Il linciaggio terapeutico…

linciaggio

La lungimirante autorevolezza di una classe dirigente, qualora esista, la si tange primariamente sul fronte della prevenzione sociale, l’acume politico si scatena laddove vige il concetto cardine di dover scongiurare le problematiche con lucida determinazione, evitando così di architettare costosi rappezzi, strutture di recupero assolutamente non in grado di estirpare la gramigna che incancrenisce l’animo collettivo. L’Italia è uno Stato che non ha nel DNA la volontà di sradicare definitivamente i problemi, assolutamente no, preferisce “gestirli” attraverso organizzazioni create ad HOC. Sorvolo sugli ovvi interessi (se eliminassimo in 24 ore mafie e droga produrremmo un immenso danno all’economia e creeremmo oltre un milione e mezzo di disoccupati), ciò che veramente suona come una perentoria sveglia è la risposta spontanea dei cittadini, la rivolta dei “Signor Nessuno”, reazioni estranee a qualsivoglia credo o stendardo. Non sono i malavitosi incalliti, la violenza programmata degli agitatori di piazza e nemmeno le fiaccolate pacifiche a smuovere i flaccidi deretani dei parlamentari, lo spauracchio da loro più temuto è la perdita del controllo dei “buoni”, non più ammansibili con pistolotti, promesse e proclami di civiltà.

Quando i cittadini che compongono la maggioranza silenziosa, quelli che pagano le tasse e rispettano le regole nonostante indicibili vessazioni e prevaricazioni, danno vita a una spontanea giustizia artigianale, le poltrone iniziano a terremotare il culo dei politici con movimenti sussultori e ondulatori provocando tachicardia e panico. Vado a supportare il mio dire con alcuni esempi. Altre decine di morti non indurranno chi di dovere a emanare una legge sull’omicidio stradale, tuttavia ne basterebbe uno solo, un pirata della strada inseguito, catturato e linciato a morte da cittadini esasperati. Un solo cadavere, quello di un delinquente assassino, avrebbe il potere di “scetare” il legislatore più di mille onesti e incolpevoli uccisi. Lo stesso dicasi per un altro aberrante reato, la violenza sulle donne, il giorno in cui un bruto che ha massacrato e ridotto in fin di vita una donna, subito dopo essere stato celermente rilasciato da un giudice “comprensivo”, si imbatterà in un gruppetto di vendicatori incazzati e decisi a metterlo su una sedia a rotelle per sempre, se non addirittura ad ammazzarlo… Qualcuno rivedrà sicuramente il codice penale e l’assurda discrezionalità dei magistrati, si può anche non credere ciecamente a una denuncia ma non si può non credere ai referti del pronto soccorso. A tal proposito sento il bisogno di condividere un interrogativo che mi lascia perplesso: “per quale ragione anziché sbattere in galera i violenti si preferisce incentivare la creazione di case famiglia???”, forse perché un carcerato non giustifica finanziamenti e sovvenzioni come una potenziale vittima da proteggere??? Come ho scritto sopra… un problema risolto non produce reddito, un problema gestito sì.

Potremmo tranquillamente  inglobare anche la microcriminalità inspiegabilmente tollerata, le occupazioni abusive che inondano di chiacchiere al vento i talk e la “rabbia degli onesti”, NON vissuta come inalienabile diritto bensì come termometro per misurare l’Italico razzismo, stiamo affogando nel delirio difensivista. Se analizziamo alcuni episodi relativamente recenti che hanno fatto giurisprudenza giungiamo a quella conclusione che è, vuole essere, il plot del post. Lo Stato non ha paura della illegalità cronicizzata, ignorata e/o agevolata, ha il terrore che la “rabbia degli onesti” rompa gli argini della sopportazione, argini eretti con la dabbenaggine di una propaganda che sta producendo effetti collaterali disastrosi trasformando le utopie in distopie. Per quelli che stanno al comando fallire non vuol dire mandare a monte un sano progetto, no, per loro fallire significa non riuscire più a coglionare le masse. Che si stia raschiando il barile della demenza lo abbiamo capito ascoltando le reazioni governative successive alla sentenza Eternit, l’esecutivo ha parlato di rivedere, addirittura cancellare la prescrizione, avremmo di gran lunga preferito sentir parlare di provvedimenti seri e urgenti per rendere più rapida ed efficace la giustizia.

Con queste righe NON intendo assolutamente inneggiare alla vendetta né al giustizialismo da marciapiede, è solo una constatazione, i fancazzisti di camera e senato si scomodano solo quando il popolo inizia a rigurgitare bile mettendo a rischio il loro ruolo e vaporizzando la comoda retorica lassista. Anche se… detta tra i denti, qualora il  linciaggio di un pirata della strada o di un violento aguzzino servisse, in prospettiva, a salvare centinaia di vite… chi se la sentirebbe di biasimare???

Tullio Antimo da Scruovolo

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118 thoughts on “Il linciaggio terapeutico…

  1. Purtroppo l’Italia è (o è diventata non so) il paese del finto buonismo dove si ha vergogna a condannare chiaramente un’azione od un comportamento e si preferisce atteggiarsi a pensatori progressisti che trovano in varie forme di mediazione ed indulgenza la soluzione a tutti i mali. Ammetto che se quello che prospetti in quest’articolo fosse certo ci sarebbe quasi da augurarsi qualche episodio di giustizia solitaria mentre ho il sospetto che potremmo assistere alla martirizzazione del carnefice con varie accuse al walfere che non è stato in grado di sostenere/arginare/correggere e rieducare un soggetto difficile ma in fondo essere umano come tutti.

    • questo è poco ma sicura, tuttavia ciò che conterebbe sarebbe il potere deterrente della possibile punizione immediata, quello che scrivo è verità supportata da episodi. Lo Stato interviene tempestivamente quando i cittadini si trasformano in giustizieri, sono straconvinto che solo un linciaggio li indurrebbe a fare una legge tempestiva sull’omicidio stradale, giusto per riportare un esempio già citato, magari la farebbero per tutelare il pirata ma comunque la farebbero

  2. Caro Tads non si può non convenire con quello che dici. Purtroppo oggi c’è sempre in questa Italia derelitta , un atteggiamento di giustificazione in tutto. Se quel delinquente è tale perchè ad esempio punirlo quando poverino non c’entra nulla, il suo agire è solo colpa della società suvvia…Caro Tads che dire, che sono forse nauseata? Sì, lo sono e le tue analisi perfette mi confermano nella nausea. Un abbraccio.Isabella

  3. so già che sull’aspetto colpa/pena non andiamo d’accordo, analogamente sull’idea della bontà o meno di un linciaggio collettivo, per cui non mi ci addentro. mi soffermo invece su un altro aspetto: non sono così convinto che la maggioranza silenziosa coincida con “quelli che pagano le tasse e rispettano le regole nonostante indicibili vessazioni e prevaricazioni”, anzi. in realtà non ho ben capito se tu lo dicessi ironicamente, ma la mia sensazione è che la maggioranza silenziosa (e ancora più silenziosa quella che non abbia le trattenute fiscali direttamente alla fonte) vada, ahimé, nel verso esattamente opposto…

