Quando il sesso diventa clausola sindacale…

 

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Procopio e Adalgisa sono sposati da 25anni, un dignitoso galleggiare sulla monotonia, per opporre resistenza all’oblio dei sensi e arginare la crudeltà anagrafica, hanno tacitamente concordato di fare sesso ogni sabato pomeriggio, niente lavoro e figli fuori casa. Location standard, camera da letto, serranda a metà, posizione del missionario sotto le lenzuola per rimembrare pudori adolescenziali. Procopio procede in un meccanico andirivieni tenendo la fronte sul cuscino, ha la mente impegnata nell’individuare sei numeri potenzialmente vincenti da giocare al superenalotto, Adalgisa fissa il soffitto notando piccole scrostature, accidenti, è di nuovo ora di imbiancarlo. Dopo circa tre minuti decide di sensibilizzare il marito infliggendogli una feroce botta di libidine: “Procò… sbrigati a venire che devo andare a girare i ceci”…

Il sesso è come la pecunia, priorità assoluta quando scarseggia ma ove abbondi diviene facezia, per alcuni è una mensa aziendale, sfama il minimo indispensabile senza mandare in delirio palato, panza e valori sentinelle della salute , un file temporaneo non degno di essere salvato. Nel momento in cui l’umanità si desterà dal fuorviante torpore sottoscriverà, senza remore né tentennamenti, la ricollocazione del sesso nella sua dimensione reale, un giro di boa che indurrà tantissimi a cambiare registro.

I remi che conducono in darsena la barca dell’accoppiamento sono di variegata foggia, una compilation di motivazioni ormai note anche ai più cristallini, per brevità espressiva e pigrizia analitica sono state raggruppate in quattro macro direttrici: 1) il sesso nobilitato dai sentimenti, 2) il sesso fine a se stesso, 3) il sesso investimento (dal mercimonio al mantenimento passando per carriere, regalie, contratti, elargizioni, favori e tutto il cucuzzaro della “genital-economy”), 4) il sesso strumento di ritorsione e/o gratificazione (vendetta, ripicca, competizione, invidia, rinvigorimento dell’autostima, vanità, egocentrismo e avanti tutta saltellando dalle molle al lattice). Nulla da eccepire ma ci vediamo costretti, nostro malgrado, a rilevare una madornale omissione, l’elenco è monco, incompleto, gli autori non hanno avuto l’ardire di includere il movente più diffuso in assoluto: 5) il sesso praticato per “obblighi sindacali”.

Ipotizzando che ogni giorno nel mondo vengano consumate un miliardo di copule (indicativamente), non sarebbe affatto inverosimile affermare che gran parte di queste siano dovute al punto “5”. Il “sesso sindacale” è una forca caudina che tende ad assoggettare i soggetti, maschi e femmine, impelagati in relazioni stabili, restyling dell’ormai obsoleto “dovere coniugale”. Nei “menage quaresima” capita, inevitabilmente e più di quanto si pensi, di dover immergersi nella accondiscendenza sessuale, non che la cosa corrisponda esattamente a un cilicio ma potrebbe divenir tale qualora si ripetesse pedissequamente solcando il confine della amorevole accettazione. Lanciamo una ciambella di salvataggio rispolverando un vecchio detto popolare ma ever green: “mangiare, bere, chiacchierare e scopare… basta incominciare”.

Se interpretato, vissuto positivamente, il “sesso sindacale” diventa una giostrina per bambini, poco esaltante farsi un giro ma l’importante è che il/la pupo/a la smetta di scartavetrare il cervello con lagne e musi lunghi. Quando assume tinte e toni di una via crucis sono “bitter cocks”, in tutti i sensi, non solo in quello metaforico. Una problematica discriminante, alle femmine è sufficiente ripassare le vocali ad alta voce, ai maschi, quando “Geppetto” fa lo gnorri, non basta tutto l’alfabeto, con tanto di j, x e y annesse. E’ qui che la storia si fa acida, le sceneggiature d’emergenza giungono in soccorso e l’alcova si popola di aitanti stalloni e avvenenti donzelle, quelli/e con la coscienza appesantita da extra budget sono agevolati/e. Dovessero materializzarsi le fantasie rincorse durante il “sesso sindacale”… ogni coito si trasformerebbe in seduta orgiastica.

