Ti amo da morire ma non voglio esserti fedele…

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Il titolo del post non è una boutade e nemmeno un graffiti strappa sorrisi come il celeberrimo: “ti lascio perché ti amo troppo”. È il punto base di una nuova tendenza, ultima frontiera che potremmo definire “dialettica relazionale 3.0”, in netta contrapposizione con gli assetti consolidati che da sempre caratterizzano i rapporti di coppia tradizionali. Il principio guida si avvinghia alla presunta necessità di dover isolare il sesso dalle altre componenti, l’autodeterminazione all’interno di un fidanzamento, di un matrimonio o di una convivenza. L’obiettivo è rendere digeribili, accettabili, derive carnali con terzi mondandoli dalla logica perversa e accattivante della clandestinità, dopo le coppie scambiste e le coppie cuckold, si è giunti alle coppie libere, alle fregole deresponsabilizzate e deresponsabilizzanti.

Le argomentazioni che supportano la citata tesi sono tutt’altro che cervellotiche e si reggono su una elementare, disarmante, concreta constatazione, il tradimento è pratica diffusa ad ogni latitudine e longitudine. Milioni di uomini e donne intrecciano tresche con amanti, a volte temporanee altre durature ma continuando a vivere una pax famigliare non necessariamente solo apparente né ipocrita. L’amante clandestino/a “mordi e fuggi” non ha finalità extra-sesso, da ciò si evince il suo essere vissuto/a come elemento compensativo non distruttivo. Traduco in volgo… chi si concede “rate”, sporadici o frequenti, al solo scopo di appagare l’inquietudine dei feromoni senza farsi coinvolgere sentimentalmente e senza lanciarsi in devastanti proiezioni, non intacca la solidità del rapporto, ovviamente siamo nelle lande delle congetture.

 Da un punto di vista cinicamente psicologico, scindere parti di sessualità da un legame consolidato, sdoganandolo così dal fascino di trasgredire tabù morali/sociali/religiosi, potrebbe rivelarsi un efficace deterrente capace di ridurre alla radice quadrata le tentazioni di andare a cantare in altri cortili. Dove tutti passano col rosso diventa “figherrimo” passare col verde. L’obiettivo occulto è quello di trasformare gli “sconfinamenti” in una sorta di pratica masturbatoria assistita fine a se stessa. Ho scritto occulto perché quello palese enfatizza il diritto al godimento a prescindere da lacci e lacciuoli che una unione porta in corredo.

Innovativa interpretazione della coppia che diventa credibile se decontestualizzata dalle obsolete regole in auge, una generazione che cresce e si forma al netto di “valori” come fedeltà, unicità e rispetto dei vincoli cardine, è sicuramente pronta per vivere un ménage fatto anche di zone franche. Un salto della quaglia destinato a cambiare millenari costumi, stop alle auliche illusioni, stop alla credulità, stop alle romanticherie, stop alle promesse istituzionali, stop alle ipoteche carnali e avanti tutta sulla rotta del realismo applicato e condiviso. Un colpo d’ascia ai rapporti assolutisti.

A turbare il sereno filosofico di questa moda in progressiva crescita ci pensa la saetta delle regole, eggià, pare assurdo ma anche la libertà più estrema è mappata da codici e cavilli, il manuale della “coppia libera” prevede limiti e paletti da far propri senza margine d’errore. Mi limito a citarne solo due: A) raccontare tutto una volta tornati a casa, B) non superare un prestabilito numero di incontri con la stessa persona… qui, mi si consenta dirlo, entriamo in una ridicola contraddizione che passa un colpo di spugna sull’humus della teoria. Anche nel sesso free albergano ansie e paranoie, al punto da dover restringere e rendere controllabile il raggio d’azione, evidentemente le menti “open space” non hanno certezze cementate.

La fedeltà imposta regge dall’alba del mondo per una atavica ovvietà , è facile fare sesso dopo essersi innamorati ma lo è ancor più innamorarsi dopo aver fatto sesso, magari di qualità, soprattutto se si ha un/a partner poco incline a tuffarsi nel vortice della libidine sfrenata. Checchè se ne dica, la vera angoscia non nasce dalla paura di essere sostituiti tra le cosce bensì da quella di essere spodestati nel cervello, prima ancora che nel cuore. Chi si produce in una eccellente performance da letto diventa Re/Regina per una notte, chi riesce a penetrare anche il cuore diventa Re/Regina per un tempo significativo ma… chi riesce a scopare in profondità un cervello diventa Re/Regina per tutta la vita, invisibili meandri in cui si lasciano tracce indelebili, insensibili al tempo e alle vicissitudini dell’esistenza. Nessuna regola, nessuna libertà, nessuna modernità potrà mai scongiurare gli effetti collaterali di un salto nel buio.

Bisogna vivere i rapporti al massimo, prendere e dare tutto senza remore ma quando le profumate candele iniziano a spegnersi, è d’uopo farsi il trolley e cambiare aria, possibilmente senza sbattere la porta e dopo aver salutato con educazione. Chi ama la promiscuità si circondi di trombamici evitando di farsi ammaliare dalle tendenze trendy. Come diceva quel saggio di mio nonno: “mariti, mogli e automobili NON si prestano a nessuno”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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172 thoughts on “Ti amo da morire ma non voglio esserti fedele…

  1. ho dovuto mangiare un intero barattolino sammontana per mandare giù ciò che hai scritto e alla fine, laccandomi il cucchiaino devo pure darti atto, purtroppo è così. vado a farmi suora.

