Quando dico che ti amo il mio inconscio gioca a flipper, impossibile gestire la biglia che rimbalza in ogni dove in totale autonomia, anzi, in totale anarchia concettuale…

sesso-intelligenza

Avevo solo dieci anni quando una mia compagna di scuola, diventando tutta rossa in viso, trovò il coraggio di dirmi: “sono innamorata di te”, in quel frangente mi resi conto di essere sentimentalmente ignorante e di non avere nessuna nozione in ingegneristica relazionale, la guardai e con naturale, direi ovvia, disinvoltura risposi: “perché ti vergogni a dirmelo?”, l’iride dipinse il suo volto: “non lo so”… è questo l’amore??? “Non lo so”, è sul “non lo so” che strutturiamo la nostra esistenza???”, è sul “non lo so” che impalchiamo traballanti famiglie??? E’ sul “non lo so” che ci condizioniamo la vita??? L’essenza del niente proiettata nel tutto. La debolezza del genere umano…

Parliamone…

Tullio Antimo da Scruovolo

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206 thoughts on “Quando dico che ti amo il mio inconscio gioca a flipper, impossibile gestire la biglia che rimbalza in ogni dove in totale autonomia, anzi, in totale anarchia concettuale…

  1. Mica facile parlarne…..comunque te la faccio io, se posso, una domanda:
    ma dev’essere per forza tutto classificato e catalogato e spiegato?
    Non credo sia necessario quando si tratta di sentimenti, e l’amore, in senso lato, è sicuramente il più grande. Non si possono spiegare certe emozioni e sensazioni batticuori e aritmie varie….e per quanto se ne parli le parole non riusciranno mai ad eguagliare o spiegare, la sensazione di quel preciso momento….ed è bello così!
    Penso piuttosto che il disfacimento di molte relazioni e/o famiglie sia invece attribuibile a rapporti consolidati in base ad altro, che magari sembrava amore…ma in realtà non lo era.
    Buon inizio settimana.

    • ciao Silvia,
      mi è piaciuto molto questo tuo commento, una riflessione arguta, chiaramente il mio post è provocatorio, bene, dove finisce la misura interpretativa ipocrita e dove inizia il sentimento vero??? nelle lande delle emozioni ingestibili???

      • A però….giornata delle domande facili oggi! 😛
        Sinceramente non penso venga fatto sempre con cattiveria o ipocrisia sai, credo che a volte si ascolti solo quello che si vuol sentire e si veda solo quel che si vuol vedere e così ci si inganna, anche se sinceramente io non sono mai stata in grado di farlo perché la verità ho sempre saputo bene quale fosse.
        Sarà molto banale, ma penso che basti ascoltare il cuore senza alcun condizionamento esterno……e non si sbaglia.

        • ascoltare quel che si vuol sentire e vedere quel che si vuol vedere è un surrogato della ipocrisia, non fatico a credere tu non l’abbia mai fatto, non sembri assolutamente una persona ipocrita

          • ma io lo intendevo rivolto a se stessi….ma poi, a volerla dire tutta, penso che anche l’altra parte in cuor suo capisca e sappia come stanno davvero le cose…..solo che intervengono tanti fattori esterni che portano a non vedere…. e così i rapporti nascono senza basi e difficilmente possono durare.

  2. “Ti amo” significa “Voglio che tu sia felice, e io sono felice quando sono con te. Credo di avere colto l’essenza della tua anima, e non m’importa del corpo, e non m’importa di nient’altro, perché tu sei tu, e insieme a te mi sento che posso affrontare il mondo, e tu potrai affrontarlo con me al fianco a sostenerti”.

    Insomma, una cosa del genere.

  3. Gran parte di quello che avrei risposto io è già stato scritto da @Silvia, mi permetto solo di aggiungere che sì, assolutamente sì, sicuramente sì… almeno dal mio punto di vista…
    costruisco tutta la mia vita sul “non so” senza che questo per altro rappresenti mai un problema per me.
    Che certezze potrei avere?? quale dovrebbe essere la garanzia sulla quale posarle??

