Scoop… Fabrizio Corona si è stufato di stare in galera!!!

 

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Il caso Corona, ineccepibile dal punto di vista giudiziario, è uno dei pochi in cui si è applicata le legge alla lettera, “stranezza” che induce alcuni a leggervi eccessiva severità. Non deve stupire lo zelo con cui è stato giudicato l’ex paparazzo, deve stupire l’indulgenza che spesso si sostituisce alla dovuta intransigenza. Certamente fa specie vedere Corona dietro le sbarre e pendagli da forca pluriomicidi in libertà, aberrazioni di un apparato che non è certo Italica eccellenza ma questo è notorio. Lo strafottente giovanotto la dura condanna se l’è cucita addosso, come suol dirsi… s’è scavato la fossa da solo, difficile stabilire quanto sia dovuta ai reati commessi e quanto al suo atteggiamento irrispettoso tenuto nelle aule di giustizia. La magistratura è una casta potente che guarda i cittadini dall’alto, dall’olimpo, luogo sacro in cui è poco salubre fare lo sborrone. Passino le “Coronate” televisive ma adottare comportamento e linguaggio da camallo al cospetto dei giudici no, sono contesti in cui la forma conta più della sostanza.

Il delirio di onnipotenza è uno stato di trance che vaporizza la percezione del rischio, Corona ha commesso un errore imperdonabile, ha messo il piede nella pozza d’acido, il rompere le balle all’universo Agnelli e quindi finire sotto le grinfie del tribunale Torinese, non certo famoso per la sua clemenza, si è rivelata essere una cazzata fatale. Lo “scoopparo” ha gestito il suo rapporto con la giustizia come peggio non avrebbe potuto, non ha imparato nulla dal primo arresto, non ha capitalizzato l’esperienza, non ha capito di dover cambiare registro. La sua agenzia era componente attiva di una porcilaia mediatica che tramuta in denaro il percolato prodotto, uno squallido “sistema” diffuso in tutto l’occidente, l’ossessiva ricerca dello scoop, violando privacy e vampirizzando tragici eventi, ha costretto lo squalo Murdoch a chiudere la sua testata leader in UK. Del destino giudiziario di Corona poco mi cale, eventuale grazia, provvedimenti meno restrittivi oppure inflessibilità sulla pena, mi lasciano del tutto indifferente. Suppongo che qualora dovesse riacquistare la libertà impiegherebbe ben poco a tornare esattamente quello di prima, già nell’ovvio, immancabile e scontato tour televisivo post scarcerazione, magari sbaglio ma questo è irrilevante. Il suo “fascicolo” è comunque un ottimo spunto per scandagliare il “business dei cazzi altrui”.

“La colpa è di quelle persone impiccione e morbosamente curiose che comprano giornaletti scandalistici”, affermazione superficiale, semplicistica e riduttiva. I consumatori di “spetteguless” sono gli utenti finali di una elementare, seppur aggressiva e martellante, strategia di marketing.  Spora malata del deceduto divismo, quella golden age in cui i personaggi venivano mitizzati in una coltre di riservatezza e mistero, intoccabili, irraggiungibili, quasi irreali, per l’appunto… “DIVI”. Per sopperire economicamente all’estinzione del divismo si è effettuata una inversione a “U”,  abbattendo così le mura del mistero e spalancando le porte alla enfatizzazione della insignificanza quotidiana. Un gran bel salto (si fa per dire), dalla idealizzazione dei veri miti del passato alla condivisione della patetica trasgressione dei falsi vip contemporanei. Difficile, se non impossibile, identificarsi in mostri sacri come Rita Hayworth e Cary Grant, molto più semplice accostarsi a una sciacquetta qualsiasi che la dà a dritta e a manca per guadagnarsi una copertina, oppure a un cazzone di borgata che crede di essere Mickey Rourke solo perché ha mangiato e dormito a scrocco nella casa del GF per qualche settimana.

La fabbrica dei “vippetti” da scoop segue un planning operativo consolidato, si raschia il barile dei frutti periferici senza né arte né parte, li si porta alla notorietà effimera, a tempo determinato, come fossero yogurt con tanto di scadenza. Viene loro concesso un pass, anche questo temporaneo, per accedere a locali e feste in cui si incontrano avanzi del bel mondo, avanzi di casino, avanzi della nobiltà, calciatori in cerca di scalpi e border line dell’arte e della cultura. Qui scattano i raid dei vari Corona, nel caso in cui non si verifichi niente di paparazzabile… si inventa, si crea, si agevola, si prendono iniziative, si improvvisa senza ciurlare nel manico.

Ciò che giustifica la sete di pruriginose rivelazioni non è curiosità morbosa né bisogno di impicciarsi, non sempre, i tempi moderni creano nuove esigenze. Le “star yogurt” tritate dall’impietoso meccanismo interpretano, direi a loro insaputa, ruoli che molti fruitori metabolizzano come mappe comportamentali, manuali, vademecum, dettami da seguire, gesta da emulare. Nei casi in cui non si vivano le trasgressioni di terzi come modello guida, si sfrutta l’effetto alibi e l’alleggerimento dei sensi di colpa. Quando il “peccatone” commesso è simile a quello di tanti personaggi, diventa un “peccatuccio”. Nella sostanza, i giornaletti scandalistici, a prescindere dalla veridicità degli scoop, “normalizzano” la trasgressione degli anonimi, cosa che ha aspetti psicologici positivi ma negativi sul fronte sociologico. Aiutano a combattere i rigurgiti della coscienza ma stimolano tentazioni discutibili. Gli snob non trascurino un elemento chiave, giornali e programmi tv sono parametri essenziali per comprendere un popolo.

Tullio Antimo da Scruovolo

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155 thoughts on “Scoop… Fabrizio Corona si è stufato di stare in galera!!!

  1. Per me qualsiasi cosa è giusta se posso non vedere piú quella facciaccia che si ritrova Corona in televisione ed in edicola.
    Mi disgusta letteralmente il mondo dello scoop del divo, attenzione sia che si tratti di divi reali sia che si tratti di esimi sconosciuti che qualcuno ha deciso che devono essere divi.
    In conclusione concordo con te.

    • ciao carissimo, hai cambiato avatar???

      ho scelto questa foto su Google perché la ritengo emblematica, raffigura il modo in cui si presentava in tribunale, forse voleva emulare Larry Flint

      • Ho cambiato foto perché con il freddo solo un asciugamano mi faceva venire i brividi. È emblematica sí: mostra il castello di finzioni in cui certa gente vive, castello che vorrebbero fosse visto anche da altri come lo vedono loro. L’influenza mi fa fare frasi strane, spero di non aver fatto troppa confusione!

