la libertà d’espressione non è onanismo tra le nuvole…

nuovola

Le recenti “Rambate” in quel di Parigi hanno dato il ciack all’immancabile gazzarra mediatica e, neanche a dirlo, destato il sonnecchiante web ancora in down post feste. Soprassiedo sulla fantasiosa sequela di analisi geopolitiche e religiose sputacchiate qua e là al solo fine di arieggiare l’ugola e riabilitare i polpastrelli, faccio mio il pensiero di Giuliano Ferrara che ha scosso l’annoiato salotto Santoriano: “l’Islam sta portando avanti una guerra contro il Cristianesimo e il Giudaismo, chi non lo capisce è un coglione”. I soliti intellettualoidi da strapazzo che campano ragliando negli studi televisivi e imbrattando pagine, hanno addirittura strumentalizzato il doppio attacco terroristico per mettere alla sbarra Oriana Fallaci, ancora oggi la più GRANDE giornalista Italiana, rea di non essersi allineata all’ipocrita pensiero “progressista”. La storia offre menù bizzarri e cangianti, dopo lo scontro tra oscurantismo e illuminismo ci tocca vivere il “glandismo”, epoca in cui pullulano teste di cazzo di variegata fatta.

L’aspetto più urticante della sopracitata caciara riguarda la teorizzazione di una nuova insidiosa scuola di pensiero: “la libertà d’espressione interpretata come valore assoluto al di sopra della logica e del rispetto”, dieci piani di morbidezza trasformati in ultimo baluardo per la sopravvivenza della democrazia occidentale. Credo sia il caso di puntare qualche spillo sulla questione. La Francia sarebbe il Paese simbolo di tale conquista (questa sì che è vera satira)??? Non direi proprio, quando quel galletto cedrone di Nicolas Sarkozy giocava a nasconderella nelle stanze dell’Eliseo con “Carlà Brunì”, alcune testate gossippare ebbero l’insano ardire di pubblicare pruriginose illazioni , risultato, con una sola telefonata l’allora Presidente chiese ed ottenne, seduta stante, il licenziamento in tronco di VENTICINQUE giornalisti. Nessuno scese in piazza urlando: “Je suis un journaliste”. Doveroso desumere che oltralpe la libertà d’espressione e di stampa sia un valore applicato random oppure in deroga.

In un futuro non lontano vedremo quanto sia stata illuminata la decisione di trasformare il vilipendio della religione in ideologia libertaria, il cervellotico blob di arringhe difensive a favore della satira blasfema ha rotto gli argini del buon senso tracimando nel wood delle seghe mentali. La libertà d’espressione no limits è un concetto astruso, contraddittorio, anarchico e, me lo si lasci dire, molto pericoloso se vissuto alla stregua di uno sport estremo. Milioni di “je suis charlie” cassano, ufficializzano, certificano il movente degli attentati, le “vignette” oltraggiose stampate su un giornaletto in odore di fallimento, disegni che hanno sentenziato anche l’uccisione di persone totalmente estranee alla causa. Come per incanto il poco amato Charlie Hebdo è diventato un simbolo, un totem, una bandiera innalzata sul pennone affinché garrisca sotto quel vento della libertà che ha l’ingrato compito di disperdere i rintocchi funebri delle campane.

Il delirio contraddittorio più scoreggiato dai “je suis charlie” televisivi: “noi non dobbiamo fare la guerra con gli Islamici, dobbiamo dialogare con loro per favorirne integrazione ed evoluzione religiosa senza rinunciare alla satira”, traduzione: “tu sei mussulmano, io rispetto la tua religione ma non devi fare il permaloso e non devi incazzarti se insulto il tuo Dio, bestemmiarlo è una mia inalienabile libertà d’espressione”. Urge sottoporre a test alcolemico e tossicologico questi “maitre à penser”.

Ancora una volta la dabbenaggine occidentale non riesce a distinguere l’opportuno dall’inopportuno. I caduti di “Charlie Hebdo” non sono martiri, sono vittime di una libera scelta, tra l’altro opinabilissima. Quando l’estremizzazione della libertà si materializza in un vampiro che succhia il sangue dell’intelligenza, del buon senso e della lungimiranza politica, i cittadini inermi divengono agnelli sacrificali e capri espiatori. Nel momento in cui alla aggressività di un nemico feroce e implacabile si contrappone la provocazione massima trasformata in vessillo della libertà, si firmano condanne a morte sulla schiena degli innocenti.

L’esplosione del “je suis charlie” e la sua ampliata diffusione dopo la strage non è una vittoria della libertà, è un palliativo, l’arroganza dei deboli, una infelice risposta di pancia, un paravento rappezzato per mascherare la totale inefficienza dell’apparato sicurezza Francese, ancora una volta le pecche vengono nascoste dietro un presunto valore. Tre uomini hanno compiuto una carneficina, hanno tenuto sotto scacco una nazione per giorni, hanno evidenziato tutte le lacune dell’intelligence, della polizia e delle istituzioni transalpine. Sono riusciti a smuovere il culo dei potenti di mezzo mondo, stupidamente ammassati in una unica piazza escludendo aprioristicamente che potesse essere proprio quello il vero obiettivo dei terroristi (infatti Obama e Putin se ne sono ben guardati dal presenziare). Nessun “Charlie Hebdo” stampato in milioni di copie ammanterà mai questa incredibile debacle della grandeur Francese, tutt’altro, è da idioti pensare che gli Islamisti non raccolgano la sfida e non la sfruttino per fare nuovi proseliti.

Si può morire per la Patria, per un ideale, per un obiettivo, per onore, per solidarietà, per mantenere un giuramento, per fede e per altri nobili motivi ma non si può e non si deve morire per difendere la bestemmia, lo dico da ateo convinto quale mi fregio essere. La satira blasfema non è una conquista sociale e nemmeno indice di libertà e democrazia. Per garantire sicurezza e serenità ai cittadini bisogna “armare” il cervello ed elaborare strategie preventive e interventiste, capaci di ridurre al minimo il pericolo di annunciate ritorsioni, quando si sceglie una risposta ancor più provocatoria, quando si sfodera la spada della spavalderia… delle due l’una: 1) a qualcuno è andata in pappa la materia grigia, 2) a qualcuno fa comodo alimentare il terrore.   

Tullio Antimo da Scruovolo

Annunci

258 thoughts on “la libertà d’espressione non è onanismo tra le nuvole…

  1. aspettavo questo tuo articolo ed ero sicura che lo avresti scritto, per cui, tra mi tanti che ho letto in questi giorni, caro zio, ti rispondo da qui.
    fin dal giorno della notizia, per quanto mi dispiaccia che si sia usato del sangue per rivendicare un’offesa, il la cosa della satira non la digerisco. prendere in giro una religione, a prescindere se ci credo o meno, è mancanza di rispetto verso la persona. nel senso che chi non ci crede non ha diritto di insultare un idolo, un dio che invece altri ci credono. Io sono cristiana ma non predico in maniera lungimirante. ogni tanto mi capita di bestemmiare al semaforo, ma vedere alcune foto su internet che insultano il Cristo, o i Santi, mi irrita. Certo non farò come i terroristi ne come il Vaticano nei secoli del rinascimento, ma le immagini mi toccano nel profondo perchè snudano un qualcosa che per me, come per altri, è sacro e intoccabile.
    nella satira, a differenza della libertà di parola negli scritti, c’è più libertà, non esistono confini, perchè un’immagine, per quanto offensiva, lede meno di una parola ingiuriosa. E’ un disegno, che vuoi farci?
    Però dico io, se la prendono con Maometto, con il Papa, con il Buddha e compagnia bella, ma a sto punto, nel nome della libertà di pensiero d stampo democratico, perchè non una bella vignetta sugli omosessuali, o contro i cinesi, o contro i neri, o contro gli handicappati…… non è una scelta ragionevole quella di trattare in modo analogo situazioni simili, cioè afferenti all’uguaglianza sociale (sesso, razza, religione, orientamento sessuale e status fisico)?
    o forse tali categorie sono intoccabili?

    • cara Aida,
      qui sfondi una porta spalancata, in questi giorni commentando sotto alcuni post sulla strage parigina ho proprio espresso il tuo stesso concetto.
      Puoi toccare dio, i politici, i santi e le cose più sacre o importanti ma non puoi toccare i gay, se insulti loro la libertà d’espressione cessa e finisci sul patibolo. Questo è un altro inquietante segnale, dici bene, sono intoccabili, se Charlie hebdo avesse attaccato loro l’avrebbero chiuso senza se e senza ma

      • capisco la categoria dei politici, in quanto spudoratamente sono uomini fallibili come chiunque altro, con pregi e difetti, di questa o quell’ala, e soprattutto in Italia, la satira politica cerca di regalarci con il miele la effettiva situazione che stiamo vivendo.
        però, io non ce l’ho con i gay, per carità, ma se avessero fatto una vignetta ad esempio con un uomo che partorisce, per sottolineare i casi di impedimento delle adozioni omosessuali, magari con riferimento in Italia, sai che strage?
        o se avessero fatto satira sui nuovo emigranti che ci stanno succhiando il mercato, ossia i cinesi. la mafia gialla li avrebbe fatti sparire?

        • anche io non ho niente contro i gay, sia chiaro, anche se a volte non condivido la loro ostentazione, è comunque innegabile che appaiono immersi in un alone di intoccabilità, è solo un esempio che la dice lunga sulla libertà d’espressione, nessun parallelo.
          I Cinesi hanno rovinato la nostra economia, un problema sottovalutato oppure trasformato in mangiatoia, chissà.

  2. La seconda che hai detto.
    In modo molto anzi totalmente inorganico ho espresso le mie posizioni sulla satira ancor più se blasfemica e inopportuna soprattutto ‘dopo’l ’11 settembre e l ambaradam di intelligence (inutile ) messo in atto.
    Mi sono richiamata al pensiero di Max Weber sull’ etica della responsabilità ovvero la valutazione delle ricadute di nostri imprescindibili credo sulla società.
    ‘Ne suis Ahmed’ il poliziotto mussulmano ucciso e nn mi pare interpellato.

    Sherachesemagaritiallungavisarennestataonorata 😒

  3. Il tuo post è come sempre preciso e dettagliato nell’esame di tutti i vari aspetti della triste faccenda. Personalmente non amo parlare molto e sarò molto sintetica….premettendo che quello che sto per dire è solo un mio personalissimo pensiero: Qualsiasi articolo, o post o vignetta che riporti satira, o varie opnioni in merito a qualsiasi cosa, sono e rimarrano PAROLE O DISEGNI e a queste va risposto, quando e se si vuole, a parole o disegni e non ammazzando la gente! Secondo me la religione, in questo caso l’islamismo non c’entra proprio nulla, dire che c’è una battaglia islamica contro il cristianesimo vorrebbe dire che tutti quelli di religione islamica sono degli assassini, una generalizzazione assurda! La religione è una scusa presa da quegli esaltati che non sono altro che terroristi e crudeli assassini ne meno ne più che i componenti dell’Isis, sono esseri che si divertono a uccidere e prendono come alibi un movente religioso. Buon pomeriggio.

    Date: Thu, 15 Jan 2015 15:03:32 +0000 To: silvia-1959@live.it

    • rispondere a vignette e parole con altre vignette e altre parole sarebbe la cosa più ovvia ma purtroppo la realtà parla di morti. Fatto salvo che non condividerò mai la bestemmia vissuta come un diritto, ripeto, lo dico da ateo.

      i terroristi islamici sono fianaziati, è certificato, da molti paesi arabi tra i quali Arabia Saudita, luogo simbolo e patria dell’Islam, come dire, il punto di riferimento più importante. Da ciò si evince un aspetto tutt’altro che irrilevante, quando la Patria della religione finanzia, arma e protegge i terroristi non si può più parlare di esaltati criminali e nemmeno di pretesti bensì di strategie ad ampio raggio.

      ti riporto una frase molto in auge in questo periodo scritta dalla Fallaci:
      “gli Islamici non sono tutti terroristi ma i terroristi internazionali sono tutti islamici”

      buon pomeriggio anche a te

      • Hai ragione….ma è anche vero che molti paesi impegnano la maggior parte dei loro fondi in armamenti….con questo vuoi dire che quelli che abitano in quei paesi amano tutti la guerra????’

        • mi auguro di no, gli armamenti servono anche per creare equilibri, molti hanno armi atomiche ma non le usano, ovviamente, diciamo che hanno una funzione deterrente, scoraggiano eventuali aggressioni/invasioni.

          la guerra in corso, anche se molti la negano, è proiettata nel futuro, ci sono obiettivi ben precisi, non la si fa solo sgozzando e seminando morte. La si fa anche attraverso conquiste diluite nel tempo e apparentemente civili, in Italia abbiamo una comunità islamica moderata che però rifiuta le nostre regole, ci fa togliere i crocifissi, i presepi, ci fa cambiare menù nelle scuole, in molti comuni le piscine, in giorni e orari prestabiliti, vengono chiuse agli uomini per consentire alle donne islamiche di nuotare. Esiste un percorso che mira a cambiare le nostre abitudini, senza sparatorie né morti, è una specie di fenomeno carsico che erode nel tempo. Non siamo noi a doverci adeguare alle loro abitudini, sono loro che devono accettare le nostre ma non lo fanno, impongono la loro volontà.

  4. Pensa che sono talmente convinto che sia la 2, che da immancabile andreottiano dietrologo penso che sia tutta una manfrina organizzata dal governo francese per distrarre il popolo dal fatto che la Francia, da attore principale dell’Europa, si sta trasformando in una comparsa.

    Una sola cosa mi permetto di osservare. Esiste un rapporto tra azione e reazione. Ad una bestemmia, per quanto urlata, per quanto becera, non può corrispondere del piombo come reazione. Ed è questo secondo me che va stigmatizzato.

