Domanda: “gli ipocriti si lavano le mani prima di orinare oppure dopo???”, risposta: “se le lavano durante…”

bagnomaschile

Ponzio Pilato non è certo una figura di massimo rilievo, tuttavia nella sua insignificanza storica è comunque riuscito a scolpire nella roccia una metafora divenuta scuola di pensiero. “Lavarsene le mani” non certifica solo il sottrarsi alle proprie responsabilità scaricando il barile sulle altrui gobbe, estendendo il concetto si include altresì la nobilitazione della minaccia (ambasciator non porta pene) e del chiacchiericcio. I circensi della dialettica usano il “lavamani” per trasformare le negatività in redditizio investimento a costo zero, artificio chiamato: “strumentalizzazione”. La perpetua e gigantesca onda anomala fatta di becerume viene surfata stando in equilibrio sulla tavola del menefreghismo concettualmente griffato, la capziosità mixata con l’ipocrisia diventa un potente allucinogeno collettivo.

Per “farla fuori dal vaso” e riuscire a deresponsabilizzarsi, magari aggrappandosi alle chiome di astrusi altruismi, occorre notevole dimestichezza con la “menzogna interiore”, corrente filosofica che struttura e cementa una “balla madre” piena di ganci ai quali appendere le “balle figlie”. Ponzio Pilato di vario calibro affollano il mondo, ci assediano con ogni mezzo, i più scafati riescono addirittura a mutarsi da carnefici in vittime, da freccia in bersaglio, da insulsa merda in utile latrina. Il coraggio non lo si inventa, la vigliaccheria è come la tosse, impossibile nasconderla, tuttavia pur dando per accettabile e comprensibile la momentanea ignavia da panico, non è assolutamente giustificabile quella adottata per sminuire, ridurre ai minimi termini le proprie pecche.

Anni fa partecipai a un convegno in cui un relatore affermò: “le decisioni NON prese provocano più danni di quelle sbagliate”, se Pilato avesse partecipato al suddetto meeting probabilmente non avrebbe fatto così tanti proseliti. I potenti si dividono dal popolino anche attraverso l’interventismo e il NON interventismo, nei piani alti vige il credo: “promuovere per rimuovere”, in quelli bassi il: “non cambiare niente per cambiare tutto”, superfluo evidenziare la capacità condizionante dell’immobilismo da cultura spicciola. Coloro che vivono nell’ascensore ammorbati da un nauseabondo su e giù, piombano in una sorta di stallo cognitivo che manda in acido la lucidità generando biasimevoli tentativi di recupero.

Fare il Ponzio Pilato non significa “farsi i cazzi propri”, così fosse… ad avercene, “lavarsene le mani” vuol dire “farsi i cazzi degli altri” palesando ingannevole neutralità, aulicamente definita “super partes”. Il profilo psicologico dei “PP” è tremendamente banale, un assetto elementare assolutamente privo di fondamenta solide, inamovibili, resistenti alle intemperie della vita, spesso è sufficiente uno stormir di fronda per provocare rapide implosioni, castelli di carta in balia delle correnti da salotto.

Leonardo Sciascia partorì cinque categorie identificative: “gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà”, sicuramente avrebbe collocato i Ponzio Pilato tra i quaquaraquà. Dubito ci sia qualcosa di più squalificante dal fuggire dalle responsabilità, ancor più quando ci si cimenta nella squallida impresa di pittare la viltà con i colori della saggezza ardimentosa.

Diffidate costantemente dei Ponzio Pilato 2.0, evitate di consentir loro di accerchiarvi, non dissetatevi alle fontanelle che piazzano nella vulnerabile arsura esistenziale come fossero accoglienti oasi, non cedete al canto delle loro sirene. I Ponzio Pilato contemporanei non sono MAI al di sopra delle parti, tutt’altro, sono SEMPRE interessati e subdolamente coinvolti.

Tullio Antimo da Scruovolo

 

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155 thoughts on “Domanda: “gli ipocriti si lavano le mani prima di orinare oppure dopo???”, risposta: “se le lavano durante…”

  1. Non scrivo niente per timore di rovinare questo fantastico post !
    Immagina solo le mie mani che applaudono.
    Ti sei superato TADS.
    Ti abbraccio e ti auguro una serena serata.
    liù

  2. Promosso rimosso. Quando inizia a dar fastidio ma ha dato molto in passato.
    Concordo sulle decisioni non prese che fanno più danno…

    Interessante considerazione quella finale chiude “divinamente” 🙂

    Buona serata
    .marta

  3. “La vigliaccheria è come la tosse, impossibile nasconderla”, eh, ma per educazione si fa finta di non sentirla, o magari si tossisce tutti insieme.
    Leggendo mi sono venuti in mente tanti PP diversi, in tantissimi ruoli, ma tutti col loro arzigogolare intorno al nulla.

