Upskirt… intimità violate!!!

upskirt

“Upskirt”, letteralmente “gonna alzata”, nel gergo internettiano “sotto la gonna”, ovvero immagini rubate col cellulare che immortalano le intimità di ignare e distratte donzelle, preferibilmente in luoghi pubblici, possibilmente affollati. Cliccatissimi portali e profili social che raccolgono assortita varietà di mutandine, perizoma, tanga, dimenticanze alla Basic Instinct e imbarazzanti sorpresine niente affatto glamour. La modernità ripudia obsoleti paradigmi, le comode, caste, timorate e blindanti mutandazze “suoriche” di bianco cotone sono diventate reliquie per feticisti del vintage.

Le situazioni a “rischio” si annidano perfide nella quotidianità come tagliole in un bosco d’autunno, la “cintura nera” del voyeurismo open space  spetta di diritto al montare/smontare dall’automobile, inevitabile apertura del “compasso” che ha erudito sfoglia-gossip sui gusti di attrici e starlette in tema di “ninnoleria” intima (avviso alle naviganti… gli uomini chauffeur che aprono la portiera alle donne non lo fanno tanto per melensa galanteria quanto per prevenzione e curiosità terricola: 1) non dare alla Dama l’opportunità di sbattere con violenza lo sportello, 2) sbirciare tra le cosce auspicando una verve collaborativa). Molto gettonate le scale mobili dei centri commerciali (solo in salita), così come autobus, metro, bar, pub e locali dotati di alti sgabelli e basse poltroncine, tacchi modello trampoli e gonnelline “rinfrescanti” calamitano gli “upskirt hunters”.

Si vocifera che gli scoop dei giornaletti scandalistici siano in gran parte programmati da pseudo vip per catturare attimi di visibilità, probabilmente è vero ma c’è da scommetterci lo sia anche il grosso dell’upskirt immesso nel web. I ladri di intimità sono un surrogato dei paparazzi e le donnine “colpite a tradimento” spesso ci mettono del loro, quantomeno in disattenzione, andare al supermercato con un vestitino a fil di natica per imparare a memoria etichette di prodotti ubicati nei piani alti o bassi degli scaffali… se non è una provocazione è un rischio calcolato, visto che ormai tutti sono dotati di megapixel da taschino e connessione prêt-à-porter. L’upskirt agevolato è un “gimme five” tra esibizionismo femminile e l’occhio da verro di molti maschi, tra l’altro consci di incarnare il bersaglio della casualità.

Alla stregua dei seminatori di tag, gli Arsenio Lupin dell’upskirt competono tra loro a colpi di “carpe diem” sempre più audaci, temerarietà che amplia notevolmente il raggio d’azione, non più solo belle ragazzotte in abiti succinti, molto ambita la “matura” in lingerie sexy, è probabile che per “pizzicarne” una col reggicalze ne debbano fotografare dozzine. Chiaramente non si cestina niente e tutte finiscono sparate nella grande madre rete, anche quelle che indossano collant contenitivi e calze mille denari.

Il successo dei siti upskirt è dovuto principalmente a un fattore “tecnico”, il tipo di inquadratura, involontaria stimolazione di pulsioni per lo più ignorate da registi e fotografi ma già individuate secoli orsono. L’apparato intimo femminile visto dal basso produce reazioni differenti, in alcuni scatena recrudescenze infantili di stampo Edipico, in altri l’istinto della conquista, una vetta da scalare, una maestosa imponenza vissuta come sfida, una drogante tirannia con la quale misurarsi. Degna di menzione l’icona sadomaso dello schiavo sdraiato supino con la Mistress in piedi sopra il suo volto, quindi potremmo sommariamente azzardare che i consumatori di upskirt siano suddivisibili in tre orientamenti: A) gli Edipici, B) i sottomessi, C) i conquistatori.