  2. In teoria hai ragione…..ma visto che nei tribunali c’è a lettere cubitali la scritta “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”….sarebbe il caso che la applicassero nello stesso modo a tutti, e non solo a chi sta sui coglioni a qualcuno!

  3. per quanto il resto….fino a quand ci sarà gente che va a fare turismo dove è stata ammazzata una ragazzina, o a vedere una nave da crociera dove sono morte tante persone per farsi la foto ricordo che ti puoi aspettare?

    • hai ragione, il turismo macabro è nato, si è sviluppato, qui in Piemonte a Cogne, la villetta dei Franzoni era diventata una sorta di monumento, poi si è raggiunto l’assurdo ad Avetrana, che dire… al mondo viene di tutto.

  4. Mi piace il fatto che tu non dica “non seguo queste vicende, io nel televisore ho piantato un cactus”, mi piace perché riesci a superare la solita solfa della puzza sotto al naso per trarre delle conclusioni intelligenti.
    Sono convinta anch’io dell’importanza dei media per comprendere una società, credo che ignorare i fenomeni sia solo l’altra faccia della medaglia: le pecore che belano sì, e le pecore che belano no.

    • per me osservare l’umanità è il miglior Master,
      dici bene, è un belante coro, negli ultimi 20anni è esploso lo snobismo concettuale, nessuno o quasi si dichiarava Berlusconiano eppure l’uomo di Arcore vinceva le elezioni, nessuno guardava Sanremo eppure saltavano fuori record d’ascolti, nessuno legge i giornaletti scandalistici eppure sono quelli che tengono in piedi molti editori. La sensazione è che ci sia una omologazione di facciata che si scontra con i dati reali.

      ps: difficile coltivare cactus nei televisori ultra sottili 😉

  5. E’ palese che Corona l’unico articolo del codice penale che non ha violato è quello sull’abigeato, o quasi. Ed è opportuno che rimanga in galera per quanto previsto dalla legge.
    E’ anche opportuno che venga presto raggiunto da un bel po’ dei delinquenti che sono ancora in giro a far danni per il Belpaese. Tra parentesi, questo strano andazzo, ormai ben noto all’universo mondo, fa sì che ormai oltre ai delinquenti autoctoni ne importiamo addirittura dall’estero (“Il reato commettiamolo in Italia, lì sì che si sta bene”).

    • ahahahahahah……….
      se consideriamo “capre” i finti vip e il fatto che i paparazzi se li rubino l’un l’altro, l’abigeato ci sta tutto :mrgreen:

      ecco, appunto… di delinquenti ne abbiamo già in abbondanza, continuare ad importarli non mi pare proprio il caso.

      • Aggiungerei che i meccanismi perversi della nostra giustizia creano strane aspettative. Ricordi la storia di quel ragazzo italiano morto in prigione in Francia? Era stato arrestato perché aveva usato in un casinò una carta di credito non ricordo se clonata o proprio rubata, ed il commento era stato: ma che, per una cosa del genere si finisce in galera?
        Ebbene, nei Paesi appena appena normali sì.

  6. Fa specie la severità a fronte di eccessiva indulgenza in casi comunque più gravi. Non l’ho mai sopportato. Se l’olimpo della magistratura anzichè guardare dall’alto in basso noi cittadini, si dedicasse a fare il suo dovere..Vabbè, Corona è un parassita e non serve alla società. Va bene così.

    • ben detto,
      il caso Corona, nella sua insulsaggine, è una pietra di paragone che sbugiarda molti giudici, intendo quelli che scarcerano pericolosi delinquenti e si trincerano dietro l’ipocrita: “ho applicato la legge”. Dovrebbero dire: “ho interpretato la legge”. Nella sentenza in questione la legge è stata applicata meticolosamente, nessuno si è preso la briga di “interpretarla”.

  7. Certo, paragonare il caso Corona con altri casi dove sulla bilancia della giustizia un “omicidio” peserebbe più di un’ “estorsione” è un pò come paragonare la bugia di un bambino (legittimamente punita per educazione) con quella di un compagno/a fedifrago/a.
    Insomma, il mondo dei vip esiste perchè esiste il gossip. e se esiste il gossip è grazie alla moltitudine di plebei che vedono nel divo, anche momentaneo, un punto d’ispirazione, quello che si vorrebbe essere ma che per sorte non lo si è.
    A mio semplice avviso, il mondo vip ha un diritto alla privacy direttamente proporzionale alla notorietà del personaggio. non ci si può lamentare se Tizio viene scoperto a letto con Caia. Caro Tizio, se non volevi notorietà, te ne stavi nella bolgia degli anonimi.
    Per quanto riguarda la magistratura…. Stendiamo un velo pietoso. Imparzialità e terzietà, requisiti cardine in capo alla magistratura, sono solo attributi scoperti in casi eccezionali. E Corona rientra fra questi.

    P.S. Ma è davvero così facile ammalarsi nelle carceri? No, perchè dalle immagini trasmesse Corona mi sembra davvero in forma!

    • cara Aida…
      e me del gossip non è mai fregato niente, nemmeno di inciuci e corna, siano esse reali o finte, di un attore o di un personaggio dello spettacolo, così come degli sportivi e altro. Mi interessano i risvolti professionali, eventuali iniziative di pubblico interesse e roba simile.
      Poco tempo fa abbiamo parlato della privacy dei politici, invero mi disinteresso anche di quella ma riconosco comunque la necessità di mantenere comportamenti consoni al ruolo.

      come ho scritto, non esistono più i veri VIP, i veri miti, i GRANDI personaggi, nella “poca roba” in circolazione è facile identificarsi, è vero, diventare famosi non è cosa semplice ma relativamente. Basta un GF qualsiasi per dare fama, un talent, una trasmissione della De Filippi. Insomma, per uno/a che ha la faccia da culo, un minimo di spregiudicatezza e magari, non è obbligatorio, sa pure canticchiare o sgambettare… è più facile diventare un “vip yogurt” che trovare un lavoro serio.

      • Le tendenze sono cambiate. I vip yogurt vivono del gossip che purtroppo ti passa sotto gli occhi anche solo disconnettendo hotmail e passando alla modalità msn. Certo, tu non ci fai caso, neanche io se per questo che il GF per me è l’acronimo di Guardia di Finanza, ma anche aprendo un TG nelle anteprime spesso ti spuntano le notizie Light (tipo la Kate incinta???) e poi la cronaca. Finisci per esserne soggetto passivo in maniera inconscia.