    Peraltro, nella mia interpretazione andreottiana, un giornale satirico è un obiettivo perfetto. Perché alla domanda “ma come mai sono riusciti a fare il comodo loro” la semplice risposta è “ci si preoccupa degli obiettivi sensibili, non si può controllare tutto”. E una scuola sarebbe stata troppo granguignolesca per l’obiettivo che (nella mia interpretazione andreottiana) ci si proponeva.

    Trovo invece sacrosanto il richiamo al buon gusto. Libertà d’espressione non significa offendere gratuitamente. Quando Signorini ha pubblicato le foto della Madia col gelato, ha esagerato in cattivo gusto. Ora non voglio evocare una censura, per carità. Ma sarebbe bene che tutti si facessero un esame di coscienza per capire quando si supera un livello di buon gusto che coincide con il buon senso. Se la provocazione travalica il buon gusto, diventa sciocca e fine a se stessa. Il vero problema è che (ahimé) il confine è soggettivo. E purtroppo, il primo coglione che si alza e invoca la libertà, avrà sempre ascoltatori a iosa.

    • mi soffermo sulla tua osservazione, oggettivamente condivisibile ma non in questo contesto, se alla bestemmia seguono minacce di morte e pericoli reali, perseverare è poco saggio. La reazione è sì spropositata, per noi che viviamo la religione come occasione per mangiare e sfoderare look, tuttavia era stata più volte annunciata.

      il buon gusto scarseggia tra i giornaletti scandalistici ma qui parliamo di oltraggio, insultare Maometto quando ogni giorno in suo nome vengono compiuti massacri è un po’ come auto evirarsi. Non a caso ho parlato di una incapacità di distinguere l’opportuno dall’inopportuno

      • Si potrebbe argomentare che ragionando su questa base (ed estremizzando volutamente il concetto) tutti quelli che hanno ospitato ebrei e, scoperti, sono stati giustiziati dalle SS, se la sono un po’ cercata, visto che hanno profanato un diktat di un regime in nome del quale si compivano quotidiani massacri.
        Era un po’ questo il senso di commisurare la reazione. Nel senso che non credo tu pensi che i massacri compiuti in nome della qualsiasi siano corretti. Ergo quella qualsiasi non deve essere rispettata, anche se chi non la rispetta ci rimette la pelle.
        Ripeto ho estremizzato, e penso sinceramente che Charlie sia un giornaletto di pessimo gusto. Ma la reazione a una vignetta, ripeto, non può essere il piombo, e soprattutto non può essere mallevata oltre un certo punto.

        • non mi pare un paragone azzeccato, chi nascondeva gli ebrei in gran segreto non provocava spudoratamente i nazisti, non glela facevano in faccia. Non ho mai giustificato né giustificherò mai un massacro, analizzo un modus operandi che mi pare concettualmente stupido

          sono un sostenitore della libertà d’espressione, per ovvi motivi, anche personali, non sono un sostenitore della libertà d’espressione estremizzata, nemmeno condivido i pipponi giustificativi. La satira blasfema non fa ridere, non fa riflettere, non esprime certo libertà ed è, a quanto pare, pericolosa anche per i cittadini, non solo per i bestemmiatori.

          Charlie hebdo è diventato una idiota questione di principio, la libertà è soprattutto rispetto, la libertà di offendere è la negazione del rispetto, se proprio vogliamo metterla sul filosofico spicciolo.

          • Quindi via Rasella è ok? No perché è sempre un problema di azione-reazione. 10 contro 1. Per una provocazione evidente, un attentato contro il regime.
            Di principio sono d’accordo con te, non posso però accettare la tesi “se la sono cercata”. Perché non si può semplicemente accettare. Per un discorso di azione-reazione. Se li avessero massacrati di botte lo avrei quasi capito. Ammazzarli no.

            • non ho scritto “se la sono cercata” Max, mi pare di essere stato chiaro, chi vive di provocazione deve mettere in preventivo eventuali reazioni, se poi queste reazioni sono minacciate annunciate e si persevera nel provocare… due più due fa quattro. Un rapinatore non agisce per morire, se in uno scontro a fuoco viene ucciso… fai tu.

              via Rasella può essere letta in vari modi, domandina: cosa avranno pensato gli attentatori che hanno organizzato l’attentato e acceso la miccia nella TOTALE consapevolezza di provocare una rappresaglia micidiale, alias una mattanza???

                • via rasella non ha una logica, ce l’ha il susseguirsi degli eventi, appunto, azione-reazione, su cosa non sei d’accordo??? credi che gli attentatori vivessero nella convinzione di imbattersi in una cazziata??? tra l’altro in via rasella sono morti soldati altoatesini di leva invisi alle ss e considerati militari di serie b dal regime, come dire, si è colpito l’anello debole non quello forte, quello forte è intervenuto dopo.

                  • Quindi nella tua ottica via Rasella non doveva avvenire. Perché alla fine quanto successo, in termini di logica conseguenzialità, ha un senso. Per me non ha un senso. Era questo il mio punto. Ti lascio volentieri l’ultima parola. Quis habes auries audiendi, audiat. Se poi ti urta che qualcuno non sia d’accordo allora è un altro paio di maniche. La penso diversamente da te. Tutto qui. Non dico che la tua opinione sia giusta o sbagliata. Rispetto la tua ma non sono d’accordo. Possiamo andare avanti per ore portando ciascuno le proprie argomentazioni. La sintesi è che su questo specifico punto la vediamo diversamente. Come detto ce ne sono altri dove le prospettive sono convergenti. Su questo invece divergiamo.

  5. condivido in parte ciò che hai scritto.il mio mesto post di saluto con tanto di frase di voltaire ha un suo fondamento nel credere che Charlie fosse una persona che faceva ciò che voleva e sapeva ciò che rischiava nel farlo.il resto è’ fuffa.inutile bagarre mediatica e per lo più attenta a non farla sulle categorie protette.Io credo che Dio abbia un gran senso dell umorismo.Che si chiami come ognuno preferisce.Da essere supremo ben poco gli fregherà di essere preso in giro tra due ladroni con il turbante in testa o mentre fa oh mm ed io come credente me ne frego in egual misura.
    Il punto è’ che la reazione è’ stata eccessiva e spropositata senza appello.Da qui a gridare che libertà di espressione tout court è’ bello e giusto e senza limiti c’è ne passa. Noi non siamo tutti uguali e non lo saremo mai anche se vogliamo tutti la stessa cosa.essere felici.

    • la reazione è stata eccessiva, sarebbe stata tale anche se avessero ammazzato un solo vignettista, il punto non è questo, il punto è che la reazione eccessiva era stata più volte annunciata. Comunque ciò che mi interessa evidenziare è la manipolazione ideologica degli eventi

      • TAds tu sei intelligente e lo sai. la manipolazione e’ fatta dai burattinai su ogni aspetto della nostra vita .L unico modo che abbiamo per difenderci e’ dubitare sempre. E poi ancora e poi ancora. Sai cosa mi spaventa da quando ricordo di esistere? Il fanatismo di ogni idea. Libertà inclusa.Buon week caro 😊

        • cara Ariel,
          appartengo alla corrente sofista, il mio primo comandamento è il: “so di non sapere” di Socrate. In questa circostanza mi attengo soprattutto alla realtà dei fatti, ciò non ci toglie il diritto di fare ipotesi e, appunto, seminare qualche dubbio 😉

          buon week end anche a te 🙂

  6. Ciao Tads.
    Abbiamo già ampiamente parlato della questione Charlie Hebdo, conosci la mia opinione sulla satira che, continuerò a ripetere, ha le sue regole/non regole, che è anarchica e irriverente per definizione; quindi “esimio” Tads su questo punto abbiamo qualche piccola divergenza. Ma … amen, e che sarà mai! 😉
    Mi aspettavo da parte tua un post con questa impostazione.
    Volevo soffermarmi su un aspetto e riflettere anche insieme a te.
    Ora sarebbe il caso, a mio avviso, di stendere un velo di silenzio sulla questione. Mi riferisco a giornali e tv. Sento una terribile puzza di opportunistico guadagno: le copie di Charlie Hebdo esaurite in pochissime ore, persone in fila alle edicole, Il Fatto Quotidiano che è uscito mercoledì con l’allegato della rivista … Queste sono operazioni davvero poco chiare. Ma sai (lo so che lo sai, è un intercalare 😀 ) che Charlie Hebdo era una rivista di nichhia? Qui ti do ampiamente ragione, sta diventando un totem. Ma di che? mi chiedo.
    Proprio in questi giorni a Gedda continueranno a frustare in pubblico Raif Badawi, un blogger (del sito Liberali Sauditi) reo di avere offeso l’Islam. Ovviamente lui musulmano. Dieci anni di galera, mille frustate, cinquanta alla settimana sulla pubblica piazza.
    E la libertà d’opinione? Dove sono i giornalisti? Questo blogger non ha lo stesso peso di Wolinski, Charbonnier, Cabut e compagni? Ho letto la notizia per caso sul web in un giornale on line.
    Ecco, questo mi indigna e profondamente.
    Primula

    • Illustre Primula,
      ti rispondo cercando di sintetizzare:

      1) pur non professando alcun credo la mia intelligenza mi impedisce di considerare il vilipendio della religione, nemmeno propinato sotto le mentite spoglie della satira, un ideale sul quale immolarsi o misurare la libertà di un Paese civile

      2) non considero sensato, avveduto, condivisibile, il perseverare “satirico” nonostante le ripetute minacce di ritorsione urlate da una componente Islamista che passa le giornate a sgozzare uomini, sventrare donne e trasformare bambini in killer. Chi non ha pesato nel modo giusto gli strali lanciati per anni da vari pulpiti ha commesso un errore imperdonabile

      3) cinicamente parlando, la strage Parigina per alcuni si è trasformata in un business, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima, le tv Italiane presto stenderanno un velo, semplicemente perché occupate sul successore di Napolitano

      4) per quanto riguarda il blogger… credo si possa parlare, in questo caso, di una sorte di martire in prima fila per rivendicare la libertà d’espressione, perdonami ma considero questa vicenda distante anni luce da charlie hebdo, la libertà di esprimere il proprio pensiero è ben diversa dal diritto di oltraggiare una fede.

      5) i ciarlatani televisivi e non, alcuni anche in rete, si sono arroccati sul concetto di libertà, ti riporto ciò che ho scritto all’amico Max:
      la libertà è un valore che si fonda sul rispetto, arrogarsi il diritto di offendere è la massima negazione della libertà. Le regole della satira sono semplicemente dementi

      per concludere, stiamo parlando di sberleffi, di ingiurie, di insulti a una religione, non stiamo parlando di giornalisti uccisi perchè volevano rivelare al mondo la verità sul progetto UE e sulla volontà di affamare 300.000.000 di Europei, questo non dimentichiamolo mai.

      un abbraccio

  7. Condivido in parte quello che hai scritto: “la gazzarra mediatica” che si è scatenata intorno ad una vicenda raccapricciante come quella di cui tutti parlano in questi giorni…e poi “la libertà d’espressione interpretata come valore assoluto al di sopra della logica e del rispetto”. Hai ragione, ci sono delle regole che vanno rispettate, e pertanto “non si può e non si deve morire per difendere la bestemmia”.
    Comunque quello della libertà di espressione è un tema molto complesso e articolato che non può essere liquidato con una semplice “dichiarazione di guerra” come fa Giuliano Ferrara, il cui pensiero è molto lontano dal mio. E devo anche dire che non condivido tutto il pensiero di Oriana Fallaci sugli islamici, nonostante sia stata una grande giornalista, sempre impegnata sul campo. E non già come certi giornalisti televisivi che muovono il culo solo per zompare da una trasmissione all’altra, senza mai smettere di dire insulsaggini. Quando succede un fatto molto grave – come l’attacco al giornale satirico francese Charlie Hebdo, da parte di due integralisti islamici – ci lasciamo prendere dall’emozione, dall’ira, dallo sdegno per l’accaduto e allora vorremmo subito fare la guerra a qualcuno, nel caso specifico contro l’Islam “che sta portando avanti una guerra contro il Cristianesimo e il Giudaismo” (parole di Ferrara). Io non posso pensare che i tanti cittadini mussulmani che lavorano nel nostro paese, integrati, che pagano anche le tasse e spesso fanno lavori rifiutati dai nostri concittadini, abbiano davvero la voglia di farci la guerra. Stento a crederlo. Quello che è successo a Parigi, secondo me, è un gravissimo episodio di terrorismo religioso – che poteva essere previsto e gestito meglio – e noi da questi scellerati episodi dobbiamo difenderci, non già dai cittadini mussulmani tutti. Non abbiamo bisogno della guerra, non dobbiamo farci prendere dall’isteria, non possiamo alimentare l’odio con altro odio, perché in questi casi anche gli islamici sono vittime dei fondamentalisti. E questi assassini esaltati non vogliono altro che questo: creare paura, terrore, disordini per spingerci a comportarci come loro. E la guerra, qualsiasi guerra (anche quelle che fanno gli americani con l’appoggio dell’occidente) non portano da nessuna parte, non risolvono i problemi. Non possiamo fare una guerra in nome della libertà.
    Ciao tads e buona serata.

    • non ho mai nutrito gran simpatia per Giuliano Ferrara ma in questo caso condivido la sua affermazione, la condivido perché ben motivata, gli integralisti Islamici sono protetti, armati e finanziati da alcuni paesi arabi, tra questi in prima linea c’è l’Arabia Saudita. L’Arabia Saudita è il Vaticano dell’islam, il punto di riferimento, il centro nevralgico, la patria religiosa degli Islamici. Se lo Stato che più di ogni altro rappresenta l’Islam fomenta la guerra contro il Cristianesimo e il Giudaismo, non è sbagliato dare ragione al giornalista, intendo concettualmente.