Era prevedibile che dopo una overdose di pornografia da baraccone riemergessero fantasie ruspanti, il culo della porta accanto, il “caminetto” della dirimpettaia, il monte di Venere della collega acida, il tutto virtualmente condiviso. Forse ha colto nel segno colui che su facebook ha scritto: “cosa fa il 95% dei maschi subito dopo aver raggiunto l’orgasmo??? Cancella la cronologia!!!

L’avvento di internet e relativa tecnologia di supporto hanno sicuramente condizionato la nostra vita, questo possiamo affermarlo senza tema di smentita, pacifico e doveroso acquisire la consapevolezza che non l’abbia fatto solo in positivo, l’upskirt è un fenomeno degno di considerazione, pur senza cadere in facili allarmismi. Non tutte le donne hanno velleità esibizioniste e nemmeno anelano ritrovarsi lato B e cameltoe in rete con relativi commenti da taverna accodati. E’ certamente alienante vivere nella incessante paranoia di cadere vittima di qualche “upskirt hunter”, tuttavia è possibile arginare il pericolo adottando alcuni accorgimenti, soprattutto nei contesti citati. Quando la violazione della propria intimità non disseta la vanità, rimane in gola l’arsura dell’impotenza e l’amarezza di aver subito una sgradita intrusione.

Tullio Antimo da Scruovolo

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143 thoughts on “Upskirt… intimità violate!!!

  1. Quel che dici è “molto” vero – però dai non sempre il melenso di turno lo fa per vedere l’interno della sforbiciata; ti dirò, più facile per chiudere senza sbattere la portiera. 😀
    Riguardo l’obiettivo-pugnetta (gioco su obiettivo della fotocamera e obiettivo del segaiolo non voluto) non è tanto diverso dallo sbirciare la sorella più grande dell’amichetto al mare, che si cambia il reggiseno nella cabina (molto anni ’70/’80 lo so). Solo che qui a farlo ci sono tutte le età e non il 14-enne brufoloso e dopo avviene la pubblicazione urbi et orbi (soprattutto orbi, perché si sa, certe cose…) questo non va granché bene.
    Per quel che riguarda la cancellazione della navigazione beh… Ormai i browser hanno l’opzione “fai sparire tutto”!

    • sicuramente, anche perché cogliere nudità maschili nella normalità è alquanto improbabile. Se una donna entra in un locale e mostra, più o meno velatamente, di essere senza mutande, non succede niente di eclatante oltre al susseguirsi di sbirciate. Se un uomo dovesse entrare in un locale col pisolino in bella vista… rischierebbe prima il linciaggio e poi l’arresto

  2. Non può, non tornarmi alla mente una fidanzatina di tanti e tanti anni fa che indossava sempre mini inguinali e tacchi vertiginosi.
    Passavo a prenderla e, mentre attendevo di vederla apparire in cima alle scale dell’androne del palazzo già gli ormoni (all’epoca in quantità notevole) acceleravano le loro orbite all’impazzata. Quindi la ricevevo e l’accompagnavo alla macchina, appunto, aprendo la portiera.
    Durante il viaggio guardavo più verso la leva del cambio e quindi sul sedile passeggero che la strada… una volta a casa di amici ci fecero visitare la mansarda e lei salì per prima esclamando con tono intrigante: “Uh… adesso mi si vedrà tutto!”
    Magari non è a tema, ma, piaccia o no, è quello che mi è tornato in mente… e a me piaceva da morire.

    • il fascino conturbante di una bella donna che sale o scende le scale è cosa antica, purtroppo negli ultimi decenni la provocazione sfacciata e la ostentazione hanno indotto anche sceneggiatori e autori ad abbandonare tale messaggio, un vero peccato che penalizza fantasia e sensazioni di livello.