        • sicuramente, dove piovono gossip si finisce sempre col bagnarsi, anche involontariamente ma questo è sopportabile. Specchio dei tempi, essendo fumatore faccio sedute di igiene quadrimestrali dal dentista, una volta nella sala d’aspetto piazzava riviste scientifiche, di fotografia e via andando, da un anno si è convertito ai giornaletti di gossip, mi ha detto che gli sono stati richiesti dai/dalle pazienti.

    • ps. credo che nelle carceri non sia difficile ammalarsi, soprattutto se parliamo di patologie psicosomatiche, un delinquente incallito avvezzo alla detenzione fin da ragazzo non patisce. Un fighetto come Corona, abituato alla vita sregolata e mondana, la galera la patisce sicuramente ma a questo avrebbe fatto meglio a pensarci prima. La detenzione non è una vacanza, un soggiorno in un resort, è un luogo di punizione, in Italia neanche tanto civile ma questo è altro problema.

    • ad onor del vero su questo ci “salviamo”, in Inghilterra, Germania, Francia e Spagna esistono testate di gossip che da sole vendono più copie di tutti i nostri giornaletti scandalistici messi insieme. Gli Italiani sono omologati sulla ipocrisia di facciata, tutti snob, tutti superiori, tutti con la mente impegnata in cose più serie… non è mica vero.

  8. Ciao Tads.
    Ti sembrerò cinica ma non mi interessa quasi nulla di Corona. Ho seguito il suo caso agli inizi perché era impossibile non farlo considerata la rilevanza che i media, telegiornali ecc. davano alla vicenda.
    Molto interessante la tua analisi dell’ “insignificanza quotidiana” trasformata in divismo.
    Non leggo riviste di gossip e, se me ne capita tra le mani una dal parrucchiere e la sfoglio per pura curiosità, mi trovo completamante disorientata. Non è lo snobismo che tu giustamente rilevi, proprio non mi attirano. Non mi piacciono, non le critico, prendo atto che esistono e le lascio ad altri. Concordo con te che abbiano un mercato fiorente altrimenti molte avrebbero già chiuso i battenti.
    E qui sta il punto: più si abbassa lo status dei cosiddetti “vip”, anullando progressivamente la distanza con la “gggente”, più è rapido il processo di identificazione.
    Aumenta tuttavia, secondo me, l’impoverimento generale. Sai cosa temo proprio alla luce di questo? Che Corona (ma potrebbe essere anche Pinco Pallino) scontando una pena giusta ma per alcuni spoporzionata rispetto ad altre ingiustamente più indulgenti, diventi una sorta di vittima del sistema, un antieroe moderno per cui il pubblico prova una simpatia quasi immediata. Preoccupante, non trovi?
    Primula

    • Ciao Primula,

      la morte del divismo, quello vero, ha creato spazi in cui far razzolare i vip bonsai proprio per facilitare processi di identificazione e vendere più copie o impennare lo share. Come ho detto non mi interessano né gossip né le traversie di Corona in quanto tali, attirano la mia attenzione i risvolti sociologici e psicologici del suddetto mercato.

      Gli Italiani hanno l’abitudine di sfogare sul momento l’istinto forcaiolo ma nel tempo liberano la vena buonista, da un eccesso all’altro, anche questo è un aspetto da non sottovalutare. Mi domando piuttosto cosa spinga mostri sacri come Celentano e altri ad esporsi in prima persona per favorire Corona.

      L’appiattimento in corso non credo sia dovuto a giornali e programmi voyeuristici, fanno il loro mestiere e si rivolgono a target specifici. Sono molto più responsabili quelle trasmissioni e quei prodotti editoriali che si fregiano essere elitari ma in realtà, subdolamente, sfruttano la potenza mediatica degli scoop pruriginosi.

      Il caso Corona… se lo consideriamo semplicemente un fattaccio di malcostume possiamo tranquillamente voltare pagina, se invece lo consideriamo uno strumento per misurare l’assurda e antidemocratica discrezionalità dei giudici, un capro espiatorio che pareggia i conti con oltre mezzo secolo di fastidiose paparazzate, magari anche una mannaia calata sul sottobosco degli scoop (da sempre i vip pagano per bloccare l’uscita di foto compromettenti, non è certo pratica inventata da Corona)… faremmo meglio a non voltare pagina.

  9. L’indulgenza Con cui vengono trattati tutti gli altri, stride alquanto con l intransigenza dei giudici che hanno condannato Corona. I suoi 14 anni di pena ridotti a 9 li confronto con i 16 della Franzoni, se sono ben informata, li confronto con la pena inflitta ad altri assassini. A certi arresti domiciliari. La cosa non mi torna. Corona e un esaltato maniacale che ha cavalcato l’onda dello scoop ad ogni costo, attività molto praticata in Italia. Magari ha bisogno di psicofarmaci per dimensionarsi. Non ha senso mantenre (in tutti i sensi anche economicamente ) uno come lui in carcere, con tutti i soldi che ha. Che vada a lavorare davvero in qualche comunità e contribuisca con i soldi e la sua esperienza a mantenere altri. Magari Sto facendo un discorso molto semplicistico. Non so. Però ritengo che un sequestro dei suoi beni e della sua impresa a favore del sociale sarebbe molto più utile che mantenere un esaltato nelle patrie galere.

    • per come siamo abituati noi Italiani… questa condanna sembra eccessiva ma forse la giustizia è stata troppo larga di manica in altri casi, l’unica cosa che mi viene da dire è che c’è poca coerenza nel pretendere la certezza della pena salvo poi chiedere clemenza quando qualcuno la applica.

      Corona non ha un centesimo, gli hanno sequestrato tutto da anni, credo anzi abbia pure un po’ di “chiodi” piantati in giro, non conosco questi aspetti ma ricordo una recente intervista di Staffelli a Nina Moric, quando lo hanno arrestato la prima volta lei ha dovuto tirare fuori un pacco di soldi suoi per far fronte a certi casini

      chi vive in quel modo brucia tutto, gente che oggi sciala e domani non ha manco i soldi per un caffè

      • Io chiedo la certezza della pena, ma per TUTTI. E così non è, in Italia. Accanirsi contro lo psicopatico di turno che ha fatto polvere bianca fra chi l’avrebbe acquistata comunque. Ha fatto scoop su chi vive di notorietà quando fa comodo, mi sembra l’ennesima incoerenza del sistema .. Secondo la mia opinione lui ha dato fastidio alle persone sbagliate nel momento inopportuno. Questa colpa non merita né 14 né 9 anni di galera, ma tanto sudore della fronte sul versante sociale, per pagare i debiti dato che sei informato che ne ha.
        Non dico che Corona sia innocente, Corona è COLPEVOLE. Ma non più di altri criminali che sono ai domiciliari a grattarsi …Se in Italia c’è la manica larga (PURTROPPO ) accanirsi su quello psicopatico per stringere il cordone , è poco logico.
        Buona vita Tads, un sorriso.