    • la “maggioranza silenziosa” è il popolo che subisce in silenzio,
      io e te non andremo mai d’accordo fin quando continuerai a considerare oggettive analisi sociologiche come opinioni personali

      • mmmh. “oggettive analisi sociologiche” presupporrebbe oggettivo il subire. ecco, su questo, parliamone. oggettivo (forse) è un colore, un numero, un risultato di una partita di calcio. il verbo subire, no. è intrinsecamente soggettivo. posso discutere sul silenzioso, ma sul fatto che la maggioranza sia silenziosa son d’accordo con te 🙂

        • la tua ironia è totalmente fuori luogo,
          quando le istituzioni non garantiscono la legalità quindi la giustizia, anzi, addirittura sostengono l’illegalità difendendola, è inevitabile che il popolo reagisca adottando metodi cruenti, questa è l’ABC della sociologia. Un dato oggettivo inopinabile, storico, acclarato.
          Il subire è la causa, non l’effetto, la causa è soggettiva, l’effetto è oggettivo.

            • faccio un ultimo tentativo,
              molte cause soggettive (il subire) producono reazioni collettive,
              sociologicamente oggettive
              guarda che ero stato chiaro già prima

            • intanto non ho mai parlato di giustizia individuale ma di risposta sociale alla inadeguatezza delle istituzioni, il linciaggio, in quanto tale, non è individuale, così come non lo sono i moti di piazza. Se invece di arrampicarti sugli specchi per provare a fare il figo leggessi con maggior attenzione quanto scrivo, faresti cosa saggia e intelligente.

              • fatico a capire cosa ti provochi tanta rabbia e aggressività verbale. nessuna velleità di figaggine, ma di contenzioso sì. ho letto molto bene e infatti ho ctiticato nel merito di una tua affermazione: la maggioranza silenziosa, per me, risponde tutt’altro che ai criteri da te indicati. opinione personale quanto la tua. spiego anch’io con un esempio: se osservo il tuo header, posso dire che è una parte di volto con degli occhiali. osservazione, incontrovertibile. se interpreto, potrei immaginare che sia tu e che tu abbia l’aria arrabbiata. interpretazione, e tu mi potresti tranquillamente dire che non sia così. né più né meno. per me questo è alla base della comunicazione, possibilmente ecologica.

                • ci vuole ben altro per provocarmi rabbia ed eventuale aggressività, la maggioranza silenziosa è, per definizione, per sentire comune, quella che subisce senza reagire in modo incisivo, diretto e determinante. Se vuoi chiamarla in altro modo fai pure ma non cambia la sostanza, non è su questa definizione che si basano gli studi sociologici. Il post, provocazione del linciaggio terapeutico a parte, evidenzia un aspetto molto importante, il malcostume trasformato in assetto sociale, l’immobilismo politico vissuto come modus operandi consolidato e la mutazione delle problematiche sociali in fonti di guadagno, alias mangiatoie. La società Italiana si basa su impalcature farlocche e disoneste, quasi sempre mascherate da intenti nobili. Una società che preferisce gestire i problemi anziché risolverli, salvo intervenire tempestivamente quando si mettono in gioco cariche e poteri, mine seminate da comunità indotte a reazioni cruente dalla esasperazione. Tra l’altro sono meccanismi elementari datati ma ever green.
                  Quello in foto sono io e non sono assolutamente arrabbiato, giusto per dirtelo.

                  • mi è chiaro, ma il punto di non accordo rimane lì. so che wiki non sempre è “la fonte” attendibile per eccellenza, ma la definizione che dà mi sembra riassuma abbastanza bene l’origine storica (copioincollo per praticità: “L’espressione giornalistica maggioranza silenziosa (silent majority) fu usata negli Stati Uniti verso la fine degli anni sessanta per indicare una larga parte di cittadini americani che, non partecipando attivamente alla vita politica, non esprimeva la propria opinione sulle grandi scelte del paese, prima fra tutte la guerra del Vietnam. Questa parte della popolazione era rappresentata soprattutto dal ceto medio conservatore e provinciale, che viveva lontano dalle grandi città e che, pur prevalendo numericamente su quanti si opponevano con petizioni, articoli di giornale, manifestazioni di piazza e altre forme di protesta, non faceva sentire la propria voce verosimilmente a favore delle scelte governative. Il termine venne poi adottato “ufficialmente” da Richard Nixon quando, candidato alla Casa Bianca, si rivolse appunto a questa larga fascia sociale del paese rimasta esclusa, o tenutasi volontariamente al di fuori della vita politica, per sostenere con il voto la sua candidatura contro le idee radicali che si erano andate diffondendo nel sessantotto.
                    Pur essendo stata usata prima di allora con diversi significati (dalla fine dell’ottocento in poi era stata utilizzata dai movimenti femminili in favore del suffragio universale per indicare le donne), dal 1968 in poi ha continuato a ricorrere nel linguaggio giornalistico con l’accezione datagli da Nixon, ed è entrata nel linguaggio comune per designare, anche in Italia, vari movimenti d’opinione di ispirazione cattolica, conservatrice o moderata.)
                    è il concetto di “subire” che trovo soggettivo. per me, qua in italia, la m.s. non subisce; anzi, è quella che grazie alle “non scelte”, alle scelte silenziose, indirizza una linea. è quella che preferisce astenersi al referendum per la legge 40, è quella che, fondamentalmente, su tante questioni che non tocchino la sfera personale, “se ne frega”. non riesco a vedere la causa a cui ti riferisci.
                    p.s. se sei tu e non sei arrabbiato, concorderai che l’interpretazione è soggettiva….:-P

                    • non importa, non sei tenuto a vedere ciò che vedo io, non ho voglia di stare qui fino a natale a discutere su una definizione. La ms da me citata è il popolo vessato fino al limite della sopportazione e pure oltre, a volte reagisce, per strada, sostituendosi a uno stato assente per difendersi dalle ingiustizie quotidiane. stop
                      ps: anche l’astensione di domenica scorsa è una reazione della ms

      • sarà, ma a prenderlo nel… sono sempre i soliti. La situazione sta precipitando ma ritengo gli italiani troppo individualisti per una risposta effettiva. Il tuo post è legittimo, ma il governo interverrà se andranno a toccare loro e non i soliti qualunque. Mi sbaglierò, ma sarà sempre la solita storia…

        • nel momento in cui il popolo cerca giustizia in proprio tocca loro, li tocca proprio nel vivo, al primo morto salta il ministro degli interni, magari anche il sindaco, ecc. ecc. è questa paura che li smuove, come ho scritto.
          Gli Italiani sono individualisti ma quando c’è da rischiare diventano gruppo solido e coeso

  4. Tads deve cambiare qualcosa perche’ cosi’ non e’ possibile andare avanti, anche io ne ho la nausea di tutto questo, come sempre hai scritto un bel post, ti mando un bacione e vado a preparare la cena, veramente e’ gia’ pronta, preparo il tavolo, 🙂 😉