  2. Non so, io sono molto all’antica riguardo questo argomento… nel senso che tutto ciò che ho letto non fa una piega, è tutto legittimo fintanto che viene realmente condiviso..

    non ho mai amato le regole, specie quelle che con presunzione giudico stupide. e quando e dove ho potuto le ho personalizzate o ignorate.. pertanto se tutti gli interessati la pensano allo stesso modo facciano come gli pare..

    il problema sorge quando ciò non accade e cercano giustificazioni, rinforzi, condivisioni da chi magari non la pensa come loro, cercando di rafforzare le loro sicurezze o di distruggere le loro insicurezze coinvolgendo esseri viventi dalla conoscenza inevitabilmente parziale della questione, ma infondo non è nemmeno questo importante, perchè basta suscitare un qualche interesse nel prossimo per sentirsi mediamente appagati…

    A priori riconosco il sesso come una situazione di istinto animalesco e lo pongo in un piano ben distante dal fare l’amore.. le due cose potrebbero non aver anche punti in comune.. ciò non toglie che si può fare l’amore in maniera sessualmente forte… mentre trovo più complicato fare del sesso con un coinvolgimento amorevole elevato… ma questo è solo il mio personale punto di vista…

    non sopporto però quando chi decanta di praticare sesso si lascia coinvolgere da questioni legate ad un rapporto d’amore… o ne fa ricadere i principi all’applicazione di quell’istinto senza ragione e spesso possibilmente anche senza sentimento.

    Quindi per come la vedo io, riassumendo:

    se si sceglie la strada del sesso si faccia sesso se e quando se ne ha l’occasione e non si rompa poi però le palle al prossimo con pene d’amore…

    se si sceglie l’amore non ci si rifugi per vendetta o per insoddisfazione nel primo capriccio occasionale e non si rompa le palle al prossimo con racconti di sessuale lussuria libidinosa nascosta…

    nel mezzo secondo me, per amor proprio, dignità e per rispetto del prossimo non ci si può stare…

    • ottima analisi, sai qual è il reale problema Erik???
      tutti o quasi parlano a sproposito di amore senza conoscerlo, come non bastasse, tutti sono convinti di avere la giusta chiave di lettura del sesso, in realtà la scienza dice che le nostre conoscenze in merito si aggirino intorno al 5%. Ergo… quando parliamo d’amore e di sesso tiriamo a indovinare, se poi agganciamo l’amore al sesso come regola oppure dividiamo le cose nella convinzione di far luce… si attiva il cannone che spara cazzate, parlo in generale, sia chiaro.
      La soluzione giusta devono ancora individuarla, probabilmente non li individuerà mai nessuno. Siamo animali in perenne calore e carnalmente sensibili, prendiamone atto, magari senza inventare palliativi più o meno traballanti. La fedeltà, lo dico da tempo immemore, è un valore solo se frutto di una scelta totalmente autonoma, quando è imposta diviene regola da trasgredire.

  3. Lo hai scritto tu stesso. La fedeltà imposta, come qualsiasi altra cosa coercitiva, contiene in sé il seme della rivolta che presto o tardi sfocerà in trasgressione. Se invece trovata, costruita o donata è tutta un altra cosa. E in ogni caso il mondo va avanti; non sempre si può chiamare evoluzione ma quasi mai è possibile fermarla.

  4. In un servizio delle Iene di qualche tempo fa si parlava di scambismo. Tra le coppie due erano inviati delle iene, mascherati da semplice coppia alla ricerca di un pò di libidine. Niente sesso fra i quattro, ma una semplice chiacchierata da cui si evinse, come paletti posti dalla coppia intervistata nella loro ignoranza, cose del tipo “non ci si bacia in bocca con le coppie scambiate” o tipo ok sesso, anale, orale, a tre,a quattro, sottoforma di circo, ma MAI BACIARSI IN BOCCA.
    Ok, va bene. Diciamo che l’orientamento verso l’estremo è un tarlo nel cervello, perchè se si sta bene con qualcuno difficilmente si cerca negli altri un’avventura. Quando non manca nulla, a livello sessuale ed affettivo, quando tutto è appagato nel giusto equilibrio (nè tanto, nè poco), non è necessario estremizzare cercando altre esperienze. Moda o meno che sia, trovo lo scambismo, il tradimento, queste pratiche attuali e modaiole, un solo modo per sfatare la noia e sentirsi moderni, al passo con i tempi.

    Si dice che in una città dalle mie parti una donna scoprì il marito con l’amante. Lui si giustificò assurgendo argomenti su modernità, spirito libero, insomma “era solo sesso cara!”. Lei tese un tranello ad entrambi, cioè marito e amante. Si fece aiutare da qualche amica. Li legò al letto, li spogliò con la scusa dell’orgia, poi sparse del peperoncino sui genitali dei due amanti e disse:”Ora si che vi credo che vi chiura!”

    • ma che cattiveria 😀

      guarda la cosa da un punto di vista evolutivo/involutivo, se si cresce senza alcuni riferimenti base non è poi così assurdo abbracciare sperimentazioni di questo tipo, la gelosia e il possesso sono frutto di insicurezze. Noi non abbiamo uno stato mentale e sociale adeguato, viviamo nella convinzione che imbastire un rapporto sia come andare da un notaio e fare un rogito. Con una adeguata preparazione culturale e sociale è possibile, in linea teorica, arrivare ad amare senza la febbre del possesso. Io non condivido, come ho scritto, tuttavia posso comprendere in un contesto ad hoc.

      • non è una questione di possesso, di insicurezza, di gelosia. Non vedo perchè se in una coppia ci si ama sotto ogni punto di vista il fatto di non provare altro è sintomo di gelosia, possesso, insicurezza. Cioè. Vada per l’appartenenza l’un l’altro (e ti parlo da cristiana non professante), ma la cosa dello scambio, sinceramente, mi fa un pò schifo.

        Detto apertamente, caro zio, sapere che il mio uomo, prima di stare con me ha inzuppato in un’altra donna, beh mi farebbe schifo la cosa.

        • ti capisco perfettamente Aida, qui non c’entra lo scambio, le coppie libere fanno sesso extra-relazione senza dare vite a sedute orgiastiche. Come dicevo, noi viviamo il rapporto in un certo modo perché siamo educati a viverlo così da quando nasciamo, quindi rifiutiamo forme alternative, non dico che sia giusto o sbagliato, probabilmente chi cresce con canoni differenti ha una visione differente.

          • si….. giusto. dipende però. non sempre chi cresce con l’idea della verginità post matrimonio sia convinto nel perseguire l’intento inculcato da genitori, zie e nonne.