      Non ho dubbi che molti mussulmani non abbiano velleità bellicose ma non li ho nemmeno sul loro fermo rifiuto di integrarsi, questo è un aspetto che in troppi ignorano, in America gli Italiani di seconda, terza e quarta generazione sono Americani a tutti gli effetti, lo stesso dicasi per gli altri paesi. Gli arabi rimangono tali anche dopo generazioni, Parigi docet. Qui diventa dura parlare di integrazione, pagano le tasse??? ci mancherebbe altro visto che usufruiscono di tutti i servizi e di ogni forma di assistenza, a volte anche di alcune corsie preferenziali

      io sono un osservatore professionista, diciamo così, in questa settimana ho ingoiato quasi tutti i talk, alcuni in diretta altri ripescandoli on line, credo di poter affermare senza tema di smentita che raramente ho assistito a tanta arroganza. Tutti i mussulmani ospiti si sono prodotti, chi più o chi meno, in una clamorosa e irritante aggressione verbale, è nel loro stile, lo hanno sempre fatto e questa volta con ancor più veemenza. Stolto è il politico che non coglie i segnali semplici, guarda al futuro e immagina la loro prepotenza il giorno in cui avranno significative rappresentanze negli apparati che contano

      Concludo, Oriana Fallaci è stata l’unica a conoscere in modo approfondito l’universo Islamico, sul territorio, le sue riflessioni sono frutto di uno studio, di una ricerca, di una analisi approfondita, non sono congetture, purtroppo la storia le sta dando ragione. La miopia è una brutta malattia, ancor più quando chi ne è affetto pretende di fare la vedetta, viviamo in una epoca in cui religioni e civiltà si contrappongono, ipocrita negarlo. Presto il petrolio sarà obsoleto e oltre un miliardo di arabi saranno ridotti alla fame, è più che ovvio il loro tentar di conquistare nuovi territori. I ricchi lo stanno già facendo acquistando aziende e brand, i poveri lo faranno in modo diverso.

  8. Sentito papà Francesco? Esplicito e chiaro ‘se offendono mia mamma io posso anche dargli un pugno! Nn si offendono le religioni degli altri ‘ ha detto quello che tanti nn hanno osato.
    SheramaguardaunpodellapartitancheilPapa

  9. E’ orrendo quello che e’ successo, sto male a leggere queste notizie, l’anno nuovo nel mondo e’ davvero iniziato malissimo, stanno parlando tanto di Parigi ma sono morte altre persone, piu’ di 2000 e poi quelle bambine innocenti, che sciempio, 😦 Mia figlia era iscritta alla pagina fb del giornale satirico in questione, mi ha detto che comunque loro fanno satirica su tutto, non solo su quella religione, tu hai scritto un bel post, molto chiaro, ma io penso che i terroristi avrebbero comunque ammazzato persone da un altra parte, le minacce infatti continuano a farle in altri paesi, pensare che basterebbe non vendere piu’ armi a questi esaltati ma ci sono troppi interessi! Un abbraccio caro Tads, ma posso chiederti, quella foto dove l’hai presa? Sara’ l’ora tarda ma che strane nuvole!

    • il meccanismo è più complesso Lauretta, è probabile che le vignette siano state un pretesto ma questa è una supposizione, la certezza sta nel loro esistere nonostante le minacce e nel loro ripresentarsi in gran clamore anche dopo l’attentato, io non la considero una genialata. Comunque il fulcro del post è un altro, cioè l’opinabile concetto di libertà d’espressione senza limiti.

      la foto l’ho trovata in rete, hai visto giusto, è una nuvola ingrifata 😀

  10. Divide et impera. Questo ci insegna la storia. Dividi i popoli al loro interno, dividili tra loro, dividi le religioni, dividi i cittadini dai governanti, dividili tra vicini di casa, di quartiere, dividili nel loro intimo, dividi l’uomo da dio, dalla natura, dall’universo, dalle sue leggi. Un filosofo scrisse che la lotta all’impero si è dileguata in tanti piccoli racconti. Se vuoi pace e libertà, se vuoi essere artefice della tua prosperità e di quella del tuo prossimo, non c’è altra via che lavorare per riunire ciò che è stato diviso. La pace non è semplice assenza di guerra. Mi sento come un minuscolo frammento che cerca disperatamente un contatto con il racconto vicino per costruire una storia differente.
    Un abbraccio

    Tommaso

    • non si può non essere d’accordo col tuo dire, purtroppo credo sia una strada impercorribile. Fin dall’alba del mondo l’uomo ha manifestato il bisogno di conquistare, invadere, prevaricare, sottomettere, imporsi… a volte per fame, altre per interessi, religione, altre ancora per pura vana gloria, sarà sempre così, dovremmo trovare il modo di controllare e impedire il perpetrarsi di questa genetica esigenza.

      • Serve un salto quantico dell’umanità. Io lo desidero con tutte le mie forze, ci provo ogni giorno, guardando con occhi innocenti i miei pensieri che passano, le immagini che straripano dall’inconscio, che sono le stesse della storia più grande. E’ un’eterna lotta, si, quella tra il potere e l’amore. Il bisogno di potere e di controllo si alimenta del nostro identificarci con l’illusione di essere degli individui separati. L’amore si alimenta dalla consapevolezza di essere tutti manifestazioni della stessa energia.

        • da uomo maturo e disincantato, tremendamente pratico e realista, ti dico che mi accontenterei di molto meno, io non credo nell’efficacia dei miscugli e dell’allegra babilonia. Penso che ogni popolo debba custodire gelosamente il proprio patrimonio storico e culturale in casa propria, penso sia la cosa più giusta più logica e più desiderata da tutti. Se proprio devo sognare… vorrei un mondo in cui non vi siano migranti bensì solo spensierati turisti assetati di conoscere altri mondi e altri costumi. Noi vogliamo fare i moderni e guardare le cose dall’alto di una collina fatta di fiori colorati, l’italia è l’unico Paese occidentale che ha migliaia di anni di civiltà alle spalle, quando a Roma vigeva una civiltà evoluta il resto dell’occidente viveva ancora allo stato brado. Noi siamo quelli che abbiamo da perdere più di tutti, siamo quelli che più di ogni altro dovremmo custodire i nostri tesori, la nostra identità, la nostra storia.

          • Penso che custodire sia condividere e non chiudere dentro. La custodia gelosa di un patrimonio e di un’appartenenza identitaria conduce ai risultati che abbiamo sotto gli occhi. La nostra perdita va di pari passo all’isolamento degli individui rispetto alla cultura.

            • custodire è certamente condividere ma condividere non è essere espropriati, infatti ho scritto che sarebbe bello un mondo di turisti non di migranti. Sono contro l’isolamento, difendere la propria storia e la propria identità non significa isolarsi, tutt’altro, significa condividerla valorizzandola. Non vorrei essere stato frainteso.

              • Non considero la mia cultura come una proprietà. Se provo a immedesimarmi nel senso di espropriazione di cui parli, mi risuonano echi di un’identità fragile che ha paura di confrontarsi con il diverso.

                • la cultura non è una proprietà è un valore certamente da condividere ma anche custodire, proteggere, tramandare ai posteri, donare alla storia. Fragile è colui che non lo difende, lo sperpera, lo svaluta.

          • A proposito del tuo sogno. Da uomo disincantato e realista quale sei, osserva in profondità i fenomeni migratori. Cosa vi è alla radice? Cosa li muove?
            In ogni caso grazie per avermi dato la possibilità di riflettere e condividere il mio pensiero.

            • le motivazioni sono tante, chi viene qui per lavorare e migliorare la qualità della propria vita e della famiglia merita il massimo rispetto, sempre faccia ciò che un emigrante deve fare in primis, integrarsi adeguandosi alle regole. Chi viene in Italia perché paese in cui ognuno fa impunemente il cazzo che vuole a livello delinquenziale dovrebbe essere espulso, così come coloro che giungono qui con lo spirito di colonizzarci e imporre le loro regole rifiutando le nostre.

              è un piacere dialogare e scambiare punti di vista con te, quindi sono io a ringraziarti per i tuoi interventi

              • Ti chiedo di andare più in profondità. Forse concorderai che è questo stesso sistema fondato sul divide et impera a tutti i livelli di complessità che per alimentarsi genera i fenomeni migratori. Esempio, per garantire la crescita economica di un paese finanziare e sostenere un regime in un altro paese. Quindi, di nuovo, per muoversi nella direzione del tuo sogno occorre contrastare tale logica partendo da noi stessi e dai rapporti che viviamo ogni giorno.

                • sottoscrivo, un paese non lo si sottomette solo invadendolo, lo si può schiavizzare economicamente, come sta facendo l’europa con alcuni stati, lo si può condizionare, manovrare politicamente, lo si può rovesciare in modo apparentemente non violento. Questo conferma la mia tesi, se tutti custodissero la loro identità in casa propria le manie di conquista si ridurrebbero al minimo. L’europa non può accogliere un miliardo di arabi prossimi alla fame vista la parabola decrescente del petrolio, la religione è un alibi, il loro bisogno è sopravvivere al prosciugamento dei pozzi e alla energia alternativa. Il futuro è questo, la conservazione delle identità e una diversa, equa distribuzione delle risorse, il futuro non è accoglienza no limits e volemose bene tutti a casa mia.

                  • Concordo sull’equa distribuzione delle risorse. Per tendere a ciò, secondo me, occorre non solo una difesa della proria identità culturale ma una rivoluzione delle coscienze che ci permetta di comprendere la natura del diverso e usare tale comprensione come motore per riappropriarci della responsabilità di governare un paese e un pianeta.

    • cerco di chiarire meglio il mio pensiero sperando non stringa troppo la finestra.
      L’Italia è la patria dell’arte, della cultura, di pezzi di storia ed ha un patrimonio naturale di raro valore, questo immenso tesoro è nostro dovere proteggerlo e custodirlo gelosamente perché testimone della nostra identità. E’ giusto, doveroso condividerlo ma nei modi giusti, se fossimo più ancorati al suddetto tesoro, gli stranieri lo rispetterebbero molto di più, probabilmente lo apprezzerebbero anche meglio.

      • Testimone della nostra identità. Una frase molto bella. Ci aiuta a comprendere come siamo diventati ciò che siamo. Per evolverci.
        Penso che l’evoluzione di un individuo sia indicata dal suo grado di integrazione personale e sociale. Quanto è in grado di armonizzare e far convivere senza dolore istanze differenti e talvolta contrarie. Lo stesso vale per un grupo o per una società.

        • a questo credo di aver risposto nel mio ultimo commento 😉
          scrivine un commento nuovo se vuoi, altrimenti col rispondi si stringe e diventa illeggibile 😉

  11. Anche Hitler era andato su tutte le furie per la satira di Charlie Chaplin nel “Il grande dittatore” (specialmente la scena dove si vede il dittatore Charlie Chaplin/Hitler palleggiare a colpi di culo con un pallone a forma di mappamondo) se fossi vissuto in quegli anni avresti detto che Charlie Chaplin aveva fatto male a fare quel film, TADS? Eppure c’erano quelli che lo dicevano, e usavano più o meno le motivazioni che hai usato tu su Charlie Hebdo…

    • mi sa che non ci capiamo, Chaplin ha fatto un film satirico su un dittatore esistente, charlie hebdo stampa vignette blasfeme che offendono una religione. Non mi pare complicato cogliere l’abissale differenza.

  12. Per me non esiste satira politicamente, eticamente e religiosamente responsabile, o è satira o sono barzellette. I redattori di Charlie erano consapevoli di essere in pericolo, ma che dovevano fare? tirare il freno a mano? ammorbidire i toni? trasformarsi in un giornaletto senza dignità? Un disegno non ha mai ucciso nessuno, le religioni o la cattiva interpretazione di alcune di esse purtroppo si.

    • continuiamo a non capirci, se qualcuno vuole farsi una nuotata in una baia infestata da coccodrilli faccia pure ma eviti di etichettare la cosa come diritto collettivo da difendere ad ogni costo. Il concetto base è che mi rifiuto di considerare satira la bestemmia, nonostante sia ateo, la blasfemia non è satira, Charlie hebdo ha fatto una scelta, l’ha portata avanti consapevole delle conseguenze, mettersi a fare i cazzoni contro pazzi sanguinari avvezzi a sgozzar bambini per molto meno non mi pare una mandrakata né un baluardo della libertà.
      Il senso del post comunque è un altro, quanto è giusto mettere a repentaglio la propria vita e quella di innocenti spacciando per libertà assoluta e diritto inalienabile l’oltraggio religioso??? Rischiare la vita per svelare al mondo segreti di stato ha un valore, rischiare la vita per ridicolizzare una fede, tra l’altro senza apportare nessuna utilità tangibile alla collettività, ha una valenza molto discutibile.
      Il diritto d’espressione è sinonimo di libertà, la libertà è sinonimo di rispetto, la bestemmia è la negazione del rispetto e quindi della libertà.
      Aggiungo, in una fase storico/politico/religiosa delicata come quella attuale, è da considerarsi quantomeno inopportuno alimentare il fuoco della violenza con vignette gratuite.

  13. Sono ateo anch’io ma non ho mai sopportato le bestemmie, è un intercalare per persone ignoranti. Sono dell’avviso che l’insulto sia sempre da condannare, magari con una denuncia invece della violenza.
    A parte l’elogio a favore di Ferrara tutto il resto mi è piaciuto.

    • ciao Pinza, ieri sera avete giocato a tennis??? 😉

      Ferrara non mi è mai stato particolarmente simpatico ma in questo caso ci ha preso in pieno…
      chi continua a negare l’esistenza di una feroce guerra contro Cristianesimo e Giudaismo scatenata da una sanguinaria componente Islamista, chi continua a sminuire il terrorismo integralista e fondamentalista rilegandolo a fastidio di poco conto… se non è un coglione è uno sprovveduto al cubo.