Si consiglia di non ascoltare consigli nè adottare controproducenti tecniche comportamentali per sottrarsi al “sesso sindacale”, procrastinandolo a oltranza si innescano pericolose reazioni a catena, negarsi aumenta esponenzialmente l’altrui desiderio fino alla esasperazione. Il “sesso sindacale” è altresì un efficace rilevatore di fedeltà/infedeltà, le repentine oscillazioni (quando subisce cadute verticali oppure viene concesso con insperata nonchalance) addrizzano anche le antenne.

Non che mi diverta a demolire luoghi comuni (bugia) ma tant’è, la gag dell’uomo in costante Priapismo e della donna in perenne emicrania pare sia una verità parziale,  inoltrandosi negli “anta” il calo di desiderio maschile entra in contrasto con  l’impennarsi di quello femminile. Da ciò si evince una inversione di tendenza, raggiunta una certa età il “sesso sindacale” diventa “patata” bollente per gli ometti in avvilente disarmo. Il celeberrimo, prosaico: “Antò… fa caldo”, viene sostituito da un altrettanto prosaico: “Filomè… damme tregua”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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140 thoughts on “Quando il sesso diventa clausola sindacale…

  1. Non è vero che alla donna basti miagolare cinque vocali: se non è predisposta, il sesso non sarà impossibile come per l’uomo, ma comunque è doloroso, a meno che la lei in questione non abbia tanta, ma tanta di quella pratica che la strada collaudata non abbia oramai bisogno di quell’aiuto nell’indirizzamento di cui la natura l’ha fornita.

  2. Pensa che in epoca rinascimentale, nella Parigi di fine ‘700, da alcuni libri un pò satirici si evince che uno dei doveri fondamentali che possedeva l’uomo nei confronti della donna, era quello di consumare rapporti quando e come lui avrebbe voluto. ovviamente c’era il maschio un pò più delicato e incline al volere della sposa, quello più burbero ed egoista, ma rimaneva comunque il fatto che tale dovere era riconosciuto ex lege. Per non dimenticare che il diritto canonico prevede, come dovere coniugale in costanza di matrimonio quello della consumazione, che, in caso contrario, può essere causa principale per ricorrere alla Sacra Rota. Sempre dovere riconosciuto nei confronti dell’essere umano, piuttosto che piacere.
    Come dici tu, caro zio, se il sesso coniugale fosse un piacere più che un dovere, beh, non esisterebbero Sacre Rote ne tanto meno avvocati divorzisti che fanno dell’infedeltà il fulcro delle loro spietate arringhe.
    buona domenica…..

  3. Un Lord inglese, di cui non ricordo il nome, asseriva che fare sesso non conviene perché la posizione, qualunque essa sia, è ridicola e scomoda, il piacere è poco e la fatica è tanta. Buona serata Tads 🙂

    • è stato Cesare Romiti a rendere famosa l’affermazione quando in una intervista definì l’orgasmo: “un piacere momentaneo che si raggiunge con grande fatica in una posizione ridicola”. Sai, lui godeva in altro modo
      buona serata anche a te

  4. Per fortuna nn dovrò ricorrere al sindacato x avere riconosciuto il mio do it des negli amorosi sensi.
    Avendo compresso in tre anni nascita figlio, matrimonio e divorzio poi per mia scelta grandi amori ognuno ‘persempre’ ciascuno a casa sua. Ca Va sans dire che lo stare insieme significa desiderarsi e continuare a scegliersi. Sono una inguaribile romantica le situazioni cardine che tanto sapientemente descrivi mi rattristano.
    Il sesso, il darsi piacere~ altro ché se stancano ~ ma è una stanchezza generosa e gli straordinari nn pesano.
    Dunque niente sindacato meglio darci un taglio…lo dico per noi donne 😝
    Sheravantituttafinchevava