  5. Punizione o giustizia? Questo è il dilemma secondo me caro Tads. Ti racconto un episodio accaduto a una coppia di amici.
    Erano fuori casa e, rientrati, trovano tre ladri. Due scappano, uno riescono a fermarlo e il marito vuole prenderlo a pugni. Per fortuna non l’ha fatto, poi capirai perché.
    Chiamano i carabinieri che fanno i vari accertamenti, dicono al mio amico cha ha fatto bene a non reagire e portano il tipo (sudamericano) in caserma da loro. Presente il mio amico. Chiamano il tribunale, non so se abbiano parlato con un giudice o chi per esso, comunque sia questi si è accertato per prima cosa dei seguenti elementi: se fosse stato accertato che il fermato non avesse problemi di salute, cardiaci in particolare, se fosse musulmano, se avesse cibo … potrei continuare. Il maresciallo depone la cornetta e incazzato urla che dal tribunale l’interesse per i suoi uomini che devono tenere in custodia i fermati è sempre uguale a zero.
    Per farla breve, questo si è fatto una notte di cella, gli è stato dato il foglio di via con l’interdizione e allontanamento dalla zona di Bergamo. Punto. Lui è di Milano e ritorna a delinquere quindi, deduco, nella sua zona con il beneplacito dello stato italiano.
    Se il mio amico avesse tentato quello che tu ipotizzi nel post sarebbe finito in galera.
    Non ho commenti da aggiungere; questo episodio, come altri, parla da solo. Segnalo ancora che anche gli operatori del settore, carabinieri in questo caso, ne hanno le scatole piene della situazione attuale.
    Ora, non si dice di picchiare a sangue e di farsi giustizia da soli, su questo non sono d’accordo, ma che ci sia almeno la norma che se sbagli paghi, e in un caso come questo espulsione immediata dall’Italia.
    Perché mettevo inizialmente in contrasto punizione e giustizia? Semplice per me. In un caso come questo la giustizia non ha punito e/o avrebbe ingiustamente punito ch ha subito il danno in caso di reazione.
    Conosci il mio pensiero sulla questione delle carceri e la funzione educativa che credo debba avere la detenzione (casi di mafia, stragi ecc a parte) che non metterei in carcere chiunque, ma esiste un vivere tranquillo del “signor Nessuno”, come scrivi tu, e della “maggioranza silenziosa” che deve assolutamente essere salvaguardato e difeso, non considerato come accessorio o non considerato affatto. A questo ha condotto un buonismo elevatto all’ennesima potenza.
    Primula

    • c’è un errore interpretativo di fondo, ripeto, io vivo nella convinzione fondata che un pirata linciato sveltirebbe la legge sull’omicidio stradale più di centinaia di morti. La storia Italiana recente ce lo insegna. Lo Stato ignora le problematiche fin quando i cittadini non cercano giustizia sommaria, ergo, è probabile che si debba giungere all’episodio tragicamente eclatante per smuovere il governo dall’immobilismo tollerante. L’esempio che riporti è una conseguenza, una delle tante, prodotte dal buonismo e da una visione ipocrita della civiltà ma questo è altro discorso.

      • Rileggerò il tuo articolo con maggiore attenzione, ma già da ora ti posso dire che la mia formazione m’impedisce di approvare il ricorso al caso emblematico come trampolino per un cambiamento di rotta.
        Possibile non ci sia una via civile per arrivare ad avere una giustizia che sia tale? Mi resta l’interrogativo.
        Sarò più esauriente in un prossimo intervento.
        Ciao Tads e buona serata … Ora pensiamo alla cena, va, che il cibo è uno dei piaceri della vita! 🙂
        Primula

        • basta guardare la storia e i fatti recenti, il menefreghismo istituzionale lo si sconfigge agendo, purtroppo è così, anche io non condivido ma non posso esimermi dal constatare la realtà.
          il post nasconde alcune domande che ho riportato nella mia risposta ad Arieisolabella, forse così è più chiaro il senso del post 🙂
          buon appetito 😉

  6. Non so cosa scriverti con esattezza.sai che a fronte di una colpevolezza certa sono per una pena adeguata anche estrema.Sul linciaggio sono cauta .presuppone una catarsi emotiva che non condivido .possibilita di errori maggiori di giudizio.mi rendo conto però che tutto ciò e’ auspicabile in un mondo giusto con giustizia vera e pena certa.cmq ti rendo noto che alla mia dotazione personale ho aggiunto oltre a spray e ferramenta un bastone da passeggio molto particolare made in Germaniy.sai Tads alla giustizia di gruppo preferisco quella personale .cmq se qualche disgraziato viene linciato giustamente non batterò’ ciglia .

    • quando becchi uno stupratore sul fatto o un pirata che falcia mezza dozzine di persone… il margine d’errore è ZERO.

      riformulo più chiaramente le domande che si celano nel post:
      “per arrivare a una legge sull’omicidio stradale, bisogna aspettare un linciaggio???”
      “per arrivare a ripristinare e garantire la legalità, bisogno insorgere coi forconi???”

      cara Ariel, quando lo Stato dorme urge svegliarlo, se continui a mettermi i campi rom sotto casa e te ne freghi delle mie proteste cosa devo fare per farmi ascoltare??? forse quello che hanno fatto a Roma anni addietro??? (dopo mille esposti caduti nel vuoto il campo è stato repentinamente sgombrato grazie a un incendio doloso).

  7. Il quesito posto è legittimo, e suffragato da tanti esempi. Siamo talmente narcotizzati che solo uno scossone violento ci riscuote dal letargo, per quanto, devo ammettere, si finisce per abituarsi a tutto quello che succede, salvo poi stracciarci le vesti se la reazione sembra esagerata. La risposta al quesito è, ovviamente, problematica, e posso capire certe perplessità, tuttavia è un fatto che stiamo sprofondando in un coma profondo delle coscienze.

    • I cittadini hanno una efficace arma, quando i “lucida poltrone” percepiscono il rischio di incappare in dimissioni obbligate o responsabilità penalmente rilevanti, diventano interventisti, se non ci fossero stati i disordini nelle case polari di Milano non sarebbero iniziati gli sgombri. I morti seminati da ubriachi e drogati al volante non fanno più notizia, un linciaggio provocherebbe un caos politico con relative interrogazioni e mozioni di sfiducia, caos che darebbe una forte accelerazione alla legge promessa e mai emanata.

  8. Concordo, amaramente concordo. Perchè è comunque una sconfitta essere costretti alla reazione fai da te. più o meno violenta, per la consapevolezza che lo Stato e la giustizia non ci sono.
    E dirò di più. Finchè avrò fiato per esternare tutta la mia indignazione su fatti certi e indiscutibili, tipo l’ubriaco drogato che ruba un’auto, la guida senza patente e ammazza un ragazzino, finchè avrò fiato, punterò contro il dito. Senza se e senza ma.