      • Non sarò mai d’accordo con Ferrara! Io mi preoccuperei più per le infiltrazioni mafiose al governo, per gli anni trascorsi alla mercè della criminalità organizzata, per le stragi impunite. Siamo sotto assedio da 80 anni e i coglioni saremmo noi perché non ci preoccupiamo di qualche beduino fanatico religioso?

        La guerra ce l’abbiamo in casa, in Italia, fra cristiani, in famiglia fra pedofilia e femminicidio. Ma le motivazioni religiose a quanto pare fanno più scalpore. Non dico di sottovalutarli, in fin dei conti abbiamo un miliardo di persone al mondo che muoiono di fame e l’80% della produzione mondiale viene consumata da noi che siamo solo il 20% della popolazione.

        Era normale che prima o poi qualcuno s’incazzasse, e dovremmo incazzarci anche noi visto che 80% delle ricchezze sono in mano al 2% della popolazione, e io non risulto fra quel 2%…… 🙂

        • Ciò che ha detto Ferrara lo dicono molti autorevoli osservatori internazionali, ci sono problemi che non possono e non devono essere ignorati/sminuiti. Esaurito il petrolio oltre un miliardo di arabi saranno destinati alla fame, la ricchezza è maldistribuita e il terzo mondo continua a vedere l’Europa, quindi anche l’Italia, come approdo salvezza. Personalmente credo che la religione sia un alibi, sullo scacchiere mondiale stanno venendo al pettine molti nodi di antica origine, c’è uno scontro tra poteri per la supremazia in certe aree e in alcuni ambiti economici. La globalizzazione ha consegnato il pianeta nelle mani delle multinazionali che discriminano in base alla convenienza economica, ovvio che la cosa generi problematiche sugli assetti e sugli equilibri. Noi guardiamo al mondo arabo ma in fondo quelli che maggiormente arrecano danno economico sono i cinesi, anche qui si sta commettendo un madornale errore di valutazione. Se stringiamo il cerchio sull’Italia… ammettiamolo candidamente, siamo un paese da terzo mondo, su tutti fronti.

          • Viene tutto spiegato in un documentario francese del 2009: Home. Noi siamo schiavi di un potere economico mondiale che sfrutta il nostro lavoro terziale ripagandoci con un finto benessere prodotto dallo sfruttamento del terzo mondo. Ma la pacchia finirà presto, forse l’inizio della fine arriverà entro il 2030 e per la fine del secolo……chissenefrega…. non ci sarò più…..
            Ce da dire che senza di noi la terra ricomincerà a vivere, è giunta l’ora dell’Armageddon.

  14. Nel mio piccolo mi vien da pensare che se si accetta o invoca la libertà di parola e di espressione contemporaneamente si deve accettare il fatto che si sta permettendo anche all’ignoranza più spinta, alla malvagità più estrema, alla stupidità più cronica, alla malafede più scientifica di fare parte e di utilizzare questa libertà.. come lo si fa pensando alla cultura più profonda, all’intelligenza più intrigante, all’illuminismo d’avanguardia e alla buona fede più sincera.

    Se non lo si fa in qualche modo ci si schiera automaticamente contro la libertà di pensiero ed espressione, pensando di essere chi determina questa libertà e non chi la lascia a briglie sciolte…

    A questo punto per assurdo, io che sono a favore della libertà di parola ed espressione dovrei essere anche permettere ad un estraneo qualsiasi di incrociarmi per strada ed offendere la mia famiglia (magari senza conoscerla)… giusto??

    Ricordo molti anni fa, feci una discussione con un mio amico che si ritrovò in mezzo ad una bella rissa perchè una persona X aveva offeso un membro della sua famiglia… finì a pugni…
    quello che gli chiesi è:

    “ma quello che ha detto quella persona X, è vero?? ”
    “no” rispose lui
    ” e allora per che cosa te la sei presa tanto?? ”

    la risposta è ovvia e non la riporto

    però la discussione continuò così:

    “potevo capire se quella frase fosse stata pronunciata da un tuo amico, da una persona per cui hai stima, da qualcuno che conosce te e la tua famiglia… O se era una verità che doveva rimaner nascosta… ma da uno sconosciuto, scusa, ma cosa ti importa di quel che dice??”

    io vi assicuro che a volte mi trovo a schierarmi dalla sua parte ma altrettante anche da quella di chi non capisce, veramente….

    P.S. voleva esser solo uno spunto di riflessione di riflesso al post e ai commenti che ho letto..

    • non credo di aver capito bene quello che intendi dire, comunque sì, in linea teorica se la bestemmia è libertà d’espressione è da intendersi tale anche l’oltraggio, la calunnia, la diffamazione, l’insulto ecc. ecc.

      l’inghippo è che i furbacchioni cronici si nascondono dietro quell’assurdo nullaosta chiamato satira, la satira è una zona franca dove ognuno spala merda a proprio piacimento senza pagarne conseguenze, in teoria.

      • dalla prima parte della risposta che hai scritto ho l’impressione che hai capito ciò che volevo dire…. cioè che se si proclama la libertà di parola e di espressione in qualche modo si permette anche il suo utilizzo nelle forme peggiori…

        • allora avevo capito giusto, è questo uno dei punti cardini del post, estremizzare il concetto di libertà d’espressione è molto pericoloso

          come ho scritto a Nadine, mi stupisce che siano quelli di sinistra a difendere Charlie, proprio loro che si indignano se uno chiama froci i gay e negri i neri, come mai adesso non etichettano il giornaletto francese come razzista e fascista???

          • esatto!!! volevo sottolineare questo nel mio pensiero, cioè quanto sia pericoloso invocare la libertà di parola e opinione… e quanto però al tempo stesso sia in qualche modo assurdo e stupido che sia così…

          • difendere charlie per qualcuno è parlare di ideali per altri in questo momento più che mai è propaganda.. nessuna sorpresa purtroppo… piuttosto dobbiamo stare attenti a distinguere i due qualcuno…

            • si chiama ipocrisia, opportunismo, becera propaganda di comodo, la sinistra ragiona così, strumentalizza e sfrutta tutto, ciò che oggi difendono a spada tratta domani si trasformerà in un immane pericolo, vedrai. Accusano Salvini di avercela con gli islamici ma contemporaneamente difendono Charlie che gli islamici li insulta bestemmiando. Ideali??? no Erik, qui gli ideali non c’entrano una fava, rivendicare il diritto di ledere l’altrui credo non è e non sarà MAI un ideale, è solo una gran cazzata, unghie che grattano sugli specchi.

  15. Caro TADS, quando ho fatto riferimento alla satira di Chaplin su Hitler sapevo che mi sarebbe stato risposto che c’è differenza tra un regime sanguinario come quello nazista e una religione, a mio avviso, hanno fatto più danni al mondo (e più morti, e più ingiustizie, e più cattiverie…) la Chiesa Cattolica e L’Islam che non il nazismo (o il comunismo) poi faccio ancora un esempio storico di una parte di storia che conosco abbastanza bene; tu dici che è sciocco o inopportuno alimentare il fuoco della violenza in un periodo come questo… beh, è la stessa cosa che diceva l’80% della popolazione italiana sui partigiani nel duennio ’43/’45 (dopo il 25 aprile 45 no,dopo il 90% della popolazione era filo-partigiana) comunque dicevo, anche allora quelli che si battevano veramente per un ideale erano considerati sventati perché con le loro azioni mettevano in pericolo la vita di altre persone, e quindi?

    • allora, rapporto Amnesty International di fine secolo: il XX° secolo è stato caratterizzato da dittature e regimi, status che ha provocato circa 130.000.000 di morti, così suddivisi, circa 50.000.000 sono imputabili a dittature di stampo fasci/nazista, i rimanenti 80.000.000 alle dittature di stampo comunista. Mentre Hitler sterminava 6.000.000 di ebrei, il compagno stalin mandava all’altro mondo 30.000.000 di russi. Forse mi leggi da poco ma io sono uno che da sempre scrive “ripassini” sulla religione cristiana e sulle nefandezze dalla stessa poste in essere da 2.000 anni.

      dunque… cerco di ribadire il mio pensiero un modo più chiaro, mi spiace dirtelo, mi stai simpatica e trovo interessante dialogare con te ma continui a fare paragoni impropri. una ribellione partigiana, una rivolta popolare, una indagine fondamentale per il destino di un popolo, un mistero salvagente svelato, un messaggio satirico come quello di Chaplin… NON HANNO NIENTE IN COMUNE CON LA BESTEMMIA GRATUTA

      repetita iuvant, esiste una logica applicata che divide l’opportuno dall’inopportuno, mettersi a stampare vignette come quelle di Charlie in un momento storico come questo è inopportuno, rischioso, pericoloso. Te ne aggiungo un pezzo, se chiudessero Charlie la cosa non significherebbe fare un passo indietro, significherebbe prendere atto di averne fatto uno di troppo in avanti, cosa che avrebbero dovuto fare prima della strage, adesso una eventuale chiusura verrebbe vissuta come una sconfitta. Quindi la situazione si è ulteriormente imbastardita. Tutto questo casino solo perché qualcuno aveva ed ha il vezzo di disegnare bestemmie che non fanno ridere, non fanno riflettere, non servono a un cazzo di niente se non a creare situazioni come quella vissuta.

      diciamocelo chiaro e tondo, se un giornale Italiano dovesse pubblicare una vignetta che irride l’islam, verrebbe accusato di razzismo e il direttore sanzionato dall’ordine, qualora ripetesse la cosa probabilmente chiuderebbero il giornale. Mi fa veramente strano che siano proprio gli Italiani, soprattutto di sinistra e sempre pronti a condannare ogni qualsivoglia forma di espressione politicamente scorretta, a difendere gli insulti all’islam di Charlie.

      visto che ti piacciono gli esempi allargati,
      Tu che faresti se io pubblicassi un post che ridicolizza, insulta e offende i gay???

    • Secondo il tuo punto di vista la mafia bisognerebbe combatterla con vignette satiriche su Gesù e la Madonna? La violenza mafiosa non è colpa di Gesù Cristo e colpire con delle vignette tutti i cittadini italiani cristiani non mi sembra giusto. Idem per l’ISIS, colpire tutti i mussulmani con vignette blasfeme su Maometto sarebbe come buttare una bomba in mezzo al mercato con lo scopo di colpire un solo uomo.

      • stai sbagliando blog,
        non mai scritto quello che riporti, forse hai capito male, a me farebbero incazzare le vignette sulla inquisizione, figurati, non capisco cosa vuoi dire e dove vuoi andare a parare, spiegati meglio.
        Secondo il mio punto di vista la mafia la si combatte con la pena di morte, lo sai bene.

  16. Ciao TADS, va bene, se lo sono tirata…ma allora potevano fermarsi li…invece, hanno ucciso nel supermarket ebreo, hanno ucciso una poliziotta…secondo me sono solo assassini, che in nome di dio uccidono chi non la pensa come loro.
    Se la sono presa anche con le vignette di Peppa Pig, perche’ e’ un insulto contro la religione mussulmana, che un maiale abbia fattezze umane, persino, non si possono fare i pupazzi di neve…

  17. ti riscrivo il mio intervento perché forse ho immesso dei caratteri che non vengono accettati e risulta monco.

    Caro TADS,
    l’otto gennaio mi sono imbarcata in una discussione con un “je suis Charlie” al quale ho scritto testualmente : “l mio parere è che ultimamente mi sembra che la satira sia diventata una scusa per dire un po’ quello che gli pare, per sparare su tutti e per prendere in giro persone senza più seguire alcuna regola etica, è inquinata dai tempi che stiamo vivendo.
    Sembra che ormai cosi fan tutti e i confini della decenza siano saltati irrimediabilmente. Si inneggia alla libertà di stampa e di espressione ma libertà non vuol dire libertà di offesa.. cavolo!
    Preferisco l’ironia e l’autoironia, è più sottile ed intelligente.”
    Ho provato a far ragionare l’utente e forse qualche dubbio è entrato nella sua mente. Pertanto, sono strafelice di leggerti.
    Il tuo articolo è splendido!
    Quindi, dopo questo, ora disfo il busto in marmo che stavo preparando per te e vado a procurarmi un bel pezzo di granito per innalzare una statua in tuo onore …
    : )

    Liolucy

    • le tragedie riescono sempre a far emergere l’ipocrisia e la demagogia da discount

      se Charlie hebdo fosse stato un giornale Italiano della Mondadori…

      1) la sinistra lo avrebbe fatto chiudere da tempo accusandolo di islamofobia, razzismo, fascismo, nazismo e vilipendio

      2) la procura di Milano avrebbe allestito una dozzina di processi

      3) i televenditori di cazzate come Santoro, Giannini, Floris e compagnia cantante, avrebbero accusato Berlusca di provocare una guerra mondiale

      bene, questa stessa sinistra, questi stessi personaggi del “glandismo”, sono proprio quelli che oggi urlano a squarciagola: “je suis Charlie”

      toglimi una curiosità, visto che parli di monumenti… sei una scultrice oppure hai una azienda che fa lapidi??? 😀

      comunque grazie per i complimenti

      • ti ha forse sfiorato l’idea che potrei avere una cava per l’estrazione del marmo?.. beh, non ce l’ho…
        I miei non sono complimenti ma sono parole in odor di venerazione , quasi venerazione .. (non montarti la testa ora, eh!)

        a parte le battute..
        fermo restando che la violenza è sempre e comunque da condannare,
        è proprio vero che le parole sono pietre (come le vignette satiriche)… chi le pronuncia, e scrive, e disegna con il potere a lui concesso ha una grossa resposabilità verso tutti. Con esse si può uccidere e far uccidere , ma si possono anche costruire ponti metaforici lanciati verso altre culture, altri modi di pensare e di essere. non credo che siamo tutti uguali. un africano o un asiatico sono diversi da me e io sono diverso da loro. rispettare le diversità non vuol dire essere razzisti o soffocare la propria libertà di espressione. rispettare le diversità è costruire ponti di tolleranza e di comprensione attraverso il grande potere della comunicazione. perchè non fare questo anche attraverso le vignette?
        rispettare le diversità è civiltà.

        lieta serata a te T.