        • ha fatto una gran cazzata a toccare l’universo Agnelli, in linea teorica, per giustizia emotiva, sono d’accordo con te, razionalmente parlando… non è sbagliata la galera inflitta a Corona, è sbagliata la libertà concessa ad altri. Non si tratta di un paparazzo invadente, si tratta di estorsione, soldi falsi, guida senza patente, minacce, oltraggio, e chi più ne ha ne metta, certo non ha ammazzato nessuno ma ne ha fatte più di bertoldo. Comunque la cosa che lo ha mandato in galera cumulando le pene è stato il processo Torinese per estorsione.

          da queste parti “buona vita” significa addio…
          buona domenica

  10. Molto pertinente il tuo articolo. Corona ha peccato e deve scontare la sua pena. Ma soprattutto concordo col fatto che “la giustizia non è uguale per tutti”. Sembra quasi che i magistrati scelgano ben bene i casi da giudicare severamente a mo’ di esempio e poi chiudano gli occhi su tanti altri, forse più pericolosi ma meno coinvolgenti per l’opinione pubblica. Lo trovo un modo un po’ grottesco per farsi conoscere e potere entrare facilmente in politica. Non c’entra niente col tuo post, ma ti segnalo che ieri per la prima volta ho sentito da un magistrato pronunciare una velata critica a certi pm. che ballano la rumba sulla scena mediatica…
    Nicola

    • caro Nicola,
      da un po’ di anni a questa parte, alla inaugurazione dell’anno giudiziario, sentiamo la consueta cazziatella ai magistrati che cedono alle lusinghe della visibilità mediatica, chiacchiere al vento

      è vero che la condanna A Corona appare sproporzionata rispetto ad eventi di cronaca più gravi ma se si vuole “equilibrare”, perché farlo verso il basso???

  11. Non capisco perché se uno non guarda la televisione, o meglio certi programmi televisivi, oppure non legge certi giornaletti scandalistici (neanche dal barbiere) e si permette di criticare l’una cosa e l’altra, debba avere la puzza sotto il naso, mentre chi la televisione la guarda da mattina a sera e certa stampa la legge ( e non solo dal barbiere) pur disapprovando il tutto nella stessa maniera, debba invece essere considerato un virtuoso della critica. Ma lasciamo stare questo aspetto…e ritorniamo al tema che hai proposto. Io penso che oggi, un po’ tutti, vorrebbero stare dentro quella scatoletta magica che è la televisione. E se proprio non riescono ad entrarci come veri protagonisti (vedi il grande fratello, l’isola dei famosi ecc.) aspirano ad essere inquadrati almeno come spettatori muti e plaudenti dei vari ballarò, delle vite in diretta, delle piazze pulite, delle gabbie, delle porte a porte. Pur di esserci. E grazie anche a personaggi come Corona se oggi la televisione non perde occasione per spettacolarizzare in modo morboso soprattutto il dolore e le tragedie sia familiari che sociali. Fatti criminali che occupano uno spazio televisivo eccessivo. Notizie, queste, che debordano oltre i telegiornali ed invadono i programmi pomeridiani e di prima serata, dove immancabilmente pontificano avvocati e criminologi, psicologi e psichiatri, vittime e parenti delle vittime. Uno spettacolo, il più delle volte, volgare e osceno che viene dato in pasto ad un pubblico sempre più vorace. Un pubblico che piange, che si commuove, che si lascia coinvolgere emotivamente. Tragedie familiari che ci sfiorano ma non ci toccano, perché appartengono agli altri…e quindi noi ci sentiamo migliori. Normali. Qualcuno dice: questa è l’informazione. No, non è informazione. E’ speculare, a volte con false parole di sdegno, sul dolore degli altri, per racimolare qualche spettatore in più, qualche lettore in più. E le vittime sono sempre i più deboli che vengono colpiti, di volta in volta, con immagini di sofferenza (i vari omicidi seriali che vengono trattati come sceneggiati) o con immagini di falsa allegria, di un mondo che nella realtà non esiste legato ai vip e ai vippetti. E se “giornali e programmi tv sono parametri essenziali per comprendere un popolo”, come scrivi tu, ebbene per me un popolo che segue le vicende dei tanti Corona che girano nel nostro paese è un popolo di immaturi. Ma forse ho la puzza sotto il naso…
    Grazie Tads per le tue analisi, che io apprezzo molto.

    • Ciao Remigio,

      alla perplessità che esprimi nelle prime righe credo sia facile rispondere, chi segue certi programmi e legge certi giornali esprime critiche che si fondano su qualcosa che ha “toccato” con occhi e orecchie, chi critica senza guardare né leggere esprime giudizi ipotetici che si fondano su pregiudizi. La“puzza sotto al naso”è una espressione popolare, identifica quella persona che denigra e critica cose che non vive basandosi su convinzioni individuali, di fatto lo “snob” è un eremita metropolitano distante dalla realtà.

      Sul resto… credo di essere stato chiaro nel post, in tutto l’occidente l’informazione/intrattenimento, televisiva e stampata, si è da anni ramificata, vi è quella generalista e quella di settore, tematica, un offerta sempre più ampia che frammenta il mercato, un mercato totalmente dipendente dalle logiche commerciali. Ripeto, in tutto l’occidente, noi Italiani non primeggiamo su questo fronte, in altri Paesi evoluti il tasso di gossip, tv trash, tv vampira è molto più elevato.

      Personalmente NON sono un gran consumatore di tv e non compro riviste, però ho la bella abitudine di documentarmi a fondo sulle cose che mi interessano e/o che intendo trattare. NON considero nessun utente “immaturo”, ti dirò, credo che la casalinga affezionata a certi programmi bistrattati sia molto, MOLTO, più matura di coloro che si fanno lavare il cervello da venditori di pomate per calli come conduttori faziosi, opinionisti da divano, intellettuali amebe & C., Non esistono consumatori immaturi, esistono critici idioti e autori incapaci, conduttori preparati e conduttori ciarlatani, meglio una barzelletta ben raccontata che una notizia manipolata, per capirci. Chi in edicola preferisce Novella 2000 a L’Espresso non è detto che sia immaturo, magari la sa più lunga degli altri e sceglie semplicemente balle più divertenti.

      non attribuiamo a Corona un potere che non aveva, lui non manovrava niente, non creava indirizzi, non spostava nemmeno una virgola nel mondo dei mass media, Corona era solo un agguerrito “manovale” dello scoop con tendenze delinquenziali affetto da delirio di onnipotenza.