  3. fino a qualche anno fa ci si metteva sotto i balconi per sbirciare fra le gambe delle casalinghe vestite con prendisole. ci si ritrovava ad osservare forse qualche spettacolo tipo foresta amazzone con aghi di pini che costellavano le gambe.
    poi all’epoca della mia adolescenza (10 anni fa???) i miei compagno adoravano sedersi negli ultimi banchi. non per non essere sgamati mentre scopiazzavano i test, ma per guardare il lato b delle compagne mentre si alzavano per andare in bagno. e così all’università, che fino a qualche anno fa era senza moquette, i corridoi dei vari cubi erano collegati da delle grate quadrettate. per chi stava sopra era uno spettacolo vertiginoso. sembrava essere sospesi a 7 – 10 metri dal suolo. per chi stava sotto, col binocolo, le scene erano le più disparate!

    • perdinci che escursione nel voyeurismo scolastico, hai perfettamente ragione ma in quelle situazioni ciò che vedevi te lo tenevi, adesso con l’upskirt ciò che viene ripreso e sbattuto in rete non lo cancella mai più nessuno, è l’immortalità degli indumenti intimi, quando ci sono 😀

      • La cosa bella era che il voyeurismo in quel modo piaceva in un certo senso. Attirare l’attenzione del compagno bello magari con il jeans di tre taglie piu’ piccole che il sedere ci scoppiava dentro era sinonimo di bellezza, femminilita’, ci si sentiva attraenti!!!!! Ora con la pubblicazione, il fatto che quel sedere e’ alla merce’ di tutti….. Non fa poi tanto chic!

    • wow che ricordi che hai/avete riesumato, quando 15-20 anni fa andavamo sotto l’ingresso della standa o della upim nella nostra città perchè c’erano quelle grate e tante ragazze e signore che entravano.. che spettacolo… peccato non aver avuto cel o digitale per rendervi partecipi oggi dei nostri pomeriggi di allora… non vorrei non mi credeste… 🙂

        • all’epoca amavo decisamente… perchè era qualcosa che dovevi cercare per trovare, era nascosto, dovevi ingegnarti, non era all’ordine del giorno.. e poi “gigi la trottola” era quello che oggi sono gli one direction.. 🙂

          se devo risponder da serio, oggi un pò meno, relativamente all’argomento del post e all’immagine di copertina beh, se fatto sopra i 16 anni/18
          lo trovo un pò sfigatino come gesto… e non riesco a trovare eccitante quel tipo di foto.. mah, sono forse un pò “bigotto” pur non essendo credente, adoro la sensualità e l’erotismo ma non sopporto la volgarità, nemmeno nell’ironia men che meno nella sessualità.. e quel tipo di immagine rubata così diretta all’organo in se la trovo volgare e priva di stimoli emozionali…

          • condivido, purtroppo oggi non c’è più distinzione tra fasce di età, ci sono uomini 40enni che sono peggio degli adolescenti e “Signore” mature che si comportano e atteggiano come fossero liceali in fregola.

            come diceva il Salvi del Drive in:
            “anche il volgarismo c’hà il suo limitismo”

  4. La società occidentale opulenta non sa più che cavolo fare.. a volte penso che chi veniva fuori da due guerre..il fascismo ..la fame.. sapeva meglio utilizzare il proprio tempo e le risorse. La rete utilizzata in questa maniera è l’oppio dei popoli nel terzo millennio. Ciao TADS stasera sono invaso da pensieri negativi.. sono attanagliato dalla sindrome di Dinamite Bla… me ne voglio andare in campagna con il cane e la doppietta! 🙂

    • credo che ne vedremo delle belle, si fa per dire, più si diffonde la rete più le menti bacate gongolano e inventano. Se non altro l’upskirt non lo abbiamo ideato noi, è poco consolatorio ma tant’è 😉

  5. Ci sono gia’ tanti ladri in giro, adesso abbiamo anche i ladri d’intimita’, non la sapevo questa Tads, certo che mettere in rete upskirt con le calze contenitive, 😀 😀 sei unico e tanto divertente, un abbraccio caro amico, ci sentiamo un altra settimana per gli auguri, buona serata! 🙂