        -Liolucy

        • sono d’accordo ma purtroppo le vignette che costruiscono ponti tra civiltà non fanno scalpore, non aumentano le copie vendute e non riempiono i postriboli televisivi. come direbbero a Roma… non se le fila nessuno, non soddisfano la sete di sangue del popolino.

          addirittura una cava… praticamente sei una ereditiera 😉

      • comunicazione di servizio–
        T, scusa se ti arrivano doppi commenti ma sembra che non vengano spediti e poi sembra di sì,,bbhòò, non capisco nulla.. scusami degli eventuali casini

        un abbaccio privato (non pubblicabile)
        :))

  18. : è la 2) “chiaramente”, anzi, è dal 1992 (più di vent’anni fa) che è iniziata una guerra strategica per destabilizzare una parte del mondo, e guarda caso hanno mandato all’aria quei paesi mussulmani dove c’era uno stato laico. Non c’erano elezioni libere, è vero, ma è da verificare la differenza che passa o che passerebbe nell’essere o nel vivere in un luogo dove una a parziale normalità si è sostituita alla paura di essere uccisi uscendo di casa (se la casa c’è ancora chiaramente). E così andando avanti: dall’11 settembre ai giorni nostri, dove ai grattacieli che crollano come se delle cariche esplosive fossero state posizionate professionalmente, si è passato a dei terroristi che dimenticano la carta d’identità sul sedile della macchina, manco fossero Alan Ford e il gruppo T.N.T. La satira non c’entra, è qualcosa di più grosso che ci gira intorno, qualcosa che non ci appartiene, come se dalle trincee della prima guerra mondiale (lo scrivo in minuscolo, chi se ne frega) scavate dagli interessi economici di allora, non ci fossimo più ripresi, nonostante un’altra guerra devastante. Già… la “guerra”, etimo che non deriva dal greco antico, dove c’è stato un Grande (questa volta è giusto scriverlo in maiuscolo) esempio di democrazia…

    • credo tu abbia centrato in pieno il punto cardine, la penso come te, i pupari che reggono le fila del mondo devono aver elaborato proprio un disegno di questo tipo. Lo credo da tempo ma la conferma la vedo nel rovesciamento di Gheddafi, voluto soprattutto dai Francesi, gran padroni del corno d’africa. Una operazione stupida e controproducente, proprio come le vignette, anche questa storia puzza lontano un miglio.

  19. Concordo con il tuo articolo , ovvero con il tuo pensiero, con pochissime riserve che spiegherò meglio in un mio articolo che intendo fare quando avrò tempo di mettermi seduta a pensare per un’oretta tranquilla. Sto raccogliendo materiali e opinioni da articoli su cui concordo. Bravo Tads.
    le mie riserve sono in merito alla libertà di stampa ed opinione che ci deve essere…e alla relativa libertà di rispondere o boicottare

    • cara Titti,
      informami quando avrai pubblicato, leggerò molto volentieri, intanto ti anticipo che MAI e poi MAI considererò una opinione la bestemmia, MAI e poi MAI considererò libertà d’espressione una stupida, inutile, deprecabile, funesta provocazione. La libertà d’espressione e di opinione è tutt’altra roba.

      nel frattempo ti saluto con affetto

  20. Argomento complicato e doloroso. Complicato perchè ha mille gravi sfaccettature e doloroso perchè si parla di assassini fanatici e di morte. Non sorprende lo tsunami televisivo, politico e giornalistico, non sorprendono nemmeno i milioni di Je suis Charlie, anche se nella grande maggioranza di essi personalmente ho letto istintiva e sincera adesione al semplice e generale concetto di libertà di pensiero, fede religiosa e politica, espressione e quindi parola e non di libertà di bestemmia, cosa che aborro da sempre. La bestemmia è bestemmia, idem l’oltraggio, la diffamazione e il vilipedio. La satira, l’ironia, persino il sarcasmo, sono ben altro.
    Che dietro a tutto ci siano da tempo altri e più grandi e devastanti progetti che ai più sfuggono è possibilissimo e che il gioco di interessi è abnorme è poco ma sicuro.
    Quello che nei gravi fatti parigini mi ha fatto amaramente pensare è stato anche altro: quei due fratelli…terza generazione di mussulmani francesi, di islamico, di islamismo fanatico pareva non avessero più nulla, e invece… Tu sai che più volte ho argomentato sull’immigrazione, sull’integrazione, l’accoglienza, sai che mi sono battuta, che ho difeso, che ho creduto. Ora, alla luce di questi fatti, tutto è più pesante, come fosse sceso un velo di piombo. Non è una bella sensazione per me persona, per me insegnante.

    • questa è una di quelle occasioni in cui non basterebbe neanche un post di 10.000 parole per toccare ogni punto della questione in modo apprezzabile

      hai evidenziato un aspetto molto delicato che io considero fondamentale, non l’ho citato per motivi di sintesi e per non ampliare troppo il discorso ma ti ringrazio per darmi l’opportunità di affrontarlo

      i mussulmani praticanti, tutti, si chiamano fuori da ogni qualsivoglia processo di integrazione ed evoluzione sociale. Che siano di terza, quarta o quinta generazione non fa differenza, nipoti e pronipoti degli Italiani emigrati in America sono cittadini Americano al 100%, anche nella mentalità e nei costumi, i pronipoti dei mussulmani emigrati in occidente sono e saranno sempre chiusi nello stesso mondo dei loro avi.

      i cosiddetti mussulmani “bravi”, non violenti, non terroristi, sono comunque persone che portano in dote inamovibili pretese, questo è un grande problema. Rifiutano le nostre regole cercando di imporci le loro, mi spiego meglio… hanno preteso la rimozione dei crocefissi, l’eliminazione dei presepi, hanno preteso il cambio di menù nelle mense aziendali e scolastiche, hanno preteso le moschee (dove non ci sono pregano per strada bloccando il traffico e creando enormi disagi), hanno preteso il diritto di pregare ovunque a prescindere da quello che stanno facendo. Le loro donne, madri, moglie, sorelle o figlie che siano, vivono secondo le leggi islamiche (le più maschiliste in assoluto) non secondo quelle Italiane, se “sbagliano” vengono punite, a volte anche con la morte, dai loro parenti più stretti. Quando sposano una Italiana la costringono a convertirsi e poi, spesso, a fronte di problemi se ne tornano al loro paese portandosi via i figli fregandosene delle leggi in vigore. Nella sostanza vivono in casa nostra ma esigono di vivere come fossero a casa loro, noi parliamo di accoglienza e integrazione, loro pretendono di sottrarsi ai nostri canoni sociali. Questo lo faranno anche fra cento anni, anche quelli di decima generazione, il rispetto nei confronti di chi li ospita, li accoglie e magari anche li coccola non è nelle loro corde. Questi, cara Marirò, sono i mussulmani bravi, quelli non violenti, quelli che non sparano. In Europa esistono circa 30milioni di mussulmani, se non cambia l’andazzo e conteggiando il loro essere particolarmente proliferi, tra 20anni saranno il doppio e forse anche di più. E’ brutto parlare di invasione ma di questo si tratta nella sostanza, invasione perché rifiutano l’integrazione e impongono il loro modus vivendi, una rivisitazione della vecchia colonizzazione. Facile prevedere che tra non molto avranno rappresentanza in parlamento e nelle amministrazioni, con tutto ciò che ne consegue.

      La strategia del terrore produce reazioni a catena che molti ignorano, trattasi di intimidazione subliminale, difficile pensare non vi siano sindaci o amministratori locali sensibili all’effetto paura e quindi disponibili a fare concessioni. E’ un virus strisciante, una talpa che scava nel buio, un fenomeno carsico che erode, tutto questo grazie alla cecità di una parte politica che continua a blaterale a sproposito di solidarietà, tolleranza, umanità e accoglienza.

      Non ho problemi a comprendere il tuo disagio come persona e come insegnante, mi auguro che chi di dovere si svegli prima di contare i morti, mi auguro che gli Italiani aprano gli occhi e escano dall’ipocrisia imperante.

  21. Ciao
    Pure io condivido il pensiero di Ferrara per quanto riguarda le intenzioni del mondo arabo.
    In quanto all’argomento del post penso che la satira rivolta verso la religione,qualunque essa sia,possa essere sgradita a chi in quella religione crede.
    Non conoscevo il giornale francese ma ricordo “cuore” e le discussioni fatte a suo tempo quando trovavo eccessive certe vignette sulla religione…..
    Certo che la satira prende in giro gli aspetti esagerati e ridicoli dellla religione stessa ma possa in qualche modo risultare eccessiva
    Aggiungo pure che ,secondo me,gli artefici dellla strage e non intendo gli esecutori materiali se ne sbattessero ampiamente degli insulti a Maometto e intendessero semplicemente compiere un atto che avrebbe avuto sicuramente un forte impatto mediatico

    Simpaticissimo il nuvolo!

    Buona giornata ☕️☕️☕️☕️☕️☕️

    • Ciao Mariella,

      esiste un aspetto psicologico rilevante, un attentato terroristico punitivo mirato, vissuto come una ritorsione generata da un onta, ha un impatto emotivo diverso, è probabile che le vignette siano state una scusa ma per l’universo mussulmano, anche quello moderato, rimangono comunque un oltraggio gravissimo. Sbaglierò ma sono convinto che tutti i mussulmani, dico TUTTI, a prescindere dalle blande e poco convinte dichiarazioni di condanna, in cuor loro giustifichino l’assalto a charlie hebdo.

      Come ho già scritto più volte, la bestemmia non è satira e credo non sia una furbata mettersi ad insultare Maometto in un momento di fermento armato Islamista.

      salutissimi 🙂

  22. Domanda: se non è giusto far satira su una religione (che è diverso dall’offesa) o smettere di farne sapendo che se si incazzano sono guai, non è un po’ come dare credito e potere, dimostrare di averne paura?

    L’aria strana che aleggia intorno a tutta questa storia è nata forse dal fatto che si è inceppato da qualche parte il meccanismo di causa-effetto, tutta la reazione in seguito all’attentato ha sollevato ancora più dubbi e contraddizioni, più di quanto abbia fatto l’avvenimento in sé…

  23. È un post perfetto, di grande intelligenza e sincerità umane. Credimi, davanti a quelle vignette sono rimasta a bocca aperta, eppure non è facile lasciare Mimma senza parole. Che vergogna e che stupidità rispondere a fucilate.

  24. Buongiorno, caro amico, finalmente riesco a leggerti, sai l’influenza, non mia per fortuna, ha sfalsato il normale ritmo quotidiano. E’ un post eccellente, è esattamente il mio pensiero. Ogni ideologia, fede deve ricevere rispetto; la libertà d’espressione è un diritto da esercitare nel rispetto altrui. Io posso scrivere il mio pensiero senza offendere alcunché e soprattutto non calpestando il pensiero. La provocazione genera scompiglio e i risultati si son visti, del resto il fumettista per eccellenza, del quale non ricordo il nome, in un intervista, tempo fa, ha detto che non avendo famiglia non l’avrebbe pianto nessuno, per cui un po’ se l’aspettava.
    Complimenti, ti auguro un buon inizio settimana.
    affettuosamente
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      secondo me sono quelle frasi ad effetto buttate lì tanto per fare il fico della situazione, i francesi sono gradassi peggio di noi. Il problema è che se uno decide di fare il martire eroe dovrebbe, dico “dovrebbe”, fare in modo di non portarsi al camposanto gente che non c’entra niente.

      un caro saluto

  25. Qualche giorno fa ero a una cena fra amici che hanno idee politiche differenti (tra noi siamo molto democratici, accettiamo tutti, anche chi non la pensa come noi…), beh quando abbiamo affrontato la discussione sui fatti di Parigi, invece, è successo il finimondo. Non si capiva più chi era di centro-destra e chi di centro-sinistra. Siamo quasi venuti alle mani, cosa mai successa prima. I più esaltati sono stati quelli che difendevano la libertà di espressione tout court, giustificando anche offese gratuite alle persone, compreso il vilipendio della religione. Invece io che sono un grande ammiratore della satira intelligente (quella che critica duramente, ma mai offende) ho affermato che la vera libertà di espressione la si realizza quando ci si sa autonomamente fermare prima che le parole (o i disegni) arrivino a pestare irreparabilmente i piedi a chi è in grado di reagire in modo sconsiderato (tipo arrivare a uccidere). Ma non sono stato apprezzato da costoro.
    Nicola

    • amico caro,
      tutto ciò che in qualche modo può essere ideologizzato finisce col dividere, anche amici di lunga data, sinceramente il fronte Italiano del je suis Charlie ha contorni grotteschi, come tutte le cose che riguardano la sinistra da oltre venti anni. Clamoroso lo scivolone di Rai3 che per meglio difendere la libertà d’espressione ha censurato un sottotitolo de “il fatto quotidiano”. Sempre rimanendo a sinistra… D’Alema è l’unico politico Italiano che ha querelato Forattini per una vignetta. Insomma, siamo alle solite, i progressisti predicano, anzi, urlano bene e razzolano male, niente di nuovo. Mi sto ancora chiedendo come si possa difendere l’immigrazione selvaggia in nome del rispetto e della solidarietà e contemporaneamente rivendicare il diritto di insultare una religione… ho la netta sensazione che il “glandismo” si stia diffondendo alla velocità della luce.