            • è il valore che si attribuisce alla verginità a far la differenza, anche se vissuto in proprio è sempre frutto di un contesto sociale e culturale. In alcuni paesi esser vergini è un fastidio penalizzante, in altri un valore assoluto.

  5. Grande il finale, la cosa più assurda che ne esce fuori secondo me è che per poter trasgredire le regole ci si avvolge in tutta un’altra serie di regole per far si che le prime vengano infrante per bene. E’ assurdo, così come il controsenso in cui finisce chi afferma una frase tipo il titolo del post, o peggio ancora, ti lascio perché ti amo troppo. La più grande presa in giro del mondo.
    Se si arriva a pronunciare una frase del genere, è perché non si ama abbastanza. Se si tradisce, è perché non si ama abbastanza. Ho letto il commento di Erik e sono d’accordo quando dice che le vie di mezzo non esistono. O si fa dell’egocentrismo la propria bandiera o si crede perdutamente nell’amore, non si possono avere entrambe le cose secondo me. Io purtroppo sono troppo romantica per non credere che per un sentimento non si debba far di tutto per tenerselo e viverlo… ed è dura quando intorno il mondo la pensa diversamente.

    • come ho scritto a Erik, il sesso è un universo ancora sconosciuto che nei secoli abbiamo inchiodato alle assi dell’amore, dell’onore, della moralità, della religione e via discorrendo, ogni qualvolta tentiamo di esplorarne una minima parte lo facciamo col bisogno di proteggerci all’ombra di regole, più o meno creative e spesso grottesche. Concettualmente non ritengo sbagliato avventurarsi in nuovi orizzonti per conoscersi meglio, non condivido il farlo farlo seguendo la logica delle regole, queste si contraddittorie, siano esse da infrangere oppure da adottare. L’amore senza sesso esiste, è anche il più forte e duraturo, come quello per i figli, sul fronte delle ipotesi non è assurdo staccare le due cose, dando ai sentimenti un percorso e alle pulsioni un altro, il problema è come farlo, sicuramente non attraverso le “coppie libere” descritte.

      • Non credo esista un “come” che comprenda il non ferire nessuno, laddove ci si dichiara innamorati. Se si tratta esclusivamente di sesso il problema non si pone, ma si rischia di innamorarsi e si è punto e a capo. Non c’è soluzione xD

        • il sesso, alias passione, è più devastante dell’amore, è il sesso che sposta le montagne non l’amore, quello rende attendisti, crea immobilismo. Sarà crudele dirlo ma nei rapporti, d’amore o sesso che siano, vince sempre chi abbraccia la logica. “mors tua vita mea”. E’ da dementi non lasciare una persona per non farla soffrire, così come lo è il non rassegnarsi all’evidenza.

          • No non intendevo il lasciare, riguardo il soffrire io mi riferivo al tradimento. Spesso la pulsione si controlla pensando che il proprio partner non merita di soffrire e mettendo da parte l’egoismo..
            Non so se sono d’accordo sul sesso che sposta le montagne, se cerchi un’avventura basta una sera in discoteca, se cerchi di innamorarti puoi metterci anche tutta la vita per trovare la persona giusta. E là si che smuovi le montagne per stare con lei..

            • un’avventura non sposta niente, è la passione, il sesso drogante che sposta tutto, che rende irrazionali, che manda ai pazzi. L’amore non ha questo potere, sempre non si confonda l’amore con la passione.

                • soggettivo relativamente, non siamo nel territorio delle opinioni, l’amore è uno stato d’animo aulico, un moto benevolo, uno stanzino dei sogni, la passione è un improcrastinabile bisogno psicofisico da soddisfare ad ogni costo. L’amore è dare, la passione è prendere, questa è la codificazione psicologica, puoi anche non condividere ma tant’è. appro… che l’amore sia fatto anche di passione è una balla clamorosa, amore e passione carnale non sono compatibili

                  • qui non mi trovi in accordo… nel senso che passi la definizione “scientifica” generale ma io credo che non si possa escludere la soggettività in termini di sentimento e di conseguenza aumentare di gran lunga le possibili variabili e le applicazioni terrene…
                    secondo me in senso “pratico” siamo nel territorio delle opinioni invece…

                    ma magari sbaglio..

                    • siamo nel territorio delle interpretazioni dei termini, queste sì soggettive, amore e passione hanno significati precisi, nessuno impedisce di distorcerli a proprio piacimento. ci mancherebbe altro. Spesso si tende a spacciare per amore una passione, altre a considerare passione un semplice amore con dei picchi di desiderio. Se finisci in analisi per colpa di un rapporto andato in malore, fidati che l’analista sa ben distinguere l’amore dalla passione.

                    • Ah beh, qui sorge un altro problema, che e’ quello per cui io non credo ad analisti, psicologi e affini, ma questa e’ tutta un altra lunga storia… 🙂

                    • esistono milioni di persone “salvate” da analisti ma lasciamo perdere, è un terreno molto delicato e fuori tema

                  • Non mettevo in dubbio le definizioni, quel che è soggettivo è cosa per me o per te può far muovere le montagne. Se da un lato esiste un modo in psicologia per affermare se è l’amore è dare o prendere dall’altro non c’è una distinzione così netta, la relazione credo si regga su degli equilibri di dare e avere ed è da uscir pazzi cercare di distinguere cos’è che si fa per amore e cosa per passione…

                    • sei una tipa tosta ma io non mollo 😀 amore e passione sono due cose ben distinte, come ti ho detto non compatibili, se poi qualcuno fa un bel minestrone perché non conosce la differenza tra le due cose… non è un problema di psicologia né di interpretazioni soggettive, anzi, non è proprio un problema fin quando tutto gira per il verso giusto. sia comunque chiaro che amore e passione nascono da fonti diverse, si esprimono su territori diversi e portano a traguardi e/o derive diverse. Giorni fa ho scritto un post proprio sulla necessità, fondamentale, di decodificare e interpretare correttamente i propri stati d’animo e le proprie pulsioni emotive.