      Grazie per gli apprezzamenti

      • Caro Tads, io di solito, dopo il primo commento a un post, difficilmente replico. Mi piace un botta e risposta senza far scivolare la discussione all’infinito. Comunque…
        Tu credi davvero che per esprimere certi giudizi negativi su taluni spettacoli spazzatura che manda in onda quotidianamente la televisione sia necessario seguire, dall’inizio alla fine, l’infinita telenovela tutte le sere e per tutto il tempo in cui va in onda? Non credo proprio, sei una persona troppo intelligente per pensare queste cose. Ne sono convinto. Io penso che non sia necessario vedere le mille puntate del grande fratello o le duemila di porta a porta (potrei allungare l’elenco) per poter esprimere giudizi meno ipotetici che non si fondino su pregiudizi. Basta un flash. Altrimenti andiamo ad ingrassare quel famigerato “audience”, fonte di tutti i mali della televisione. Sono poi d’accordo con te: lo snob “è un eremita metropolitano distante dalla realtà”. Hai dimenticato di dire, però, che prima di diventare snob, ‘sto disgraziato era completamente immerso nella realtà metropolitana, si guardava tutti i programmi televisivi, anche quelli più trash, e poi andava a letto felice. Però poteva esprimere i suoi giudizi critici con cognizione di causa. Fino a quando non è scoppiato e si è isolato nel suo eremo, dal quale osserva con distacco la realtà circostante. Un carissimo saluto, con rinnovato affetto :-)

        • lo scambio di opinioni è sempre utile,
          non credo assolutamente che per esprime un giudizio su un programma televisivo sia necessario seguirlo maniacalmente, credo sia principalmente doveroso fare una distinzione, fiction, soap e telenovele non sono assimilabili a format di intrattenimento (quiz, comicità, sport, ecc. ecc.), a talk e nemmeno a programmi definiti di approfondimento, eccezion fatta per i documentari scientifici, su quelli storici ci sarebbe da discutere.

          detto questo…

          considero lo snob da te illustrato un “arreso”, in quanto tale fuori dalla mischia e quindi esonerato dal giudicare l’utenza, mi spiego meglio, tu hai il diritto di dire: “questo programma per me fa schifo”, non hai il “diritto” (notare le virgolette) di dire: “chi segue questo programma è un coglione oppure un immaturo”. La differenza è sostanziale non formale. Tra l’altro è una affermazione adottabile per ogni programma.

          te lo ripeto, non sono un consumatore seriale di televisione ma è un mondo che conosco molto bene, non c’è qualità, questo è vero ma la colpa non è dell’utenza bensì degli autori e della produzione. Ovvio che stiamo parlando di RAI, una tv pubblica controllata dallo stato che succhia il canone ha doveri molto diversi da quelli di un network commerciale.

          nell’era moderna, in una ottica futuristica, le tv è destinata a diventare diffusore di leggerezza, se vuoi le chiamiamo minchiate, al prossimo ricambio generazionale l’informazione e l’acculturamento saranno totalmente in mano alla rete. Con tutti gli annessi e connessi previsti e prevedibili.

  12. Ottimo post, e stavolta condivido tutto….mi chiedo solo se una personalità narcisistica e border line condita, forse, da cocaina, alcol o quant’ altro si possa definire “patologica” e non solo comportamentale….
    Una condizione patologica dichiarata ( non so come) potrebbe diventare una scorciatoia per un eventuale passaggio in comunità….Mi pare che si stanno attivando soprattutto in questa direzione….Mi pare sciocco questo interessamento eccessivo per uno come Corona. Soprattutto si sentenziano troppo i paragoni, le differenze della giustizia italiana, senza minimamente considerare tutti i reati (e sono tanti) che lui ha commesso!!
    Ritengo che merita esattamente quello che dovrà scontare in carcere: ne più , ne meno!

  13. L’utente finale italiano dei giornaletti scandalistici sono gli stessi che seguono le fiscion RAI e Mediaset, che passano le domeniche e i pomeriggi con la Venier, D’Urso, Maria e i suoi amici, Verissimo e porcate varie. L’Italia è in mano a loro e Corona ha venduto quello che la gente cercava. Ma non ha fatto i conti con la casta.

    Finché truffava i poveretti, del tipo soldi falsi ai benzinai, o evadeva le tasse e non pagava i telepass , nessuno si accorgeva realmente di lui, era quello figo, molto figo, che faceva quelle figate lì, da tosto, molto tosto. Perché Fabrizio Corona si era fatto da solo. Ma quando dai fastidio alle persone sbagliate, l’elite del nostro paese, la gente che conta veramente, è finita.

    Adesso sappiamo che i calciatori non si toccano, che i divi televisivi non si toccano, che la Ventura aveva più potere dei Windsor, che l’Italia non vive solo di calcio ma soprattutto si vive di gossip. Una volta ci si identificava con attori e rockers, da Clark Gable a Elvis. Adesso? Balotelli e il tronista di turno?
    Ciao TADS! Grande Toro!!! 🙂

    • sante parole amico caro, in Italia esistono ancora gli “intoccabili”, guai rompere loro le balle, come dire… “chi tocca i fili muore”

      tempa addietro Lino Banfi rilasciò una dichiarazione molto seria, disse che i grandi film d’autore, quelli impegnati, culturali e di denuncia prodotti negli anni 70/80, devono la loro realizzazione alla commedia pecoreccia di quei tempi. Le cosce della Fenech e altre, le Pierinate e via dicendo, riempivano le sale e parte degli incassi veniva destinata a produzioni di qualità. La tv dovrebbe fare la stessa cosa, sfruttare gli introiti prodotti dall’allegro intrattenimento per produrre cultura, in particolare la RAI, se lo facesse tutto avrebbe un’altra logica.

      Non condanno le fabbriche dei sogni ma credo dovrebbero essere ottimizzate.