    Per come la vedo io, visto che non so cosa succederà tra 10 minuti e, per quanto ne so, non esiste modo di saperlo ne ora ne mai.. costruisco tutto ciò che mi circonda, dalla mia esistenza a quella dove in qualche modo infierisco su quel qualcosa di immateriale che io chiamo “buon senso” … cioè faccio quello che mi sembra più giusto fare, cerco di fare quello che sento come una sorta di desiderio o di bisogno, quando per qualsiasi motivo non ci riesco non mi arrabbio, non distruggo tutto, lo tengo li, lo curo e lo ricordo perchè sempre è sempre frutto del mio io più profondo, non poterlo soddisfare oggi non significa non poterlo fare mai… tendo a non soffrire troppo del tempo e della ricerca del tutto e subito o almeno mi illudo di poterlo fare.

    Baso tutto sul non sò perchè infondo è l’unica certezza che ho.

    Affronto la vita di ogni giorno lasciandomi nella mente mille porte aperte, preparando al mio domani mille piccoli sentieri, in modo che se da quel non sò scaturisce qualcosa che non sapevo, o se mi trovo difronte un futuro che non avevo calcolato, magari uno di quei sentieri piccoli e folli che avevo provato a lasciarmi davanti diventa quello che in quell’occasione mi sembrerà il più giusto da percorrere.

    Non so se sia un buon metodo, so che è quello che sto usando perchè alla fine potrei anche convincermi di governare il mio presente e il mio futuro ma sarebbe un’illusione, questo non credo mi impedisca di viverlo, anzi…

    non voglio certezze che non possono esistere e che nessuno può garantirmi, voglio vivere e non solo mi basta ma anche mi avanza… c’è tutto e niente nella vita come c’è tutto e niente nel non sapere…

    difficilmente mi chiedo se in passato ho fatto scelte giuste o meno perchè penso che non abbia senso giudicarle dal futuro, non so se qualcuno possa permettersi di farlo, cerco però di capire se quella scelta in quel momento era quella che poteva sembrarmi quella più adatta a me, perchè per altro non so ne saprò mai come sarebbe andata con una scelta diversa.

    non so cosa ho scritto, però so che è quello che in questo momento mi sembrava più giusto scrivere…

  4. Le domande più difficili sono le più brevi. Dopo migliaia di anni di storia non abbiamo ancora una risposta razionale. Certo, c’è l’istinto a perpetuare la specie (istinto dico, e non logica, che il mondo non avrebbe affatto bisogno di noi) e il bisogno, per la quasi totalità degli esseri umani, di legarsi a qualcuno. Cosa poi faccia funzionare una relazione di coppia ben oltre l’infatuazione iniziale ci sono le più varie ipotesi. Secondo me serve molto la tolleranza, ovvero la disponibilità, per il bene comune, di rinunciare a una buona parte della propria autonomia.

      • E già, per dire la verità non ho nemmeno ben compreso il quesito. Credo di amare mia moglie follemente, non potrei vivere senza di lei, la conosco da metà della mia vita! Non è vero amore? Non lo so e non lo voglio sapere, a me basta così. Tutto il resto è troppo complicato…….

          • Marco Carena…. e chi se lo ricordava più?

            Ho conosciuto mia moglie tramite mille variabili, infinite sliding doors, le stesse probabilità che ha uno spermatozoo nel fecondare, eppure siamo tutti qua. Tutto può capitare nella vita, probabilmente sarei stato felice ugualmente, o forse no.

            Il problema è un altro, perché ci innamoriamo? La mia risposta è che mi sento anche amato, che per me è una condizione essenziale nell’amore, non so se avrei potuto trovare un’altra così. Io non ho mai capito quelle persone che amano prendendo un sacco di calci in culo, trattate come degli zerbini. Cosa ti spinge?? Masochismo?

  5. Secondo me non c’è una ragione che ti fa innamorare. Cioè, ce ne sono probabilmente mille, ma piccole e inconsistenti – tipo il profumo che usa – e poi alla fine si sommano senza che tu nemmeno te ne accorga.
    Comunque superati i dodici anni prima di dire a qualcuno/a: sono innamorata /o di te bisogna davvero pensarci molto bene

  6. Boh…forse più che nell’altro è lo stato in cui io mi trovo…e comunque se non fosse per tutta l’educazione e ciò che ci gira intorno l’amore dovrebbe essere un fatto semplice

    mi piaci, ti piaccio e stop
    🙂
    L’amore è non ragionare, se inizi a farlo stai proggettanto e già una buona parte non c’è più

    .penso

  7. Parliamone?….avrei preferenza di no, come direbbe lo scrivano Bartleby, quel famoso personaggio nato dalla penna di Melville.
    Comunque, tads, quelle tue otto righe di cui sopra non potevano sintetizzare meglio le migliaia e migliaia di pagine che sono state scritte sull’amore.