                    • 😀 sei paziente, lo apprezzo ahah
                      Dunque, a valle di un’esame di un’analisi di se stessi è possibile scindere le due cose e d’accordo, ci sta.
                      Non sono convinta del fatto che la passione abbia più potere dell’amore, che faccia fare più follie, che guidi i passi più dell’altro… così, a priori sono cose che possono esser dovute a forte innamoramento o a forte attrazione fisica, dipende…

                    • Sai TADS ho cercato di capire per quale motivo le nostre opinioni non convergono, accetto le “definizioni” da cui parti poi finiamo su conclusioni diverse… eh beh mi sa che le mie si basano su mie esperienze (che nella mia testa sto ancora mettendo in ordine), le tue si staccano dal personale e son di certo più coerenti con le basi di partenza che già condivido…
                      Tuttavia non posso smettere di credere nell’amore e di cercarlo e comprenderlo e metterlo già da parte come un qualcosa di irraggiungibile e incompatibile con la natura umana, non ancora almeno… Di certo due o tre cose dette qui me le tengo, comunque 🙂

  6. Sembrerò banale, sarà l’età 😉 ma tutto il filosofeggiare attorno a fedeltà, amore, rapporti di coppia e annessi & connessi mi lasciano perplessa, in generale.
    Non si contano i testi teorici e letterari sulla natura dell’amore, sul bisogno di sesso, sul concetto di fedeltà. Personalmente non credo servano a molto, nel senso che non penso esista una definizione assoluta in merito. Opinione personale.
    L’amore è qualcosa di molto concreto, quindi credo in due individui che si amano, che creano da loro un rapporto d’amore fisico/sentimentale/mentale e non che un pensiero assoluto si sia calato nella loro unione.
    La fedeltà? O la si sente e vive naturalmente, secondo me e non in linea teorica, o non esiste. Se me la devo imporre o qualcuno mi obbliga, è una sovrastruttura dovuta a motivi culturali, religiosi, sociali.
    Non sono possessiva, (non solo nei confronti di mio marito ma anche degli oggetti che ho), non sono gelosa, e sono naturalmente fedele. Nel momento in cui iniziassi a pormi il problema, me ne andrei altrove dopo averne parlato.
    Dal mio punto di vista e anche in base al mio/nostro modo di vivere il rapporto di coppia, meno si sente il possesso nei confronti dell’altro meno si prova il bisogno di alternative. La coppia respira se ognuno ha il proprio spazio d’interessi, amicizie, lavoro, per cui non si sente il bisogno di trovare “aria” altrove.
    Alla luce di quanto hai ben analizzato Tads mi pare sia quasi quasi più trasgressiva questa normalità, che per qualcuno potrà anche sembrare noiosa. Garantisco tuttavia che non lo è. 😉
    Primula

    • come avrai letto nel post per sommi capi concordo col tuo dire, sicuramente non credo si debba agganciare sempre il sesso all’amore, fosse una reale esigenza degli umani vivremmo in un mondo totalmente diverso. L’uomo, come specie, è fatto di pulsioni che possono manifestarsi anche in persone “impegnate”, non credo nemmeno sia giusto e onesto mandare a catafascio anni di convivenza per un turbamento momentaneo. Penso, in tutta sincerità, che questo sia un argomento da trattare con le pinze e con grande concentrazione, sempre si voglia approfondire seriamente. Negli anni si cambia, emergono nuovi stimoli, nuove esigenze, alcune cose si consolidano altre si vaporizzano, ogni rapporto è un percorso fatto di insidie e imprevisti, sopraggiungono incertezze e tentennamenti, risolvere tutto in nome dell’amore eterno mi pare un tantino pittoresco.
      I rapporti mal vissuti, mal interpretati, mal gestiti, possono portare a conseguenze tragiche estreme, non mi riferisco solo agli omicidi ma anche a milioni di persone in analisi oppure piombate nel tunnel della droga, dell’alcol, degli psicofarmaci, ecc. ecc. Come vivere un rapporto dovrebbe essere materia scolastica dalle elementari all’università, lo stesso dicasi per il sesso, una cattiva educazione in merito, unita a storture sociali e religiose, potrebbe creare devastanti forme di perversione. Insomma, è roba seria, ben distante dagli aforismi dei baci perugina 😉
      la fedeltà è uno stato mentale, non una regola morale.

      • Ovvio Tads, ognuno vive il proprio rapporto in modo diverso, non credo negli stereotipi e quindi nemmeno a una relazione che non cresce, non cambia e non incontra difficoltà sulla sua strada. Anzi, diventa adulta proprio per questo.
        Il riferimento al ciò che farei se mi ponessi il problema “fedeltà” (che ripeto per me è spontaneo e non una regola), non è collegato a un momento che definirei di “distrazione” con un termine forse poco appropriato; per carità! Capita, ci può stare. Alludevo piuttosto alle vite parallele. Non le capisco, non le concepisco, non ne sarei capace. In questo caso andrei altrove, perché significherebbe che la mia mente è già altrove.
        Ho vissuto di riflesso nella mia famiglia uno di quei rapporti vissuti male e gestiti ancor peggio di cui parli e so esattamente cosa significa. In quel caso era all’apparenza un legame perfetto, sempre insieme, sempre in coppia, stessi amici, stessi interessi. Ecco perché insisto sulla necessità di “spazio” all’interno della coppia; ho visto il crollo per il “troppo pieno” …

        • il crollo per il “troppo pieno” è una eventualità reale che pochi considerano. Sul resto condivido, lo scrivo da circa 40anni che la fedeltà è un valore solo se frutto di una scelta totalmente autonoma. Le vite parallele, quelle in cui si ha lo/la stessa/o amante per decenni, sono dovute a una serie di alterazioni psicologiche lunghe da spiegare, magari ne parleremo in futuro. una forma di schizofrenia molto frequente anche in rete.

  7. Slegare il sesso da tutti i componenti di un rapporto per giustificare un’ infedeltà che di per sé è insita in ogni rapporto. Lana caprina, mi sembra. La fedeltà non si può comprare né imporre. Opinione personale!