    • credo che il sesso sindacale riguardi tutte le coppie, impossibile pretendere che le pulsioni siano sempre corrisposte in egual misura e in contemporanea. L’importante è imparare a gestire queste situazioni senza creare screzi o addirittura insanabili crepe, desiderare non è una colpa così come non lo è l’esser desiderati. Forse più che l’amore e derivati penso in questi casi serva l’intelligenza

      • TADS,
        per me il sesso e il trasporto sessuale sono l’unico vero collante di una coppia. Se finisce vuol dire che inel cosiddetto amore si sono gia
        venuti a creare ‘ screzi o addirittura insanabili crepe’-
        Non è questione di sintonia, a volte può succedere se si condividono anche momenti no della vita ma la mediazione come linea guida…che tristezza.

        sheraognunoacasasuaconpassionedesiderioinsindacabile

        • spalmandola sui grandi numeri… la mediazione è spesso l’unica strada percorribile, la passione è altalenante e non sempre compie evoluzioni parallele. I rapporti sono un do ut des, come giustamente hai detto, impensabile tenere fuori il sesso.

  5. Tads solo tu potevi aggiungere nella compilation di motivazioni dell’accoppiamento il quinto paragrafo, 😀 sei troppo forte, un abbraccio e buona domenica sera, non uscire stasera, piove e tira vento, 😉

  6. Credo che hai toccato un punto molto vero. E, mentre una volta l’inadempienza sindacale (come la chiami tu) soprattutto maschile era pudicamente nascosta tra i panni da lavare in famiglia, e la donna se ne faceva una croce, oggi, in epoca cui, seguendo i media, ognuno è in obbligo sociale/morale di riempire fino all’orlo la propria vita, costi quel che costi, diventa motivo di corse disperati da dottori o a soluzioni fai-da-te farmacologiche o d’altro tipo e, subito dopo il fallimento di queste, causa efficiente di rotture coniugali.

    • sante parole, lo chiamano vivere ma a me questo riempirsi la vita a tutti i costi su ogni fronte pare una condanna ai lavori forzati.

      per la cronaca… non è un buon periodo per il maschio occidentale, il 40% dei giovani under 30 ha problemi, sporadici e/o frequenti, di erezione, la causa principale è certamente dovuta all’eccessivo consumo di alcol e droga ma non solo.

  7. Un rapporto di coppia quando c’è amore parte alla grande: passione e tanto desiderio. Gli anni passano ed entrano in gioco circostanze varie che ridimensionano le passioni, ma non il sentimento che se perdura rinvigorisce quell’amore. La donna durante la crescita dei figli è presa da loro e alla sera è stanca, non accade per l’uomo che, stanchezza a parte, ha una natura fisiologica diversa da quella femminile. La donna cerca l’atmosfera giusta, il corteggiamento anche a distanza di anni, diversamente è solo sesso per dovere. Io sono sposata da moltissimo tempo eppure mio marito mi coccola ancora, credo che quando i figli crescono e le preoccupazioni si ridimensionano, ne giovi anche l’amore. Ovviamente in tutto ciò centra il fatto che non bisogna dare per scontato ogni cosa, tipo avendo sottoscritto un contratto, intendo matrimoniale, ci si trascuri fisicamente: la cura dell’aspetto è fondamentale per evitare la mancanza di desiderio.
    Buona domenica, caro Tads.
    un abbraccio

    • la tua è una testimonianza positiva molto gradita, mantenere certi livelli dopo tanti anni è difficile ma non impossibile, forse è una questione di struttura del rapporto

      ricambio l’abbraccio Annamaria

      • Comunque preciso che non siamo stati una coppia perfetta, tutt’altro: abbiamo avuto momenti di grande difficoltà. Compatibilità di carattere e processo di amalgamazione, per cui: periodi bui, periodi di un sole tiepido e periodi splendenti. Ciò che ci ha fatto andare avanti è stato l’amore per la famiglia, ed ora ne raccogliamo i frutti: siamo ancora insieme e per mio marito sono importante come lo è lui per me. Il rapporto va costruito giorno dopo giorno, ora c’è l’abitudine a gettare la spugna alle prime difficoltà. Buon inizio di settimana.
        annamaria