  4. Sono sempre subdoli, cattivi, non prendono le parti, sono di tutti e di nessuno. Odiano chi si ama, odiano la gioia. Si sentono vittime solo perché non riescono a compiacere tutti, non hanno abbastanza ” like” e tramano. Facendosi scudo coi deboli. Non hanno carattere, sono Senza attributi.che schifo, che nausea!!

    • Sottoscrivo questo commento perché anche io, leggendo il post, senza volerlo ho inquadrato il contesto nel mondo dei blog, di FB e in genere dei social network. Non so se è solo una questione di like ma è vero che si è arrivato al punto di dire e scrivere qualsiasi cosa pur di trovare consensi e compiacere. Come se gli sconosciuti della rete, per quanto “amici”, servissero a dare quel potere che anche Ponzio Pilato, tutto sommato, aveva.
      L’aspetto peggiore dei PP – lo affermo per esperienza personale – è poi la calunnia, nascosta dietro il non fare nomi e il vittimismo, puntando il dito esattamente contro qualcuno che magari nemmeno conosci ma dei cui affari comunque, vai a capire perché, ti interessi.

      • nel primo capoverso ho scritto.
        “…estendendo il concetto si include altresì la nobilitazione della minaccia (ambasciator non porta pene) e del chiacchiericcio…”
        proprio per evidenziare ciò che hai detto.

        il post non mira al mondo dei blog, dei social e/o della rete, io sono un “lone wolf”, totalmente estraneo a comunelle, fazioni, gruppi, ecc. ecc. ritengo troppo preziosa la prerogativa di poter mandare affanculo chiunque, in qualsiasi momento, senza sentirmi ricattato o condizionato da inciuci, confidenze intime e pastette. Questo non è un blog di taglio intimista, non sento nessuna necessità di parlare di me stesso. Senza giudicare gli intimisti, sia chiaro

        mi riferisco ai PP in generale, sicuramente ce ne saranno a mucchi pure nel web ma il problema non mi riguarda, il blog è uno spazio in cui esprimo analisi e riflessioni, in genere sulle tematiche sociali, il resto non mi coinvolge. Lo dico giusto per chiarire che questa è una requisitoria ad ampio raggio, sociale, non ho preso la mira puntando un bersaglio preciso.

        i commenti si ricevono e si elargiscono, se qualcuno perde il sonno o l’appetito quando scarseggiano, farebbe bene a rivedere alcuni assetti interiori, credo tu sia d’accordo.

        • Condivido pienamente, nel social i pp sono all’ ordine del giorno e di quelli, se vogliamo, ci si può liberare (finché il coinvolgimento personale e fisico resta superficiale) anche rapidamente, i pp che dobbiamo vivere per forza nella quotidianità sono rospi indigesti !

          • quelli che ci vengono imposti, ad esempio dalla politica, dobbiamo subirli, quelli che gravitano oppure tentano di gravitare nella nostra sfera quotidiana sono eliminabili. Sono cresciuto con una ferrea convinzione, la stessa che ho cercato di trasmettere ai miei figli, discrezione e riservatezza sono porte blindate protettive, ovunque, nel lavoro, sul web, nelle frequentazioni, ecc. ecc.

        • Sono assolutamente d’accordo, sull’ultimo punto e sulle osservazioni in generale.
          Credo di far parte degli intimisti di cui parli, un po’ per necessità relativa a quando ho aperto il blog, un po’ per scelta. Apprezzo molto l’impostazione del tuo blog ma io non saprei scrivere come fai tu, non sono capace di esprimermi così direttamente senza metter dentro fatti o esperienze personali che anzi sfrutto proprio per prendere l’argomento.
          Non ti riferivi al web, ho premesso il mio punto di vista perché era chiaro. E’ forse che nella vita di tutti i giorni, quella fuori da qui per intenderci, riconosci più facilmente i PP, li puoi anche guardare in faccia, identificarli e difenderti o diffidarne più facilmente.