  26. Condivido il pensierino sugli eventi parigini. Ma su Ferrara e la Fallaci, donna illividita dalla malattia, ho un’opinione diversa. . E mi accosto al pensiero “progressista”, fosse solo perchè la “conservatoria” occidentale spesso parla e scrive di cose che non conosce e che non ama approfondire, una volta assodata l’ignoranza di fondo.

    Umberto Eco, in una delle sue più riuscite Bustine, ha descritto chiramente la differenza tra integralismo e fondamentalismo, concetti che a volte si incrociano pericolosamente, ma che sono assai diversi. Nel Protestatesimo, per esempio, la vena fondamentalista scorre copiosa, ma non assume per questo i caratteri dell’integralismo. Così è anche all’interno dell’Islam. Sfumature, mio caro. E’ questo il segreto. La Fallaci, a un passo dalla dipartita, perse la facoltà di vedere i colori, riducendo lo spettro cromatico a due soli toni, il bianco e il nero. In un contesto così povero il pensiero rimbalza da un emisfero all’altro, chiudendo e aprendo il circuito del buon senso, senza passare attraverso un’infinita serie di sfumature che potrebbero fornire una luminosità di pensiero adeguata ai contesti da giudicare.

    Confesso che del pensiero di Ferrara, uomo ambiguo, ma non ipocrita, ho letto il solo virgolettato. D’altronde non mi è possibile arrivare dovunque, Esco di casa, inforco l’auto e vado a lavorare. E compiendo il tragitto quotidiano, transito per il pianerottolo, luogo che Salvini ha raccomandato di non frequentare: pena una guerra di religione.

      • mi spiace deluderti ma non ho tempo né voglia di dedicare tempo a due ragazzine che hanno deciso di fasi un “Siria adventure” per fare le fiche su facebook, ammesso non ci sia sotto qualcosa di losco. Sono tornate a casa e la cosa come padre mi rallegra, come cittadino… se lo Stato ha pagato un riscatto ha creato un brutto e pericoloso precedente.

        • Perché due ragazzine dovrebbero avere meno diritti di un ingegnere o dei due marò in India? Tutti gli italiani godono pari diritti di tutela dal nostro governo, che siano militari, missionari, medici senza frontiere o lavoratori. Accettando un lavoro strapagato in un paese a rischio non mi da il diritto di sentirmi superiore a due volontarie o a semplici turisti. Quanti operai specializzati e ingegneri abbiamo sparsi per il terzo mondo? I due marò hanno intrapreso una carriera pericolosa conoscendone i rischi e comunque pagati profumatamente da tutti noi, sono i rischi del mestiere. Non mi sembra giusto svilire due connazionali per la giovane età o per intenti non condivisi. Poi se dovesse saltare fuori una truffa ai danni del nostro paese ne pagheranno le conseguenze ma per il momento erano solo due italiane da salvare.

          • ho risposto già sopra, l’argomento è fuori tema, non c’entra niente col post e comunque sono tornate a casa, va bene così, le conseguenze le vedremo, sono contento per loro ma a me non interessa parlarne. Se lo stato ha pagato dovrà pagare anche per i rapimenti futuri, altrimenti si creano figli e figliastri.
            Solo una cosa, diritti o non diritti… non paragono due ragazzine col vezzo dell’avventura a persone che rischiano la vita per lavorare. Comunque la vicenda è immersa nella più totale ambiguità, niente di strano, siamo in Italia.

            • Prima di dedicarmi alla replica, vorrei farti notare due punti che mi sembra tu abbia trascurato:

              1 Il pagamento di un ipotetico riscatto (e sottolineo ipotetico, poichè le mie valutazioni si basano su informazioni ufficiali e mai ufficiose, come le tue, del resto),, non costituisce un pericoloso precedente, come tu hai scritto, perchè tale pratica è parte di un modus operandi che perdura nel tempo e prescinde dal colore della coalizione al governo. Il concetto di “precedente” è perciò discutibile; pare quasi che tu voglie sottolineare che in passato si preferisse fare in altra maniera. Indubbiamente c’è stata contrattazione, tuttavia faccio mie le parole di Giacomo Stucchi, presidente del COPASIR in quota Lega Nord: “Contropartite ci sono sempre quando uno riesce a liberare ostaggi, ma non sempre sono di tipo economico». Ecco, uno può affermare di notare tra le righe un implicita prova di colpevolezza, tuttavia rimane sempre e solo un personale punto di vista. Una sfumatura, appunto.

              2 Il concetto del fuori tema ti è indubbiamente caro. Lo evidenzi con puntigliosa cadenza, quasi fosse un errore di ortografia. Forse ne fai una questione di organizzazione e governi il dibattito come il sottoscritto fa con le piante dell’orto: potare il superfluo concorre a irrobustire il necessario, insegnano ai corsi di lean production. Pero non sono d’accordo, se mi è concesso giudicare il tuo operato. Il dibattito che segue un tuo post ha bisogno di maturare anche a costo di inglobare altro, anche a costo di diventare qualcos’altro, perchè è nella natura umana procedere oltre, attraversando il già noto. Perciò chi ritiene di andare fuori tema non abbia nulla da temere; in fondo asseconda un bisogno ancestrale.

              • molto brevemente…

                il blog è mio, ho il diritto di gestirlo come meglio mi aggrada, non è un giornale né un organo di informazione pubblica sottoposto a rigide regole. I fuori tema non mi piacciono, qui si entra nel merito del post esprimendo, in totale libertà ma civilmente, consenso o dissenso. Che tu venga a dirmi come comportarmi in casa mia lo trovo tremendamente fuori luogo, nessuno è obbligato a leggere né commentare, chi non gradisce le regole può tranquillamente andare altrove, no problem.

              • Diglielo a quel cornuto della commissione di maturità! Già ero un povero pirla privatista!! Un tema da pulitzer e me l’avevano valutato con un’insufficienza! 🙂

                • che ci vuoi fare, le cose migliori sono le più difficili da capire 😉
                  non so alla tua epoca ma alla mia i privatisti non erano ben visti, li massacravano per partito preso

                    • sono momenti che capitano a tanti, purtroppo quando non si hanno spinte motivazionali forti si molla, un peccato, lo Stato non aiuta.

        • Non hai affatto deluso le mie aspettative. Anzi, hai risposto come mi aspettavo tu facessi. E le tue parole confermano quanto tu sia schierato a prescindere dall’assenza al seggio o dalla mancanza di una tessera. Anch’io non voto e anch’io sono ugualmente schierato. In fondo è il mio pensiero che mi colloca a sinistra e non e l’appartenere a sinsitra che influenza il mio pensiero. Libero di essere, come te.

          • grande, adesso ti arroghi pure il diritto di allocarmi politicamente, quasi mi stai simpatico, io sono schierato dalla parte della realtà e su questo blog combatto, da oltre undici anni, una battaglia personale contro l’ipocrisia, contro il pensiero politically correct e contro la manipolazione della verità esistenziale. Tu devi essere giovane, lo dico con una punta di invidia.

            • Mi stupisce questa chiusura. Schopenhauer scriveva che “il giudizio degli altri è la catena con cui essi ci tengono prigionieri”. Ne evinco che la libertà vera sia fottersene. Se arriva qualcuno che ti colloca a destra, non ti difendere, ma lascia passare. IL giudizio è un processo naturale, serve a organizzare il pensiero, tutto qui.

              E sì, sono relativamente giovane. Con due missioni di cooperazione internazionale in America Latina.

    • nozionismo non è sinonimo di lungimiranza e intuizione, così come il filosofeggiare non sempre è essenza di realismo.
      A me non interessa difendere né Ferrara né il pensiero della Fallaci, per quanto la consideri una spanna al di sopra di tutti coloro che impropriamente si definiscono “giornalisti” solo perché iscritti all’ordine.
      Faccio una operazione diversa, pratica, realista, il pensiero della Fallaci ha trovato conferma nei fatti e negare questo significa essere sprovveduti oppure in malafede. Ferrara ha detto la verità, anche qui negare l’esistenza di una guerra è quantomeno ingenuo.

      ti premetto che non voto per scelta da quasi 25anni, non ho tessere di partito in tasca e nemmeno condizionamenti ideologici nel cervello, lo amo troppo per farmelo sciacquare da visioni deliranti, livori vari e indottrinamenti di qualsivoglia sorta. Per tanto il Salvini pensiero non mi scalfisce minimamente.

      l’analisi di Umberto eco è corretta ma non è una verità epocale svelata al mondo, al limite è una constatazione, il piano di espansione posto in essere dall’universo islamico è a tutto tondo, comprende fondamentalisti, integralisti, finti moderati, terroristi e appartenenti alle varie fazioni, fatico a considerare tutto questo “sfumature”, mio caro.

      i commenti sono tanti ed è logico bypassarli, quindi mi ripeto volentieri, il problema vero è che il mondo arabo presto sarà condannato alla fame dal calo dello sfruttamento del petrolio, una ricchezza immensa sperperata senza investire in progresso, tecnologia, benessere e pil alternativi. Poiché è improbabile colonizzare gli USA, anche per motivi logistici, il territorio di conquista è quell’Europa gestita da stolti e/o interessati che in nome del pensiero “progressista” sfruttano il disagio sociale alimentandolo. Se mi nomini Salvini ti rispondo con Buzzi, emblema di quanto sia brava la sinistra a capitalizzare i valori per soddisfare beceri interessi di bottega, direi di lasciar perdere.

      la colonizzazione in corso consiste in un vero è proprio accerchiamento fedele a una strategia lungimirante, i terroristi, in quanto tali, terrorizzano, i moderati lavorano sul territorio, imponendo, goccia dopo goccia, la loro volontà, partendo da cose apparentemente irrilevanti, come crocifissi, presepi, mense, moschee, usi e costumi, riconoscere un diritto ad altri non significa penalizzare i propri. Gli Italiani di terza o quarta generazione residenti negli USA, in Germania o altrove, sono a tutti gli effetti, anche come modus pensandi, cittadini Americani, Tedeschi, ecc. ecc. I mussulmani, anche dopo dieci generazioni, saranno sempre mussulmani NON integrati. Loro non voglio integrarsi, vogliono esportare e mantenere il loro modus pensandi, vivendi e operandi, cosa che divide l’integrazione dalla colonizzazione, anche questa non è una sfumatura, mio caro.

      la questione è di una semplicità disarmante, noi non siamo in grado di accogliere un miliardo di mussulmani, prima o poi dovremo mettere un tappo, si tratta semplicemente di stabilire quando, certamente non potremo più farlo quando e se il processo di colonizzazione avrà raggiunto determinati livelli. La vera solidarietà non consiste nel vivere tutti male e nel disagio, consiste nel lottare e combattere per una diversa distribuzione delle risorse e della ricchezza a livello planetario, sarebbe già cosa generosa visto che a loro non è mai mancata la fonte per giungere al benessere, tuttavia gli occidentali hanno responsabilità forti sulla cattiva gestione e sullo sfruttamento, quindi è giusto che facciano ammenda e provvedano ma non scaricando sul popolo i conti da pagare.

      la grande ipocrisia del pensiero progressista emerge nella reazione alla strage Parigina, la sinistra Italiana difende a spada tratta l’immigrazione e l’accoglienza in nome di nobili valori, primo fra tutti il RISPETTO della DIVERSITA’, su questo si può anche essere d’accordo. L’anomalia sorge nel momento in cui i predicatori di tale RSPETTO si trasformano in paladini sostenitori della bestemmia e dell’oltraggio religioso, oggettivamente la più clamorosa mancanza di RSPETTO nei confronti di una DIVERSITA’ . I tempi in cui il bue chiamava cornuto l’asino sono finiti, anche se molti non se ne sono ancora accorti. così come è ora di finirla di dar retta alle elucubrazioni paranoiche sparate dai salotti “radical-shit” frequentati da pseudointellettuali distanti anni luce dalle realtà territoriali, il vero populismo non è difendersi dal disagio, è caldeggiarlo, fomentarlo imponendo auliche concezioni.

    • Vengo al dunque, volando al di sotto della soglia di speculazione filosofica.

      1 Che esista una forte correlazione tra l’Islam e la guerra non vi è ombra di dubbio. Le radici di questo stretto rapporto derivano dal vissuto storico del Profeta, vale a dire dalle particolari circostanze che hanno fatto da cornice alla sua predicazione.

      2 Tuttavia, il concetto di Jihad è interpretabile. La posizione assunta dalla stragrande maggioranza dei musulmani è che l’espansione della fede debba avvenire attraverso la sola persuasione. Certo, la jihad con le armi è ugualmente ammessa, in caso di aggressione,

      3 Ma la questione di fondo, se mi permetti, nasce proprio dall’uso che si fa del concetto di difendersi-da-una-aggressione, ossia quali sono i confini che devo difendere?, E se nel guazzabuglio di interpretazioni ci metti un profondo disagio sociale e personale, la mancanza di un futuro e l’ossessiva ricerca di una qualsiasi forma di identità, hai tra le mani una miscela esplosiva.

      Pensi che sia un’analisi superficiale? Lo credo anch’io, ma fa il paio con le analisi di quelli che strillano nei giornali alla guerra di religione.

      Faccio cose, vedo gente. I musulmani sono parte integrante e integrata del mio quotidiano. Parlo con loro, mi confronto, e noto che il loro modo di vivere gli eventi è simile al nostro. I loro figli sono Italiani a metà: pensano e si vestono come noi, ma non sono totalmente come noi. Non lo sono perchè non li accettiamo completamente, perchè a scuola non è impossibile trovare uno stronzetto che, aizzato da genitori di merda, fa notare loro la differenza. Ecco, questo fa male, questo contribuisce a sradicare l’italianità dalla “Seconda Generazione”. Una delle mie più care amiche viene dal Bangladesh, è musulmana e i suoi figli sono nati in Italia. Quando rientra per le ferie nel suo Paese, i figli la seguono a malincuore. A Dakka, dove vivono i parenti, sono percepiti come stranieri, si comportano come stranieri e parlano la linguamadre come stranieri. La mia amica si è trasferita a Londra da un anno e con i suoi figli comunica in Italiano. Cosa pensa dell’attentato a Charlie Hebdo? Crede fortemente che sia frutto di una cospirazione, che i musulmani non vadano in giro a uccidere la gente in nome di Dio e che chi lo fa si autoesclude dall’Islam. Versione arcinota e scontata,, eppure è lo stesso pensiero di un’altra amica, la cui fede batte forte per Geova: una “cospirazione bella e buona. Ah! voi cattolici…”
      Che la cospirazione sia un tema trasversale? Che l’ecumenismo passi attraverso i bastioni del comune giudizio sociopolitico? Non lo so.