  8. non credo nel ‘ per sempre’ tout-cpurt, fatica improba ma pochi lo ammettono. Penso cmq che si possa amare il proprio partner e magari cedere a una persona speciale che ti attraversa la strada. Questo non è essere promiscui. E’marmellata rubata.
    Io direi ‘Se nn mi ami da morire TI lascio’ ma vale anche al contrario.
    Non mi ci sono mai voluta vedere in una srl. o coperativa di mutuo soccorso.

    sheraddoporaunteuccio

  9. Boh. Non conosco regole nel campo a parte una:
    Chi ama davvero, che ha il cervello e il cuore completamente occupato da una persona e poi per qualche motivo condivide la propria intimità con altri, sono certo perde la felicità interiore che solo l’amore “fedele” dà.
    La felicità con se stessi.

  10. A scherzare col fuoco… 😉 Mai essere sicuri che una storia che sembra di solo sesso rimanga tale! Può accadere, come no. E non lo decidiamo noi, accade. Troppe persone pensano di avere il controllo, di gestire e poi rimangono travolte da sentimenti e passioni fuori controllo.
    Personalmente preferisco la fedeltà. Non mette al riparo da eventuali possibili innamoramenti, ma aiuta a riflettere su ciò che ci accade. 🙂

  11. “chi riesce a scopare in profondità un cervello diventa Re/Regina per tutta la vita, invisibili meandri in cui si lasciano tracce indelebili, insensibili al tempo e alle vicissitudini dell’esistenza. Nessuna regola, nessuna libertà, nessuna modernità potrà mai scongiurare gli effetti collaterali di un salto nel buio.”
    Concordo pienamente,aimè oggi interessa di più scopare e basta,che conquistare la testa di un altra persona..e non mi riferisco solo agli uomini,tattiche tattichelle del cavolo sono fallimentari su tutti i fronti a parer mio,di una cosa le persone hanno paura..della spontaneità dei rapporti,il terrore di “scoprirsi” con la paura di prenderlo in saccoccia.Ma è così difficile parlare e agire nella massima libertà? Fa così paura svelare i propri sentimenti senza per quello sentirsi vulnerabili?

    • evidentemente sì, la società moderna insegna e vivere i rapporti come fossero duelli, un braccio di ferro psicologico, un gioco di forza per la supremazia, ne parlò per primo Dario Bernazza negli anni ’70 in un suo libro: “o si domina o si è dominati”. un sottobosco culturale che associa la vulnerabilità dei sentimenti a una sconfitta, una resa, una sottomissione.

  12. Mamma mia che argomentone TADS!!! Dall’antichità si raccontano strategie..ricette..ipotesi… scuse!! Ma al fin de la licenza.. Si ripercorrono sempre le stesse strade, sempre gli stessi schemi.. E il serpente dell’egoismo ritorna a mangiarsi la coda.
    “Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
    e la mia faccia sovrapporla a quella di chissa’ chi altro” (Rimmel F. de Gregori)
    Ciao TADS 🙂

    • ciao Domenico,
      credo che le tattiche siano nate con genere umano e col genere umano moriranno, cambiano i tempi e le mode ma non il patrimonio genetico della specie, personalmente credo che più ci si avventuri in presunte libertà più si incasini la cosa.

  13. Sono d’accordo con te, bisogna vivere il rapporto al massimo, dare e prendere tutto, se non c’e’ piu’ amore meglio lasciarsi, forte tuo nonno!! Un abbraccio Tads, buona settimana, io sono raffreddatissima, 😦

  14. Chi ama da morire, chi ama veramente e pienamente, non pensa nemmeno lontanamente al tradimento. Nemmeno al tradimento da sola pulsione e urgenza di sesso, anche del tipo “mordi fuggi, ad muzzum”. Proprio non ci pensa.
    Non è una frase da baci Perugina, è così.
    Può durare tre mesi, un anno, dieci, una vita, ma è così.

    • ciao Marirò,
      sono d’accordo ma non mi piace parlare d’amore bensì di rispetto, chi rispetta veramente non tradisce, perdonami ma preferisco dirla così.

      Ti invito a riflettere su alcuni dati, recenti statistiche dicono che l’80% delle persone impegnate in rapporti di coppia tradisce oppure ha tradito, film, fiction e romanzi d’amore non fanno audience se non contemplano tradimenti. Da quando internet è entrato in tutte le case i tradimenti virtuali, occasionali o duraturi, sono diventati una norma, per non parlare di separazioni, divorzi e fidanzamenti rotti per corna in forte aumento. Forse l’amore vero non esiste, forse esiste ma è più raro della mosca bianca, forse, più o meno inconsciamente, sono già in tanti quelli che lo hanno staccato dal sesso “ad muzzum” (bellissima questa) 😉

      • Perchè non ti piace parlare d’amore? bisogna dare il giusto nome ai sentimenti. L’amore esiste, può essere poco durevole, ma esiste. Il rispetto ha sfumature diverse e subentra, se lo si vuole, quando l’amore si affievolisce. L’amore è quel sentimento che colma ogni cosa, che, per fare un solo esempio, ti dà urgenza della persona amata, attorno a te e a letto, che diventa necessaria come l’aria. Può passarti accanto Brad Pitt o Belen e non li vedi nemmeno. Quando l’amore si trasforma, perchè come hai detto in un commento succede che si trasformi in altro per tante variabili, può subentrare il rispetto, la tenerezza, l’amicizia, può predominare l’ammirazione, può instaurarsi il fastidio, l’indifferenza, il rancore. E subentra la scelta di saltare o meno il fosso. Perchè tradire o non tradire è una scelta, sofferta se vuoi, ma non un’esigenza. Questo dal mio punto di vista femminile, ma ritengo lo stesso al maschile. La storia dei ferormoni, della chimica, dell’impulso primordiale, dell’istinto non mi ha mai convinta. Posso sbagliare, ma la vedo così. E da donna ti assicuro che se un uomo va a perorare la causa del “ne avevo bisogno naturale e quindi ho tradito” …la minor cosa che può capitargli è un vaso di gerani rotto in testa!
        Allora, tornando al rispetto, il ragionamento potrebbe essere : non ti/ci amiamo come prima, ma riconosco in te mille altre cose che hai fatto e fai per me, mille cose costruite insieme e decido di non saltare il fosso per ciò che tu sei stato e sei, pur per altri aspetti, ancora per me. Il fosso non lo salto per te, perchè ti rispetto, ma non lo salto nemmeno per me, perchè mi rispetto e da te desidero essere ancora rispettato/ta.
        Naturalmente c’è il ragionamento contrario. Non ti/ci amiamo più: addieu(senza sbattere la porta, grazie). Non ti/ci amiamo più, mi tratti male, non mi meriti, merito altro: vado a saltare.
        Scelte autonome.