    C’è una piazzetta nella mia zona, con pub, pizzerie, angoli verdi e giochi per bambini. Una piazzetta che i ragazzi del quartiere iniziarono a frequentare per chiacchierare, gustare un gelato o un panino. Divenne presto un sano centro di aggregazione pomeridiana e serale di under 30, ma anche di nonni e nipotini. Poi arrivarono due strani tipi, pusher, e qualche ragazzo avvertì il proprio padre. I papà si riunirono e si coalizzarono. Un pomeriggio una quarantina di genitori, mamme comprese, presero in consegna i due delinquenti e li chiusero in una stanzetta dell’attigua pizzeria. Non usarono nessuna violenza fisica, ma chiare e forti minacce : o sparite da questa zona o vi spezziamo la schiena e poi chiamiamo la polizia.
    I due sparirono. La piazzetta è libera. I genitori non smettono, comunque, di sorvegliare.

    • ecco, se i due spacciatori si fossero ripresentati sarebbe finita a “schifio”, anni fa è successa una cosa simile anche qui a Torino, seppur in scala più ampia, un gruppo di spacciatori africani era riuscito a trasformare una strada in supermarket della droga con tutti i disagi e casini annessi. Un “comitato” ha dato loro l’ultimatum, i pusher ci hanno riso sopra e così per due o tre sere gli abitanti hanno dato vita, con tanto di bastoni in mano, a una vera e propria caccia all’uomo, problema risolto, spacciatori spariti. Tra l’altro la reazione degli abitanti è avvenuta dopo numerosi esposti e denunce cadute nel vuoto. Quando lo Stato latita si attivano meccanismi di autodifesa.

  9. Vorrei scrivere un post prossimamemte, sullo stato di diritto. Trovo interessante la questione sollevata da adp, al netto della polemica vorrei provare a dare un’interpretazione del pensiero di adp, con il quale (se è corretta la mia interpretazione) sono abbastanza d’accordo.
    Ho sostenuto più volte che questo paese è fatto di persone che guardano il proprio micro-orticello. Ecco credo sia questa la maggioranza. Coloro che traggono micro-vantaggi dallo status quo. Coloro che si infilano nelle pieghe della micro-illegalità (non ti faccio fattura e tu non mi paghi l’IVA, ad esempio per un lavoro di ristrutturazione) e ne traggono vantaggio.
    La risposta al tuo ultimo quesito per me è che io lo biasimerei. E mi auguro che con me lo biasimeresti anche tu. Perché non biasimare per me significherebbe rinunciare definitivamente allo stato di diritto. E questa è una linea che io non mi sento di valicare.

    • non credo che il problema sia essere d’accordo o meno con adp, cioè, nella sostanza non dice niente oltre all’agganciare una definizione all’accezione dispregiativa storica degli anni 60/70, per altro periodo caldo in cui io ero studente

      provo a spiegarlo a te, fermo restando che fossilizzarsi su una definizione posta all’interno di un simile post mi pare riduttivo e mortificante, fossi cattivo direi in malafede, FOSSI cattivo

      la maggioranza degli italiani è definibile, tecnicamente, silenziosa perché non partecipa al vaffanculismo di Grillo, non va ai raduni della lega, alle convention di forza italia e nemmeno alle manifestazioni organizzate dai sindacati. Milioni e milioni di Italiani che lavorano, pagano tasse e balzelli, aspettano anni per una analisi clinica, subiscono tassazioni da record, aumenti, vessazioni sociali, disservizi, tagli di ogni sorta, discriminazioni, ecc. ecc. Bene, ogni tanto questa “maggioranza silenziosa” ha dei travasi di bile e reagisce, reagisce di fronte a palesi ingiustizie, soprusi e prevaricazioni, concettualmente reagisce nel modo sbagliato ma giustificabile di fronte alla inettitudine di una classe dirigente concentrata solo sugli interessi di bottega.

      per quanto riguarda lo stato di diritto… credo abbia una logica all’interno di uno Stato presente capace di garantirli i diritti. Cosa io biasimi o meno è relativo, il punto è molto semplice, in un governo ipocrita un linciaggio peserebbe più di cento omicidi, la domanda è. per arrivare a emanare determinate leggi… dobbiamo giungere a guise così estreme??? Forse, dico forse, in Italia sì.

      l’argomento del post è molto chiaro, ogni riflessione in merito è accolta a braccia aperte, i fuori tema un po’ meno.

      • Ok, partiamo dalla tua definizione. Sono con te completamente sulla frase “la maggioranza degli italiani è definibile, tecnicamente, silenziosa perché non partecipa al vaffanculismo di Grillo, non va ai raduni della lega, alle convention di forza italia e nemmeno alle manifestazioni organizzate dai sindacati”.
        Sono meno d’accordo sul fatto che questa sia la maggioranza che paga tasse e balzelli. Perché questi sono costituiti dai soli lavoratori dipendenti. Il resto d’Italia i balzelli e le tasse non le paga o le paga meno. Faccio sempre l’esempio del gioielliere sotto casa mia che ha mandato la sua bimba al nido comunale entrando in graduatoria causa dichiarazione dei redditi minimale, mentre il mio collega che guadagna 1.500 euro al mese e ha una moglie con lavoro saltuario non è rientrato in graduatoria.
        Ecco io non sono certo che la maggioranza sia costituita dai cittadini vessati. Credo che la maggioranza dei cittadini trovi il proprio tornaconto nello status quo, evitando proprio di pagare quelle tasse e balzelli che i lavoratori dipendenti pagano solo perché sono fisicamente impossibilitati ad evadere.
        Tu sei certo che la maggioranza sia composta da persone che effettivamente fanno il proprio dovere di cittadini?
        Bada bene, non sto facendo polemica sterile né sto andando fuori tema. Questa discussione serve a me per comprendere la premessa che tu fai. Ecco, se questa premessa (che la maggioranza siano cittadini che fanno il loro dovere e che pertanto subiscono) viene meno, allora le considerazioni da fare sarebbero altre.
        A me pare che, indipendentemente dal fatto che si parli di una o di un’altra maggioranza, il tema del giustizialismo spiccio stia proponendosi con frequenza allarmante. Ed era per questo che mi riferivo allo stato di diritto.

        • 1) la stragrande maggioranza dei cittadini è composta da lavoratori dipendenti, pensionati, precari, casalinghe e disoccupati, TUTTI costretti, in un modo o nell’altro, a subire piccole e grandi angherie. Nella Nazione che detiene il record mondiale della tassazione e dei tagli ai servizi… TUTTI i cittadini sono vessati.

          2) se appartieni a quella categoria di persone che considera ladri ed evasori tutti o quasi i lavoratori autonomi, commercianti e imprenditori… possiamo tranquillamente chiudere il dialogo.