          • sicuramente il contatto diretto crea già una selezione istintiva, concordo pienamente. Non c’è niente di male nell’essere intimisti, come ha già detto più volte, il blog nasce proprio come diario personale da condividere. Sono scelte rispettabilissime, ci mancherebbe altro.

  5. Complimentissimi! Concordo su tutto, dal finale in su.
    E di “giudici” che condannano chi considerano innocente per salvarsi la pelle, rivoltando il calzino e mettendo la propria carriera davanti alla coscienza, ce ne sono a iosa.
    Cercare di evitarli è un impegno.
    Ciao Tads,
    buona serata

  6. Bell’articolo ..come sempre! Questo scritto serve a riflettere per riconoscere i tanti adepti di PP. .. anche se credo ..tali adepti..lo abbiano superato di esagerata misura! Orsù alle armi!! Voglio esser carnefice di PP! 🙂
    Buona serata Tullio.

  7. Lo strumento di raccolta-risorse-a-pro è diventata peggio di una insopportabile strumentalizzazione ipocrita e dannosa per i tanti… L’ipocrisia, lava-mani, ma soprattutto dei lecca culi, oggi è ancora più ironica (per dire), chiede compassione…. ancora di più lo sfruttamento premeditato e pure spregiudicato di chi può. Un leale determinato coraggio, , non rende più a nessuno , sicuramente e ne sono certa, fa diventare per sempre schiavi di un sistema viscido e schifoso! Giudichiamo Pilato ma la “guerra” prosegue ancora nei giorni nostri, in primis le istituzioni statali… ect ect nella bella “coscienza” collettiva, in più ancora dei… leader ipocriti calcolatori a doc… Invece dovremmo avere il dovere di esaminare la possibilità del meglio-per-tutti in base alle risorse disponibili e soprattutto nella probabilità di successo nel raggiungimento degli ideali ,più degli scopi. Sempre a noi spetta il dovere di dirlo chiaramente, urlando per chi non ci sente… vero coraggiosi lo si diventa, anche sapendo che aver dichiarato un fatto non esonera nessuno a nessuna decisione di comando dalle responsabilità anche soggettive.
    I Ponzio Pilato contemporanei non sono MAI al di sopra delle parti, tutt’altro, sono SEMPRE interessati e subdolamente coinvolti.” Giusto, questo finale piace anche a me.
    Grande TADS!!

  8. Fantastico post, ho sempre pensato che il non prendere posizione sia il modo più subdolo per non scontare conseguenze.
    E onestamente i super partes mi son sempre andati un poco di traverso, da una posizione di comodo si godono gli accadimenti di nascosto.
    Mi piace ciò che hai scritto di PP.
    Un pensiero, il tuo, che ha smosso in me molti pensieri e qualche amarezza.
    Hai ragione: bisogna diffidare dei PP moderni. Io purtroppo ne conosco parecchi.
    Un bacio
    Ciao Tads

  9. Bravissimo Tads, condivido quello che hai scritto, il finale e’ troppo bello, dici che si possono raccogliere i quaquaraquà in una tonnara, 😉 bacioni, buona serata, 🙂

  10. richiamo inevitabile al “per quanto voi vi crediate assolti siete lo stesso coinvolti” di deandreiana memoria, nonche’ alla maggioranza silenziosa che dell’inettitudine ha fatto la principale linea di governo del nostro paese da tempi immemori. nonostante cio’, in certe situazioni arrivo quasi (quasi, eh) a preferire il pp rispetto al “qualunquista attivo” che elargisce morali senza cognizione di causa (sempre che non siano entrambi varianti del quaquaraquà, ma l’altro tenderei a inserirlo in una delle due categorie sciasciane precedenti).

  11. Altamente condivisibile: l’atteggiamento di Ponzio Pilato era coerente con la politica romana: evitare rivolte e continuare a riscuotere le tasse, intascandone una notevole frazione e, nel contempo, facendo contento l’imperatore, cosa utile per proseguire la carriera in un posto un po’ meno di merda della Palestina. I suoi emuli moderni ne proseguono la tradizione, spesso per contropartite decisamente più modeste.