        Che l’80% tradisca significa che c’è leggerezza di rapporto, che non c’è attenzione alla costruzione e al mantenimento, (roba difficilissima ), che faccia audience…anche il sangue fa audience. Il tradimento virtuale: questo è un capitolo a parte, un capitolo nuovo. Occorre stabilire i confini dentro il quale un contatto virtuale diventa tradimento e quando resta compagnia, virtuale per giunta. E, caro Tads, stringi stringi, il confine è sempre quello: il materasso.

        Ciao

        • beccata al volo 🙂

          non ho mai creduto neanche io ai tradimenti dovuti alla chimica, non ho mai conosciuto nessuno che tradisse per tenere a bada i feromoni, ninfomani ed erotomani sono persone affette da patologie

          si tradisce per una sconfinata serie di motivi, alcuni anche comprensibili altri oggettivamente ridicoli, i rapporti nel tempo cambiano, direi giustamente, alcuni sentimenti possono affievolirsi. Possono anche emergere esigenze non condivise, il fosso lo salta chi può saltarlo, chi non ha vincoli come mutuo, figli, impegni di varia natura sottoscritti in due, c’è anche la morale famiglia che tiene unite le coppie con la “sputazza”

          sai che non parlo mai di me stesso ma posso fare una eccezione, quando mi sono reso conte che le cose non funzionavano più con la mia ex moglie, ho fatto i bagagli e me ne sono andato, senza guerre, senza tradimenti e senza tarantelle. All’inizio non l’ha presa tanto bene ma ha impiegato poco a capire che non vi erano altri motivi occulti, quindi abbiamo mantenuto un rapporto di reciproco rispetto

          sono restio a parlar d’amore perché credo sia la grande illusione, il grande sogno della umanità, sicuramente esiste ma credo si cosa ben diversa dalla interpretazione collettiva, di questo già ne abbiamo parlato.

          nell’ultimo capoverso del post esprimo chiaramente il mio pensiero, i rapporti possono finire tranquillamente con una stretta di mano e un civile addio, questo è rispetto, quando finiscono a padellate in testa… forse è amore ma potrei sbagliarmi 😉

          • l’illusione dell’amore sta nel fatto che non dura, che non è per sempre, non come quando è nato. Ma non possiamo dire che non c’è o che non c’è stato.
            Nella padellata in testa non c’è amore, idem in tutte le espressioni di violenza: solo rabbia e rancore.
            sono di volata pure io, antipatico rientro lavorativo pomeridiano.
            Quindi ti saluto, ma prima segno quest’altra data:commento concordato nei suoi vari punti ! 🙂

          • L’amore è per sempre. Altrimenti saremmo davvero tutti dei coj – bip- a crederci.
            Il per sempre è relativo e soggettivo.
            Cio detto le coppie o ‘rispettosamente’ si separano o si riciclano. Mentre la separazione permette di tornare a vivere il riciclaggio comporta frustrazioni e tradimenti e cmq nn è detto che funzioni.
            Un matrimonio a me è bastato. MIa mamma ha avuto quattro matrimoni, solo l’ultimo conclusosi col divorzio. Una vita di amori per sempre : ‘finche morte nn ci separi’ 😉

            sheratantoxdire

  15. Io penso che dipenda tutto da cosa davvero pensano e vogliono le persone da un rapporto.
    Ad esempio se io fossi così propensa a andare con più uomini non posso pretendere che la persona che sta con me lo sia altrettanto, quindi, a quel punto devo fare una scelta e dire: ok sono fedele perché rispetto questa persona e sto con lei, oppure: mi piace andare con uno diverso ogni sera allora sto sola sino a che non trovo qualcuno che voglia fare lo stesso.
    Non penso sia questione di obbligare o meno una persona alla fedeltà, ma penso che se conosci qualcuno e ci vuoi stare insieme devi rispettare il suo modo di vivere, se non li rispetti allora meglio chiudere e fare quello che vuoi.

    • non ho mai scritto di essere favorevole alla fedeltà imposta, tutt’altro, ho solo evidenziato il perché del suo perdurare. L’ho detto migliaia di volte che la fedeltà è un valore solo se frutto di una scelta autonoma.
      Condivido il tuo pensiero, qui si parla di coppie che decidono, di comune accordo, di stare insieme e contemporaneamente condurre vite sessuali parallele, de gustibus…!!!

  16. Leggo ora su Dagospia (ebbene sì)
    T. Terzani:
    “Ero spesso fuori per lavoro, quando tornavo dopo un po’ di giorni mia moglie mi diceva: “Ma non hai qualche altra guerra da andare a raccontare?” – L’amore è molto più di una parola: a volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza’’…
    Io non sono consumista, ho una sola moglie che non ho mai rottamato e con la quale sto insieme da 42 anni.”
    sheramaguardaunpo’

  17. Ciao TADS, ma, a me fa venire in mente un film di Truffaut ” la signora della porta accanto”…
    La voce fuori campo, alla fine, come epitaffio dei due amanti, dice, “ne’ con me, ne’ senza di te”.
    Un saluto.