  8. sesso sindacale…matruzzabiniditta!
    ma se i sindacati sono stati la rovina di tutto! Hanno trascinato il paese nel baratro a furia di dire diritti diritti diritti! Ora non hanno nemmeno il tavolo contrattuale.
    oh, ma sai che a pensarci bene la tua metafora è quasi azzeccata? diritti diritti, doveri, doveri! Nè sedia nè tavolo resterà.

      • Centri il discorso sulle coppie di lunga data e sulla “inevitabile monotonia”. Ti chiedi e non ti chiedi per quale motivo si resti insieme così tanto se e quando finisce così. Obbligo sociale? convenienza? affetto?
        Il discorso potrebbe essere lungo. Lungo come parecchi rapporti coniugali, lungo come una vita che scorre coi suoi cambiamenti.
        Accenni anche tu al fatto che in una coppia datata un certo calo del desiderio è normale, fisiologico. Di solito quando questo avviene (correggimi se sbaglio) in maniera più netta e determinata, si accompagna (o forse è preceduto) ad altri segnali di malessere, dall’affievolimento dei sentimenti alla modificata percezione che uno dei due ha dell’altro. Una donna maltrattata o che sa di essere stata tradita, ad es, porta a zero anche il desiderio sessuale verso il coniuge.E viceversa. E in quel caso credo che non ci sia postilla sindacale che tenga. In fondo il fedifrago/a ha deciso di rompere il “contratto” e le prime conseguenze si vedono sotto le lenzuola.
        Bello, invece, quando il sesso si trasforma in tenerezza. Bello, intendo, arrivare a questo dopo il lungo periodo insieme di ardore e passione.
        Questa mia chiusa è scontata, lo so, ma se la leggiamo nell’ottica della vita che ormai si è allungata assume una sua importanza perchè oggi va a coprire anche 20 anni di esistenza. Mica poco, eh!
        buona notte, ciao

        • sono d’accordissimo con quanto affermi, in questo post ho solo evidenziato un aspetto della sessualità che in qualche modo riguarda e tocca tutti, prima o poi. Lasciamo stare violenza, forzature, stranezze e via dicendo. In ogni rapporto “normalissimo” si verificano situazioni in cui ci si ritrova a praticare quello che ho definito “sesso sindacale”. Vuoi per affetto, per quieto vivere, per generosità e vari altri nobili motivi ma capita. Sai bene che spesso qui si analizzano gli aspetti scomodi dell’esistenza. Il “sesso sindacale” coinvolge tutti, perché non parlarne??? Perché ignorarlo???

  9. quando il sesso diventa clausola sindacale il rapporto è già bello che entrato in era glaciale ..
    la causa è sicuramente la non cura della coppia verso un “argomento” principe dell’amore fra due persone: l’amore si nutre di un’ingrediente fondamentale che è il sesso che con gli anni va reinventato con passione.. se manca la passione si muore dentro.

    -Liolucy

    • il sesso di coppia diventa inevitabilmente clausola sindacale, al limite il problema è non farlo diventare tale in pianta stabile. Sarà perché ai romanzi d’amore preferisco testi e saggi di altra natura, rifiuto categoricamente di credere che gli esseri umani vivano per lunghi anni relazioni in cui sono perennemente arrapati e bramosi di accoppiarsi. Se il tuo uomo una sera ha voglia e tu no che succede??? Rinvii??? bene, la volta successiva??? e se te lo ritrovi in calore in un periodo in cui tu non pensi al sesso che fai??? ti prendi una vacanza dalla passione??? Ovviamente se accadesse il contrario non cambierebbe la sostanza.