  12. A ‘sto giro caro dottore, sono un po’ perplessa. Tra Ponzio Pilato vari, giudei e Giuda, con l’accompagnamento di sante (?) Maddalena aggiunte, ladroni annessi, ci sarebbe un trattato da redigere a più mani senza trovare mai il capo.
    Fatto sta che la maggior parte degli esseri umani è più o meno incapace di prendere una decisione e, allorquando, volesse prendersi una responsabilità, fa prima tappa consigliera, cioè si rivolge in qualche forma a qualcun altro.
    Lo dimostrano gli eventi quotidiani, non solo quelli clamorosi che si leggono sui libri di storia, ma proprio la “vita vera” ci pone al cospetto di questi fenomeni.

    Nella posizione di osservatore è forse facile cogliere i segnali di certi comportamenti, ma sarà poi vero che ognuno di noi, nel corso della propria esistenza, non abbia mai vestito quei ruoli? Anche inconsapevolmente, intendo.
    Lo so, qua il punto è la premeditazione, la vigliaccheria, l’inerzia e l’ignavia.
    Di contro però si assiste a fenomeni di cameratismo, dove le fazioni si sbranano a colpi di click, accecati dalle motivazioni più disparate, alienati da un leader che spicca per astuzia o dall’altro che lavora sottobanco.
    Qua i PP sono travestititi da trascinatori di masse?
    Qua i Giuda sono mascherati da agnelli?
    E le Maddalena, vestono Prada?
    Perdonate..
    Quindi mi domando ( senza pretesa di ricevere risposta ) ma della capacità di discernere di cui tutti ( notiziona ) siamo dotati, quel guizzo di intelligenza indipendente che ci rende esseri unici ( non solo geneticamente ), sarà il caso di utilizzarla? O sono fregnacce che ci raccontiamo noi poveri illusi, che stiamo al mondo in perenne equilibrio tra la razione ed il cuore?

    Un abbraccio TADS

    • sicuramente nella vita capita a tutti o quasi di chiedere consiglio ma i momenti di incertezza non fanno di un individuo un Ponzio Pilato cronico né un Ponzio Pilato professionista.

      la posizione di osservatore non è affatto facile e nemmeno comoda, tutt’altro, direi all’opposto di quella occupata dai PP.

      chi vive con un piede nella razionalità e uno nei meandri del cuore mortifica intelligenza e sentimenti, distribuire fregnacce è lo sport preferito e praticato da miliardi di individui, sta a chi ascolta stabilire cosa farne

      • Ho parlato di equilibrio e non di coabitazione tra razionalità e cuore. C’è una certa differenza., almeno nel mio caso funziona così, soprattutto per stanare i Ponzio Pilato in oggetto, seguaci compresi.
        Ho compreso ( pare strano anche a me ) il senso del tuo discorso, credo comunque che per ogni PP ci sia un gruppo di coyote che lo accompagna.

  13. cosa vuoi che ti dica, ne vedo ogni giorno , li odio a prescindere e non vorrei averci a che fare. Ma tant’è. Quando però ritorno nel mio guscetto, ovunque sia, benedico di esserci.
    Sempre magnifico tu

  14. Durante la lettura, finchè non hai distinto il “lavarsene la mani” dal “farsi i cazzi propri”, mi stavo un po’ risentendo e pensavo di chiarire io la differenza in un commento.

    Perchè ,vedi, io non posso proprio definirmi uno altruista/crocerossino sempre in cerca di un modo per salvare il mondo. Sono uno che ,nonostante abbia spirito di squadra, di fronte allo schifo diffuso tende a gettare la spugna con facilità e finire a coltivare solo il proprio orticello.
    Però io nemmeno aspiro a posizioni di rilievo che implicano l’assunzone di responsabilità! Non cerco la carriera, non mi interessa andare in politica, ecc
    Mentre altri cercano posti di responsabilità ma poi ,quando il gioco si fa duro, fanno i “Ponzio Pilato”.

    • il passaggio in cui “distinguo” è il plot del post 😉

      concordo con quanto scrivi, non possiamo negare a nessuno il diritto di provarci ma nessuno può negare a noi quello di individuare i Ponzio Pilato

      • Guarda, non vorrei entrare troppo nei dettagli sia per non finire come sempre fuori tema, sia perchè non vorrei infilarmi in un discorso di cui in realtà non sono esperto e informato… però se parliamo di politica a me viene tanto da pensare al “governo tecnico”.