      Torino vs Milano 6 punti a ZERO

      ps OT: ieri la partita l’ho vista, Mancini ha detto una marea di cazzate, il Toro avrebbe potuto vincere tranquillamente 4 a zero, l’inter ha fatto due tiri in porta telefonati, ho scoperto che la melina (quella che hanno fatto ieri i nerazzurri) adesso si chiama: “fitto fraseggio orizzontale” :mrgreen:

      • E’ solo un’evoluzione del classico “catenaccio italiano”, quello del Trap. Abbiamo sopportato la “difesa alta sacchiana”, lo squallore del Titicaca e adesso il fraseggio manciniano. Perlomeno gli altri regalavano risultati soddisfacenti! Ahahahah!!!!!
        Carissimo, buon inizio settimana!

  14. Hai proprio espresso il mio pensiero: questo baldo giovane si è scelto da solo il ruolo di capro espiatorio. Difatti gli assassini vanno in licenza premio per buona condotta e si impegnano subito per ricrearsi una vita simile, uguale o peggiore a quella di prima che li arrestassero e invece lui è castigato severamente, come si merita uno che parla troppo e fa lo spiritoso là dove gli sarebbe convenuto piuttosto chiedere scusa subito e mostrarsi contrito. Lo stesso destino toccherebbe a me se una certa poliziotta dei dintorni mi vedesse buttare fuori orario il sacchetto della spazzatura. Io ho dovuto promettere che non sarebbe avvenuto mai più perché quella voleva nome, cognome e indirizzo. Così è per gli impotenti. E non mi sognerei di saltare una bolletta delle tasse.
    Paura? No, coscienza.
    “Gli snob non trascurino un elemento chiave: giornali e programmi tv sono parametri essenziali per comprendere un popolo”. sono le tue parole conclusive, incisive e vere.

    • dagli e dagli… vedrai che in modo o in un altro questo polverone contro la severità dei giudici sortirà l’effetto sperato. Ancor più se continuano a scarcerare assassini. Sinceramente il perdono a strascico non mi pare la strada migliore per combattere la delinquenza e il malaffare.
      Accidenti che poliziotta zelante 😉

      • Viviamo come nel vecchio West, chi spara per primo sopravvive. Sembra un’ovvietà ma non così tanto. In caso di omicidio, fra attenuanti e buona condotta, dopo otto anni potresti essere già fuori mentre l’altro è sottoterra. Nel dubbio ammazzalo! Se ne sei capace……. Questa è la giustizia in Italia.

        • otto anni??? Magari…!!!
          il tipo che ha ammazzato l’infermiera Romena con un pugno è uscito ieri dopo appena quattro anni, la Franzoni è stata mandata a casa dopo sei, quelli che ubriachi o drogati ne ammazzano 3/4 per volta la galera manco la vedono. Per non parlare poi delle prescrizioni come quella della Eternit e del fatto che a distanza di anni la strage della Tissen è ancora impunita, tra appello e cassazione… è probabile che venga prescritta pure quella. Kabobo è stato condannato a venti anni per tre omicidi, neanche sette anni per morto.

      • Il perdono a strascico non è mai la strada giusta, ma qui stiamo arrivando che sono più rispettati gli assassini di una brava madre di famiglia, per lei non ci sono vacanze premio né perdoni a strascico. Sì, quella poliziotta è zelante, la detestano e le sbuffano dietro in molti.

        • cara Mimma,
          il termine “rispetto” è sparito da un pezzo dal dizionario Italiano, ormai si parla solo e sempre di perdono e comprensione… tanto, alla fine… è sempre colpa della società.

          • La società siamo noi, facciamo paura. E tutte queste vergogne in nome del dio denaro. Oggi ho trovato un mio scritto sul concetto di amicizia, quante speranze e certezze deflagrate in pochi anni.

  15. E’ stato punito l’atteggiamento da sfrontato: se avesse ammesso a capo chino, se la sarebbe cavata con meno, molto meno. Ma lui è un duro, non si piega e i giudici hanno dimostrato di essere i più forti. Però altri con reati più gravi se la spassano e questo è illegale, ma in Italia la legge non è applicata come dovrebbe essere.
    La tua analisi è perfetta e concordo su tutti i punti, come ben hai letto nel mio commento.
    A presto e buona serata.
    un abbraccio
    annamaria

    • buonasera Annamaria,
      Corona è un duro di cartone, poverino, il carcere gli toglie la serenità e gli fa venire l’ansia, core di mamma…
      dove è finita tutta la sua arroganza???
      dove è finito il Rambo dello scoop che rideva in faccia ai giudici???
      in MINIERAAAAAAAAAAA

      un caro saluto

  16. Ho seguito poco il caso Corona, giorni fa ho sentito di striscio che è esaurito e ha chiesto la perizia psichiatrica e la casa di cura, ecc… Che dire? Concordo pienamente con quanto da te ottimamente espresso. Della giustizia che fa acqua da tutte le parti abbiamo già detto e c’è poco da ripetere. Da riflettere anche come in questa italietta un Corona sia diventato un “divo”… e non è il solo…

    • scordavo…
      sempre di striscio ho anche sentito della grazia chiesta dall’ex governatore della mia isola, che se non erro ha avuto la metà degli anni di carcere del parapazzo.
      Ho sentito anche che nel frattempo ha pubblicato dei libri che pare siano belli (almeno così hanno detto degli amici che li hanno acquistati e letti e che volevano prestarmi, ma ho gentilmente rifiutato) e che sta continuando a ricevere i 6 mila euro al mese di vitalizio dalla Regione Sicilia. E anche lui NON è il solo, dal sud al nord, dall’est all’ovest e questo mi fa andare in bestia come non immagini!

      • scrivere libri in carcere è una vecchia moda lanciata da Silvio Pellico 😉 , il vitalizio prescinde dalla fedina penale, Pietro Maso ha ammazzato i genitori ma l’eredità l’ha presa, cosi come altri che hanno eliminato parenti stretti. La legge Italiana non tocca gli aspetti economico/burocratici, neanche a fronte di un efferato delitto.

        • ahahaha, perfetto il richiamo a Silvio Pellico 🙂

          Sì, la legge è così ma mi imbufalisce che su questa legge non si sia abbattuta la mannaia della legge Fornero (chissà poi perchè…).

        • ohooo, qua si volatilizzano le risposte, uff…
          scrivevo che è perfetto il riferimento a Silvio Pellico 🙂

          Sì, la legge è quella ma mi imbufalisce che la mannaia delle legge Fornero non si sia abbattuta anche su questa legge (chissà il perchè…) che consente a certa gente di continuare a prendere un vitalizio per i “servizi” prestati allo Stato, anche dopo le colpe accertate.