  6. ha ha ha ha mi fai scompisciare dal ridere Tads, ho letto il tuo post ora, seduta alla mia scrivania mentre facevo una pausa caffè e subito la mia mente perversa è scivolata sulla testa pelata del collega che vive fuori dal mio ufficio, ma è tecnicamente seduto davanti a me ad una distanza di circa 6 metri. Lui è il prototipo del genere da te descritto. Quando mi alzo per andare, che sò… a prendere dell’acqua, il suo occhio mi segue come un radar e l’ho tanato in più occasioni a fotografarmi gambe e scarpe con il suo iphone.
    Questa estate gli inviai un lync (messaggistica istantanea simil chat valida su tutto il territorio italiano) scrivendogli:<>. Per il ruolo che rivesto è impietrito all’istante. Lo so d’essere irriverente, ma live posso essere terribile con un voyeur che si fa beccare ogni 3×2. Dopo quasi un anno che me l’hanno piazzato qui davanti comincio a credre sia seriamente malato. La mia esperienza personale sull’argomento non è limitata a “sto degenere”, ma avrei un libro da scrivere. Il mio vicino di casa diagnosticato cieco con tanto di pensione? Mi guarda regolarmente ogni estate col binocolo mentre innaffio le rose in costume da bagno. Ed io lo lascio fare. I guardoni sono sempre esistiti, se giustamente interpretati hanno il loro perchè. Ormai ho raggiunto qull’età dove rido se mi accorgo che salendo le scale trasparenti di un’azienda di informatica, il commesso alza gli occhi al cielo e scruta tra le gambe mie e della mia collega. Rido. Che devo fare? Amo le pulsioni sane e goderecce. Molto meno quelle dove tani tuo marito a fare “cancella cronologia”. Allora rido di meno. E pure lui ride di meno perchè rischia la recisione della carotide.
    Madò quanta roba ho scritto ed il caffè è freddo. Ora stampo il tuo articolo e lo poso sulla scrivania del mio collega. Specchiarsi ogni tanto fa bene, così si da un’aggiustatina.
    Ciao Tads, già che ci sono te lo anticipo: la prossima primavera sarò alla Fiera del Libro di Torino e se tanto mi da tanto faccio pure una presentazione. Sarei lieta di stringerti la mano.
    Se non ti leggessi più ti auguro un sereno Natale ed un ottimo 2015.
    Con affetto
    Stefania

    • 😀 😀 😀
      a volte rimpiango di non aver mai fatto vita d’ufficio, mi piacerebbe provare a fare l’impiegato per un mesetto 😀

      ogni donna ha il diritto di appagare la propria vanità e anche quella immancabile componente esibizionista, magari senza eccessi, credo però, correggimi se sbaglio, vi sia una differenza enorme tra il voler far vedere e l’essere “rapinata” nella intimità. Come dicevo sopra i guardoni, gli “sbircioni” sono sempre esistiti ma l’upskirt va ben oltre l’occhio porcino che scruta l’equatore in cerca di chissà quale misterioso segreto

      in genere alla fiera del libro non manco mai 😉

      gli auguri ce li scambieremo nei prossimi giorni

  7. Mi hanno colpito le ultimissime righe e commenterò quelle:
    Io sono d’accordo sul fatto che l’abbigliamento sexy NON possa essere una scusante per eventuali atti di libidine molesti (dalla palpata allo stupro). In teoria una donna deve poter essere libera di camminare per strada anche completamente nuda senza che per questo sia giustificato violentarla.
    Ma ,dico, almeno GUARDARE…!! E anche la fotografia altro non è che la registrazione di ciò che vedono gli occhi (luce sul fotosensore anzichè sulla rètina).
    Non c’è contatto fisico! Il soggetto si trova per strada ,un ambiente pubblico, quindi è legalmente fotografabile.
    CREDO anche che non ci sia alcuna legge che vieti di pubblicare foto di persone ritratte in luoghi pubblici (altrimenti a GoogleStreetview non basterebbe oscurare i visi!).
    Quindi se una vuole uscire in minigonna deve avere tutto il diritto di farlo senza subire molestie fisiche, ma il resto non può impedirlo.