        • non sei fuori tema,
          i governi tecnici li hanno inventati proprio per fottere il popolo attraverso premier e ministri non eletti, più che Ponzio Pilato sono dei boia veri e propri. I PP sono quei politici che si chiamano sempre fuori da ogni casino scaricando le colpe ad altri. Sono quei giudici che hanno assolto tutti nelle recenti tre sentenze, sono quei sindaci e quegli assessori pizzicati da striscia che attribuiscono colpe a chissà quali enti e compagnia cantante…

  15. Sei, come sempre, terribilmente acuto e tutti questi Ponzio Pilato che si lavano le mani vogliosi perfino di mantenersi l’anima tranquilla li hai letteralmente filmati in tutto il proprio orrore interno, dentro la metafora. Vergogna al dio denaro che li ispira e a tutti i suoi sudditi: potere, sesso a manetta, ricchezze, imbrogli a danno dei poveracci che si sobbarcano un lavoro e uno stipendio onesti nel migliore dei casi.

  16. infatti è la categoria di persone che detesto: quelli che si nascondono ma vogliono sempre essere presenti perché al momento giusto vengono ricordati com’è successo a Ponzio: che, diventato metafora o meno, ci ritroviamo fra i piedi come nulla fosse. Non è casuale che ancora oggi, la folla, sceglierà sempre Barabba…

  17. Potermi prendere delle responsabilità è la situazione che più di ogni altra, nella mia vita, mi fa sentire vivo.. da un senso a tutti i giorni passati e ne da anche a quelli che arriveranno in futuro.

    Prendermi la responsabilità delle mie scelte e dei miei errori è la situazione dalla quale ho appreso di più nella mia vita e che mi ha portato a pensare a come la penso oggi, senza per questo pensare che sia per forza giusto, ma ha costruito la mia personalità, probabilmente quella a cui sono realmente più grato

    Prendermi la responsabilità per le scelte “indovinate” oltre la soddisfazione di un attimo e la cristallizzazione (chi può garantire che sia cosa buona!?!?) di una convinzione non lascia altro effetto e ti dirò mi spaventa perchè non trovo in essa una costruzione di futuro…quindi per istinto mi sembra di tentare di schivarla, ignorarla…

    I PP ti dirò, (sperando di non esserlo) non mi spaventano e non rappresentano un grosso problema perchè prima di qualsiasi altra cosa fanno del male a loro stessi e sprecano il tempo che hanno a disposizione, probabilmente hanno diritto ad esistere anche loro… e forse nella loro mente non vedono minimamente tale spreco…

    ma io in questo posso e forse devo rispondere a e per me e, al massimo, ai miei figli e/o affetti

    p.s. sono stato bravo nella compilazione?? 🙂

    • purtroppo non è sempre così, i PP pubblici sono i più dannosi per tutti

      bravo, hai fatto tutto giusto, infatti adesso basta cliccare sul tuo nick per entrare nel tuo blog 😉

      • beh, il mio era un concetto molto personale, ovviamente comprendo che non sia sempre applicabile… anche se in qualche piccolo particolare penso che si sarebbe potuto far di più per toglier loro un pò di potere…..

        • certamente ma qualcuno il potere deve pur averlo, l’importante è che ne faccio un uso eccellente e che si prenda le responsabilità a fronte di eventuali casini

          • d’istinto mi verrebbe da dire che basterebbe non facessero danni, ora spingerci fino ad un uso eccellente mi sembra di chieder molto, visti i tempi e visti i precedenti…

            una cosa però mi sento di dirla, settorializzando l’argomento in termini di lavoro, anche nel piccolo della mia esperienza lavorativa, un mio sogno/ambizione/desiderio sarebbe quello di conoscere qualcuno che faccia ciò che hai descritto, anche per il semplice gusto di sentirmi piccolo piccolo e star li ad ammirare con l’idea di apprendere.. di persone così ne ho conosciute due ma mai lavoravano per la stessa azienda in cui lavoravo anch’io…

  18. Zio TADS, io aggiungerei l’uomo che fa lo stolto per non andar in guerra, ma paragonando ad oggi questo tuo intervento, mi fai pensare più che altro al paese dei balocchi. E’ colpa di PInocchio se si trasforma in un asino, mica di chi lo ha invogliato.
    Ah, Ponzio Pilato, a dirla tutta era un uomo che teneva alla sua toeletta. Soprattutto dopo esser stato in bagno.