    • a proposito di “divi”…
      quando scarseggia il filetto salgono in auge le ali di pollo 😉

      mi fa alquanto incazzare constatare che si guardi sempre alla soluzione più idiota, ci sono carceri sovraffollate??? anziché costruirne di nuove a misura d’uomo si sceglie di svuotare le attuali rimandando in strada i delinquenti. C’è una situazione anomala??? si rischia di passare dalla intransigenza alla indulgenza, dobbiamo sempre fare le cose ad minchiam.

      • scrivere per la terza volta il commento? No, dai. Cambio commento e risposta e provo dalla pagina lettore. Se sparisce anche questo, cioè se non lo vedo in attesa di approvazione,rinuncio proprio.
        Concordo sull’incazzatura e comunque non penso che un Corona uscirebbe per sovraffollamento delle carceri. Piuttosto per pedate di amici mentre un poveraccio resterebbe dentro anche con celle che scoppiano.

        • porta pazienza ma WP ogni tanto fa le bizze,
          lo penso anche io, in Italia i mass media hanno una notevole influenza sulla giustizia, se poi scendono in campo calibri come Celentano e altri… il successo è quasi garantito.

    • Corona è un delinquente qualsiasi che i mass media stanno trasformando in un caso anomalo, di lui me ne frego ma è comunque uno strumento che misura la giustizia Italiana. La condanna appare eccessiva rispetto ad altre, questo è vero, tuttavia sarebbe tragico scoprire che basti frignare a suo favore per fargli avere una grazia oppure una pena alternativa.

      • Infatti, secondo me da vecchio cacciaballe, frigna per poter uscire, o aver qualche condono…
        Ti ricordi quando faceva lo sbruffone guidando automobili di grossa cilindrata, anche se gli avevano ritirato la patente, con qell’aria strafottente?
        Mi sa, che con solo le multe, e cazzattelle varie fatte, la pena sia anche bassa…😜

        • se i giudici diventano generosi con lui, se il nuovo presidente gli concede la grazia…
          significa che in Italia la giustizia viene amministrata negli studi televisivi, non nei tribunali.

  17. Buongiorno Tads, il nostro Bulletto è già prigioniero delle sue idiozie.
    Per questo “prego” la “giustizia” di liberarlo dalle sbarre e mandarlo sui monti a pascolare greggi di Buonsenso, Ragione, Umiltà , Maturità etcc…
    Lieta giornata
    Eloisa

  18. Ciao
    proprio stamattina ho letto un trafiletto sulla stampa riguardante Corona e le sue presunte depressioni da carcere ,visto che chiede un’altra possibilità e la comunità exodus è disposta a prenderselo penso che non gli farebbe male lavorare per aiutare gli altri….e magari scoprire il significato della parola lavoro….
    Buon pomeriggio ☀️☀️☀️☕️☕️☕️☕️☕️

  19. a volte questo tempo effimero e ciarlone, faccio fatica a capirlo… questi “canzoni” vissuti con la spavalderia dei guasconi di mezza-tacca, insieme alle soubrette di breve durata, mi hanno nauseato. Per fortuna che la televisione la guardo pochissimo, perché ogni volta che l’accendo vedo sempre le stesse facce che litigano come bambini capricciosi, solo perché l’audience vive sempre con le sue puttanate. Quello che mi preoccupa di più però, è che i media parlano molto di questo sbruffone, mentre parlano sempre poco dei mafiosi che, anche loro in prigione, fanno fatica ad ambientarsi al di fuori dei loro salotti e pretendono gli arresti domiciliari, come se dopo tanto danno, potessero con tutta la calma del mondo, gestire e continuare i loro sporchi affari di famiglia, comodamente seduti nel loro salotto di casa. In fondo, tra una “corona” semplice e una sacra cosa cambia? Tutti continuano a guardare la televisione e a leggere giornali che hai citato…

    • Ciao carissimo,

      ovviamente condivido, piccola analisi del mondo fintamente patinato moderno a parte, il post pone una domanda più rompicapo di quel che appare, viviamo il caso Corona come semplice riferimento. Mi spiego, lui è stato condannato a nove anni per una serie di reati definibili “non violenti”, il tipo che ha ammazzato l’infermiera con un cazzotto è stato condannato a otto anni e liberato dopo quattro… cosa sarebbe più giusto fare per ripristinare un logico equilibrio, liberare anche il fotografo oppure rimettere in galera l’assassino scarcerato anzitempo???

      • Io io io…..rispondo io!!! Tutti in galera!!! Altro che indulto, prescrizione, buona condotta, patteggiamenti, riti abbreviati a cazzate varie. Tutti in galera! Io le tasse le pago tutte senza sconti e non ho ne fregato ne ucciso nessuno! Da Berlusconi a tutti gli altri vampiri della società li sbatterei in carcere immediatamente, senza ricorsi e lungaggini. Chi sbaglia paghi, avrebbero dovuto pensarci prima!

        • sono anche io per la linea intransigente, la giustizia deve garantire processi equi e sentenze giuste. Una volta accertata, senza alcuna ombra di dubbio, la colpevolezza, il condannato deve scontare la pena fino all’ultimo giorno. Sono altresì convinto che le carceri debbano diventare luoghi di recupero strutturati a misura d’uomo ma la certezza della pena è un punto fermo.

          • E’ sconfortante vivere in questa società, una coperta corta, tiri da una parte e scopri le vergogne dall’altra. Piccola criminalità, criminalità organizzata, terrorismo, lupi travestiti da pecore e il nostro padre e padrone che continua a scudisciarci senza motivo.

            Ciao, vado avanti con la mia vita da zombie.

  20. In linea di massima non mi esprimo su persone che non conosco personalmente, anche se l’impressione è di una persona come l’hai descritta. Può essere che contro di lui si siano “accaniti” nel senso di dargli una pena esemplare mentre altri se la cavano con molto meno per molto di più. Ma come dici te, l’errore sta nella leggerezza con cui sono trattati i secondi.

    http://www.wolfghost.com

    • neanche io conosco personalmente Corona, da qualche annetto seguo i percorsi della giustizia Italiana, li osservo, a volte ne parlo, spesso rimango basito

  21. Quando il “peccatone” commesso è simile a quello di tanti personaggi, diventa un “peccatuccio”
    Mi sono sempre chiesto cosa spinga a comprare quel tipo di riviste…e questo punto di vista non l’avevo considerato.
    Tuttavia temo che non sia l’unico motivo. Troppo bello per essere vero, troppo INNOCENTE.
    Invece secondo me molta gente ama vedere crollare gli altri anzichè edificare sè stessa, quindi il conoscere i “peccati” dei vips non serve per mettere a posto la coscienza (sentendosi così *allineata* a loro) bensì per il piacere di vedere i vips (persone invidiate) che cadono, che falliscono.