      Anzi, sì. Di almeno quattro affermazioni sono convinto:

      1 il mondo musulmano è estremamente frastagliato (sfumature!);
      2 il terrorismo ha una sola strategia: sostenere la crescita dell’islamofobia;
      3 troppi politici hanno accettato incondizionatamente il ruolo di utile idiota;
      4 il punto debole della democrazie coincide con il punto forte. Sempre.

      • non ti offendere ma questi discorsi li sento da 20anni, è una ribollita cantata in playback

        Quando si affrontano tematiche sociali è sempre sbagliato portare in supporto esperienze dirette, il tuo avere amici mussulmani bravi e con la voglia di occidentalizzarsi non è una cartina di tornasole affidabile, la sinistra italiana ha sempre osteggiato ogni regolamentazione seria in tema di immigrazione proprio perché guarda solo gli stranieri come i tuoi amici. Il problema è che dietro di loro ve ne sono frotte che hanno progetti diversi e che ragionano in modo diverso (popolazione carceraria e monopoli delinquenziali insegnano). L’integrazione passa sempre e solo attraverso una incondizionata accettazione delle regole del paese ospitante, ok i diritti religiosi, assistenziali e via dicendo, assolutamente no alla imposizione di qualsivoglia pretesa. La democrazia la si gestisce dall’alto ma la si vive in basso, se genitori di alunni islamici impongono la rimozione del presepe in una scuola, per fare un esempio pratico, bloccano i meccanismi di accettazione e provocano reazioni negative, questo mi pare Lapalissiano. Noi offriamo l’opportunità di migliorare la qualità della vita a coloro che vengono qui mossi da nobili intenti e dalla volontà di integrarsi, qualora questa volontà si riveli essere parziale o addirittura assente, è nostro dovere intervenire e, a fronte di un netto rifiuto, espellere. Siamo l’unico Stato al mondo che dopo 40anni di immigrazione clandestina non ha ancora trovato la volontà politica di mettere ordine in materia, superfluo ricordarti quale parte si opponga. Quando accoglienza selvaggia, solidarietà da salotto, teoremi su future civiltà multietniche e bla bla bla… diventano deliri che si scontrano con la realtà territoriale, è da stupidi fingere di non vedere e perseverare nel percorrere errati sentieri. Vado al sodo, nessuno può negare l’esistenza di una guerra, fattene una ragione, di un grandissimo e reale pericolo islamista e di un modus operandi posto in essere dai mussulmani cosiddetti moderati che, comunque, lentamente ma inesorabilmente, conquistano spazi e concessioni non dovute. Se partiamo dall’assunto che accoglienza sia sinonimo di sottomissione e concessione suicidiamo la nostra identità. In questo periodo storico il Governo Italiano e politici tutti, hanno il DOVERE, l’OBBLIGO di fermare l’immigrazione e di sfoltire le presenze espellendo tutti i delinquenti, tutti i clandestini non aventi diritto e tutti coloro che dopo un ragionevole periodo di tempo non hanno né casa né lavoro, come fanno nella CIVILISSIMA Germania e in altri Stati Europei. Se discriminiamo al contrario, cosa ormai fatta norma, se penalizziamo gli Italiani a favore degli immigrati, creiamo razzismo e xenofobia. Razzismo e xenofobia, magari anche una strisciante islamofobia, non si combattono schierandosi contro gli Italiani, MILIONI di Italiani, costretti a vivere in penalizzanti disagi, rei di ribellarsi alla deficienza politica e amministrativa.

        Lo sai qual è il più grande sbaglio che si continua a commettere??? Quello di affrontare la questione da un punto di vista filosofico, gran cazzata, bisognerebbe affrontare la questione da un punto di vista sociologico e magari assimilare il più elementare dei concetti… l’accettazione imposta è il peggior nemico della integrazione. Non è più un problema di tolleranza sì tolleranza no, non è nemmeno un problema di timore della diversità, il problema vero, l’unico, è che si è oltrepassato il limite, da tempo. Le prima avvisaglie si sono palesate, se chi di dovere non si sbriga ad intervenire il popolo reagirà, quando lo farà nessuno si azzardi ad accusarlo di razzismo.

        Ieri sera da Floris, più o meno in 15minuti di faccia a faccia, la Signora Le Pen è riuscita a ridicolizzare D’Alema, lei parlava di attualità e interventi possibili, lui rispondeva parlando di Francia colonialista e della seconda guerra mondiale. Nello studio di La7, notoriamente di sinistra, lei ha strappato applausi a scena aperta, lui si è dovuto accontentare di quelli ordinati dagli assistenti di studio. Questa è la verità, da una parte la realtà del territorio, dall’altra vaneggianti fesserie.

        • Non vedo tra le righe alcuna motivazione plausibile a sostegno di una guerra di religione. Accadono fatti che vengono giudicati in base a percezioni che sono frutto di personalissime esperienze di vita. Io dico no e tu rispondi sì, io conosco gente e tu ribatti che la conoscenza di ognuno è in fondo un sottoinsieme di un insieme più grande. Potremmo andare avanti all’infinito,, arroccati su due fronti contrapposti. Ma non ne vale la pena. Abbiamo dato quanto necessario, non credi?

          Mi parli di D’Alema, persona assolutamente inutile nel panorama della sinistra quotidiana, ma non mi sorprendi affatto. Nè sorprende che basti un po’ di sano pragmatismo, dovunque provenga, a fare di Baffetto un sol boccone.

          Continuo in ogni caso a credere che se ci si vanta di vivere in una democrazia, si ha l’obbligo sociale di essere democratici, tralasciando qualsiasi dubbio morale. Senno alè, giro di vite sulla sicurezza e leggi speciali. Dopotutto il governo autoritario era una naturale conseguenza del fallimento della democrazia anche in epoca classica.

          • faccio l’ultimo tentativo…

            esiste una componente islamica armata e agguerrita che ogni giorno miete vittime, da anni, un esercito del terrore che ha in obiettivo, DICHIARATO, la destabilizzazione e la conquista dell’occidente, la cancellazione di Israele e la presa del Vaticano (probabilmente non riusciranno in questi loro intenti ma faranno di tutto per farcela). Dall’attacco alle torri gemelle a venire, tutto l’occidente ha sulla testa la spada di Damocle del terrorismo. I recenti fatti di Parigi hanno indotto i vari governi del vecchio continente ad adottare misure di sicurezza preventive, tra le quali la violazione della privacy. Ciò significa che l’ala islamica del terrore è riuscita a condizionare la vita a 300.000.000 di Europei ledendo un loro diritto primario. Ha ragione Ferrara, chi non chiama GUERRA tutto questo è un coglione.

            la strategia islamica è ben congegnata, i terroristi mirano a diffondere la paura e a erodere pezzi di democrazia e di libertà, vedi sopra, i mussulmani “moderati”, conquistano, senza armi, spazi sempre più importanti nelle nostre società, particolarmente in quelle beote e lassiste come la nostra, imponendo la loro volontà.

            Ripeto un concetto, quando si affrontano tematiche sociali è inopportuno prendere come riferimento il ristrettissimo vissuto personale, cosa che rende impossibile esprimere giudizi obiettivi, Ai tuoi amici un abitante di qualche quartiere “ceduto” potrebbe rispondere che i mussulmani da lui conosciuti sono tutti cattivi. E’ possibile analizzare un fenomeno sociale, una tendenza, solo attraverso una visione globale.

            D’Alema è un “autorevolissimo” rappresentante della sinistra Italiana, un individuo che si è autodefinito “depositario della intellighenzia”, poco importa se sia il politico Italiano più fallimentare della storia della Repubblica. La sinistra farebbe bene a pensionarlo, crea solo danni all’immagine.

            le leggi speciali sono in arrivo caro mio, a livello Europeo, come ho detto, è sufficiente scrivere una parola “chiave” in un post, in un commento, in un profilo social, in un twitter, in un sms per consentire ai nuovi spioni di entrare nelle nostre caselle di posta oppure intercettarci. Il concetto di “chi non ha niente da nascondere se ne frega” è una immensa stronzata. Questa è una decisione già presa, forse già operativa, sai perché siamo arrivati a questo esproprio della libertà? perché abbiamo mal interpretato il concetto di democrazia, il conto da pagare è salato, dal lassismo totale allo Stato di polizia, anzi, al Continente di polizia.

            credo che questa piacevole disquisizione ci abbia dato modo di esternare più volte e al meglio i nostri punti di vista, ritengo, per ragioni di tempo e per evitare di annoiare chi legge, che possiamo serenamente chiudere qui il discorso e darci appuntamento alla prossima occasione.

            grazie per la tua presenza e per il tuo contributo,
            buona giornata

            • Buongiorno signori, non vorrei espormi troppo ma vorrei dire la mia, anche se non posseggo competenze politiche e territoriali adeguate alla tematica. Non mi sono mai occupato di giornalismo, sono poco informato sulla politica estera e non ho girato il mondo. Parlo da profano, semplice spettatore che percepisce quello che lo circonda come altre miliardi di persone al mio stesso livello.
              Non sono d’accordo con gli allarmismi di guerra di Ferrara, questo l’ho già detto. Per le stesse motivazioni del sommo giornalista potrei anch’io affermare che esiste una falange armata cristiana che si chiama criminalità organizzata formata da mafia, camorra, ndrangheta e santa corona unita che miete vittime da cento anni e condiziona la vita sociale e politica di 57 milioni di italiani e non so quanti altri nel mondo. Anche la strategia mafiosa è ben congegnata nella diffusione del terrore con minacce, avvertimenti ed attentati. Ma questo Ferrara non lo dirà mai poiché il suo supremo padrone ne è immischiato fino al collo da generazioni, da suo padre ai suoi figlioli.
              Quello che vorrei dire è che prima di sprecare risorse per qualche beduino preferirei una ripulitina in casa nostra. Il problema italiano più grave non è dato dagli immigrati ma dai mafiosi. A me sembra che si voglia solo distogliere lo sguardo dallo sporco sotto il tappeto e lo fanno sia dalla destra che dalla sinistra, purtroppo. Dopo anni di berlusconismo speravo in una sinistra popolare unita in grado di ripulire lo schifo prodotto negli ultimi vent’anni invece ci ritroviamo con gli stessi ratti infestanti anche a sinistra. Non abbiamo più speranze.

              • stai mettendo i piedi nella stessa pozza d’acido in cui hanno infilato i loro gli improbabili intellettuali di sinistra, se mi parli della santa inquisizione siamo d’accordo, sulla mafia no

                1) la mafia non ha mai ucciso nessuno in nome di dio

                2) la mafia non ha mai reclutato, indottrinato picciotti e/o “soldati” strumentalizzando e interpretando una sacra scrittura

                3) la mafia impone un “rispetto” terreno, non divino, crede solo nel dio potere/denaro

                4) la mafia è una organizzazione malavitosa che non si nasconde dietro il paravento di un conflitto religioso e nemmeno dietro quello della difesa dei valori culturali e profetici

                5) la mafia è una stortura culturale non religiosa

                nella sostanza, paragonare il terrorismo islamista alla mafia è una gran cazzata

                comprendo benissimo il tuo nutrire poca simpatia nei confronti di berlusca ma devo ricordarti che sulla questione “trattativa mafia/stato” i personaggi coinvolti sono ben altri

                non vorrei fare la parte del difensore di Ferrara, condivido il suo pensiero in questa circostanza, io non riesco a non chiamare guerra quello che sta succedendo, certo non è una guerra fatta di trincee, sergenti cazzuti e truppe al fronte. E’ una guerra più subdola che manda al camposanto ogni giorni una infinità di persone, è una guerra che comunque ci ha già destabilizzato, è una guerra che non si può ignorare né sminuire né chiamare in altro modo. Vorrei capire perché la sinistra definisce “guerra” le cosiddette missioni di pace ma si ostina a non chiamare “guerra” la PALESE contrapposizione armata tra una parte del mondo arabo e l’occidente.

                lungi da me farti venire l’orticaria ma negli ultimi 20anni Berlusconi ha comandato solo per otto, gli altri dodici sono stati in mano alla sinistra. Se la matematica non è una opinione… il ventennio berlusconiano è pura fantasia, non solo, i nostri figli e i nostri nipoti, se questo paese continuerà ad avere una parvenza di libertà e democrazia, studieranno una storia diversa. sarà infatti la storia a dirci se nella Italia di questa epoca abbia prodotto più danni il berlusconismo o l’antiberlusconismo, comunque qua siamo fuori tema e ci manca solo che qualcuno venga a dire che la colpa del terrorismo sia di berlusca, evitiamo derive di questa fatta, per cortesia. Ho discusso giusto ieri sul fatto che gli OT servono solo a fare confusione.

                • Non ti preoccupare, l’orticaria me l’ha già fatta venire Berlusconi e tutti i suoi scagnozzi. Non ha importanza tanto chi ha governato, ma chi ha fatto più danni, per la politica, la società e la cittadinanza. La politica di Berlusconi è riuscita a cambiare in peggio la mentalità di molti italiani, la stessa cosa che fece Mussolini, mentre la sinistra è rimasta ferma a guardare e a guadagnarci anche loro. Ma non vorrei uscire ancora dal tema, sola la storia darà una sentenza definitiva.