    • cara Aida, quando è uno Stato, una comunità a diventare il paese dei balocchi ci rimettono sono sempre gli altri, in fondo, riprendendo certi tuoi post recenti, anche uno che raccomanda il vincitore di un concorso è, in qualche modo, un Ponzio Pilato 2.0

  19. Bravo Tads! Oggi hai stanato i PP, mettendone in luce le caratteristiche più salienti (spesso tenute ben nascoste), aspetto con ansia il tuo prossimo post per leggere chi cadrà morto disteso sotto la tua acuta lente d’ingrandimento.
    Nicola

  20. Sommessamente: la Storia racconta altro nell’analizzare il lavarsi le mani di Ponzio Pilato di fronte alla condanna di Cristo e a ben leggere la responsabilità fu minima. Egli non volle condannare un ‘giusto’, ma permise che il Sinedrio lo facesse. Il Sinedrio e il popolo hanno preso su di sé e sui loro discendenti, in quanto popolo ebraico, la responsabilità della condanna di Gesù si professava figlio di Dio in terra. Questione di triangolo fu tra Tiberio, il Sinedrio e Pilato che si trovò ob torto collo a gestire la pena e la condanna.

    Non mi dilungo perchè il tuo punto di arrivo è altro e lo condivido appieno. Siamo circondati di PP (Porca Putt-bip quanti sono) e nn si è perso lo stampo e sono gli unici a proliferare.

    sheraboccapertax3oreohiohiohi

  21. Lavarsi le mani, spesso è una posizione di comodo, ed è la peggiore, oppure è una posizione determinata dalle circostanze. Il non prendere decisioni per non assumersi responsabilità, indica una mancanza di carattere, una piccolezza, o anche il non voler avere fastidi: meglio una vita tranquilla che una decisione che potrebbe ricadere sul decisionista. Se le scelte non procurano danni, essere Ponzio Pilato potrebbe anche rientrare nei parametri, è grave quando le decisioni stravolgono il sistema e si ripercuotono su persone innocenti. Ora per quanto riguarda le decisioni ignorate per circostanze che se prese avrebbero un effetto negativo , in questo caso ci si lava le mani a fin di bene, come dire indorare la pillola causa danni minori.
    Un bellissimo post, complimenti!
    Ti auguro una buona giornata.
    un caro saluto
    annamaria

  22. “da insulsa merda in utile latrina”

    per chi ci crede, alla fine è così.
    lontani dal fango del Bisagno i loro mocassini nuovi
    “avevamo stanziato, il TAR ha bloccato tutto, ce l’abbiam messa tutta eh, mica colpa nostra.”

    dev’esserci una scuola di formazione europea, un organismo sovranazionale che si occupa della proliferazione dei PP.

  23. Il tema è serio e il Tuo ragionamento ha valore, non fa una piega, anzi, ammiro sempre il pregio del taglio esplicito che offri ad ogni articolo del Tuo blog.
    Nel Tuo profilo hai reso giustizia alla vera natura del Ponzio Pilato, un becero individuo giustamente definito da Sciascia un quaquaraquà, colui capace soltanto di sottrarsi da ogni propria responsabilità e colpa additando con sopraffazione e subdole manovre l’ispiratore di turno, un ingannevole boia che continuamente cambia per non essere riconosciuto come il responsabile di qualcosa.
    I Ponzio Pilato contemporanei … diffido, eccome se diffido 😉 e spero tanto che non si arrivi mai a manipolare, attraverso la visibilità ottenuta con un tot di clic, l’intelligenza di chi legge.
    Buona giornata Tads

    • manipolare l’intelligenza è difficile, il “tot di clik” influenza le menti disancorate, almeno, così dovrebbe essere 😉

      buona giornata anche a te

  24. A guardar bene la foto che hai scelto, sembra che i tacchi diano una certa stabilità … Chissà se fuori della porta del locale oltre alla targhetta consueta ce ne sono altre tipo quelle delle etichette dei prodotti di consumo con sopra scritto “avvertenze”