          3) l’evasore, il furbo, il ricco e via andando, non vive le problematiche territoriali periferiche della “maggioranza silenziosa”

          4) lo stato di diritto del “nessuno tocchi caino” che lascia senza protezione abele è uno stato di diritto di pulcinella

          5) il giustizialismo fai da te, sociologicamente parlando, è uno spurgo inevitabile quando le istituzioni latitano troppo a lungo, ce lo dice anche la storia

          6) ciò che smuove i politici, ciò che crea interventismo, non ha niente da spartire con i diritti, è semplicemente, come ho scritto, il terrore di perdere la cadrega e di ritrovarsi in situazione penalmente rilevanti. Un linciaggio, tanto per tornare in tema, sarebbe la massima bassezza di uno Stato definibile civile, una barbarie che comunque nascerebbe da cause ben note e da responsabilità altrettanto note. Repetita iuvant… bisogna arrivare al linciaggio per emanare una legge sull’omicidio stradale??? evidentemente sì, forse, me lo domando e lo domando, in tal caso la morte di un assassino avrebbe più potere di centinaia di morti seminati per le strade.

          ho dissertato a lungo e più volte con Max sul famigerato stato di diritto, alla fine abbiamo trovato sempre un punto di accordo, questo stato di diritto fa acqua da tutte le parti e non è in grado di garantire un bel niente, su questo credo ci sia poco da discutere, noiosi tecnicismi a parte, quando tutti applicano la legge e saltano fuori aberrazioni… vuol dire che qualcosa , anzi, tante cose sono da rivedere.

  10. Per prima cosa chiedo conferma se gli “agitatori di pizza” siano effettivamente dei pizzaioli incazzati. Scherzo, perdonami 🙂
    Condivido poi ciò che dici, ma purtroppo la maggior parte di noi è troppo codarda per metterlo in pratica e chi più chi meno abbiamo un orticello da conservare. Finché non ci tocca direttamente che c’importa…
    La storia recente ci ha consegnato dei pseudo rivoluzionari che hanno ammazzato in nome di teorie utopiche, col solo risultato di fare il gioco di chi sta al potere. Chissà cosa ci stava realmente dietro.
    Vero, lo squadrismo è pericoloso, ma, per come teorizzi tu, sarebbe una cosa diversa, fatta di pancia e mi sa che avrebbe davvero più effetto pratico.

    • ahahahah… dove l’ho scritto agitatori di pizza??? non lo correggo, mi piace 😀

      lo squadrismo è sempre pericoloso, ancor più quando organizzato e manipolato, le reazioni di pancia prodotte dalla rabbia degli onesti sono altra cosa, come giustamente rilevi. Amico caro, l’orticello è in pericolo, c’è chi rischia di tornare da un viaggio e ritrovarsi la casa occupata, c’è chi alle 17 di ogni giorno è costretto al coprifuoco, ci sono donne che ogni giorno muoiono ammazzata dopo aver fatto dozzine di denunce. C’è uno stato che preferisce finanziare le case famiglia anziché carcerare gli aguzzini, portando la vittima a ristrettezze e il carnefice in totale libertà, inutile dirti che le case famiglia mungono soldi a palate. Presto il disagio arriverà anche nei quartieri ancora salvi, a quel punto non saranno più solo i disagiati a impugnare il forcone.

      • Io lo sto provando sulla mia pelle… vengo dalla classe contadina e operaia, che col boom ha creduto di essere diventata classe media e oggi sono a fare i conti per arrivare alla fine del mese… manca poco.

        • è la logica della incertezza collettiva, oggi anche i bancari (un tempo casta intoccabile) rischiano di finire per strada, hanno qualche garanzia in più gli statali ma viene loro negato il rinnovo del contratto da circa sei anni. La precarietà, l’inesistenza di un futuro certo, la negazione dei sogni e lo stress esistenziale quotidiano, pratico, sono bombe sociali a orologeria

  11. Questo tuo bel post ha scatenato una vera diatriba, leggendo i vari commenti ad un tratto mi sembrava di essere al mercato di Tunisi. Tutti che parlano, nessuno che ascolta. Ho ben compreso il tuo dire, nulla di così scandaloso visto che si tratta del Bel Paese e delle sue molteplici contraddizioni. Talvolta per avere un minimo di attenzione da parte della classe dirigente devono accadere delle vere tragedie ed il linciaggio lo sarebbe a priori.
    Mi sovviene un esempio che mi è caro. In Italia la legge 170 a favore dei DSA è stata fatta solo perchè le sentenze contro il TAR hanno iniziato a dar ragione agli alunni vessati da un sistema scolastico retogrado e senza preparazione. Tra il 1998 ed il 2008 sono state talmente tante da costringere il Ministero dell’Istruzione a scrivere un disegno di legge. Bisognava attendere oltre un decennio per risolvere un problema che era ed è tutt’oggi alienante e discriminante per migliaia di studenti? Tornando a te, hai citato l’Eternit ed i deceduti a causa dell’amianto che non vedranno mai giustizia. Mio padre ci è morto, di asbestosi d’amianto. Era un ingegnere della Ediltermica di Milano, all’Ilva di Taranto ha contratto la malattia oltre 40 anni fa ed è morto l’anno scorso. Tu credi che io non abbia desiderio di sparare a vista ai responsabili di tale scempio? Certo che ce l’ho. Se tutti i parenti vittime dell’Ilva imbracciassero i fucili, stai certo che la questione diossina e acciaieria sarebbero già state risolte da tempo immemore, ma finchè tutto resta nelle mani dei giudici i tempi saranno infinitamente lunghi, per poi avere le sentenze di prescrizione. Mi verrebbe di scrivere una parolaccia, ma la lascio sospesa, in questi puntini………

    • inutile dire che sottoscrivo totalmente il tuo commento, la lista di nefandezze è infinita, in questo paese si legifera a favore dei grandi interessi, non del cittadino, la ilva ha riempito la cronaca nera anche qui a Torino, sette morti e nessuno in galera.

      cara Stefania, ci sono cose molto strane, te ne cito due, per approdare a uno straccio di legge contro lo stalking ci sono volute una parlamentare di destra e una soubrette, non solo, dopo decenni di “verdi”, gli unici risultati ottenuti sono dovuti all’impegno di un’altra soubrette di destra, la Brambilla. Casi emblematici che evidenziano quanto sia teorica la “civiltà” progressista, comunque continuano a difendere l’indifendibile, in questi giorni nei vari talk televisivi abbiamo assistito a scenette da avanspettacolo. Pur di ammantare le colpe sono arrivati a sminuire il fenomeno delle occupazioni abusive tentando subdolamente di spostare la questione sul territorio del razzismo e della intolleranza. Cose che alla lunga fanno girare le palle e provocano rivolte di quartiere

      • Mi scrivi di stalking ed io tremo. Sto scrivendo il seguito di Bdl e lo stalking è una delle tematiche centrali del romanzo. Peccato che i più abbiano timore ancora oggi di sporgere denuncia (perdona se ho tergiversato, ma mi ha colpito il tuo riferimento).
        Tornando a noi, le palle girano ad elica anche a me. Io scenderei in piazza senza vergognarmi, te lo garantisco, ma in Italia siam tutti figli di papà. Finchè abbiam la pancia piena escludo rivolte serie…(troppa fatica).