                  Io invece ci vedo molte analogie fra ISIS e mafia. Tutti e due reclutano povera gente, giocano molto sull’ignoranza e si nascondono sotto una sorta di legalità tutta loro. Cambia solo il vessillo, dal Dio Allah al Dio denaro. In Italia sarebbe da stupidi reclutare un esercito in nome di Dio, qui non ci crede più nessuno al martirio. Nei paesi arabi invece è ancora possibile come lo è stato durante le crociate. Come nel marketing cambiano solo i consumatori.

                  E’ certo che i gran visir, sceicchi e imam puntino solo alla supremazia politica, come lo è stato per papi e cardinali, la religione è sempre stata solo una scusa per guidare le masse, per raggiunge sesso, potere e denaro. Che differenza c’è fra il reclutamento con le sacre scritture e il reclutamento per denaro se il risultato finale è sempre lo stesso? Guerra, ferocia e terrore.

                  • Massimo rispetto per le tue opinioni ma con fermezza ti dico che non le condivido, credo di aver ben argomentato il perché, non faccio neanche dietrologia, non è il caso di infilarsi in un tunnel storico, può darsi che se non ci fossero state le crociate avremmo vissuto e studiato una storia diversa. Certe analogie sono onnipresenti, le spinte motivazionali sono sempre le solite, isis, mafia, politica, multinazionali, industriali, capitalisti, speculatori, mass media, nuovi schiavisti e compagnia cantante, hanno, chi uno chi tutti, punti in comune come potere, ricchezza, dominio, sfruttamento, se la mafia è come il terrorismo lo è anche tutto il resto, per logica applicata e deduttiva. Repetita ivant, la mafia è una organizzazione fondata su una stortura culturale, l’islamismo è una organizzazione fondata su una stortura religiosa.

                    • Ok, ci siamo quasi, che fatica. 🙂 Tu fai solo differenza fra le motivazioni anche se siano di pari pericolosità, non ti va proprio giù che questi uccidano ancora all’insegna di una religione. Volevo solo ribadire che non mi sento più coglione di tutti quegli altri che danno più importanza alle minacce dell’ISIS piuttosto che a quelle mafiose.

                      Abbiamo convissuto con attentati terroristici da parte di estrema sinistra e destra, conviviamo con attentati camorristici e mafiosi quotidianamente, poliziotti e carabinieri muoiono ogni anno sulle strade, cittadini comuni ne lasciano le penne come danni collaterali e dovrei gridare alla guerra solo perché un paio di beduini all’insegna di un Dio ammazzano qualche giornalista, un paio di poliziotti e qualche civile? Fanno largamente più morti i delitti di passione, i femminicidi.

                      Mi rendo conto che dovremo fare i conti anche con questi fanatici religiosi ma gridare alla guerra santa mi sembra eccessivo, tutto qui. Per tutto il resto sono d’accordo con te, la libertà di stampa deve avere un confine ben preciso, non deve ledere e limitare i diritti altrui. Sarà difficile calcolare questi confini.

                  • illustre Pinza, a partire dalle torri gemelli fino a Parigi, passando dai vari massacri perpetrati in giro, soprattutto nelle aree di guerre, l’islamismo ha mandato all’altro mondo centinaia di migliaia di persone, c’è chi dice oltre un milione, altro che qualche giornalista, un pò di beduini, qualche civile e un paio di poliziotti, fossero solo quelli me ne guarderei bene di parlare di guerra. Ogni giorno l’isis ne massacra centinaia.

                    • Mi sa che non ne usciremo vivi da questo nostro confronto….. 🙂

                      Conta i morti che facciamo nel terzo mondo solo per confezionare i nostri vestiti. Solo nel Bangladesh sono circa 400 in questi ultimi anni. E non sono fatalità le morti causate dal risparmio nella sicurezza, sono omicidi premeditati quelli causati dall’avidità del guadagno.

                      Il Dio mussulmano non fa più morti del Dio denaro.

                      L’ISIS si attacca al fondamentalismo religioso solo perché è l’unica lingua che smuoverebbe I suoi adepti. Iniziassero una lotta, giusta per altra, nel nome dello sfruttamento territoriale e schiavista del terzo mondo contro banche e multinazionali, sarebbe più appropriato. Ma non avrebbe lo stesso numero di seguaci. In questo momento l’ISIS rappresenta una popolazione di oppressi che hanno poco da perdere e non si rendono conto che vengono pilotati dai ricchissimi sceicchi.

                      Ma non ti preoccupare, se continueremo così, con questa economia, fra poco ci arriveremo anche noi. Per il momento stiamo ancora troppo bene.

                      Pensaci bene, chi è il nostro vero nemico? Chi vuole riportarci ad una società feudale, ad annullare la classe media? Ci distraggono con i fuochi d’artificio e mentre siamo con il naso all’insù ce lo infilano in quel posto.

                      Sono morti più soldati americano durante il conflitto del Golfo che civili nella caduta delle Torri Gemelle. Quante armi di distruzione di massa hanno trovato?

                      Ci prendono in giro e Ferrara fa gli interessi del suo padrone gridando alla guerra Santa. Avranno pronte altre riforme nel nome della sicurezza antiterrorista che porteranno altri guadagni per loro a discapito nostro.

          • porta pazienza amico caro ma hai fatto un minestrone assurdo, mettici anche i morti per cancro da fumo e quelli avvelenati dall’eternit e siamo a posto. Inizio a pensare tu abbia le idee un po’ confuse sulla questione islamista. No problem, buona serata

            • Bravissimo!!! Infatti è quello che cercavo di spiegare, il capitalismo ha fatto più morti del nazismo e il socialismo sovietico messi insieme. Sarà più facile crepare per colpa di una multinazionale che per mano dell’ISIS. Non so voi, ma a me fanno più paura le centrali nucleari sparse per l’Europa……

              Lo so che ho fatto un gran minestrone, era solo in contrapposizione al brodino di Ferrara. Abbiamo in corso da 7 anni una guerra interna politica-economica e vogliono distrarci con due beduini.

              Una domanda: mettiamo che Ferrara abbia ragione. Cosa dovremmo fare? Buttare un’atomica in medio oriente? Coprifuoco? Creare dei Lager per i mussulmani sterminandoli tutti? O gettarli in mare facendoli tornare a casa a nuoto? Gli allarmismi sono quelli che hanno causato più danni, ti dice niente Erode?

              • caro Pinza,
                nessuno mi paga per elaborare soluzioni, io qui analizzo i fatti, non ho la presunzione di risolvere i problemi, semplicemente li guardo da un punto di vista che forse può far riflettere qualcuno, niente di più.
                Una cosa è certa, vivere nella convinzione che si tratti di un problemino che riguarda due beduini è una cosa, prendere atto che da quasi 15anni è in corso una feroce guerra che ogni giorno manda all’altro mondo centinaia di persone è altra roba. Non dimentichiamoci che siamo tutti sotto minaccia, rischiamo tutti di trovarci coinvolti in un attentato. Sono situazioni in cui non vi è difesa, se non quella di prendere seriamente la cosa e cercare di ridurre al minimo i rischi ma questo non dipende da me, da te o da altri come noi, dipende da chi ha la responsabilità di tutelarci, e magari è pure strapagato per farlo.

  27. Chi ammazza è un assassino e basta Poi se oltre ad essere assassino è anche fanatico e cretino, non ci posso fare nulla
    Non si ammazza in nome di un qualche Dio ma neanche si offende la fede degli altri
    Per il resto mi trovo abbastanza d’accordo con Tads
    Buon pomeriggio, Tads
    Eloisa

  28. buongiorno T,
    mi piacerebbe sentire il tuo parere su un mio pensiero che mi insegue da lungo tempo. Ho letto distrattamente da qualche parte che sono già stati ideati e sperimentati i chip sottopelle che localizzano la persona e la identificano.
    Ebbene, tutto questo terrorismo non è che non sia altro che una macchinazione per arrivare a ciò ? così da violare completamente la nostra privacy? (cosa che è già in atto con gli strumenti attuali, quegli strumenti di comunicazione che usiamo tutti i giorni e che non sono altro che bisogni indotti ).. sai? il romanzo di Orwell “1984” scritto negli anni ’50 è così tremendamente inquietante che potrebbe diventare realtà .. forse lo hai letto, e a me pare che la società si stia avvicinando proprio a quella descritta nel libro. zero libertà, zero individualità. zero pensieri.
    verremo tutti controllati in qualsiasi nostra azione quotidiana dal grande G, il Grande Occhio che non è altri che Google.. cancellata ogni libertà in nome della sicurezza. aiutoooo!!!
    grazie in anticipo della tua gentile risposta.
    ciao!

    -Liolucy

    • buongiorno L,

      sono lusingato dalla tua considerazione nei miei confronti ma lasciami specificare che io non mi ritengo né un opinion leader né un maitre a penser, sono semplicemente un osservatore con i pieni piantati nel realismo e con gli occhi puntati sulla logica razionale

      il libro di Orwell lo conosco e in parte lo condivido, diciamo nella sostanza/traguardo, pur non essendo un sostenitore convinto del complottismo, se qualche cervello malato ha pianificato una simile strategia del terrore per arrivare a controllare il mondo monitorando ogni singolo individuo, credo abbia sbagliato qualcosa. Qualora l’integralismo islamico raggiungesse punti di non ritorno non sarebbe più manovrabile, gestibile.

      Come ho scritto a un commentatore, sta nascendo una centrale di intelligence Europea autorizzata a violare la privacy di 300milioni di cittadini, parliamo delle mail, degli sms e delle intercettazioni. Credo stiano stilando un elenco di parole chiave, chi ne fa uso, anche per sbaglio, per scherzo, per ignoranza, per necessità espressiva o semplicemente per casualità, rischia di finire sotto controllo. L’effetto collaterale più devastante è che coinvolge, involontariamente, i suoi interlocutori. Detta semplicemente, se io e te ci scambiamo mail e uno di noi due finisce nella rete, inevitabilmente ci cade anche l’altro/a, questo vale per tutti i contatti, lo stesso dicasi per i cellulari. Compito facilitato dal fatto che sono sempre più gli smart e gli i-phone che si connettono.

      in ogni caso sarebbe una ulteriore violazione in aggiunta a quelle esistenti, grazie alla viacard conoscono i nostri spostamenti, grazie ai pagamenti elettronici in rete, a bancomat e card, sanno quando e dove spendiamo, con le tessere fidelity dei supermercati, delle palestre, dei centri benessere, dei negozi e delle catene di brand sanno anche cosa compriamo, come ci vestiamo, dove ci curiamo, cosa mangiamo e quanta carta igienica consumiamo. A questo aggiungi le sempre più numerose telecamere, pubbliche e private, piazzate in luoghi pubblici, strade, incroci, ecc. ecc. Insomma, gli imminenti provvedimenti anti terrore sono la chiusura di un cerchio, l’abbattimento delle ultime barriere della privacy.

  29. Caro Tads inutile dire che la penso esattamente come te.Non ho mai sopportato le bestiemme che trovo stupide quanto offensive alla massima potenza. Di conseguenza non approvo che con vignette si possa deridere la religione di chicchessia, foss’anche la peggiore del mondo. Penso che
    ci debba essere un limite a tutto e soprattutto buon senso vorrebbe in periodi difficili come quelli che si vivono oggi, non scherzare col fuoco. Detto questo convengo con te su Oriana Fallaci i cui libri restano impressi per acutezza e profondità d’analisi. Un abbraccio. Isabella

    • ti sembrerà banale e magri pure poco fico ma credo che tale limite possa essere tracciato solo dal grano salis, alias buon senso, ti dirò che ultimamente scarseggia, è quasi introvabile

          • Ma esiste un limite alla libertà d’opinione? Si può stabilire per legge?
            Io credo che la legge sanziona la calunnia, la diffamazione, l’offesa,…la calunnia è comprensibile, ma il resto?

            • la libertà d’espressione e di opinione finiscono quando ledono altrui diritti, quando arrecano danni all’immagine, alla onorabilità, ecc. ecc. Sul piano personale, come giustamente tu dici, parliamo di calunnia, diffamazione, offesa e via andando, sul piano sociale quando si attaccano fronti come religione, razza, etnia, ecc. ecc.. Esiste anche l’apologia di reato. I limiti ci sono eccome, sono pure chiari, spesso li si aggira nascondendosi dietro la satira, una zona franca dove alcuni credono tutto sia concesso ma è solo un ipocrita alibi.

              • ” danni all’ immagine alla ONORABILITA’???”. Scherziamo? Anche quando sono verità peraltro dimostrabili? Un uomo vero deve essere responsabile, anche dei suoi vizi e vizietti…ma quale onorabilità dico io! E’ un uomo d’ onore chi si nasconde, chi ha vergogna di se stesso? Il “tutto” è da considerare, anche se, dall’ altra parte, si è consenzienti o meno?

                • in questo paese non si contano più le persone totalmente sputtanate e processate dai mass media poi risultate totalmente innocenti. ogni individuo deve essere responsabile del proprio operato ma non per questo messo alla gogna anzitempo. Comunque i reati di calunnia e diffamazione esistono nel nostro codice penale, anche se in nome della libertà d’espressione vengono sistematicamente ignorati da giornalisti, opinionisti, guru e cialtroneria varia.

  30. Punto di vista per altro espresso, in altri termini e in altra forma, anche sul Nyt. Stiamo sacrificando sull’altare del politicamente corretto l’intera storia europea.
    Grazie per questo pezzo.

    • non ho letto l’articolo che citi ma credo il mio sia un punto di vista razionale, obiettivo, questo blog è un nemico mortale del pensiero “politically correct”, la forma più dannosa di ipocrisia mai concepita da mente umana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...