    Per quanto riguarda il discorso “Corona”, penso anch’io che la causa della severità della pena applicata NON sia l’aver pestato i piedi alle persone sbagliate, bensì l’aver irritato anche quelle persone che potevano decidere della sua vita semplicemente girando il pollice in sù o in giù.

    • è la stessa cosa Marco,
      mettersi a posto la coscienza oppure assistere agli altrui tonfi è sempre un livellamento, mi verrebbe da dire: “mal comune mezzo gaudio”. Le colpe altrui leniscono le proprie e il crollo altrui umanizza, normalizza la propria pochezza.

      • E’ vero: in linea di principio è la stessa cosa.
        Ma tu sei troppo buono: tu sei convinto che alla gente basti il livellamento.
        Invece son convinto che la media psiche umana sia molto più subdola e triste…

        Guarda che a pensare male si commette peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.

        • ho sempre fatto mio l’aforisma Andreottiano 🙂
          ti ringrazio per il troppo buono, il bisogno di livellamento è un segnale importante, soprattutto in una società individualista che tiene un piede nella morale pubblica.

          per capirci… se uno ha le corna e scopre che le ha anche il suo vicino di casa e poi quello sopra e poi quello sotto… si scrolla di dosso l’etichetta di “cornuto del condominio”, un peso notevole, tuttavia dovrà accettare di far parte di un condominio di cornuti. Morale, esce dalle corna individuali per entrare in quelle collettive, qui si attiva il famigerato “mal comune mezzo gaudio” di cui sopra. La condivisione di un peso alleggerisce la gobba.

  22. Corona ,caro Tads, è un personaggio che non merita da parte nostra alcun interesse per aver dimostrato ampiamente di che pasta è fatto. Corona non è altro che il frutto di una società che ignora qualunque comportamento etico, senza principi dove il dio denaro detta legge e dove fare i bulli è dimostrare di credere nella propria stupida e falsa superiorità. E quando tutto finisce di colpo persone come Corona si dimostrano per quello che sono realmente: dei vili immaturi incapaci di assumersi le proprie responsabilità di fronte i fatti compiuti entrando pure in depressione. Se vogliamo ritrovare la via maestra anche comportamenti non etici vanno perseguiti. Anche per il resto condivido aggiungendo a tuo favore anche un’altra condivisione, quella di mia madre. Un abbraccio caro Tads. Isabella

    • condivisioni che mi fanno piacere, molto, ovviamente Corona è solo uno spunto per parlare delle anomalie giudiziarie e di alcune strane tendenze. Come ho scritto nel post, del suo destino proprio mi disinteresso, non vorrei gli dessero la libertà solo per il battage mediatico, sarebbe il massimo dei minimi.

      ricambio l’abbraccio Isabella, un saluto alla mamma

    • non credo sia facile gabbare uno psichiatra del tribunale, dovessero scarcerare tutti i detenuti che somatizzano il carcere… manderebbero a spasso i secondini.

  23. Eppure…. una comunità ” contadina” non gli farebbe male! I contadini sono persone serie…
    non meritano di lavorare con uno come corona.

  24. Mi fa piacere leggere la tua opinione sul “caso” Corona. La condivido. Anche perché, al di là del nostro piccolo mondo di blog, sono pochissimi i giornali che hanno parlato di legge applicata alla lettera. Addirittura si è chiesta la grazia. Ci si è domandato quale grave delitto abbia commesso. Perché ormai qui funziona così. La legge non è uguale per tutti e, quando viene bene applicata, stona. In pochi arrivano all’idea che l’anomalia non è la pena di Corona ma la pena non pienamente data a tutti gli altri.

    • esatto, nel paese delle anomalie l’applicazione del codice diventa una stranezza, non mi stupisce l’altrui stupore, lo comprendo, se paragoniamo il caso Corona ad altre sentenze rimaniamo sgomenti ma l’errore è altrove. Mi domando se sia un caso sporadico oppure l’avvisaglia di una nuova tendenza, vedremo.

  25. Premesso che Corona non lo sopporto per la sua arroganza e il suo modo di fare, devo constatare però che qui la giustizia che dovrebbe essere “uguale per tutti” non penso lo sia veramente… Ci sono persone che hanno commesso cose molto più gravi ma hanno avuto pene meno pesanti o addirittura non sono in carcere ma agli arresti domiciliari… Che giustizia è??

    • tecnicamente dovremmo definire giustizia quella che ha condannato Corona e malagiustizia quella che scarcera assassini e allarga le maniche, ovviamente dal suo punto di vista si sente discriminato.

  26. I lavori forzati!! a lui e a tutti i nuovi briganti della politica.. quei bei vestiti a righe con la palla al piede e il piccone tra le mani mentre spaccano il nulla… Peccato che la giustizia non è di questo mondo TADS… ma io ci spero sempre!
    Ciao

    • veramente, pala e picco sotto il sole cocente e con l’acqua razionata, altro che fare i fighetti col cachemire e le scarpette di vitellina, così capirebbero che differenza passa tra il sudore da palestra e quello da lavoro

  27. Non credo sia solo la pena in sè a sancire la durezza del regime carcerario.
    C’è un “non detto” e “non conosciuto” che può renderla, a seconda dei casi, sgradevole oppure sgradevolissima,
    Se finisci dentro non è indifferente il materiale umano che condivide la cella con te, per capirci.
    Certo, la sentenza non stabilisce se andrai in cella con un tipo che ha ammazzato per sbaglio uno sulle strisce mentre era ubriaco o con uno spacciatore recidivo delinquente abituale dall’età dell’adolescenza.
    Ma se hai dato fastidio come ha fatto Corona una parolina alle orecchie giuste arriva.

    • in linea teorica dovrebbe essere il contrario, è la pena a stabilire il carcere, 14anni da scontare sono definibili “lunga detenzione” e quindi da trascorrere in un istituto per lunghe detenzioni, infatti Corona e rinchiuso in quello di Opera. Ciò significa che è improbabile abbia compagni di cella autori di piccoli reati. Comunque credo sia relativo, vi sono ergastolani “tranquilli” e rubagalline “agitati”, di sicuro, se ho ben capito il tuo dire, non l’hanno mandato in una struttura “morbida”

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