  8. Ciao Tads! 🙂
    Arrivo nel salotto all’ora dall’aperitivo, mi accomodo e mi inserisco nella piacevole conversazione. Bella l’idea di questo pseudo-forum! Secondo me vuoi scrivere un trattato sull’amore … Mi raccomando i diritti d’autore a tutti noi! 😀 😀
    Ora, seriamente.
    Non ho mai razionalizzato un sentimento, penso perda la sua natura. Intravedo delle tappe: attrazione, non necessariamente solo fisica; innamoramento della serie “non posso stare senza te”, “ti penso ogni minuto”; poi l’amore, la sintesi di mille sensazioni, emozioni e razionalità.
    Secondo me l’amore è intesa, e quella mentale è più forte di quella fisica; è naturalezza nel condividere la vita con un altro da sé che ci completa pur non dipendendone; è non ritenersi in obbligo di riempire dei silenzi, non sentirne il peso e l’imbarazzo – questo è per me il massimo della confidenza, avrai notato quanto si tenda a riempire il silenzio, perché se ne percepisce il vuoto mentre il silenzio è spesso denso di vera complicità; insomma è sentirsi a proprio agio con l’altro come lo si è con se stessi. Do per scontato che non abbiamo conflitti interiori, in quel caso il problema si complica, è importante amare anche se stessi.
    Posso osservare un dettaglio nel tuo racconto?
    La tua compagna di scuola risponde “non so”. Tu però non le hai chiesto “perché ti sei innamorata di me?” ma “perché ti vergogni?”. Ossia, non sa perché stesse arrossendo. Magari se tu le avessi fatto la domanda diretta ti avrebbe risposto “perché sei tu”. Almeno, io avrei risposto così … 😉
    Primula

    • …”Secondo me vuoi scrivere un trattato sull’amore …”…
      ho già dato grazie 😉

      l’amore è uno specchio, non è un fattore di eco né di comunicazione, è semplicemente una proiezione, una alterazione dell’io, una riserva immaginaria dei nostri valori. Cara Primula, l’amore è il lato “B” della nostra esistenza reso lato “A” dalle nostre debolezze e dai nostri bisogni.

      • Chiedo scusa ma ignoravo della tua pubblicazione. È possibile leggerla?
        Comunque, credo di capire che tu veda nell’amore una componente di debolezza. Io non lo vivo così.
        Ma a questo punto ti faccio io una domanda: è possibile che questo sentimento prenda una consistenza diversa in coppie con e senza figli?

        • è un po’ più complesso, io non vedo nell’amore una componente di debolezza, credo sia l’espressione della debolezza umana, il branco teorico, l’ancora. I figli sono elementi di aggregazione/disgregazione, a mio avviso totalmente estranei alla questione. Nel momento in cui si trasformano in sintesi di un rapporto ne divengono supporto, questo è tremendamente negativo.

      • Questo è un ottimo commento… quasi da antologia. Lo condivido totalmente. L’ amore e’ davvero così! Lasciamo i romantici alle loro illusioni.
        Ma come dicevo tutto cambia dopo la terza eta’…forse anche prima.

  9. La stanchezza serale mi porta a commentare in sintesi: la passione, l’innamoramento, non sanno… L’amore sa, andando. Costruisce, un passo alla volta. Conosciamo noi stessi meglio conoscendo l’altro… E cambiamo, cresciamo attraverso le fatiche che l’altro ci fa fare…

  10. TADS… ho letto tutti i commenti per il piacere di sapere cosa pensano le altre persone ..e sai una cosa ? mi sono dimenticata la vera domanda del tuo articolo, quale era
    ” perché ti vergogni a dirmelo?”
    oppure
    “non lo so”… è questo l’amore???
    “Non lo so”, è sul “non lo so” che strutturiamo la nostra esistenza???”,
    è sul “non lo so” che impalchiamo traballanti famiglie???
    E’ sul “non lo so” che ci condizioniamo la vita???
    intanto sovviene a me una domanda a te , ma tu, a quella creatura che era innamorata di te, hai detto “grazie, mi fa piacere essere amato..”