    • Le ultime righe sono agganciate alle precedenti, se una donna passeggia in minigonna e qualcuno vuole fotografarla faccia pure, però un conto è cogliere attimi pubblici, un conto è infilare il cell sotto la gonna per riprendere le mutande oppure quel che si vede. Cioè, penso non sia la stessa cosa tra il ritrovarsela in faccia e l’organizzarsi per andare a spiare… non credi???

      • La reazione istintiva che provoca è sicuramente molto diversa, ma tecnicamente…diciamo che in linea di principio è la stessa cosa.

        Chissà cosa dice la LEGGE a riguardo?
        Se non c’è alcun contatto, è reato buttarsi per terra ai piedi di una donna che indossa una gonna? E se invece ci troviamo sotto a una grata di ferro dove passano i pedoni? E se oltre agli occhi abbiamo un sensore fotografico?

        • sinceramente non ne ho la minima idea ma credo la cosa possa configurarsi nella violazione della privacy, è questo che distingue l’esibizionismo dal furto di intimità, suppongo

  8. Sì, conosco queste stupiderie alle quali con lo smartphone è fin troppo facile dedicarsi, penso anch’io che le fanciulle non siano ignare e tutto quello che scrivi è la verità, ma come me ne sento triste. C’è troppo abuso del sesso e troppa millanteria.

  9. Avevo sentito parlare di questo “fenomeno” in Giappone dove, per coltivarlo, hanno inventato cose straordinarie, tipo la scarpa con la micro-fotocamera incorporata nascosta sulla punta.
    Fantastica la battuta su FB!

  10. Caro TADS… tu fai che riesco a vedere qualcuno che ci prova con la mia ragazza… mmm… senza reading e writing finisce in Accidents & Emergency… non scherzo… lo pesterei a sangue e probabilmente gli farei ingoiare (non scherzo) il telefono… così becchi due piccioni con una fava: uno stronzo in meno nel mondo reale e un pervertito in meno nel mondo virtuale.
    Perché mi sale il sangue al cervello al solo pensiero?

    • siamo perfettamente sintonizzati, dovessi beccarne uno non esiterei a modificargli il CX seduta stante, vivo da sempre nella ferrea convinzione che 30 secondi di pratica siano più efficaci di 30 anni di teoria. Le teste di cazzo apprendono solo le lezioni spiegate a mano.

      • Davvero a mano…condivido.
        Ma perché trasuda, in certe persone, questa evidente volontà, peraltro molto infantile e cattiva, di infliggere sofferenza con azioni banali e di pessimo gusto…
        Un gusto che a occhio vede un’ indole priva del più elementare SENSO di rispetto e lealtà per gli altri… molto più, comunque, di una riconosciuta umana pietà!
        No, forse nemmeno quella. Qualche sano e forte schiaffone migliora la circolazione… bisogna riattivarla, certi punti fermi creano circoli viziosi..

  11. Credevo fosse un divertimento desueto: con tutto quello che c’è da vedere in giro senza dover sbirciare, ancora lo fanno come fosse attuale? Mah! Comunque chi si pone in determinate posizioni sapendo di attirare l’attenzione, prova il gusto di farlo. Che società, i tempi passano ma i vizietti sono sempre gli stessi.
    Complimenti per il post scritto con la classe e competenza che ti contraddistinguono.
    un caro saluto
    annamaria

  12. Gran e-scavatore di fenomeni di tendenza, il nostro caro TADS!
    Quasi quasi metto in pensione il mio telefonino antidiluviano e mi compro lo smartphone ultimo grido con annesso prolungamento selfie per agire più comodamente per foto hard sottogonna da mettere in bacheca su fb… Rischio la prigione, se lo faccio? 😀 😀
    Nicola

    • falle con il grandangolare, magari centri anche quella che sta vicino 😀
      in prigione??? non credo, la giustizia Italiana impiegherebbe circa 25anni a condannarti definitivamente, nel frattempo tra indulti e amnistie, decreti svuota carceri e riforme lassiste… no, direi proprio di no, puoi sbizzarrirti tranquillo vecchio mio 😉

  13. Ciao
    Chi si diverte in questo modo o non ha niente da fare e deve passare il tempo(tristissimo con tutte le cose interessanti che si possono fare)o crede di essere così a passo con i tempi e “avanti” come capacità tecnologiche !!(idiota)
    Questi scatti rubati e condivisi non hanno niente a che fare,secondo me,con il sesso …forse il fruitore finale che se le guarda in rete magari sarà contento o meglio soddisfatto!!!!!
    Buona giornata di sole!