        • sarà interessante leggere il seguito 😉

          la rivolta intesa come rivoluzione popolare nazionale la escludo anche io, più per una questione di attributi che di panza piena, per scendere in piazza e giocarsela alla grande ci vogliono pelo sullo stomaco e roba sostanziosa nelle mutande. Se invece parliamo di sommosse contestualizzate, circoscritte, mirate… direi che già ci siamo. In fondo è bastato un po’ di casino a Roma e Milano per far venire la tremarella a qualche bellimbusto incravattato. Ti dirò che sullo stalking ho scritto poco e tengo a freno i polpastrelli perché temo di andarci troppo pesante e sollevare un vero e proprio vespaio, sono argomenti che potrei trattare solo di pancia e questo non credo sia un bene perché libererei una crudeltà non sospetta. Non è comunque detto che prima o poi non lo faccia.

          • Lo stalking, un argomento che a modo mio modo sto affrontando con circospezione.
            Ma nel mio caso è più semplice: l’io narrante è un personaggio donna vittima e totalmente asservita al suo carceriere psicologico. Sono piu focalizzata sul “danno” che non sull’aspetto legalità e ossessione, ancorchè il giudizio lapidario e di pancia dell’autrice sia ben chiaro a chi saprà leggere tra le righe.
            Se mai ne scriverai, ti leggerò con molta attenzione😃

  12. Ho rimandato la lettura del tuo post con l’intento di essere lucida da poter dare un mio punto di vista.
    Come dice mio padre, non si fa della vera giustizia in Italia perchè altrimenti Avvocati e Magistrati diventerebbero precari. Immagina una sentenza giusta (la legge esiste, è l’interpretazione che difetta) già in primo grado, senza necessità di appelli e cassazioni. Si perderebbero le spese di due procedimenti giudiziari, parcelle agli avvocati, magari perizie su perizie e i talk show non esisterebbero.
    Immagina se la denuncia di una donna vittima di violenza venisse ascoltata. L’uomo finisce in carcere, la donna è risarcita, giustizia è fatta. Nessuna casa famiglia, niente psicologi, niente talk show.
    La legge esiste, zio, esiste e abbiamo un tesoro di leggi che neanche immaginiamo. Giustamente ci sono leggi sciocche, leggi che privilegiano, leggi che nascondono affari personali. Ma se un domani venisse punito un pirata della strada con l’accusa di omicidio colposo PER COLPA COSCIENTE, anzichè per semplice colpa, schiaffeggiandolo immediatamente in carcere… credo che non esisterebbero più non solo avvocati, magistrati e talk show, ma neanche bar e happy hour!

    • cara nipotina, visto che hai una bella laurea in giurisprudenza erudiscimi sull’omicidio colposo per colpa cosciente, in che consiste esattamente??? un ubriaco oppure un drogato potrebbero essere accusati di colpa cosciente???

      • La colpa cosciente si pone come il confine fra il dolo e la colpa. E’ lo scalino piu’ in basso del dolo. Dopo la colpa grave arriva il dolo. Bene. La colpa cosciente si presenta come quel vaso in cui l’agente, pur sapendo che con la sua condotta POTREBBE COMMETTERE UN REATO, e’ cosi’ sicuro di se da evitare la commissione del reato. Solo che, commettendo il fatto, ne diventa imputabile per colpa perche’ non ha voluto il fatto (condotta dolosa). La colpa e’ aggravata dalla sicurezza della persona di commettere il fatto. Nel caso dell’omicidio stradale la colpa cosciente nasce gia’ dal momento in cui la persona assume sostanze che alternano la psiche (l’alcool e la droga cmq sono circostanze aggravanti e non attenuanti) e che dovra’ mettersi alla guida, poiche’ diventa consapevole del fatto che la sostanza altera la sua volonta’ ed e’ sicuro che non sara’ alterata in modo cosi grave da compromettere la lucidita’ alla guida. Orbene. Anche un sorso di birra puo’ compromettere le facolta’ intellettive (ad esempio se assunte a stomaco vuoto) e chi beve lo sa benissimo che alcool e droga alterano l’intelletto. Ecco, questa volonta’ nell’assumere la sostanza pur sapendone le conseguenze, la certezza che alla guida si avra’ un controllo tale da evitare incidenti, e’ imputabild a colpa cosciente. In fondo il pirata non vuole investire, sa che cio’ potrebbe succedere visto che ha bevuto o si e’ drogato, ma scanza l’idea ancor prima di assumere la sostanza,non dopo, cioe’ quando non e’ capace neanche di intendere il gesto del bere o del drogarsi.

        • ho capito, avevo intuito fosse una roba simile,
          purtroppo però la cronaca ci racconta interpretazioni diverse, addirittura lo status di alcolista cronico ha fatto assolvere un assassino, spesso l’essere alterati da alcol e droga diventa una attenuante pesante, direi fondamentale per scantonare la pena.
          Grazie infinite per la esaustiva spiega 😉

          • A questo punto e’ bravo l’avvocato che negli anni ha convinto i giudici che chi beve cronicamente e’ in realta’ un malato, alla stregua di chiunque soffre di malattie psichiche che alterino la capacit’ di intendere e volere!

            • perfetto, è proprio questa la motivazione dell’assoluzione, quando si ha una patologia cronica di questa natura è sbagliata la galera ma bisognerebbe comunque ricoverarlo in una struttura adeguata per curarlo, non rimetterlo in libera circolazione. Vedremo chi pagherà se ne ammazza altri.

              • Chi paga siamo noi. Non mi sembra una buona giustificazione quella di assolvere un malato cronico di alcool. Sara’ che l’unico alcolico che conosco e’ il vino di mio zio, ma non mi pare giusto che si trattino in modo uhuale situazioni diverse. Uno schizzofrenico se commette un reato si puo’ giustificare, soprattutto se la malattia e’ genetica. Ma un alcolizzato cronico che e’ tale solo per volonta’ sua……

  13. I tuoi articoli danno, quasi sempre, origine a discussioni che arricchiscono. Questo è intellettualmente parlando, molto proficuo per chi, come me, stando poco in rete, arriva quasi sempre quando la discussione è giunta al termine. Da quel che posso capire, il tuo pensiero di partenza è sempre chiaro, hai convinzioni, cultura e conoscenze ben precise per poterlo esporre adeguatamente ai lettori. Forse a qualcuno non piacciono del tutto le tue ferme prese di posizione – confortate da esempi reali – che porti a supporto dei tuoi ragionamenti.
    Qualche piccolo problema, come questa volta, nasce da una diversa interpretazione dell’espressione “maggioranza silenziosa”. Se non c’è accordo sull’espressione incriminata il discorso prende strade molto diverse e la discussione rischia di trascendere.
    Niente di male in questo. Noi italiani siamo un popolo litigioso e per questo abbiamo tante leggi contradditorie che servono solo a dare pane e companatico ad avvocati e giudici.
    Comunque, ritengo abbastanza accettabile la tua definizione di M.S. e quindi il tuo post lo condivido.
    Nicola

    • caro Nicola,
      qui non si trascende e nemmeno si litiga, chi non mi conosce non può sapere che mai e poi mai pubblicherei un post vulnerabile affrontando argomenti di questa portata. La maggioranza silenziosa dei giorni nostri non ha niente in comune con quella degli anni andati, è una definizione tecnica che credo aver chiarito in modo inequivocabile.
      Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti

  14. Purtroppo la penso proprio come te e non si scappa: i professorucoli come me, che hanno studiato e lavorato tutta la vita e adesso vivono di una modesta pensione senza infamia e senza lode, senza potersi nemmeno curare per bene la salute per la quale ci vorrebbero strutture a pagamento e medicine costose, hanno ben capito come funzionano le cose. Sappi che in casa mia, da un po’, mi vedo costretta ad aprire il cancello su appuntamento. Non mi stupisce affatto che la gente, schifata, non vada nemmeno a votare.