  18. “non ci sono cazzi! una coppia che sta insieme per molti anni ci riesce solo a due condizioni: o non è piu’ interessata al sesso oppure cerca soddisfazione carnale fuori dal talamo matrimoniale. L’amore, la stima e la conduzione di una famiglia sono un’altra cosa. Non date retta a quei coglioni che vi dicono che dopo 30 anni di matrimonio scopano ancora con la moglie!” Questo il pensiero del Toni, che ha portato avanti il suo matrimonio fino alla vecchiaia, scopando ogni tanto qualche compagna di fabbrica. Lo stesso avrà fatto la moglie? Toni non lo sa e non se lo chiede. E’ stato questo il suo segreto per andare avanti.

      • tutto bene. sono impegnato: sto preparando il cammino di compostela ( 800 KM a cavallo di una mtb che peserà almeno 20 kg).
        Mi vedi poco anche perchè da quando berlusconi non è più l’argomento centrale il mio blog langue. Il declino del bungabungihista ha fatto male a comici e giornalisti vari, e modestamente anche a me.
        ciao

  19. Concordo con tuo nonno, gli altri facciano pure: ognuno è libero delle sue scelte. Ma dico che sta accadendo, promiscuità, figuriamoci allora siamo bestie: loro non hanno regole e così non va per niente bene per gli esseri umani, ci vogliono delle regole di vita e tra l’altro i sentimenti che fine hanno fatto? Come si può pensare di mettere su una famiglia con questi presupposti e qui nasce lo sfacelo familiare che ben conosciamo. Ora se uno vuole far ciò che vuole, che dire, la libertà c’è e non dissento, ma bisogna decidere di fare il single a vita, ecco questa è vera lealtà.
    Complimenti per il post.
    Buona giornata.
    affettuosità
    annamaria

    • buongiorno Annamaria,
      questo delle coppie libere è solo un aspetto, sicuramente il più eclatante, di una nuova visione delle relazioni,, anche stabili, la parzializzazione del do ut des, la negazione dell’assolutismo. Il condividere solo alcuni espetti mantenendo, all’interno del rapporto, una totale autonomia sulle esigenze di base. Io non condivido ma penso sia il modello di coppia del futuro.

  20. mi fa tristezza questa cosa: siamo ciò che la società vuole, ma a prescindere dalle conseguenze che comporta (figli, famiglia, educazione, valori e consumi) perché ci siamo stancati di reinventarci nella coppia? a volte è veramente faticoso.

    • ciao Tiz,
      temo sia una strada in discesa, un biglietto di solo andata, la società moderna/futura non è più in grado di rimanere ancorata a certi valori, il consumismo concettuale ha infettato anche le sfere intime. Questa ultima tendenza è la copertina di una enciclopedia corposa. Una scuola di pensiero perfettamente in linea con la rivisitazione degli assetti sociali in atto da anni.

        • pianificazione in parte voluta in parte ovvia, negli anni ’70 abbiamo intrapreso un processo evolutivo, ogni evoluzione, a distanza di anni, crea spurghi negativi.

        • in termini di massa lo saremmo stati in ogni caso…
          così come lo siamo stati in passato e lo saremmo in futuro..
          o sbaglio?
          (scusate l’intromissione)

          • è un problema di tempistica, negli ultimi 40/50 anni il mondo è cambiato più di quanto non abbia fatto nei precedenti 3.000, impossibile evitare contraccolpi negativi, soprattutto sociali. Per metabolizzare alla perfezione un cambiamento occorrono tempi consoni.

            • dici?? cioè a volte penso che forse lo notiamo così “importante” perchè lo stiamo vivendo ma forse c’è sempre stato cambiamento e la massa è sempre il risultato di una pianificazione…

              ovviamente io parlo di pure sensazioni non ho dati ne studi alla mano… una pura e semplice riflessione in pratica sorta dal dubbio di chi ignora… 🙂

  21. Alibi alibi piccoli o grandi ai nostri egoismi da ipocriti o sciocchi incapaci di chiamare le emozioni i desideri con il loro nome….cosi’ ,capito come sono fatta è ciò che voglio , non direi più neanche un mezzo ti amo figurati il resto!

  22. Concordo sul fatto che non si tradisce per amore ma per passione,per sesso,per evadere…
    Poi per molti si torna alla normalità …citando Guccini”fugge il sogno io resta qua”
    Buona serata!

  23. Io mi affido al libero arbitrio della coppia. Le regole sociali son troppo rigide. Una volta che si è “d’accordo dall’interno”, si può sperimentare tutto o nulla. Dipende da cosa si sta cercando.

    Personalmente trovo erotico il gioco e tutto ciò che riguarda la sfera del “trombamento” mentale. Se ho queste componenti sono fedele nei secoli.

  24. Tuo nonno, secondo me che potrei essere nonna, aveva abbondantemente ragione. Sì, conosco questa strana moda e non mi piace mentre capisco meglio la condizione di un innamoramento di una persona sposata per il collega-la collega di lavoro, che vedi ogni mattina e vagheggi e ci prendi quel caffè della macchinetta che improvvisamente sembra il migliore del mondo anche se fa schifo. L’ infedeltà forzata è peggio, inquina senz’altro il rapporto della famiglia, toglie l’attrattiva per la moglie e il gusto di stare con i figli, non è possibile avere pienamente l’uno e l’altro. Come vedi non faccio il discorso religioso, che per me è sufficiente: Dio non vuole e non lo faccio. Il mio è un semplice discorso di buon senso, oltretutto, e sempre continuando col buon senso, ci si imbarca in una zona pericolosa per un breve godimento dei sensi, metti caso che uno dei due si invaghisca davvero e non voglia più ritirarsi. Sì, tuo nonno era un saggio quando diceva “Mariti, mogli e automobili non si prestano a nessuno”, io già da tempo ho imparato anche a non prestare più i miei libri e le mie cose a persone che non hanno bisogno di niente e sono soltanto taccagne.

    • concordo, non so fino a che punto si possa definire “libertà” la roulette russa dei sentimenti e dei sensi, sinceramente non so nemmeno a cosa serva, se non a vivere nella illusione di autodeterminarsi, un termine che mi ha sempre fatto aggrottare le sopracciglia.

      mio nonno possedeva un biblioteca pazzesca ma l’aveva nascosta in una stanza inaccessibile agli ospiti, proprio per evitare che qualcuno toccasse i suoi libri o, peggio ancora, ne chiedesse alcuni in prestito.