    • penso che questa cosa alcuni la facciano per morbosità ma tanti anche per gioco, per divertimento, per poter fare audience in rete.

      oggi c’è il sole veramente 😉
      buon week end

  14. visto l’argomento e dato che nei commenti avete palato anche di scarpe preposte con microcamera ti propongo questa barza, così ci ridiamo sopra un po’:

    Un tipo spende mille euro per comprare delle scarpe talmente lucide da sembrare uno specchio e che vuole utilizzare, durante un ballo, per scoprire il colore delle mutandine delle signore che invita. Infatti proprio durante un giro di valzer, infilando ad oc la scarpa sotto la gonna della prescelta le dice: “ma lo sai che i tuoi slip bianchi con quel pizzo rosa sono molto belli…” Chiaramente la malcapitata rimane stupita, ma lui si scusa inventato che ha la proprietà di indovinare ogni volta senza sbagliare come sarà la biancheria intima delle fanciulle che ballano con lui. Allora la codesta vittima, la volta successiva, si veste con delle “culotte” nere aventi dei cuoricini rossi, proprio per sfidare il signore di cui sopra, ma lui, come ogni, volta infilando furbescamente le sue scarpe sotto il vestito indovina questo suo nuovo completo intimo senza sbagliare neanche un particolare. Lei, sempre più stupita, decide allora per la prossima serata di indossare un tanga verde leopardato pensando che una così tanta stranezza, fosse difficile da immaginare, ma chiaramente lui non sbaglia nemmeno questa volta. Allora, drasticamente lei decide per la volta successiva, di non indossare le mutande per vedere a questo punto come sarà la risposta dell’indovino. Infatti, con solita tecnica, lui infila le scarpe durante un lento sotto di lei con la solita tecnica, ma non capisce cosa succeda, allora ripete il movimento e ancora stupito lo ripeta una terza volta, e non si raccapezza. Dopo la quarta, tra sé e sé ripete scocciato: “fanculo… mille euro di scarpe, e hanno già dentro un taglio (!!!???)”

    Che cosa ci vuoi fare, ma pensa quando eravamo adolescenti noi senza cellulari e senza dispositivi tecnici, che per spiare qualcosa di succinto dovevamo inventarci scuse inverosimili. In fondo, non è casuale che durante l’evoluzione della società negli anni ’60 hanno accorciato le gonne fino a farle diventare “mini”, perché ogni epoca, ha avuto il suo “upskirt” !!!

    • 😀 😀 😀
      mi sa che il tipo dovrà spenderne altri mille di oculista

      a pensarci bene nei secoli andati le donne se la giocavano sulla scollatura,
      una prospettiva inversa

      • beh… quella c’è sempre stata. C’è un bel libro di Ascanio Celestini: “Lotta di classe”, molto bello e divertente, in cui i maschi protagonisti, cercavano di guardare nelle scollature femminili quello che volevano immaginare, ed è molto bella una pagina dove una signora non si capacitava come, pur indossando un dolcevita, si sentiva addosso gli sguardi maschili senza remissione…

        • hai aperto un orizzonte sconfinato, ne parlerò in futuro in post, credo, intanto mi limito a dirti che la stragrande maggioranza delle persone, maschi e femmine, non è in grado di decodificare le sensazioni che prova. Un donna con indosso un maglioncino dolcevita è molto più stimolante di una abbondantemente scollata, sono input complessi che agisco nell’inconscio.