      • ahahahah :))
        lo sapevo di essere un extraterrestre che (da 30 anni) VIVE l’amore con un suo simile, e nessuna parola vale a spiegare ciò che viene rifiutato categoricamente da chi lo rifiuta solamente perché non riesce a comprenderlo per motivi suoi. se la maggior parte delle persone è di un colore non vuol dire che sia così per tutti. il guaio del pensare generale è proprio questo: viene ritenuto impossibile che qualcuno non rientri in una razionalizzazione rassicuratrice di un fatto che non si conosce o che è fuori dalle proprie esperienze. il dubbio dovrebbe sempre essere presente nei ragionamenti e a volte bisognerebbe accettare serenamente quello che la logica rifiuta.
        personalmente, ritengo di essere fortunata ad essere un’extraterrestre . mille volte meglio che essere uno sfortunato zombie.

        ciao da un ET

        • fai anche tu, come tanti altri, un errore di base, quello di confondere l’analisi di una tendenza con il generalizzare, sono due cose ben diverse.

          …”nessuna parola vale a spiegare ciò che viene rifiutato categoricamente da chi lo rifiuta solamente perché non riesce a comprenderlo per motivi suoi.”…
          non ho capito bene il destinatario di questa affermazione, se ti riferisci a me stai prendendo un granchio clamoroso, io analizzi fenomeni sociali, non scrivo mai niente di autobiografico, sono un po’ come un dottore, le “patologie” che individuo e analizzo mi sono totalmente estranee, le mie concezioni in materia di sesso viaggiano realmente in altre galassie.

          non ho nessun motivo per mettere in dubbio il tuo trentennale idillio, anzi, ti auguro duri in eterno, anche se chi vive nella convinzione di essere in paradiso spesso è affetto da forte miopia ma magari non è il tuo caso.

          • Oh, l’unica cosa certa è che nessuno è esente da errori..
            però, scusami T, ma nella tua prima risposta hai scritto in prima persona..
            o no?
            copioeincollo “Sarà perché ai romanzi d’amore preferisco testi e saggi di altra natura, rifiuto categoricamente di credere che gli esseri umani vivano per lunghi anni relazioni in cui sono perennemente arrapati e bramosi di accoppiarsi.”

            forse devo andare dall’oculista proprio per questo motivo: leggo cose che vedo solo io?? o forse è un difetto del mio pc?

  10. Comunque il sesso è rovinato più dal romanticismo che dalla carenza di ormoni… Una sana interpretazione del sesso sindacale ha il suo perché… Si mantiene l’allenamento, ed è vero che l’appetito vien mangiando, mentre meno si fa e meno vien voglia di farlo. Meno romanticismo, più corpo concreto… 😉
    Che poi il sesso aiuta il sentimento, più che il contrario 😉

  11. io credo che la difficoltà sorga nel momento in cui abbiamo la presunzione di poter sempre gestire, regolare o spiegare i nostri istinti compresi quelli di origine più animale.
    Prosegue quando cerchiamo di uniformare le nostre esistenze nel caso specifico a delle regole di comportamento che non prendono in considerazione quasi nessuna variabile della vita di un essere umano e però credono di poter definire il comportamento “corretto da seguire”.

    Ovviamente non si può vivere nel chaos o nell’anarchia assoluta però sempre più spesso credo che valga lo stesso per lo spartito del “vivere come è stato stabilito da non si sa chi” per la semplice paura che la libertà di certi spiriti e anime debba per forza esser pericolosa non solo per loro quanto anche per il prossimo…

    Sembriamo non poter accettare il fatto che a volte qualche espressione di libertà “incontrollata o non preventivata” debba obbligatoriamente esser negativa o causare danni….

    io penso che alla fine probabilmente i danni sarebbero gli stessi causati da dettati di buona vita e repressione mentale… ma molto probabilmente mi sbaglio…

    concludendo io credo che usare il sesso come metro d’amore sia un errore di proporzioni macroscopiche…

    • non ho mai detto che usare il sesso come metro d’amore sia un errore macroscopico, il sesso nobilitato dai sentimenti è il primo della lista.