      • Confermo: era un uomo intelligente. Nessuno qui è bigotto, santo cielo, oppure vive al di fuori della carne, ma approfittarsi tanto di se stessi è insensato. Certo una fede aiuta non poco, ma io ho trovato tanta calda umanità e sincerità in quelli che, onestamente, si dichiarano atei e per me non c’è fede senza amore e compassione fraterni.

          • Questa delle “bestie disumane” mi ha fatto scappare un sorriso involontario, guarda che i falsi cattolici sono le peggiori bestie disumane e tanto più colpevoli quanto più si fanno pagare i propri vizi accumulando le offerte dei fedeli. Lo penso e lo dico col cuore spezzato, da cattolica praticante appena posso muovere le mie ossa dolorose.

            • A proposito di falsi cattolici, ho un collega che lavorava alla casa editrice di Famiglia Cristiana: un puttanaio…… e i dirigenti erano tutti preti…… Ops, TADS, si può dire “preti”?

              • si può dire… si può dire anche froci, zingari, bidelli, spazzini, ecc. ecc. io e l’ipocrisia politicamente corretta non andiamo d’accordo, quando ci sono di mezzo soldi e sesso i preti diventano uomini “normali”.

                a proposito di puttanai, nella roma degli anni 40/50 i bordelli di lusso, nel giorno della chiusura settimanale, venivano visitati dai cardinali con tanto di autisti gaudenti al seguito. Chiaramente sempre uno per volta e nella massima discrezione

  25. nel libro di Nick Horby, “Alta fedeltà” (titolo che si può equivocare dato l’argomento, ma era relazionato alla musica, anche se poi, sotto sotto, si parlava di un rapporto di coppia) c’è un bellissimo capitolo in cui il protagonista, sempre alle prese con le sue presunte prestazioni sessuali, cita proprio suo nonno e della fortuna che aveva avuto nei suoi tempi in cui non si doveva preoccupare se la sua compagna era “clitoridea” o “vaginale”, perché in fondo i suoi orgasmi erano orgasmi normali con una moglie che apparentemente era sempre contenta (e i retroscena non si conoscevano). Perché il problema è tutto qui…
    Un giorno una mia collega di lavoro mi chiese se ero capace di avere rapporti sessuali tutti i giorni, ebbene la mia risposta fu che se al lunedì potevo avere la Schiffer; martedì la Arcuri, mercoledì la Belen; giovedì la Fenech; venerdì la Megan Fox; sabato la Uma Thurman e domenica una Pornostar a piacere, ebbene, non solo avrei potuto avere rapporti tutti i giorni, ma più volte al giorno. La risata che ne seguì è la dimostrazione che la vita di coppia è un insieme di tante cose, positive e negative, in cui s’incontrano l’amore, l’intelligenza, le passioni comuni, il capire i difetti dell’altro/a ecc. ecc. ed è giusto che sia così, com’è sempre stato.
    Io sono per un rapporto che deve durare fin che dura, e poi ognuno per la sua strada. Una storia deve nascere, durare, finire, punto. Se poi non finisce: bingo! Ed è giusto che sia così: le insalate russe sono miscellanee di sapori che hanno un senso del gusto troppo esagerato. Meglio una sana grigliata da gustare con gli aromi appropriati, un bicchiere di buon rosso e due sguardi complici, finché c’è la complicità…

    • per quanta mi riguarda sono totalmente d’accordo con te, infatti ho scritto questo post esternando dubbi e perplessità su un nuovo modo di approcciarsi al rapporto. Diciamo eliminando totalmente problematiche della gelosia, del tradimento e della fedeltà tradizionale vista come valore

      sul resto credo ci siano diverse scuole di pensiero, ho letto testi antichi, diciamo vecchi, in cui si affrontava molto seriamente il piacere femminile, insomma, pare sia un po’ una leggenda metropolitana quella che dipinge i nostri nonni e bisnonni come egoisti e le nostre nonne e bisnonne come fessacchiotte silenti e rassegnate.

      • beh certo, spesso si generalizza troppo senza sapere veramente (tanto noi non c’eravamo) come andavano le cose. In fondo, la differenza fra un rapporto chiuso o uno “aperto” che dir si voglia è proprio legato al senso di possesso che un uomo (o una donna) nutre nei confronti dell’altro, pensando alle sue debolezze o incapacità personali e sfogandole poi sul/la compagno/a. E allora ti lascio con una barza, almeno ridiamo, concludendo così con il sorriso: “Due donne escono per fare una cena fra amiche, lasciando a casa da soli i mariti. Le due bevono un po’ troppo, così, un po’ brille, al ritorno dalla serata devono fare la pipì e non sapendo dove fermarsi decidono di farla in un cimitero, tanto, lì dentro non ci beccherà nessuno (così pensano almeno). La prima, terminata il suo bisogno, decide per pulirsi di togliersi le mutandine e una volta fatto le butta via; l’altra invece, avendo gli slip “griffati” decide di usare una fascia commemorativa trovata lì casualmente su una corona usata per un funerale. Poi, ridendo per la bravata ritornano al tetto coniugale. Il giorno dopo al bar si ritrovano i due mariti. i quali, parlando dell’uscita delle rispettive signore si chiedono cosa sia successo, e uno fa all’altro: ma lo sai che ieri sera mia moglie è tornata a casa ubriaca e senza le mutande, così lo cacciata di casa!!? E l’altro gli risponde… oh, non sai com’è tornata a casa la mia, ebbene, le mutande ce le aveva, ma dentro di esse ho trovato un nastro con una scritta che diceva: non ti dimenticheremo mai – Luigi, Francesco, Marco, Umberto, Giovanni e tutti gli amici del Circolo…” 🙂
        Cosa ci vuoi fare, parliamo tanto di coppie aperte, ma lo vogliamo veramente ?

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