  15. Internet ha messo a disposizione qualsiasi cosa, anche quello che avrebbe avuto troppo poco valore commerciale con i mezzi tradizionali. Le infinite varianti della pornografia e derivati ne sono l’esempio più evidente. D’altra parte cio che non è mosso dal denaro è mosso dalle passioni. La sbirciata piccante capita a tutti, come dire di no, la foto rubata tuttavia, se veramente tale, mi sa sempre di violenza.

  16. Una mattina il collega spiritoso ha cercato di fotografare al cune colleghe eo segretarie dai malleoli in su…io ero già girata male quando si è’ avvicinato gli ho preso il polso e tirato a pochi cm dalla mia faccia.gli ho detto che se non la piantava gli spaccavo il giocattolo in mille pezzi.Gioco finito.Sono dei vigliacchi immaturi e stupidi ma in genere innocui.Mi fanno più paura quelli che ti sorridono e basta.

  17. Mi auguro caro Tads di non imbattermi mai in tipi simili all’opera. Come minimo una bottigliata in testa…Ti auguro un Buon Natale e serene feste. Un abbraccio. Isabella

  18. Donna avvisata mezza salvata, mi vien da dire! 😀
    Comunque sia, tale fenomeno mi lascia una profonda amarezza. Alcuni uomini hanno ancora bisogno di questo? Anche alcune donne, però, lasciamelo dire!
    Al netto della libertà di vestirsi come uno crede (vale per donne e uomini s’intende) il buon senso non dovrebbe mai mancare, come ad esempio quello di scegliere un abbigliamento adeguato ai luoghi frequentati.
    Poi, si sa, l’abitudine a guardare dal buco della serratura è vecchio come il mondo e senza scomodare la letteratura latina e boccaccesca ( farei loro un grande torto) penso alla commedia sexy all’italiana degli anni ’70 (Banfi, Vitali, Gloria Guida, Fenech & C.), un cult oggi. Ma oltre all’aspetto della parodia, che le dava un suo perché almeno per gli amanti del genere, il voyeurismo mi sembrava in quel contesto un fatto privato, magari di cui vantarsi al bar ma non era un’offesa per la donna.
    Il problema è che oggi ci si ritrova sul web senza saperlo o sospettarlo … o forse sì? Mi resta questo dubbio. 😉
    Un fatto è tuttavia certo secondo me: il passo dall’infantilismo tristissimo degli atteggiamenti che hai segnalato alla persecuzione dell’immagine femminile è brevissimo. Gli idioti o i pazzi sono sempre in agguato.
    Cambio decisamente atmosfera e ne appofitto per augurati un sereno Natale e uno scoppiettante 2015! 🙂
    A presto caro Tads! 🙂
    Primula

    • È un lento ma inarrestabile fenomeno carsico che erode le barriere della logica e di quel sensuale finto pudore, sicuramente un pochino ipocrita ma tutto sommato positivo, che manteneva in vita fantasie fanciullesche. L’occhio indiscreto è nato col mondo, stabiliva sinapsi e accendeva micce, nessuno avrebbe mai osato immaginarne la globalizzazione, globalizzazione capace di ridurlo a trend più becero che goliardico. Come ho scritto c’è sicuramente una complicità femminile ma non sempre, buttando l’occhio su alcuni siti upskirt si colgono le intimità realmente rubate.

      Sulla persecuzione dell’immagine femminile nutro forti perplessità, nel momento in cui una donna indossa look fuori contesto e palesemente provocanti, sceglie, di fatto, di esporsi al pubblico sentire, non giudico e non condanno. Ognuno ha diritto di vestirsi come meglio crede ma chi sta intorno ha quello di pensare, ribadisco un concetto, credo sia importante distinguere l’upsikirt “cercato”, occasionale, da quello prodotto da “spedizioni” organizzate.

      Il successo televisivo dei reality, sublimazione del voyeurismo, la dice lunga sul fenomeno in questione.