  11. Non bisogna confondere l’amore con la retorica dell’amore, sono due cose che si svolgono su livelli diversi, l’amore fluisce da essere a essere, la retorica dell’amore è l’implantologia sociale, dal matrimonio alla festa degli innamorati, che si è strutturata attorno ed un evento del tutto naturale.
    La spinta primitiva dell’accoppiamento, procreazione e perpetuazione della stirpe, si espande poi come i cerchi nell’acqua, poiché siamo vasi comunicanti e ciò che è del corpo è della mente e viceversa, fino ad abbracciare l’interezza della persona nei suoi diversi strati: psicologico, spirituale, sentimentale. Diventa una forza propulsiva, un bisogno ineludibile, un desiderio di completezza dapprima inconscio e poi consapevole. Con la consapevolezza si crea il legame che cementa e che trascende ogni definizione dell’amore, essa aiuta a vivere le contraddizioni che inevitabilmente sorgono.
    Non credo proprio che amare sia un atto di debolezza e che si debba negare l’essere innamorati vergognandosene, direi che la ragazzina dell’esempio riportato sia stata molto coraggiosa ad esporsi nella sua fragile in_consapevolezza che urlava il bisogno di essere detta.
    “non lo so” esprime quello stato di sbigottimento, tra felicità e stolidità, che appanna la ragione ed esalta l’emozione… è il preludio di un affondo dentro sé stessi per trovare l’altro_a e dare un significato a quello che si percepisce come un mistero.
    Entrambi i piani, consapevolezza e mistero, hanno un ruolo nell’alchimia dell’amore e si nutrono a vicenda, come la terra e l’acqua.
    Mi ricordo di un altro tuo post… parlava delle emozioni e di come fosse necessario decodificarle per incanalarle e governarle, mi trovai d’accordo con molte tue affermazioni, affermerei che nel caso dell’amore diadico questa governabilità risulti di più difficile attuazione, poiché il carico è doppio.
    Tu m’insegni, da filosofo, che il niente e il tutto sono due facce della stessa medaglia e che gli opposti coincidono, sono solo un’espressione linguistica, se provi a proiettarli in immagine vedi la stessa cosa.

    • in linea di massima concordo, per meglio dire, hai espresso in modo eccelso una riflessione sull’amore e derivati. Sulle due facce della stessa medaglia… non a caso l’ho definito “analogico”

  12. cioè le hai chiesto perchè stava arrossendo mentre si dichiarava a te??? Non le hai chiesto perchè si era innamorata di te, ma perchè si stava emozionando nel dirtelo. Ho capito bene? Se sì la sottigliezza è grande e rende inutile la domanda.

    Oltre l’antefatto, in merito alle domande…
    senza certe “debolezze” la vita sarebbe sicuramente più arida. Quindi viva il coraggio di buttarsi e di lasciare che sia.

    • la risposta è sì, le ho chiesto spiegazioni sul suo imbarazzo, ero ancora un bambinello ma già allora mi pareva tremendamente stupido chiedere il perché si fosse innamorata di me

      le “debolezze” sono belle fin quando rimangono una piacevole altalena, nel momento in cui si trasformano in montagne russe senza protezione, di bello hanno ben poco

      • Concordo sulle “debolezze”. Non sai quando e come potranno trasformarsi, sai che si trasformeranno. La scelta di viverle comunque è libera e consapevole.
        Sarà stupido e narcisistico ma a me piacerebbe sapere perchè una persona si è innamorata di me più di sapere perchè sta arrossendo.
        Al principio del tutto dovremmo avere chiaro, invece, e trasferirlo ai nostri figli come atto educativo vero e proprio, un altro aspetto : prendersi cura della propria vita, della propria serenità/felicità, a prescindere da possibili relazioni con l’altro/tra. A prescindere dall’amore. Cosa non impossibile, anzi, ma difficile perchè poi ci scontriamo con quell’esigenza umana che si chiama bisogno d’amore. E da qui vai con le mazzate!