    • hai proprio ragione cara Mimma, loro vivono blindati, scortati, se fregano altamente di chi vive nella paura e nell’ansia. Sono anche immersi in una profonda ignoranza storica, quando il vicolo inizia a rumoreggiare e a reclamare giustizia all’orizzonte appaiono tetre nubi.

  15. … un problema risolto non produce reddito, un problema gestito sì…… Triste ma terribilmente veritiero 😦
    Grazie Tads ancora una volta mi hai spinto a delle riflessioni molto profonde!

    • è un vezzo tutto Italiano, ingigantire ed esasperare un problema per poi inventare strutture gestionali e quindi succhiare soldi pubblici, è la shit-economy

  16. Concordo in toto TADS. Siamo di fronte “all’uccisione” dello Stato, ben sapendo che si tratta di un reato colposo, frutto di insufficienze, incapacità politiche, difficoltà oggettive. Ma anche di colpe gravi, di comportamenti censurabili, di accondiscendenze verso il corporativismo, la più rozza partitocrazia, il clientelismo elettorale quando non economico o finanziario…

    Alla fine della storia questo popolo di santi, poeti e navigatori è riuscito nell’impresa sublime, quella di infilarsi in un “cul de sac” senza ritorno. Per anni, anzi per decenni, abbiamo confidato nella nostra naturale capacità di improvvisazione, frutto di quella genialità che ci è universalmente riconosciuta, nel bene e nel male, ma adesso il garbuglio è tale, che è diventato impossibile dipanare la matassa in cui ci siamo avvolti.

    • hai fotografato alla perfezione la realtà, la vedo dura, molto dura, soprattutto perché non si percepisce la volontà di risolvere i problemi in modo strutturale, stanno tendando di mettere l’ennesima pezza, l’ennesimo rattoppo. Il virus più pericoloso risiede, secondo me, in ciò che ho scritto a Valeria, viviamo in uno Stato in cui tutte, TUTTE, le problematiche sociali sono state trasformate in mangiatoie politiche

  17. Sei ottimista: non basterebbe nemmeno quello. Si scatenerebbe l’ennesima bagarre politica tra chi plaude falsamente e chi si indigna altrettanto falsamente, entrambi solo per cavalcare gli animi di una potenziale fetta di elettorato.
    Fino a non molti anni fa vedevo gli italiani come un popolo di rassegnati che non avrebbero opposto resistenza nemmeno se fossero stati invasi dai maltesi (con tutto il rispetto per i maltesi, sono solo il primo popolo che mi è venuto in mente), gente abituata a prendere calci che non si ribella nemmeno più.
    Ora però non ne sono più così sicuro… Eppure i “nostri” non gli daranno peso e qualcosa potrebbe anche succedere…
    E’ la storia che lo insegna, altrimenti mai nessuna rivoluzione sarebbe accaduta.

    http://www.wolfghost.com

    • il mio anemico ottimismo nasce da una cinica convinzione, un paio di linciaggi potrebbero creare un effetto domino capace di far cadere qualche testa da 90. Non dimentichiamoci che nella storia della nostra repubblica decine di volte sono state emanate leggi, nottetempo, per salvare poltrone. Qui vige l’interventismo salvaculo non l’interventismo preventivo.

  18. purtroppo viviamo con la paura e l’ansia tutti i giorni,realistico il tuo post e condivido ciò che hai scritto…tu pensa che ogni volta che esco di casa per andare a fare la spesa ho sempre la paura che al rientro possa trovare qualcuno in casa…mi spaventa tantissimo questa cosa e lo stesso per strada guardo chi cammina dietro di me e se qualcuno rallenta per parcheggiare l’auto,insomma non si vive più tranquilli…

  19. Ebbene sai che ti dico, eppure sono una persona pacifica, che dovremmo insorgere e farli tremare, il popolo francese al tempo della rivoluzione non ce la faceva più, non aveva neanche il bene primario, oggi il pane ancora c’è e se andiamo di questo passo la vedo dura, allora sì che cominceranno a preoccuparsi di perdere le poltrone.
    Ora voglio parlarti dell’Albania, terra che credevo ancora non messa bene, invece una mia amica è stata recentemente in vacanza ed è tornata soddisfatta, addirittura ha detto che ripeterà l’esperienza. La zona è ben servita, pulita, si mangia benissimo, e poi i costi sono molto vantaggiosi; pensa che ha avuto necessità di un dentista e si è recata senza appuntamento ed è stata servita da un medico molto professionale dotato di apparecchiature perfette, l’amica in questione ha competenza, in conclusione visita, laser, ricostruzione di un dente spezzato, tutto per pochissimo, non ricordo di preciso ma inferiore a cento euro, non vorrei sbagliarmi forse un quarto di cento. L’albergo dove ha soggiornato ha 4 stelle ed è a un costo basso; ristorante, ottima cucina, a costi altrettanto modesti, ma poi pace per le strade pulite e auto lasciate libere, la delinquenza non c’è. Le carceri sono severe e un tipo ha raccontato di aver provato la carcerazione italiana, una passeggiata, mentre 4 giorni nel carcere albanese, ancora non li dimentica. So che la moneta albanese ha un valore inferiore al nostro, molto inferiore, ma è il sistema che mi piace, gli stipendi da loro sono esigui, ma garantiscono una vita decente senza preoccupazioni, e poi… non si pagano le Tasse.
    Bene ,scusa la divagazione,
    ottimo post come sempre
    e bravi anche i commentatori.
    un abbraccio
    annamaria

    • sono al corrente di quel che dici perché conosco gente che in Albania ha messo su imprese. Adesso da quelle parti stanno bene perché tutta la feccia ce la siamo presa noi.
      E’ vero, il pane ancora non scarseggia ma il numero di poveri aumenta e sono sempre più numerosi quelli che vanno a rabastare nei bidoni dell’immondizia, anche nei mercati a fine turno per raccogliere cibo da terra. Non sono segnali positivi e nemmeno incoraggianti

      un caro saluto

  20. Il Toni con questo tuo post s’è ringalluzzito. Sta pensando seriamente alla rivoluzione. Ieri sera alla casa del popolo ( ex ormai) sbandierava la stampa di questo post. Li ha scomodati tutti: Lenin, Bakunin, Troscki, e andando indietro anche Masaniello ( quello era più interessato alla pancia che non alla giustizia sociale per la verità). Si è messo alla scrivania, ha rovistato un po e poi ha tirato fuori una tessera con flace martello e stella e con grande soddisfazione c’ha scriitto il tuo nome: compagno Tullio Antimo da Scruovolo socio onorario!

