma questo non può né deve avallare in nessun modo le loro colpe, perversioni e responsabilità presenti e future.

  20. Sinceramente non credevo che esistesse un fenomeno così vasto e diffuso di pedofilia femminile; evidentemente pensavo, da questo punto di vista, che la donna fosse migliore dell’uomo…

  21. Ad ogni giorno il suo orrore, ci viene da dire. Ed é vero. Nella galleria mancava questo. O forse non mancava, perché é sempre esistito. Qualcuno ha avuto il coraggio o comunque ha trovato il tempo per evidenziarlo. Per farci sapere che può essere un nostro vicino di casa. Nel senso che potrebbe essere veramente abitante presso il nostro dirimpettaio di pianerottolo, albergare in casa di parenti. Insomma c’é e dobbiamo combattere anche questa battaglia, che ci piaccia o meno. Anche perché ultimamente, gli appartenenti alla Società di Psichiatria Americana, che pare sia un punto di riferimento nel mondo di Freud & Associati, ha stabilito che la pedofilia dovrà essere considerata, da oggi in avanti, come “orientamento sessasuale ” e non più come “aberrazione” o “comportamento aberrante”. Come era considerato sino a poco tempo fa. Che dire. Che il peggio non ha mai fine? Che il fondo é ancora tristemente lontano? Che “l’abisso” ormai non é così spanventoso come ce lo hanno propinato fino a poco tempo fa?
    Non so, la mia carica di indignazione si sta esaurendo e monta una rabbia, una voglia di irrazionalità.
    La voglia di commettere un atto che, se compiuto, potrà essere sempre commnetato con la banale frase : “Un uomo così tranquillo … Con lui … Mai un problema. Una persona normale, ” .
    Mi chiedo dove sia la normalità. Dove sia finita, Chi ne abbia così tanta da essere così egoista da non volerla più condividere. mViene da dire proiprio: “Fermate il mondo, voglio scendere”

    • benvenuto,
      di questa infelice “rivisitazione” della pedofilia da parte di alcuni studiosi americani ne ha parlato anche Aurora in un commento qua sopra, la cosa non mi stupisce, gli Yankees non sono nuovi ad interpretazioni alternative delle derive umane. Tecnicamente lo è, intendo orientamento sessuale, come ogni altra devianza e/o perversione.

      Concordo con te, la pedofilia quasi sempre si nasconde nella cerchia famigliare e nelle sue frequentazioni, quella femminile è certamente più subdola perché non considerata nella black list dei pericoli

  22. Quando l’orco è femmina il raccapriccio è amplificato, non ci può essere nè pietà e nè complicità per chi da angelo del focolare si trasforma in aguzzina.
    Complimenti Tads un post molto interessante, un caro saluto

  23. Concordo con la definizione che questa realtà sia quasi “censurata”, come se una donna non potesse avere istinti di molestatrice sessuale, quasi fosse solo “privilegio” dell’uomo ciò…..

  24. Letti tutti i commenti ora mi vedo costretto a ritrattare… capisco l’evidente l’importanza di evidenziare invece le origini e la distinzione all’origine della disfunzione celebrale

      • scusa… era così logico nella mia testa… :)))
        volevo dire che quando ho commentato la prima volta questo post pensavo che conoscere se i pedofili fossero uomo o donna non facesse grande differenza ora dopo aver letto i vari commenti ho compreso che in realtà l’informazione di massa potrebbe rappresentare un utile campanello d’allarme a considerare il rischio non solo dal punto di vista maschile.. quindi l’informazione risulta invece utile… da questo punto di vista..

  25. La pedofilia mi fa veramente orrore,da essere umano non riuscirò mai a comprenderne le ragioni,non riesco e non riuscirò mai a capire come una essere umano,uomo o donna che sia,possa avere desiderio di sesso con un bambino/a.
    Non conoscevo questo aspetto al femminile o forse non ho mai associato questa perversione ad una donna …..
    Ciao,sempre interessanti i tuoi post

  26. La violenza fisica che subisce una ragazzina e’ senza dubbio peggiore di quella che potrebbe subire un ragazzino, …mi viene difficile pensare un ragazzino violentato da una donna matura… se ci pensi bene … non dovrebbe funzionare se davvero e’ violenza. Con le ragazzine, purtroppo, è diverso.

      • Eccerto! Miope anche per un ragazzino che lo prende il quel posto?…mi scusi la scurrilita’ Tads …mi rendo conto che per comprendere certe violenze, oggi, si devono adottare parole dure. La ” raffinatezza” devastante di certi soggetti non colpisce più….Forse dovevi nascere donna per capire di più.

        • felice di essere nato maschio, soprattutto felicissimo di essere nato con un numero sufficienti di neuroni che mi consentono di capire la potenza devastante della pedofilia femminile

      • Infatti, la penso come te TADS, forse e’ anche peggio, perché, “nell’immaginario” della massa una donna e’ tutto fuorché, una pedofila, e la ferita di chi subisce una violenza da parte femminile, e’ molto, ma molto piu’ problematica da rimarginare…
        La donna, vista dai bambini, e’ un posto sicuro da proteggersi, non e’ un orco, ma una fata, non per niente si e’ sempre detto ai bambini attenti all’uomo nero, attenti al lupo cattivo….pensiamo, che le ferite fisiche, sono le stesse, tra un bimbo e una bimba, ma quello che mi preoccupa di piu’ sono le ferite psicologiche che rimangono.
        Non so se sono stata chiara…
        Saluti TADS.

        • sei stata chiarissima, condivido, le due psicoterapeute citate nel post affermano la stessa cosa, la pedofilia femminile, in particolare quella materna, scava solchi psicologici incolmabili, destrutturanti, a loro dire peggiori di quella maschile. Sono poco incline a stilare classifiche di questo tipo ma prendo atto.

  27. Riflettere, parlare e poi? Le legge non e ancora matura, cioè noi, essere umani (ma non tutti) non siamo abbastanza consapevoli. Serve molto di più!
    Mentre leggevo, mi ha scattato un pensiero; forse non e tanto malvagia l’idea da cominciare nella scuola a preparare i bambini, ma non per educazione sessuale, come si parlava, ma per distinguere il male e il bene, il comportamento coretto/scorretto l’adulto verso il mondo dei bambini.
    Vorrei saper scrivere meglio di cosa penso, ma mi e difficile 😦

    • non ho ben capito cosa pensi e/o intenda dire… comunque un dato è certo, le società cambiano partendo proprio dalla educazione e dalla formazione dei bambini. Bisognerebbe ritornare ad insegnare il rispetto per le persone, per la vita, quello vero, sentito.

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