  25. il delegato RSA dell’officina meccanica ACCIAIO spa ,dove Toni – il mio amico comunista a prescindere- ha passato tutta la sua vita di lavoro, lo chiamavano Ponzio. Forse perchè ogni qualvolta c’era da prendere decisioni indiceva un referendum tra i lavoratori; quando l’amministratore delegato presentava piani di riorganizzazione riuniva il Consiglio di fabbrica. Prima di “sporcarsi” le mani le faceva sporcare agli altri, lui si lavava le mani prima e dopo aver pisciato ( e anche cagato forse). Toni di lui non aveva molta stima, ma la sua disciplina di partito ( perchè Pilato ne era la longa manu) lo portava ad essere assolutamente allineato. Nella fabbrica di Toni, tuttavia , a salire sul Golgota però non era Cristo Redentore dell’umanità e purtroppo neanche Barabba!
    Il Toni come al solito ha letto con difficoltà il tuo dotto intervento; l’ho trovato davanti al camino acceso sommerso di enciclopedie e vocabolari, e appena mi ha visto ha esclamato: il tuo amico TADS non scrive per noi! Quando gli ho fatto notare che i cipputi incolti non esistono più e che la vecchia classe operaia ( oltre che andare in paradiso) si è affrancata , conquistando gli stessi strumenti culturali dei loro padroni, lui mi ha cacciato in malo modo, urlando: Ma quando maiii!!!!

    • ciao Sannita,
      il Toni appartiene allo zoccolo duro e puro del proletariato integralista, oggi i comunisti vestono Armani, vanno in barca a vela, bevono Champagne, lucidano le scarpe di vitellina ai ricchi e trombano le escort di lusso discriminando le compagne della catena di montaggio. Praticamente hanno messo gli Swarovski alla falce e martello

      ps. quando commenti linkati, basta farlo una volta

  26. I tuoi post – tra il serio e il faceto – sono sempre godibili: non me ne perdo uno. Un mio amico diceva sempre che lui le mani se le lavava prima di orinare, perché andavano a toccare una cosa molto preziosa. Comunque, a parte gli scherzi, mi sembra che oggi chi ha la responsabilità della res publica non abbia nessuna necessità di lavarsi le mani, né prima, né dopo, né durante, perché, a sentir loro, le mani ce l’hanno sempre pulite, qualsiasi cosa essi tocchino. O no !!??

    • ahahahahah…
      hanno imparato a mettersi i guanti, come i ladri, doppio vantaggio, non devono più lavarsele e non lasciano impronte… precauzione inutile visto che sono tutti così babbei da farsi incastrare con le intercettazioni

      grazie per gli apprezzamenti

  27. Raggiungere la perfezione è un’impresa difficile. Ma qui ci siamo andati davvero vicino: hai trattato un tema cosi delicato con una profondità nelle argomentazioni eccezionale. Non solo sottoscrivo tutto ciò che hai scritto, ma elogio anche la scorrevolezza e il piacere della lettera, nonostante parlare dei vari PP mi faccia parecchio incazzare. Che dire: fammi scuola !

  28. I tuoi voli pindarici caro Tads sono sempre molto interessanti. Questo è un volo davvero grande, dall’alto c’è una prospettiva migliore senz’altro. Di nuovo i miei complimenti caro Tads. Un abbraccio. Isabella

  29. Sono circondata.Nel mio ambiente la parola D ordine e’ non mi compete.Ovviamente io mi occupo di tutto e di tutti quelli che fanno parte del mio mondo in modo maniacale e guardo il resto con attenzione nascosta per sicurezza ma non riesco a non vedere.non riesco a non dire se necessario non riesco a fregarmene.Sciocco molto direi perché chi lo fa vive meglio di me ed ha meno rogne potenziali.Ma io amoVivere e non fare finta.complimenti TAds come sempre direi 😊

  30. E io invece penso che siamo tutti dei PP. Nella misura in cui ci conviene e magari neanche senza volerlo consapevolmente. Il mors tua, vita mea la dice lunga. Meglio a te che a me. Ad ogni modo, sono convinto che effettivamente sia diverso scegliere di subirli che subirli e basta. Il problema è che pur essendo il male maggiore, dei piccoli demoni che affollano il mondo, fanno leva sulla faccia ben pulita mostrando la loro presunta innocuità nel conveniente lassismo generale. In fondo… perché devo sforzarmi a pensare e a decidere, se c’è chi lo fa per me? Ed ecco che il PP opinionista nuota nel suo vacuo mare di consensi popolizi. Il danno è che genera correnti irredentiste che “va bene uguale” o addirittura “meglio così che a me non tocca”. Invece tocca tutti. Perché è più facile essere Barabba che Cristo.

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