      Nel tempo emergono realtà pratiche, quotidiane, direi ovvie, una di queste, la più frequente, riguarda proprio la componente sessuale. Non è nemmeno un problema di regole scritte da chissà chi, se all’interno di un rapporto si pretende la fedeltà non la si può certo incentivare con la castità

      io credo, sono convinto che in questo ambito sia opportuno, fondamentale, rimanere ancorati alla realtà senza lasciarsi andare in voli filosofici, lo ripeto anche a te, nei momenti in cui non si è entrambi sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda che succede??? una volta passi, due anche, diciamo anche tre ma se parliamo di periodi come la si risolve??? In genere l’umanità la risolve col “sesso sindacale”.

      • Si scusa, forse non mi sono espresso bene, la mia riflessione o meglio pensiero riflesso al post non intendeva opporsi a ciò che avevi scritto quanto piuttosto eventualmente ad aggiungersi… non intendevo che avevi sostenuto qualcosa e io contrappormi a questo..

        per il resto non posso non concordare pur rimanendo ostile ai concetti dei comportamenti dell’umanità… ma è il mio modo per mantenermi determinato nell’opposizione a certi usi e costumi, o forse solo alla mia illusione…. 🙂

        • niente illusioni, giuste o sbagliate che siano le comunità, i popoli, hanno bisogno di darsi regole e comportamenti, spesso agganciate a motivi religiosi o sociali ma l’oggetto del post riguarda un aspetto delle coppie stabili, delle relazioni degne di definirsi tali. le alternative, a prescindere dai costumi, sono due: 1) quando se ne presenta l’occasione si accetta di buon grado il sesso sindacale, 2) quando uno dei due ha voglia e l’altro no acquisisce la libertà di andare a fare sesso in altre alcove.
          L’unico punto sul quale discutere potrebbe essere proprio l’interpretazione del sentimento:
          a) se mi ami ti concedi per amore anche se non hai voglia
          b) se mi ami mi lasci in pace e aspetti che la voglia mi torni
          qui diventa dura

          • tendo ad avere difficoltà ad accettare (per quando io sia convinto a farlo e che sia giusto per altro) una conclusione così algebrica….

            dev’esserci spazio per una c) di un caso isolato, fuori regola, fuori contesto, fuori tutto…

            • ben venga la c) ma sarebbe comunque una variante della a oppure della b, credo ci sia poco o niente da inventare, si potrebbe ipotizzare una alternanza ma credo impiegherebbe poco a diventare una squallida manfrina.

      • andando sul tuo commento però…. l’unico dubbio che mi rimane…

        la si risolve davvero così??? o si sposta solo il problema??

  12. Carissimo, solitamente trovo i tuoi post molto interessanti anche perchè fanno vedere le cose da punti di vista alternativi. E anche questo post parla della vita sessuale di coppia in un modo fuori dal comune, ma purtroppo (anzi, direi “per fortuna”) non trovo nemmeno una parola in cui riconoscere la mia situazione.
    L’ultima parte m’ha fatto sorridere: sicuramente dev’essere molto brutto essere il più spento della coppia, ma credo che questo pericolo sia in realtà estremamente remoto. Ma è bello parlarne perchè il cane che morde un uomo non fa notizia, mentre l’uomo che morde un cane ne fa molta.

    • esimio Marco,
      sul “remoto” nutro seri dubbi, stando alle relazioni sulle terapie di coppia il calo di desiderio maschile è una delle principali cause che mettono in crisi il rapporto, parlo della fascia 45/60. Periodo in cui uomini e donne si allontanano progressivamente proprio sul sesso ma questo è un discorso lungo e complesso.