        • carissima Marirò,
          stringo il concetto… dietro un innamoramento/cottarella/infatuazione vi sono sempre motivazioni “scontate”, dietro un forte imbarazzo si cela un universo ben più interessante e profondo

          non ricordo di aver mai chiesto a una donna le ragioni del suo amore nei miei confronti, in ogni caso credo sia una domanda da fare, eventualmente, a bocce ferme, a rapporto consolidato, non immediatamente dopo la prima “dichiarazione”.

          Prendersi cura della propria vita e della propria serenità… su questo credo di aver scritto, in oltre 35anni, una corposa enciclopedia, per poterlo fare bene occorre tenersi lontani dall’amore, quantomeno evitare trappole e tagliole dolorose

  13. All’inizio, quando mi sono innamorata di mio marito, ero giovanissima, stavo male Tads, perche’ se quando stavamo insieme ero al settimo cielo quando dovevamo tornare ognuno nella propria casa io non volevo lasciarlo, ero proprio persa di lui, 🙂 poi al mattino io andavo a scuola mentre lui lavorava. A quei tempi non c’erano i cellulari e il telefono di casa non si poteva usare spesso, sono stati anni bellissimi, i nostri amici ci chiamavano coccoina e bostik, 😀 Quando c’e’ l’amore si sta bene insieme, ci si sente liberi, si puo’ parlare di tutto, lui e’ libero di uscire con gli amici, di avere i suoi interessi, lei la stessa cosa, se l’amore e’ forte non crolla nelle difficolta’, nei momenti piu’ brutti della vita, il carattere non cambia, rimane lo stesso. Lo sai che abbiamo una figlia stupenda che amiamo tantissimo, lei ha la sua vita e noi due, dopo tanti anni, ci amiamo ancora perche’ siamo sempre quei due ragazzi (invecchiati, 😀 ) che facevano di tutto per stare insieme! Un abbraccio Tads, buona settimana, tvb, 😉

  14. Sono stata follemente innamorata tantissimi anni fa e ancor oggi non ho capito per quale caspita di motivo lo amassi così tanto!
    Non ho più amato nessuno dopo di lui e questo mi fa ancora incazzare dato che non meritava per niente il mio amore.
    L’amore è tanto strambo da non potersi spiegare!
    Non c’è stato niente tra me e quel ragazzo eppure dopo 45 anni penso ancora a lui,forse se ci fossi andata a letto non ci penserei più di tanto.
    Ormai ho rinunciato a capire come funziona ,mi accontento di amare i miei figli.
    Ciao TADS
    lyly

    • è proprio così, ci arrabattiamo per dare un senso alla nostra esistenza, non dimentichiamolo mai, veniamo al mondo senza chiederlo e ce ne andiamo senza volerlo, nel frattempo “sudiamo”

  15. L’ anarchia intellettuale, in genere, diminuisce nella terza età. Aumenta l’ amore soprattutto quando l’ amata e’ ancora in grado di cambiarVI il pannolone…
    Sono in tanti, oggi, gli ometti che sposano le badanti…
    Pensano di unire l’ utile al dilettevole, con tanti “ti amo” di contorno. 😀
    Ps. Per sentito dire dopo il matrimonio non campano molto…:-) Chi semina raccoglie…;-)

  16. Sono il 103esimo commento Dott.Tads. È già stato detto tutto ed il suo contrario. Il “non so” mediamente mi tocca lo stomaco… quindi se mi permette mi limito a salutarla con simpatia e confidarle che su quel “quindi l’amore è analogico?” io potrei scriverci un libro💋

  17. Caro Tads, Sant’Agostino disse: “Da mihi amantem et sentit quod dico.
    Dammi un innamorato e capirà quello che dico.”
    Ecco, credo che sia propria l’irrazionalità la nostra parte migliore, quella parte che non ammette analisi, spiegazioni o ancor peggio psicanalisi 🙂

    • Sant’Agostino si faceva troppi grappini 😀
      quando l’irrazionalità diventa devastante sono storie acide, non penso sia un problema di analisi bensì di lampadine accese