      Ti ringrazio per gli auguri che ricambio di cuore 🙂 

  19. Le proff sono le vittime n.ro 1 degli studenti liceali cretini e rischiano sempre di finire sul web. Cosa che, oltre che fastidiosa è anche deprecabile e da denuncia se si trasforma in ricatto.
    Comunque hai detto bene nella chiusa del post: da parte delle donne è considerata una sgradita e volgare intrusione. Mi è capitata due volte, la prima in spiaggia, un mio cugino 18enne, io 40enne, faceva lo spiritoso con la telecamera riprendendo miei primi piani con lo zoom. Premetto che ero in costume intero e quando poi andammo a cena da loro e vedemmo il filmino dell’estate girato dal ragazzino, non ti dico che ridere (loro, non io: non seppi stare allo scherzo, se tale fu, e lo richiamai a dovere davanti ai genitori). L’altra fu diversa e più inquietante: ero con un’amica nello studio di una tv privata per un’intervista in una diretta del tg. Conoscevo lo studio, l’arredamento e le inquadrature delle interviste, di solito seduti dietro una scrivania. Mi presentai con un tailleur con gonna stretta e al ginocchio. Il giornalista un attimo prima della diretta decise che avrebbe fatto l’intervista comodamente seduti su un divano basso. Ci spostammo sul divano. Non capii le sue intenzioni finchè non spostò una composizione di fiori secchi che stava sul tavolino basso del divano e che avrebbe coperto le mie gambe. Quel gesto, però, mi fece capire l’inquadratura che il tizio, già coi capelli bianchi, stava cercando e così rimasi seduta di tronco, di fianco, ferma come un palo di ficodindia, gambe chiuse strettissime, in una posa innaturale e mi impappinai anche, lasciando spazio di parola all’amica che era intervistata con me. Lei parlava e io pensavo al tentativo patetico del giornalista di inquadrare le mie cosce. Sì, la gonna era salita un po’, non troppo, non tanto, ma un bel po’. Il problema non furono tanto le mie cosce inquadrate, ma il come lui aveva cercato di arrivare ad inquadrarle. Mi diede un fastidio enorme. Comunque, la sera guardai la registrazione dell’intervista e…mica male, eh ! 😉
    Ma quel pezzo di coscia carpito in quel modo mi fece tanta rabbia! E me la presi anche con me stessa per non aver indossato un tranquillo pantalone.
    Ma guarda te cosa mi hai fatto ricordare! E sono ricordi ancora arrabbiati.

    Buone feste, Tads. Giorni lieti a te e ai tuoi cari. :))

  20. Cinquant’anni fa la “rivoluzione” sessuale aveva ben altra salsa che il mero fine della carnalità. Dietro i cartelloni in piazza e le scopate nel Kombi vi era un sincero tentativo, condivisibile o meno, di iniziare un cambiamento sociale e culturale.

    A distanza di tanti è iniziata la rivoluzione pornografica, grottesca e prosaica evoluzione della prima, immersa in una falsa e tediosa retorica. Che condivide il fine ultimo, quello liberatorio, ma ne fraintende completamente il significato.

    • penso che qui il sesso c’entri poco, credo sia una forma di trasgressione fine a se stessa, un gioco da web che stimola concorrenti da TSO. Sicuramente uno specchio dei tempi, involuzione sociale. A me non piace drammatizzare ma credo che per una donna sia molto poco piacevole essere riconosciuta su un sito upskirt da colleghi, amici o parenti, magari grazie a un tatuaggio, una voglia, una cicatrice. Il dramma vero è l’assuefazione.

  21. Fortunatamente sono foto non riconoscibili…….. Pubblicare in rete una foto di una parte del corpo è reato? Sarebbe possibile inoltrare una denuncia anche se non si riconosce il soggetto?

  22. hO letto te, ho letto tutti, mi sono fatta una CULtura ma a me adesso interessa velocissimamente darti un abbraccio prima che mi perda l’aereo.
    Grazie della compagnia e…non perdiamoci di vista nel 2015, lo so non è il massimo ma insomma almeno per me è già qualcosa.

    sherabbraccinvoloddioxdol’aereo

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