  13. Alla mia veneranda età il sesso è diventato cosa ininfluente nel rapporto di coppia. Eppure io e mia moglie viviamo serenamente e in armonia la nostra età. Il sesso è stato bello e certamente rappresenta un caro ricordo. Per tenere insieme una coppia per così tanti anni credo si debba fare ricorso ad altre motivazioni.
    Comunque è interessante e istruttivo sentire le opinioni femminili e maschili sull’argomento del tuo post.
    Nicola

    • ciao Nicola,
      Vittorio Gassman in una delle sue ultime apparizioni pubbliche, prima di ammalarsi, ebbe a dichiarare : ” ho scoperto la vera serenità da quando non mi interessano più le tette” 😉

  14. Antò probabilmente ha bisogno di una tregua da Filomena in quanto tale, ma quasi sicuramente indirizzerà altrove le sue “energie”. quando il mio coinquilino, prossimo ai 40, fa certi discorsi su noi donne trentenni “frollate”, e le ventenni “piene di vita e solari”(??)?), mi viene la pelle d’oca…

        • ho capito… non mi riferisco al tuo uomo, non lo conosco e non mi permetterei mai di giudicare, in linea generale credo sia anche e soprattutto un problema di insicurezze e di consapevolezza. Per relazionarsi con una 40enne esigente, intelligente e navigata, ci vogliono presupposti pesanti, una ragazzotta di 20anni la si incanta con quattro cazzate ben esposte.

  15. il tuo post come sempre è interessante,ma non voglio scrivere molto…ti dico solo che se il sesso in una coppia diventa un obbligo e un dovere allora il matrimonio è finito,lo si fa per accontentare l’altro ricordandosi la data e aspettare che passi almeno un mese…che tristezza!

  16. Ciao
    Penso che periodi di sesso sindacale li abbiamo vissuti quasi tutti…l”importante è che non si prolunghino per troppo tempo cosa che porterebbe alla fine del rapporto
    Sempre interessanti i tuoi post!

    • bravissima,
      il “sesso sindacale” sporadico, occasionale, riguarda tutte le coppie, quando diventa consuetudine, obbligo o motivo di discussioni il rapporto traballa

  17. Bel post, complimenti, rispecchia una triste realtà,
    sono single convinto, anche perchè il mio secondo lavoro, l’accompagnatore, non mi permetterebbe il contrario. Grazie ormai al giro che mi sono creato, noto un gran numero di donne che vorrebbero passare con me una serata perchè insoddisfatte del marito, troppo tempo in posizione orizzontale ahimè a dormire sul divano o ad armeggiare in cantina con il trapano elettrico invece che usare il proprio al giusto scopo. Le evito, non vorrei diventare un rovina-famiglie, il realtà è che “L’insoddisfatta” è una categoria in costante aumento.
    Complimenti per il tuo blog.
    Luca

    • benvenuto Luca,
      fare lo gigolò è un po’ come fare il ginecologo, si lavora dove gli altri si divertono 😉
      il sesso è un argomento che qui viene trattato con una certa frequenza, il tuo contributo potrà certamente essere significativo.
      Grazie per i complimenti

  18. Sei monello con questi argomenti che mi mettono un po’ a disagio perché ormai sono una anziana signora diversamente cresciuta, non potrei immaginare il sesso senza amore, è al di fuori del mio, in questo campo, limitato orizzonte. Sono più disinvolta con l’universo e la poesia. Il sesso, quando c’è amore, è come il fiore col suo profumo. Altrimenti manca l’innocenza che gli dà gioia. Che tragedia c’è se manca la voglia? Ritornerà e sarà ulteriore soddisfazione e tenerezza. È come l’ispirazione poetica. A me viene soltanto da sorridere quando leggo storie di scrittori disperati, pressati dal proprio editore che aspetta ansiosamente i testi per ripetere il successo precedente, ma quelli non hanno voglia, allora che fanno? Si chiudono da soli in una villa in un bel posto e lottano con la macchina da scrivere, sì sorrido e anzi rido e sbadiglio pure davanti a questi film, chiudersi nella villa invece di andare a passeggio o a teatro con un amico o a mangiare tutti insieme è come chiudersi il sabato in camera da letto a fare l’amore perché programmato: ma per piacere.