  18. Secondo me si devono dividere le due questioni, quella sull’arrossire e quella dell’innamoramento. Ci si può dichiarare senza arrossire oppure arrossisce chi si sente dire una cosa così… questo dipende dal carattere e dal modo di essere delle persone.
    Leggendo un po’ i commenti ho capito che la questione si è spostata sul perché ci si innamora…
    Si dice che se è per la bellezza allora è attrazione, se per l’intelligenza è ammirazione, qualunque sia il motivo che tiri fuori c’è un sentimento che si addice di più a descrivere quel che provi. Se ti sei innamorato e nessun motivo ti sembra buono allora forse è amore 😛 Dall’ultima che mi è capitata però, TADS, ho capito che il “non sapere” che caratterizza l’innamoramento non si trasferisce d’ufficio come fondamento della relazione, anzi, quella vuole che le carte siano in regola, con tanto di bolli e contrassegni, altrimenti si rischia di non rivedersi nemmeno più. Ci sto male, stupidamente, ancora, perché non lo accetto anche se razionalmente so che è così.
    Se io chiedo ad un’amica “perché stai con quello” e lei mi dice “non lo so” di certo non penso sia pazza di lui, al massimo credo rischi di annoiarsi da sola a casa il sabato sera.

  19. C’è imbarazzo a dichiarare i propri sentimenti, dipende dal carattere sia quando si è piccoli che dopo in età adulta. L’amore vero è gioia, ma si ha timore che l’altro non nutra le stesse emozioni ecco da cosa nasce l’imbarazzo. Le unioni fra adulti non si fondano sempre sul non lo so, ci si sceglie e ci si ama senza non lo so, sarebbe un errore non saperlo. Accade quando vi sono interessi diversi dall’amore e allora le unioni falliscono e le famiglie franano. Ma guarda se da una domanda possa scaturire tutto interagire, questo vuol dire che l’interlocutore ha molte marce in più.
    Buon sabato sera, un abbraccio.
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      quindi l’amore è razionale???

      certo, l’imbarazzo nasce dalla sensazione di vulnerabilità che si prova nel confessare un sentimento

      • L’amore non è razionale, è impeto quando scatta il colpo di fulmine, diversamente nascono amori che maturano nel tempo, tanti dicono che non mi piaceva, eppure quegli amori che si modellano nel tempo divengono più stabili, mentre i colpi di fulmine svaniscono. L’imbarazzo fa parte del carattere della persona, tutto qui.

        • ok, devo aver male interpretato una tua affermazione,

          l’imbarazzo è uno stato d’animo dietro il quale si cela un universo psicologico Annamaria, addirittura più articolato del sentimento stesso

  20. Ciao TADS, sono stata molto innamorata, e come dici tu, mente e corpo giocano a flipper, non si “ragiona” piu’ anche quando un amore e’ malvagio…
    Negli anni della “vecchiettudine” , l’amore lo prendo a piccole dosi, come una medicina, sapendo che se ti cura da una parte, ti fa male dall’altra. 😉
    Un saluto, e buona domenica.

  21. Perchè porsi tanti perchè caro Tads? Ogni relazione umana ha bisogno non tanto di vedere, sentire ma quanto di ascoltare , nel caso dell’amore la voce del cuore mio caro.Le palpitazioni, le sensazioni che si vivono non debbono essere studiate, analizzate ma percepite fino all’ultimo respiro., poi lasciamoci andare all’emozione, viviamola fino in fondo. Dammi retta, così ,non c’è nulla di più bello. un abbraccio con simpatia. Isabella

  22. Sì, credo proprio che la grandezza umana stia in questo “non lo so”. Non lo trovo affatto negativo. Dopo di che, caro TADS, viviamo in pienezza questo delizioso rimbalzare di biglie imprevedibili. Il sentimento abbraccia ala ragione e la sorprende sempre e se la ragione vuole capire fa il suo dovere di ragione, però non può capire tutto e questo si deve soltanto accettare.

  23. L’uomo non può vivere senza amore, io sono una persona che si innamora e disinamora con facilità, non importa quanto dura, mi vivo il momento e con quella persona che mi fa stare bene…l’unica certezza d amore e’ quella dei figli..ciao Tads

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