    • “compagno onorario”, quasi mi sento lusingato 😀
      dovresti dire al Toni che la responsabilità di tutto questo casino è in gran parte proprio della sinistra. Quella sinistra che coccola, difende, protegge e incentiva la illegalità.

  21. La Costituzione Italiana, all’art 27, comma 3, “suggerisce” che:
    le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

    La piazza, come tu stesso hai ammesso, la pensa diversamente. Anch’io, liberato dai ceppi del ragionavole buon senso, opterei a favore di misure più efficaci. Ma dovrei ammettere che il sapore di rivalsa personale sarebbe preminente rispetto a qualsiasi sfumatura di giustizia sociale. Allora mi chiedo quanto possa nuocere alla società l’avere tante inclinazioni giustizialiste quante sono le persone che la compongono. Perchè non esiste un giudizio netto, non si è mai solamente pro o contro. Questa è una Nazione che fonda le decisioni non sui sostantivi, ma sulle parti complementari del discordo. Aggettivi e avverbi, per esempio. Che misurano le parole e ne relativizzano il significato.
    Sulla reale efficacia sul concetto di “colpire uno per educarne cento”, invece, nutro seri dubbi. La statistica aiuta. Paesi autoritari e non, che applicano misure correttive estreme o disumane, non registrano significativi cali nelle percentuali che misurano la quantità di reati commessi. Il linciaggio, per quanto sia orgasmico, lascia al poi un disarmante vuoto. Qualcosa che è possibile tradurre con un: e ora?

    Chiaramente le tue sono delle provocazioni. Il linciaggio e la pena di morte non influiscono sui comportamenti criminali. I reati non calano. La natura umana si adatta facilmente a qualsiasi ambiente.

    • fai un discorso apprezzabile ma distante dalla logica del post, il linciaggio vissuto come rivalsa personale è allocabile nel becerume umano, la teorizzazione di un linciaggio vissuto come segnale sociale e sprono per colmare enormi lacune è tutt’altra roba. Non è un caso averlo definito (provocatoriamente) “terapeutico”, una medicina capace di curare l’accidia e l’immobilismo politico.

      non vedo il problema sull’essere pro oppure contro, l’ho già scritto ad altri, quando il “nessuno tocchi caino” trasforma abele in quotidiano agnello sacrificale, lo stato di diritto va a farsi benedire nello stagno delle insulse teorie.

      negli USA esiste la pena capitale, per poter affermare, senza tema di smentita, la sua inutilità, dovrebbero abolirla ovunque e poi analizzare i tassi delinquenziali dei successivi cinque anni, qualora non mutassero si confermerebbe l’inefficacia. Tutto ciò che viene sostenuto prima è opinabile.

      • Non in tutti gli stati USA è in vigore la pena capitale. Basta confrontare le percentuali di deinquenza tra le Stelle pro e le Stelle contro.

        Ho sottolineato la caratteristica del tuo post. La provocazione sul concetto di linciaggio è inequivocabile. Tu stesso lo hai ribadito. Tuttavia ti rimando all’art 27. C’è una logica dietro al recupero del condannato. Non è buonismo. Conclusa la pena, si apre la gabbia. Se il delinquente non viene recuperato, torna a delinquere. Altra cosa è l’indiganzione che muove Abele. Il concetto di pena esemplare è qualcosa di più intimo. E varia colla distanza emotiva dal reato commesso dal delinquente.

        Se mi rubano l’auto e non vengono condannati ad almeno dieci anni, il mio desiderio è vederli crepare in un incidente. Capisci? Nessun legislatore promulgherebbe una legge che prevede una pena detentiva così dura per un ladro d’auto. soprattutto se è incensurato. Se l’auto rubata appartiene a un perfetto sconosciiuto, probabilmente non leggerei nemmeno l’articolo di due righe nel quotidiano locale.

        • non regge il parametro tra Stati pro e contro, è riduttivo e inaffidabile, per poter parlare di efficacia o meno dovrebbero abolirla ovunque, la delinquenza americana è distribuita a macchia di leopardo con notevoli concentrazioni in alcuni Stati. Ripeto, è pura teoria ipotizzare l’inefficacia della pena con questi parametri, comunque qui la pena capitale non c’entra niente

          domanda diretta: ” secondo te, un linciaggio ai danni di un pirata della strada inseguito e bloccato, accelererebbe una legge sull’omicidio stradale???” puoi rispondere sì oppure no, anche non so ma non tirando fuori l’art. 27. Il post pone questo interrogativo

          se poi vogliamo parlarne a tutti i costi, l’articolo 27 è discutibile, chi stabilisci i limiti e le misure??? quale logica??? Il carcere dovrebbe recuperare ma di fatto è una università del crimine… ma poi… almeno ce li mandassero in carcere i delinquenti.
          l’altro giorno in America un praticante del Knockout game è stato condannato a 55 anni di carcere per aver ucciso con un pugno un passante, in Italia sarebbe fantascienza, tu la riterrai una pena eccessiva, io la ritengo equa, congrua.

          Il discorso cardine è un altro, molto più profondo e realistico, meno teorico, viviamo in una nazione in cui la giustizia è un enorme minestrone che impasta diritti diversamente interpretabili, etica, discrezionalità dei giudici, condizionamenti ambientali, spinte mediatiche, recrudescenze politiche e via discorrendo, tutto tranne che uno stato di diritto. Se in Italia dieci delinquenti commettono lo stesso reato in aree geografiche diverse, compiono dieci percorsi giudiziari differenti approdando a dieci sentenze diverse, questo si chiama caos giudiziario.

          Esiste anche un dato storico importantissimo, da quando è cambiata la tendenza e da quando i giudici si sono ammalati di protagonismo intuitivo e interpretativo, da quando impera il buonismo figlio di un assetto psico-sociologico molto opinabile, i reati da strada si sono elevati all’ennesima potenza. Non ci vogliono dieci lauree per cogliere un fallimento totale su questo fronte.

          Un vero stato di diritto garantirebbe caino dopo aver comunque protetto abele, il concetto di punirne uno per educarne cento non è il massimo della civiltà ma non lo è nemmeno il garantirne uno penalizzandone cento.

  22. Come al solito un ottimo post che fa riflettere. Tuttavia le mi conclusioni divergono dalle tue: in Italia vi è un oggettiva lentezza sia nel legiferare (per la nostra architettura costituzionale) sia nel perseguire i crimini (per il nostro garantismo ad oltranza). Lungi da me dal difendere alcuni “fancazzisti” parlamentari con indici di produttività miseri, a cui proporrei l’immediato licenziamento, tuttavia è innegabile che il problema va oltre ad eventuali responsabilità personali dei vari politicanti.

    • le responsabilità sono di un sistema pieno di falle da tempo alla deriva, poiché viviamo in un finta democrazia rappresentativa, la politica ha il potere di cambiare e correggere il sistema, se non lo fa ne è responsabile.

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