    • monello… 😀

      cara Mimma,
      gli scrittori orfani di ispirazione che si rifugiano in baite isolate perché pressati da avidi editori esistono solo nei film, nella realtà, quando mancano voglia e idee, scendono in campo i ghost writer. Una sorta di mutuo soccorso letterario

        • Sulla figura del ghost writer ci sarebbe da scrivere a lungo, sintetizzo… esistono tre tipologie di GW, quelli che i libri li “aggiustano”, quelli che li scrivono di sana pianta e quelli che producono incipit (uno scrittore commissiona a più GW di scrivere un testo su un determinato argomento, successivamente estrapola pezzi, assembla e ci mette di suo). Esistono GW che lavorano solo per gli editori altri in perfetta simbiosi con uno o più scrittori. A che servono??? Servono a mantenere un autore in auge, a cavalcare l’onda positiva di un successo e, spesso, a sopperire a vere proprie crisi creative di lunga durata. Non so al sud ma qui al nord esistono da anni organizzazioni più o meno legali di ghost writer che sfornano tesi di laurea, se non sono male informato quelle scientifiche viaggiano a 10/12 euro a pagina e quelle umanistiche sui 15/18 euro, sempre a pagina. Esistono anche GW che lavorano in esclusiva per uno scrittore, magari per decenni. Sei una appassionata di arte, saprai che molti Maestri rinascimentali hanno prodotto quadri realizzati, in parte minima o massima dagli allievi che avevano a bottega. Per scrivere un libro decente di 350/400 pagine, occorrono mediamente due anni, quando un autore ne sforna due o tre in un anno vuol dire che dietro ci sono diversi GW, è matematico.

  19. Condivido il tuo pensiero. E condivido anche il pensiero di chi non è d’accordo, perché tutto può capitare nella vita, a volte dipende da noi, a volte da altri e dall’ambiente circostante. Opporsi totalmente agli impulsi esterni diventerebbe logoroso per noi stessi, acconsentire sempre e comunque farebbe di noi un oggetto, uno sfizio. Il giusto sta nel mezzo. Nel saper dire si e qualche volta no. Un pensiero semplice.
    Spero di non esser stato patetico od ovvio.
    🙂

    • non sei né patetico né ovvio, sono situazioni che vengono affrontate in modo soggettivo, alla fine credo vinca sempre il buon senso, almeno lo spero 🙂

  20. Il sesso sindacale. Se deve essere così, occorre? Voglio dire: fare sesso perché si deve o è una cosa che ci si aspetta in un rapporto? Il sesso non deve essere un collante, ma un un’espressione di coppia. Pensaci. Quando il Viagra sarà illegale, e avremo centocinquanta anni, che dobbiamo stare a sperare sul sesso per essere felici in coppia?

    • non ho capito su cosa dovrei riflettere, il “sesso sindacale” è una incombenza che riguarda, più o meno, tutte le coppie fisse, magari di lunga durata. Si presenta ad ogni squilibrio di desiderio, è fisiologico, naturale, umano. La chimica non sempre si allea alle concezioni filosofiche, fino a prova contraria non siamo macchine programmate

        • non ti comprendo, non penso che il sesso sindacale riguardi le coppie centenarie, credo coinvolga, investa coppie sessualmente attive in periodi o momenti di predisposizioni differenti.
          Che il sesso faccia da collante è tutto da dimostrare, cioè, lo fa quando la passione è alimentata, quando sfuma non incolla più niente, anzi, spesso è causa di casini.
          Una coppia “normale”, definibile serena e senza particolari problemi, può avere fasi in cui il sesso è vissuto con intensità diversa, fasi in cui si presenta il sesso sindacale. Sinceramente non mi pare sia una cosa impensabile o inaudita.

          • Il sesso sindacale è frutto di quella idea generalizzata secondo la quale è tutto contrattualizzato in forma di diritti e doveri. Mi chiedo se un secolo fa ci si poneva la questione. Che sia un modo moderno di concepire la sessualità di coppia?

            • è sicuramente espressione di una modernità, almeno adesso sul sesso sindacale è possibile discutere, parlarne, cercare un punto di incontro nei momenti negativi. Un secolo fa funzionava diversamente, la moglie soddisfaceva le pulsioni del marito rispettando le consegne del ruolo. Insomma, qualche passo avanti lo si è compiuto.

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